L’interpretazione dei sogni

Gli uomini da sempre sono affascinati dai sogni, a volte essi sono così verosimili o al contrario così strampalati da far quasi inevitabilmente sorgere la domanda sul loro significato. Stuoli di filosofi, esoteristi e psicologi si impegnano da sempre a trovare il modo di interpretarli. Il problema è che nonostante si cerchi in ogni modo di catalogarli essi sono molto personali e dunque di significato il più delle volte soggettivo. Lo stesso Jung, nonostante cercasse egli stesso catalogazioni di base allo scopo di favorire l’interpretazione dei sogni, ammoniva che, allo stesso modo dell’analisi di una persona, così un sogno non può essere interpretato in maniera del tutto oggettiva. Jung aveva intuito che determinati simboli erano atavici, innati, nell’umanità, e lo spiegava con l’idea che un determinato oggetto o azione avesse suscitato per generazioni e generazioni una stessa determinata sensazione da divenire parte di un “inconscio collettivo” a cui tutti attingiamo. Eppure nemmeno l’archetipo può essere valido sempre e per tutti. Jung faceva l’esempio della campana a suono lento, da secoli usata per indicare una cerimonia funebre: sognarla, in linea di massima, non può che avere un significato sinistro. In linea di massima, appunto. Perché una determinata persona può avere nel proprio inconscio qualche lontano ricordo, legato al suono di una campana, capace invece di evocare sensazioni diverse, perfino di felicità, con una forza evocativa tale da scalzare il significato archetipo che di solito ha.

A mio avviso molti sogni non hanno un significato particolare, nascono in gran parte per semplice rielaborazione delle esperienze vissute nel corso della giornata o del periodo, quando non da rumori e suoni che ascoltiamo, in maniera inconscia, durante il sonno. Quand’ero ragazzo, nelle prime ore di un mattino, un pacco di asciugamani che era accatastato su un armadio assieme ad altri (i miei genitori erano entrambi parrucchieri) iniziò a scivolare lentamente su un altro pacco fino a cadere a terra. Nella brevità di quei momenti la mia mente addormentata elaborò il sogno di una slavina che si stava staccando da una montagna. Vero è che ogni sogno non è mai del tutto privo di significato, perfino quelli più semplici contengono particolari che per il solo fatto di comparire nei nostri sogni, e quindi essere nel nostro inconscio, qualche importanza la hanno.

Molti altri sogni hanno invece significati psicologici profondi ma spesso di difficile comprensione. Psicologia vuole che il motivo sia che la nostra parte conscia cerchi di evitarli, di cancellarli, perché ha timore di cosa è sommerso nella parte inconscia dalla nostra psiche: potremmo avere segreti terribili nascosti là dentro e non vogliamo conoscerli. Così l’inconscio tende a mascherarli per riuscire a passare la censura imposta dalla parte conscia. Io però ho come l’idea che il motivo possa anche essere più semplice: i sogni nascono dalla parte più arcaica e meno razionale di noi, una parte non controllata, non soggetta al ragionamento e alle regole della realtà. Una parte che, insomma, la vede come vuole e non come logica gli detta. Ad ogni modo, al di là di come nascono, questi sogni ci possono dire molto. Forse non nascono per questo, per darci suggerimenti, ma possono farlo. L’elaborazione è comunque difficile perché, come scritto all’inizio, nascono su basi assolutamente soggettive. Un simbolo che per noi vuol dire “nero”, per un altro potrebbe voler dire “bianco”, e poco importa che simboli archetipi possano voler dire la stessa cosa per il 90 per cento di noi: potremmo far parte del restante 10 per cento e prendere un palo clamoroso nel voler seguire l’interpretazione standard.

Un esempio classico sono le persone che appaiono nei nostri sogni. Spesso l’inconscio utilizza simboli che richiamano un particolare significato per usarne la forza; una persona che è stata per noi un simbolo di autorità, come un padre, può rappresentare la parte autoritaria di noi stessi. Non è nostro padre che vuole parlarci, ma una delle sfaccettature della nostra stessa personalità.

