Il frutto della stagione nuda – una poesia di piccolarondine

Riecco dopo lungo tempo un pezzo scritto da un altro (un’altra, in verita’) blogger: piccolarondine, sul suo omonimo blog piccolarondine 🙂


 

Il frutto della stagione nuda
By:
piccolarondine
Blog:
piccolarondine

Il mio sfiorire lento

è come l’albero

perde le sue foglie

ma scorre linfa dentro.

Anche dai rami spogli

il passero cinguetta.

E’ d’Essenza il frutto

della stagione nuda.

Rondine

 

 


Commento di Wolfghost: personalmente ho trovato questa poesia di grande impatto 🙂 Avevo appena commentato un post sul tempo che scorre inesorabile in un post di Azalearossa (azalearossa1958.splinder.com/post/21951928#comment), scrivendo come l’alternativa all’alternarsi delle stagioni della nostra vita, ovvero all’invecchiare perdendo la giovinezza, sia… ben peggiore dell’invecchiamento stesso: la morte prematura. Senza saperlo, come ricordatomi da Azalea, stavo citando Maurice Chevalier: “La vecchiaia non è così male, se considerate l’alternativa.” 🙂
Recentemente ho avuto a che fare, di nuovo dopo tempo, con persone anziane, intorno ai 90 anni, e… le ho trovate sveglie, simpatiche… letteralmente da pensare “Ci arrivassi io cosi’!” 😛 Certo, forse il ricordo dei miei genitori, l’identificazione con essi, ha aggiunto qualcosa in piu’, ma… non troppo 😉
Credo che quanto sto scrivendo sia un qualcosa frutto dell’eta’, delle esperienze, delle perdite subite, delle paure passate… Della, in buona sostanza, presa di coscienza che non vivremo per sempre. Una presa di coscienza vera, colta col cuore, con l’anima, non razionalmente appresa. C’e’ differenza, e molta. Credo che molti tra di voi capiscano… altri invece saranno convinti di capire, ma forse dovra’ passare ancora tempo (ed e’ bene per loro) prima che tale consapevolezza giunga nel loro cuore.
Credo che, per chi ha la fortuna di viverle tutte, ogni stagione della vita abbia un suo particolare fascino, fatto di caratteristiche diverse e che non possono essere anticipate o posticipate.
Chi e’ giovane pensa e fa cose che gli anziani non pensano e non fanno, non nella stessa maniera almeno; ma anche chi e’ anziano puo’ godersi cose della vita di cui i giovani, presi dalla loro frenetica quotidianita’ (e lo e’ sempre, se paragonata a quella di una persona anziana), non godono o non sanno ancora godere.
In mezzo, tutte le altre stagioni, tutte le sfumature e i passaggi.
C’e’ sempre da imparare da spontaneita’ e saggezza, indipendentemente dall’eta’ nostra e del nostro interlocutore… se sappiamo e vogliamo ascoltare. C’e’ un modo diverso, eppure ugualmente pieno, di guardare alla vita. C’e’ o ci puo’ essere almeno. Poi esiste il giovane che puo’ essere incapace di godere della propria gioventu’ e l’anziano troppo preso dal passato per riuscire a riscoprire e apprezzare del suo presente.
Ma questo non cambia la sostanza di “cio’ che puo’ e dovrebbe essere”.
Ecco, io credo che questo e molto di piu’, Rondine sia riuscita a dirlo in una poesia di poche righe 🙂

Il frutto della stagione nuda

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0 pensieri su “Il frutto della stagione nuda – una poesia di piccolarondine

  1. O mamma che emozione! Citata in un commento del Lupo!!!
    Ehm… aspetta che mi ricompongo… e ritrovo la favella, poi tornerò a dire.

    Complimenti a Piccola Rondine, se li merita tutti!
    Sembra una poesia presa da un’antologia di Grandi Autori: non è detto che un giorno non la si rilegga lì.
    Con permesso, m’arripijo e torno.

