Se si sono estinti i dinosauri…

… mi posso estinguere anche io 😉

Certo, sarebbe bello riuscire a prenderla così sportivamente, eppure è proprio così che bisognerebbe pensarla.

Ebbene sì, sto proprio invecchiando. Se tenessi un calendario con i miei acciacchi, davvero difficilmente ci sarebbe un giorno libero 😀 E va bene che, sinora, non è mai stato nulla di serio.

Fino a non molti anni fa mi era raro avere disturbi, così raro che mi preoccupavo subito poiché non ero uso ad averne. Poi… ci si abitua, ed è brutto ammetterlo. Tra l’altro ricordo di aver letto non molto tempo fa’, che il vero calo fisico si ha proprio tra i 40 e i 50. D’altronde basterebbe vedere quando gli sportivi terminano la loro attività, almeno quella agonistica, per rendersene conto.

Gli scorsi due giorni, dopo dieci giorni di riposo per un dolore forte e persistente alla spalla sinistra – già disastrata per un incidente occorsomi dieci anni fa’ – ho ripreso a fare un po’ di attività fisica (yoga a parte, almeno quello spero di continuare a farlo ancora a lungo).Quando sono arrivato alle “aperture laterali” con i manubri (si sta in piedi e si sollevano le braccia lateralmente tenendo in mano dei pesi – i “manubri”, appunto) ho dovuto togliere tutti i dischi e usare i supporti “vuoti”… insomma, diciamo 2 chili per parte. Venti giorni fa’ usavo 8+2 chili per parte. Ovvero dieci 🙂

Ciò non è importante, va da sé, però va’ tutto di pari passo 😉

Comunque, tornando ai dinosauri, tutti noi pensando a loro li immaginiamo come creature enormi ma “scadenti”, un passo indietro nell’evoluzione, per questo si sono estinti.

Invece no. I dinosauri rappresentavano all’epoca il top del regno animale. Erano molto evoluti e certamente molto più potenti di noi. Se non fosse stato per la meteora che casualmente colpì la terra, saremmo riusciti ad evolverci a spese loro? … non credo. Anche se non posso averne la riprova.

I dinosauri erano i dominatori indiscussi del pianeta e l’uomo, che si è da sempre creduto così superiore, la specie eletta, sarebbe stata con ogni probabilità una comparsa secondaria.

Ognuno di noi difficilmente riesce a pensare ad un mondo senza di lui… ma se si sono estinti perfino i dinosauri… 😉

 

Rispettare le età della vita – con uno scritto di W. Timothy Gallway

rosaQuando piantiamo una rosa, notiamo che rimane assopita per lungo tempo nel seno della terra, ma nessuno osa criticarla, dicendo “non ha radici profonde”, “manca di entusiasmo nel suo rapporto con la campagna”. Al contrario, la curiamo pazientemente, con acqua e concime.
Quando germoglia la nuova piantina, nessuno pensa di condannarla perché fragile, immatura, incapace di rallegrarci immediatamente con le rose che stiamo aspettando. Al contrario: ci meravigliamo per il processo della nascita delle foglie, seguito dai boccioli e, il giorno in cui spuntano i fiori, il nostro cuore si riempie di gioia.
Eppure, la rosa è rosa dal momento in cui mettiamo la talea nel terreno fino all’istante in cui, trascorso il suo periodo di splendore, finisce per appassire e muore. A ogni stadio che attraversa – talea, germoglio, bocciolo, fiore – esprime il meglio di sé.
Anche noi, nella nostra crescita e nel nostro continuo mutamento, passiamo per vari stadi: dovremmo imparare a riconoscerli, prima di criticare la lentezza dei nostri cambiamenti.