Ricordo di aver letto un facile esercizio che dovrebbe aiutare a farci capire il significato di un determinato simbolo o persona di un nostro sogno. Ci si mette tranquilli, in una sorta di autoipnosi per intenderci, ma nulla di particolarmente strano: semplicemente tranquilli. Dopo di che si immagina di essere seduti su una sedia e avere di fronte a noi l’oggetto del nostro sogno seduto su un’altra sedia. A questo punto gli si iniziano a porre domande: “chi sei?”, “cosa rappresenti?”, “cosa volevi dirmi?”. E così via.

E non dimentichiamoci che non sono solo le immagini che contano, ma ancora di più le emozioni che in noi provocano. Lo stesso “film” che in una persona evoca una sensazione sgradevole, in un’altra può provocare sensazioni positive. E’ evidente che anche l’interpretazione cambia.

Nella mia libreria c’è un libro vecchiotto che si intitola “Sogni che diventano realtà”. Di cosa parla potete immaginarlo. Sì, esistono poi sogni particolarmente strani, che apparentemente predicono qualcosa che avverrà, sembrano mettere in contatto con qualcuno che sta dall’altra parte o sembrano essere capaci di portarci in un’altra dimensione. Di solito questi sono sogni particolari, “lucidi”, dove sentiamo di avere la nostra consapevolezza sveglia, in grado, in qualche modo, di controllare perfino ciò che stiamo facendo nel sogno. Il sogno sembra reale, vivido, tangibile, al punto di lasciarci al risveglio la quasi certezza che non poteva essere solo un sogno. E’ davvero così?

In uno dei pochi sogni lucidi che ricordi, mi svegliai, mi misi seduto, mi infilai le ciabatte, mi alzai, andai alla porta della camera… esattamente come facevo normalmente ogni mattina. Poi afferrai con la mano la maniglia della stessa per aprirla, percependone perfettamente il metallo al contatto con la pelle della mano. E qui ricordo che qualcosa iniziò ad apparirmi inusuale. Infatti in quel periodo, vivendo da solo, non ero solito chiudere la porta della camera: come mai era chiusa? Comunque aprì la porta e iniziai a camminare lungo il corridoio, solo che… c’erano quadri appesi alle pareti, e io non avevo quadri in casa mia! A questo punto mi svegliai. C’era una realtà in quel sogno? O era semplicemente un sogno così vivido da sembrarmi realtà?

Solo successivamente mi capitò di leggere resoconti di “viaggiatori fuori dal corpo” secondo i quali i viaggi astrali portano in dimensioni parallele alla nostra e ad essa anche simili, eppure sempre almeno leggermente diverse. Così si spiegherebbero le stranezze che si incontrano in questi presunti viaggi astrali. Realtà? O spiegazioni fantasiose per dare realtà a qualcosa che non la ha?

In realtà certi sogni raccontano di fatti accaduti in un tempo che deve ancora venire, o che sta accadendo in un altro luogo, con una accuratezza tale da far pensare che almeno questa piccola percentuale di sogni si fondi realmente su percezioni paranormali. E in fondo potrebbe non essere così strano.

C’è una teoria, di due noti ricercatori britannici, che sostiene che nel cervello esistono delle particolari cellule (“microtubuli” all’interno dei neuroni) con capacità quantistiche. In sostanza queste cellule funzionerebbero come recettori di energie che esistono fuori dal corpo “traducendole” poi in qualcosa che può essere elaborato dal cervello fisico. E’ un po’ la stessa teoria che ci dice che davvero l’anima esiste indipendentemente dal corpo e il cervello funziona come una radio ricevente avente lo scopo di portare l’anima all’interno della realtà materiale. La maggioranza degli scienziati al momento restano in disaccordo, ma d’altronde ogni grande scoperta nasce sempre scardinando le “certezze” che l’uomo si è faticosamente costruito in precedenza. Non è così? 🙂

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Incubo notturno, Henry Fuseli

