La sindrome del “facile a dirsi”

L’argomento della possibile “illuminazione” tramite meditazione buddista (ma anche preghiera cristiana) ha, come mi aspettavo, sollevato diversi commenti alla “Si’, facile a dirsi…”. Questo commento, che spesso usiamo anche tra noi e noi, e’ secondo me uno dei piu’ forti ostacoli ad ogni tipo di realizzazione, materiale o spirituale che esso sia. Il punto e’ che spesso (“spesso”, non “sempre”) abbandoniamo il nostro progetto alla prima difficolta’, senza un minimo di determinazione. Eppure sappiamo benissimo che un cambiamento radicale necessita di tempo, in particolare quando riguarda una mente – la nostra – che e’ condizionata da decenni di sovrastrutture nate da condizionamenti culturali, sociali e personali.
Roma non e’ stata costruita in un giorno, no? 🙂

Mi piace riportare qui un paio di risposte che ho dato in commenti ai post precedenti (rispettivamente a artistapaolo2 ed a Gabbiano):

1) Per il buddismo non esiste un punto di arrivo e, in teoria, non esiste nemmeno il desiderio di arrivare. Puntare alla “illuminazione” e’ il modo migliore di non centrarla mai 🙂 Il concetto e’ di meditare con serieta’, senza mollare alla prima inevitabile difficolta’. Il premio e’ immediato: il senso di pace, di stacco dai problemi quotidiani, la serenita’ che si prova, valgono gia’ il “prezzo del biglietto” 😉 Il sentire attraverso la meditazione la vera mente, che non e’ quella del “chiacchiericcio” continuo, percependola come qualcosa di non limitata e nemmeno “propria” in senso stretto (secondo i buddisti la “mente” e’ universale ed ogni cosa ne e’ permeata), e’ in un certo senso un graditissimo effetto collaterale. Ma cercare di cogliere lo “universo” o Dio, guardando dentro di se’, pone troppe aspettative per cui non si riesce a raggiungere quello stato di “quieta meditazione senza sforzo” che e’ quella necessaria.
“Fede”, “convinzione”, sono solo parole. Il lama mi disse “medita, poi capirai” 🙂 Io allora non capi’, mi servivano prove. Oggi ho capito che nemmeno una prova ragionevole potrebbe convincermi; non resta che dare retta al lama. Che si ha da perdere? 🙂 Come minimo la meditazione dona pace e tranquillita’ mentre la si fa. Gia’ questo sarebbe di per se’ un motivo sufficiente per farla 🙂

2) Il tuo e’ il problema dei piu’, me compreso. Ad affermazioni cosi’ rispondiamo sempre “eh! Facile a dirsi!” 😐 Ma… siamo sinceri, quanti di noi hanno provato a seguire questi ed altri suggerimenti del genere per un tempo prolungato? Quanti sono stati determinati senza mollare dopo la prima volta bollando nella propria mente il tutto come “sciocchezze”? 😐
Bisogna provare, con coraggio, costanza e determinazione, senza dar peso a difficolta’ che inevitabilmente ci saranno, perche’ questi metodi non sono medicine allopatiche che le prendi e (sperabilmente) il giorno dopo stai meglio. Ci vuole costanza e tempo. Costanza, non creduloneria: diamoci una scadenza, che so, 3 mesi (ma sono certo che basterebbe meno), 3 mesi in cui con determinazione sperimentiamo. Solo dopo saremo davvero titolati a dire “eh! Facile a dirsi!” 😉

costruzione

74 pensieri su “La sindrome del “facile a dirsi”

