Se questi sono uomini! Che vergogna!

Stasera avevo pronto un brevissimo racconto, ma prima di pubblicarlo ho messo alcuni annunci su adottauncucciolo e… uno di questi mi ha letteralmente sconvolto e schifato!

Capiamoci: so anche io che ci sono persone e bambini che muoiono nel mondo tra l’indifferenza di molti (in qualche modo ho anche parlato di loro qua: Davvero l’intervento armato non serve mai?), non sto certo sostenendo che gli animali siano piu’ importanti, ma quando leggo certe cose… giuro, ringrazino questi signori che al potere non ci sono io, altrimenti li’ ci sarebbe gia’ l’esercito, altro che storie!
Anche questi per me dovrebbero essere considerati crimini contro l’umanita’, perche’ l’umanita’ tutta, di fronte a questo schifo, viene colpita e ridicolizzata nei suoi valori primari.

Chi sostiene di far parte del genere umano, non puo’ non provare un motto di disgusto e orrore…



SCEMPIO in Prov di CATANIA-MADRI AVVELENATE, CUCCIOLI ORFANI

CHIEDO AIUTO A TUTTI VOI, CHIEDO AIUTO ALLE ASSOCIAZIONI E AI PRIVATI, ANTONELLA,SIMONA E LE ALTRE POCHE VOLONTARIE CHE OPERANO A CATANIA E MESSINA NON RIESCONO PIU’ A GESTIRE DA SOLE LA SITUAZIONE.
FINO A IERI POMERIGGIO ERANO QUATTRO LE CUCCIOLATE RIMASTE ORFANE… OGGI IL NUMERO E’ GIA’ CRESCIUTO.
CHIUNQUE VOLESSE AIUTARLE, METTENDOSI UNA MANO SUL CUORE LO FACCIA SUBITO.
ADULTI E CUCCIOLI MASSACRATI DA PERSONE CHE NON SONO DEGNE DI ESSERE CHIAMATI UOMINI.
E’ UNA VERA E PROPRIA GUERRA DOVE LE VITTIME NON HANNO VOCE.
SENZA L’AIUTO DI TUTTI VOI SONO ANIMALI MORTI.

SI CERCANO STALLI PROVVISORI, SI CERCANO ASSOCIAZIONI CHE ANCORA UNA VOLTA ABBIANO LA FORZA DI AIUTARLE.
NON VOLTATE LE SPALLE, NON SPERATE CHE TANTO CI SARA’ QUALCUN ALTRO AD AIUTARLI…
OGNI CANE RECUPERATO E’ UN CANE CHE CONTINUERA’ A VIVERE.

PER AIUTI ,PROPOSTE, OFFERTE DI STALLO:
MIAOMIAO79@HOTMAIL.IT
TEL.347.7038074

GRAZIE PER TUTTO CIO’ CHE RIUSCIRETE A FARE.

GIOVANNA


In allegato le foto dello scempio avvenuto a Catania questo weekend.

Di seguito uno degli articoli sull’argomento, pubblicato su un giornale locale.
Si sta procedendo a tutte le azioni del caso.

Giro le foto per far sapere a tutti di questa VERGOGNA !!!!…sperando che non ci saranno altre vittime….si parla di circa cinquanta morti.

Chiedo AIUTO per i pochi superstiti….PER FAVORE offriteci STALLI per non farli finire cosi’….si tratta sia di adulti, ma molto spaventati….anche non si e’ riusciti ancora a prenderli, che di cuccioli indifesi …..HANNO LE ORE CONTATE…lo spazio e’ disseminato di veleno.

Grazie,

per info o proposte o aiuti chiamate 347/7038074 oppure miaomiao79@hotmail.it

 



LA SICILIA CATANIA

1 MARZO 2009

Soltanto nella giornata di ieri scoperte 10 uccisioni
«A Pedara stanno avvelenando tutti i cani randagi»

Giovanna Quasimodo

Pedara (CT) – In tutto il territorio di Pedara, da Tardaria fino al confine con Nicolosi, da tre settimane è in atto una vera e propria strage di cani randagi, animali inoffensivi e accuditi dai volontari della Lega Nazionale del cane e da alcune altre associazioni che operano in difesa dei diritti degli animali nella zona.. Solo nella giornata di ieri i «cadaveri» ritrovati sono stati dieci e tra questi c’erano alcune cagne che stavano allattando i loro cuccioli.
Tra gli animali morti, anche alcune femmine che erano state sterilizzate dai veterinari dell’Asl in virtù di una convenzione stilata tra la Lega e il Comune di Pedara. Grazie a questa convenzione, per arginare il fenomeno del randagismo, vengono sterilizzate in media una/due cagne a settimana.
Bava e sangue che fuoriescono dalla bocca di questi poveri animali trovati senza vita tradiscono inequivocabilmente la causa mortis: l’avvelenamento, appunto; tuttavia, prima di presentare una denuncia circostanziata (affinché la denuncia stessa venga presa in considerazione dalle forze dell’ordine e dalla Procura della repubblica), i volontari presenteranno sia il rapporto sanitario di un veterinario sia le risultante dell’autopsia che sarà eseguita su alcuni corpi dagli specialisti dell’Istituto zooprofilattico di
Catania.
Qualche giorno fa, nei pressi del Centro cuore Morgagni di Pedara alcune persona hanno fatto una scoperta molto macabra: in una cassetta di legno, piena di pezzi di carne avvelenati, c’era una cucciolata di cagnolini morti, che sono stati fotografati per corredare in maniera più precisa la denuncia che si sta approntando.
Evitando di ricorrere ad argomentazioni pietistiche o di contenuto etico, che pure sono valide, occorre fare presente che atti di crudeltà di questo tipo sono intollerabili e indegni di un Paese che si dica civile e vanno combattuti e perseguiti così come impone la Legge.. E tutte le forze dell’ordine sono abilitate, anzi obbligate, a intervenire nel caso di denuncia o segnalazione, così come avviene per qualsiasi altro reato.

cani avvelenati

Un po’ di Wolf… i miei animali: Natalina

Natalina 1Era la notte di Natale, mio nonno paterno era appena morto e noi stavamo tornando mestamente dall’ospedale. Arrivati all’ultimo piano del palazzo settecentesco nel quale abitavamo, trovammo una sorpresa: sul pianerottolo davanti alla porta di casa un esserino con becco e ali ci stava apparentemente aspettando  🙂
Inutile dire che mio padre la volle vedere come un segno di suo papà, appena scomparso, e la raccolse con grande attenzione. La curammo e crescemmo, divenne presto una di famiglia. Assomigliava parecchio al colombo mostrato nelle immagini del post.

