Julius, in loving memory

9 ottobre 2015. Buonasera, cari amici. Questo purtroppo non è più un aggiornamento. Diciamo che è una semplice aggiunta. Parlavo con Demetra di strane “coincidenze” che già prima della morte del mio amatissimo gatto hanno iniziato ad accadere. Dopo la sua morte, ho già raccontato nei commenti a Ventisqueras, di come Perseo, stamattina presto, erano circa le sei e mezza, sia venuto a coricarsi al mio fianco e ha fatto perfino le fusa, cosa che non mi aveva mai fatto. A voler credere… sembra che qualcuno che è stato solito farlo per sette anni (bé… lui faceva anche il “pane”… ma adesso non pretendiamo troppo 🙂 ) l’abbia spinto a farlo 😉

Oggi sono andato in una nota catena di supermercati per animali a fare la solita spesa per Tom e i gatti. C’era una cassiera nuova, mai vista. Io, rivolgendomi ad una delle solite che sapeva di quanto stava accadendo, mi sono sentito di aggiornarla sullo sfortunato epilogo, al che è intervenuta anche la nuova e… incredibilmente era informatissima sulla malattia che, con ogni probabilità, ha ucciso Julius, sembrava una veterinaria. Addirittura terminava le frasi prima di quanto facessi io. Mi ha detto che “lui era così”, che non c’era nulla da fare ed anche i corticosteroidi avrebbero al massimo potuto farlo stare “un po’ su” ma non guarirlo, perché per quella malattia non c’è cura. Mi ha detto che certamente soffriva e che abbiamo fatto bene a terminargli tale sofferenza. Che se fossimo andati avanti sarebbe stato solo una cavia nelle mani dei veterinari. E, mentre stavo uscendo dal negozio, che… ora dovevo pensare ad un nuovo piccolo 🙂 Cosa anche questa di cui avevamo parlato io e Lady Wolf (ovviamente la cassiera non poteva saperlo). Ma soprattutto è stato il suo riferimento al fatto che “lui era così”, come se non si fosse trattato di una vera malattia ma piuttosto del suo stesso modo di essere, come se semplicemente fosse arrivato al termine naturale della sua esistenza… mi ha sbloccato qualcosa, perché io stesso durante il mese passato avevo “sentito” che era così. Più tardi, pensandoci e parlandone al telefono con Lady Wolf, mi sono messo a piangere… ma stavolta non di tristezza, bensì quasi di gioia… perché ho sentito che semplicemente il suo ciclo si era compiuto, e che tutti questi sette anni sono stati per lui pieni di felicità 🙂

Anche se certamente qualche lacrima ancora scenderà… credo che adesso sono pronto per lasciarlo andare… 🙂

Dicono che gli angeli a volte usano le persone che incontriamo per darci i loro messaggi… bé, io ho sentito che è così. E non mi stupirei se quella cassiera non la incontrassi più.

Julius, Aprile 2008 + 7 Ottobre 2015

Stamattina, intorno alle 10, nella nostra casetta e attorniato dal nostro amore, il cuore di Julius ha smesso di battere. Ci sono volute due inizioni intracardiache, anche in questo caso ci ha dimostrato quanto era forte… o quanto, da qualche parte, è forte ancora. Anche dopo morto, alcune parti del suo corpo hanno avuto convulsioni, la veterinaria che ha praticato l’eutanasia ci ha tranquillizato dicendoci che comunque ormai era morto, ed ha detto che è normale… quando il gatto era tanto sofferente, perché l’energia che era nei muscoli si viene a scaricare. Alla domanda “Ma allora non è vero che non stava soffrendo, che era solo in uno stato di stanchezza debilitante?” ha fatto una smorfia e ci ha risposto che dubita fortemente fosse così. Quindi, sì, è stata la scelta giusta. E poi comunque stamattina non riusciva più nemmeno a reggersi sulle zampe, cadeva di lato con bocca aperta e occhi spalancati, ma era così forte che perfino in queste condizioni chissà quanto avrebbe tirato avanti… non era più accettabile.

Nel momento del trapasso, gli abbiamo letto tre volte il passo indicato nel “Libro tibetano dei morti” per accompagnarlo nel viaggio nell’aldilà… Speriamo tanto di incontrarci di nuovo tutti, un giorno…

Grazie a tutti quelli che ci hanno e lo hanno sostenuto. Siete stati preziosi! 🙂

P.S.: un’ultima cosa tengo a dirvi… pensate che anche stanotte, l’ultima, alle quattro Julius ha tentato di salire sul letto per venire a coricarsi al mio fianco, come ha fatto per questi sette anni. Non ce l’ha fatta, ma io ho sentito il suo aggrapparsi con le unghie, allora l’ho tirato su e me lo sono messo a fianco. Di una cosa sono sicuro: non ci sarà mai un altro gatto che mi abbia voluto così bene come ha fatto lui… fino alla fine. Un amore ovviamente reciproco.