  1. Ciao Wolf, credo fermamente  l'unico percorso che ci permette di vivere serenamente sia quello di seguire le nostre passioni e il nostro sentire e soprattutto essere in grado di capire se ci stiamo mentendo.Si deve trarre piacere in quello che si fa , che non 
    deve essere un piacere immediato, ma neanche faticoso.
    A meno che l'essere umano riesca a trarre piacere dalla fatica in se'.
    Bisognerebbe definire il concetto di piacere.che secondo me in questi decenni si è modificato.
    Io sono cresciuta nel mito della profondita' delle cose che intraprendevo, che era raggiungibile con fatica, tenacia e con termini di tempo lunghi.Ora è tutto frammentario, veloce, si "surfa" su mille cose e si trae piacere da questo, essere in più luoghi contemporaneamente , anche se in maniera superficiale, non importa, si trae piacere dall'enormità delle cose con cui veniamo a contatto ed in questo processo è stata determinante la rete.
    Io dico solo quello che vedo, non solo nei giovani ma anche in persone della nostra età. Del resto le condizioni sono cambiate, se si studia e si arriva ad avere una laurea, oggi non basta per fare quello che vuoi, non basta nenache per trovare un lavoro sicuro e duraturo ed allora come biasimare coloro che non lo fanno più con passione…E' facile a dirsi …
    Io non amo questo modo di vivere, non riesco a trarne piacere, sono come consapevole che questa non sia la strada giusta, ma non posso dire certo che il mio modo di vivere è giusto oggi. Non c'è bisogno di prove, fare, amare, capire, per il gusto di vivere, ma noi siamo veramente capaci di fare questo, senza infingimenti?
    Io non faccio meditazione, ma l'unico luogo in cui sto bene e mi sembra di non aver bisogno di niente è quando sto nella Natura, da sola, divento un filo d'erba, una foglia, mi sento sangue e carne e pelle che respira, il mio respiro in quell'immensità. Solo li sto bene, ma non devo fare fatica , non c'è lavoro, basta togliere le gabbie del pensiero, del linguaggio ed è tutto li davanti ai nostri occhi e questo mi sembra che possa bastarmi per vivere.
    Un abbraccio
    Egle

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  2. Ci sono situazioni in cui si cade nel "facile a dirsi" ma alla fine penso come te che questi sono ostacoli che ci poniamo noi stessi. La mente ha delle grandi potenzialità ma se si sviluppa in un modo restrittivo (vuoi a causa della famiglia, della società o qualsiasi altra ragione), allora non sarà facile farla uscire dalla "gabbia". Ci vuole lavoro, pazienza e costanza per fargli riprendere le sue piene facoltà, il suo equilibrio. Se si hanno dei progetti non ci si deve arrendere alle prime difficoltà, bisogna sfruttare le nostre potenzialità, che magari una mente in "gabbia" neanche vedrebbe.
    Un bacio caro Lupo!

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  3. x Anna: oh, che piacere rileggerti, cara Anna! Grazie a te per essere passata!

    x Egle: quella che fai in mezzo alla natura, cara Egle, è meditazione Non è necessario assumere posizioni forzate o fare chissà quali pratiche, basta essere in quel che si sta facendo, zittendo il chiacchieraccio nella nostra testa e immergendoci in cio' che abbiamo di fronte. E tu lo fai, non è così?
    Riguardo alla prima parte, ci sono state grandi persone che sono riuscite ad elevarsi in condizioni terribili, in stato di fame, povertà, prigione o perfino campo di concentramento. Non confondere la soddisfazione del proprio lavoro con la ricerca della serenità e della spiritualità, non necessariamente i due aspetti sono legati. Anzi, quasi tutte le grandi correnti spirituali, buddismo compreso, sono nate per cercare di portare sollievo e conforto a chi di sollievo e conforto aveva bisogno. La figura più elevata del buddismo non è chi si è illuminato al punto di non rinascere più perché non ha più bisogno di crescere, ma chi, pur essendo in tale condizione, sceglie espressamente di rinascere per poter aiutare gli altri (si chiamano Bodhisattva).
    Per questo anche Gesù ha sempre detto che è chi sta male ad aver più possibilità di entrare nel regno dei cieli, non per "diritto acquisito tramite sofferenza", ma perché è più naturalmente spinto a cercare di emendarsi, attraverso il suo spirito, da una situazione difficile e dolorosa.
    Almeno io la penso così

