Il coraggio di bussare

Bene, come suggerisce l’amica Alessandra, è davvero tempo di mettere un nuovo post ma poiché siamo dai parenti meranesi di Lady Wolf, lei è febbricitante da ieri (apparentementemente ha iniziato a sentirsi male durante il viaggio… che non abbia più l’età? :-D) e io ho il solito mal di testa che ormai mi trascino da un po’ (sarà l’età? :-P), direi che non posso dilungarmi 🙂 Ripesco allora un breve post di fine ottobre 2007 la cui pubblicazione originale con i commenti dell’epoca potete trovare qua: il coraggio di bussare

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(foto mia: Palazzo Te, Mantova)
porta palazzo te - MantovaLA PORTA DELLA LEGGE
Kafka racconta la storia di un uomo che cerca la giustizia e arriva al Palazzo della Legge. Davanti alla porta del Palazzo, c’è un soldato di guardia. Visto che la sentinella non gli rivolge una sola parola, l’uomo decide di aspettare. Aspetta un giorno, ma la guardia continua a restare in silenzio.
“Se rimango qui, capirà che voglio entrare,” pensa l’uomo. E rimane lì fermo. Passano giorni, settimane, anni interi. L’uomo è sempre lì davanti alla porta, e la sentinella continua a montare la guardia. Passano decenni, l’uomo invecchia, e non riesce più a muoversi.
Finalmente, quando sente che la morte si sta avvicinando, raccoglie le sue ultime forze e domanda alla guardia: “Sono venuto fin qui in cerca della giustizia. Perché non mi hai fatto entrare?”.
“Io non ti ho fatto entrare? – risponde sorpresa la sentinella – Tu non mi hai mai detto che cosa stavi facendo lì. La porta era aperta, bastava spingerla. Perché non sei entrato?”.

Commento di Wolfghost: Quante occasioni si perdono nella vita perche’ si ha paura che bussando non ci sara’ aperto? Nessun rimpianto per un passato che ormai non si puo’ recuperare, piuttosto un invito ad avere il coraggio, in futuro, di chiedere, e non di aspettare che gli altri capiscano da soli e ci vengano incontro.
Il mondo e’ pieno di uova di Colombo che aspettano solo di essere colte.

Ispirazione

Il seguente post è stato pubblicato da me la prima volta il 27 ottobre 2007, trovate il link originale con le risposte date allora qua: Ispirazione

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“Qcorpiuando sei ispirato da alcuni grandi propositi, da qualche progetto straordinario, tutti i tuoi pensieri rompono le loro catene. La tua mente trascende le limitazioni, la tua consapevolezza si espande in ogni direzione, e scopri te stesso in un nuovo, grande e magnifico mondo. Forze sopite, facolta’ e talenti prendono vita, e scopri te stesso essere una persona di gran lunga piu’ grande di quanto tu abbia mai sognato essere.” – Patanjali, Filosofo indiano – Yoga-Sutras

Chi non ha mai provato, almeno una volta nel corso della sua vita, l’esaltante stato d’animo descritto da Patanjali? Solitamente e’ stato un evento, un incontro, qualcosa che si e’ parato fortuitamente sul nostro cammino a donarcelo. O almeno cosi’ pensiamo. Di solito ci danniamo per qualcosa che non abbiamo o che che abbiamo perso. Qualcosa che abbiamo desiderato cosi’ tanto da pensare che senza di esso la nostra vita non e’, o non sarebbe piu’ stata, degna di essere vissuta.

Eppure, se ci riflettiamo, la magia accade nella nostra mente. E’ la nostra mente. Perfino quando quel qualcosa che funge da ispirazione non e’ attorno a noi, o non e’ stata raggiunta, la nostra mente la ricrea dentro di noi; puo’ essere immagine, suono, sensazione… Il gatto e la lunapuo’ essere qualcosa che non si riesce a definire, ma quel qualcosa e’ come se fosse sempre li’, presente, a spronarci. Siamo noi, nel momento in cui abbiamo deciso di farci coinvolgere da quel sogno, da quella musa ispiratrice, chiunque o qualunque cosa essa fosse, che abbiamo acceso la forza incontenibile della ispirazione. Noi in quel momento abbiamo visto qualcosa che di solito non notiamo e raccogliamo. Noi non ne siamo di solito coscienti, ma il nostro stato d’animo, la nostra determinazione, la nostra voglia di sognare, il coraggio di affrontare le nostre paure, lo spirito di reazione nelle avversita’ e nel rompere gli schemi negativi che ci affliggono, contribuiscono enormemente al fatto che quel qualcosa di straordinario avvenga.

