L’interpretazione dei sogni

Gli uomini da sempre sono affascinati dai sogni, a volte essi sono così verosimili o al contrario così strampalati da far quasi inevitabilmente sorgere la domanda sul loro significato. Stuoli di filosofi, esoteristi e psicologi si impegnano da sempre a trovare il modo di interpretarli. Il problema è che nonostante si cerchi in ogni modo di catalogarli essi sono molto personali e dunque di significato il più delle volte soggettivo. Lo stesso Jung, nonostante cercasse egli stesso catalogazioni di base allo scopo di favorire l’interpretazione dei sogni, ammoniva che, allo stesso modo dell’analisi di una persona, così un sogno non può essere interpretato in maniera del tutto oggettiva. Jung aveva intuito che determinati simboli erano atavici, innati, nell’umanità, e lo spiegava con l’idea che un determinato oggetto o azione avesse suscitato per generazioni e generazioni una stessa determinata sensazione da divenire parte di un “inconscio collettivo” a cui tutti attingiamo. Eppure nemmeno l’archetipo può essere valido sempre e per tutti. Jung faceva l’esempio della campana a suono lento, da secoli usata per indicare una cerimonia funebre: sognarla, in linea di massima, non può che avere un significato sinistro. In linea di massima, appunto. Perché una determinata persona può avere nel proprio inconscio qualche lontano ricordo, legato al suono di una campana, capace invece di evocare sensazioni diverse, perfino di felicità, con una forza evocativa tale da scalzare il significato archetipo che di solito ha.

A mio avviso molti sogni non hanno un significato particolare, nascono in gran parte per semplice rielaborazione delle esperienze vissute nel corso della giornata o del periodo, quando non da rumori e suoni che ascoltiamo, in maniera inconscia, durante il sonno. Quand’ero ragazzo, nelle prime ore di un mattino, un pacco di asciugamani che era accatastato su un armadio assieme ad altri (i miei genitori erano entrambi parrucchieri) iniziò a scivolare lentamente su un altro pacco fino a cadere a terra. Nella brevità di quei momenti la mia mente addormentata elaborò il sogno di una slavina che si stava staccando da una montagna. Vero è che ogni sogno non è mai del tutto privo di significato, perfino quelli più semplici contengono particolari che per il solo fatto di comparire nei nostri sogni, e quindi essere nel nostro inconscio, qualche importanza la hanno.

Molti altri sogni hanno invece significati psicologici profondi ma spesso di difficile comprensione. Psicologia vuole che il motivo sia che la nostra parte conscia cerchi di evitarli, di cancellarli, perché ha timore di cosa è sommerso nella parte inconscia dalla nostra psiche: potremmo avere segreti terribili nascosti là dentro e non vogliamo conoscerli. Così l’inconscio tende a mascherarli per riuscire a passare la censura imposta dalla parte conscia. Io però ho come l’idea che il motivo possa anche essere più semplice: i sogni nascono dalla parte più arcaica e meno razionale di noi, una parte non controllata, non soggetta al ragionamento e alle regole della realtà. Una parte che, insomma, la vede come vuole e non come logica gli detta. Ad ogni modo, al di là di come nascono, questi sogni ci possono dire molto. Forse non nascono per questo, per darci suggerimenti, ma possono farlo. L’elaborazione è comunque difficile perché, come scritto all’inizio, nascono su basi assolutamente soggettive. Un simbolo che per noi vuol dire “nero”, per un altro potrebbe voler dire “bianco”, e poco importa che simboli archetipi possano voler dire la stessa cosa per il 90 per cento di noi: potremmo far parte del restante 10 per cento e prendere un palo clamoroso nel voler seguire l’interpretazione standard.

Un esempio classico sono le persone che appaiono nei nostri sogni. Spesso l’inconscio utilizza simboli che richiamano un particolare significato per usarne la forza; una persona che è stata per noi un simbolo di autorità, come un padre, può rappresentare la parte autoritaria di noi stessi. Non è nostro padre che vuole parlarci, ma una delle sfaccettature della nostra stessa personalità.

