La coscienza della morte negli animali

Sissi, Julius e Numa, 2013

Una cosa di cui sono ormai ragionevolmente sicuro è che gli animali non hanno coscienza della morte.

In questi giorni mi è capitato sovente di vedere Numa e Sissi aggirarsi per casa, in camera in particolare, e guardare attentamente nei posti, nelle cucce, dove Julius soleva andare negli ultimi tempi.

Soprattutto Numa sembra sorpresa di non vederlo. A volte sembra… aspettarlo, come se, anche questa volta, Julius si fosse allontanato per, presto o tardi, ritornare.

Una notte di due anni fa’ Julius cadde dal balcone della casa dove abitavamo, al primo piano di una palazzina.

Noi non c’eravamo, avevamo fatto un breve “scambio casa” con una zia di Lady Wolf per avere modo di stare qualche giorno con sua nonna, a 400 chilometri di distanza. Quando la zia ci avvisò che non trovava più Julius, tornammo precipitosamente indietro… ma lui non c’era.

Julius riposa dopo essere stato ritrovato, 2013

Furono giorni terribili. Non c’è nulla di peggio di immaginare il proprio amato animalotto impaurito, nascosto chissà dove, morire di fame a poco a poco.

Lui non era abituato a stare fuori, non ce l’avrebbe mai fatta. Per fortuna, grazie a Lady Wolf che non si diede per vinta, lo ritrovammo quando io, ormai, iniziavo a perdere la speranza.

Se cercate nel blog, mettendo “Julius” come parola chiave, certamente vi uscirà quanto scrissi allora.

Quando lo riportammo a casa, sano e salvo, Numa, a sorpresa, si arrabbiò con lui, forse perché sentiva un odore diverso prendendolo perciò per un altro gatto. I gatti, come i cani, vanno molto a “fiuto”. Comunque poche ore dopo si riappacificarono.

Poi c’è stata la notte in cui Julius venne ricoverato dal veterinario. Anche lì Numa lo vide ritornare.

Credo che lei, ancora, si… sorprenda di non vederlo. Forse, a modo suo, si pone delle domande. Ma non credo “sappia” che è morto. Non credo che gli animali abbiano questa coscienza, che sappiano cosa è la morte.

Ed è una cosa bellissima, che invidio loro tantissimo!

Si potrebbe obiettare che ci sono cani che vanno sulla tomba del padrone defunto, ma questo non significa che sanno che è morto. Penso che anche lì… si aspettino di vederlo tornare. Come Hachiko che, fino alla sua stessa morte, andò ad aspettare il ritorno del suo “amico umano” alla stazione ogni giorno.

Mi sono rovinato parte della vita, “grazie” alla consapevolezza della morte. Credo che questa sia la vera punizione dell’umanità per aver colto la mela dall’albero della conoscenza.

Personalmente preferirei essere ignorante. Preferirei essere… un gatto.

Numa oggi

Un, due, tre… Stella!

Aggiornamento del 5 di agosto: la dolcissima Stella è stata adottata! 😀 Tra l’altro, visto che la nuova padroncina abita proprio ad Arenzano… è facile che ci rincontreremo in giro! 😉

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E’ passato un sacco di tempo dal mio ultimo post! Un po’ sono stato poco bene (tanto per cambiare, direbbe Lady Wolf :-D), un po’ ho il tempo contato e… ammetto che il (poco) tempo libero lo uso spesso in modo diverso. Inoltre anche gli ormai cronici malfunzionamenti del blog mi fanno passare la voglia 😦

Comunque voglio tornare a pubblicare un post… dedicandolo a Stella! 🙂 Chi è stella? E’ la magnifica cagnolina che potete vedere nelle foto. E’ un’ospite del canile di Arenzano, nella provincia di Genova (anzi, adesso è parte della sua “Città Metropolitana”… speriamo non ne erediti i problemi! :-|).

Ieri, sabato, Lady Wolf ha deciso di fare qualcosa di diverso e, assieme al fido Tom, siamo partiti per i soliti laghetti ma… passando prima dal suddetto canile e prendendo per una giornata Stella, in modo da regalarle un po’ di libertà… controllata, ovviamente, ma nemmeno tanto visto che si è dimostrata una cagnina davvero bravissima! Abbiamo addirittura potuto sguinzagliarla: è stata sempre vicino a noi e quelle due o tre volte che si è allontanata per curiosità è subito tornata con pochi “richiami all’ordine” 🙂

Stella ha due anni ed è già sterilizzata. Non sappiamo da quanto è “ospite” del canile, ma siamo comunque stupiti che ancora nessuno l’abbia adottata: è diligente, tenerissima, brava sia con le persone che con gli altri cani. E’ una coccolona: ti si sdraia vicino per prendersi le coccole e se smetti appena di dargliele… ti richiama con le zampine! 🙂