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  2. Che dirti Wolfghost, hai centrato in pieno il significato  della poesia e ti ringrazio!
    Credo che tu abbia almeno una dozzina di anni meno di me eppure sembri molto saggio ed equilibrato.  Io alla tua età non ero saggia e ballavo sopra gli squilibri.
    Quando compii i miei cinquant’anni, mi prese quasi un colpo…allora non capivo quando le persone che frequentavo (erano quasi tutti poeti e allora prendevo per buono la metà di quello che dicevano, visto che l’altra metà era sicuramente "poesia") mi dissero: l’età è solo una questione anagrafica.

    Sai, da cosa mi sono accorta di essere diventata grande? Guardando la vita sotto tutti i suoi aspetti, cambiando incessantemente la prospettiva.
    Me la tenevo lì, in mano, come una sfera: mi ci specchiavo dentro e vedevo me e le stagioni passate. L’evolversi delle stagioni.

    Se mi dovessero offrire di rimontare tutte le stagione passate e ricominciare tutto da capo, risponderei decisamente di no. Mi piace questa. Ci sto bene dentro e auguro davvero che tutte le persone sappiano cogliere l’essenza di quel che resta, anche se fosse generato da un male.
    Perché quel che resta, è davvero tanto. Vuoi mettere la grandezza dell’essenza..?
    Starei ancora qui a riflettere per lungo, ma mia figlia mi sta aspettando e devo scappare, mannaggia! Scusami, se la mia risposta è stata un po’ lunga.

    Grazie Wolfghost e buona serata ! 

    Rondine 🙂 

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  3. Dunque, rieccomi.
    Il tuo commento mi ha fatto ricordare un breve racconto, non ricordo l’autore, che ho letto qualche tempo fa:

    "Un bambino aveva l’ossessione del futuro.
    A tutti quelli che incontrava chiedeva: cos’è il futuro?
    Ma nessuno gli sapeva rispondere.
    Sapeva cos’era il passato: bastava aprire l’album di fotografie che la mamma custodiva in un cassetto, ed eccolo lì, il suo passato.
    Sapeva anche cos’era il presente: adesso, mentre mangiava la fetta di pane imburrato cosparsa di zucchero, era il presente.
    Ma non era contento. Lui voleva a tutti i costi sapere del futuro.
    Cos’era? Dove poteva vederlo? Come fare per sapere cosa sarebbe successo?
    Un giorno il nonno gli disse: Non avere fretta, bambino mio, quando il futuro arriverà, te ne accorgerai. Lo saprai senza che nessuno te lo dica.
    Ma di nuovo, questa risposta non bastò al bambino, che salì in soffitta, si sedette su di un vecchio baule, e decise di rimanere lì, in attesa del futuro.
    – Voglio proprio vedere quando arriva, pensava, non devo lasciarmelo scappare.
    E così, seduto su quel baule, non si accorgeva il disgraziato che il suo futuro diventava passato."

    Forse le parole non sono esattamente queste, sono andata un po’ a memoria, ma il senso sì.
    Inutile rincorrere il tempo, occorre lasciargli fare il suo lavoro, perché sia un lavoro fatto bene, e allora invecchieremo come le persone che hai incontrato in questi giorni, e magari guardando al passato non proveremo né nostalgia né rimorsi, perché sapremo di aver vissuto nel modo migliore.
    Come quel passero che, nonostante l’inverno, nonostante i rami spogli, continua a cinguettare, perché quella è la sua vita.
    Come quei rami che, anche se spogli e brulli, lasciano indovinare la vita che continua a scorrere, lasciano immaginare il verde a venire.

    Mi sa che mi sono dilungata un po’…. faccio pari e patta con le volte che di fretta ti lascio solo un saluto.
    Buona vita caro Wolf, a te e a tutti quelli che leggeranno.
    Un abbraccio.

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  4.  

    Non amare il florido ramo :
    "Non amare il florido ramo,
    non mettere nel tuo cuore
    la sua immagine sola;
    essa avvizzisce.