Il suo posto era un angolo, un po’ appartato, della grande cucina. Quando la sera spegnevamo la luce per ritirarci nelle nostre stanze, lei saltava giù dal suo "trespolo" e si incamminava per il pavimento del corridoio per venire da noi: non le piaceva stare da sola, al buio  😉 Era bello vederla spuntare con il classico andamento caracollante dal nero di quel lungo corridoio 🙂 Sinceramente… a volte le spegnevamo la luce apposta! ahahah 😀

Per un certo periodo convisse con Natalino, un altro colombo che avevamo raccolto, ma lui era scorbutico e poco dopo essersi ripreso se la svignò alla prima occasione 😉

Quando fummo sicuri che stesse bene e fosse in forze, iniziammo a lasciarla libera, permettendole di uscire dalla porta-finestra della cucina, ma… lei tornava sempre, aveva perfino imparato che se sbatteva contro le finestre chiuse le aprivamo e poteva entrare a mangiare 🙂 Era diventato il suo modo di bussare.
Un giorno arrivò seguita da altri colombini che, ovviamente, ritenemmo essere i suoi piccoli (non so se fosse vero, ma non importa :-P).

Purtroppo dopo qualche anno mio padre ricevette lo sfratto e, sebbene avesse potuto stare lì ancora per un pezzo, decise di lasciare subito quella grande casa con terrazzo dove io vissi i miei primi 23 o 24 anni di vita, nascendo letteralmente sul tavolo della cucina (almeno così mia madre sosteneva) e dove vari animali, tra i quali Kit, gli scoiattoli giapponesi e altri, si erano alternati, incrociando a volte il loro cammino.

Non so che fine abbia fatto abbia fatto Natalina. Ad occhio doveva già essere abbastanza vecchiotta quando lasciammo la casa, certamente era comunque indipendente, non veniva più spesso a "bussare" alla nostra finestra, non morì di fame per questo insomma. Ma… certo l’immagine di lei che picchiava alla finestra senza che nessuno le andasse ad aprire, mi intristì a lungo…

Spero abbia vissuto ancora tanto e, chissà, magari qualcuno dei colombini che generò "centra" ancora la mia macchina con le sue cacchine quando passo da quelle parti! 😀

Per la cronaca, quando l’anno scorso venni a vivere nell’appartamento odierno, "sentivo" qualcosa di famigliare ma non capivo cosa fosse. Solo dopo parecchie settimane mi accorsi che il numero civico e l’interno corrispondevano perfettamente agli stessi numeri di quello ove ero nato (ovviamente la via è diversa! eheheh)… qualcuno avrebbe potuto interpretarlo come segno di rinascita 😉
Niente colombi però, solo gabbiani che Julius e
Sissi stanno ad osservare dalla finestra… con notevole interesse 😉

Natalina 2

Si può fare – Lodi alla Guardia Forestale e messaggio di buon 2009

Eccoci! A “blog unificati” (e non solo ;-)) voglio darvi il mio augurio di buon 2009 riportando una buon notizia che ormai già avrete sentito…

 



La Forestale sequestra allevamento-lager di cani

canile lager RavennaDenutriti, lasciati al freddo, nel fango e in condizioni igieniche precarie: in questo stato venivano tenuti oltre 250 cani di razza Pointer in un allevamento di Osteria, in provincia di Ravenna, sequestrato dagli uomini del Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali (Nirda) del Corpo forestale dello Stato a seguito di controlli.

I cani, fa sapere il Nirda in una nota, “erano detenuti in parte nell’allevamento vero e proprio e in parte presso una struttura adiacente all’abitazione del proprietario”, peraltro già denunciato in passato per maltrattamento di animali. In particolare, nel giardino adiacente all’abitazione del titolare dell’allevamento “il personale della Forestale ha trovato, oltre ai cani detenuti in condizioni precarie, anche numerose carcasse di animali, uccelli vivi usati illegalmente come prede per l’addestramento alla caccia, nonché, tra escrementi e pezzi di carne putrescente, alcuni gatti selvatici, cioè appartenenti a specie in via di estinzione e quindi protetti dalla Convenzione di Washington”.

Il Nirda ha disposto il sequestro preventivo della struttura e dei cani, che “verranno affidati a strutture specializzate, mentre i gatti saranno portati in centri di accoglienza per animali selvatici”.

29 dicembre 2008



Questo intervento della Guardia Forestale, primo nel suo genere in Italia, è arrivato in seguito alle continue denunce ricevute sul trattamento terribile a cui questi animali erano sottoposti.
Un grande grazie, dunque, alla Guardia Forestale, a tutti coloro che hanno avuto il coraggio e il cuore di sporgere denuncia e a chi, semplicemente, ha fatto conoscere e divulgato con ogni mezzo, internet incluso, questa assurda situazione.

Si può fare, cari amici, non pensiamo di essere troppo piccoli per poter contare qualcosa! Una voce da sola non arriva al vertice, ma può coinvolgere un’altra voce, che coinvolgerà altre voci e così via. E la voce di un popolo non potrà non essere ascoltata.

Questo è il mio messaggio per il nuovo anno: che ognuno di noi possa convincersi che anche il suo apporto, per quanto piccolo possa essere, contribuisce a creare una nuova coscienza civile, una società nella quale sia più normale aiutare il povero che cade, anziché far finta di non vedere, alzare la voce per proteggere una donna, un debole, un animale che venga minacciato, invece di girare la testa “di là” per timore di essere coinvolto, a denunciare misfatti e crimini vicini e lontani, piuttosto che pensare di essere troppo piccolo per poter fare qualcosa.

