Dove sarete tra qualche anno? :-)

Lavorativamente parlando le cose continuano a non andare molto bene, al punto che mi sono sentito… “suggerire” 😀 di cercare posto altrove. Niente di personale ovviamente, d’altronde non c’è mai niente di personale per una grande azienda: per lei, la grande azienda, si tratta solo di numeri e di conti, forse di avere i giusti contatti; non certo di nomi, ne di meriti.

Comunque, in attesa di vedere come evolveranno le cose, passiamo il fine settimana con il miglior spirito possibile, ben sapendo che la vita – salvo pochi fortunati che forse nemmeno sanno di esserlo – è fatta proprio di fragilità e caducità, e i periodi di equilibrio sono quasi sempre precari e momentanei.

Ieri, in un momento di serenità, attorniato dai miei mici, cane e, ovviamente, moglie 😀 mi è venuta spontanea la domanda che ora pongo a voi: vi chiedete mai dove sarete tra qualche anno? Sarete ancora nella stessa casa, nella stessa città, forse perfino nella stessa nazione? 😐

Tom tra Bonassola e Levanto

Diamo una mano a queste piccole e dolci creature :-)

Oggi voglio pubblicare un video che mi è arrivato dall’AAE, l’Associazione Animali Esotici 🙂
Nel video vedrete Laura, che ci manda spesso annunci da pubblicare su
www.adottauncucciolo.net (ma molti altri, insieme a tante altre informazioni, potrete trovarli sul sito dell’AAE, il cui link trovate dopo il video), intervistata sull’argomento in un programma di Rai3.

Non bisogna prendere mai alla leggera l’adozione di un animale, ognuno di loro, che sia un cane, un gatto, un coniglio, un criceto o un uccellino, ha le sue esigenze, costi, e puo’ comportare qualche problema 😐 ma se volete affetto incondizionato e rimanere stupiti nell’osservare i comportamenti e i sentimenti che un animaletto puo’ dare, allora… mettete su un piatto della bilancia il “prezzo da pagare” e sull’altro quanto da loro potete ottenere 🙂
Potete sicuramente immaginare che in una casa di neanche 30mq, tre gatti e un cane, oltre due persone, danno molto da fare (e costano! :-D) ma io e mia moglie non potremmo mai farne a meno 😉

Soprattutto, per favore, non comprateli! Ce ne sono così tanti che aspettano adozione! 😦

info@aaeconigli.it
SOS. 346-3197367 dopo le 19.30
Sei utente Facebook? Diventa amico/a di AAE

Associazione Animali Esotici Onlus
Sez.Conigli e Cavie
www.aaeconigli.it
www.aaecavie.it
1 St. Chapter in Europe HRS
www.rabbit.org

La denominazione di “Animali Esotici”, che ha derivazione inglese (exotic animals), comprende tutte le specie animali non autoctone, importate in Italia, nonch i cosiddetti “animali da compagnia non convenzionali”, come ad esempio conigli, cavie, criceti e furetti, sempre pi diffusi nel nostro paese.
Secondo alcuni dati Eurispes del 2004, il coniglio statisticamente il terzo animale da compagnia pi presente nelle case degli italiani. Seguono 1.000.000 di tartarughe d’acqua dolce, 500.000 roditori, 50.000 iguane, 20.000 pappagalli, 10.000 serpenti e circa 500.000 altri animali esotici.

“Solo chi è  cosi’  folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero”. M.Gandhi

Non arrendersi – Il vento lo sa’…

Purtroppo questo e’ un periodo molto pieno di impegni per me, non riesco ad essere presente ed aggiornare come vorrei 😐
Il futuro… chissa’ che mi riservera’? Ci sono grandi mutamenti nel mio ambito lavorativo, molta incertezza, e l’idea di cambiare (o cercare di farlo) diviene sempre piu’ ostica con l’avanzare dell’eta’… ma credo che questo stato di cose sia abbastanza comune a tante persone oggi, non e’ vero? 😦
Comunque non bisogna abbattersi o, peggio, arrendersi.
Come diceva John Fitzgerald Kennedy, «Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità» 😐