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  4. x Demetra: è proprio così cara Demetra Pero' spesso ci imbattiamo in cose, fatti o parole, che ci aprono uno spiraglio, noi dovremmo poi seguirlo tale spiraglio, ampliarlo, aprire la porta Invece restiamo pensierosi al massimo per un poco di tempo e poi ci riperdiamo nelle nostre abitudini. Quindi è vero che i condizionamenti ci sono, ma dobbiamo stare attenti a non usarli come scusa per non "iniziare il cammino"
    Un bacio anche a te, carissima!

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  5. Wolfissimo – faccio una considerazione: penso di poter dire che conduciamo una vita troppo frenetica. Siamo sempre di corsa, pieni di affanni. Le ultime vicende dei bimbi lasciati in macchina penso possano essere un esempio portato all'estremo. Ingabbiati in una routine che ci schiaccia e ci opprime, è sempre più difficile trovare un momento per pensare e riflettere.
    Inoltre siamo pervasi dall'idea del tutto e subito e trovare strade alternative viene considerato una perdita di tempo.
    Faccio anche una considerazione che potrebbe essere fuori luogo, ma per me comunque è significativa e penso alla scuola (intesa ad ampio spettro) e a quello che se ne vuole fare. La scuola non è una fabbrica dove si getta sabbia e subito esce vetro = prodotto finito. Le menti non si formano dall'oggi al domani, ma nemmeno in questo settore non si dà il tempo di crescita adeguata … tutto di fretta e tutto poi va come non si dovrebbe far andare.

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  6. Credo non sia facile sfruttare tutte le nostre potenzialità.  Riguardo al traguardo che tutti credo si pongono per esempio nell'ambito del lavoro, ho avuto delle amiche  che hanno avuto costanza,pazienza e grandi progetti portati avanti nel tempo,purtroppo le porte si sono chiuse e sono rimaste senza speranza,..

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  7. "Si', facile a dirsi…". Questo commento, che spesso usiamo anche tra noi e noi, e' secondo me uno dei piu' forti ostacoli ad ogni tipo di realizzazione, materiale o spirituale che esso sia. Il punto e' che spesso ("spesso", non "sempre") abbandoniamo il nostro progetto alla prima difficolta', senza un minimo di determinazione. Eppure sappiamo benissimo che un cambiamento radicale necessita di tempo, in particolare quando riguarda una mente – la nostra – che e' condizionata da decenni di sovrastrutture nate da condizionamenti culturali, sociali e personali.
    Roma non e' stata costruita in un giorno, no?

    Forse no, però ad esempio, io sono diventata vegetariana in un giorno… mentre da mesi sto provando a diventare vegana e non riesco, non del tutto…
    non fumo ma so che per molti fumatori è così: o smettono del tutto da un giorno all'altro, o se decidono ad es. di limitare gradualmente, poi non riescono…

    Non so, forse dipende dalla singola persona; probabilmente a volte sono più facili i cambiamenti drastici (anche se spesso alla lunga comportano ricadute) che non progetti lunghi nel tempo e per i quali sono necessarie pazienza e costanza…

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  8. Bisogna sempre provare…tentare e a volte anche avere il coraggio di osare….
    Un grande abbraccio a voi…..         
    ps.Dagli tanti baci e una strapazzata a quel delinquente !!          

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  9. Forse un giusto atteggiamento da adottare sarebbe quello di portare la presenza dello stato meditativo nella vita quotidiana così che anche il più semplice gesto sia una forma di meditazione,che ,per come la sento io,è uno stato (o dovrebbe essere uno stato..) di non-separazione.