    Ama l’albero intero,
    così amerai il florido ramo,
    la foglia tenera e la foglia morta,
    il timido bocciolo ed il fiore aperto,
    il petalo caduto e la cima ondeggiante,
    lo splendido riflesso dell’Amore pieno.

    Ama la vita nella sua pienezza,
    essa non conosce decadimento".

     Jiddu Krishnamurti

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  5. splendido viaggio nell’importanza di una famiglia esistente , presente , importante . non sai quanto io possa capire ed abbia fatte mie la poesia ed il post , sono contenta ci sia gente come me . io per l’anno ho guardato un po’ dentro di me , ma forse può servire a tutti … non so .

    buon 2010

    Linda

    p.s. vienimi a trovare , ho scritto stasera , ci tengo. ciao

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  6. che bella questa poesia.. sono dei versi molto intensi che racchiudono l’essenza e il significato del tempo che scorre rendendoci maturi ma non per questo privi di linfa vitale.
    le stagioni che si susseguone le une alle altre, hanno come tu dici ognuna un fascino ed una loro caratteristica che le rende uniche e preziose in egual modo.
    ma il tempo anche se scorre inesorabilmente.. nel farlo ci fa dono dell’esperienza e ci rende preziosi ed unici.. e la vecchiaia se vissuta dignitosamente senza sofferenze fisiche.. lucidi.. indipendenti.. è in realtà una seconda giovinezza perchè ci permette di fermarci, sederci ed osservare attentamente il mondo, le piccole cose di ogni giorno.. ciò che ci circonda..  
    un caro saluto

     

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  7. ecco, tutto vero; però, diciamolo….è quella "presa di coscienza", che non è facilissima da metabolizzare…beh, insomma, si sa che non è per nulla piacevole pensare che non si vivrà per sempre, ecco:))))
    cioè, penso che l’importante sia poi, come dici tu, saper cogliere i lati positivi e le caratteristiche "buone" di ogni età che si vive; ovvero, anche a 80 anni ci possono essere momenti buoni…e di certo è molto meglio invecchiare che non morire giovani, questo è poco ma sicuro:))))

    basta imparare ad accettare il tutto, ed è fatta:P
    e con il tempo, lo si accetta, per forza di cose, anche, suppongo…:)

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  8. x Azalea: sì, sì, concordo: la "nostra" è molto brava!

    x Anne: mmm… tu ci credi davvero che potrebbe non essere così? Sei hai buoni argomenti, esprimili, sai che questi temi mi intressano molto

    x Rondine: no, non è affatto troppo lungo
    Ti assicuro che non sono così equilibrato come può sembrare, anche se mi piacerebbe esserlo ed è uno degli obiettivi che spero di avere il tempo di raggiungere D’altronde credo che anche questo, piuttosto che un obiettivo da cercare, sia qualcosa che si raggiunge… quasi automaticamente, col passare degli anni e delle esperienze, che siano esterne o che avvengano dentro di noi, che siano positive o negative.
    Spero di avere la fortuna di arrivarci, di potermi guardare indietro ed essere soddisfatto. Allora, so, potrò andarmene… con un sorriso
    … anche se,il prossimo passo, è capire che in fondo non è forse così importante nemmeno quanto a lungo si vive… ma su questo devo lavorare ancora tanto…

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  9. x Jouy: eh? Non ho mica capito

    x Azalea: No, il tuo commento va bene così Io credo che se avrò la fortuna di arrivarci… bé, non mi guarderò nemmeno indietro per valutare quanto fatto, tanto a che servirebbe? Avrei la coscienza di sapere di… aver vissuto, solo questo. E ringrazierei per questo. La vita a volte non va come vorremmo, e poi noi siamo esseri umani, fallibili e deboli. Facciamo quel che possiamo e, a volte, stanchi o un po’ pigri, anche meno Basta mantenersi aperti e non rinunciare a vivere a causa delle proprie paure. Poi si può anche sbagliare. Per questo esistono il perdono e la comprensione, anche e soprattutto verso noi stessi