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84 pensieri su “Julius, in loving memory

  1. La morte è la curva della strada,
    morire è solo non essere visto.
    Se ascolto, sento il tuo passo
    esistere come io esisto.

    La terra è fatta di cielo.
    La menzogna non ha nido.
    Nessuno si è mai perduto.
    Tutto è verità e via.

    Fernando Pessoa
    siete nei miei pensieri e questa mattina,……….mi ero chiesta proprio di voi

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  2. Finché c’era da combattere avete combattuto, tutti quanti.
    Adesso che Julius non soffre più è tempo di riposare. I legami del vero affetto possono allentarsi, ma sono per sempre.
    Vi mando una canzone, con una storia piuttosto celebre alle spalle: la musica è sempre la cura migliore per un cuore che soffre

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    • Hai ragione: è tempo di riposare. Dopo la morte di mio fratello, questo tira e molla di oltre un mese ci ha stremato. Io sono pessimista di natura, è una forma di “protezione”, hai meno probabilità di restare deluso, così non ho mai creduto veramente che Julius ce la potesse fare, anche se a volte una piccola fiammella di speranza si riaccendeva, ma Lady Wolf no, lei ci ha sperato ogni volta che cambiavamo anche di poco la terapia. E ogni volta che non vedevamo miglioramenti riprecipitava nello sconforto. E’ stato snervante, siamo davvero sfiniti.
      Avevo pensato di staccare, di nascondere ciò che mi ricordava lui, almeno per un po’. Mia ci sono così tante cose… così tanti oggetti che usavamo per lui o con i quali giocava, così tante foto… sarebbe impossibile. Così ho deciso di mettere, anzi, una bella foto sua, la stessa che ho pubblicato qua in suo ricordo, in salotto e anche come avatar su whatsapp e ho chiesto a Lady Wolf di fare lo stesso. E’ da tempo che so che il modo migliore di superare un lutto, qualunque esso sia, non necessariamente una morte, la cosa migliore non è la rimozione: ogni volta che qualcosa che ricorda lui, perfino una canzone, saltasse fuori… sarebbe una frecciata al cuore, ma piuttosto proprio il contrario, l’averlo sempre davanti… così non è possibile rimuovere, e vedere cose che lo ricordano diventa normale, non fa’ più male.
      Il momento più difficile però, sarà quando non verrà più a stendersi a fianco a me la notte… Mi ci vorrà un po’ per superarlo, anche se ora sono così stanco che… per qualche notte penso che dormirò…

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  3. Mi dispiace tantissimo caro amico 😦 anche se so che Julius non ti sarà mai tanto lontano.. ho sperato fino alla fine che sareste rimasti insieme ancora per tanto tempo!
    Un abbraccio fortissimo a te, a Julius e a Lady Wolf!

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    • Bé… secondo la tradizione… il suo spirito dovrebbe essere ancora qua 🙂 Anche se, avendogli recitato il libro tibetano dei morti… spero abbia già trovato la luce 🙂
      Grazie, apprezziamo! 🙂

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    • … straziante, vero? 😦
      Questa è la foto che ho scelto per il salotto 🙂 Quando arrivera il cofanetto con le ceneri di Julius, le metteremo lì davanti 🙂 Sperando che Perseo non faccia come Sfigatto in “Ti presento i miei” 😉

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  4. Ho le lacrime agli occhi…
    Ho sperato fino alla fine che la situazione potesse cambiare in meglio…
    So cosa vuol dire, perdere un animale amato….
    E’ ammirevole la dignità con la quale Julius ha affrontato la sofferenza…
    chissà ora incontrerà la mia Luna sul Ponte dell’Arcobaleno…
    Un abbraccio a te e a Lady Wolf

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    • In quanti mi state dicendo la stessa cosa… in quanti abbiamo patito, patiamo e patiremo, la sofferenza di un animaletto amato… Danno tantissimo, e sicuramente nessuno di noi rimpiange il tempo che ha passato assieme al proprio animaletto nonostante la sofferenza finale. Ciò non toglie che il prezzo da pagare è davvero altissimo e per quanto si creda di essere pronti, per quanto si sappia che la vita è così e nessuno, nemmeno noi, avrà sorte migliore… è durissima. Poi Julius per me era davvero speciale. Qualcuno mi ha scritto “tu eri lui e lui era te”… ed è maledettamente vero… Secondo il buddhismo tornerà, e se devo seguire ciò che leggo da anni… è probabile che ci rincontreremo, forse già in questa vita. Starà a me saperlo riconoscere e a lui farsi riconoscere 🙂
      Grazie, un caro abbraccio anche a te!

