L’ottimo è nemico del bene

Ricordate che qualche post fa’ (Massime storiche: guidare con il freno tirato) vi parlai di un mio vecchio capo che tutti odiavano almeno un pochetto ma che aveva uscite e citazioni geniali? 🙂 Ecco, questa era un’altra delle sue preferite e… obiettivamente l’ho fatto parecchio mia io stesso 😉
Che vuol dire?
Bé… poniamo che “mettiate in cantiere un lavoro”, non necessariamente di ufficio, eh, “lavoro” è per modo di dire: potrebbero anche essere le pulizie di casa, un progetto di viaggio, come trascorrere il prossimo weekend, prepararsi per un esame, perfino la scelta di un nuovo impiego o di un partner, o ancora… bé, un sacco di altre cose! 😛
Iniziate a ponderare in quale modo partire, raccogliete informazioni, studiate le strade migliori per affrontarlo, la via più pratica e più veloce, e raccogliete, raccogliete, pensate, pensate… o forse lo portate effettivamente avanti ma, poiché non vi soddisfa mai, cercate in continuazione di migliorarlo, ha sempre qualcosa che non va, c’è sempre “quel particolare che…”, “quella sbavatura che potrebbe…”. Insomma, volete l’ottimo.
Così, alla data della scadenza ancora vi affannate e preoccupate perché niente è pronto, o almeno così vi sembra! 😐 Oppure arrivate a fine giornata che… non avete concluso nulla. Succede anche a voi, almeno qualche volta? 😉
Ecco… in qualunque di questi casi quel mio vecchio capo vi guarderebbe e vi direbbe “X, ricordati che l’ottimo è nemico del bene!”. Ovvero, se aspettate di arrivare alla perfezione, in voi stessi, nel vostro lavoro, o negli altri, se siete decisi a non muovervi fino a quando non sarete certi di avere successo al 100%… bé, siete probabilmente prossimi a distruggere qualcosa che quasi certamente avrebbe funzionato… bene 😉

mmm… adesso che ci penso… non c’era un vecchio adagio popolare che diceva “Chi troppo vuole, nulla stringe?” 😐

minitowers - Byan Berg

 

0 pensieri su “L’ottimo è nemico del bene

  1. Per una volta sono anch’io come quel tuo capo (in minigonna :-D). A un certo punto, infatti, bisogna semplicemente fare!
    Nel senso, appunto, di darsi una mossa, rinunciando alla perfezione che per definizione non esiste.
    Vale anche per i post 🙂

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  2. Quando si dice la combinazione!!!!

    Sai che ho scritto oggi?
    “Se qualcuno ti rimprovera che il tuo lavoro non è fatto in modo professionale, ricordagli che l’ara di noè è stata costruita da dilettanti, il titanic da professionisti.”

    Direi che è ottimo come insegnamento, no? :)))

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  3. Bene direi che siamo tutti d’accordo 😀

    x anne: eheheh assolutamente! Vale anche per i post! ;)))))

    x Julka: d’accordo sulle parole… e sul vestitino ;D

    x luce: ciao cara 🙂 Gia’… ma a volte ci distraiamo e ci cadiamo anche noi… o no? 😀

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  4. x yasmine: appunto, dato che non esiste… inutile perdere tempo ed energie 😉

    x Anna: ah, certo… se poi tendere alla perfezione vuol dire essere musoni (anche se non credo sia proprio sempre cosi’), certamente meglio essere un po’ meno… precisi ;)))

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  5. ..condivido pienamente ciò il tuo capo sostiene..

    primo perchè anche quando tutto sembra perfetto succede sempre qualcosa che lo rende imperfetto e spesso quella imperfezione..
    rende migliore tutto il contesto…

    poi io sono casinista per natura,come potrei mai mirare al perfetto??

    un abbraccio ..

    m.