Tutte le grandi rivoluzioni, spirituali e materiali, non partono mai da “chi sa”, ma da chi ha il coraggio di parlare. Davvero si può fare! 😉


Si può fare

di Angelo Branduardi

Si può fare, si può fare, si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare puoi correre, volare.
Puoi cantare, puoi gridare , puoi vendere, comprare
puoi rubare, regalare , puoi piangere, ballare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.

Si può fare, si può fare , si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare . partire, ritornare.
Puoi tradire, conquistare , puoi dire poi negare
puoi giocare, lavorare , odiare, poi amare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.

Si può fare, si può fare , si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare , mangiare, digiunare.
Puoi dormire, puoi soffrire , puoi ridere, sognare
puoi cadere, puoi sbagliare , e poi ricominciare.

Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare , fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare , puoi prendere o lasciare
si può crescere, cambiare , continuare a navigare.

Si può fare, si può fare , puoi vendere, comprare
puoi partire, ritornare , E poi ricominciare.
si può fare, si può fare puoi correre, volare.
si può piangere, ballare, continuare a navigare.

Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare
si può fare, si può fare puoi chiedere, trovare.
Insegnare, raccontare puoi fingere, mentire,
poi distruggere, incendiare e ancora riprovare.

BUON 2009! 🙂
Wolfghost

 

Il blog cambia rotta…

Julius accanto al PCRieccoci così alla solita ora tarda, ormai è da troppo tempo che mi ritrovo a scrivere in piena notte e la stanchezza e il sonno iniziano a farsi pesanti. Perfino Julius, qua al mio fianco, inizia ad avere gli occhietti pesanti e sembra chiedermi “Ma che ci fai ancora in piedi?” 😛 Per fortuna tra poco avrò qualche giorno di festa e, seppure con qualche impegno già preso, spero di poter riposarmi un po’ 🙂
Come ho spesso avvisato, sia qui che sui blog amici, è un periodo molto intenso per me lavorativamente parlando, e tra l’altro arriva al termine di una serie di anni difficili, a tratti drammatici.
La mia vita è sempre stata un po’ ciclica: a periodi intensi, vissuti perennemente di corsa con grande profusione di tempo ed energie, se ne alternano altri che, apparentemente, mi servono per recuperare; periodi nei quali sento la necessità di ritrovare la calma, la serenità e, magari, qualche risposta ad antiche domande mai completamente risolte.
Non è un caso se proprio in questo periodo avverto un forte richiamo a pratiche che furono, molto tempo fa, un po’ i miei primi amori, come la meditazione e lo yoga, mentre andare in palestra – ad esempio – mi diventa alquanto pesante.
Ho profuso molto anche nel mondo dei blog, sia sul mio che “altrove”, e non vi nascondo che a volte ho proprio sentito di esagerare. I contatti si sono moltiplicati, sono divenuti centinaia, e tenerli è diventato sempre più difficile e oneroso anche per la concomitanza del boom lavorativo, sia in termini di impegno che temporali.
A volte mi interrogo sulla mia scelta di ampliare il numero dei contatti, piuttosto che mantenerne solo alcuni. Perché averne tanti, alla fine, significa o avere tanto tempo a disposizione, ed io non l’ho più, oppure non riuscire più a seguire nemmeno quelli maggiormente affini. E questo un po’ dispiace, ovviamente.
Tuttavia l’idea iniziale prevedeva l’intenzione di rendere il mio pensiero il più possibile aperto, in modo da avere la massima condivisione e il maggior numero di punti di vista possibile. In un certo senso è difficile capire se tale scelta sia più egoista o altruista. Molte persone si sono via via offese per questo, ma molte di più non sarebbero mai arrivate qua, e sono dell’avviso che è il cambiamento, il rinnovamento, la vera fonte della crescita. La “parola” che farà traboccare il vaso, che ci spingerà verso il definitivo cambiamento, può arrivare da chiunque ed anzi, in genere, io l’ho sempre ricevuta da chi non mi aspettavo o da chi nemmeno conoscevo.
Alla fine, comunque, è davvero difficile trovare la famosa “via di mezzo”.
Però ora sono stanco, ho desiderio di ridirezionare le mie vele verso temi più “intimistici”, un po’ come in fondo avevo anche scritto nel profilo di “Wolfghost” 🙂 Non ho nemmeno bisogno, infatti, di chiudere il blog – come va di moda fare – e aprirne un altro: mi basta riscoprire lo spirito con cui lo aprì nel settembre 2007. I miei post cambieranno, in corrispondenza di un cambiamento che è già in atto nella realtà (niente di drammatico: tutti cambiamo, la differenza è esserne o meno consapevoli). E, se avrò almeno un poco di tempo, cambierà probabilmente anche il template (ma questo non è importante).

Senza scordare l’impegno ulteriore preso al momento di fondare il blog parallelo www.adottauncucciolo.net che voglio, anch’esso, si evolva, non parlando più solo di adozioni ma anche riportando post informativi e, quando è il caso, di denuncia. Ricordo che al blog Adotta un Cucciolo chiunque può chiedere di partecipare, se ha acqua da portare in favore dei nostri piccoli amici animali.

Io non trattengo nessuno. Non mi sono mai offeso se qualcuno ha preferito “voltarsi altrove”, anche questo fa parte della visione pluralistica della condivisione. Magari è potuto dispiacermi, questo sì, ma fa parte del percorso. Spero onestamente che nessuno si offenderà se sarò meno presente, soprattutto “altrove”, come d’altronde, per necessità, è già avvenuto.
Ma… bé, voi non potete vedermi, ma ho appena dato un’alzata di spalle, perché, alla fine, se fare contenti gli altri significa rendere scontenti sé stessi… non è nemmeno più una vera scelta.
E se qualcuno non capisce… onestamente non so cosa farci. Il blog sta virando.