Nota: colgo l’occasione per salutare Wendy, la nostra pesciolotta che ci ha lasciato dopo 4 anni di vita nel nostro acquario. Apparentemente non aveva malanni particolari, con noi è stata (o è stato, in realtà non abbiamo mai capito se fosse maschio o femmina) fin dagli albori del nostro acquario, arrivata assieme ad altri pesci che ancora ci sono (in particolari i piccolini da fondo) e altri che non ci sono più, ma era già grande quando l’abbiamo presa, poteva avere già qualche anno, quindi può essere che avesse raggiunto la sua aspettativa di vita. Resta, tra gli altri, Jack, l’altro Trichogaster, con cui peraltro Wendy non è mai andata d’accordo: sono stati quattro anni di lotte e inseguimenti! 😐

Ciao Wendy, fai buon viaggio!

 

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66 pensieri su “L’interpretazione dei sogni

  1. Ma a volte accade che avvenga qualche sogno strano, che non è possibile agganciare a niente di reale che ci riguardi, ecco in questi casi può esserci una componente paranormale, un messaggio, un’intuizione di qualcosa di inspiegabile con la scienza.

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    • Esatto, almeno per il momento. Spesso “paranormale” è solo cosa all’inizio non si poteva spiegare con la scienza. Una volta che la scienza le spiega, perdono lo status di paranormale e entrano nel… normale 🙂

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  2. Bel post come sempre che dire?E se anche la vita che crediamo “reale” fosse un nostro sogno di un qualche “noi” che ci sogna da un altro “luogo”? Magari non esiste alcuna realtà assoluta ma solo una serie di situazioni oniriche che si sviluppano come matrioske!Magari tu credi di vivere e sei solo il sogno di Wendy!

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  3. A parte i racconti standard, la cui struttura sembra preesistere e risultare comune a vari popoli e varie culture, per cui alla fine i racconti-base diventano pochissimi (Mi sembra sia questo l’assunto delle vecchie teorie narratologiche come quelle di Greimas, che non rileggo da un pezzo), le variazioni e gli elementi sono innumerevoli. Esisterebbero strutture uniche quindi, su cui l’uomo ha costruito liberamente molteplici storie, i cui elementi variano e possono assumere significati diversi nelle varie culture. I sogni sono elaborazioni, in cui ogni soggetto interviene combinando esperienze e significati individuali, per cui un’interpretazione univoca sembra veramente ardua, a meno che non si conosca perfettamente la storia pubblica e interiore del soggetto preso in esame. E’ un’impresa che mi guardo bene dal fare e temo che spesso anche gli analisti (del sogno o del racconto), nella loro smania di riduzione e universalizzazione, prendano spesso delle grandi cantonate.

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  4. Salvo errori ed omissioni, giorno 16 posterò la tua intervista, una splendida conclusione per questa piccola serie del 2016, poi eventualmente farò un’altra serie l’anno prossimo.
    Vedo che il mio nick è cambiato, con Chrome in automatico mi spunta questo, che oltretutto avevo completamente dimenticato 😀

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  5. esimio Wolf,
    ti sei prodotto in una performance eccellente, concordo su tutta la linea, probabilmente i sogni sono uno spurgo dell’inconscio che ha tempistiche anomale, un forte emozione non perfettamente elaborata e/o metabolizzata può riemergere nei sogni a distanza di anni.
    tra conscio e inconscio esiste una zona di incontro, la cosiddetta fase ipnagogica, quella che traghetta dalla veglia al sonno

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  6. Intervista, naturalmente, non ”intervita” che ha qualcosa… di paranormale 😀
    In questa precisazione avevo scritto ”interista”… Chissà forse la tastiera voglia dichiarare la realtà della propria intelligenza artificiale 😀

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  7. Io non ricordo i sogni che faccio, al punto che ero arrivata alla conclusione che io non sogno affatto, però tutti sostengono che è assolutamente impossibile, che il cervello continua a lavorare ininterrottamente mentre dormiamo, elaborando o creando i sogni appunto.