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  10. x Orchismoria: brava come sempre, cara Ottima citazione, perfetta direi… perfino commovente nel richiamo alla vita

    x Marlene: grazie cara, verrò certamente, domani però: ora sono molto stanco, non vedo l’ora di coricarmi…

    x Alba: splendido commento, lo quoto in pieno ed oserei dire che si può andare perfino ancora un po’ più in là, magari costruendo ancora qualcosa, magari solo con l’esternazione della propria serenità e saggezza… e perfino se completamente integri, fisicamente, non lo si è
    Grazie, un caro saluto che ricambio

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  11. x Morellina: concordo su tutto Quella presa di coscienza, non è facile, e nemmeno immediata. Assolutamente. Credo che arrivi da sola… a chi ha il coraggio di non nascondere la testa sotto la sabbia o di lasciarsi sommergere dal proprio terrore. E non è affatto facile, eh!

    x S.: sì… in fondo è proprio così: l’essenza come dono ultimo della vita.
    Grazie cara, un salutone

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  12. x Diana: be’… la speranza e’ lecita… la certezza pero’ e’ una fede che personalmente non ho

    x Alba: sono d’accordo. Scrivo spesso che, alla fine, l’amore e’ l’ultima cosa che resta. L’amore tuo, che hai per te stesso, l’amore per gli altri, l’amore che hai attorno a te, per te. Tutto il resto, denaro, potere, salute, corpo e mente… svanisce prima. Il rapporto affettivo, come indichi te, e’ ovviamente importante ma… escluderebbe tutte le persone che di un tale rapporto non godono, e questo non lo voglio Diciamo che e’ un qualcosa, seppure di grande importanza, che contribuisce assieme a tutto il resto
    Buona giornata anche a te!

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  13. niente di più vero ciò che dici 🙂 solo che il problema non sia nella stagione che vivi, ma nel domandarti se te la stai vivendo davvero! Mia nonna se n’è andata pochi giorni fà, io se Dio vuole ho una vita davanti, ma comunque la "invidio" ed ammiro da morire la mia nonnina perchè ho la certezza che lei ha vissuto senza rimpianti ogni stagione consapevole di esserci e godendo appieno il presente a prescindere dall’età, io ho 28anni dovrei essere nell’estate piena eppure non son sicura anzi ho la certezza di non aver fatto bene quanto lei. Ma son ancora in tempo..lo so 🙂

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  14. x Katia: grazie cara Ora vado a pranzo, il caffe’… dopo! Speriamo non si raffreddi!

    x Anne: tutto qui? E io che mi aspettavo chissa’ quali rivelazioni mistiche!

    x Joli: Guarda… ho imparato che chi vive il presente non si fa mai domande sul passato, in particolare sul fatto di averlo o meno "vissuto bene"; al contrario, chi non vive nel presente… al passato pensera’ comunque, o con rammarico, o con noltagico dolore. Quindi… vivi e non stare a preoccuparti di questo!

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  15. al di là di quello che scrivi, che è comunque pregevole, mi sono informato sulle caratteristiche di quel lupetto.
    il quale, nonostante la tenera età, dispone di una "trazione mascellare" di 300 chili.
    hai anche tu le stesse caratteristiche?
    se è così, un caro e simpatico saluto.
    SHERWOOD

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  16. Con gli anni che passano e le esperienze di cui tu parli è inevitabile arrivare ad un livello di consapevolezza differente, come tu stesso dici (anche se mi rendo conto che non sono solo l’età e le esperienze che ci cambiano ma è soprattutto il nostro modo di "sentire"). Molte volte mi sono trovata a far ei conti con il tempo che passa e, a questro punto delal mia vita, non mi spaventa più la vecchiaia e la morte ( almeno nn come una volta) certo.. l’importante è arrivarci con la dignità di una persona che riesce ad essere autosufficiente o quanto meno a trovare un equilibrio nelle malattie che possono arrivare da anziani.. e questa è una prova davvero dura!

