Anche Giustino se n’è andato…

Un tempo scrivevo tanto qui sul blog. Pubblicavo ogni due o tre giorni. Oggi pubblico 2 o 3 post al mese 🙂 E’ anche questo un segno che la vita e le priorità cambiano. Sicuramente avevo tanto da scrivere, tanti argomenti, soprattutto tanto tempo. Anche se nulla resta immutato per sempre, ci sono fasi della vita dove per decenni può non cambiare nulla, ma in altre tutto cambia in continuazione. Così la mia vita è cambiata molto in questi ultimi quindici anni, è cambiata continuamente, e anche il blog ne è stato, e ne è, un riflesso. Guardando a cosa scrivo oggi, mi accorgo che lo uso per riproporre antichi post, per mettere qualche breve stralcio tratto da un libro o per… farne un uso più personale, più per me che per chi legge, ovvero scrivere di una data che, nel tempo, vorrò ricordare. E fatalmente spesso si parla di decessi, di persone o animali cari 😀

Ieri se n’è andato un altro pezzo della storia di Wolf e Lady Wolf, ovvero Giustino (Il pesce scalare più grande nella foto sotto, quello più in basso).

Due sere fa stavo cambiando i soliti due litri e mezzo di acqua (preferisco fare così ogni sera che fare il cambio di un terzo di tutta l’acqua dell’acquario ogni tanto, cosa che per me è troppo invadente per i suoi inquilini) quando ho visto Giustino che stava di traverso, rivolto verso l’alto, in un angolo dell’acquario. L’ho spostato delicatamente e lui si è raddrizzato e spostato verso il centro dell’acquario, ma si vedeva che qualcosa non andava. Dopo qualche ora era poggiato sul fondo, con Alby, un Corydoras, pesce “pulitore” da fondo, che sembrava mangiucchiarselo vivo (sembra macabro a noi, ma per i pesci è normale…). Allora l’ho tolto dall’acquario e l’ho messo in una vaschetta a parte della quale ogni tanto controllavo la temperatura. La mattina dopo, a sorpresa, era ancora vivo, e lo era ancora verso l’ora di pranzo, quando Lady Wolf è tornata a casa dalla pausa dal lavoro. A quel punto ho chiamato un veterinario esperto in acquariologia che mi ha detto di mandargli una sua foto, così ci avrebbe dato qualche suggerimento, ma… il tempo di tornare a casa e Giustino non respirava più. La cosa strana è che non presentava anomalie: non era gonfio, non aveva pinne mangiucchiate o puntini di nessun genere sul corpo. Sembrava normale. Anche i parametri chimici dell’acquario sembravano buoni. Eppure, nel giro di 18 ore, è morto.

Non era vecchio, non aveva neanche quattro anni. In teoria un pesce Scalare può vivere fino a 8-15 anni, ma di fatto ciò sembra essere vero in vasche grandi, mentre in altre più piccole, come la nostra da 100 litri, lo stress, soprattutto se ci sono altri pesci “grandi”, può ridurre di molto le sue aspettative di vita.

Giustino era arrivato nel marzo del 2013 assieme a due altri piccoli scalari, Leone e Marilù, quest’ultima morta dopo pochi mesi. E’ stato uno dei primi abitanti del nostro acquario, assieme a altri pesci alcuni dei quali ancora vivi: 4 Corydoras e 2 Trichogaster. Qui trovate il post augurale che feci all’epoca: Acquari e… carattere 😀

Credo che il suo periodo più felice fu a cavallo tra il 2014 e il 2015, quando arrivò Whity, un piccolissimo scalare tutto bianco che in breve tempo divenne la regina dell’acquario. Costruirono una coppia e… quasi una famiglia: Whity depose le uova ma gli avanotti che nacquero non sopravvissero, troppi pesci pronti a farne il proprio pasto probabilmente.

Purtroppo Whity non visse a lungo: un blocco intestinale, cosa che scoprimmo essere purtroppo frequente in questo tipo di pesce, così affusolato, se la portò via, quasi esattamente un anno fa’: Whity

Per non lasciare Giustino di nuovo da solo, presi altri scalarini, di cui uno morì ma altri due sopravvissero: Junior – quasi identico a Giustino, da cui il nome – e Nanty.

