Smettere di soffrire per un amore perso o irraggiungibile

Questo che ripropongo è un post di Marzo 2008 ma in realtà è una riproposizione che pesca in un tempo ancora più antico, ovvero di quando scrivevo sui forum, tra gli anni, se ricordo bene, 2004 – 2008.

Qui parlavo di un amore perso o irraggiungibile, ma in teoria il medesimo meccanismo si può applicare a qualunque altro settore della vita, o quasi 🙂

Il post originale, con i commenti dell’epoca, lo trovate qua: Smettere di soffrire per un amore perso o irraggiungibile


Voglio riproporre un tema del quale parlai parecchio tempo addietro da un’altra parte.

cuore al piedeL’argomento è: si puo’ smettere di amare e dunque di soffrire per una persona irraggiungibile o ormai persa?

Un interruttore non esiste, pero’ senz’altro ci sono molti accorgimenti che possono aiutare.

La comprensione dei motivi per cui non puo’ e non potrà mai funzionare, puo’ togliere dalla testa l’illusione, la speranza, che prima o poi quella persona cambierà idea. Dopo la testa, continuando a tenerlo presente a sé stessi – soprattutto ogniqualvolta il pensiero di questa persona ritorna – ovvero esercitando l’arte della ripetizione, si puo’ convincere anche la parte più difficile, il cuore (in realtà l’inconscio), a mollare la presa ed a “lasciare andare”.
Esistono perfino metodi di autoipnosi o mantra che non fungono da bacchetta magica ma, proprio sfruttando la ripetizione (l’inconscio in fondo è stupido: crede a qualunque cosa gli venga ripetuto abbastanza a lungo) possono aiutare, soprattutto se fatti con convinzione (ecco anche qua l’importanza di comprendere fino in fondo che evidentemente è andata come doveva, o come poteva, andare).
In parte non sono nemmeno meccanismi sconosciuti: a chi non è capitato, giunto al limite di sopportazione, di ripetere “ossessivamente” nella propria testa “basta! Basta! Basta!” o un’altra frase o parola analoga?
Si puo’ anche ricordare constantemente a sé stessi che più il cuore e la mente sono liberi, più facilmente puo’ compiersi il “miracolo” dell’arrivo di qualcun altro che riempia quello spazio vuoto. Spazio che, se non è vuoto, non puo’ essere riempito.

litigioNaturalmente non si puo’ premere un interruttore e cancellare quella mancanza, ci vuole tempo. Ma ad un certo punto si arriva ad una svolta, una svolta nella quale ci si rende conto che il distacco è avvenuto o sta avvenendo. A quel punto, diventa scelta: dirsi “è giusto così” e distogliere il pensiero non accettando di tornare indietro nostalgicamente a “prima”; oppure, farsi prendere da quell’ingiustificato senso di colpa che dice “no! Non puoi cancellarla! E’ una persona che hai amato! Non è giusto!” o dal risveglio del ricordo di quel viso, quei gesti, quell’amore, operato dalla solitudine: bisogna sempre ricordarsi che, per quanto si possa essere soli e per quanta solitudine ci possa essere nel futuro, le persone sbagliate o che ormai fanno inesorabilmente parte di un passato che non esiste più, non ne potrebbero mai esserne la soluzione.

Sembra strano, ma se per un primo periodo la sofferenza è inevitabile, ad un certo punto diviene una precisa scelta.

abbraccio

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56 pensieri su “Smettere di soffrire per un amore perso o irraggiungibile

  1. i cinesi dicono che non esiste il dolore, o meglio che se ne fa una rappresentazione…io condivido. ok ok non ci sono interruttori, non di può separare la ragione dal cuore e tutta un’altra serie di frasi fatte che si rigirano fra le mani qua e là, ma che servono a poco, il fatto è che quando uno ci si trova dentro sono cavoli amari, certo poi tutto passa, il tempo è il migliore degli antidoti…ma è vero che il tempo non si può comprare? 😦
    stiamo sereni Lupo e pensiamo che domani è un’altro giorno come goiustamente diceva Rossella Ohara ( ‘naggia ma O0hara si scrive così …o pomì ? ha ha ha, come vedi ho voglia di scherzare, dai non mi sgridare amico Wolf
    notte felice
    Annalisa