Nonostante il poco tempo, oggi pubblicare mi e’ facile. Infatti, proprio sul tema di resistere prima e superare poi, le avversita’, ho trovato una splendida storia sul blog di Kjya (Amore Infinito) e voglio condividerla con voi.
Personalmente l’ho “sentita” molto, e credo che anche voi, chi almeno ancora non la conosce, l’apprezzerete…


Il vento lo sa’…
dal blog
Amore Infinito
di Kjya

Lui solo sa’? Un mattino il soffione fu afferrato dalle dita invisibili e forti del vento. I semi partirono attaccati al loro piccolo paracadute e volarono via, ghermiti dalla corrente d’aria. “Addio… addio”, si salutavano i piccoli semi. Mentre la maggioranza atterrava nella buona terra degli orti e dei prati, uno, il più piccolo di tutti, fece un volo molto breve e finì in una screpolatura del cemento di un marciapiede.

C’era un pizzico di polvere depositato dal vento e dalla pioggia, così meschino in confronto alla buona terra grassa del prato. “Ma è tutta mia!”, si disse il semino. Senza pensarci due volte, si rannicchiò ben bene e cominciò subito a lavorare di radici. Davanti alla screpolatura nel cemento c’era una panchina sbilenca e scarabocchiata.
Proprio su quella panchina si sedeva spesso un giovane. Era un giovane dall’aria tormentata e lo sguardo inquieto. Nubi nere gli pesavano sul cuore e le sue mani erano sempre strette a pugno. Quando vide due foglioline dentate verde tenero che si aprivano la strada nel cemento. Rise amaramente: “Non ce la farai! Sei come me!”, e con un piede le calpestò.

Ma il giorno dopo vide che le foglie si erano rialzate ed erano diventate quattro. Da quel momento non riuscì più a distogliere gli occhi dalla testarda coraggiosa pianticella. Dopo qualche giorno spuntò il fiore, giallo brillante, come un grido di felicità.

Per la prima volta dopo tanto tempo il giovane avvilito sentì che il risentimento e l’amarezza che gli pesavano sul cuore cominciavano a sciogliersi. Rialzò la testa e respirò a pieni polmoni. Diede un gran pugno sullo schienale della panchina e gridò: “Ma certo! Ce la possiamo fare!”. Aveva voglia di piangere e di ridere. Sfiorò con le dita la testolina gialla del fiore. Le piante sentono l’amore e la bontà degli esseri umani. Per il piccolo e coraggioso dente di leone la carezza del giovane fu la cosa più bella della vita.

Non chiedere al vento perché ti ha portato dove sei. Anche se sei soffocato dal cemento, lavora di radici e vivi. Tu sei un messaggio Noi siamo messaggi…

La zingara – Il pensiero negativo

Anni fa mi trovavo all guida della mia automobile. Arrivando nei pressi di strisce pedonali, rallentai la corsa del mezzo e una zingara di una certa eta’, che stava camminando sul marciapiede adiacente, mi fece cenno di fermarmi perche’ doveva dirmi qualcosa. Fermatomi (era un giorno festivo e non avevo nessuna automobile dietro la mia), si avvicino’ e, iniziando a puntarmi il dito addosso, mi disse con tono greve e forte “Tu hai il malocchio! TU HAI IL MALOCCHIO!!!”. Dopodiche’ mi disse che se volevo lei era in grado, ovviamente dietro pagamento, di togliermelo.
Declinai il piu’ gentilmente possibile e, mentre lei riprendeva a urlarmi terribili anatemi contro, mi allontanai con la mia automobile.
Non vi nascondo che la convinzione con cui aveva apostrofato mi turbo’ per piu’ di qualche minuto, nonostante razionalmente sapessi che erano tutte balle al fine di spillarmi dei soldi.


