Perché, per fortuna del pianeta, siamo destinati ad estinguerci

Bene, è l’ultimo giorno di Agosto, direi che è il momento di tornare a pubblicare qualcosa 😉

E’ da un po’ di tempo che voglio parlare di questo argomento: l’egocentrismo dell’uomo lo porterà fatalmente all’autodistruzione.

Siamo nel XXI secolo, abbiamo conoscenze dell’universo che solo fino a pochi decenni fa non avevamo. Ora sappiamo che il nostro pianeta non è nemmeno un granello di polvere nel cosmo, è così insignificante che se sparisse domani per l’universo non cambierebbe una virgola. Eppure ci comportiamo ostinatamente come se, ancora, fossimo convinti di essere al centro dell’universo e che ogni cosa è lì solo per poterla sfruttare a nostro piacimento.

Guardate che non mi riferisco necessariamente a grandi temi, basta guardarsi attorno per rendersi conto che ognuno, o quasi, vive come in un sogno, un sogno dove scorge poco o nulla di ciò che gli accade attorno, perso completamente in sé stesso o, al massimo, nella sua famiglia. Fateci caso, guardate le persone, ascoltatele, vedete come si comportano. Vi accorgerete che davvero “percepiscono” solo sé stesse, quasi nulla del mondo. E sì che siamo nell’era dell’informazione! Ma anche quella è vissuta sempre e solo sulla base delle ricadute che può avere sulla propria vita.

Quando udiamo una disgrazia, singola o collettiva, il nostro interesse nasce quasi sempre dalla più o meno conscia volontà di capire se e come può accadere anche a noi. Quasi a nessuno importa davvero degli altri. Ecco perché il terrorismo ha tanto successo mentre di molte sanguinose guerre oggi in corso in altri continenti si sa poco o nulla: il terrorismo potrebbe coinvolgerci, quelle guerre no. O almeno così pensiamo.

Stiamo distruggendo il pianeta. Presto saremo al punto di non ritorno e lo sappiamo benissimo. Altro che lasciare un posto migliore alle prossime generazioni, sarà già tanto se ci saranno ancora prossime generazioni. Se ne sente parlare tanto ma quante persone vedete essere attente alla Natura? Magari lo sono alla pulizia e al decoro del rione dove abitano (quanti infiniti post sui social media!!), ne va della loro figura, del loro blasone, ma se “fuori” sta bruciando tutto non gliene importa proprio nulla.

Dite che esagero? Guardatevi attorno. Non fermatevi alle parole da pappagallo che sentite proferire con troppa facilità da tutti.

Ognuno vuole che il prossimo si comporti rispettando le regole… che interessano a lui, le altre possono essere calpestate tranquillamente. Soprattutto da lui stesso.

Grazie alla potenza dei Social Media la violenza e l’arroganza verbale sono a livelli un tempo impensabili. Si credeva che questi sarebbero stati potenti mezzi di unificazione perché le informazioni sono alla portata di tutti, invece basta farci un giro sopra per rendersi conto che settarismi di ogni genere vivono incontrastati. Un eterno “Questo contro Quello”.

Ho un account facebook. Non ci pubblico mai nulla di personale ma lo trovo di grande utilità per le adozioni di gatti e cani e per leggere informazioni su pagine di specifico argomento. Tra queste, alcune sono appunto di stampo animalista e andandoci parrebbe che le persone siano attente ed amorevoli (e nemmeno sempre, a dire il vero). Ma basta uscire da quelle pagine per leggere le cose più bieche ed abbiette: quegli stessi gruppi sono citati come costituiti da una manica di pericolosi deficienti che sarebbe meglio eliminare dalla faccia della terra. Ora, si può sempre essere d’accordo o meno su determinati argomenti, ma la violenza delle esternazioni mi lascia sempre sgomento al punto di farmi dubitare sulla sanità mentale del genere umano.

Ogni post, ogni notizia, è buona per attaccare questo o quello, con una arroganza da “Padre Eterno-So Tutto Io-Il Mio è l’Unico Modo Corretto di Vivere, il Resto è Merda” da far davvero riflettere sullo stato di (in)civiltà e (in)evoluzione dell’umanità.