Ricordo di aver letto un facile esercizio che dovrebbe aiutare a farci capire il significato di un determinato simbolo o persona di un nostro sogno. Ci si mette tranquilli, in una sorta di autoipnosi per intenderci, ma nulla di particolarmente strano: semplicemente tranquilli. Dopo di che si immagina di essere seduti su una sedia e avere di fronte a noi l’oggetto del nostro sogno seduto su un’altra sedia. A questo punto gli si iniziano a porre domande: “chi sei?”, “cosa rappresenti?”, “cosa volevi dirmi?”. E così via.

E non dimentichiamoci che non sono solo le immagini che contano, ma ancora di più le emozioni che in noi provocano. Lo stesso “film” che in una persona evoca una sensazione sgradevole, in un’altra può provocare sensazioni positive. E’ evidente che anche l’interpretazione cambia.

Nella mia libreria c’è un libro vecchiotto che si intitola “Sogni che diventano realtà”. Di cosa parla potete immaginarlo. Sì, esistono poi sogni particolarmente strani, che apparentemente predicono qualcosa che avverrà, sembrano mettere in contatto con qualcuno che sta dall’altra parte o sembrano essere capaci di portarci in un’altra dimensione. Di solito questi sono sogni particolari, “lucidi”, dove sentiamo di avere la nostra consapevolezza sveglia, in grado, in qualche modo, di controllare perfino ciò che stiamo facendo nel sogno. Il sogno sembra reale, vivido, tangibile, al punto di lasciarci al risveglio la quasi certezza che non poteva essere solo un sogno. E’ davvero così?

In uno dei pochi sogni lucidi che ricordi, mi svegliai, mi misi seduto, mi infilai le ciabatte, mi alzai, andai alla porta della camera… esattamente come facevo normalmente ogni mattina. Poi afferrai con la mano la maniglia della stessa per aprirla, percependone perfettamente il metallo al contatto con la pelle della mano. E qui ricordo che qualcosa iniziò ad apparirmi inusuale. Infatti in quel periodo, vivendo da solo, non ero solito chiudere la porta della camera: come mai era chiusa? Comunque aprì la porta e iniziai a camminare lungo il corridoio, solo che… c’erano quadri appesi alle pareti, e io non avevo quadri in casa mia! A questo punto mi svegliai. C’era una realtà in quel sogno? O era semplicemente un sogno così vivido da sembrarmi realtà?

Solo successivamente mi capitò di leggere resoconti di “viaggiatori fuori dal corpo” secondo i quali i viaggi astrali portano in dimensioni parallele alla nostra e ad essa anche simili, eppure sempre almeno leggermente diverse. Così si spiegherebbero le stranezze che si incontrano in questi presunti viaggi astrali. Realtà? O spiegazioni fantasiose per dare realtà a qualcosa che non la ha?

In realtà certi sogni raccontano di fatti accaduti in un tempo che deve ancora venire, o che sta accadendo in un altro luogo, con una accuratezza tale da far pensare che almeno questa piccola percentuale di sogni si fondi realmente su percezioni paranormali. E in fondo potrebbe non essere così strano.

C’è una teoria, di due noti ricercatori britannici, che sostiene che nel cervello esistono delle particolari cellule (“microtubuli” all’interno dei neuroni) con capacità quantistiche. In sostanza queste cellule funzionerebbero come recettori di energie che esistono fuori dal corpo “traducendole” poi in qualcosa che può essere elaborato dal cervello fisico. E’ un po’ la stessa teoria che ci dice che davvero l’anima esiste indipendentemente dal corpo e il cervello funziona come una radio ricevente avente lo scopo di portare l’anima all’interno della realtà materiale. La maggioranza degli scienziati al momento restano in disaccordo, ma d’altronde ogni grande scoperta nasce sempre scardinando le “certezze” che l’uomo si è faticosamente costruito in precedenza. Non è così?🙂

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Incubo notturno, Henry Fuseli

Nota: colgo l’occasione per salutare Wendy, la nostra pesciolotta che ci ha lasciato dopo 4 anni di vita nel nostro acquario. Apparentemente non aveva malanni particolari, con noi è stata (o è stato, in realtà non abbiamo mai capito se fosse maschio o femmina) fin dagli albori del nostro acquario, arrivata assieme ad altri pesci che ancora ci sono (in particolari i piccolini da fondo) e altri che non ci sono più, ma era già grande quando l’abbiamo presa, poteva avere già qualche anno, quindi può essere che avesse raggiunto la sua aspettativa di vita. Resta, tra gli altri, Jack, l’altro Trichogaster, con cui peraltro Wendy non è mai andata d’accordo: sono stati quattro anni di lotte e inseguimenti!😐

Ciao Wendy, fai buon viaggio!