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  5. Aveva solo sette anni, quindi, che peccato, avrebbe potuto vivere ancora tanti anni, se non si fosse ammalato in modo così grave. La mia Titti, che è morta la scorsa estate, è vissuta quindici anni, sempre con me. Ho sofferto molto quando se ne è andata. Un saluto.

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    • Certo, è stato uno dei nostri crucci più grandi. Abbiamo altri tre gatti, due più giovani di lui, una, Sissi, ha 12 anni e 12 chili. So che i gatti possono vivere anche 16, 18, 20 o perfino più anni, ma mi sarei perfino accontentato se fosse arrivato all’età del mio gatto precedente che morì, ormai tanti anni fa’, a 11 anni. Con soli sette anni (e mezzo, perché anche quel mezzo per lui è stato tanto)… dispiace di più, anche se, va da sé, un animale domestico, così come una persona, ti lasciano sempre vuoto e dolore quando se ne vanno, anche se lo fanno a tarda età. E purtroppo ci sono tanti animali che se ne vanno ancora più giovani…
      L’unica consolazione è che so che questi anni per lui sono stati felici… e questo conta molto.

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  6. Non ho le parole giuste per dirti,dirvi, quanto mi sento coinvolta in questo momento che state vivendo.Sono d’accordo che non serve rimuovere i ricordi,anzi ognuno di essi ci tiene legati alle persone,agli amici che non sono più con noi,materialmente.Solo un modo diverso di restare in contatto.Un saluto.

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    • Legati… ma anche a non “mitizzarne” la scomparsa. Già ieri, guardando sul cellulare, ho trovato molte sue foto di questi ultimi terribili giorni. E sono stati un tuffo al cuore. Rimuovere ogni suo ricordo non può avere successo, ci sono troppe cose che ce lo ricordano. A parte naturalmente pensare se sia giusto o sbagliato farlo. Meglio lasciare qualche sua foto ben in vista, in modo da abituarsi… altrimenti ogni volta è una stilettata al cuore…

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  7. Magari la sua luce sei tu, è certo caro Lupo che vi rincontrerete tu e lui…lo avete già fatto una volta, accadrà di nuovo.
    Spero che tu e la tua Lady riusciate a riposare un po, ne avete bisogno.
    Mi piace tantissimo la foto che hai scelto per il salotto, è carinissimo con la testina piegata 🙂
    Un abbraccione! 🙂

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    • La luce secondo la tradizione buddista (ma non solo) non sono i “parenti” o gli amici, anzi quelli distraggono. Sul libro tibetano dei morti c’è un passo toccante dove viene suggerito al trapassato di non continuare a cercare di stare con loro, più di qualche giorno: non potrebbero sentire, rispondere, si capirebbe di essere ritenuti morti… e tutto questo aggiungerebbe dolore ed angoscia. Ad un certo punto bisogna decidere di staccarsi ed andare verso la luce. Anche perché solo così potrà rinascere 🙂 In teoria poi l’obiettivo finale è non rinascere più, perché la condizione terrena è comunque sofferenza. Ma non credo nel caso di un gatto sia applicabile 🙂 Chi può scegliere di non rinascere è un illuminato, un buddha, e visto che lo “stadio” più vicino è l’uomo perché dotato di maggiore consapevolezza, un doppio salto del genere è davvero da escludere 🙂
      Se vogliamo crederci, Julius rinascerà sotto forma di animale o – non si può escludere – di persona. Potrebbe di nuovo essere gatto, ma stavolta potrebbe essere una femminuccia magari di colore completamente diverso. Ma… qualcosa potrebbe farcelo riconoscere o farci riconoscere noi da lui 🙂

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  8. ogni volta che ci lascia un piccolo-grande amico sembra che con loro se ne vada una parte del nostro cuore, anche io ho qualche piccola tomba nel mio giardino e capisco quello che hai provato nel distacco da Julius, io so, dalla mia esperienza personale che trovano il modo di farci sapere che ancora sono con noi, ci sono in qualche modo vicini…a volte mi si presentano alla base del finestrone che da sul giardino,come quando volevano entrare in casa…lo so che sono proiezioni della memoria non certo fantasmi, ma in qualche modo in quegli istanti si ritrova qualcosa di perduto.Avrei altre mille cose da raccontarti per farti capire che l’amore reciproco scambiato non andrà verso ma rinascerà in qualche modo come rinascono i fiori della promavera
    Ciao piccolo Julius, senza conoscerti ti ho voluto bene anche io