W. Timothy Gallway


Commento di Wolfghost: quanti di noi non sono stati o non sono capaci di accettare le diverse fasi della propria vita? A partire dai ragazzi, dagli adolescenti, che non vedono l’ora di crescere per poter essere indipendenti, per finire a chi si vede entrare negli “anta” o arrivare all’anzianità e alla vecchiaia, chi, insomma, non sa invecchiare.
A parte che l’alternativa all’invecchiamento è ben peggiore, comunque l’avanzare dell’età è qualcosa che, almeno ancora per queste generazioni, non si può evitare, quindi meglio accoglierla con ciò che di buono ha da portare e… dimenticare ciò che di buono si porta purtroppo via.
Ogni età ha le sue cose buone e le sue difficoltà da superare. La vecchiaia porta acciacchi a volte molto dolorosi e apre la strada, purtroppo, a malattie serie. Porta però saggezza e “libertà” dalle necessità delle età precedenti; una… lentezza che permette di godersi le piccole cose che la vita offre. La gioventù, come a volte i passaggi d’età importanti, porta confusione, difficoltà psicologiche nella ricerca della propria strada e dimensione, ma anche la possibilità di costruire il proprio futuro con le proprie scelte e, naturalmente, l’energie per farlo.
I passaggi intermedi, per così chiamarli, non sono da meno: ognuno di essi porta profondi cambiamenti nelle nostre vite, cambiamenti che spesso non sono semplici ne facili da accettare e sostenerle. Ma per chi vuole vedere, esso porta anche il ricordo dei successi ottenuti e la responsabilità delle scelte che ancora si devono affrontare.
Bisogna avere comprensione e rispetto per tutte le fasi della vita, anche perché, sperabilmente, ognuno di noi sarà presto o tardi tenuto ad affrontarle tutte.

alberi

Il frutto della stagione nuda – una poesia di piccolarondine

Riecco dopo lungo tempo un pezzo scritto da un altro (un’altra, in verita’) blogger: piccolarondine, sul suo omonimo blog piccolarondine 🙂


 

Il frutto della stagione nuda
By:
piccolarondine
Blog:
piccolarondine

Il mio sfiorire lento

è come l’albero

perde le sue foglie

ma scorre linfa dentro.

Anche dai rami spogli

il passero cinguetta.

E’ d’Essenza il frutto

della stagione nuda.

Rondine

 

 


Commento di Wolfghost: personalmente ho trovato questa poesia di grande impatto 🙂 Avevo appena commentato un post sul tempo che scorre inesorabile in un post di Azalearossa (azalearossa1958.splinder.com/post/21951928#comment), scrivendo come l’alternativa all’alternarsi delle stagioni della nostra vita, ovvero all’invecchiare perdendo la giovinezza, sia… ben peggiore dell’invecchiamento stesso: la morte prematura. Senza saperlo, come ricordatomi da Azalea, stavo citando Maurice Chevalier: “La vecchiaia non è così male, se considerate l’alternativa.” 🙂
Recentemente ho avuto a che fare, di nuovo dopo tempo, con persone anziane, intorno ai 90 anni, e… le ho trovate sveglie, simpatiche… letteralmente da pensare “Ci arrivassi io cosi’!” 😛 Certo, forse il ricordo dei miei genitori, l’identificazione con essi, ha aggiunto qualcosa in piu’, ma… non troppo 😉
Credo che quanto sto scrivendo sia un qualcosa frutto dell’eta’, delle esperienze, delle perdite subite, delle paure passate… Della, in buona sostanza, presa di coscienza che non vivremo per sempre. Una presa di coscienza vera, colta col cuore, con l’anima, non razionalmente appresa. C’e’ differenza, e molta. Credo che molti tra di voi capiscano… altri invece saranno convinti di capire, ma forse dovra’ passare ancora tempo (ed e’ bene per loro) prima che tale consapevolezza giunga nel loro cuore.
Credo che, per chi ha la fortuna di viverle tutte, ogni stagione della vita abbia un suo particolare fascino, fatto di caratteristiche diverse e che non possono essere anticipate o posticipate.
Chi e’ giovane pensa e fa cose che gli anziani non pensano e non fanno, non nella stessa maniera almeno; ma anche chi e’ anziano puo’ godersi cose della vita di cui i giovani, presi dalla loro frenetica quotidianita’ (e lo e’ sempre, se paragonata a quella di una persona anziana), non godono o non sanno ancora godere.
In mezzo, tutte le altre stagioni, tutte le sfumature e i passaggi.
C’e’ sempre da imparare da spontaneita’ e saggezza, indipendentemente dall’eta’ nostra e del nostro interlocutore… se sappiamo e vogliamo ascoltare. C’e’ un modo diverso, eppure ugualmente pieno, di guardare alla vita. C’e’ o ci puo’ essere almeno. Poi esiste il giovane che puo’ essere incapace di godere della propria gioventu’ e l’anziano troppo preso dal passato per riuscire a riscoprire e apprezzare del suo presente.
Ma questo non cambia la sostanza di “cio’ che puo’ e dovrebbe essere”.
Ecco, io credo che questo e molto di piu’, Rondine sia riuscita a dirlo in una poesia di poche righe 🙂

Il frutto della stagione nuda