E “fuori” è uguale, se non peggio. Tutti vivono come se il loro fosse l’unico modo giusto di vivere e chi se ne discosta è un idiota che non capisce niente e che merita il dileggio pubblico.

Seguo, o meglio seguivo, pagine di informazione scientifica. Mi è passata la voglia. E’ incredibile come chiunque intervenga sia convinto di saperne molto di più dell’articolista e di chiunque altro abbia commentato prima. Anche qui insulti, ridicolizzazioni a persone o “generi”, dichiarazioni assolutiste di unica e indiscutibile competenza, poco importa se l’articolista ha titolo e questo magari ha letto un paio di post altrove. Ogni cosa è un’occasione per sfogare le proprie frustrazioni su qualcun altro e per poter auto-incensarsi della propria presunta grandezza.

Sono profondamente convinto che se la grande maggioranza delle persone fosse convinta di farla franca non aspetterebbe un solo secondo prima di commettere qualunque genere di nefandezza o cattiveria verso il prossimo. Tutti. Inclusi i genitori a spasso con i loro figli ai quali dovrebbero dare l’esempio, e invece gli stanno con evidenza insegnando “Sì figliolo, fai ciò che ti pare, sei figlio mio e perciò ti è concesso”. E poi ci stupiamo di quello che sentiamo nei telegiornali.

C’è un grande dibattito sui cani rei di sporcare le città. Da proprietario di cani e gatti so che non tutti siamo corretti, è vero. Però mai come ora vedo genitori far fare ai loro bambini, molti nemmeno così piccoli, i loro bisogni contro muri o giardini. E a volte anche loro, eh, gli adulti! Si potrebbe dire “bé, quando scappa scappa”… ma perché, i cani invece devono controllarsi? I bambini possono fare tutto. Ad esempio possono gridare ovunque oppure inseguire e tirare gli oggetti più disparati contro qualunque cosa o animale. E guai a dire qualcosa. Perché “loro possono”. Sarà, ma mio padre mi avrebbe fatto una “faccia così”. Siamo sempre lì: la città, e per estensione il pianeta, è lì per loro, non per gli altri.

Molti grandi scienziati, tra cui Stephen Hawking, dicono che non è affatto detto che entreremo mai in contatto con altre civiltà nello spazio. Perché? Forse perché è difficile che la vita si sia sviluppata altrove? Niente affatto, l’universo è così sconfinato che sarebbe davvero stupefacente il contrario. Forse perché nessuna civiltà si è sviluppata da abbastanza tempo da avere la tecnologia per riuscire a superare le barriere di tempo e spazio? Ma no, è l’umanità caso mai ad essere estremente giovane, poche migliaia di anni in un universo che è lì da, dicono, 14 miliardi di anni. E’ proprio il contrario. E’ probabile che la tecnologia, una volta avviata, si sviluppi ad una velocità estremamente più elevata della evoluzione mentale e spirituale della specie che l’ha creata. E’ come dare una pistola carica ad un bambino di 4 anni insomma: come volete che finisca?

Quindi, secondo questi grandi scienziati, è probabile che tutte le civiltà finiscano per autodistruggersi prima di diventare abbastanza “intelligenti” (emotivamente parlando) da evitarlo.

Non so cosa pensare su possibili specie aliene, ma sulla nostra temo fortemente abbiano ragione.

Guardiamoci. Siamo un’accozzaglia di gente che potendo sotterrerebbe chiunque gli mettesse il bastone tra le ruote. Altro che rispetto, accettazione ed empatia. Siamo così arroganti e prepotenti da fregarcene altamente di sapere di essere ad un passo dal punto di non ritorno a riguardo della salute del nostro pianeta. Per uno che alza la mano dicendo “ehi… attenzione!” ce ne sono migliaia che continuano imperterriti nel loro “sì, lo facciano altri!”.

Meno di duecento anni fa, veramente un nulla nella scala del tempo cosmico, non avevamo nemmeno la corrente elettrica, avevamo le candele (e facevamo danni anche con quelle). Guardate cosa abbiamo oggi. Altro che una pistola in mano ad un bambino.