Come diceva un mio vecchio amico… Buona Vita a tutti, e – per chi ci sarà – a presto 🙂

Wolfghost

Cambio di rotta

 

Gedeone: un angelo con le sembianze da gatto

<< Il 20 ottobre 2007 tornando a casa dopo essere stata da un’amica mi accorgo per caso di un gatto magrissimo accucciato a testa bassa sul marciapiede di una via piena di villette familiari.

Mi avvicino e lui a fatica solleva la testa e inizia a miagolare pianissimo. Ha la bava che gli scende dalla bocca , un occhio è completamente chiuso e l’altro è chiuso dalla terza palpebra.

Suono subito ai campanelli delle case lì intorno per capire di chi sia questo gatto finchè una ragazza mi apre e mi dice che è di una famiglia che all’inizio dell’estate si è comprata un cane di razza pechinese e per l’occasione ha deciso di buttare fuori di casa il gatto, di razza siamese, che fino ad allora era stato trattato come un principino ma che ormai non serviva più.

Chiedo alla ragazza chi è che si occupa di dare da mangiare al gatto, lei mi dice che ogni tanto è lei che provvede a dargli qualche avanzo ma dubito fortemente che sia vero perchè il gatto è letteralmente pelle e ossa e completamente disidratato.

Mi dice che se lo prendo gli faccio un favore e che lei non può perchè ha già due gatti. Io che in quel periodo ne avevo quattro e facevo già fatica economicamente a farli vivere il meglio possibile mi chiedo comunque come possa, chi ha gatti e si presume quindi li ami, vedere ogni giorno davanti la propria casa un gatto ridotto in quelle condizioni e decidere di non fare niente perchè ne ha già due. Anche un piatto di avanzi al giorno sarebbe bastato per non farlo deperire in quel modo.

Ma la cosa peggiore, come se non bastasse, è che lei stessa mi dice che questo gatto qualche mese prima è stato investito ricevendo un fortissimo colpo alla testa che gli ha provocato probabilmente il problema agli occhi e anche una notevole difficoltà nel muoversi, e capisco sconvolta che anche in questo caso nessuno si è degnato di dargli una minima mano di aiuto portandolo dal veterinario.

Io decido di prenderlo subito senza neanche stare ad avvisare i padroni, che probabilmente per qualche forma malata di egoismo mi avrebbero anche impedito di farlo dicendomi che è il loro, e lo porto a casa dove con moltissima fatica finisce due ciotoline d’acqua e tenta inutilmente di mangiare qualcosa senza purtroppo riuscirci. Facendomi sentire malissimo perchè mi chiedo come possa reagire così un gatto a cui gli uomini hanno fatto tanto male, invece di usare le sue misere forze per soffiarmi o respingermi, Gedeone fa le fusa ogni volta che lo tocco.

Lo porto dal mio veterinario che essendo sabato era fuori città e decide comunque di tornare di corsa per vedere questo gatto, e già dopo avergli dato la prima occhiata prende a imprecare contro chi ha avuto il coraggio di buttarlo fuori di casa e ignorarlo per tutti quei mesi, e contro chi abitando nella zona e vedendolo morire a poco a poco ogni giorno ha deciso che quel gatto non meritava neanche un misero piatto di avanzi.

Mi dice che il gatto non mangia da tantissimo, che è disidratato ha la febbre alta e i linfonodi ingrossati più chissà quante altre infezioni.

Gli fa iniezioni di antibiotici antinfiammatori e quant’altro e lo mette sotto ossigeno perchè ha grandissime difficoltà respiratorie.

Il 22 ottobre decide di fargli i test per verificare la positività di filv e felv, perchè qualora ne fosse affetto sperare di salvarlo diventerebbe se possibile ancora più difficile per via delle difese immunitarie ridotte a zero.

Dopo un’ora di angoscia i risultati ci danno una flebile speranza perchè risulta negativo a entrambe le malattie, si può quindi tentare tutto il possibile sperando che si aggrappi alle pochissime forze rimastegli.

Gedeone, che aveva solo cinque anni, muore letteralmente di stenti il 23 ottobre dopo una crisi respiratoria, il veterinario mi dice che ormai non aveva più polmoni. Dopo aver atteso per mesi qualcuno che lo notasse e lo aiutasse, ha deciso di smettere di lottare proprio quando qualcuno aveva deciso di prendersi cura di lui.

Per non rendere vana la morte di Gedeone e dei tanti altri come lui che ogni giorno muoiono nella totale indifferenza della gente, che a me spaventa quasi più della cattiveria, nasce il Gruppo Gedeone che ogni mese raccoglie fondi da destinare a canili gattili o qualsiasi persona che abbia bisogno di aiuto per gli animali più sfortunati.

Non pretendiamo di salvarli tutti perchè purtroppo è una cosa impossibile, ma siamo dell’idea che sono le piccole gocce a fare il mare e che il nostro piccolo contributo possa essere in realtà enorme per gli animali che ne beneficiano. >>

Gedeone

Il piccolo angelo Gedeone

 


 

 

La presente testimonianza è di un’attivista del Gruppo Gedeone (www.gruppogedeone.splinder.com/).

Grazie al piccolo Gedeone, decine e decine di gatti e cani sono stati salvati dalle attiviste dell’omonimo Gruppo che continuano ogni giorno la battaglia per questi piccoli e sfortunati animali.

Quando vedo Sissi e Julius, e li immagino improvvisamente abbandonati per strada dopo anni di vita in casa (soprattutto nel caso di Sissi), non riesco a immaginare come possano ragionevolmente essere in grado di adattarsi e sopravvivere. Li immagino mentre, spaventati, scappano a cercare rifugio. Li immagino quando, spinti dai morsi della fame, implorano con i miagolii e i loro disperati musetti, i passanti che fingono di non vederli. Li immagino deperire rapidamente. Li vedo spegnersi lentamente, mentre ancora sognano e sperano di vedere comparire da dietro un angolo il viso della persona che li aveva allevati, curati e coccolati. Perché certamente non potrebbero concepire che quella stessa persona li abbia abbandonati. 

Non riesco a comprendere e perdonare chi si macchia di questa infamia, di un tradimento del genere, verso creature che esso stesso ha reso totalmente dipendenti.