Ha fatto anche un paio di bagni nel laghetto e si è visto subito che non ne aveva mai fatti: era molto imbarazzata, ha provato a… camminarci sopra 😀 e anche se ha capito presto come nuotare… poi ha smesso: due bagni erano già tanti per la sua prima giornata 😉

L’unico neo del pomeriggio è che, poverina, non era abituata nemmeno all’auto. Visto che siamo venuti via presto dai laghetti, ho pensato che sarebbe stata una crudeltà riportarla già al canile e così siamo andati al passo del Faiallo, oltre mille metri, un po’ di frescura ma anche tanta distanza e curve strette… ha vomitato due volte! 😮 Non me ne frega nulla dell’auto, l’abbiamo ripulita con fazzolettini e acqua e la porterò a lavare, ci è dispiaciuto per lei 😦 Però una volta lì abbiamo fatto tutti e quattro un pezzo di Alta Via dei monti liguri e… sembra avere decisamente apprezzato! 😉

Non è stato facile riportarla al canile a fine giornata, anche se lei al momento sente che il suo box, lì, è la sua casa, e ci è tornata senza problemi… stanca forse, ma spero felice per un giorno 🙂

Ora stiamo spargendo la voce per lei. Lady Wolf su Adottauncucciolo, ha già avuto più di mille visualizzazioni per il post su Stella! Non ci credo che qualcuno non si farà avanti per lei ma… oh, se resta lì ancora un po’… va a finire che, salute permettendo, stresserò un po’ Lady Wolf per accrescere il nucleo famigliare!! 😛

Comunque è adottabile in tutto il centro nord, se qualcuno conoscesse persone interessate… fatemelo sapere: Stella, sicuramente, non li deluderà! 🙂

Per quanto mi riguarda, sono stato io grato a lei per la bella giornata e per il suo affetto: è difficile dare torto a chi poi “esagera” preferendo gli animali agli esseri umani… conoscete qualcuno che conosciuto in giornata, sia già così affettuoso e fedele? 🙂

La dicotomia animali-uomini

Che il mondo viva di dicotomie è un dato di fatto. Sembra che non sia possibile avere posizioni “di mezzo”, equilibrate, o si sta da una parte o dall’altra, o si parteggia per gli uni o per gli altri. A volte in modo anche stupido e incomprensibile.

Un esempio sono gli animali: chissà perché, sembra che si possa essere solo animalisti estremi oppure credere siano solo oggetti ad uso e consumo degli esseri umani 🙂 Perfino il Papa, a mio avviso, e sempre che sia vero ciò che lessi qualche mese fa, è caduto in questo “tranello”: o si vuol bene agli animali o ai “fratelli” umani, o si pensa e si aiuta i primi oppure i secondi. Pensare, aiutare e amare entrambi pare non sia possibile. Vorrei sapere cosa ne avrebbe pensato San Francesco, se conta qualcosa.

Quando dall’ufficio vado a fare la spesa per i miei animalotti, spendendo una certa cifra visto che sono quattro (tre gatti e un cane, senza contare i pesci), c’è sempre qualcuno che inevitabilmente cala una battuta del tipo “ma non pensi agli esseri umani che hanno fame?”. Per non fare polemiche, evito solitamente di dire “E te, pur non comprendo nulla per gli animali, ci pensi?” 🙂 Una volta a dire il vero ho ribattuto qualcosa di simile dicendo che io per gli animali spendevo “tot” mentre l’interlocutore, per il suo hobby musicale, aveva appena speso “tot x 100” 😉 Ma chissà perché spendere per i propri hobby va bene… purché siano inanimati, se invece sono esseri viventi – non umani, va da sé – allora non va più perché quei soldi andrebbero ridirezionati ai poveri e affamati 😉

L’uomo è davvero un essere curioso, non pensate?

Conosco persone che vanno a fare volontariato sia nei canili che presso le persone bisognose. Altre che, pur avendo animali da mantenere, fanno donazioni per le cause più disparate, dagli enti umanitari alla ricerca medica. Mentre, va da sé, spesso chi non pensa agli animali non pensa nemmeno al vicino di casa che trova agonizzante sul pianerottolo (estremizzo, naturalmente).

Tutti sappiamo che è così in fondo, ma l’essere umano ha davvero qualcosa che manca totalmente agli animali: l’ipocrisia.

22 giorni – un racconto contro la mattanza pasquale di povere e innocenti creature

So che non cambierà le cose, questo racconto di Alessandro Vegano Vettorato segnalato dall’amica http://passatorecortese.iobloggo.com/: ognuno avrà già fatto le sue scelte per Pasqua e, purtroppo, non le cambierà adesso, ma… servisse a far cambiare idea ad uno solo di voi, ne sarrebbe valsa la pena!