Senza fare riferimenti alla Nord Corea, che francamente non credo sia così pericolosa, pensate davvero che tra dieci, cento o cinquecento anni, non ci sarà uno dei tanti fuori di testa che premerà un magico pulsante rosso? O che il pianeta non riesca più a sopportare lo stress ambientale a cui lo stiamo sopponendo?

La nostra mente corre ad un futuro magnifico dove non ci saranno più malattie, nessuno che muore di fame, di solitudine o angoscia, dove libertà e natura saranno il dono a chi verrà… ma a chi la stiamo raccontando? Qualcuno ci crede davvero?

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51 pensieri su “Perché, per fortuna del pianeta, siamo destinati ad estinguerci

  1. E’ un post talmente bello che vorrei averlo scritto io! Condivido tutto, ogni singola parola. La tua disamina potrebbe sembrare troppo dura e spietata, ma così non è. Hai semplicemente detto la verità. Se essa è scomoda ciò deriva dai nostri biechi atti.
    Bravissimo, lupo 🙂

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  2. “Sono profondamente convinto che se la grande maggioranza delle persone fosse convinta di farla franca non aspetterebbe un solo secondo prima di commettere qualunque genere di nefandezza o cattiveria verso il prossimo. ”
    Sì è COSI’ Se sapessi di potermi trasfromare in una serial killer che ammazza tutti quelli che fanno male agli animali senza mai essere beccata non ci penserei un attimo e lo diventerei con GRANDISSIMO PIACERE.
    Cuiao wolfetto (ah i belli tempi e na vota su Splinder ahahahah)

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    • Ah, bé! Figurati io! 🙂 Osho diceva che è veramente difficile trovare qualcuno che nella sua testa non si è macchiato di crimini e efferatezze. Ed erano gli anni ’70 😉 Solo i buddha si salvano, non perché buonisti, ma perché… non pensano, vivono e basta 🙂
      Che nick avevi su Splinder?

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  3. Ciao, Wolf. Stai dicendo cose che penso da tempo e le dici benissimo. Sentendo quello che avviene, ogni giorno, sentendo le azioni commesse da gente che pensa sempre di farla franca e che comunque sa di rischiare pochissimo anche se sfregia una donna o manda all’ospedale un avversario, viene veramente la tentazione a ricorrere a metodi da giustiziere della notte o di far vivere un robocop o magari la mia “Maschera bianca” che, in fondo, è un’essere soprannaturale che fa giustizia e vendica le donne indifese. Il tuo discorso è però più ampio e fa temere per la stessa sopravvivenza del genere umano, condannato ad autodistruggersi per la sua sostanziale stupidità. Certamente è molto probabile, ma in fondo (molto in fondo) io spero sempre che un’evoluzione in senso positivo possa finalmente svilupparsi e che l’uomo riesca a migliorare se stesso, anche se ci sta provando da millenni con scarsi risultati.

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    • Non sono più ottimista su questo. Ho smesso da tempo. Sono decenni che sentiamo parlare dell’era dell’Acquario, che il cambiamento è già in atto, bla bla bla. Se frequenti solo le persone simili a te, ti può quasi sembrare che sia così, ma basta che alzi la testa e guardi il mondo attorno con occhi disincantati per accorgerti che sono sempre e solo un ristretto manipolo di persone a volere un cambiamento sostanziale. La grande maggioranza se ne sbatte allegramente 🙂
      e ricordati che per fare un disastro globale basta un solo singolo pazzo che si trovi al posto giusto nel momento giusto. Hitler (e molti altri) ce lo ha insegnato bene.

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  4. Sai, non credo affatto che gli umani siano capaci di badare solo a sé stessi e ai propri interessi. Aveva indubbiamente ragione Bertrand Russell quando scrisse la sua Storia del mondo in epitome: «Dal giorno che Adamo ed Eva mangiarono la mela, l’uomo non si è mai astenuto da ogni follia di cui fosse capace» (c’erano anche graziose immagini esplicative, l’ultima era una fotografia di un “fungo” atomico). Adamo ed Eva sapevano benissimo che mangiando la mela si sarebbero fatti del male con le proprie mani. Guarda come sono scombinati i loro discendenti: mangiano molto più del necessario (e per tentare di rimediare faticano come bestie da soma sudando in palestra o nei parchi cittadini), ingurgitano/inalano una spaventosa quantità di veleni (fumo, alcol, droghe), sprecano gran parte del loro tempo libero seguendo insulsi programmi televisivi, ascoltano pessima musica, non leggono…
    Come potremmo pensare al bene comune se non siamo capaci di badare al nostro bene personale?
    Ciao! 🙂