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    • Se escludiamo chi ha imparato a conoscere la propria mente in profondità, ovvero davvero pochissime persone, un periodo di “lutto” è inevitabile, è vero. Tuttavia spesso prolunghiamo “artificialmente” tale periodo tornando sempre sull’avvenuto, cercando, inutilmente, di risolverlo nella nostra testa. Di capire perché è avvenuto e come. Se abbiamo colpe, se ce l’ha l’altro. Se possiamo recuperare. In realtà torniamo in continuazione sugli stessi pensieri, esattamente come un disco rotto. Non scambiando mai davvero informazioni con l’esterno, essendo chiusi nei nostri circoli viziosi, rischiamo di non uscirne mai. Dobbiamo avere un minimo di controllo sul nostro pensiero, avendo la capacità di distrarci, se non altro 🙂
      Figurati, l’ironia è segno di intelligenza! 😉

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  2. Hai perfettamente ragione Wolf.
    è facile, ad ognuno serve il suo tempo, ma poi è come se scattasse un interruttore e capisci di essere pronto a lasciar andare ciò che in realtà se ne è già andato da un pezzo. E allora ti accorgi del peso enorme che ti sei portato dietro fino ad allora. Ma guai a lasciarlo andare prima del tempo. C’è il momento giusto per ogni cosa.

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  3. Proprio poco fa scrivevo a mè stessa di essere come l’acqua che si modella in base alla forma e alla circostanza, pensavo alla corrente, al lasciare andare ciò che deve andare…
    ciao Wolf…bentrovato.

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    • No, infatti non si parla di formule magiche, ma di semplice consapevolezza sui propri pensieri che, inevitabilmente, hanno impatto sui sulle emozioni. Se non da subito, almeno nel tempo 🙂

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  4. illustre Wolf,
    le tue riflessioni sono interessantissime, ancor più se rapportate ai tuoi studi che spaziano su più fronti, se esistesse un interruttore sarebbe facile “spegnere”, nel caso non esistesse, sarebbe impossibile “accendere”. I rapporti sono un do ut des MAI alla pari, a volte l’inconscio ti ricorda semplicemente che ti sei reso erroneamente vulnerabile. Rendessimo i rapporti scevri da impalcature ideologiche istituzionalizzate, molti vivrebbero meglio e soffrirebbero meno.

    ps: anche io sono un ex frequentatore di forum, bei tempi

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    • Vero, come per moltissime altri argomenti: ci aggiungiamo troppo che ha troppo poco a che fare 😉
      Già, per certi versi erano… come dire, più immediati dei blog, ma non così dispersivi come i social 🙂

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      • Bé, sono i forum in realtà ad essere stati definitivamente uccisi da social 🙂 Ai blog erano sopravvissuti, seppur ridimensionati. Ormai ne rimangono solo di estremamente tematici.

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  5. E’ un argomento molto complesso che a primo impatto potrebbe sembrare anche molto facile: è giusto ed è vero che è meglio dimenticare, rottamare, resettare qualcuno o qualcosa che si è amato, che si è perso e non si potrà più riavere.

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  6. Infatti, a che serve continuare ad amare qualcuno che se ne è andato e che non ritornerà più? Qualcuno che ci ha fatto soffrire e senza cui potremmo vivere più sereni magari pronti per una nuova vita e un nuovo amore?

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    • Certamente 🙂 Anche se l’amore non spegne come un interruttore, ma spesso ciò che lega e va spezzato non è l’amore, piuttosto l’attaccamento, E’ possibile andare oltre, e ricordare con un sorriso. Anche se ci vuole tempo.

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  7. E’ soltanto che… non ci si riesce, Wolf, smettere di amare e rimpiangere non è come smettere di fumare, per cui basta una buona forza di volontà. Secondo me, si ama contro ogni ragionamento e contro ogni logica, magari per anni e poi una mattina ci si risveglia e l’amore è diventato una memoria ingiallita, quasi un evento passato ormai alla storia…

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    • Vero, l’ho appena scritto: l’amore non ha un interruttore, ma non c’è mai solo l’amore, ci sono una serie di componenti legati più all’ego, che all’amore. Legati più alla mente, che al cuore. Su questi si può lavorare, l’amore segue di conseguenza.

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    • eheh curiosamente hai inserito altri commenti… nel post originale, anziché in questo 😀
      Ricopio anche qua.