Commento: non credo a malocchio e simili, nonostante mio padre, per esempio, ci credesse. Credo pero’ nella forza della suggestione che puo’ convincere una persona di avere una forza maligna su di lui al punto di farlo lentamente ammalare veramente o a fargli andare male gli affari.
Cosi’ come e’ riconosciuta, sebbene entro limiti ambigui, la forza del pensiero positivo, cosi’ lo e’ la forza del pensiero negativo. Bisogna essere molto attenti, fin dalle prime battute, a ricacciare le negativita’ da dove sono venute, altrimenti esse possono mettere radici che poi diventano difficili da sradicare. Non c’e’ bisogno di pensare alla magia per rendersi conto di questo, pensiamo semplicemente a tutte le volte che abbiamo fatto un’azione innocente che poi si e’ trasformata in una cattiva abitudine, come fumare una sigaretta, bere un bicchierino o giocare d’azzardo, ma anche, semplicemente, mangiare cose nocive o andare a dormire molto tardi. Queste sono tutte cose che, se fatte ogni tanto, possono non crearci problemi, ma se non le controlliamo e lasciamo che diventino un’abitudine poi possono davvero arrecarci seri danni.

bambolina vodoo

Un bel messaggio ricco di positività :-)

Voglio stamattina riportare un bel post di piccolarondine, che è già stata “ospite del mio blog”, perché è ricco di positività, speranza, forza e fiducia nella vita e in se stessi 🙂 Credo che possa servire a chi si sta battendo tra le mille difficoltà della vita di oggi.

Lo scritto è seguito da una delle sue belle poesia che, anch’essa, si chiude con una nota di speranza.

Entrambi tratti dal suo blog piccolarondine

Voglio condividere con chi passa la mia gioia!

Mia figlia Eleonora è stata assunta da una BANCA a part-time e, se ho capito bene, sarà per un anno. Senza raccomandazioni. Mi è stato detto che se si comporterà bene, potrebbe essere assunta anche con un contratto indeterminato.

Io ho sempre creduto nella positività delle forze benigne, che siamo noi stesse a chiamarle.

Io ho sempre guardato avanti, anche quando gli Eventi mi vomitavano adosso tutto quello che c’era da vomitare ed è quello ho cercato di insegnare alle mie figlie. Guardate avanti.

Io credo che se un giovane accetta qualunque lavoro onesto che viene offerto, anche se non è quello che sogna, (mi figlia fa la cassiera a part time in un grande negozio con tanto di diploma) va avanti.

Io credo che la “purezza”, la “buona fede”, la “genuinità”, l’intelligenza e la rettitudine e il credere in se stessi, poi portano i suoi frutti, ma ci vuole intraprendenza e costanza.

Io non credo ma so, che ho due figlie intraprendenti, che di fronte alle difficoltà della vita hanno saputo reagire.

Ed io sono una mamma che osserva in silenzio i suoi semi dare lentamente frutti.

Questo vuole essere un messaggio di incoraggiamento, nonostante un Italia in difficoltà, qualcosa eppur si muove.

Ai tempi miei, per lavorare in una banca, prendevano informazioni non solo sulla candidata ma anche su i parenti più stretti e dovevi essere “raccomandata”.

Beh, lasciatemelo dire, raramente mi lamento, ho paura dei lamenti, penso che i lamenti portano altri lamenti, e allora guardo quel poco che ho e ringrazio Qualcuno nell’aldilà, che a volte sembra assente, invece poi si fa presente.

Adesso, sapete, guardo la “terza giovinezza” con occhi diversi e quanto mi piace seguire la mia età con quella consapevolezza che mi fa sentire madre e donna.

Pensate un po’: un collega che è andato in pensione ieri, non l’ha presa per niente bene. Ma io dico: magari a me mandassero in pensione domani, quante cose avrei da fare e sarei padrone del mio tempo!!

Comunque, ognuno reagisce a modo suo.

Vabbè, carissimi ragazzi miei poeti e poetesse e narratori, siamo in un bellissimo mondo, il nostro.

Sarebbe bello apprezzare certe cose senza passare per i dolori, io benedico i dolori miei, se questi sono stati necessari per la gioia che provo adesso.