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    • Io ormai non mi sento di escludere più nulla, cara. Può essere che siano solo proiezioni su eventi casuali, può darsi che siano davvero fantasmi. Potrebbe essere una percezione quantistica del loro pensiero ancora presente. Ovviamente vorrei credere e ti posso dire che in questo mese mi sono accadute diverse strane coincidenze, alcune piuttosto clamorose, facili insomma da essere considerati “segni”.
      Dopo la sua morte, la cosa più particolare finora la devo a Perseo, il gatto abbandonato che abbiamo addottato un paio di mesi fa’. Finora non era mai veuto a stendersi da me, la mattina presto. Proprio stanotte l’ha fatto e quando l’ho accarezzato si è messo perfino a fare le fusa (finora non l’aveva mai fatto). Come se… qualcuno gli avesse chiesto di fare così al posto suo 🙂
      Ovviamente il CICAP ci riderebbe sopra e certamente non immaginerei mai di considerare questa come una prova, probabilmente è davvero solo una coincidenza. Ma certo… quando le coincidenze si sommano e continuano a farlo… qualche dubbio viene…
      Grazie per la frase di chiusura del tuo commento, mi ha toccato…

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      • non esistono le coincidenze, esiste un qualcosa che ci accompagna nella vita, alcuni la chiamano aurea, io non saprei dire cosa sia, ma sono certa che è un qualcosa di impalpabile che formata dall’amore che abbiamo donato e che sempre, nei modi più impensabili e imprevediili ci viene reso.
        La tua sensibilità amico qualcosa di superlativamente dolce che fra molti altri ti contraddistingue,
        sei una splendida persona, buona giornata, elo sai, anche Julius ti vicino

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      • Eh, però una cosa ho capito: la vita non è merito-centrica, la vita se ne sbatte abbastanza. Se c’è un premio per le brave persone, per quelli che si sbattono per gli altri o per gli animali, certamente non è in questa vita. Ho conosciuto persone splendide che sono cadute vittima di malattie terribili, altre, stronze ed egoiste al massimo livello, che hanno vissuto tranquillamente tutta una lunga vita. Forse, se esiste un “premio”, è nella prossima esistenza. Se c’è.
        Grazie cara, un abbraccio 🙂

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  9. Arrivo a te tramite Carolina. Ho avuto una gatta nera per 19 anni e so cosa significa perdere un grande amico. Ti sono vicina. Un baciobacio con abbraccio a te e Lady Wolf ❤

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    • Grazie davvero! Come scrivevo a Mirtillo14, più su, l’età è stato uno dei motivi del nostro dolore. Credo che sia più facile farsi una ragione quando chi viene a mancare, sia animale o persona, è in età avanzata. Fa male lo stesso, va’ da sé. Ma l’idea che Julius avrebbe potuto ragionevomente stare con noi altri 5 – 10 anni… ha aggiunto dolore su dolore. Ma purtroppo sappiamo tutti che la morte può portare via chiunque, anche noi stessi, a qualunque età. Pensa solo che l’aspettativa di vita per i gatti randagi è di solo 5 anni, ad esempio. Rispetto a loro Julius è stato fortunato, non solo per i due anni in più, ma perché ha avuto un tetto, cibo assicurato, giochi, amichetti (la sua “sorellina” Numa soprattutto) e tanto amore.
      Un attimo dopo che la falce si è abbattuta… chi ne è stato colpito non c’è più, almeno non nella forma che conosciamo, non soffre più, non può nemmeno importargli di essersene andato giovane. Il dolore e questi pensieri sono solo per chi resta… e in questo il pensiero buddhista aiuta perché sostiene che è solo nell’io, nei pensieri, di chi resta, pensieri che sono come nuvole nel cielo: passano… e se si è bravi, si può farli passare prima, senza “nutrirli”. Questo non vuol dire dimenticare, non sarebbe possibile farlo nemmeno volendolo (e comunque non lo vorrei) casomai evitare di stanziare troppo nel dolore che danneggia solo e non aiuta. A volte ci sentiamo in colpa se non soffriamo. A me succede. Pensiamo che non saremmo umani, che chi non c’è più non lo merita… ma chi non c’è più o non percepisce nulla di tutto ciò, perché appunto non esiste più, o è su altro piano dell’esistenza nel quale certamente il dolore di chi ha lasciato non aiuta ed anzi addolora anche lui.
      Insomma… ho estrema necessità di andare avanti il prima possibile, sennò finisce che mi ammalo anche io 🙂 E so che questo Julius non l’avrebbe voluto.
      Un abbraccio!