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  10. Vero Wolf, se ci si presentano delle opportunità, "spiragli", bisogna saperle sfruttare. "E' vero che i condizionamenti ci sono, ma dobbiamo stare attenti a non usarli come scusa per non "iniziare il cammino"".
    Sono d'accordissimo con te 

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  11. x Raggio: vero, ma… il fatto di essere sempre di corsa è la causa o è piuttosto un effetto del non saper controllare la propria mente? Davvero è solo colpa della nostra società? Eppure ci sono persone che svolgono compiti molto gravosi con la massima tranquillità ed altre che appaiono perennemente di corsa per poi scoprire che non hanno nulla di così importante da fare

    x Giada: credo che nella spiritualità il discorso dipenda soprattutto da noi; nel lavoro – e ogni volta che serva interagire con altre persone – le cose possono essere un po' più complesse. Sono il primo a dire che la certezza non è di questo mondo: si puo' fare tutto, e farlo bene, eppure le cose possono andare male. Tuttavia, attraverso la determinazione, avremo il massimo delle possibilità di riuscita, il che non è poco, anche se non è certezza.
    Le tue amiche non hanno sbagliato, hanno fatto bene a tentare ed insistere. E devono continuare a farlo, anche se dovranno rivedere i propri obiettivi o, forse, solo i punti intermedi per raggiungerli.
    Vedi cara Giada, ci sono due modi di vivere le vita: assumersi – a volte anche ingiustamente – la responsabilità di cio' che succede, o dichiararsene vittime. La differenza è più mentale che reale, ma la prima scelta è nettamente più costruttiva, perché nel momento in cui ti dichiari "vittima", rinunci a lottare, e non hai più possibilità di rialzarti.
    Credo che gli unici veri obiettivi nella vita, siano quelli morali, spirituali ed emotivi. Tutto il resto, compresi quelli materiali, sono solo mezzi per raggiungere i primi. Per questo dico che quando anche uno non riesce ad ottenere un lavoro, non è detto che debba rinunciare al proprio obiettivo, dovrà probabilmente solo cambiare la strada per raggiungerlo. Ovvero, nel caso che citi, cercare un altro tipo di attività o sostentamento.

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  12. x Valeria: sono d'accordo, Valeria Apparentemente è a volte più facile rinunciare a qualcosa che limitarne l'utilizzo Ma… è davvero così? Certo, chi smette di fumare spesso interrompe da un giorno all'altro di farlo "fisicamente"; tuttavia l'approccio all'atto del smettere e il periodo di sofferenza successivo è tutt'altro che immediato, la nostra mente ha comunque bisogno di tempo per adeguarsi ad un grosso cambiamento, e il fatto di inciampare qualche volta lungo tale percorso non deve farci desistere. Se poi non si inciampa mai… bé, tanto meglio!

    x Donnaflora: sono d'accordo cara A volte, per puro caso, non è nemmeno necessario e va tutta dritta alla prima… ma sono casi rari
    P.S.: eheheh lo faro'!

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  13. x Katia: grazie cara, spero sia stata una bella giornata anche per te

    x Orchis: è assolutamente così cara!  Altrimenti la meditazione e la preghiera non servono a nulla! In genere è qualcosa che, se uno medita o prega correttamente, avviene spontaneamente, ma a volte – come dici tu – uno crea una separazione troppo netta tra periodo di meditazione e "vita quotidiana", così che quando esce dalla meditazione… "riprecipita" subito nel casino Questo ovviamente non va bene

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  14. x Demetra: esatto, e non dobbiamo recedere solo per qualche intoppo e contrattempo Va da se' che se ci accorgiamo sinceramente che cio' che facciamo non va bene, allora dobbiamo avere il coraggio di cambiare almeno qualcosa
    Un salutone

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  15. La fretta e l'impazienza sono le tiranne del nostro tempo. Nessun valore aggiunto viene attribuito alla fatica del crescere e del costruire. Tanto nelle cose concrete quanto in quelle così sfumate come sono i sentimenti e l'amore… ma  difficilmente poinsi sa apprezzare davvero e difendere ciò che è statp troppo facile  conquistare…
    Un abbraccio, caro lupetto.