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    • Ci sono persone che perseguendo il bene altrui “trascendono” sé stesse, facendo così il bene non solo degli altri ma anche di sé stessi. Accade che incentrando il loro interesse fuori da sé diminuiscono i desideri del proprio ego, o meglio li indirizzano in altruismo, questo li porta ad essere meno ossessivi nei propri comporamenti finendo perciò per avere impatto positivo anche verso sé stessi. Probabilmente è per questo che la compassione è ritenuta qualità essenziale dai buddisti, cosa che invece non è nell’induismo dal quale, pure, il buddismo è nato. L’altruismo sarebbe… un trucco per aiutare sé stessi, insomma 🙂
      Russell ha ragione, e la bibbia pure. Meglio sarebbe stato restare ignavi e vivere innocentemente, ma questo è perché non siamo ancora arrivati ad uno stadio evolutivo che non sia solo “ragione”, che è utilissima ma deve essere guidata poiché altrimenti acuisce anche i “bassi istinti” dandogli un potere enorme (pensa appunto al potere distruttivo delle armi). Dovremmo arrivare a trascendere il nostro ego, a tornare – ma stavolta con il di più di una ragione, di una abilità logica, che gli animali (cosa che anche noi siamo!) non avevano, o almeno non così sviluppata – a fonderci con la Natura ed a seguire le sue leggi. Allora la nostra ragione sarebbe al servizio del prossimo, della natura e, alla fine, di noi stessi.
      Peccato che è una sfida che stiamo largamente perdendo. Principalmente perché nemmeno siamo consapevoli che esista e a nulla valgono gli allarmismi sugli armamenti, il riscaldamento globale, l’estinzione di massa di migliaia di specie animale e via dicendo. Continuamo a dormire e a cullarci in sogni da “piccolo giardino casalingo” oltre al quale non c’è nulla da curare.
      Ma forse è il destino di tutte le specie intelligenti dell’universo, appunto 🙂

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  5. buongiorno esimio, fatto buone vacanze???

    Argomento spinoso. Se non ricordo male, non ho voglia di andare a controllare, nella prima pagina di “Opus Pistorum” Henry Miller ha scritto/descritto quale sarebbe stata la sua reazione se mai avesse incontrato Dio, io sono ateo convinto ma qualora dovesse smentirmi personalmente… mi limiterei a chiedergli se la demenza genetica dell’uomo, intendo come specie, sia un suo errore oppure cosa voluta. Da quando l’uomo ha raggiunto un minimo di evoluzione, chiamiamola intelligenza negativa, non ha fatto altro che prodursi in guerre, aggressioni, invasioni, prevaricazioni, schiavizzazioni e via dicendo, fin qui la cosa sarebbe ancora accettabile, insomma… scannatevi pure tra voi, il problema è che quel minimo di intelligenza negativa ha prodotto il vero grande guaio, una iattura chiamata “progresso”. Il sinonimo più azzeccato del termine “progresso” è “distruzione del pianeta”, dici bene, noi saremo l’unica specie che si auto estinguerà per idiozia. Da un punto di vista filosofico, credo di averlo già scritto qui tempo fa, non riusciamo a capire che la vita non è nostra, non ci appartiene, l’abbiamo semplicemente in gestione, veniamo al mondo senza chiederlo e ce ne andiamo senza volerlo. Ci è stato negato il libero arbitrio e tutte le nostre fortune o sfortune sono apparentemente affidate al caso, siamo costretti a rispettare regole scritte da uomini per gestire altri uomini, non solo, siamo pure costretti a gestire le nostre pulsioni seguendo canoni comportamentali religiosi, anche questi scritti da uomini per controllare altri uomini. Ecco, non penso proprio che nell’universo esistano forme di civiltà più stupide della nostra, gli alieni non ci invadono perché non sono interessati a conquistare e indottrinare, arduo compito, miliardi di persone che passano la vita con l’i-phone in mano.