Ogni sogno che tramuta in realta’, parte sempre da noi e dalla nostra mente. Ogni ispirazione nasce prima di tutto dall’anima che la esperisce.

Coltivate i vostri sogni, lottate contro la vostra inerzia, i vostri blocchi, la paura di risultare forse ridicoli. Agite perche’ quei sogni possano divenire realta’. Forse non avverra’, e rimarranno solo bellissimi sogni, ma se non lo fate, la possibilita’ che si realizzino sara’ davvero minima.

Voi siete la vostra prima ispirazione…

Warming Up for the Night“Aspettiamo tutti questi anni per trovare qualcuno che ci comprenda, pensai tra me, qualcuno che ci accetti come siamo, qualcuno con un potere magico che sappia trasformare le pietre in luce solare, che ci porti felicità nonostante le controversie, che possa far fronte ai nostri draghi notturni, che ci possa mutare nelle anime che scegliamo di essere.
Soltanto ieri ho scoperto che quel magico Qualcuno è la faccia che vediamo nello specchio: siamo noi, e le nostre maschere casalinghe.
Dopo tutti questi anni, c’incontriamo finalmente…
Pensate un po’.”
Richard Bach, “Via dal Nido.”

Il Coraggio (di William Penn Patrick)

Continua la pubblicazione di alcuni post del passato che trovo ancora d’interesse 🙂 Questo, che ho pubblicato la prima volta il 10 ottobre del 2007 (qui trovate il post originale con i commenti dell’epoca: Il Coraggio (di William Penn Patrick)), è una vera e propria lode al coraggio. Il punto che oggi mi fa più riflettere è questo: “Gli uomini forti creano le circostanze che tornano utili ai loro bisogni e desideri”. In realtà credo che gli uomini forti TENTANO di creare le circostanze a loro utili, non sempre ci riescono. Tuttavia almeno ci provano, casa che molti di noi non fanno o non fanno più. Su tutto il resto concordo: il coraggio – che, è bene ribadirlo, non è esistente di per sé ma solo come risposta alla paura – è davvero una delle qualità che può cambiare il corso della vita di una persona. E concordo anche sul fatto che possa essere “allenato”, non è cioé una dote intrinseca: può essere acquisita e rafforzata. Anche su questo dovremmo riflettere attentamente…
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tigre
Perchè la vita della maggior parte degli uomini viene controllata da circostanze insignificanti e banali?
Mi sento rattristato quando osservo persone perdere le buone e grandi cose che sono a loro portata di mano e che potrebbero loro appartenere con “un solo piccolo atto di coraggio”!
L’uomo mediocre, ossia l’ “Uomo Medio”, è colui al quale mi riferisco.
E’ quello che ha così poca stima di se stesso da non potersi fidare delle proprie idee e dei propri giudizi, ma in sostanza deve contare su fonti d’appoggio esterne per le proprie decisioni.
Questo è l’uomo che viene guidato dalla massa.
Questo è l’uomo che accetta come verità tutto ciò che legge.
Questo è l’uomo che infine diventa uno tra la folla.
Questo è l’uomo che ottiene un certo successo solo quando viene trasportato sulla cresta dell’onda, generata da quei pochi individui che hanno spirito d’iniziativa eccezionale.
Questo è l’uomo che mantiene un atteggiamento positivo fintanto che si trova alla presenza d’individui positivi, ma se viene lasciato a se stesso si “sgonfia”.
Questo è l’uomo che vende la sua primogenitura (il diritto alle proprie idee) per paura di ciò che egli ritiene il suo vicinato potrà pensare.
Questo è l’uomo che si sente potente se è spalleggiato dall’azione della massa, ma che ha paura della propria ombra.
Questo è l’uomo gregario, che paventa la propria iniziativa. Leonessa, regina della giungla
Questo è l’uomo che nasconde le proprie azioni sotto ad un manto di nobiltà, dato che la sua disonestà gli impedisce di affrontare la verità e la realtà.
Questo è l’uomo che si sentirà tradito se la fortuna non si curerà di lui.
Questo è l’uomo che viene guidato dalle circostanze.
Gli uomini forti creano le circostanze che tornano utili ai loro bisogni e desideri.
Se tu sei un uomo che si lascia cogliere dalle circostanze, la miglior cura per questo male è il coraggio.
Il coraggio è la più bella fra tutte le espressioni umane.
Il coraggio, come lo immagino io, è un ‘atto di sfida alla paura’.
Noi abbiamo bisogno di coraggio solamente se abbiamo paura, il chè significa che dobbiamo essere coraggiosi quasi sempre, poichè abbiamo costantemente paura di qualche cosa.
Io ho scoperto che la paura recede quando si trova di fronte anche ad un benchè minimo atto di coraggio; non solo, ma – come avviene per un muscolo – il coraggio si rafforzerà se continueremo ad esercitarlo.
Il consiglio che do a me stesso è: “pratica le cose che temi e continua di questo passo fino a che non ti faranno più paura, solo allora sarai diventato padrone del tuo destino”.
Io ho esaminato le azioni sia di uomini grandi che piccoli, eppoi ho studiato questi stessi uomini.
Da questa indagine sono emerse parecchie differenze.
Tutte queste differenze che contano hanno alla loro base un unico fattore: il coraggio.
Il coraggio è quell’unico elemento che separa il debole dal forte, l’uomo di successo dall’uomo fallito, il grande dal mediocre.
Tutte le cose che desideri nella vita hanno un’unica impugnatura per afferrarle, che è forgiata per la mano dell’uomo di coraggio.
Avere paura significa essere vivi.
Combattere la paura significa essere uomini.
Un giorno qualcuno disse: “Preferirei morire in piedi che vivere in ginocchio”.
William Penn Patrick
Un timido leone