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  16. x Flame: vero cara, ma, come ho scritto a Valeria, nel commento 18, quanto c'è di nostro in questa tirannia? E' davvero la società l'unica responsabile, o… siamo anche noi stessi? Io credo la seconda. E come tale possiamo cambiare le cose
    Un abbraccio anche a te!

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  17. Ciao Lupo, che piacere!

    Dunque, la frase "facile a dirsi" non l'adopero quasi mai, perché sono combattiva, determiata e testarda.
    Certo, alcune volte se ci passano davanti situazioni ineluttabili… bè, lì mi arrendo! 🙂

    Un abbraccio!
    Nadia

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  18. Quello che, secondo la mia visone, resta importante lo piazzo in una posizione razionale (menzionare il razionale quando il contesto è filosofico e religioso forse farà ridere). Comportamento razionale significa NON STRAFARE, la cosidetta ferrea "determinazione" se non raggiunta secondo i canoni personali crea solo danni, un "fallimento" rischierebbe di demolire l'autostima. Ironia, ottimismo … quando tutto appare buio chi si porta dietro questi due "gioielli" risorge "psicologicamente" dalle ceneri. Personalmente ho gravi problemi con la signora in nero, non la sopporto!!!!

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  19. x Nadia: Buongiorno Nadia Certo, ci sono ostacali che non possono essere superati; per questi è davvero il caso di metterci una pietra sopra e cambiare, al più presto, direzione od obiettivi. Anche se i veri obiettivi difficilmente possono essere cambiati, leggi il mio commento a Giada (il secondo del #17)

    x Jouy: capisco, anche se a volte il problema sta proprio nello stabilire cosa è "strafare" e cosa non lo è. In economia si dice che bisogna puntare a 100 per ottenere 10, quindi puntare a 100 non è strafare. E ci sono tanti campi dove perfino riuscire a salire un gradino, pur avendo puntato alle stelle, puo' voler dire davvero tanto…

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  20. ….ho letto in silenzio questi tuoi scritti Francesco e sono contenta drgli scritti e dei pensieri di meditazione sul buddismo di Thich Nhat Hanh….credo che tu conosca bene anche la teoria e la pratica di   Ho   oponopono  la pace comincia da te….e non so perchè Wolf ma leggendo i tuoi scritti ed i vari commenti mi ritorna in mente il libro _un indovino mi disse- di Terzani e sopratturro il capitolo sulla meditazione…un saluto speciale a te al tuo mare ed ai tuoi lettori namaste al tuo cuore e alla tua anima giogiò

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  21. Ciao Giogiò, contento di rileggerti da queste parti No, di Ho'oponopono conosco poco o nulla, immagino che queste teorie siano arrivato da noi solo recentemente. Provero' a dare un'occhiata
    Di Terzani invece ho recentemente terminato "La fine è il mio inizio"; toccante e interessante, anche se forse più per la parte storica e umana che per gli insegnamenti spirituali.
    Al momento invece stiamo "affrontando", centellinandolo (e non potrebbe essere altrimenti), un interessantissimo libro di origine buddista tibetana, scritto da Sogyal Rinpoche: Il libro tibetano del vivere e del morire. Credo sia davvero il massimo per quanto mi riguarda
    Un carissimo saluto cara Giogiò!

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  22. Si ma a 100 si giunge mai? Stante a come vanno le cose dubito. … mettici che sono poco incline al raggiungimento della perfezione, aggiungici che non mi piace l'ambizione… Ma dai quando si discute di principi così alti, si da veramente quel che si può. 