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    • Sì, grazie, siamo abbastanza soddisfatti, abbiamo passato le nostre ferie come volevamo, ovvero spesso a spasso con i nostri cagnolotti. Abbiamo mostrato alla nuova arrivata la Valle d’Aosta, l’Alto Adige, i monti liguri… 😉
      Parlando di… Dio, in questo momento mi sento molto vicino al pensiero induista dell’Advaita Vedanta secondo cui chi o cosa ha creato l’universo è completamente al di fuori della nostra portata, e la vita, l’universo intero, non è stato un “desiderio”, un disegno, ma una semplice manifestazione. Questo “Dio” non ha donato con volontà, ha donato perché è nella sua natura farlo. Mi viene in mente un catino che si riempie d’acqua: ad un certo punto il catino si riempie e l’acqua fuoriesce. L’acqua fuoriuscita non è un dono voluto, è nella natura del catino che si riempie. Pertanto appellarci a Dio non serve a nulla, non c’è un Essere che ci ascolta e aiuta, al massimo – e non è poco – possiamo assecondare, seguire, le leggi universali che esistono. Insomma, non possiamo incolpare nessuno della nostra ignoranza e stupidità, e non possiamo aspettarci che qualcuno ci salvi: o ci diamo una svegliata e lo facciamo da soli, oppure possiamo metterci tranquilli ad aspettare di vedere la fine o a partecipare a farla arrivare unendoci a strepiti e grida delle oche starnazzanti che popolano il pianeta. La possibilità che Qualcuno arrivi a prenderci per mano e salvarci, semplicemente non esiste.
      Credo che l’Advaita Vedanta la troveresti interessante anche te 😉

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  6. Hai scritto un post da manuale, Wolf, si vede che hai detto non solo cose vere ma anche espresso idee che ti stanno a cuore appassionano e sulle quali hai riflettuto a lungo, così la disanima della realtà in cui ci troviamo a vivere è semplicemente perfetta.

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    • In realtà è tanto che volevo scrivere qualcosa di simile, carissima 🙂 Probabilmente è stato questo 😉
      Che poi siano cose vere… dipende da chi legge, magari qualcuno non la pensa così 🙂

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    • Sono millenni che l’uomo usa miti e ideali più per acquisire potere che per trasmettere conoscenza 🙂 Francamente qualche dubbio l’ho anche sul passato, è solo che oggi, a causa della nostra tecnologia, siamo molto più pericolosi di un tempo…

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  7. Sta diventando quasi come ai tempi del Fascismo col suo ”taci, il nemico ti ascolta”… Se si dice qualcosa (sul terrorismo, sui migranti, sul lavoro, su un partito politico, su una squadra di calcio, sugli animali e così via) e chi ascolta non è d’accordo, si rischia il linciaggio… e non solo verbale!

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  8. Eppure, se ci pensi bene… Se ogni umano si occupasse esclusivamente del suo ambiente di vita in modo completo… Cioe’ relazioni sane e pacifiche con tutti i membri della famiglia, con tutti i parenti, con i vicini di casa e quelli che fanno parte del proprio quotidiano come colleghi, negozianti, etc…. Tutto parte da qui… E’ inutile andare ad occuparsi delle guerre altrui quando non riusciamo a gestire il nostro interiore, i nostri pensieri, i nostri conflitti emozionali… Diventa solo un modo di spostare il problema…
    Buona giornata Wolf 🙂

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    • Ciao, cara Cristina 🙂 A parte che perfino individualmente è raro vedere le persone vivere nel modo che descrivi, il problema è che basta una piccola percentuale, in teoria perfino uno solo, per distruggere tutto. Sono d’accordo che, sempre individualmente, meglio sarebbe pensare solo a sé stessi e al proprio ambiente per vivere più serenamente (a patto che poi davvero ci si riesca), ma noi non viviamo, non possiamo vivere, in un sistema isolato, le interazioni con il “resto del mondo” non possono scomparire. E poi… non sarebbe forse nascondere la testa sotto la sabbia?
      Hai ragione te: dobbiamo pensare rima di tutto a risolvere i nostri conflitti, anzi per dirla meglio forse solo questo è ciò che possiamo puntare a fare in fondo (non che sia poco), ma ciò non salverà il mondo dalla catastrofe.
      Buona serata a te 🙂