Ci scandalizziamo per la giraffina soppressa nello zoo in Danimarca, per i delfini che fanno la stessa fine, per i cani mangiati in Corea e Cina, per le balene massacrate in Giappone… e poi facciamo questo. Basta con queste tradizioni orribili, crudeli e senza senso! Non mi dite che il gusto (!) di un agnello vale la sua mattanza! Se proprio volete l’agnello a tavola, compratene uno di marzapane, i bambini lo apprezzeranno sicuramente di più!

Wolfghost

22 giorni.

Sono nato 22 giorni fa. Faceva ancora freddo e mi sono rifugiato nella lana calda di mamma.

Ho capito subito, appena nato, che fosse lei dal modo in cui mi ha leccato sulla testa, da come mi ha chiamato e, soprattutto, da come mi ha guardato.

I primi giorni li ho passati nel tepore del suo respiro. Era bello chiudere gli occhi e sapere che lei era lì.

 

Sono nato 22 giorni fa e, tutto attorno a me, altri agnellini. Dall’alto avremmo potuto essere scambiati per nuvolette. Correvamo per i prati, rendendo soffice l’erba che nasceva, rendendo soffice il richiamo di mamma, impigliato fra le fronde degli alberi ed il mio cuore.

 

Qualche giorno fa ho chiesto a mamma se fossi figlio unico. Lei ha sospirato e non ha risposto. È diventata all’improvviso triste e se ne è andata via.

Quella sera mi si è avvicinata una vecchia pecora, con il vello tutto stopposo, ma con gli occhi saggi.

Mi ha detto che ogni pecora non ha mai un solo figlio. Mi ha detto che ogni pecora è madre ogni anno e che ogni anno… ma poi non ha voluto continuare, gli occhi le si sono inumiditi, ha dato la colpa al freddo della sera e se ne è andata anche lei.

 

22 giorni.

 

Abito in un prato con la mamma, tante altre mamme pecore e tanti altri agnellini. Lo spazio non è enorme, a volte mi chiedo cosa ci sia al di là dello steccato, ma sono troppo impegnato a correre, giocare, mangiare, dormire, sognare per pensare ad altro.

 

Sono diventato amico di tanti animaletti. Talpe, ricci, galline, un tasso, qualche uccellino. Sono questi ultimi, però, che, ogni volta che parlo del futuro, di come mi cresceranno le corna in testa, di quanto sarà folto il mio vello da grande si lanciano strane occhiate e sospirano. Se chiedo il perché di ciò volano via.

 

22 giorni.

 

Mi sembra ieri quando ho aperto gli occhi per la prima volta ed ho assaggiato il latte della mamma.

La mamma ha lo sguardo pensieroso. Mi guarda come se dovesse non vedermi più.

Quando fa così vado da lei e le appoggio il muso sulla pancia. La sento respirare. La mia mamma è una culla. Mi addormento e faccio bei sogni.

 

22 giorni.

 

Qualche giorno fa sono scomparsi degli agnellini. È tutto talmente strano. Il giorno prima giocavano con me, il giorno dopo non c’erano più.

Sono andato a cercarli, ma il prato non è così grande e le sbarre troppo alte perché siano saltati dall’altra parte.

Perché non sono venuti a salutarmi? Siamo amici.

Le loro mamme piangono in un angolo della stalla. Hanno il muso tutto sporco di fieno e non vogliono mangiare. Incrocio lo sguardo di mamma. Mi sta guardando. Ha gli occhi stanchi. Vorrei chiederle qualcosa di questa situazione, del perché quelle mamme piangano, ma lei se ne va via.

 

22 giorni.

 

Altri agnellini sono scomparsi. C’è agitazione fra di noi. Tutti bisbigliano, nessuno bela a voce alta. Noi agnellini stiamo in gruppo e cerchiamo di capirci qualcosa, ma nessun adulto sembra volerci dare delle spiegazioni.

 

22 giorni.

 

Ho ancora gli occhi impastati di sogni quando gli esseri strani a due zampe entrano nella stalla e mi svegliano. Non lo fanno molto delicatamente, mi rovesciano a testa in giù e mi tirano su per le zampe. Mi fanno male, cerco di farglielo capire belando, ma quello che mi ha preso mi scuote, dice delle cose in un linguaggio strano, sembra arrabbiato. Cerco mamma con lo sguardo, la trovo, lei è sveglia e sta belando forte. Mi dice che mi vuole bene. Mi dice che sarò sempre il suo bambino. Mi dice che non mi dimenticherà. Mamma piange. Mi portano via. Il mondo a testa in giù è anche divertente da vedere, ma non voglio che mamma sia triste. Le mani che mi tengono le zampe stringono, fanno male. Vedo che stanno portando via anche altri due agnellini.