Con affetto per chi passa.
Mammacita Carmen

Seguirai le mie orme

Inseguo la stilla silenziosa che scende lentamente a valle

con il muto rigore tra favole ed aromi, madre, annunciasti

solitudine, tanto avevi vissuto e tanto ho vissuto anch’io

e s’imbianca il tempo sull’arcobaleno tristemente sbiadito

perché polvere ero e polvere sarò, ma allora dimmi a cosa

sono valse le tempeste domate, gli schiaffi improvvisati

dalla Sorte e tutte le battaglie vinte?

Non sarò vagabonda errante senza meta, ma marinaio-peregrino

a seguire la stilla silenziosa, mi porterà all’ormeggio,

dove abbasserò la vela, ricucirò gli strappi, per poi ripartire

verso un nuovo orizzonte, a navigare sui colori di altri arcobaleni

e quando il raggio del sole avrà fermato la stilla, saprò d’essere arrivata

perché da lì m’innalzerò al tuo canto.

 

Rondine

Il mago – A volte basta un po’ di attenzione

magoMolti anni or sono partecipai ad una cena con un gruppo di amici, diciamo una tavolata di una dozzina di persone.
Tra di loro c’era anche una persona che aveva fama di essere impegnata nel campo dell’esoterismo, di riuscire a “leggere” nel futuro cosi’ come nel passato, e di essere in contatto, tramite la scrittura automatica* con entita’ di altre dimensioni.
Come spesso succede le conversazioni iniziarono presto ad accavallarsi creando cosi’ una certa confusione. Verso la fine della cena, dopo due o tre ore buone di chiacchiere, il supposto medium punto’ all’improvviso lo sguardo verso una delle commensali che conosceva appena e, con tono greve, le disse “Tua madre, scomparsa diversi anni fa, si chiamava Sandra, vero?”. La tizia sbianco’ e, cercando di mantenere un certo contegno, gli rispose “E’ vero… ma tu come fai a saperlo?”. Il medium, sorridendole di rimando, rispose “Facile, sei stata tu a dirlo a Barbara all’inizio della cena, non te lo ricordi? :-)”.

* la “scrittura automatica” e’ la capacita’ di un medium di lasciare ad entita’ disincarnate la possibilita’ di scrivere attraverso se’ stesso entrando in uno stato alterato di coscienza, ad esempio – ma non solo – in stato di “trance”.

P.S.: i nomi sono di fantasia, anche perche’ quelli veri manco li ricordo! 😀


Commento: Chissa’ quante volte persone con supposti poteri paranormali usano metodi simili per intrattenere i propri ospiti. Non dico qui che usino solo questi mezzi, ne’ che lo facciano tutti, pero’ sospetto che un buon numero se ne avvalga volentieri. Un esempio tipico sono alcune cartomanti (uso “alcune” per non generalizzare, almeno una che mi ha lasciato effettivamente perplesso c’e’ stata) che prima di passare alla lettura delle carte fanno una lunga chiacchierata con chi si e’ rivolto a loro, carpendone cosi’ non solo i “segreti”, ma anche stati d’animo di per se’ gia’ rivelatori. Quando molti anni fa’ provai ad andare da alcuni di questi “maghi”, spesso i risultanti furono esilaranti, partendo da errori macroscopici per finire a verita’ davvero “difficili” da conoscere (tipo che anni prima avevo “indossato un’uniforme”… visto che la leva era ancora obbligatoria :-D); solitamente a quel punto il minimo che mi sentivo dire era che “ero troppo chiuso e non ‘trasmettevo’ granche’ “, questo perche’ stavo sulle mie stando attendo a non raccontare troppo.
Comunque non voglio fare qua una filippica contro i falsi maghi, ma piuttosto citarli come un esempio di come, stando con orecchie e occhi ben aperti, a volte la verita’ si palesa chiara di fronte di noi, senza dover fare troppa fatica o ricorrere a mezzi inconsueti 🙂 Spesso non e’ la verita’ che si nasconde, siamo noi a non vederla, vuoi perche’ siamo troppo persi nei nostri pensieri – magari credendo di conoscere la realta’ a priori, senza necessita’ di riscontri – vuoi perche’, in fondo, la verita’ la temiamo e preferiamo piu’ o meno consciamente continuare a tenere la testa sotto la sabbia…

struzzo

Per tutti i blogger che ci hanno lasciato, e per tutti noi…

Ho appreso con grande smarrimento, dall’amica HappySummer e da CristinaKhay, della scomparsa di Barone Rosso. Voglio riportare qua, come nuovo post che rimanga a memoria sua e di tutti i blogger che l’hanno preceduto e lo seguiranno, il commento che avevo messo nel post precedente in risposta alla notizia.