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      • Il senso del commento non era di nascondere la testa sotto la sabbia… Ma che spesso lo si fa proprio occupandosi delle vicende altrui piuttosto che di quelle che ci riguardano direttamente 🙂 Sul discorso dell’estinzione, forse ti sollevera’ sapere che individualmente ti estinguerai lo stesso dal pianeta fra un po’ di decenni e che tutti faremo lo stesso. Da questa prospettiva, le cose diventano un po’ diverse… E che nonostante questo, resta piacevolissima la voglia di fare, di andare, di dare… senza alcuno scopo di immortalita’ fisica 🙂

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      • “spesso lo si fa proprio occupandosi delle vicende altrui”, assolutamente vero. Infatti non si dovrebbe fare né l’uno né l’altro 🙂
        Non ti preoccupare, la mia mortalità fisica non è mai stata in discussione, non sono così pazzo da pensare di poterla evitare 😀 Ma francamente il fatto che egoisticamente ci limitiamo a pensare al breve lasso di tempo che passiamo su questo pianeta e al nostro minuscolo raggio di conoscenze personali, continuando nel frattempo a distruggere la natura e a provocare l’estinzione di migliaia di specie – proprio come se tanto non ci riguardasse perché il “conto” lo pagherà chi verrà – a me non pare una cosa bella. Ovviamente parlo a livello collettivo, non sto puntando il dito contro qualcuno in particolare, ma non trovo corretta la posizione di chi dice “io non c’entro, non mi riguarda”. Siamo tutti coinvolti, consapevoli oppure no.

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  9. Ecco chi lo dice meglio di me, per chiarirti la mia posizione…
    “Se troviamo intollerabile il nostro qui e ora e questo ci rende infelici, abbiamo tre possibilità: allontanarci dalla situazione, modificarla o accettarla totalmente. Se vogliamo assumerci la responsabilità riguardo alla nostra vita, dobbiamo scegliere una di queste tre possibilità, e dobbiamo scegliere adesso. Poi accettare le conseguenze. Niente scuse. Niente negatività. Niente inquinamento psichico. Manteniamo pulito il nostro spazio interiore.”
    Eckhart Tolle

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    • Tolle è un tipo strano, ma ha ragione molto spesso 🙂 Tuttavia non vedo disaccordi in questo caso. Accettare che il mondo e la vita siano così non vuol dire che esse diventino migliori in assoluto, vuol dire che tu, individualmente, vivi meglio. Sono perfettamente d’accordo, lottare contro i mulini a vento ti può al massimo avvelenare la vita.
      Nel mio post non si parla di essere infelici o trovare intollerabile il mondo. Si parla di vedere chiaramente che il mondo, anzi l’umanità, è votata all’autodistruzione. Molti scienziati ritengono che ciò sia inevitabile, e anche io lo do come assodato.
      Non è forse questo uno spirito di accettazione? 😀

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      • E’ il tuo personale punto di vista, che segue concetti filosofico-religiosi impiantati da millenni. Personalmente credo sia una libera scuola per imparare ad usare la mente. Nella dimensione fisica, cosi’ lenta e densa, i pensieri piu’ negativi vengono frenati dal tempo, che da modo di riflettere e di ricalibrare il tiro. La vita qui non la concepisco come una corsa all’illuminazione ma un cammino di esperienza, azione, costruzione e quando serve, accettazione.

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      • Il mio punto di vista segue la mia personale percezione, come lo è il tuo pensiero che questa possa nascere da concetti “impiantati” da millenni 🙂 Non credo che nessuno tra i vari maestri moderni, come Tolle, Aivanov, Yogananda, Khrisnamurti e dir che si voglia, abbiano mai pensato né detto che un qualunque cammino di evoluzione, sia esso mentale o spirituale, possa prescindere dal rispetto dell’ambiente in cui ci si trova, né che non si debbano spendere parole per la sua salvaguardia, pure se non si è direttamente coinvolti, pure se lo si considera solo un passaggio.