 

Dove ci portano?

Siamo fuori. Siamo fuori dal prato. Abbiamo superato le sbarre. Forse questo significa diventare grandi. Avere il vello folto. Ma la mamma mi manca.

Volto la testa verso il prato dove sono nato, voglio vederla, forse è lei con il muso infilato fra le sbarre che mi chiama, che mi chiama, poi entriamo in una stanza e qui ci sbattono a terra. Che posto strano. Ci sono dei ganci che pendono dal soffitto e ci sono delle macchie scure sui muri. Mi avvicino, ne annuso una, è un odore pungente che mi ricorda il sangue, ma non può essere sangue, sono macchie troppo grandi, poi quello strano essere che chiamano uomo afferra uno dei miei amici agnellini per le zampe, lo lega al gancio, fa lo stesso anche con l’altro,

 

poi è il mio turno.

 

Mi divincolo, ho paura, voglio la mamma, ma quelle braccia sono troppo forti e lo vedo, l’uomo, lo vedo mentre belo e piango a testa in giù, lo vedo che prende un oggetto da un tavolino, si avvicina a me, mi prende per la testa, me la solleva e l’ultimissima cosa che ricordo, prima che tutto diventi scuro, è che quando sono nato ed ho cercato di mettermi in piedi sulle zampe il muso di mamma era lì, a sostenermi, ed io ho pensato che ci sarebbe stato tutta la vita.

 

P.S.: 22 sono in media i giorni che vivono gli agnelli destinati ad essere ammazzati per pasqua

Cit A. Alessandro Vegano Vettorato

Stop vivisection!

Cari amici, oggi, grazie al “promemoria” di Glicine61 che l’ha postato sul suo blog http://nuvoledipoesia.iobloggo.com/, voglio ricordarvi che è in atto in tutta Europa la raccolta di firme per chiedere l’eliminazione della orribile pratica della vivisezione. E’ necessario raggiungere un milione di firme entro il primo Novembre 2013 e, poiché siamo solo a un terzo e la raccolta è iniziata già dal primo Novembre dello scorso anno… non siamo messi proprio bene 😦

Per favore, non prendetela come la “solita petizione” da Internet che lascia il tempo che trova: questa è una raccolta firme seria. Non commentate “ah, sì, che bella iniziativa!” o “quanto è vero!”, per poi passare oltre: non ha alcuna importanza che commentiate questo post, se concordate… firmate! Non passate oltre! Non rimandate: non tornerete a firmare!

Vi eviterò video o immagini terrificanti allo scopo di sensibilizzarvi, ma sappiate che quelli che girano in Internet non sono “video speciali e rarissimi”, sono purtroppo la realtà, succedono davvero!

Mi limito a riportare qua sotto alcuni stralci dal sito dell’iniziativa e il relativo link. Potrete leggere perché la vivisezione non è solo immorale, ma è anche inutile e perfino dannosa.

E comunque, aggiungo di mio, smettiamola di considerarci al di sopra della Natura; smettiamola di credere arrogantemente che, a nostro uso e consumo, possiamo uccidere, torturare, dilaniare, qualunque altro animale. Ricordiamoci che non esiste il “regno umano”, esistono solo i regni minerale, vegetale e animale, e noi facciamo parte dell’ultimo così come tutti gli altri animali. Non abbiamo alcun diritto di arrecargli un’orribile morte e sofferenza, nemmeno per scopi scientifici (peraltro opinabili, come potrete leggere).

Fatemi un favore, non commentate… firmate: http://www.stopvivisection.eu/it/content/sign-online

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“Grazie all’iniziativa popolare, con un milione di firme i cittadini europei possono partecipare in prima persona all’attività legislativa dell’Unione Europea.STOP VIVISECTION dà la possibilità ai cittadini di esprimere il proprio NO alla sperimentazione animale e di richiedere con forza all’Unione Europea un percorso scientificamente avanzato, a tutela degli esseri umani e dei diritti degli animali.”

“L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea stabilisce che “l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti“. Questo riconoscimento ufficiale porta in sé l’obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza alcun dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa.

Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficienza e l’affidabilità.

Per tale ragione la pratica della sperimentazione animale rappresenta:

  • un pericolo per la salute umana e per l’ambiente,
  • un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo,
  • un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo.

In considerazione di quanto precede, noi sottoscritti cittadini europei richiediamo alla Commissione europea l’abrogazione della direttiva 2010/63/UE, con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali.”