La sindrome del “facile a dirsi”

L’argomento della possibile “illuminazione” tramite meditazione buddista (ma anche preghiera cristiana) ha, come mi aspettavo, sollevato diversi commenti alla “Si’, facile a dirsi…”. Questo commento, che spesso usiamo anche tra noi e noi, e’ secondo me uno dei piu’ forti ostacoli ad ogni tipo di realizzazione, materiale o spirituale che esso sia. Il punto e’ che spesso (“spesso”, non “sempre”) abbandoniamo il nostro progetto alla prima difficolta’, senza un minimo di determinazione. Eppure sappiamo benissimo che un cambiamento radicale necessita di tempo, in particolare quando riguarda una mente – la nostra – che e’ condizionata da decenni di sovrastrutture nate da condizionamenti culturali, sociali e personali.
Roma non e’ stata costruita in un giorno, no? 🙂

Mi piace riportare qui un paio di risposte che ho dato in commenti ai post precedenti (rispettivamente a artistapaolo2 ed a Gabbiano):

1) Per il buddismo non esiste un punto di arrivo e, in teoria, non esiste nemmeno il desiderio di arrivare. Puntare alla “illuminazione” e’ il modo migliore di non centrarla mai 🙂 Il concetto e’ di meditare con serieta’, senza mollare alla prima inevitabile difficolta’. Il premio e’ immediato: il senso di pace, di stacco dai problemi quotidiani, la serenita’ che si prova, valgono gia’ il “prezzo del biglietto” 😉 Il sentire attraverso la meditazione la vera mente, che non e’ quella del “chiacchiericcio” continuo, percependola come qualcosa di non limitata e nemmeno “propria” in senso stretto (secondo i buddisti la “mente” e’ universale ed ogni cosa ne e’ permeata), e’ in un certo senso un graditissimo effetto collaterale. Ma cercare di cogliere lo “universo” o Dio, guardando dentro di se’, pone troppe aspettative per cui non si riesce a raggiungere quello stato di “quieta meditazione senza sforzo” che e’ quella necessaria.
“Fede”, “convinzione”, sono solo parole. Il lama mi disse “medita, poi capirai” 🙂 Io allora non capi’, mi servivano prove. Oggi ho capito che nemmeno una prova ragionevole potrebbe convincermi; non resta che dare retta al lama. Che si ha da perdere? 🙂 Come minimo la meditazione dona pace e tranquillita’ mentre la si fa. Gia’ questo sarebbe di per se’ un motivo sufficiente per farla 🙂