 

Buon settimo compleanno, Numa!! :-)

Quest’anno ho pubblicato pochissimo e molti dei post si riferivano a ricorrenze o compleanni. Bé… non può certo mancare l’ultimo (forse😉 ) compleanno dell’anno per l’amica Numa, la gattina di casa!🙂

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In realtà Numa, qua sopra e in chiusura di post in foto recenti, non è così “ina”: sette anni e almeno 6 chili e mezzo (non è facile da pesare Numa… chissà quanto è veramente🙂 ) non fanno proprio “gattina”… ma per noi sì, lo è sempre stata e lo sarà sempre🙂 Anche perché… bé, l’altra gatta è Sissi che di anni ne conta 13 e di chili quasi altrettanti!😉

Numa è arrivata in casa nostra il 25 maggio 2010 direttamente da un gattile genovese🙂 Qui a fianco la vedete ancora mezza addormentata a causa dell’anestesia per il prelievo di sangue a scopo test.

E’ stata il primo animale che io e Lady Wolf abbiamo scelto assieme. Lady Wolf infatti arrivò con il fido Tom e trovò, assieme a me, Julius e Sissi.

Ricordo bene come la scegliemmo. Numa era in una gabbia e si squadrò a lungo con Lady Wolf. In effetti è rimasta una gatta con grande capacità espressiva, ma quella volta quell’espressione la aiutò: Lady Wolf disse “ci siamo scelte”, e in effetti fu così: Numa vinse su innumerevoli altri gatti, inclusi micini di pochi mesi che, ovviamente, erano i favoriti🙂

Numa è stata compagna di giochi del compianto Julius, erano legatissimi. Fu una sopresa perché Julius non aveva legato per nulla con Sissi, non posso nemmeno dire che ci fosse un rapporto di rispetto perché Julius gliene faceva di tutti i colori. Invece con Numa legò immediatamente e già dalla stessa sera li trovammo a giocare assieme allegramente. Personalmente devo molto a lei anche per questo, per aver dato anni felici al mio caro Julius. Quando lui morì, a soli sette anni a mezzo, Numa andò chiaramente in depressione, non fu più la stessa per quasi un anno. Non ha legato particolarmente nemmeno con i nuovi tre maschietti che arrivarono dopo la morte di Julius. Solo Junior, che è un gatto speciale, un… amico di tutti, è riuscito ad avvicinarla un po’ e farla giocare🙂

Numa non si è mai fatta prendere un braccio, né farsi afferrare, è rimasta sempre un po’ selvatica. In particolare allorché fu l’ora di metterla nel trasportino nel corso dell’ultimo trasloco, mi tirò un morso mitico: mi venne la mano come un cotechino e il giorno dopo fui perfino costretto a farmi dare un’occhiata al pronto soccorso!😀 Eppure è molto affettuosa. La sera, non appena capisce che sto per coricarmi, arriva di corsa per stendersi accanto a me e prendersi la dose di carezze pre-nanna🙂 E poi ha un modo tutto suo di svegliarci per, ad esempio, entrare sotto le coperte e prendersi un po’ di calduccio. Arriva lì e… fa pat-pat con la zampina, proprio come farebbe un essere umano per dire “ehi, sono qua!”. Non vi nascondo che una notte mi fece prendere un colpo poiché sembrava davvero qualcuno che mi picchiettasse sulla spalla mentre dormivo😀

Comunque… auguri Numetta! 100 magari sono troppi… diciamo almeno 15 di questi giorni!😛

numa

La notte in cui mio fratello mi venne a trovare

Questo è un post un po’ particolare, drammatico e inquietante per come l’ho vissuto. Parla di… un possibile fantasma.