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  23. Sono abituata alla meditazione, ma ci vuole l'ambiente giusto, magari in gruppo. La praticavo dopo lo yoga, ma trovare il momento adatto, in casa diventa più difficile, anche se sarebbe una sana abitudine.
    Buon fine settimana

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  24. alcune volte è con piacere che ci si ritrova ad avere conforto nelle credenze che si credeva abbandonate, pochi giorni fa ad una visita importante mi sono ritrovata a chiedere un pò di forza a Dio. A ripensarci ora mi sento un pò ipocrita, sono cresciuta come cristiana cattolica e da un pò di tempo non riesco più ad affidarmi alla chiesa, nonostante continui a credere in Dio ho perso la bella abitudine di pregarlo pensando fossero solo formule inculcate dalla chiesa… mi è difficile trovare un confine e mi sento confusa.. e forse sono anche un pò pigra per analizzare a fondo il problema… facile a dirsi!  

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  25. Ma cercare di cogliere lo "universo" o Dio, guardando dentro di se', pone troppe aspettative per cui non si riesce a raggiungere quello stato di "quieta meditazione senza sforzo" che e' quella necessaria.

    Se si diventa consapevoli, e si sa' che la strada per interiorizzare e farla vivere in noi la "Spiritualita'"  l'unica via e' della meditazione o preghiera, liberamente si fa una scelta.. di mettersi in esercizio giornaliero senza se e ma..Per esperienza  decisi cosi' anche se tutte le mie difese erano rigide cominciai a fare una lotta contro me stessa, tutti i giorni cominciando con la preghiera formulata e entrando nel silenzio oscuro…pieno di chiasso, allora dopo un po' cercavo di immagginare ad occhi chiusi uno schermo grande come la mia visuale di colore bianco tentando di concentrarmi sul colore che poi piano piano diveniva scuro buio …dopo tre settimane di esercizi giornalieri che dopo divennero un bisogno, era come se avessi avuto un appuntamento…riuscivo ad staccarmi dal mondo ..dei momenti..ognuno ha tempi diversi l'importante e' cominciare e rimanere ancorati a cio che desideriamo e crediamo, in primis e' aver "Fede" a cio' che facciamo. Come sempre e' molto prolifico venire da te, leggerti e' una gioia grazie di esserci Wolf..

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  26. x Jouy: raramente o quasi mai, immagino Ma come detto, quando si tratta di cose importanti, anche arrivare a 10, o perfino salire di 1 solo, è già grande cosa. Puntare al massimo serve a metterci nella predisposizione d'animo a dare il massimo, e avere il massimo di probabilità di riuscita. Ma, di nuovo, la certezza in questa vita non è data.
    Un caro saluto

    x Violetta: dipende dall'abitudine, di solito in casa non ci riusciamo perché non siamo abituati a farci questo genere di attività. In un centro, con altri, è più facile perché ci vai apposta e non puoi permetterti di fare dell'altro una volta che sei lì. Ma volendo si puo' anche in casa. Anzi io, che in passato ho provato entrambi, davo il meglio nella camera di casa mia
    Buon weekend!

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  27. x fatina: non si tratta di ipocrisia, anche se ammetto che in condizioni simili ho avuto gli stessi tuoi pensieri. Un conto è il praticare i regolamenti, i precetti, di una religione organizzata; un altro è affidarsi ad una figura spirituale in un momento di grande difficoltà. Non è Gesù stesso a rivolgersi per primo a chi sta male, piuttosto che a chi sta bene? A guardare ai bisognosi piuttosto che a chi in teoria porta la sua parola?
    E allora… che c'è di male in quello che hai fatto?
    Sono quasi sempre le sofferenze e la paura quelle che ci spingono verso la spiritualità. E' così da sempre.

    x Raggio: eheheh vero??

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  28. Ultimamente sono in meditazione continua
    ….ma ho bisogno di uscirne…di spaziare mentalmente…ed eccomi di nuovo quà….Facile a dirsi??? Facile a
    farci???…Ce la devo fare!!!!!!!!!!!!
    Un abbraccio stretto stretto Fra…
    Anna..