Esistono tante tragedie nel mondo, bambini che muoiono di stenti, guerre con vittime innocenti. Ma, ancora una volta, mi chiedo come ci si possa aspettare che questo non avvenga, se già tra di noi, che ci reputiamo così “evoluti”, si nasconde una tale viltà.

Voglio ringraziare pubblicamente tutti i componenti del Gruppo Gedeone, così come ogni altro gruppo animalista che senza alcun fine di lucro si batte per riparare i danni dell’inciviltà di uno dei tanti popoli che civile si reputa, senza però averne diritto.

E voglio ringraziare il piccolo angelo Gedeone che, dando la sua vita, ha risvegliato la coscienza di tante persone, salvando così una moltitudine di piccole vite.

Mi auguro che la sua opera possa continuare, come una piccola palla di neve che rotolando divenga via via una valanga sempre più grande e irresistibile.

Grazie, piccolo Gedeone

p.s.: vi invito sempre a guardare anche il blog in condivisione www.adottauncucciolo.net, nel quale c’è tra l’altro il link permanente a quello del Gruppo Gedeone.

Sissi e JuliusSissi e Julius

 

Un po’ di Wolf… i miei animali: gli scoiattoli giapponesi

Ho già parlato dei miei gatti, di Kit in particolare, ma tornerò sull’argomento con nuove foto dei miei gatti attuali: Sissi e Julius 🙂 A partire da questo post però voglio iniziare a parlare di tanto in tanto degli altri animali che hanno allietato la mia vita 😉 Chissà che un giorno non decida di fare lo stesso con le “mie donne”…  ahahah scherzo :-D!

Andiamo ad iniziare… Premetto che ci sono animali dei quali non parlerò, poiché la loro presenza è troppo antica nella mia memoria e poco ricordo di loro. C’è stato Nereo, l’unico cane, di lui ricordo solo quanto mi raccontava mia madre, ovvero che quando mi avvicinavo troppo alla finestra, mi veniva a tirare per i pantaloni per farmene allontanare  😉 e che ad un certo punto fu affidato ad una famiglia che viveva vicino alla casa in campagna nella quale andavamo in vacanza poiché i miei sostenevano che l’appartamento era troppo piccolo per lui. Ci sono stati pesci, rossi e non. Uccellini, me ne ricordo uno in particolare: era tutto nero ed a un certo punto finì nella boccia del pesce rosso. Il poverino si dibatteva per uscirne, ma io, che ero un bambino piccolo, non lo riconobbi, e andai a cercare mia madre per dirle che c’era un mostro nella vasca del pesce!!! 😮 Ovviamente quando mia madre arrivò, era troppo tardi, e lo sfortunato giaceva privo di vita sull’acqua 😦 Ci sono stati criceti ed una gallina perfino! 😛 E poi… altro, di cui parlerò in qualche prossimo post 🙂

TamiaMa parliamo dei Tamia, gli scoiattoli giapponesi 🙂 (le foto sono tratte da Internet, i siti di provenienza sono riportati sotto le foto nel catalogo Multimedia).
Tutto iniziò con Cip e Ciop (che fantasia, eh?) due scoiattoli che mio padre comprò (non alla fiera dell’est! O chissà… forse sì! :-P). Essi generarono altri scoiattoli, e così via. Alla fine ne avevamo 14 😀 Le gabbie via via diventavano sempre più grandi, l’ultima era enorme, pienamente popolata! ahahah
Il bello è che ogni scoiattolo aveva un nome che lo rispecchiava: c’era Zampetta, che aveva una malformazione che lo faceva zoppiccare, Briscola, Morsicone! ahahah Morsicone era simpaticissimo: lo scopo della sua vita era riuscire ad arrampicarsi e correre lungo le gambe, il corpo e le braccia del malcapitato per mordergli le dita! 😮 Che male e che sangue! 😀
Una volta mio padre perse le staffe (probabilmente Morsicone stava attaccando qualche altro scoiattolo), ficcò la mano con l’intero braccio nella gabbia, prese Morsicone e gli urlò “Vuoi mordere? E mordi allora! Mordi!!”… Secondo voi cosa fece Morsicone? 😉 ahahahahahah 😀
Dovete sapere che mio padre era proprietario di una delle uniche due scuole per parrucchieri di Genova e la nostra casa era divisa in due: appartamento e scuola, con vari saloni, il principale particolarmente grande. Nel fine settimana, la scuola era libera e noi figli, io ero il più piccolo, ci divertivamo a lasciare liberi gli scoiattoli che scorazzavano in lungo e in largo 🙂 A volte inventavamo giochi scemi, ad esempio costruivamo con dei libretti di favole (ne avevamo più di cento) un vero e proprio labirinto con due sole uscite e lo coprivamo con delle riviste. Poi lasciavamo a turno due scoiattoli da un lato e dall’altro del labirinto 😉 I due sparivano al suo interno, correndo come pazzi. Quando però si incontravano, anche se erano scoiattoli che fuori andavano d’accordo, evidentemente non si riconoscevano, perché se le suonavano tanto da far venire giù l’intero labirinto! 😀 Sì, forse eravamo un po’ crudeli, ma io ero piccolo piccolo eh! 🙂

I nativi dell’ultima cucciolata smisero di riprodursi o, se lo facevano, divoravano i piccoli appena nati 😦 Non so, forse perché erano la terza o quarta generazione proveniente da consaguinei, o forse perché istintivamente pensavano che lo spazio non fosse sufficiente e il cibo potesse iniziare a scarseggiare. Alla fine si estinsero letteralmente.