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  17. x Shayla: io credo che esperienza e un corretto "sentire" (quello che io chiamo "voler vivere con gli occhi aperti", ovvero l’accettazione di mettere sempre in dubbio il proprio sistema di credenza, di capire che c’e’ sempre qualcosa da imparare)  siano inutili se prese singolarmente: uno potra’ fare ed avere tutte le esperienze del mondo, ma se fa sempre spallucce, consciamente o inconsciamente che sia, non serviranno a nulla; altresi’, potra’ tenere gli occhi aperti quanto vuole, ma se vive in una torre di avorio, non potra’ imparare nulla e le sue saranno sempre e solo speculazioni mentali limitate.
    La prova davvero dura di cui parli e’… dura senz’altro, eppure lo e’ meno di chi e’ costretto ad affrontarla prima. Credo che una persona mediamente equilibrata, paura della malattia e della morte le avra’ sempre, anche a 100 anni. Ma credo anche che ad una certa eta’ sia piu’ facile accettare il fatto che non si puo’ vivere per sempre.
    Insomma, la liberta’ dalla paura e’ per me la vera sfida, e in teoria andrebbe vinta indipendentemente dall’eta’, ma… certamente il "quanto si ha da perdere" un suo peso ce l’ha…

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  18. x Yasmine: grazie cara Buona serata!

    x Azalea: ahahah be’… in teoria si’. In teoria! Ci sono altri fattori pero’ da tenere presenti: la voglia e la capacita’ di imparare costantemente (quanti hanno la presunzione di "essere arrivati"?), e l’effettivo carico di esperienze: se campi fino a 100 anni chiuso in una torre di avorio… quanto potrai imparare?

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  19. Ho letto spesso poesie di piccolarondine e colgo l’occasione per esplicitare il mio plauso alle sue capacità di scrittura …sinceramente non so se i pensieri che mi sono venuti in mente siano coincidenti con la tua interpretazione, ma in fondo mi piace l’idea di avere un punto di vista differente o meglio complementare perchè credo che possa essere più arricchente per il pensiero mio e anche degli altri…cmq il simbolismo più forte di questa poesia , per me sta nella parola "Essenza" che viene "contrapposta alle fattezze "nude" dell’albero : questo mi fa pensare che il tempo doni la capacità di sfrondarsi dell’inuitle che spesso copre la vita e la nasconde , quell’esteriore che fa sembrare un albero morto a chi non vede che dentro c’è linfa che scorre…non è venuto in mente anche a te "l’essenziale è invisibile agli occhi"? Credo anche che gli anziani di oggi abbiano una capacità maggiore di noi di vedere e apprezzare questo invisibile agli occhi perchè sono passati per esperienze molto forti e quindi possono contrapporre meglio il presente al passato : chi ha vissuto la guerra e la fame non si spaventa di fronte alle "carenze" dell’oggi perchè sa che può vincerle, mentre i più giovani che sono passati al contrario hano più difficoltà nel decodificare le cose…forse sono pensieri confusi e questo commeto si sta dilungando in maniera spropositata ma sto solo seguendo il flusso dei pensieri…

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  20. Refusi? ma dove?
    Comunque concordo: si ha piu’ da imparare dalle differenze che dalle similitudini, e’ una cosa che ho scritto spesso anche io Quindi… ben vengano!
    Si, in effetti nella poesia di Rondine si puo’ leggere anche questo, e’ vero. Mi sembrano due cose complementari, anzi… probabilmente ognuna delle due richiede l’altra per poter divenire.
    Credo pero’ – proprio per cercare il pelo nell’uovo – che l’epoca storica possa entrarci, si, ma relativamente: certo, chi ha vissuto la guerra ed e’ sopravvissuto ad essa, ha imparato molto, ma… la vita sa insegnare molto anche a chi ha vissuto periodi apparentemente meno drammatici.