“L’iniziativa STOP VIVISECTION nasce a seguito delle numerose e vibranti proteste dei cittadini europei rispetto all’approvazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”). Tale direttiva non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Inoltre la sperimentazione animale rappresenta un serio pericolo per la salute umana in quanto i test animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e frenano lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica.”

L’intera informazione la trovate sul sito http://www.stopvivisection.eu/it

Per firmare: http://www.stopvivisection.eu/it/content/sign-online

Una rivoluzione animalista

Quando vedo scene racappriccianti come questa (http://www.nelcuore.org/blog-associazioni/item/vietnam-il-maiale-dimezzato-perche-il-suo-sangue-porta-fortuna.html) mi vergogno profondamente dei miei simili. Provo un senso di pietà e dolore per l’animale, di sconcerto e rabbia per l’ignoranza e l’insensibilità della maggior parte dell’umanità.

Tempo fa, sapete, ho iniziato a sognare ad occhi aperti ad una rivoluzione, una guerra civile, dove una parte dell’umanità combattesse – e vincesse – per i diritti degli animali, sul modello di quella americana nata – almeno in parte, e almeno ufficialmente – contro la schiavitù. Lo so, addirittura una guerra, con spargimento di sangue, non è mai bella da pensare e, in fondo, so che non accadrà, non per questa e per qualche altra generazione almeno. Però sogno lo stesso un domani dove sempre più persone si rendano conto di quanta ignoranza, arroganza e crudeltà ci sia nell’atto di sfruttare la superiorità (momentanea) della specie umana per distruggere e torturare le altre.

Non siamo qua per distruggere il pianeta. Non siamo qua per torturare e procurare sofferenza, né ad altri uomini, né ad altri animali.

C’è ancora chi promulga che gli animali siano stati fatti per essere al servizio dell’uomo, così come molti secoli fa promulgava che la terra era al centro dell’universo. Ma io credo che questa sia una falsa fede, una fede di circostanza, di convenienza, un modo per potersi arrogare da soli il diritto di compiere tutte le nefandezze che si vuole.

Ricordo di aver letto un commento su un articolo contro l’utilità della vivisezione di qualcuno (pro-vivisezione evidentemente) che più o meno sosteneva “Siete ipocriti: se sapeste che l’uccisione di mille cani servisse a curarvi anche solo un raffreddore, non esitereste ad essere d’accordo”. Ebbene no, caro qualcuno. Io non sarei d’accordo. E non lo scrivo adesso perché ho la fortuna di avere ancora la salute. So che lo sottoscriverei anche il giorno che fossi malato terminale. La vita è vita, in ogni sua forma evoluta, e come tale va percepita e rispettata.

Chi non è in grado di sentire la vita in un animale, in realtà non è in grado di apprezzare nemmeno la propria. Il suo è solo attaccamento dell’ego, non vero amore per la vita.

P.S.: Tomino ha subito una piccola operazione per una biopsia. I risultati ci saranno dati tra una settimana o dieci giorni… Il piccolino ha bisogno dei vostri auguri! 🙂

 

Case, animali, traslochi e… brutte sorprese!

Bene, probabilmente batteremo un nuovo record: quella della più breve permanenza in un nuovo appartamento! 😀 Dovete sapere infatti che nemmeno a tre mesi dal nostro trasloco… siamo già alla ricerca di una nuova casa! Cosa è successo? Come sapete qualche mese fa abbiamo trovato un appartamento immerso nel verde ma pur sempre in un condominio. Dopo esserci sincerati con l’agente immobiliare, i proprietari e perfino i condomini che incontravamo che avere gatti e cane non fosse un problema – e aver sottolineato che il cane quando è da solo può abbaiare se sente rumore  – ci siamo sobbarcati gli oneri di un trasloco: costi (alti, perché servivano anche i mobili delle camere, oltre ai vari allacci, decoder satellitari – che costano molto di più di quelli del digitale terrestre, ecc. ecc…), fatica, tempo, stress.

In pratica non avevamo nemmeno finito gli ultimissimi ritocchi (un acquario che era il regalo natalizio di mia moglie, per fortuna la preparazione di un acquario è lunga: c’è l’acqua, le piante, ma per i pesci dovevamo ancora aspettare) quando… sorpresa! L’antivigilia di Natale riceviamo una telefonata dai proprietari dell’appartamento. Gli auguri per le festività direte voi, e invece no: ben due condomini si sono lamentati del fatto che Tom, quando è solo, abbaia. Wowwww! Un cane di sette chili che abbaia – nelle ore diurne – a porte e finestre chiuse quando sente trambusto nel pianerottolo e nel vano scala… un problema di proporzioni devastanti direi! 😀 Che strano che in tutti questi anni mai nessuno, nel condomino dal quale arriviamo, si era mai lamentato… eppure la belva feroce è la stessa! 😛 Mi chiedo cosa succederà d’estate, a finestre aperte: diranno che stiamo allevando in segreto un branco di lupi mannari assetati di sangue? 😀