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  6. eh si, chi troppo vuole nulla stringe e alla fine si ritrova con nulla in mano;)

    sembra quasi tutto sempre “ad un passo dal possibile”…magari il “possibile” ci sarebbe già, ma quella persona non si decide mai a fare quella cosa che ha in mente perchè ripensandoci trova sempre qualche piccolo particolare che non è perfetto…:)

    non so, forse bisognerebbe cogliere l’attimo, in ogni circostanza…mah

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  7. x m.: ahahah hai ragione, inutile mirare alla perfezione, esiste la legge di Murphy! ;D

    x morellina: diciamo che bisogna cogliere l’attimo quando questo vale davvero la pena di essere colto 😉 Per il resto, per cio’ che magari cosi’ importante non lo e’… un po’ di disattenzione ci puo’ anche stare! 😉

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  8. Beh pur non essendo un ottimista nel senso più comune del termine devo ammettere che spesso tendo anch’io al perfezionismo….in effetti è un guaio…rischi di non fare mai nulla nell’attesa della cosa giusta nel momento giusto con la persona giusta ecc…..allora mi sento di aggiungere una frase celebre “L’uomo non è altro che ciò che si fa” Jean Paul Sartre (non quello che “pensa” di fare alla perfezione)

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  9. …uno dei motivi per cui non mi sono ancora laureata…il credere di non essere mai abbastanza pronta per l’esame, a cui, ovviamente, non mi presenterò…!!! Ma questa frase mi fa riflettere, grazìnde il tuo capo!!! :)!
    Ciaooooooooooooooo, Taenia
    p.s. al lavoro va più o meno uguale…settimana prossima sono in trasferta, per fortuna in un paese qua vicino…almeno cambio aria!

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  10. x Sylvia: certo, Sartre ha ragione (non che avesse bisogno della mia approvazione, eh! :D), anche perche’ cio’ che crediamo di essere si dimostra essere lontano dalla realta’ guardando cio’ che facciamo 😉

    x Taenia: ahahah anche io faccio spesso queste fusioni tra parole “contigue” 😀 Ricordo che una volta inventai (senza volerlo ovviamente) il “Pizzorante”, ovvero la Pizzeria-Ristorante 😀
    Comunque si’, e’ un peccato. E se l’esame lo dai lo stesso? Al limite se non lo passi o non ti soddisfa il risultato puoi ridarlo, no? 🙂

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  11. …grazie delle bellissime paeole che mi hai lasxiato dolce amico…leggendo questo tuo post ho pensato alla “pagella” che ho appena preso al lavoro…le mie colleghe hanno preso ottimo…ed io appena bene…dalle tue parole mi sono rincuorata,,,a livello lavorativo unvece che devo dirti…una carezza grande alla tua anima…spero di sentirti presto…ciao giò

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  12. x Giò: ciao, che piacere rileggerti! 🙂 Sulla vita lavorativa a volte influiscono fattori a noi estranei, poco o nulla controllabili. Non ti abbattere e non ti arrendere, la prossima volta andrà meglio! 😉

    x donnalupa: grazie, buonanotte cara 🙂

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  13. Titos Patrikios
    Tra tutta questa morte che è venuta e viene,
    guerre, esecuzioni, processi, morte e ancora morte
    malattie, fame, fatalità fatali,
    amici e nemici assassinati da sicari,
    stroncature sistematiche e necrologi pronti,
    la vita che vivo è quasi un dono.
    Un dono della sorte, se non un furto della vita altrui,
    perché la pallottola a cui scampai non andò a vuoto
    ma colpí l altro corpo che si trovò al mio posto.
    Cosí, come un dono immeritato, mi fu data la vita,
    e tutto il tempo che mi resta
    è come se mi fosse stato regalato dai morti
    per narrare la loro storia

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  14. x Julka: considerando che potremmo anche non esserci, la vita e’ sempre un dono. Certo che quando poi qualcuno se ne va’ al posto nostro…

    x Lianne: eheheh purtroppo i mici li rivedro’ stasera, gli daro’ il “buona sera”, va bene lo stesso? 🙂

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  15. Bella Sissy… nella foto, perche’ la mia e’ Sissi, con la “i”! 😦 😀
    Comunque no, il castello e’ di un tipo famoso, un certo Byan Berg che e’ esperto in castelli di carte 😉
    Vedi? Noi ci preoccupiamo di non fare castelli di carta e… c’e’ chi ne ha fatto il suo motivo di vita! 😀 C’e’ una lezione anche in questo, vero? 😉