      > Non so, Wolf, mi pare così difficile che uno possa decidere di smettere di soffrire con la forza di volontà! Anzi, non mi pare difficile ma proprio impossibile 🙂

      – La forza di volontà da sola no, ma aiuta. Questo è certo 😉

      > Poi penso che il mio sia un modo di pensare strettamente personale o al massimo influenzato dalla nostra civiltà e mentalità. Ad esempio mi vengono in mente i filosofi greci con i loro concetti di atarassia o gli asceti o ancora quei pensatori orientali che riescono ad avere un fortissimo controllo delle loro emozioni.

      – Non c’è nulla di strano nel tuo modo di pensare, nessuno dice di non affrontare le difficoltà, di fuggirle. Bensì, quando è il momento, di lasciarle andare 🙂

      > Io non credo di essere in grado di riuscirci, tutto quello che riesco a fare è rimuovere il dolore o il dramma, ma questo ovviamente non significa metabolizzarlo o superarlo. Esso rimane là in fondo e forse fa più male che accettarlo a fronte alta.

      – Vero, però in una prima fase… un po’ di rimozione è perfino salutare 😀

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  8. Mi hai fatto tornare indietro nel tempo, proprio nel marzo 2008, quando persi Karol… Io sono una di quelle persone che forse hanno scelto di non smettere di soffrire per un amore perduto, anche perché quello è stato l’amore più straordinario della mia vita, inconcepibile e pieno di coincidenze pazzesche. Ma oggi quel dolore si è trasformato, è un dolore che fa sentire la presenza di quell’amore come fosse sempre qui. Il fatto è che quando l’amore è reale e vero…non può finire, e non si può mai finire di soffrire veramente.
    Un abbraccio, a presto 🙂
    Laura

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    • Bé, quello che citi non è proprio tema del post 🙂 Il vostro amore non è stato interrotto per volontà o desiderio di uno dei due, e nemmeno per incompatibilità di carattere o intenti. A “sentimento” capisco che il vostro caso non può essere trattato nello stesso modo, poiché non vi è una “ferita egoica” da sanare, nessuno si è “illuso” o è stato “offeso” 🙂
      Un abbraccio! 🙂

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  9. Opperbacco, quanto sono distratta… A volte mi è capitato su iobloggo, ci commentiamo una decina di persone tutte amiche tra noi, e a volte capita di confondere la mia pagina dei commenta con quella di qualcun altro 😀 😀

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  10. libreriamociblog ha detto:
    14 MARZO 2017 ALLE 18:02
    Poi penso che il mio sia un modo di pensare strettamente personale o al massimo influenzato dalla nostra civiltà e mentalità. Ad esempio mi vengono in mente i filosofi greci con i loro concetti di atarassia o gli asceti o ancora quei pensatori orientali che riescono ad avere un fortissimo controllo delle loro emozioni.

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  11. Io non credo di essere in grado di riuscirci, tutto quello che riesco a fare è rimuovere il dolore o il dramma, ma questo ovviamente non significa metabolizzarlo o superarlo. Esso rimane là in fondo e forse fa più male che accettarlo a fronte alta.

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  12. Il ”guiaio” però è che mentre io comincio a essere pronta a parlarne gli altri hanno gia cominciato a dimenticarlo o lo hanno già dimenticato del tutto e così spesso risulta un dialogo incomprensibile 😀 😀

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    • Assolutamente, è spesso così: crediamo naturalmente che cose che ci hanno toccato personalmente, e che perciò ci ricordiamo bene, siano memoria comune… per poi scoprire che, a parte noi, non le ricorda nessuno 😀

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  13. Vedo che sempre più frequentemente faccio pasticci che poi non posso correggere. L’unica cosa che apprezzo di iobloggo è forse la possibilità che ci dà di correggere i commenti già inviati, funzionalità che io apprezzo e uso con molta frequenza 😀

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  14. Parole sagge caro Lupo…se ci si vuole veramente bene non ci si può accontentare di una persona sbagliata accanto..io l’ultima scelta l’ho fatta quest’anno dopo le feste natalizie..dopo tanto tempo finalmente ho capito che non poteva andare e se all’inizio del distacco ero triste ora mi sento molto più sollevata 🙂
    Un bacio caro Lupo 😉

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  15. Concordo. Prima di tutto guardare avanti. Crogiolarsi nel dolore qualche volta è una recita nei confronti di se stessi. Solo che preferiamo questa recita (per quanto fonte di tormento) al dover nuovamente affrontare la lotta in un terreno ignoto. Anche per quel che riguarda l’inconscio, credo che si possa tentare di intervenire, considerando che, essendo fondamentalmente irrazionale, va affrontato con metodi irrazionali.

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