Comunque, anche se sappiamo che la legge è dalla nostra parte – infatti per una nuova legge appena approvata nessuno oggi può impedire di tenere animali nei condomini, nemmeno l’amministrazione degli stessi, e il disturbo della quiete pubblica nelle ore diurne si configura solo se il rumore supera i 90 decibel (Tom ha anche un bel vocione, ma insomma… ) – siamo rimasti spiazzati e delusi, al punto di desiderare di essere fuori di qua nel più breve tempo possibile. Chi infatti non vuole il nostro cane, non vuole nemmeno noi. E su questo siamo irremovibili. Per non parlare della tempistica della comunicazione, giusto giusto per rovinarci le feste.

E’ mia supposizione, ma non ho le prove e, in fondo, manco mi interessa trovarle, che ben altri interessi abbiano mosso questi condomini, come l’attribuzione al sottoscritto del posto auto che in precedenza qualcun altro, nel condomino, usava. Qui sembra di essere precipitati in piena campagna rurale di fine ‘800, un ambiente che definire “provinciale” non rende nemmeno lontanamente l’idea 🙂

In ogni caso, ho sempre pensato che chi si attacca a queste faccende è in genere chi, per primo, ha grossi problemi e cerca di scaricare l’ansia, la tristezza e la frustrazione di una vita grama sui nuovi arrivati, magari con l’aiuto di qualche compiacente vicino. Quindi mi guardo bene dal fare qualche… anti-augurio, chiamiamolo così: ognuno ha la vita che si merita, e anche se non conosco personalmente queste persone (che tra l’altro hanno avuto anche la conigliaggine di chiamare il padrone di casa, amico loro, piuttosto che venire a bussare alla mia porta), sono certo che la loro è tutt’altro che invidiabile, senza che sia necessario che ci aggiunga un “carico” io 🙂

Insomma… speravo che avrei avuto più tempo da dedicare al blog, ma… temo ci vorra ancora qualche mese 😦 Adesso devo pensare a trovare la nuova casa, a sostenere Lady Wolf che, poverina, ha subito parecchio questa storia – ma so che è forte e so che si riprenderà presto – ed a… preparare i nostri poveri gatti che già avevano tanto patito il recentissimo trasloco 😐

Comunque non sparisco eh! 🙂 Anzi… sarà meglio che mi ricordi di ricaricare la chiavetta Internet, visto il tempo che c’è voluto l’ultima volta per avere una connessione ADSL stabile… 😀

Cleo II

Bene, continuo e concludo gli estratti dal libro “Cleo” iniziati nel post precedente 🙂

“Il mattino seguente tenni Cleo chiusa in casa. Sul vialetto, il piccolo tordo giaceva immobile nello stesso punto. I suoi occhi erano spenti, le zampine arricciate in un gesto di stupore. Io ricacciai indietro le lacrime. Sorprendentemente, i genitori stavano ancora facendo la guardia sul cespuglio di camelie e fissavano il figlio ormai morto con incredulità. Non mi ero mai resa conto che gli uccelli potessero provare dolore per i loro piccoli perduti, così come fanno le persone. Ma come aveva detto spesso Sam [il figlio morto], il mondo degli animali è più complesso e bello di quanto gli esseri umani riescano a comprendere.”

“Fuori, al piano terra, attraversai la strada e trovai una piccola chiesa. Rivestita in legno e in stile coloniale, mi ricordava quella in cui da bambina avevo cercato con tanta determinazione di imparare le leggi divine. Tentai di pregare ancora, ma la mia conversazione con Dio fu come al solito a senso unico.

Si trovava più conforto fuori, nel parco, dove i rami giganteschi si protendevano come mani sopra di me. Era più facile immaginarsi Dio lì, fra le foglie e i fiori che pulsavano di vita. La morte e l’imputridimento si intrecciavano alla bellezza in un modo che sembrava naturale e rassicurante.”