Mio fratello S. è scomparso poco più di un anno fa’, in maniera presumibilmente piuttosto drammatica: fu ritrovato deceduto in casa, probabilmente morto da diverse settimane. Non c’erano segni di scasso o violenza, è stato vittima di un accidente, probabilmente un infarto. Spesso mi sono chiesto come devono essere stati i suoi ultimi momenti, quando si sentì male, forse cercò di chiamare aiuto, o forse nemmeno si rese conto di cosa gli stesse capitando. Certamente, se lo visse in maniera consapevole, non deve essere stato un bel modo di andarsene, ammesso e non concesso che esista un modo bello di morire.

Noi eravamo tre fratelli, io ero il più giovane. Nonostante da bambini e ragazzi fossimo sempre insieme, o forse proprio per questo poiché era un po’ una forzatura voluta da nostro padre che non si fidava di amici e compagni di scuola, siamo cresciuti con un rapporto non proprio idilliaco.

E poi io sono sempre stato più simile a mia madre. Mio padre era quello delle grandi tavolate famigliari, d’altronde la sua famiglia di origine era sicula. Mia madre era abbastanza l’opposto… d’altronde era ligure. Quando morì suo fratello, le chiesi se, dovendo decidere cosa fare della casa dei loro genitori, volesse che cercassi l’altro suo fratello che, anni prima, si trovava a Nizza. La sua risposta fu “Mio fratello?? Ma và! Era più vecchio di me, a quest’ora sarà morto!”.

Inoltre mio fratello S. aveva un carattere molto difficile, era una persona problematica. Potrei trovare motivazioni psicologiche a queste sue difficoltà, motivazioni legate ai nostri genitori, in particolare nostro padre, ma anche a scelte di vita che si rivelarono sbagliate. Tuttavia è probabile che qualche difficoltà fosse in qualche modo genetica.

Negli ultimi anni comunque le cose si erano stabilizzate. Superati anni difficili alla morte di nostra madre, S. aveva trovato un suo equiibrio. Era molto legato alla casa dove abitava, che era anche quella dove erano scomparsi i nostri genitori.

La sera maledetta e ovviamente difficile e drammatica nella quali dovetti riconoscerlo, rientrato a casa con Lady Wolf avvenne un episodio davvero particolare: la luce della cucina si spense da sola. Pensai si fosse bruciata la lampadina, ma non era così. Pensai che l’interruttore fosse rimasto “a metà” per poi scattare da solo, ma dopo un controllo decisi che ciò non poteva accadere a quel genere di interruttore. Insomma, andai a premerlo, sicuro che non sarebbe successo nulla, e invece la luce si riaccese. Non era mai successo, né successe più. Ovviamente fummo portati a prenderlo come un “segno”.

Stanotte, un anno e due mesi (quasi) da quel terribile giorno, nel dormiveglia ho sentito la fortissima presenza di mio fratello attorno a me. Questa sensazione è diventata onirica, ovvero si è parzialmente tramutata in sogno. Ero in una specie di open space, da solo, e c’era una specie di regola per cui sotto un PC non poteva esserci spazio vuoto (… sapete come possono essere strani i sogni). Mio fratello, che nel sogno era una specie di responsabile, venne nell’open space, come se stesse controllando. Io misi una specie di libro o qualcosa del genere davanti il PC, sperando che non si accorgesse che sotto il PC non c’era nulla (tranne una specie di supporto laterale). Per non farmi “rompere” finsi di dormire, ma lui dopo essere avvicinato da un lato, mi si avvicinò dall’altro, tanto vicino da sentirne il respiro, una presenza molto intensa e in qualche modo non pacifica… al punto che mi girai di scatto per allontanarlo con un braccio.

Peccato che nel dormiveglia ho davvero compiuto quel gesto, colpendo la struttura laterale del letto e facendomi male ad un avambraccio. Il braccio è tuttora gonfio e dolorante.

Il risveglio, erano circa le cinque, non è stato bello, ero decisamente colpito, spiazzato, dalla sensazione della presenza di mio fratello nella stanza. Solo un’altra volta, almeno vent’anni or sono, mi è capitata una cosa del genere.