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  10. “Seguo, o meglio seguivo, pagine di informazione scientifica. Mi è passata la voglia. E’ incredibile come chiunque intervenga sia convinto di saperne molto di più dell’articolista e di chiunque altro abbia commentato prima. ”
    Questo nasce da un’ignoranza diffusa, che peraltro non viene minimamente considerata dal soggetto in questione, convinto di essere comunque nel giusto. E riallacciandomi al tuo ottimo post, mi sembra proprio che tale convinzione, suffragata dalla presunzione – e che sovente sfocia poi nella violenza verbale (e non) – sia presente in ogni ambito della vita e del pensiero umani. Se tu tifi per la data squadra, io non riconoscerò mai i suoi meriti, perché parlerò di arbitri comprati e venduti. Allo stesso modo invocherò la giustizia divina a causa dei torti subiti dalla mia, e poco conta se ciò non è vero.
    Lo stesso soggetto negherà l’utilità dei vaccini, pur non sapendo nulla di essi; e attribuirà il diffondersi di certe malattie ai migranti, soprattutto se neri. Gli stupri? Sono motivati dalle vittime, perché indossavano minigonne o jeans troppo attillati. Quindi: se la sono cercata. E magari è anche stato bello farsi scopare.
    Ignoranza e violenza sono i temi portanti.
    Mi scuso se magari ho ripetuto commenti già espressi, d’altro canto questo ottimo post meritava ampiamente una nuova lettura e nuove riflessioni.
    Buona domenica, lupo!

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    • L’ignoranza che nasce dall’arroganza, un’arroganza che impedisce di mettersi in dubbio, di ascoltare e vedere, di considerare che a volte si può essere in torto. L’uomo è sicuramente l’animale arrogante per definizione 😉
      Grazie, buona settimana! 🙂

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  11. Forse è l’arroganza che nasce dall’ignoranza… Perché, tra i tanti cambiamenti cui stiamo assistendo, c’è anche il lento ma inesorabile declino della cultura (pensa, ho ricevuto un dépliant pubblicitario della Treccani contenente errori di sintassi! La Treccani che era considerata una sorta di sacra bibbia del linguaggio!)…

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    • ahah non ci credo! 😀 Ci mancano gli errori dell’accademia della crusca e poi siamo a posto! 😀
      Comunque chi è arrogante pensa di essere sempre nel giusto, per cui non ascolta mai veramente. Ecco perché credo che sia più facile che sia l’arroganza a generare l’ignoranza. Ma può succedere anche l’opposto, certamente! 🙂

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  12. Pochissimo tempo fa mi sono imbattuta in un articolo in cui la Raggi dichiarava la sua ferma volontà di mandare a casuccia loro i Centurioni… A me fanno tantissima simpatia e a Roma ho anche chiesto loro di fare una foto che, ovviamente, ho pagato ma per mia volontà, non mi avevano importunata per convincermi.

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    • Francamente sono d’accordo con te: simpatici o non simpatici, almeno si guadagnano qualche soldo senza fare del male a nessuno. Mandi via loro e poi ci trovi accattoni e venditori ambulanti di ogni genere che girano liberamente!

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  13. Con molta gentilezza mi sono permessa di commentare più o meno: “con tanti problemi che ci sono, che fastidio le danno i centurioni? Oltre a essere una specie di attrattiva turistica, sono persone disoccupate che cercano di guadagnarsi il pane quotidiano”. Per niente di maleducato o offensivo il mio commento, no?

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  14. Ebbene, fui aggredita (fortunatamente verbalmente, non fisicamente (ma comincio a pensare che fosse soltanto perché non avevano l’opportunità di farlo…) da una serie di risposte arroganti, insultanti, offensivi. Ai primi provai a rispondere poi… battei in ritirata :))

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  15. Un post allegrissimo, non c’è che dire!
    Per mia buona sorte faccio un tipo di lavoro che spinge all’ottimismo (o forse sono io che mi ci faccio spingere con grande facilità 🙂 ) ma non c’è dubbio che questo NON è un momento carico di vibrazioni positive, e che l’umanità dispone ormai di abbondanti mezzi per autodistruggersi con grande facilità – il che forse sarebbe una fortuna. Vedremo.
    Visto che di recente sono scampata alla morte quasi per caso (ma il CASO è stata una serie di fortunate coincidenze aiutate da alcune persone veramente brave nel ramo sanità) mi sento molto serena e disponibile. D’altra parte non c’è molto che possa fare per fermare la corrente se non nel mio orticello, quindi tanto vale godermi il buono che ho. Stare in un piccolo paese pacioso e avere un lavoro stabile indubbiamente aiuta!