2) Il tuo e’ il problema dei piu’, me compreso. Ad affermazioni cosi’ rispondiamo sempre “eh! Facile a dirsi!” 😐 Ma… siamo sinceri, quanti di noi hanno provato a seguire questi ed altri suggerimenti del genere per un tempo prolungato? Quanti sono stati determinati senza mollare dopo la prima volta bollando nella propria mente il tutto come “sciocchezze”? 😐
Bisogna provare, con coraggio, costanza e determinazione, senza dar peso a difficolta’ che inevitabilmente ci saranno, perche’ questi metodi non sono medicine allopatiche che le prendi e (sperabilmente) il giorno dopo stai meglio. Ci vuole costanza e tempo. Costanza, non creduloneria: diamoci una scadenza, che so, 3 mesi (ma sono certo che basterebbe meno), 3 mesi in cui con determinazione sperimentiamo. Solo dopo saremo davvero titolati a dire “eh! Facile a dirsi!” 😉

costruzione

Il coraggio di essere se stessi – un pensiero di Giorgio Ceredi

Con grande piacere voglio condividere questo pensiero di Giorgio Ceredi che l’amica Donnaflora1968 ha proposto sul suo blog poco tempo fa. Il blog di Donnaflora, Ricomincio a vivere, è ben frequentato, ma molti dei nostri amici di blog non sono in comune, per cui credo che molti tra voi non abbiano avuto occasione di leggere questo splendido pezzo…


Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle piante morenti. Diversi fiori erano già appassiti. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. Osservando il pino il re lo trovò sofferente perché si riteneva incapace di produrre grappoli come la vite. E la vite credeva di morire perché non riusciva a fiorire come la rosa. Infine scoprì una pianta, la viola, fresca e vivace come sempre. Il re, piacevolmente sorpreso, le chiese: “Perchè tu stai così bene mentre gli altri soffrono?” La viola rispose: “Mi è sembrato scontato che quando mi hai piantato tu desiderassi una viola. Se avessi voluto una quercia, un pino o una rosa avresti piantato quelle. Allora ho pensato. Visto e considerato che non posso vivere diversamente cercherò di essere me stessa al meglio possibile.

“In cerca di ricompense, che a volte si schiudono come boccioli e a volte si nascondono come cristalli nelle pietre. Il viaggio è difficile e talvolta l’eroe si siede sfiduciato, con la testa tra le mani. Ma l’eco che stava inseguendo, prima o poi, ricompare. E la forza ritorna nei pensieri, come vento fresco nell’afa, e gli occhi puntano una nuova meta, al di là della soglia, dove si vede, in lontananza, una luce…”

Superare la paura di non essere come gli altri ci vogliono e provare a schiudere la nostra musica interiore; cos’è, in fondo, tutto questo se non un cammino verso la vita e la libertà?
(Giorgio Ceredi)

foglieChiudo con il commento che lasciai sul blog di Donnaflora: Molto bello questo estratto  😉 Aggiungo che, oltre il coraggio, ci vuole anche l’intelligenza di essere sé stessi, capendo proprio ciò che è espresso nel testo: che ognuno di noi è perfetto di per sé, gli altri ci possono servire da stimolo, mai come oggetto di invidia  🙂

Sfide

In attesa di riprendere il racconto che avevo iniziato (“L’ultima sfida”… a proposito, lancio un sondaggio: secondo voi lo riprendero’ davvero prima o poi? :-D), volevo parlare di quello che ritengo essere un modo di affrontare la vita, ovvero prendendo i suoi imprevisti e i nostri impegni, grandi o piccoli che siano, come sfide.

In genere sono due i principali fattori per cui le nostre vite finiscono per arenarsi: la paura e la pigrizia.