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  29. Quello di cui parli non è un problema, è il PROBLEMA, almeno per me.
    Dissertare sulla questione non servirà a superarlo, bisogna sperare in uno shock adatto, e sono sicuro che tu capisci benissimo di cosa parlo.

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  30. x Anna: l'errore più grande è credere che la meditazione debba essere qualcosa di "ritirato dal mondo"; questo, se si vuole prendersi una "pausa dal mondo" puo' anche essere, ma ricorda che la meditazione puo' essere fatta in ogni luogo e facendo ogni cosa, basta essere in cio' che si fa
    Un abbraccione e… contento di riaverti qua

    x Kappadue: lo shock adatto, per chi già è in "aria da cambiamento", puo' essere molto più leggero di quel che si pensi. A volte a chi è "lì – lì", basta perfino una singola frase detta al momento giusto Pero' poi dobbiamo dargli seguito, ed è questo che di solito non facciamo.
    Un caro saluto

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  31. E' vero ci sono troppe aspettative, anche perchè si sono diffuse in maniera esagerata centri di Reiki soprattutto ed anche di meditazione dove in pochi mesi  promettono  l'acquisizione di capacità straordinarie, anche qui quindi vige la legge del tutto e subito.  Per noi occidentali il raccoglimento in noi stessi è una pratica lontana dal nostro pensiero, ti confesso che anch'io sono molto incostante, un po' perchè mi manca uno spazio per me, qui da me è sempre un girare di figli.  Forse da soli è piu' difficile, ci vorrebbero delle guide spirituali. Mi puoi chiarire il concetto della "mente universale secondo il buddismo" , si riferisce forse ad una "coscienza universale" perchè la mente non è una funzione propria di ognuno di noi, cioè fà parte del nostro corpo?  Buon fine settimana Wolf, ciao Fulvia

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  32. x Fulvia: Sono d'accordo Fulvia, i messaggi del buddismo, ma possiamo dire più in generale delle antiche tradizioni esoteriche e spirituali, sono state oggi "saccheggiate" dalle discipline della moderna New Age; meglio così che vadano perse, questo è certo, pero' in generale questo ripescaggio risente di un tentativo di adattamento alla cultura occidentale che a volte tende a semplicizzare modello "libretto delle istruzioni" e poi, si sà, se a noi non ci promettono di insegnarci a far muovere i monti in un mese… non ci scomodiamo
    Sul luogo dove fare meditazione, in generale ogni luogo va bene, il video di Thich Nhat Hanh alla fine del post precedente suggerisce come esempio di meditare… lavando i piatti Pero' è vero: a noi che non siamo abituati occorre, per iniziare, almeno un angolo tranquillo, con magari qualche "segno esteriore" (che so, incenso, musica o statuette) che ci "ispirino" la meditazione. Pur preferendo personalmente la meditazione solitaria (bé, ora condivisa almeno da mia moglie ), spesso i centri di meditazione hanno proprio il vantaggio di offrire un luogo apposito, dove sicuramente non si viene disturbati Pero' si puo' anche provare la meditazione camminata di Thich Nhat Hanh, per cui basta un bel sentiero in mezzo a un parco o comunque in un luogo tranquillo
    Il concetto di mente buddista, per come l'ho capita io, è davvero affascinante anche se anche stavolta non lo "percepirai" come originale, poiché copiata da molte discipline New Age contemporanee.
    Per il buddismo ci sono due menti. Una è la nostra mente razionale (uso parole mie), quella che usiamo per risolvere problemi logici o, più spesso, per complicarceli E' il chiacchiericcio che abbiamo sempre nella nostra mente.
    La seconda è "il silenzio, l'intervallo, tra una parola (mentale) e l'altra", un intervallo che si deve allungare sempre più per trovare pace, serenità e, appunto, riscoprire la nostra vera mente. Questa mente pero', avvertono i buddisti, non è affatto personale, ma è "cosmica", "universale". E' Dio insomma.
    Ti ricorda qualcosa? Forse un certo Meister Eckhart del Cristianesimo medievale (che infatti rischio' il rogo )?
    Eppure tale mente deve avere in sé anche qualcosa di individuale, visto che permette la metempsicosi (la reincarnazione). E qui ci riavviciniamo al mistero dell'uno e del tutto: singoli, eppure universali. Individui, eppure Dio.
    Insomma, non è facile risponderti, hai fatto una delle domande che più di altre mi hanno sempre affascinato; seconda forse solo all'esistenza o meno di un'aldilà.
    Un caro saluto