Credo sia stato uno shock per molti di noi. Avevo un rapporto virtuale strano con lui. Ci incontravamo spesso su altri blog e apprezzavamo reciprocamente e apertamente i nostri interventi, ma nessuno dei due – non so bene perche’ – ha mai pensato di stringere l’amicizia con l’altro. Ed ora francamente me ne dispiace molto. E’ il secondo blogger che se ne va cosi’, almeno di cui ho notizia io, ricordo l’apprezzatissima Elena (NinfeaE). E poi un’altra persona nel forum, molto frequentato, dove scrivevo in precedenza.

E’ incredibile sentire e vedere il cordoglio, l’incredulita’, la tristezza, e anche la disperazione, che cala su di noi quando questo succede. E’ come se calasse una cappa grigia sul nostro mondo. Allora ci si accorge di quanto stupido sia parlare di “virtualita’ “, come se il web non fosse mondo reale. E che rabbia e dolore gratuito provoca chi lo usa con sufficienza, danneggiando, magari per scherzo, le persone vere che lo frequentano.

Grazie al web abbiamo potuto conoscere BaroneRosso, NinfeaE, e tante altre persone speciali come loro. Adesso possiamo salutarli, con affetto, come se li avessimo conosciuti di persona, anche se cosi’, per la maggior parte di noi, non e’ stato.
Adesso possiamo anche dire “coraggio” alle loro famiglie, sapendo – o probabilmente potendo solo immaginare – cosa hanno perso…

Ciao Eligio, ciao Elena…
Un abbraccio a tutti voi,
Wolfghost

JACK LALANNE – Scegliere di vivere, e di essere “grande”

Ho appreso qualche giorno fa dal Corriere.it che e’ morto a 96 anni Jack LaLanne, personaggio a cui dedicai un post nell’ormai “lontano” dicembre 2007 e che ripropongo piu’ sotto. Chi era Jack LaLanne? In Italia non e’ molto conosciuto, ma negli USA e’ stato un autentico mito. In pratica e’ ricordato per essere stato il primo culturista, ma ha fatto molto di piu’. Riporto qualche frase scritta da Ennio Caretto sul Corriere.it, potete trovare tutto l’articolo qui:http://www.corriere.it/esteri/11_gennaio_24/caretto-lalanne_370f566c-27ac-11e0-9fb9-00144f02aabc.shtml
Insegnò all’America fitness e dieta sana a base di pesce e verdure […] Nemico dichiarato della obesità, tutt’oggi una piaga americana, La Lanne aprì la prima palestra a San Francisco in California nel 1936, a soli 22 anni, e insegnò all’America a saltare la corda, fare sollevamento pesi, e via di seguito, e a mangiare uova pesce frutta verdura invece del fast food.[…] LaLanne amava raccontare di essersi trasformato in un palestrato a 15 anni. «Mangiavo male, ero esile e debole. Mia madre mi ammonì che dovevo irrobustirmi. Mi dedicai agli sport e agli esercizi più pesanti, ore e ore tutti i giorni». Alto neppure un metro e settanta, pesante meno di settanta chili, LaLanne sviluppò una tremenda muscolatura. Fu considerato uno degli uomini più forti del mondo: a sessanta anni, trascinava ancora a nuoto, con le caviglie incatenate, una barca di cinque quintali dalla isola di Alcatraz, nella baia di San Francisco, fino alla città. […] eccessi del culturismo a parte, ha osservato Thompson, fu un buon esempio per i giovani. Sposato a una salutista, con un figlio, nonostante la sua celebrità LaLanne condusse una vita riservata a Morro Bay. […] «Ebbe una salute di ferro» ha commentato Thompson «anche in tarda età, la conferma di quanto sia importante tenersi in forma e attenersi a un vitto equilibrato»

Ed ora il post che gli dedicai tre anni or sono (post originale: Scegliere di vivere e di essere grande)…


JACK LALANNE – Scegliere di vivere, e di essere “grande”.