A volte temiamo cio’ che dobbiamo affrontare e tendiamo percio’ a rifuggire da esso, pur sapendo che prima o poi ci verra’ presentato il conto. Cio’ che ho imparato nel corso della vita e’ che, molto spesso, piu’ tardi arriva il conto, piu’ salato esso e’. Ecco perche’ ritengo che bisognerebbe sempre affrontare, senza rimandare ad un domani che di solito non e’ mai “domani”, quel qualcosa che sappiamo dover affrontare.
Mi sembra gia’ di sentire qualcuno pensare “eh, ma non sempre e’ meglio anticipare l’azione!”, ed e’ vero. Ma io qui non parlo necessariamente di “azione”: “affrontare un problema” puo’ significare anche decidere che il momento di affrontarlo non e’ ancora giunto, che ci sara’ un istante piu’ propizio. Cio’, tuttavia, non deve assolutamente essere fatto per evitare di affrontare il problema stesso, ma sulla base di indicazioni reali, pratiche, precise e tangibili.
Non si affronta invece il problema quando lo si lascia in sospeso, quando una reale decisione non viene presa ma perennemente rimandata, forse sperando che nel tempo si risolva da solo.

Simile e’ l’effetto della nostra accidia. C’e’ qualcosa che dobbiamo fare ma gia’ l’idea di doverci buttare in quel qualcosa, un lavoro ad esempio, ci stanca. Immaginiamo quel problema come fosse un’immensa montagna da scalare, una montagna che ci sfianchera’, ci togliera’ energie, tempo, vita. In realta’ pero’ quel lavoro va fatto, c’e’ poco da dire: affrontarlo stancamente non fara’ altro che prolungarlo, trasformandolo in una lenta agonia frammista di noia e preoccupazione. Ogni giorno che ci separa dal suo termine, invece di essere vissuto come un sollievo per l’avvicinarsi della meta, ci stanca ancora di piu’. Non se ne puo’ davvero piu’.

Vivere in questo modo, con questo lento e penoso trascinamento, e’ davvero un non vivere, un concentrare tutta la nostra vita nei soli momenti di “hobby”, magari pochi e mal vissuti, visto che gia’ pensiamo che finiranno…

Imparare a vivere entrambe le situazioni come fossero sfide da vincere, da’ certamente una carica ed una vitalita’ in piu’, che vivere nella continua ricerca di evitarle.

Spesso scopriremo che cio’ che ci faceva paura non e’ poi cosi’ brutto, e che comunque il solo fatto di esserci mossi, di aver avuto il coraggio di uscire finalmente dalla nostra tana, ci avra’ liberato dall’angoscia e dato forza e convinzione nelle nostre possibilita’.

Altrettanto spesso, il buttarci nell’azione ci fara’ uscire dalle pastoie della noia e della preoccupazione, che a volte sembrano proprio nutrirsi della nostra vitalita’, lasciandoci senza forze.

E’ possibile considerare tutto come un’eccitante sfida, piuttosto che come un pesante dovere? Certo, e’ solo questione di rappresentazioni mentali. Sfidare se’ stessi, dimostrando che si puo’ essere migliori, e’ sempre possibile 🙂

P.S.: visto la figuraccia fatta quest’anno, fatemi rappresentare il post sulle “sfide” ricordando questa splendida partita 😀 Ehm… io comunque avevo solo 4 anni, eh! 😛

Ho ancora un sogno – Martin Luther King

Ecco perche’ mi piace girare per blog, anche se, ahime’, ultimamente ci riesco molto poco :-(: si trovano bei testi e autentiche perle 🙂 Il poterle condividere e’, secondo me, uno dei grandi benefici dei blog e della rete in generale.

Oggi voglio proporvi un pensiero di Martin Luther King, citato dall’amica katia1408 nel suo blog Hildam

“Si, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti,
di speranze rovinate,
ma nonostante tutto oggi voglio concludere
dicendo che io ho ancora dei sogni,
perchè so che nella vita non bisogna mai cedere.