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  21. ehehehe i refusi ci sono qua e là   Concordo con te sul fatto che la vita insegni sempre, dico solo che la lezione è più semplice quando le contrapposizioni sono nette : è più facile vedere il bianco se lo contrapponi al nero piuttosto che a una sfumatura molto tenue di grigio, ma questo non significa negare che il grigio esista e abbia una sua valenza…e poi la confusione contemporanea rischia di anestetizzare un po’ tutti : c’è confusione di ruoli, confusione di valori,confusioni su cosa sia "essenziale" e cosa no…aggiungici che sempre meno le persone vengono "addestrate" al pensiero critico , a farsi domande piuttosto che a credere a verità preconfezionate e questo certo non aiuta a capire cosa sia l’essenziale…così è facile che come falene attratte da una luce si perdano dietro falsi miti …mi viene in mente un saggio che ho letto ultimamente sull’argomento "L’epoca delle passioni tristi" in cui si spiega che la società conteporanea (l’analisi riguarda soprattutto i giovani) non sia caratterizzata più dal’ottimismo del futuro che c’era un tempo…che lettura del presente pensi che si possa fare?

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  22. c’è sempre da scegliere in definitiva ma ora..forse non mi va..ho voglia di una sigaretta..di rimarcare orizzonti..ho voglia di mare di quello spicchio di sole..che deve tornare a spuntare.. Con questo augurio nel cuore mi appropinguo a festeggiare la notte più magica dell’anno..buon 2010
     

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  23. x Dorame: chissà perché si crede comunemente che un tempo si stesse meglio Davvero pensi che quando la gente doveva spezzarsi la schiena lavorando nei campi dall’alba al tramonto avesse il tempo di dedicarsi al "pensiero critico"? Pensi che non fossero condizionati come noi, seppure con metodi diversi (pensa a quanto fosse potente la chiesa nel medioevo)? E l’istruzione? Oggi siamo ignoranti, è vero, ma… nei secoli scorsi eravamo davvero più istruiti? La media del popolo era più istruita? Aveva l’accesso alle informazioni come le abbiamo oggi?
    Un tempo ben poche persone si facevano domande, e i liberi pensatori erano merce più rara di oggi. Ma… noi dobbiamo sempre lamentarci di come stiamo, e allora andiamo alla ricerca di epoche che supponiamo migliori delle nostre, dimenticandoci che pochi stavano bene, ma la grande maggioranza aveva solo a tempo per sopravvivere…
    Fiducia nel futuro? Mah… se ricordo i miei genitori o i miei nonni… non mi pare fossero più ottimisti

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  24. x Anne: eheheh spesso è quando sono spronate che le persone danno il meglio di sé!

    x Piero: bravo Piero, concordo con il tuo "riassunto in una riga"

    x Carezzadiluce: benvenuta, prima di tutto Bé, c’è un tempo per ogni cosa… per accendersi una sigaretta (non io che non fumo ), per attendere il mare, per festeggiare… In fondo anche tutte queste cose, se fatte con consapevolezza, sono "vivere la stagione presente"
    Buon 2010 anche a te

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  25. Uhm… dunque…
    Il termine xian 仙人 (o xianren o il più moderno shenxian) , è un sinogramma composto dalle parole persona (人) e montagna (山) e che viene generalmente tradotto come immortale o santo taoista. Lo si trova menzionato nel Tao Te Ching, nello Zhuangzi e in numerosi testi taoisti del periodo dei regni combattenti. Il termine designa esseri mitologici dai poteri sovrannaturali la cui residenza è solitamente collocata in un luogo altrettanto mitico, le grotte celesti o terre della felicità o ancora isole mistiche (洞天福地 dòng tiān fú dì). Lo stato di immortalità è ciò a cui ambiscono le pratiche taoiste, accessibile attraverso pratiche spirituali. Nel Taoismo moderno la nozione di immortalità è andata evolvendosi, perdendo le connotazioni favolistiche e andando ad identificare queste creature con il termine shenxian (神仙), spirito immortale. L’obiettivo del taoista è dunque quello di raggiungere l’immortalità spirituale.

    Ho copiato!

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  26. Ero vittoriosa dei miei 20 anni
    ero aggressiva dei miei 30 anni
    ero matura dei mie 40 anni
    sono felice di miei 50
    serena dei miei 60 (se ci arrivo)
    impaurita dei miei 70 (sempre se ci arrivo) per l rincoglionimento che pare sia una sindrpome genetica familiare.. e già accuso i sintomi!