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    • Sì, dicono che sognamo, se non sempre, molto. Tu non è che non sogni, seplicemente non li ricordi 😉 Il cervello è “plastico”, se fai lo sforzo di cercare di ricordare i sogni, ad esempio tenendo un quadernino e una penna sul comodino e ti scrivi subito cosa ricordi, a poco a poco vedrai che inizierai a ricordare spezzoni di sogno sempre più lunghi 😉

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  8. Anche io di solito come la nostra amica Happy non ricordo quello che sogno come se non sognassi mai, e sarebbe difficile anche annotare i sogni appena sveglia perchè non li ricordo più appena apro gli occhi. Ti dirò che in passato mi è successo molto raramente di avere sogni premonitori. Uno è stato abbastanza strano, anni fa portavo il motorino ed ero solita appoggiare il casco su un tavolo in camera mia, lontano dal letto. Stavo praticamente sognando il casco che sul tavolo si stava muovendo da solo e all’improvviso mi sono seduta sul letto dicendo “no” mentre il casco cadeva…alle 4 di mattina ha fatto parecchio rumore, mia madre è venuta in camera chiedendo che era successo e io senza neanche guardare verso il tavolo ancora insonnolita le ho detto che era caduto il casco.
    Che dire, i sogni sono un mondo a parte, a volte creati da pura fantasia altre meno..
    Un saluto alla bella Wendy e un abbraccio a te e a tutta la famigliola, che possiate trascorrere un felicissimo Natale! 😀

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    • Eh, lo so, eppure si può sempre migliorare: basta scrivere ogni cosa si ricordi, basta un’immagine o perfino solo lo stato d’animo con cui ci si sveglia. Vedi, non è importante in sé, per cosa si annota, è piuttosto un segnale che si da al proprio inconscio, un modo di dimostrare che “sì, mi interessa ciò che hai da dire”. A poco a poco ci si inizierà a ricordare sempre di più 🙂
      Non ho capito: il casco è effettivamente caduto mentre te sognavi che lo faceva, o l’hai solo sognato? 😐

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  9. Il casco è caduto veramente (infatti ha fatto parecchio rumore erano le 4 di mattina) mentre stavo sognando che si muoveva da solo e stava per cadere….
    Interessante questa cosa, allora basta annotare anche solo lo stato d’animo al risveglio, allora provo 😀

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    • Caspita, davvero curioso! 😮 E… facendo l’avvocato del diavolo, come può essere caduto? L’avevi sistemato male, magari sopra qualche altro oggetto non piatto? Oppure avevate animali in famiglia, come un gatto ad esempio?

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  10. Non l’ho sistemato male, era l’unica cosa che tenevo su quel tavolo e sempre molto bene sono molto attenta alle mie cose e all’epoca non c’era il mio gatto…quindi rimane il mistero fatto sta che mi ha parecchio impressionato quell’evento e dire che di cose strane in generale me ne sono successe 🙂

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  11. Mi piace pensare ai sogni come ad una deframmentazione del cervello: ogni pensiero, ogni paura ed ogni desiderio viene risistemato in modo coerente dentro di noi quando la nostra coscienza è libera di lavorare senza l’ingombro della ragione.
    Buon Natale Wolf, a te ed alla tua famiglia, animaletti inclusi.

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    • Bé, questa sarebbe indubbiamente la spiegazione più razionale ed è probabile che per molti sogni sia proprio così. Su alcuni però questa spiegazione non è del tutto convincente 🙂
      Grazie caro, buon Natale anche per te e famiglia! 🙂