Se perdete la speranza, in un modo o nell’altro,
perdere quella vitalità che rende degna la vita,
perderete quel coraggio di essere voi stessi,
quella qualità che vi fa continuare nonostante tutto.

Ecco perchè io ho ancora un sogno…”

(Marting Luther King)

Cavalcare le sfide – tratto da un saggio di Ralph Marston

Ho già pubblicato in passato scritti di Ralph Marston, generalmente tradotti e adattati dall’amico Rodolfo di Maggio (che adesso non sento da parecchio in verità). Stasera vi voglio proporre questo, a me piace molto, trovo che possa essere applicato ad ogni campo della vita…

Ah! Quello in foto è il mio Julius! 😀

 


 


Julius finestra
CAVALCARE LE SFIDE
(adattato da un saggio di Ralph Marston)


La vita spesso ti presenta delle sfide difficili e, nel farlo, ti pone di fronte a delle scelte. Puoi scegliere di accettare le sfide, per difficili e complesse che possano essere, o puoi scegliere di evitarle, allontanandotene.
Se ti allontani dalle sfide, cerchi di nasconderti da loro, o se le ignori, queste non fanno che crescere in difficolta’ e complessita’. Se davvero stai cercando la strada piu’ facile per uscirne, la cosa piu’ semplice da fare e’ di affrontare le sfide il piu’ presto possibile.
Sebbene il coraggio all’inizio sembri la scelta piu’ difficile e impegnativa, a lungo termine e’ la scelta piu’ facile da seguire. Avere il coraggio di guardare con onesta’ alle sfide e di affrontarle ora, quando sono ancora gestibili, ti risparmiera’ dall’esserne sopraffatto nel futuro. Fare cio’ che e’ necessario fare quando serve che sia fatto puo’ certamente essere compito difficile e sgradevole. Mancare di farlo, comunque, sara’ mille volte peggio. Quando fronteggi le sfide subito, le puoi affrontare sul tuo terreno di gioco, alle condizioni da te scelte. Se le postponi a piu’ tardi, ogni giorno di ritardo limitera’ le tue opzioni ed indebolira’ la tua posizione.
Il coraggio di prendere ora l’iniziativa non e’ in realta’ che niente piu’ del buonsenso ordinario, illuminato da una prospettiva straordinaria. Elevati sopra il momento attuale, guarda la situazione a lungo termine, e troverai il coraggio di affrontare le sfide piu’ impegnative.



Il procrastinare è una delle malattie
più comuni e più mortali
e il suo effetto nefasto sul successo
e sulla felicità è molto grande.

(Wayne W.Dyer)

 

Un giorno la paura bussò alla porta,
il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.

(King Martin Luther)

Julius tiragraffi

La rotta del viaggio della nostra vita

Tempesta sul mare di Galilea - RembrandtA volte, lungo questo viaggio che chiamiamo vita, ci lamentiamo che il punto dove siamo e quello dove sembriamo essere diretti, non ci piace. Ci lamentiamo di aver dovuto cambiare rotta a causa delle tempeste, dei venti sfavorevoli, dei pirati cattivi, degli ammutinamenti del nostro stesso equipaggio. Eppure qualcosa dentro di noi bussa per uscire allo scoperto, una verita’ scomoda che tentiamo di tenere nascosta, la voce che ci dice che e’ vero che le condizioni sfavorevoli capitano e non si possono evitare ma… che siamo soprattutto noi a non essere stati capaci di manovrare il timone della nostra nave, lasciandola in balia degli eventi o di persone che, in nostra assenza, sono state ben felici di manovrare, a loro vantaggio, quel timone al posto nostro…
Non e’ un invito a piangere sul latte versato. Piuttosto ad arrivare alla comprensione che la nostra vita sarebbe oggi diversa se solo avessim
o avuto il coraggio e la costanza di assumercene la responsabilita’ e la guida, anziche’ lasciarla al fato ed alla volonta’ altrui, e, soprattutto, che come oggi avrebbe potuto essere diverso, cosi’ potra’ essere diverso domani, se ora, proprio da adesso, decidessimo di metterci al timone e a non lasciarlo piu’.
Il fatto che fino ad oggi abbiamo avuto un comportamento che non ci ha portato dove vorremmo essere, non deve giustificarci a perseverare nell’errore.