JackLalanne

Questo e’ quello che ha fatto Jack LaLanne, nome che non dice molto agli italiani ma che appartiene a un volto visto tante e tante volte nei film.

Un volto che e’ quello del maestro e ispiratore di Arnold Schawerzenegger.

Un nome che e’ quello di un ragazzo magro, malato, che era lo zimbello dei suoi compagni di classe, dal peso di 43 chili, occhiali, apparecchio dentale e stampelle. Con un’immagine e una stima di se’ cosi’ basse che lo costrinsero ad abbandonare gli studi.

Un ragazzo che tento’ di uccidere il proprio fratello.

Un ragazzo per il quale l’orizzonte mostrava solo nubi molto scure.

Un ragazzo che un giorno partecipo’ ad una conferenza e fu cosi’ ispirato dalle parole che udi’ che si convinse che era possibile fare qualcosa per migliorare la sua disperata condizione.

Jack LaLanne consumava una quantita’ incredibile di zucchero, si nutriva male ed era afflitto da manie di persecuzione e idee di suicidio.

Un giorno la madre lo condusse a forza ad una conferenza di un nutrizionista, la sala era piena, e, con grande sollievo di Jack, che mal sopportava le altre persone, fecero per andare via.

L’oratore li vide e disse che non era mai successo che a qualcuno fosse impedito, dalla mancanza di posti a sedere, di assistere ad un suo discorso.
Chiese due sedie e li fece accomodare proprio di fronte al palco.

Jack avrebbe voluto sprofondare dalla vergogna, non solo era costretto ad assistere alla conferenza, ma quel che e’ peggio e’ che era di fronte a tutti quanti gli altri.

Le due ore che seguirono cambiarono la vita di Jack. Fu cosi’ ispirato da quello che ascolto’ che si convinse che era possibile fare qualcosa per migliorare le sue orribili condizioni fisiche.
Scelse di fare in modo che il suo futuro fosse migliore del suo breve passato.

E inizio’ ad esercitarsi. Due ore al giorno. Ogni mattina si alzava alle 5 e per due ore si esercitava. E continuo’ a farlo per tutta la vita.
Sta continuando anche ora, a ottant’anni suonati. [Nota di Wolfghost: Jack LaLanne ha 91 anni adesso, ed è ancora in movimento! ;-)]

Jack e’ comparso in praticamente tutti i talk show d’america, Jack ha nuotato, ammanettato, dall’isola di Alcatraz fino alla baia di San Francisco, un’impresa definita impossibile e mai riuscita finora a nessun’altro.

Nel 1936 apri’ le prime palestre in America, dove e’ noto col soprannome di “Mr. Exercise”. Oggi Jack LaLanne puo’ battere uomini di 50 anni piu’ giovani di lui.

Jack e’ miliardario, in dollari, Jack e’ una leggenda.

Non vi e’ un sito che parli di lui, ve ne sono oltre quattromilacinquecento.

Digitate Jack LaLanne su un qualsiasi motore di ricerca e godetevi lo spettacolo di una fiaba dei tempi moderni, ma vera.

Non chiamate Jack LaLanne un culturista. Non e’ solo quello. Ha impiegato tutta la sua passione ed intelligenza verso un unico obbiettivo.

Ma lo ha fatto in maniera egregia.

In tutte le sue interviste (e ne troverete parecchie) da lui rilasciate, conferma una sola nota costante: ESERCIZIO fisico, due ore al giorno e poi basta, ma sempre, senza mai saltare una giornata, per oltre 70 anni.