Giustino era solo un pesce, la sua morte non è certo paragonabile a quella di un animale “maggiore”, come un gatto, e tanto meno di una persona. Ma era… vita. Faceva parte della nostra storia: è un altro pezzetto di essa che se n’è andato…

Fai buon viaggio, Giusty! Chissà che non ritrovi la tua Whity! 🙂

La coscienza della morte negli animali

Sissi, Julius e Numa, 2013

Una cosa di cui sono ormai ragionevolmente sicuro è che gli animali non hanno coscienza della morte.

In questi giorni mi è capitato sovente di vedere Numa e Sissi aggirarsi per casa, in camera in particolare, e guardare attentamente nei posti, nelle cucce, dove Julius soleva andare negli ultimi tempi.

Soprattutto Numa sembra sorpresa di non vederlo. A volte sembra… aspettarlo, come se, anche questa volta, Julius si fosse allontanato per, presto o tardi, ritornare.

Una notte di due anni fa’ Julius cadde dal balcone della casa dove abitavamo, al primo piano di una palazzina.

Noi non c’eravamo, avevamo fatto un breve “scambio casa” con una zia di Lady Wolf per avere modo di stare qualche giorno con sua nonna, a 400 chilometri di distanza. Quando la zia ci avvisò che non trovava più Julius, tornammo precipitosamente indietro… ma lui non c’era.

Julius riposa dopo essere stato ritrovato, 2013

Furono giorni terribili. Non c’è nulla di peggio di immaginare il proprio amato animalotto impaurito, nascosto chissà dove, morire di fame a poco a poco.

Lui non era abituato a stare fuori, non ce l’avrebbe mai fatta. Per fortuna, grazie a Lady Wolf che non si diede per vinta, lo ritrovammo quando io, ormai, iniziavo a perdere la speranza.

Se cercate nel blog, mettendo “Julius” come parola chiave, certamente vi uscirà quanto scrissi allora.

Quando lo riportammo a casa, sano e salvo, Numa, a sorpresa, si arrabbiò con lui, forse perché sentiva un odore diverso prendendolo perciò per un altro gatto. I gatti, come i cani, vanno molto a “fiuto”. Comunque poche ore dopo si riappacificarono.

Poi c’è stata la notte in cui Julius venne ricoverato dal veterinario. Anche lì Numa lo vide ritornare.

Credo che lei, ancora, si… sorprenda di non vederlo. Forse, a modo suo, si pone delle domande. Ma non credo “sappia” che è morto. Non credo che gli animali abbiano questa coscienza, che sappiano cosa è la morte.

Ed è una cosa bellissima, che invidio loro tantissimo!

Si potrebbe obiettare che ci sono cani che vanno sulla tomba del padrone defunto, ma questo non significa che sanno che è morto. Penso che anche lì… si aspettino di vederlo tornare. Come Hachiko che, fino alla sua stessa morte, andò ad aspettare il ritorno del suo “amico umano” alla stazione ogni giorno.

Mi sono rovinato parte della vita, “grazie” alla consapevolezza della morte. Credo che questa sia la vera punizione dell’umanità per aver colto la mela dall’albero della conoscenza.

Personalmente preferirei essere ignorante. Preferirei essere… un gatto.

Numa oggi

Un, due, tre… Stella!

Aggiornamento del 5 di agosto: la dolcissima Stella è stata adottata! 😀 Tra l’altro, visto che la nuova padroncina abita proprio ad Arenzano… è facile che ci rincontreremo in giro! 😉

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E’ passato un sacco di tempo dal mio ultimo post! Un po’ sono stato poco bene (tanto per cambiare, direbbe Lady Wolf :-D), un po’ ho il tempo contato e… ammetto che il (poco) tempo libero lo uso spesso in modo diverso. Inoltre anche gli ormai cronici malfunzionamenti del blog mi fanno passare la voglia 😦

Comunque voglio tornare a pubblicare un post… dedicandolo a Stella! 🙂 Chi è stella? E’ la magnifica cagnolina che potete vedere nelle foto. E’ un’ospite del canile di Arenzano, nella provincia di Genova (anzi, adesso è parte della sua “Città Metropolitana”… speriamo non ne erediti i problemi! :-|).