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  16. Si, e’ un po’ il concetto buddista dell’impermanenza, vero? 😉 Alcuni ci si perdono in questo concetto, altri invece lo usano per vivere appieno, con consapevolezza, il piu’ possibile della loro vita 🙂

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  17. x Gio: certamente non la semplifica 🙂 E’ vero che non si puo’ sempre cercare di farne a meno (ad esempio se uno e’ un ingegnere nucleare…), ma molto spesso gioverebbe “taking it easy” 😉

    x leggerevolare: ah, si’, e’ vero… anche se tu stessa metti quel “a volte”. Altre volte invece e’ solo una… fissazione 🙂

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  18. oh, no. Certi esseri umani sono più implacabili della morte stessa. Non ho le tue certezze relativamente al “non esserci prima e al non esserci dopo”. Mi sorprende sempre che si possa affermare ciò con un simile grado di assoluta certezza, quando non abbiamo alcuna certezza e anche la filosofia e la scienza non forniscono risposte per un gran numero di quesiti. Il dubbio che dopo la morte possa esistere qualcosa dovrebbe far tremare le vene dei polsi e togliere il sonno. Un po’ come accadeva ad Amleto. Ma il mondo contemporaneo considera il mistero e il dubbio come fastidiosi pensieri da rimuovere per non turbare la calma imbecille e lo shopping delle masse telecomandate.
    Grazie comunque per le tue gentili e puntuali osservazioni.
    cari saluti,
    A.

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  19. sì, credo.
    anche perchè saper fare i castelli in aria – o di carte, cambia poco – non è attività d niente…. bisogna saperli fare ad arte!
    c’è gente chesi è specializzata in quest'”arte”…
    buon weekend lupetto!

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  20. x Anna: grazie cara 🙂 A me fa un po’ impressione questa figura che, con testa e braccia, sbuca dal nulla 😮 A te no? 🙂

    x A.: no, nemmeno io le ho… per fortuna! 😀 Ricordo che volevo scriverlo in aggiunta al commento, ma forse, nella foga della scrittura, me ne sono poi dimenticato 🙂
    Pero’ devo aggiungere che credo che sia il dubbio che NON esista qualcosa dopo la morte a far tremare le vene dei polsi e togliere il sonno, e questo porta come logica conseguenza la ricerca dell’aldila’ non per vera convinzione, ma piuttosto a fini consolatori. Ecco, questo e’ cio’ che assolutamente voglio evitare 🙂 Se un giorno credero’, credero’ davvero, non perche’ avro’ paura che “dopo” non c’e’ nulla 🙂
    Non sono invece d’accordo sul mistero e il dubbio; basta vedere la massa di programmi TV (ma anche libri, attivita’ di gruppo, …) che parlano di misteri e spirito – anche se spesso un po’ di “bassa lega”, per rendersi conto che in realta’ di questi argomenti la gente avra’ anche paura, ma li cerca eccome.
    Un caro saluto anche a te 🙂

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  21. mmmmh…
    un detto che per me sarebbe devastante, visto che tendo non dare mai tutto me stesso… infatti faccio parecchio cose. Bene? mah e poi mah!
    grazie per essere passato a trovarmi da vecchio amico 🙂

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  22. x Davide: be’, penso che sia una questione di bilancio: se a te sta bene cosi’, evidentemente tu metti nelle tue attivita’ quanto necessario affinche’ funzionino, preferendo poi riversare cio’ che ti rimane nelle altre, piuttosto che “sprecarlo” alla ricerca della perfezione.
    In effetti… potresti essere la personificazione del detto stesso! 😀

    x Anna: eheheh grazie cara 🙂 A te… buona digestione? 😀

    x amaranta: personalmente nulla mi spaventa di piu’ del… niente 🙂
    Ma ognuno e’ fatto a modo proprio, suppongo 🙂

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  23. Non sono sicura che sia una buona massima….
    La ricerca del meglio è quella che ci porta sempre un po’ più avanti verso nuove esperienze. Ci si interrompe solo quando è evidente che più di così non si puo osare perchè i mezzi, le capacità e tutte le risorse di cui disponi sono esaurite. Ciao :-))

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