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    • Intanto sono davvero felice che tutto ti si sia risolto per il meglio, certo deve essere stato una disavventura drammatica, ma, visto il tipo di persona che sei, ti avrà anche insegnato molto. Solo le persone di spessore sanno imparare davvero dalle gravi avversità.
      Non sono in generale pessimista sulle singole persone, tuttavia credo che l’uomo abbia una base di egoismo che non è, salvo poche eccezioni, capace di superare. Pensa che giusto recentemente ho visto un documentario molto interessante sulle origini delle umanità dove si diceva che è molto strano che ci sia una specie solo di uomo. Si calcola infatti che nel corso dell’ultimo milione di anni, almeno nelle ultime centinaia di migliaia di anni, si sono succedute molteplici specie, mi pare addirittura trentacinque. Solo l’uomo sapiens c’è oggi. Come mai? Bé, una delle ipotesi è che… abbiamo sterminato tutte le altre specie, almeno quelle che hanno convissuto con noi 😀 Come vedi, non siamo mai stati un esempio di altruismo 😉
      Sicuramente in un piccolo paese non vedi tante brutture che capitano nelle grandi città e forse non percepisci, o lo fai solo in parte, l’aria di egoismo e egocentrismo che traspira dalla maggioranza delle persone che lì vivono. A volte vorrei vivere anzi in una casetta dispersa tra monti e foreste 😀 Una specie di “Wolfghost, la mia vita tra i boschi” 😀

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  16. Ho leggiucchiato qualche commento precedente, e non penso che nella realtà esistono piccoli paesi dove regna la pace, la serenità e l’allegria… Secondo me, sono lo specchio in piccolo di tutto quello che succede nelle grandi città e nel mondo.

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    • In certi paesini è vero, ma credo che statisticamente siano fenomeni generalmente meno presenti e quindi meno sentiti. Certo, è peggio capitare male in un paese che capitare male in una città: nella seconda è più facile che i più stupidi anneghino nella massa 😀

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  17. Magari tra un anno o tra un mese spunterà qualche figura che si innalzerà sulla marea indistinta della massa e ci riporterà a credere ai principi ed ai valori, a fidarci del prossimo e in un futuro migliore. E’ sempre successo così, nella Storia.

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  18. Sei in un momento di pessimismo cosmico? 🙂
    Scherzi a parte, anche l’accanimento contro l’essere umano è sempre più diffuso. L’uomo è quello che è, con tanti limiti e difetti… ma ha anche tanti pregi, alcuni assolutamente straordinari. Dove c’è chi sporca c’è chi educa alla giustizia, dove c’è chi insulta gratuitamente c’è chi incoraggia con garbo, dove c’è chi fa il saccente c’è chi studia e conosce.
    Internet al momento dà semplicemente voce a tanta, tantissima gente infelice. È su questo che dobbiamo lavorare, sulla felicità della gente! E per farlo è necessaria una riorganizzazione delle città, del lavoro, dei rapporti umani. Difficile? Molto. Possibile? Certo, ma non nell’immediato futuro.
    Al tuo contrario io credo negli esseri umani e sono convinto che dopo questa era di passaggio riusciremo a salire di un gradino nella coscienza collettiva.
    Forza e coraggio! 🙂

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    • Io non contesto certo che ci sia anche gente “per bene”, caro Mr. Loto, tuttavia, come ho scritto, ricordati che basta anche solo un manipolo di pazzi per mettere la parola “fine” alla storia di una umanità che finora ha portato al pianeta più distruzione che costruzione.
      Io penso che resterai deluso 😀 Ma, naturalmente, spero di sbagliare! 😉

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