Proprio il modo non piacevole di vivere la cosa mi ha fatto riflettere sui possibili motivi di questa “visita”, anche se dico subito che nonostante la sensazione estremamente realistica, sono il primo ad aver cercato spiegazioni razionali. Ad esempio ci sono 5 gatti in casa, di cui 4 che girano anche durante la notte e, soprattutto al mattino, ci vengono a “trovare”. Forse la “presenza” vicino al viso era solo uno di loro e chissà per quale motivo la mia mente addormentata l’ha tramutata in un sogno e una sensazione estrememante realistica di presenza riguardante S.

Ma mettiamo che non sia così. Mettiamo che quella di stanotte sia stata davvero una visita. Perché è stata sgradevole? Forse, come direbbero i nostri nonni, mio fratello desidera una messa? Forse non è ancora riuscito a “liberarsi” da uno “stato intermedio”? O cercava di dirmi qualcosa?

Non lo so e probabilmente tra non molto non me lo chiederò nemmeno più.

Certamente dopo una sensazione del genere, capisco tutti coloro che sono convinti che una presenza aleggi nella loro casa…

Un bacio al mio, al nostro, tesoro…

Avevo deciso che non l’avrei ricordato, non qua sul blog almeno. Non perché non ci pensi, sarebbe impossibile, ma perché preferisco ricordarlo quando lo accolsi nella mia vita, piuttosto che quando, esattamente un anno fa’, se ne andò.

Preferisco ricordarlo quando lo andai a prendere all’aeroporto – perché chi me lo portava conosceva solo quello a Genova – e, da subito, mi “abbraccio” e si strinse a me, con quelle unghiettine, allontanando invece la persona che l’aveva portato e che ne rimase sorpresa.

Preferisco ricordarlo quando faceva arrabbiare Sissi, quando da piccolotto combinava simpatici disastri o rubava le brioche che poi scartava e mangiava. Preferisco ricordarlo quando portava a spasso per casa lo spolverino, come fosse chissà quale trofeo.

E quando giocava, instancabilmente, con i topolini di pezza: io glieli lanciavo, lui li correva a prendere e me li riportava ai miei piedi, con un ultima zampatina sopra come a dire “eccolo! Tira!”. Una passione che non gli è mai passata🙂

Preferisco ricordarlo quando, quasi ogni notte, mi veniva a dormire a fianco, con la testolina appoggiata sul braccio.

Ma anche quando fui costretto ad “educarlo” con lo spruzzino, perché veniva a mordermi i piedi per giocare mentre dormivo!😀

E lo ricordo quando accolse Tom e Lady Wolf.

Temevamo sarebbero state scintille con il cagnolotto e invece si comportò benissimo, anche se le prime notte le passava in bianco, sul chi vive, al punto che il giorno dopo, quando se ne andavano, dormiva tutto il giorno🙂

L’unica scintilla fu sì una zampata… ma alla povera Lady Wolf, alla quale, con troppo ottimismo, lo passai subito😀

Preferisco ricordarlo, il mio, il nostro, tesoro quando di nuovo ci stupì, accogliendo benissimo Numa, che sarebbe diventata la sua sorellina acquisita. Come giocavano assieme! Fin dal primo giorno!🙂

Numa ci ha messo quasi un anno a tornare, più o meno, quella che era, da quando Julius morì. E poi dicono che gli animali non soffrono e non cadono in depressione.

Lo ricordo quando lo ritrovammo, dopo che si era perso cadendo dalla loggia al primo piano, nel sottoscala di una casa in costruzione. Che gioia fu’! Avevo quasi perso la speranza.

Ancora oggi non finisco di ringraziare Lady Wolf, che non si arrese mai e gli diede così ancora due anni di preziosa vita, che per un gatto sono tanti!

E lo ricordo quando arrivò in quella che sarebbe stata la sua ultima casetta… con il giardino! Finalmente!🙂 Mi spiace se lo sia goduto solo un anno, ma almeno quello se l’è goduto, gli piaceva tanto!

No, non voglio ricordarlo negli ultimi tempi, quando si ammalò. Casomai voglio rammentare i tanti episodi… strani, che successero dopo e che è difficile non interpretare come segni che volle mandare per confortarci.