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  10. In effetti se i defunti non seguono la loro strada e rimangono accanto alle persone viventi non trovano la luce o semplicemente rimandano di poco o tanto tempo il loro allontanamento per poi rinascere, però se rimangono nei paraggi solo un po di tempo per farci ancora un pochino di compagnia non succede nulla di grave… lo dico con cognizione di causa 🙂
    Ho letto di Perseo che stanotte si è steso vicino a te facendoti le fusa…beh si caro Lupo le “coincidenze” chiamiamole così cominciano a essere un po troppe 🙂

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  11. Mi sono venute le lacrime agli occhi, mi sembra di vedere il suo musetto e suoi occhi così dolci e così fieri. Magari è vero, che continua a vivere, lontano o vicino che sia, però mi dispiace troppo sapere che non più qui. Un abbraccio a voi e un pensiero a Julius.

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  12. Ecco quello che non avrei voluto leggere. Neanche per sogno.
    Difficile, per me, scrivere qualcosa senza ricordare la mia bambina (Gerda, un pastore tedesco) e il mio ragazzetto (Joe un Labrador) che mi hanno ammazzato con una polpetta avvelenata e associarli a Julius. La foto stessa, del gattino, sembra quella di un foto modello, giusto per la pubblicità delle crocchette.
    Sono proprio addolorato, credimi. Io so, esattamente, cosa stai/state provando.
    Io, per esempio, ho sentito il respiro e alcune volte la carezza con il “codone” della mia bambina, Gerda, per mesi e mesi.
    E … questa sera, son passato con l’intima intenzione di scrivere “visto? Ve l’avevo detto che avrebbe superato tutto. O almeno qualcosa di simile.
    Non sono un credente, anzi, laico fino al midollo e credo che, quel ciclo vitale/animale, si sia concluso nel suo iter naturale, accrescendo e dando un senso alla mia vita, grazie ai miei animaletti, così come con te, Julius.
    Ti auguro una serena notte.
    Lo sognerai.
    E quando lo sognerai, per piacere, dagli una carezza anche da parte mia.
    Grazie.
    (Se riesci a prenderne un altro, come mi è sembrato di capire, fi benissimo.
    Mia, la piccola Epagneul Breton, è entrata in casa dopo un anno dalla morte del ragazzino. E’ stata dure, ma nei suoi occhioni e nella sua dolcezza ritrovo amore, affetto e tanto altro che mi erano mancati.
    Per cui …

    Ciao

    Ninni

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    • Infatti l’ho sognato, caro Ninni. Purtroppo ho letto il tuo commento solo ora, quindi non ho potuto dargli una carezza da parte tua… per ora.
      Che dirti? Non mi sento bene, forse questi terribili quaranta giorni, partiti il 30 di agosto con la telefonata sul ritrovamento del cadavere di mio fratello e terminati con la morte di Julius, hanno lasciato il segno. Spero di star presto bene, perché ho necessità di voltare pagina, pur, ovviamente, senza minimamente dimenticare il mio adorato “ragazzo”…

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  13. Mentre leggevo della cassiera sentivo un senso di serenità.. si è vero a volte accade che gli angeli sapendo che non tutti li vedono e li ascoltano trovano altri modi per mandarci messaggi, possono arrivarci da persone o anche da semplici “coincidenze”.. quei messaggi si riconoscono sempre..danno un senso profondo di pace 🙂

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  14. Mi associo al tuo dolore-gioia, le tue emozioni sono talmente vibranti che sono giunte sino a me. Julius aveva completato il suo viaggio e ne ha cominciato un altro, io sono convinta che un giorno animali di ogni specie e uomini di ogni specie vivranno insieme una realtà che non abbiamo mai conosciuto in terra.
    Buon weekend, caro amico, la cassiera hai ragione un angelo.
    un abbraccio
    Annamaria