Chissà come Sissi e Julius accoglierebbero qualcuno di loro… mmm… no, eh? :_)

tamia

 

Devil deve vivere

03/01/2009, aggiornamento: Devil è salvo!! La sanità abruzzese si è impegnata a “cederlo alla presidentessa nazionale della Lav o a una persona idonea e qualificata da lei delegata”.
Alleluia! 😉

 



Sicuramente tutti avrete sentito nei giorni scorsi parlare della tragedia del giardiniere attaccato e ucciso da un cane che ben conosceva: questo cane, un rottweiler di una certa età, abita, o per meglio dire abitava, in una casa con uno dei giardini che veniva curato proprio da quella sventurata persona e non aveva mai dato problemi. L’ipotesi più accreditata è che il giardiniere, entrato nel giardino come faceva da anni, si sia chinato e il cane, a causa dei problemi di vista e olfatto legati all’età, l’abbia scambiato per un qualche animale.
Il proprietario del cane ha chiesto per primo l’abbattimento del cane, cosa che appare quasi inevitabile.

Premesso l’ovvio dispiacere e l’assoluto rispetto per la persona uccisa… mi chiedo il senso di giustiziare il cane.

Io parlo spesso di perdono, e certamente lo applico a maggior ragione a un animale che non sa, ovviamente, quel che sta facendo, nel senso che non ha il concetto di “bene e male” che abbiamo noi, agisce per istinto, non con quella preterintenzionalita’ tipica dell’essere umano. Anzi, qui non si tratta nemmeno di perdono, ma di comprensione della natura istintiva del cane.
Con questo, riconosco certamente che un animale (così come un uomo) che abbia dimostrato di essere pericoloso vada messo in condizione di non ripetersi. Però… c’è modo e modo. Non posso credere che con tutti i soldi che buttiamo dalla finestra non sia possibile far vivere questo cane in un posto sicuro, dove non possa più fare del male. Abbatterlo significa aver recepito il termine “umanità” come sinonimo di specie superiore, con potere di vita e di morte su tutte le altre specie, anziché col significato di specie dotata di spiritualità e comprensione; almeno quel minimo necessario a capire che togliere una vita è sempre inutile.
Così come sono contro la pena di morte (salvo in rarissimi casi), credo che abbattere un cane non serva a nulla. Perché? Perché perfino per gli uomini, non si uccide quasi mai per motivi di “sicurezza” (per questo esiste l’ergastolo), lo sappiamo tutti, piuttosto per dare un segnale, un avvertimento a chi rimane che dice “Vedete? Se fate come lui, farete la stessa fine!”.
Adesso… crediamo davvero che gli altri cani si spaventeranno perché Devil è stato ucciso? Non scherziamo.
E allora a che serve? Come atto consolatorio e per quella parte di opinione pubblica che reclama “giustizia”. Ma non si uccide per questi motivi.

Devil ha 11 anni e qualche acciacco. Probabilmente non ha tanti anni davanti a lui, e certamente è un peccato che viva il resto della sua vita in un recinto o, peggio, in gabbia. Ma niente è prezioso come la vita. Anche per un cane.

Le ultime parole sono per coloro – sempre ce ne sono – che si scandalizzano quando, di fronte alla morte di una persona o più in generale alle difficoltà degli esseri umani, si cerca di spezzare una lancia in favore degli animali. Come se, chi protegga un animale sia contro l’uomo.
Ognuno ha le sue opinioni naturalmente, ma la persona che si fa vedere “perbene” perché non perde occasione di sottolineare che la vita di un essere umano vale più di quella di un animale e cerca di dimostrarlo dicendo che opporsi all’abbattimento dell’animale significa mancare di rispetto all’uomo ucciso, sta cercando in realtà di rinfocolare il più classico degli scontri: animalisti da un lato e “umani superiori” dall’altro.
Io sono certo che perfino il pover’uomo ucciso sarebbe contrario all’abbattimento del cane, che conosceva fin da cucciolo.
Io sono certo che nessuno qua dentro ritiene che la vita di un uomo valga meno di quella di un animale.
Io sono certo che solo chi cerca di mettersi in mostra rinfocolando la visione dell’animalista come persona che disprezza la vita umana, sia da biasimare. Perché sta giocando su una dicotomia che non esiste e lo fa in un momento, per di più, drammatico. E’ questo, casomai, non rispettare chi non c’è più.

Io, ad esempio, amo gli animali, ma amo anche le persone, perché amo la vita.

Chi è d’accordo, se vuole, può esprimerlo verso il comune di S. Giovanni Teatino, e alla ASL di Chieti, affinché la vita di Devil sia risparmiata.

ufficio.sindaco@sgt.ch.it

urp@aslchieti.it

segreteria.dirsan@aslchieti.it

Rottweiler(foto da internet, non è Devil)

 

Storie di animali…

Da quando ho preso Julius e ampliato così la famiglia (lui, Sissi ed io ) sono entrato maggiormente in contatto con persone che si battono per i nostri piccoli amici. Sul blog adotta un cucciolo siamo in diversi a mettere annunci ormai, ma ci sono tanti altri blog che parlano sia di animali domestici di casa nostra che delle cose terribili che accadono nel mondo anche a specie “esotiche”.

Un blog che ultimamente si sta battendo per questo scopo è ad esempio landscape dell’amica mylandscape.

procioni massacrati“In Cina esistono anche le FUR FARMS. Cosa sono? Sono delle “fattorie” dell’orrore dove quei dolcissimi animali chiamati procioni (ovvero gli orsetti lavatori, qui a sinistra in foto) (vi giuro che mentre sto scrivendo sto piangendo) vengono massacrati per la loro pelliccia. […]”.

Lei sta cercando un metodo per fare veramente qualcosa che vada al di là di qualche intervento “mirato” (anzi, se volete partecipare al suo dibattito ne sarà senz’altro contenta); questo è tutt’altro che facile in un mondo pieno di problemi, dove – soprattutto chi non è sensibilizzato dall’avere esso stesso animali, percependoli davvero come esseri viventi, con emozioni, sentimenti, gioie e dolori, al pari di noi – ne considera l’abbandono e il maltrattamento come un problema di secondaria importanza.

Mi piace riportare anche qua l’aforisma di Yourcenauer che ho già usato recentemente…

“Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senza acqua dirette al macello.”

Al di là dell’amore degli animali è la sensibilità che conta. Non ci vuole molto per capire che chi tortura un animale arriverà più facilmente a fare lo stesso ad un essere umano, rispetto a chi degli animali ha il massimo rispetto.