Secondo la tradizione buddhista ormai è rinato ed è altrove, in chissà quale forma. Non è detto che sia ancora gatto… magari ha fatto il salto e adesso è un bel bambino dispettoso che forse tira la coda alla gatta di casa!😀 Se lo meriterebbe, era un gatto speciale. Ed è un’anima speciale.

O, chissà, magari è di là dal ponte che ci aspetta. L’idea di ritrovarlo mi rende meno amara perfino l’idea della morte.

Un grande bacio da tutti, Julius. Ci manchi tanto.

Manchi a tutti. A me, a Lady Wolf, a Numa e, ne sono sicuro, perfino a Perseo, anche se to ha appena incrociato, ma si era accorto di quanto tu fossi speciale, ti stava sempre vicino.

Manca quel gruppo che eravamo, anche se chi è arrivato è speciale a suo modo.

I tuoi “successori” hanno ciascuno qualcosa di te, anche se nessuno ha preso e potrà mai prendere il tuo posto, per quanto riuscivi a dimostrare di essermi vicino.

Era come se ci conoscessimo già… magari da tante, tante vite.

Ci ritroveremo ancora, lo so. E’ solo questione di tempo. Anche la tua sorellina non vede l’ora di ritrovarti. E’ stata tanto triste quando te ne sei andato…

Facciamo gli auguri anche questi due :-)

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Questo è Perseo. In realtà non è il suo compleanno, a dire il vero non sappiamo nemmeno quando sia il suo compleanno, ma lo trovammo un anno fa’ (bé, in realtà era Agosto, lo ammetto, siamo un po’ in ritardo) e quindi ha fatto il suo primo anno con noi🙂

E’ una storia speciale la sua, sembra davvero un gatto mandato da cielo🙂

Un giorno, a sorpresa, decisi di prendere moglie e cane e fare una capatina in un’area picnic su un monte alle spalle della nostra cittadina. Non era in preventivo, semplicemente mi venne l’intuizione. Una volta arrivati lì, notammo subito un gatto rosso nella “capannina” del barbecue. Ricordo il nostro stupore: “Guarda: c’è un gatto!”. E il gatto sembrava molto affamato, era magro e sornione, sembrava davvero un gatto di casa abbandonato lì. Si mangiò gli stecchini che avevo portato per Tom, dopodiché io e Lady Wolf ci consultammo e… bé, non potevamo lasciarlo lì. Cercammo nei dintorni, chiedemmo informazioni, ma nessuno ne sapeva nulla. Provammo anche con gattare responsabili di alcune colonie ma – fortunatamente😉 – non diedero disponibilità. Così andai a casa a recuperare un trasportino e, dopo aver fatto una capatina da un veterinario per il controllo di prassi, portammo il gattonzolo a casa. Ricordo ancora come… si “risvegliò” sentendo l’odore della pappa di Tom, che divorò in pochi minuti. Ovviamente vomitò tutto poco dopo, i gatti sono fatti così, sono ingordi, figuriamoci poi questo trovatello affamato😀

Quella stessa notte, si scatenò un violentissimo temporale, ma il nostro era ormai nella sua nuova casetta🙂

Curiosamente il nostro caro Julius, il gatto maschio di casa, che era anche un gatto dominante, lo accettò senza riserve. Da lì a poco avremmo scoperto che era malato, morì da lì a tre mesi lasciando nella nostra casetta e nei nostri cuori un vuoto incolmabile.

Perseo fu fantastico, gli stava vicino, gli si stendeva accanto, avrebbe voluto giocare con lui ma Julius non aveva più le forze per giocare.

Il giorno che Julius morì, Perseo venne vicino a me e si mise a fare le fusa. Non le aveva mai fatte prima e non gliele avremmo mai più sentite fare. E’ un gatto speciale.