Ieri, sabato, Lady Wolf ha deciso di fare qualcosa di diverso e, assieme al fido Tom, siamo partiti per i soliti laghetti ma… passando prima dal suddetto canile e prendendo per una giornata Stella, in modo da regalarle un po’ di libertà… controllata, ovviamente, ma nemmeno tanto visto che si è dimostrata una cagnina davvero bravissima! Abbiamo addirittura potuto sguinzagliarla: è stata sempre vicino a noi e quelle due o tre volte che si è allontanata per curiosità è subito tornata con pochi “richiami all’ordine” 🙂

Stella ha due anni ed è già sterilizzata. Non sappiamo da quanto è “ospite” del canile, ma siamo comunque stupiti che ancora nessuno l’abbia adottata: è diligente, tenerissima, brava sia con le persone che con gli altri cani. E’ una coccolona: ti si sdraia vicino per prendersi le coccole e se smetti appena di dargliele… ti richiama con le zampine! 🙂

Ha fatto anche un paio di bagni nel laghetto e si è visto subito che non ne aveva mai fatti: era molto imbarazzata, ha provato a… camminarci sopra 😀 e anche se ha capito presto come nuotare… poi ha smesso: due bagni erano già tanti per la sua prima giornata 😉

L’unico neo del pomeriggio è che, poverina, non era abituata nemmeno all’auto. Visto che siamo venuti via presto dai laghetti, ho pensato che sarebbe stata una crudeltà riportarla già al canile e così siamo andati al passo del Faiallo, oltre mille metri, un po’ di frescura ma anche tanta distanza e curve strette… ha vomitato due volte! 😮 Non me ne frega nulla dell’auto, l’abbiamo ripulita con fazzolettini e acqua e la porterò a lavare, ci è dispiaciuto per lei 😦 Però una volta lì abbiamo fatto tutti e quattro un pezzo di Alta Via dei monti liguri e… sembra avere decisamente apprezzato! 😉

Non è stato facile riportarla al canile a fine giornata, anche se lei al momento sente che il suo box, lì, è la sua casa, e ci è tornata senza problemi… stanca forse, ma spero felice per un giorno 🙂

Ora stiamo spargendo la voce per lei. Lady Wolf su Adottauncucciolo, ha già avuto più di mille visualizzazioni per il post su Stella! Non ci credo che qualcuno non si farà avanti per lei ma… oh, se resta lì ancora un po’… va a finire che, salute permettendo, stresserò un po’ Lady Wolf per accrescere il nucleo famigliare!! 😛

Comunque è adottabile in tutto il centro nord, se qualcuno conoscesse persone interessate… fatemelo sapere: Stella, sicuramente, non li deluderà! 🙂

Per quanto mi riguarda, sono stato io grato a lei per la bella giornata e per il suo affetto: è difficile dare torto a chi poi “esagera” preferendo gli animali agli esseri umani… conoscete qualcuno che conosciuto in giornata, sia già così affettuoso e fedele? 🙂

La dicotomia animali-uomini

Che il mondo viva di dicotomie è un dato di fatto. Sembra che non sia possibile avere posizioni “di mezzo”, equilibrate, o si sta da una parte o dall’altra, o si parteggia per gli uni o per gli altri. A volte in modo anche stupido e incomprensibile.

Un esempio sono gli animali: chissà perché, sembra che si possa essere solo animalisti estremi oppure credere siano solo oggetti ad uso e consumo degli esseri umani 🙂 Perfino il Papa, a mio avviso, e sempre che sia vero ciò che lessi qualche mese fa, è caduto in questo “tranello”: o si vuol bene agli animali o ai “fratelli” umani, o si pensa e si aiuta i primi oppure i secondi. Pensare, aiutare e amare entrambi pare non sia possibile. Vorrei sapere cosa ne avrebbe pensato San Francesco, se conta qualcosa.

Quando dall’ufficio vado a fare la spesa per i miei animalotti, spendendo una certa cifra visto che sono quattro (tre gatti e un cane, senza contare i pesci), c’è sempre qualcuno che inevitabilmente cala una battuta del tipo “ma non pensi agli esseri umani che hanno fame?”. Per non fare polemiche, evito solitamente di dire “E te, pur non comprendo nulla per gli animali, ci pensi?” 🙂 Una volta a dire il vero ho ribattuto qualcosa di simile dicendo che io per gli animali spendevo “tot” mentre l’interlocutore, per il suo hobby musicale, aveva appena speso “tot x 100” 😉 Ma chissà perché spendere per i propri hobby va bene… purché siano inanimati, se invece sono esseri viventi – non umani, va da sé – allora non va più perché quei soldi andrebbero ridirezionati ai poveri e affamati 😉

L’uomo è davvero un essere curioso, non pensate?