    Buon anno!

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  27. La poesia bellissima e la tua analisi: stupefacente!
    Una considerazione vorrei fare che esula un po’ dal discorso. In questa società sempre più alla rincorsa della produzione, chi economicamente viene considerato un peso, automaticamente viene emarginato. Penso gli anziani alle volte soffrano di questo, il fatto di non essere troppo considerati, eppure portatori di tanta conoscenza. Una volta erano appunto i saggi. Ma non vorrei allungarmi troppo nel discorso. Ho aprrezzato moltissimo quanto hai scritto Wolf – come sempre del resto.

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  28. Beh credo che la paura di dilungarmi troppo nn mi abbia fatto spiegare bene: sono convinta che quello che dici sia vero sulla opportunità di accedere alle conoscenze e su tutti i vantaggi del mondo odierno…rispetto al passato non ho detto che "si stava meglio" solo che era più facile compredere i rapporti di causa effetto. Prendi proprio l’esempio del lavoro nei campi : magari ci si spezzava la schiena ma poi c’era un risultato per lo sforzo. Oggi tante volte ci si trova di fronte a sacrifici immani che poi non pagano, e questo crea una certa sfiducia.In questo senso si è perso "l’ottimismo del futuro". Gli autori di cui ti parlavo prima (Benasyag e Schmit se ti interessa) osservano come da un "futuro-promessa" si sia passati nella considerazione dell’oggi in un "futuro minaccia". Un ragazzo che intraprendeva gli studi, ad esempio, lo faceva con un orizzonte di realizzazione di potenzialità , se studiava per fare il medico sapeva che prima o poi l’avrebbe fatto, ne aveva quasi la certezza poi chiaramente non tutti diventavano luminari, ma immagina che differenza c’era nell’affrontare l’oggi con un punto di vista pieno di speranze. Oggi si studia per "difendersi" : così devi diventare il migliore per fronteggiare una "guerra" in cui vince chi è più forte e si studia sperando di non essere un perdente.Non credi che sia molto diverso e che questo possa pregiudicare il giudizio anche sul presente? Un altro esempio può essere il matrimonio.Una volta ognuno decideva credendo che sarebbe durato per sempre, poi magari non era così, ma sicuramente non era un possibilità considerata a priori.Oggi invece senti sempre più spesso dire "se non va bene posso anche divorziare", cosa che da una parte ci rende più liberi ma dall’altra ci fa già considerare un’ipotesi realistica, ma sicuramente non ottimista.C’è sempre in ogni epoca chi riesce ad adattarsi e a trovare la maniera di vivere bene nel suo tempo : sono quelli che diventeranno come i novantenni che tu descrivi, ma aumenta secondo me il numero di quelli che non saranno così e questo perchè questo mondo così complesso fornisce tante informazioni ma non sempre la capacità di decodificarle, di sceglierle, di assimilarle.Benvengano queste discussioni che mettono il moto il pensiero ! Scusa la lunghezza, spero di esser stata più chiara…e poi quando una discussione mi interessa mi faccio prendere la mano!

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  29. Molto bella, l’ho sentita in sintonia con me. Brava l’autrice e sono d’accordo con la tua recensione :- )  … Buon Anno Lupo.
    Acquamarina

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  30.  Il rapporto affettivo, come indichi te, e’ ovviamente importante ma… escluderebbe tutte le persone che di un tale rapporto non godono, e questo non lo voglio ..

    Carolupacchiotto, hai ragione
    il fatto è che lo trovo talmente ingiusto e impossibile che ci siano persone che possono godere dell’affetto di qualcun altro,.. che preferisco pensare sia possibile per tutti ^ __ ^

    colgo l’occassione per farti gli Auguri, perchè domani tra il lavoro in ufficio e il corro corri generale.. non so se riuscirò a passare

    ti auguro serenità e spensieratezza, Buon 2010 a te e ai tuoi cari

    un abbraccio e un bacetto

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