Non e’ stato facile, e confessa che non e’ tutt’ora facile alzarsi alle cinque del mattino per farsi un’ora di pesistica e poi un’ora di nuoto (tanto per rilassarsi!) ma lo fa. In modo costante e continuo.

Non ci importa tanto il QI di Jack, ma quello che lui ha dimostrato, esempio vivente della determinazione tesa al raggiungimento dei risultati.

Per nessuno di noi e’ facile dare una sterzata e cambiare.

Ma il nostro destino e’ nelle nostre mani, solo e soltanto in quelle.

Possiamo iniziare la metamorfosi o continuare a sonnecchiare nelle nostre vere o presunte certezze e sicurezze.

Ma nel momento in cui decideremo di agire… In quel momento preciso… Nessuno potra’ fermarci.

Fate la scelta giusta e… sarete al vertice !

Rodolfo di Maggio

 


“Come rispondi alle sfide dopo che hai preso la decisione di cambiare la tua vita, determinera’ se raggiungerai i tuoi obbiettivi o se fallirai.” – Richard Curti

Il tempo della resa – Perseveranza ed accettazione

PERSEVERARE NON SIGNIFICA INSISTERE
di Paulo Coelho

i-chingDice l’I Ching, il libro cinese delle mutazioni umane: “La perseveranza è favorevole”. Ma la perseveranza non ha niente a che vedere con l’insistenza.
Ci sono epoche nelle nostre vite in cui i combattimenti si prolungano oltre il necessario, esaurendo le forze e indebolendo l’entusiasmo. In questi momenti, vale la pena di riflettere: una guerra prolungata finisce per distruggere anche il paese vittorioso. Niente di meglio, allora, che una tregua, prima che la nostra energia si esaurisca al punto da non consentirci più di recuperarla. Perseveriamo nella nostra volontà, ma aspettiamo un’occasione più favorevole per riprendere la lotta.
Perché un uomo d’onore riprende sempre la lotta, ma mai per ostinazione, bensì perché ha percepito il cambiamento nel tempo.


Commento di Wolfghost: potra’ sembrare strano quello che mi appresto a dire, ma perfino uno come me, che ha sempre esortato a non arrendersi, a lottare anche quando il risultato e’ incerto nonostante i nostri sforzi, crede che esista anche un giusto tempo per la resa.
A volte e’, come dice Coelho, solo un temporaneo periodo di recupero in attesa di ripartire, o un cambiamento di strada che pero’ porta, sul lungo termine, allo stesso fine. Vogliamo arrivare da qualche parte, ma troviamo che la strada che stiamo percorrendo e’ piena di ostacoli che si rivelano, per quanto facciamo, insormontabili. Non ha piu’ senso continuare a sbatterci contro. Meglio fare una bella inversione e tornare, almeno per un tratto, indietro. Non e’ una vera resa, si torna indietro solo fin dove un bivio puo’ permetterci di provare un’altra strada, e se anche quella si rivela interrotta, un’altra ancora, e cosi’ via. E’ come se arrivassimo davanti ad una porta con un mazzo di chiavi. La prima chiave che proviamo non funziona, non sarebbe stupido continuare ad insistere con quella piuttosto che provare le altre?
Poi ci sono le rese definitive, anche quelle purtroppo esistono. Si puo’ trattare di un sogno che si rivela davvero irrealizzabile, che si e’ trasformato in una illusione. Continuare ad inseguirlo vorrebbe dire spendere energie, tempo, serenita’.
Serenita’, gia’… a volte penso che la serenita’ sia il vero scopo della vita. Arrivare a quello stato di consapevolezza ed accettazione che ci permette di veleggiare tranquilli per i mari della nostra vita qualunque sia la tempesta che ci investe. E, al limite, entrare con la stessa serenita’ nel porto che ci attende alla fine del viaggio.
E’ la vita stessa ad essere cosi’. Non siamo immortali, dovremo abbandonarla prima o poi questa amata vita, e quella sensazione di “va bene, e’ ora…” mi pare sempre piu’ un’enorme conquista piuttosto che una maledizione o un atto di debolezza. Fa anch’essa parte di quello spirito di accettazione che contribuisce, al pari della determinazione – che non deve mai divenire cieca testardaggine – alla serenita’. Alla serenita’ fino alla fine.
Credo che noi abbiamo sempre chiara la percezione di quando davvero la risalita non e’ piu’ possibile, che si tratti di un amore impossibile, un sogno che e’ divenuto una chimera, un futuro che non potra’ essere come lo volevamo. Li’ e solo li’, il tempo della resa non solo e’ accettabile… ma addirittura auspicabile.