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  15. Sì, spesso i nostri cari che non ci sono più passano a salutarci in sogno, specie quelli a quattro zampe e con i gommini, che anche da vivi sono un po’ messaggeri dell’Altrove secondo me – mi vengono in mente certi gatti dei romanzi di Neil Gaiman che passano da una dimensione all’altra, o i gatti di Pratchett che vedono la Morte; voglio dire, è un impressione abbastanza diffusa tra gli umani catfriend. Non credo che abbiano quindi veri problemi a staccarsi da questo mondo perché trattenuti dal nostro rimpianto, perché sono abituati a viaggiare tra i mondi e sanno benissimo come gestirsi il passaggio. E credo che anche gli umani, se sono trattenuti sul limite, lo sono per problemi loro più che per colpa di chi è rimasto vivo ed è ancora troppo attaccato a loro. Comunque le mie sono semplici opinioni e lasciano il tempo che trovano.
    Invece la penso diversamente sul fatto che Perseo è venuto a farti le fusa: chi abita con voi è in sintonia con voi, e lui ha cercato spontaneamente di aiutarti ed esserti vicino, anche perchè il posto del Fusaro ufficiale è stato lasciato libero e lui sente il tuo dispiacere. L’ho visto altre volte, quando c’è più di un gatto in casa e uno se ne va, l’altro o gli altri tendono a sostituirlo in certe cose: come Ninphadora che, da quando Artemis non c’è più, ha preso certi suoi atteggiamenti e ha cominciato a coccolarmi in modi che erano tipici di Artemis – per esempio, benedette loro, sedendosi sul libro che cercavo di leggere a letto!
    Sull’idea di nuovo gatto non posso che convenire 🙂
    La Cassiera è una Messaggera, e ti ha ricordato che una parte del nostro destino è scritta nel nostro corpo – specie parlando di malattie immunodefici… insomma, di quella roba lì, certamente è vero. Rufus non era destinato a una vita lunga, ahimé; proprio come la mia Alfonsina che cadde dal tetto cacciando qualcosa: era l’unica delle tre che cacciava sul tetto, e quanto le piaceva andare sul tetto! Le altre, che ci andavano poco e con cautela, mi hanno tenuto compagnia molti anni in più. Ma d’altra parte non hanno mai conosciuto l’ebbrezza della Caccia sul Tetto… e del volo da dieci metri di altezza 😦

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    • Bé, chissà come stanno le cose, cara Murasaki! 🙂 Secondo un’ipotesi “moderna” la nostra “anima” sarebbe all’esterno di noi, noi la percepiremmo grazie a vibrazioni quantistiche recepite per mezzo di speciali cellule all’interno del nostro cervello che sarebbe una specie di… radio. Se così fosse, al momento della morte, un altro essere, in questo caso un altro gatto, potrebbe percepire i “pensieri” del defunto e fare ciò che esso gli suggerisce, in una speceie di metempsicosi parziale, oppure, per restare più vicini alla tua ipotesi, semplicemente percepire quali erano i suoi “pensieri” abituali.
      Ovviamente abbiamo pensato anche ipotesi simili alla tua: Perseo viene più spesso sul letto ora, è come se, finché c’era Julius, che era un gatto dominante, ne rispettasse la “posizione” nonostante che, purtroppo, l’abbia conosciuto solo per breve tempo e in “fase calante”, e ora che non c’è più…
      Quanto ad Alfonsina… Nonostante l’ipotesi più accreditata sia che Julius sia morto per una malattia autoimmune, non ne abbiamo la certezza, potrebbe anche essersi preso un parassita dalla puntura di una pulce in giardino… e vale la stessa cosa: prima abitavamo in un monolocale all’ultimo piano di una palazzina, dovremmo forse darci la croce addosso perché siamo andati una casa con giardino? Julius ha adorato questo giardino, casomai il nostro cruccio è che se lo sia goduto per soli due estati, e nemmeno piene… E’ la vita che è così: se vuoi, devi rischiare. Altrimenti ti chiudi in una campana di vetro e non rischi nulla… ma puoi morire lo stesso, e per cosa?

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  16. Beh cose un po più tangibili appartengono al mondo dei medium e simili..ti avevo già accennato che ho un amico che percepisce delle cose anche se non vorrebbe…e io che vorrei percepire le stesse cose non sento nulla, quindi se voglio sapere qualcosa che sfugge ai miei occhi e alle mie orecchie, mi tocca chiedere a lui che mi guarda con aria rassegnata 🙂