Conosco persone che vanno a fare volontariato sia nei canili che presso le persone bisognose. Altre che, pur avendo animali da mantenere, fanno donazioni per le cause più disparate, dagli enti umanitari alla ricerca medica. Mentre, va da sé, spesso chi non pensa agli animali non pensa nemmeno al vicino di casa che trova agonizzante sul pianerottolo (estremizzo, naturalmente).

Tutti sappiamo che è così in fondo, ma l’essere umano ha davvero qualcosa che manca totalmente agli animali: l’ipocrisia.

22 giorni – un racconto contro la mattanza pasquale di povere e innocenti creature

So che non cambierà le cose, questo racconto di Alessandro Vegano Vettorato segnalato dall’amica http://passatorecortese.iobloggo.com/: ognuno avrà già fatto le sue scelte per Pasqua e, purtroppo, non le cambierà adesso, ma… servisse a far cambiare idea ad uno solo di voi, ne sarrebbe valsa la pena!

Ci scandalizziamo per la giraffina soppressa nello zoo in Danimarca, per i delfini che fanno la stessa fine, per i cani mangiati in Corea e Cina, per le balene massacrate in Giappone… e poi facciamo questo. Basta con queste tradizioni orribili, crudeli e senza senso! Non mi dite che il gusto (!) di un agnello vale la sua mattanza! Se proprio volete l’agnello a tavola, compratene uno di marzapane, i bambini lo apprezzeranno sicuramente di più!

Wolfghost

22 giorni.

Sono nato 22 giorni fa. Faceva ancora freddo e mi sono rifugiato nella lana calda di mamma.

Ho capito subito, appena nato, che fosse lei dal modo in cui mi ha leccato sulla testa, da come mi ha chiamato e, soprattutto, da come mi ha guardato.

I primi giorni li ho passati nel tepore del suo respiro. Era bello chiudere gli occhi e sapere che lei era lì.

 

Sono nato 22 giorni fa e, tutto attorno a me, altri agnellini. Dall’alto avremmo potuto essere scambiati per nuvolette. Correvamo per i prati, rendendo soffice l’erba che nasceva, rendendo soffice il richiamo di mamma, impigliato fra le fronde degli alberi ed il mio cuore.

 

Qualche giorno fa ho chiesto a mamma se fossi figlio unico. Lei ha sospirato e non ha risposto. È diventata all’improvviso triste e se ne è andata via.

Quella sera mi si è avvicinata una vecchia pecora, con il vello tutto stopposo, ma con gli occhi saggi.

Mi ha detto che ogni pecora non ha mai un solo figlio. Mi ha detto che ogni pecora è madre ogni anno e che ogni anno… ma poi non ha voluto continuare, gli occhi le si sono inumiditi, ha dato la colpa al freddo della sera e se ne è andata anche lei.

 

22 giorni.

 

Abito in un prato con la mamma, tante altre mamme pecore e tanti altri agnellini. Lo spazio non è enorme, a volte mi chiedo cosa ci sia al di là dello steccato, ma sono troppo impegnato a correre, giocare, mangiare, dormire, sognare per pensare ad altro.

 

Sono diventato amico di tanti animaletti. Talpe, ricci, galline, un tasso, qualche uccellino. Sono questi ultimi, però, che, ogni volta che parlo del futuro, di come mi cresceranno le corna in testa, di quanto sarà folto il mio vello da grande si lanciano strane occhiate e sospirano. Se chiedo il perché di ciò volano via.

 

22 giorni.

 

Mi sembra ieri quando ho aperto gli occhi per la prima volta ed ho assaggiato il latte della mamma.

La mamma ha lo sguardo pensieroso. Mi guarda come se dovesse non vedermi più.

Quando fa così vado da lei e le appoggio il muso sulla pancia. La sento respirare. La mia mamma è una culla. Mi addormento e faccio bei sogni.

 

22 giorni.

 

Qualche giorno fa sono scomparsi degli agnellini. È tutto talmente strano. Il giorno prima giocavano con me, il giorno dopo non c’erano più.