mano aperta

La privacy su Internet

Il tempo (e il lavoro) sono in questi giorni davvero tiranni 🙂 per cui colgo l’occasione di uno scambio sul blog “Il diario di Murasaki” per riportare qua il mio pensiero in materia di Privacy su Internet 😉

Il problema in oggetto non e’ certamente nuovo, ricordo allarmi vecchi di anni sulla presenza di dati “sensibili” su Internet con conseguente rischio di furto d’identita’, truffe varie ed anche ricatti. Oggi pero’ il problema e’ rafforzato grazie ai motori di ricerca che, sempre piu’ potenti, permettono a chiunque di trasformarsi in veri e propri “segugi da Internet” alla ricerca dei misteri del passato altrui :-|. Mentre un “ragazzo di oggi” non e’ piu’ sorpreso da questo problema, visto che sa benissimo che qualunque cosa scriva sul web potra’ essere trovata da chiunque abbia voglia di farlo – ed anzi sono di solito ben contenti di tale visibilita’ come dimostrano i vari Social Network – il problema e’ piu’ sentito da chi, a questa enorme visibilita’, non e’ pronto, in sostanza a molti di noi che hanno iniziato quando era ancora possibile pensare che cio’ che scrivevano sarebbe stato fagocitato dalla rete e poi irrimediabilmente perso.
Ovviamente il problema dei dati sensibili investe tutti, immagino che anche molti di quei “ragazzi di oggi” che trattano cosi’ liberamente di se’ stessi su una vera e propria piazza pubblica – anche se virtuale – si troveranno nei pasticci domani (non a caso esistono oggi perfino delle agenzie che, ovviamente dietro lauta ricompensa, si occupano di cancellare le tracce lasciate sul web di chi si rivolge a loro), la differenza sta piu’ che altro nelle motivazioni: noi non potevamo sapere, eravamo sostanzialmente ingenui :-), loro al contrario fanno a gara per rendersi visibili, incuranti del fatto che la loro visibilita’ potrebbe attrarre qualche malintenzionato.
Sui fatti inerenti la nostra storia personale, quasi esattamente due anni fa scrissi a proposito della “Johari Window” (Psicologia: la Johari window, ampliare la nostra parte pubblica): un’interessante teoria sui benefici di rendersi “trasparenti” in pubblico. Credo che la validita’ di questa teoria si possa a maggior ragione applicare anche al mondo di Internet. A parte invitare gli interessati a leggere il post indicato, si tratta sostanzialmente di un principio semplice: se vivi in modo da non aver nulla da nascondere, non hai nulla da temere e puoi liberarti dalla paura – un po’ atavica, come sanno molti di quelli che, nonostante non stiano facendo nulla di male, istintivamente si spaventano quando vedono una pattuglia della stradale – di essere “colti in flagrante”.
Ecco, credo che questo semplice principio sia sempre valido ed anzi Internet ne possa essere “utile palestra”: se qualcuno ti “minaccia” di svelare chissacche’ e tu puoi far spallucce… be’, sei a posto 🙂 (o sei  incosciente, va da se’ :-D).
Cosa diversa sono i veri e propri “dati sensibili”, cose come i dati anagrafici, di residenza, per non parlare dei dati delle carte di credito, che possono permettere ad un malintenzionato di spacciarsi per noi acquistando su Internet con i nostri dati o commettendo qualsiasi altro genere di truffa.
Non bisogna insomma usare il web con timore, ma almeno con una basilare accortezza 🙂

Ladro