“<<Ne ho passato di belle e di brutte>> diceva [il figlio malato]. <<E credimi, quelle belle sono molto meglio. Solo quando hai assaggiato il pane secco apprezzi veramente quella roba morbida appena uscita dal forno>>”

“<<Una volta desideravo una vita più facile>> rifletteva [sempre il figlio malato]. <<Alcune famiglie vivono per anni senza che nulla le tocchi. Senza tragedie. Non fanno che ripetersi quanto sono fortunate. Eppure, a volte, mi sembra che siano vive solo a metà. Quando alla fine capita qualcosa di brutto, e prima o poi capita a tutti, il loro trauma è molto peggiore. Fino a quel momento non gli è successo nulla di grave. E pensano che i piccoli problemi, come perdere un portafoglio, siano chissà quali catastrofi. Pensano che la loro giornata sia rovinata. Non hanno idea di cosa sia una giornata davvero difficile. E per loro sarà incredibilmente dura quando lo scopriranno.>>”

“<<Grazie a Sam [il fratello scomparso] ho scoperto che tutto può cambiare in fretta. Attraverso di lui ho imparato ad apprezzare ogni istante e a non aggrapparmi alle cose. Così la vita è molto più eccitante e intensa. Come lo yogurt che scade dopo soli tre giorni. Ha un sapore molto migliore di quello che dura tre settimane.>>”

“Ma anche se la punta della coda rimase indolenzita per il resto dei suoi giorni, Cleo non cercò mai di elemosinare la nostra simpatia. Anzi, si portò in giro la coda ammaccata con il garbato orgoglio di un ufficiale di cavalleria ferito in guerra. Il perdono per una lesione permanente era un processo ovvio per lei, semplice come respirare.

Io avrei voluto condividere questa sua capacità di perdonare. Noi umani ci aggrappiamo al nostro dolore e lo coltiviamo, spesso a nostro stesso discapito. Siamo rapidi a vestire il ruolo della vittima. Eppure i gatti sono, e sono sempre stati, i destinatari dei maltrattamenti umani […] L’umanità ha causato così tanta sofferenza al gatto domestico, che c’è da stupirsi che tolleri ancora di entrare in contatto con noi. Eppure, anche se ricordano le atrocità perpretate contro di loro, generazione dopo generazione i felini continuano a perdonarci. Ogni nidiata di gattini miagolanti e indifesi è un invito per gli esseri umani a ricominciare daccapo e a comportarsi meglio. Nonostante il nostro passato dimostri gli abissi di crudeltà di cui siamo capaci, i gatti continuano ad aspettarsi qualcosa di meglio da noi. E non potremo considerarci completamente evoluti fino a quando non ci dimostreremo all’altezza della scintilla di fiducia e di speranza che brilla negli occhi di un gattino.”

 

Cleo

“Cleo” è un interessante libro di Helen Brown, giornalista, scrittrice e conduttrice neozelandese. E’ in pratica l’autobiografia della scrittrice e della sua famiglia, Cleo inclusa, durante i quasi 24 anni in cui questa gatta ne ha fatto parte. Cleo ha la parte principale, è vero, ma il libro non è, come ci si aspetterebbe, costruito solo su di lei, anzi in alcuni capitoli le sue apparizioni sono piuttosto marginali. Cio’ è in linea con l’idea dell’autrice che non vuole limitarsi a scrivere un libro divertente su un gatto, ma intende dimostrarne l’importanza in una famiglia segnata da un evento drammatico come la morte di un bambino, uno dei due figli dell’autrice. Cleo viene accettata in famiglia proprio perché quel bambino l’aveva scelta poco tempo prima di morire in un incidente.

Il punto di forza del libro è, a mio avviso, la grande scorrevolezza della scrittura di Helen Brown e la sua capacità di umanizzare in maniera molto divertente i comportamenti di Cleo. Ma la Brown non si ferma a questo, intercalando qua e là degli interessanti spunti di riflessione. Ve ne offro qualcuno 🙂

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“Ecco perché rimasi sconvolta quando in un soleggiato pomeriggio ne trovai una [mantide religiosa] tra le grinfie di Cleo. La gattina stava giocando con quella povera creatura, lasciandole credere di essere riuscita a fuggire per poi balzarle di nuovo addosso. Il mio primo istinto fu di correre in aiuto dell’insetto. Ma aveva già perso una zampa. Non c’era più speranza.

Per la prima volta provai un lieve moto di repulsione nei confronti di Cleo. D’altro canto, se avessi cercato di impedirle di cacciare e occasionalmente di uccidere un’altra creatura, le avrei negato una componente essenziale del suo essere gatto. Da qualche parte, in fondo alla mia mente, riuscivo a sentire mia madre che diceva: <<Non si può interferire con la Natura>>. Non che la sua educazione da autentica pioniera rispecchiasse questo sentimento. I nostri antenati non avevano avuto nessuno scrupolo a ridurre in cenere immense porzioni di territorio.”