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  33. x fatina: figurati cara, grazie a te per il bello scambio!

    x Marluli: grazie cara Bé, i post rimangono qua: quando avrai tempo, se lo vorrai, saprai dove trovarli
    Un caro saluto

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  34. Butto lì alcuni pensieri, prendili come tali e cioè  non potremmo avere in noi un ricordo di Dio? Voglio dire come nel nostro DNA rimane il ricordo del capostipe, così in ogni creatura dell'universo c'è il ricordo di Dio da cui ha avuto origine. Siamo  masse di energia in evoluzione,  tutto è in trasformazione perchè niente va distrutto (Einstein) , dove forse ci sono realtà parallele e noi esseri umani siamo le creature  attraverso cui Dio può essere riconosciuto. Mi rimane difficile pensare che in noi ci sia una parte divina, mi sembra come se così Dio perdesse la sua libertà.  Chiudo perchè penso di averne dette abbastanza! Ciao!!! Fulvia

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  35. Forse spesso diciamo "facile a dirsi" perché samo troppo occupati e/o troppo distratti per cercare di fare, così ci tiriamo indietro alla minimo ostacolo. Forse è come hai detto in un altro post, l'importante non è raggiungere la meta, ma il viaggio in sé, e anche qui essenziale non è raggiungere la verità o un ideale bensì avere le voglia di raggiungerli.

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  36. Il "facile a dirsi", forse è un timore più teorico che pratico, perché, almeno per me, di fronte ad una difficoltà che impedisce il mio progetto, combatto e mi ricordo del "facile a dirsi" solo dopo aver ottenuto la mia vittoria, nel senso che mi domando:  "come ho fatto a vincere?".

    Sai, ultimamente, ho incominciato ad apprezzare il SILENZIO, mi accorgo che a casa non accendo più non una ma tutti i televisori e nemmno la radio in macchina. Preferisco ascoltare tutte le voci del silenzio, ne ha tanti fuori dalla mia testa, come per esempio il cinquettio degli uccelli indaffarati con i nidi e con  i piccoli in questo periodo, oppure l'ascolto dello "scacciapensieri" di bambù appeso fuori al pergolato, lo scandire del ritmo provocato dal vento.

    Un caro saluto Wolfghost e grazie per renderci delle riflessioni che portano in un certo senso alla pace, per lo meno ci indichi una delle vie per arrivarci.

    Ciao!

    Rondine 🙂

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  37. Ciao Francesco, come state tu e la tua famigliola?
    Ho iniziato a leggere il tuo ultimo post, ma quando ho capito che non solo quello, ma anche quelli precedenti erano "pane per i miei denti", mi sono fermata: li stamperò per leggerli con calma perché l'argomento mi interessa molto, da anni.
    Ci tenevo però a lasciarti un salutino, ripromettendomi di tornare presto fr ale tue pagine.
    Un abbraccione a tutti

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  38. meditare è una delle mie attività preferite… non avrei dedicato la vita e gli studi alla filosofia teoetica d'altronde se non fosse così… è che in genere il mondo non capisce ciò che non dà profitto economico e pure immediato… 

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