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  17. Il fatto è che si muore, e basta. Spesso non si sa perché. I miei gatti sparivano e non se ne sapeva più niente. A quei tempi non si portavano cani e gatti dal veterinario, che s’intendeva spesso solo di mucche, cavalli e simili. D’altra parte non andava meglio agli esseri umani, che si portavano dal medico con identico risultato: morivano. Spesso le conoscenze scientifiche dei dottori, formatisi nel primo Novecento, erano imbarazzanti. In realtà non so bene perché siano morti mio nonno e mio padre.
    Per tornare ai gatti, l’ultimo che è stato con noi, portato dal veterinario, è morto ugualmente. Forse avvelenato da una cavalletta che aveva mangiato, sul terrazzo. Aveva anche bevuto latte, il che non sapevamo che potesse creare problemi ai gatti, malgrado convinzioni comuni. Alla fine girava in tondo fino a sfinirsi. Probabilmente era subentrato un problema al sistema nervoso.
    Da allora non abbiamo più tenuto animali con noi. Ora mi accontento di ammirare i gatti che vagano, liberi e indipendenti, nei cortili e nel giardino condominiale. Anche la libertà comunque ha i suoi svantaggi. Qualche mese fa uno dei mici della zona giaceva sulla strada di fronte ai nostri palazzi, probabilmente schiacciato da un’auto.

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    • Bé, un tempo la coscienza animalista era molto… debole, diciamo 🙂 I gattini chiusi in sacchetti di plastica e buttati in mare erano all’ordine del giorno, così come i cani abbandonati che erano altro che quelli di adesso. La gente non si faceva il minimo problema ad agire così. Ma se è per questo, come ben fai notare, non bisogna andare troppo indietro per trovare comportamenti beceri anche verso gli umani. La coscienza, al pari dell’intelligenza, si evolve… almeno speriamo!!
      In quanto agli animali “liberi e indipendenti”, non mi stancherò di ripetere che: 1) i cani in natura semplicemente non esistevano, li ha creati l’uomo selezionando gli incroci, quindi dire che “i cani dovrebbero vivere in natura” è una sciocchezza; 2) anche i gatti non sono più “gatti selvatici”, anche se, certamente, vivono meglio nelle colonie che non i cani. Inoltre la vita media di un gatto randagio è 5 anni, contro i 12 o 15 dei gatti “casalinghi” (purtroppo Julius è stato un caso sfortunato). Va da sé che il dolore quando muiono è terribile… e capisco chi preferisce non attorniarsene più 🙂 Noi non concepiremmo una vita senza di loro, ci hanno dato tanta compagnia, tanta simpatia ed affetto. Credo che la morte di Julius, in parte anche perché successiva di un solo mese a quella drammatica di mio fratello, mi abbia tolto qualche anno di vita. Non credo di esagerare. Ma… gli anni che mi ha dato ne valgono assolutamente la pena 🙂
      Il tuo gatto sicuramente ha avuto qualcosa al sistema nervoso, per comportarsi così. Però, essendo solo verso la fine, potrebbero essere state solo complicazioni dovte chissà a cosa. Non penso però né a cavallette né al latte. Il fatto è che… cerchiamo sempre delle risposte, io (e Lady Wolf) sono così, ma spesso la risposta non ci è data.
      Non preoccuparti sei in buona compagnia: anche mio fratello non so di cosa sia morto ed ho dubbi anche su mio padre e su mia madre, anche se certamente sarebbe prima o poi morta di cancro.
      Un carissimo saluto 🙂

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  18. che tristezza…:-(…

    Era una gatta, assai trita, e non era
    d’alcuno, e, vecchia, aveva un suo gattino.
    Ora, una notte, (su per il camino
    s’ingolfava e rombava la bufera)

    trassemi all’uscio il suon d’una preghiera,
    e lei vidi e il suo figlio a lei vicino.
    Mi spinse ella, in un dolce atto, il meschino
    tra’ piedi; e sparve nella notte nera.

    Che nera notte, piena di dolore!
    Pianti e singulti e risa pazze e tetri
    urli portava dai deserti il vento.

    E la pioggia cadea, vasto fragore,
    sferzando i muri e scoppiettando ai vetri.
    Facea le fusa il piccolo, contento.

    Giovanni Pascoli…

    un abbraccio cari Francesco e consorte che possa donarvi un pò di quiete dopo tanto doloroso patire…vedrai che imparerà anche Perseo a fare il pane…:-))…vi voglio bene…un saluto con tanto affetto e un dolce pensiero poetico che ho trovato tra le pagine dei grandi del passato…:-))…Mari

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    • Bé… Perseo va bene così 🙂 Forse era già troppo grandicello per imparare a fare il pane sugli “umani”, ma chissà… 🙂
      Grazie per il pensiero, un abbraccio e un caro saluto da entrambi! 🙂

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  19. Hai negli occhi i tanti giorni vissuti assieme a Julius fino al momento più doloroso della sua morte,e per quanto un altro micio sia speciale così come è e per come ci è piaciuto e lo abbiamo accolto nella nostra famiglia resta quel posto vuoto non sostituibile.da altri,,non è così anche per noi umani?
    Non siamo tutti esseri unici ed irripetibili su questa terra ?Credo proprio di si.
    Un abbraccio e grazie a te…:-)) …buona serata…Mari