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Questo invece è il teppistello di casa, Jones (Mr. Jones è il nome completo)🙂 Lui sì che compie un anno in questo periodo. E’… in piena adolescenza, e si vede: è un bel casinaro😀 E’ un gatto dominante, si sarebbe divertito molto con Julius. Dovreste vederlo: puntualmente va a mangiare nei piatti degli altri, anche se il suo è ancora pieno😛 Non per niente, a solo un anno, è già chiamato affettuasamente… “Panzerotto”, potete immaginare il motivo!😛 Gli è tutto dovuto, il “fratellino acquisito” Junior gli da un sacco di “baci” e lui se li prende con aria compiaciuta, ogni tanto li rende anche ma… con l’aria di chi “vabbé, per stavolta te lo concedo ma non prenderci l’abitudine!”😉

La mattina mi sveglia verso le cinque perché ha deciso che a quell’ora va aperta la porta del giardino. Ho provato a “educarlo” con uno spruzzino di acqua: mi alzavo appena iniziava a miagolare e lo inseguivo per casa brandendo lo spruzzino come fosse stata una pistola😀 Mi avesse visto qualcuno, Lady Wolf a parte, mi avrebbe preso per pazzo. Oddio… magari anche Lady wolf l’ha pensato😀 Comunque con Julius o Numa aveva funzionato in passato… ma con lui non ce l’ho fatta. Alla fine decisi che era meno faticoso alzarmi, aprirgli la porta, e tornarmene a dormire… attendendo un’ora e mezza o due che il “tormento” tornasse perché “E’ l’ora della pappa!! Svegliaaaaaaa!!”😀

Bé, buon compleanno e buon anniversario, ragatti!!🙂

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Agosto…

Bene, rieccomi. E’ stato un periodo davvero pesante, lavorativamente parlando. Arrivavo la sera che ero davvero stanco e le energie residue le dedicavo comprensibilmente alla mia famigliola di quattro e due zampe. Ora sono in ferie, anche se ogni tanto mi toccherà comunque lavorare da casa. Spero di poter staccare come si deve perché ne ho proprio bisogno.

Agosto è un mese che mi è sempre piaciuto, un po’ perché rappresenta tradizionalmente il periodo delle ferie, un po’ perché… bé, è estate, ed anche se anno dopo anno patisco il caldo sempre di più, è comunque la stagione che amo maggiormente. Purtroppo però Agosto è anche un periodo nero per me e per la mia famiglia. In questo mese sono morti entrambi i miei genitori, è morto mio fratello, si è ammalato il mio adorato Julius, per poi morire a ottobre.

Vorrei che stavolta Agosto scorresse su… canali tradizionali, di svago e riposo, di condivisione maggiore con Lady Wolf e i nostri animalotti. E di qualcuno di quei viaggetti che ci piacciono tanto ma che da qualche anno non riusciamo più a fare.

Ci piacerebbero l’Umbria, la Toscana, le Alpi, sia quelle occidentali (Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta) che le Dolomiti. Più lontano sarà difficile, prima di tutto perché Lady Wolf questa settimana lavora ancora e quindi avremo sole due settimane per allontanarci, e poi perché più di un paio di notti di seguito i gattonzoli non vogliamo lasciarli🙂

Però ho anche tanti lavoretti da fare in casa e in giardino, quei lavoretti che rimando sempre per mancanza di tempo e stanchezza. Perfino il PC casalingo da mettere a posto, ormai non ce la fa più😀 Meno male che abbiamo il mio dell’ufficio e gli smartphone!😛

E infine dovrò comunque trovare il tempo di fare qualche capatina in palestra perché la mia povera schiena inizia a dirmi, a suo modo, che la sto dimenticando un po’ troppo. E la schiena, si sa, quando vuole sa mandare messaggi chiari😉

Tanta carne al fuoco, come si suol dire, so già che qualcosa dovrò lasciare per strada, anche perché non voglio un periodo di vacanza con troppi “devo”… non servirebbe a nulla😉

Bé… buon agosto a tutti, spero vi sia iniziato nel migliore dei modi🙂20160506_143544

… ed è il turno dell’altro vecchietto: buon compleanno Tom! :-)

Dei gatti non conosciamo la data esatta del compleanno, ma del… cagnone (guai a chiamarlo cagnolino!!😛 ) di casa sì: era oggi, il 4 di Luglio🙂

Il fiero Tom – “fiero” è l’appellativo con il quale più spesso lo abbiamo sentito appellare nelle nostre passeggiate, visto il passo sicuro e la testina alta – è nato 12 anni fa in un paesino dell’Alto Adige, venne donato a quella che sarebbe diventata mia moglie, Lady Wolf, dalle allora colleghe di lavoro allorché, all’età di 14 anni, morì il suo Shih Tzu, Totò.