Ma oltre le terribili storie di cui parla mylandscape e che si trovano anche su tanti altri blog, ci sono poi le storie di “ordinaria amministrazione”; ad esempio storie di animali cresciuti con il proprio padrone e che poi l’hanno visto morire, diventandone orfani. Leggete questa storia apparsa su adotta un cucciolo…

Cleopatra“Cleopatra è una gattina di 7 anni e fino a poco tempo fa ha vissuto con la sua padrona.
Purtroppo la sorte ha voluto che la sua mamma umana morisse troppo presto e lei così affezionata alla signora si è ritrovata senza il suo affetto oltre che senza la sua casa e le sue abitudini. Spostata temporaneamente nel “gatto alloggio” patisce tantissimo questa nuova situazione. Fa veramente tanta tenerezza povera piccolina. Immaginate che trauma sia stato per lei!”

L’evidente dolore di questi animali ci fa capire la nostra arroganza nel crederci “animali superiori” perfino nel dolore. Scoprire che questo non è vero, che non siamo gli unici ad avere un cuore, a soffrire, dovrebbe sensibilizzarci. Io credo che ci sia qualcosa di strano, di innaturale, in chi rimane indifferente a tutto questo. Mi sono state riportate terribili storie di gatti lasciati morire di fame e di sete in case in cui la proprietaria era mancata e i famigliari non lasciavano entrare nessuno per paura che qualcosa fosse rubato dall’appartamento prima che ne avessero spartito i beni tra di loro e venduto! Ma vi pare si possa parlare di persone normali? E poi ci stupiamo se ci sono bande di ragazzi che tagliano le zampe a cuccioli neonati usando fili di nylon? Si, succede anche questo, di nuovo da adotta un cucciolo:

cagna e cucciolo“La mostruosità umana non ha limiti… ecco la mamma cagna a cui hanno torturato e uccisi tre dei suoi cuccioli a 20 giorni, staccandogli i piedini con un filo, forse di naylon , li hanno visti erano dei mostri travestiti da ragazzi che se li sono portati con loro e non si sono trovati ne morti ne vivi, si è salvato solo lui (Fortunato) che è stato raccolto da Marilina, lo ha trovato in strada fuori casa sua, quasi esanime. […] …. quando ecco ai nostri occhi svelarsi la triste e atroce realtà… anche al piccolo Fortunato è stato staccato un piedino,una corsa in clinica veterinaria dove ci hanno detto che fra due mesi dovrà amputare tutta la zampina… Sarà un cane a 3 zampe , ma salvo!”

cuccioloCredete davvero che persone come queste avrebbero la minima remora a danneggiare anche esseri umani se solo trovassero il modo di farla franca?

No, la malvagità, l’indifferenza, l’egoismo sono gli stessi… e non voglio sentire polemiche sul fatto che ci sono bambini che muoiono di fame o di malattie che sarebbero curabili: dobbiamo capire che sono due aspetti della stessa medaglia. Non è che aiutare gli animali significhi dimenticare i bambini e le persone in difficoltà.

 

Estate – Un racconto di FlyAlwaysAway

E dopo una poesia… un racconto. Di solito preferisco non mettere due scritti di altri blogger uno di seguito all’altro, ma… questo racconto va pubblicato adesso, perché ora è il suo tempo.

 

Nota per Francesca: mi sono permesso di cambiare… una parola, spero non ti dispiacerà.


ESTATE

by FlyAlwaysAway

 

Blog: flyalwaysaway

 

 

Un tenue raggio di sole filtrava dalle persiane illuminando fiocamente la stanza. Ho aperto gli occhi appena la sveglia ha suonato. Ho visto lui muoversi nel letto ed allungare la mano per spengerla, si è girato verso di me, ma il buongiorno che ha pronunciato non era lo stesso di sempre. Mi è sembrato di scorgere una nota di tristezza, ma poi ho lasciato perdere.

Mi ha preparato la colazione, e mentre ero lì intenta a mangiare, osservavo di sottecchi i suoi movimenti nervosi. Stava finendo di preparare la valigia. Non mi ha detto niente, nessun accenno, forse vuol farmi una sorpresa.

Non si gira nemmeno a guardarmi quando mi avvicino a lui, sembra distogliere lo sguardo. Me ne accorgo è diverso oggi, ma sicuramente gli passerà.

“Andiamo”

E’ la seconda parola che mi dice da stamane. Io sono contenta, usciamo, sono curiosa di sapere dove mi porterà stavolta. La giornata è bellissima, calda e assolata, il cielo è limpido, l’estate è cominciata.

Saliamo in macchina. Avverto tensione nell’aria, lui si accende una sigaretta, è già la quinta. Il fumo mi infastidisce un pochino, mi fa starnutire, ma lui ha aperto il finestrino per far entrare l’aria. Non so per quanto ha guidato, ero distratta nel guardare dal finestrino, ma abbiamo lasciato la grigia città. Vasti prati incolti circondano ora la strada, che comincia a farsi sterrata, sobbalzo ad ogni buca. Arriviamo al margine di una immensa pineta. Lui ferma la macchina e si accende l’ennesima sigaretta. Rimaniamo in silenzio, intanto continuo ad osservare il paesaggio. Poi si decide, scende dalla macchina e viene ad aprirmi lo sportello. Finalmente posso sgranchirmi. Ancora non mi guarda. L’avrò fatto arrabbiare involontariamente?

Sussurra qualcosa, ma non riesco a capire. Attimi concitati, improvvisi, tutto troppo veloce per capire, in quei pochi secondi, confusi, frettolosi, lui si allontana sale in macchina e parte.

Io provo ad inseguirlo, ma ormai sono vecchia, ho 13 anni e l’artrosi mi limita a volte i movimenti. Le mie zampe non reggono, mi fermo e osservo il polverone lasciato dalle ruote. Fa caldo, troppo. Mi guardo in giro, sono in aperta campagna. Cerco un posto all’ombra, oggi è davvero troppo caldo. Mi siedo sotto un pino, sento il cinguettare degli uccellini ed il fruscio delle fronde dei rami.