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    • Bé, noi abbiamo solo ciò che abbiamo letto, e in questo modo certamente è difficile trovare un’altra spiegazione.
      Una volta, qualche mese dopo che mio padre era morto, spegnendo la luce sul mio comodino sentì, dopo qualche secondo, un rumore metallico. Mi chiesi cos’era, ma poi presto non gli diedi molto peso. Ma la cosa si ripetè la sera dopo, e quella dopo ancora. Si ripeteva sempre. Iniziai a pensare che fosse un segno di mio padre, che era lì, con me. Cos’altro poteva essere?
      Quasi un anno dopo, all’improvviso, ebbi una… illuminazione, è proprio il caso di dirlo. Accesi la lampadina, poi la spensi. Dopo qualche secondo sentì il “clack”. Poi lo rifeci. e lo sentì ancora. Infine mi fu chiaro che quelle lampandine, di ultima generazione, avevano al loro interno un relé che scattava qualche secondo dopo che la luce veniva spenta. Il fatto che il rumore non avvenisse in contemporanea con lo spegnimento mi aveva tratto in inganno. Per un anno 🙂
      Attenzione, non sto dicendo che l’evento raccontato dalla nostra amica sia qualcosa di simile, magari non lo è. Dico solo che avendo solo le poche righe del suo racconto è difficile escludere qualunque causa “normale” possibile 🙂

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  12. Ho letto anche che nemmeno lei ricorda niente dei sogni fatti durante la notte. Sai, Wolf, è un po’ come il tasto di un interruttore, appena apro gli occhi dalla mente si cancella tutto quello che ho sognato, ma proprio tutto.

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  13. Però è interessante il tuo suggerimento di annotare lo stato d’animo con cui ci si sveglia, almeno quello se non si ricorda altro. Vedrò di metterlo in pratica perché mi piacerebbe sapere cosa sogno io! 😀 😀

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  14. Una volta di più si son mangiati il,mio commento (o forse avevo solo sognato di postare?). Proverò a riscriverlo perchè questo post mi era piaciuto molto. Nel frattempo, felice solstizio d’inverno e dintorni a te e a tutto il gruppo ^__^

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  15. Allora, ricordo che avevo citato un alunna che scrisse in un tema che i sogni sono come gli spazzini della nostra mente – mi era piaciuta moltissimo come definizione. E naturalmente sono d’accordo che ogni sogno si inserisce nella storia di chi lo sogna, per cui è abbastanza difficile per un estraneo interpretarli
    In vita mia non ho mai avuto l’ombra di un sogno profetico, ma ne ho avuti diversi in cui improvvisamente mi si chiariva il senso di una relazione con qualcuno (per esempio amici che non sentivo da tempo, li sognavo con atteggiamento molto amichevole verso di me, chessò un bell’incontro in treno o a una festa, e il giorno dopo mi telefonavano o arrivava una lettera e una volta addirittura un regalo per posta). Questi sogni li faccio soprattutto nelle tarde ore del mattino, e quando mi sveglio sono molto contenta per tutto il giorno.
    E poi c’è stata una volta in cui avevo una tosse tremenda e a malincuore mi arresi e decisi che mi sarei messa in malattia. Scivolai in un sonno inquieto ed ebbi un incubo così rivoltante che quando suonò la sveglia (chiaramente dovevo avvisare la scuola prima della prima ora) fui felicissima di svegliarmi e, fregandomene alla grande della tosse mi vestii e andai a scuola, perché l’idea di restarmene a letto col ricordo di quel sogno era davvero improponibile. Affrontai con animo lieto le poche ore di lezione che avevo, mi fiondai dal medico che mi diede un eccellente antibiotico e in realtà guarii molto presto ^__^

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    • Una definizione che secondo me calza alla maggior parte dei sogni. Sui restanti… non dico che non calzi, ho semplicemente dubbi 🙂
      I sogni che racconti non saranno “profetici”, però mi pare di capire che abbiano predetto qualcosa arrivato il giorno successivo, o ho capito male?
      Anche a me sono capitati sonni inquietanti come quelli che racconti, ma non solo nelle prime ore del mattino, perfino nelle piene ore notturne. E… davvero in quei casi si preferisce non rimettersi a dormire subito 🙂 Ti assicuro che quando l’ho fatto… ho ripreso i medesimi incubi da dove li avevo lasciati 😮 😀

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  16. Pensa che la seconda volta stavo sognando una specie di giallo, e poiché ho appena finito di scrivere una serie di racconti gialli, mi dissi entusiasta che ne sarebbe venuto fuori uno davvero interessante. Intanto misi sul gas la caffettiera e… oplà… tutti dimenticato 😀

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