C’e’ di peggio che piangere sul latte versato: continuare a versarlo.

latte-versato

Si può fare – Lodi alla Guardia Forestale e messaggio di buon 2009

Eccoci! A “blog unificati” (e non solo ;-)) voglio darvi il mio augurio di buon 2009 riportando una buon notizia che ormai già avrete sentito…

 



La Forestale sequestra allevamento-lager di cani

canile lager RavennaDenutriti, lasciati al freddo, nel fango e in condizioni igieniche precarie: in questo stato venivano tenuti oltre 250 cani di razza Pointer in un allevamento di Osteria, in provincia di Ravenna, sequestrato dagli uomini del Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali (Nirda) del Corpo forestale dello Stato a seguito di controlli.

I cani, fa sapere il Nirda in una nota, “erano detenuti in parte nell’allevamento vero e proprio e in parte presso una struttura adiacente all’abitazione del proprietario”, peraltro già denunciato in passato per maltrattamento di animali. In particolare, nel giardino adiacente all’abitazione del titolare dell’allevamento “il personale della Forestale ha trovato, oltre ai cani detenuti in condizioni precarie, anche numerose carcasse di animali, uccelli vivi usati illegalmente come prede per l’addestramento alla caccia, nonché, tra escrementi e pezzi di carne putrescente, alcuni gatti selvatici, cioè appartenenti a specie in via di estinzione e quindi protetti dalla Convenzione di Washington”.

Il Nirda ha disposto il sequestro preventivo della struttura e dei cani, che “verranno affidati a strutture specializzate, mentre i gatti saranno portati in centri di accoglienza per animali selvatici”.

29 dicembre 2008



Questo intervento della Guardia Forestale, primo nel suo genere in Italia, è arrivato in seguito alle continue denunce ricevute sul trattamento terribile a cui questi animali erano sottoposti.
Un grande grazie, dunque, alla Guardia Forestale, a tutti coloro che hanno avuto il coraggio e il cuore di sporgere denuncia e a chi, semplicemente, ha fatto conoscere e divulgato con ogni mezzo, internet incluso, questa assurda situazione.

Si può fare, cari amici, non pensiamo di essere troppo piccoli per poter contare qualcosa! Una voce da sola non arriva al vertice, ma può coinvolgere un’altra voce, che coinvolgerà altre voci e così via. E la voce di un popolo non potrà non essere ascoltata.

Questo è il mio messaggio per il nuovo anno: che ognuno di noi possa convincersi che anche il suo apporto, per quanto piccolo possa essere, contribuisce a creare una nuova coscienza civile, una società nella quale sia più normale aiutare il povero che cade, anziché far finta di non vedere, alzare la voce per proteggere una donna, un debole, un animale che venga minacciato, invece di girare la testa “di là” per timore di essere coinvolto, a denunciare misfatti e crimini vicini e lontani, piuttosto che pensare di essere troppo piccolo per poter fare qualcosa.

Tutte le grandi rivoluzioni, spirituali e materiali, non partono mai da “chi sa”, ma da chi ha il coraggio di parlare. Davvero si può fare! 😉


Si può fare

di Angelo Branduardi

Si può fare, si può fare, si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare puoi correre, volare.
Puoi cantare, puoi gridare , puoi vendere, comprare
puoi rubare, regalare , puoi piangere, ballare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.

Si può fare, si può fare , si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare . partire, ritornare.
Puoi tradire, conquistare , puoi dire poi negare
puoi giocare, lavorare , odiare, poi amare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.

Si può fare, si può fare , si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare , mangiare, digiunare.
Puoi dormire, puoi soffrire , puoi ridere, sognare
puoi cadere, puoi sbagliare , e poi ricominciare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.

Si può fare, si può fare , puoi vendere, comprare
puoi partire, ritornare , E poi ricominciare.
si può fare, si può fare puoi correre, volare.
si può piangere, ballare, continuare a navigare.

Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare puoi chiedere, trovare.
Insegnare, raccontare puoi fingere, mentire,
poi distruggere, incendiare e ancora riprovare.

BUON 2009! 🙂
Wolfghost