Caratterino spavaldo, il Nostro ama da sempre attaccar briga con la grande maggioranza dei cani maschi che incontra per strada, con una spiccata preferenza per quelli di taglia grande. Di fatto, siamo abbastanza certi che lui si creda… grosso. Se si riconoscesse allo specchio probabilmente rimarrebbe molto deluso😀

Mi racconta mia moglie che ormai parecchi anni or sono, io non facevo ancora parte della loro vita, Tom venne alle prese con un pastore tedesco, per fortuna non di indole violenta. Il cagnone – questo sì che lo era – lo sbatté più volte per terra, ma lui si rialzava sempre e riprendeva ad attaccare “come un maledetto”😀

Spesso, nei primi anni, chiedevo a Lady Wolf come avesse fatto un testone del genere a campare così a lungo… e bé, adesso che di anni inizia ad averne davvero tantini, il suo carattere non è cambiato poi molto, anzi a volte sembra ancora più “brontolone”🙂

Io e Tom… opsss, c’era anche Lady Wolf in quella occasione, è vero!😀 ci incontrammo nel gennaio del 2009, quindi quando di anni ne aveva quattro e mezzo. Era da quando ero bambino che non avevo a che fare con un cane, ero diventato un gattofilo, così lo rispettai, evitai, come fa la maggioranza della gente che cerca di rendersi simpatica, di ingraziarmelo da subito, e credo che lui apprezzò. E’ uno molto sulle sue, fino a quando non ti conosce bene🙂

Poi, qualche lancio con una pallina di gomma, un bastone o una pigna, e diventammo amici. Anche perché, se Tom sapesse parlare, vi direbbe sicuramente che lancio meglio di Lady Wolf!😀

Tom è venuto con noi ovunque in questi anni, a visitare borghi medievali, castelli, montagne, laghi, località marine. Era sempre davanti, gli piacevano i posti nuovi🙂

Ma poi gli piaceva tornare a casetta e farsi una bella pappa e nanna! Ovviamente dopo una doccia, se era il caso😉

Naturalmente, con un caratterino così, ne ha anche passate diverse. A parte le “scazzottate” con cani potenzialmente pericolosi, il Nostro ha rischiato di perdere un occhio, salvato solo grazie all’operazione di uno dei migliori oculisti veterinari italiani, per una “spina maligna” in un sentiero, è stato investito da una macchina rischiando di morire dissanguato, ha subito interventi per un paio di noduli sospetti, per fortuna rivelatisi benigni. Ma è ancora qua, vispo e pronto a sedare le eventuali risse un po’ troppo rumorose dei gattonzoli di casa😀

Adesso gli anni iniziano un po’ a pesare sulle sue spalline, ce ne accorgiamo dal fatto che non sembra apprezzare come una volta le escursioni. Ieri sera ho pensato di fargli una gradita sorpresa e, nelle più fresche ore serali, l’abbiamo preso in auto e l’abbiamo portato su un bel sentiero delle colline alle spalle del nostro paesotto. Un tempo, una volta fermata l’auto, Tom si sarebbe precipitato sul sentiero e ci avrebbe “staccato” di brutto, girandosi e guardandoci spazientito per il nostro passo lento🙂 Ieri si è fermato all’inizio del sentiero… e non si è mosso di un centimetro. Ci guardava con l’aria come dire “Ma dove andate? Siete matti?”🙂 Voi forse non avete mai avuto a che fare con uno Shih Tzu (anche se lui non è proprio di razza), vi assicuro che quando prendono una decisione è davvero dura fargli cambiare idea! Ne sa qualcosa Lady Wolf quando qualche anno fa’, lavorando la mattina in un posto raggiungibile con treno e mezzi pubblici, cercava di tirarlo giù dal letto alle 5 e mezza per la passeggiata mattutina!😛

Insomma, alla fine abbiamo desistito noi, siamo tornati in paese e abbiamo fatto la passeggiata lì, tra vicoli e lungo mare. In fondo non aveva tutti i torti…😉

Auguroni Tomino! Per noi sei sempre e sempre restarai il nostro cucciolotto!🙂