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    • E’ assolutamente così, cara Mari. E chi ha avuto animali sa che loro, come noi, hanno il loro proprio carattere, a volte così diverso dai loro stessi simili da risultare sorprendente 🙂
      Grazie, buona serata e buonanotte 🙂

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    • Tra l’altro, se non vado errato, i coniglietti non vivono a lungo purtroppo… Avevo una cara amica che ne aveva uno, anche per lei quando morì fu’ una tragedia 😦
      Grazie, abbraccio reso! 🙂

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  20. Caro Francesco, leggo solo ora dell’amatissimo Julius, che anche noi abbiamo amato in questi anni attraverso le tue parole. Mi dispiace tanto e capisco il tuo, il vostro, dolore, avendo perso anch’io il mio cane diversi anni fa. Loro diventano parte di noi ❤️ Con il tempo si ricordano solo i momenti felici e, se anche scende una lacrima di nostalgia (perché dopo dieci anni scende ancora), è sempre rallegrata dalla gioia e dall’amore reciproco che ci siamo donati. Un abbraccio grande a te, Ladywolf e ai pelosi 😚

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    • E’ così, cara, lo so. Ancora adesso mi capita di pensare con nostalgia e, soprattutto, sensi di colpa per Kit, il mio primo gatto che morì venti e passa anni fa’: quando si ammalò io non c’ero, non vivevo più con la famiglia e lui era rimasto con loro perché di fatto era il gatto di famiglia. Non mi sono mai perdonato per non esserci stato. Stavolta ho seguito Julius fino alla fine. La veterinaria ci aveva consigliato di non guardare quando gli avrebbe praticato l’iniezione intracardiaca letale perché per diversi proprietari è terribile guardare (non che succeda nulla…. il gatto è profondamente addormentato e non sente nulla), ma io ho voluto esserci anche lì, lo accarezzavo e confortavo, anche se probabilmente non poteva sentirmi. Mentre spirava, e altre volte nella mezz’ora successiva, io e mia moglie gli abbiamo letto i passi del Libro Tibetano dei Morti per accompagnarlo nel passaggio verso la luce.
      Non ho idea se davvero qualcosa di queste cose è servita… ma almeno stavolta ci sono stato. Era fondamentale per me e, credo, anche per lui…

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  21. ciao
    leggo solo ora.
    Ti mando un grande abbraccio. Mi ha fatto piangere questo post.
    E’ tristissimo quando l’amico peloso ci lascia. Hay Lin aveva quasi 12 anni ma la sua mancanza è un dolore grande, mi manca tantissimo, lei era una cagnolona molto speciale.
    Un pensiero a Julius.
    Ciao

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    • Già, inevitabilmente tutti noi, che abbiamo perso un amato quattrozampe, ci ritroviamo in post come questi.
      Sono cosciente che non ci sarà mai più qualcuno come lui, è come se ci fossimo ritrovati dopo esserci giù conosciuti, chissà quando, in altre vite. E siamo stati inseparabili. Per sette anni la notte è venuto a dormirmi a fianco, almeno per un paio d’ore per notte. Eppure gli altri nostri animalotti sono tutti speciali, ognuno a modo proprio. E sarà speciale chi verrà più avanti. No, non ci sarà un altro Julius, ma… è giusto così. E poi, forse, lui mi sta già aspettando…
      Grazie 🙂

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  22. Che malinconia, Wolf! Forse potrà sembrare strano, ma anch’io mi ero affezionata a Julius, sia attraverso le tue parole sia tramite le foto che rappresentavano un gatto bellissimo dagli occhi così vivaci e intelligenti!

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    • Bé, se proprio devo essere sincero, dei nostri gatti quella con l’espressione più intelligente (sembra che rifletta mentre ti guarda) è Sissi, la gattona di dodici anni (e dodici chili) 🙂 Julius aveva la faccia da… capo, qual era 🙂 Gli “veniva tutto”, anche i gesti di affetto della “sorellina” Numa (tra virgolette perché in realtà non erano parenti) che sembrava apprezzare… con superiorità 🙂 Aveva un taglio di occhi non comune, qualcuno sosteneva che doveva essere un incrocio tra tigrato eurpeo e soriano. E soprattutto un carattere forte ma assolutamente affettuoso. Insomma… vero che ero il “papà”… ma era davvero speciale e irripetibile 🙂

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