Avrà sicuramente dimenticato qualcosa, adesso tornerà a prendermi. Non mi allontano, lo aspetto qui. Intanto mi riposo.

“Ehi dormigliona!”. Spalancai gli occhi, e vidi il suo viso luminoso, la sua espressione colma di affetto mentre mi accarezzava dolcemente, mi trasmetteva calore.

“Allora siamo pronte? Ce ne andiamo al mare io e te! La nostra veranda ci aspetta!”

La mia coda cominciò a scodinzolare entusiasta.

Faccia a faccia con un terranova


Commento di Wolfghost: Se siete come me, mentre leggevate questo splendido racconto siete passati da un’angoscia crescente a… un autentico sospiro di sollievo. Tante pubblicità vengono fatte ogni volta che si avvicinava un’estate contro l’abbandono degli animali; pubblicità che tentano di trasmettere la crudeltà di un atto come questo, forse perpretato contro un animale che si fidava ciecamente del suo padrone. Ma mai nessuna pubblicità, per quanto profumatamente sia stata pagata, era riuscita a trasmettermi così nitidamente, facendomi percepire l’innocenza e l’ingenuità dell’animale, quanto questo atto sia degno di essere additato come vile tradimento. Non credo che esista animale domestico, come dipinto così bene da FlyAlwaysAway, che potrebbe mai immaginare di essere davvero stato abbandonato.

cani in gabbia

Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senza acqua dirette al macello.

(M. Yourcenauer)

 

Il fascino del Male e la sete di Potere

E’ indubbio che il Male attrae molte persone: ha fascino, trasmette potenza, sia in chi lo produce che, talvolta, perfino in chi lo riceve. Basti pensare ai rapporti sadomasochisti, che vanno spesso ben al di là del sesso e, a volte, che col sesso non hanno nulla a che fare. Forse avrete sentito parlare della “Sindrome di Stoccolma”, “condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (in alcuni casi anche fino all’innamoramento) nei confronti del proprio rapitore” [fonte: Wikipedia], certamente tutti sappiamo con quale godimento certi personaggi (pensiamo ai lager nazisti o ai gulag sovietici, ma anche alle “bestie di Satana”) arrivino a infliggere tormenti e morte alle loro vittime.

Senza arrivare a questi estremi, cosa spinge una persona a danneggiare volutamente qualcuno, a volte perfino qualcuno a cui sostiene di volere bene, solo per il “gusto” del dolore che infligge? E cosa spinge – cosa ancora più strana, in quanto credo assente nel regno animale, a differenza del precedente comportamento – la vittima ad accettare e a volte addirittura a ricercare, il dolore e l’aguzzino?

Per la presenza di fenomeni di questo tipo a ogni livello (perfino nel regno animale), rifiuto di fermarmi alla catalogazione del “fascino del male” in “disturbo patologico della personalità”.

Ebbene io credo che il fascino del male sia in realtà un sottoprodotto di un’altra “attrattiva”, qualcosa che – più del sesso, che anzi talvolta diviene anch’esso sua manifestazione – domina il mondo, ovvero la “sete di Potere”.

07La sete di Potere è presente ovunque, la sua base a ben vedere non è nemmeno “patologica”: è la Natura stessa, nei suoi disegni, ad esprimerlo. Pensiamo alle lotte intestine, e spesso molto crudeli, tra animali dello stesso gruppo, al fine di assicurarsene il predominio. Per la Natura, è semplicemente una opportunità in più per l’evoluzione della specie: l’animale più forte, ha più possibilità di riprodursi e rafforzare la razza. Pensiamo al pacifico micio di casa, che si improvvisa aguzzino, torturatore, di ogni povera bestiola che gli capita a tiro.

 

L’uomo probabilmente è solo un passo più in là. La sua capacità di applicare la logica e l’intelligenza anche a fini “malefici” e distruttivi, l’ha portato ad amplificarli e distorcerli. Fino ad arrivare, adesso sì, alla patologia. Ma tutto, a mio avviso, parte da lì: un bisogno non raggiunto di esprime potere, di sentirsi in qualche modo superiori agli altri, di avere ciò che, essi credono, gli altri vorrebbero e non hanno.

 

Ralph FiennesParadossalmente, se raggiungessero lo stesso scopo facendo del bene, allora potrebbero esprimere il loro desiderio di potere attraverso di esso anziché usare il male. A questo, ad esempio, mirava il protagonista di “Schindler’s List” quando astutamente fece sentire quanto la sensazione di potere potesse esprimersi anche attraverso il perdono, ad Amon Goeth, l’ufficiale nazista. Purtroppo lo stratagemma durò poco, perché quella sensazione, in una persona assetata di potere, non era forte come quella di sentire di poter togliere la vita ad un altro essere umano.

 

La lotta a cui oggi assistiamo è in qualche modo un tentativo non solo di tornare allo stato originale, ovvero eliminare gli eccessi malefici dell’uomo d’oggi, ma addirittura sovvertirne lo stato naturale di ricerca del potere. Di fatto, basta vedere come pratiche ritenute assolutamente normali nei popoli che hanno mantenuto la propria primitività, siano percepite come disgustose dai popoli civilizzati.

 

FungoAtomicoLa speranza e la motivazione della parte di umanità che muove questa lotta, peraltro giustificata già solo dalla pericolosità che l’intelligenza umana, attraverso la tecnologia, sta assumendo, è che tale redenzione sia in realtà anch’essa naturale, ovvero che l’Evoluzione dell’umanità passi, giunti a questo punto, attraverso la sua evoluzione spirituale, distaccandosi perciò dai naturali istinti primordiali.

L’altra possibilità è che, giunti ad un certo stadio di evoluzione, la specie dominante semplicemente si autodistrugga o venga distrutta, lasciando spazio alle altre specie. Guardate che è già successo: qualunque cosa abbia portato i dinosauri all’estinzione, ha distrutto le specie dominanti, ma non quelle più piccole e con maggiore possibilità di adattamento. Ovvero quelle da cui poi è discesa anche la nostra.

E voi… per quale possibilità parteggiate? 🙂

 

Colomba in volo