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“Nonostante ciò, sobbalzavo ogni volta che il telefono squillava. Ma non era mai lui. Perché avrebbe dovuto? Quando avevamo rotto avevamo messo le cose più che in chiaro. Aveva detto che non era pronto, qualunque cosa significasse. Se la gente aspettasse fino a quando è tutto pronto, allora non accadrebbe mai niente. La vita non è un menu, non si possono ordinare i piatti quando si è pronti per mangiarli. Io non ero stata pronta a perdere Sam [il figlio dell’autrice]. E non mi sentivo pronta a dire addio a Philip [il nuovo compagno].”

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“Uno dei molti modi in cui i gatti sono superiori agli esseri umani è il controllo che hanno sul tempo. Evitando di sezionare gli anni in mesi, i giorni in ore e i minuti in secondi, i gatti si risparmiamo un sacco di ansie. Liberi dalla schiavitù di misurare ogni singolo istante, di angosciarsi se sono in anticipo o in ritardo, giovani o vecchi, o se mancano solo sei settimane a Natale, i felini apprezzano il presente in tutto il suo sfaccettato splendore. Non si preoccupano mai dell’inizio o della fine. Dal loro paradossale punto di vista, una fine spesso rappresenta un inizio. La gioia di crogiolarsi sul davanzale di una finestra può sembrare eterna anche se misurata con il tempo umano si restringe a diciotto miseri minuti.

Se gli uomini riuscissero a programmarsi per dimenticare il tempo, potrebbero apprezzare una successione ininterrotta di piaceri e possibilità. I rimpianti per il passato si dissolverebbero insieme alle ansie sul futuro. Noteremmo il colore del cielo e saremmo liberi di fare nostra la meraviglia di essere vivi in questo preciso momento. Se fossimo capaci di assomigliare di più ai gatti, le nostre vite ci sembrerebbero eterne.”

[continua]

 

Mici nella notte! :-)

Ieri pomeriggio siamo tornati dall classica due-giorni pasquale (dal sabato al lunedi’ pomeriggio) con visita parentale in  quel di Merano, cosi’ abbiamo anche provato la nuova pandina sul percoso lungo con risultati piu’ che soddisfacenti 😉

Stavolta non abbiamo chiamato la cat-sitter per star dietro ai gatti, abbiamo messo due bei e semplicissimi distributori di acqua e di crocchette, raddoppiato la lettiera mettendone una seconda e… attivato un sistema di videosorveglianza a basso costo monitorabile da un qualunque PC o smartphone remoti connessi a Internet 😉

In pratica si tratta di tre videocamerine IP connesse al router-modem ADSL di casa (il PC puo’ anche stare spento, serve solo per la configurazione iniziale). Queste videocamerine possono essere ruotate orizzontalmente e verticalmente sempre da PC remoto e hanno la vista a infrarossi per la visione notturna. Nonostante il loro basso costo (in seguito ad offerta speciale) la qualita’ e’ sufficiente per una utilizzazione simil-sistema di sorveglianza, infatti in teoria sarebbero anche capaci di mandare una e-mail o un sms in caso di rilevamento di movimento, ma noi tale funzione non l’abbiamo impostata.

Lo scopo era, visto che sarebbero stati due notti e tre giorni da soli, verificare che i gatti non avessero impellenti necessita’, tipo mancanza d’acqua per distributore rovesciato o simili. Inoltre serve anche per quando Tom, il cane, e’ solo a casa quando lavoriamo entrambi.

Mi ci son picchiato per un mese buono per riuscire a farle funzionare quelle benedette videocamere! Un po’ perche’ io di router non ne capivo granche’, un po’ perche’ poi ho scoperto che il software fornito con le videocamere non funzionava da remoto; cambiato quello e’ andato faticosamente tutto a posto. Pero’ adesso siamo soddisfatti del risultato! 😀

Abbiamo potuto vedere che i gatti sono, come ci aspettavamo, molto piu’ attivi nelle ore serali, mentre in quelle pomeridiane dormono o, come nel caso di Numa, spariscono letteralmente (in realta’ sappiamo che va a dormire nell’armadio ;-)). Inoltre non e’ vero che non gliene importa nulla dei padroni: gli abbiamo beccati spesso a guardare per lunghi minuti ed apparente apprensione la porta di casa, come a vedere se rientravamo o no, soprattutto nella fascia di orario nella quale normalmente torniamo a casa 🙂 Ci facevano una tenerezza! 😦

Comunque eccoli qua, in qualche fotogramma anche in notturna 😛 E in fondo c’e’ anche Tom, in un fotogramma di pochi minuti fa. Lui, poverino, sta quasi sempre accanto alla porta, in attesa del nostro rientro 😦

Sissi e Julius (che fa il pane sul maglione! ;-))

La simpatica Numetta spunta da dietro i cuscini

Gatti fantasma!! 😀 Sissi sul divano, Julius sul tavolo, Numa dalla porta

Tom all’ingresso di casa, in paziente attesa del nostro rientro…