Sono andato a cercarli, ma il prato non è così grande e le sbarre troppo alte perché siano saltati dall’altra parte.

Perché non sono venuti a salutarmi? Siamo amici.

Le loro mamme piangono in un angolo della stalla. Hanno il muso tutto sporco di fieno e non vogliono mangiare. Incrocio lo sguardo di mamma. Mi sta guardando. Ha gli occhi stanchi. Vorrei chiederle qualcosa di questa situazione, del perché quelle mamme piangano, ma lei se ne va via.

 

22 giorni.

 

Altri agnellini sono scomparsi. C’è agitazione fra di noi. Tutti bisbigliano, nessuno bela a voce alta. Noi agnellini stiamo in gruppo e cerchiamo di capirci qualcosa, ma nessun adulto sembra volerci dare delle spiegazioni.

 

22 giorni.

 

Ho ancora gli occhi impastati di sogni quando gli esseri strani a due zampe entrano nella stalla e mi svegliano. Non lo fanno molto delicatamente, mi rovesciano a testa in giù e mi tirano su per le zampe. Mi fanno male, cerco di farglielo capire belando, ma quello che mi ha preso mi scuote, dice delle cose in un linguaggio strano, sembra arrabbiato. Cerco mamma con lo sguardo, la trovo, lei è sveglia e sta belando forte. Mi dice che mi vuole bene. Mi dice che sarò sempre il suo bambino. Mi dice che non mi dimenticherà. Mamma piange. Mi portano via. Il mondo a testa in giù è anche divertente da vedere, ma non voglio che mamma sia triste. Le mani che mi tengono le zampe stringono, fanno male. Vedo che stanno portando via anche altri due agnellini.

 

Dove ci portano?

Siamo fuori. Siamo fuori dal prato. Abbiamo superato le sbarre. Forse questo significa diventare grandi. Avere il vello folto. Ma la mamma mi manca.

Volto la testa verso il prato dove sono nato, voglio vederla, forse è lei con il muso infilato fra le sbarre che mi chiama, che mi chiama, poi entriamo in una stanza e qui ci sbattono a terra. Che posto strano. Ci sono dei ganci che pendono dal soffitto e ci sono delle macchie scure sui muri. Mi avvicino, ne annuso una, è un odore pungente che mi ricorda il sangue, ma non può essere sangue, sono macchie troppo grandi, poi quello strano essere che chiamano uomo afferra uno dei miei amici agnellini per le zampe, lo lega al gancio, fa lo stesso anche con l’altro,

 

poi è il mio turno.

 

Mi divincolo, ho paura, voglio la mamma, ma quelle braccia sono troppo forti e lo vedo, l’uomo, lo vedo mentre belo e piango a testa in giù, lo vedo che prende un oggetto da un tavolino, si avvicina a me, mi prende per la testa, me la solleva e l’ultimissima cosa che ricordo, prima che tutto diventi scuro, è che quando sono nato ed ho cercato di mettermi in piedi sulle zampe il muso di mamma era lì, a sostenermi, ed io ho pensato che ci sarebbe stato tutta la vita.

 

P.S.: 22 sono in media i giorni che vivono gli agnelli destinati ad essere ammazzati per pasqua

Cit A. Alessandro Vegano Vettorato

Stop vivisection!

Cari amici, oggi, grazie al “promemoria” di Glicine61 che l’ha postato sul suo blog http://nuvoledipoesia.iobloggo.com/, voglio ricordarvi che è in atto in tutta Europa la raccolta di firme per chiedere l’eliminazione della orribile pratica della vivisezione. E’ necessario raggiungere un milione di firme entro il primo Novembre 2013 e, poiché siamo solo a un terzo e la raccolta è iniziata già dal primo Novembre dello scorso anno… non siamo messi proprio bene 😦

Per favore, non prendetela come la “solita petizione” da Internet che lascia il tempo che trova: questa è una raccolta firme seria. Non commentate “ah, sì, che bella iniziativa!” o “quanto è vero!”, per poi passare oltre: non ha alcuna importanza che commentiate questo post, se concordate… firmate! Non passate oltre! Non rimandate: non tornerete a firmare!

Vi eviterò video o immagini terrificanti allo scopo di sensibilizzarvi, ma sappiate che quelli che girano in Internet non sono “video speciali e rarissimi”, sono purtroppo la realtà, succedono davvero!

Mi limito a riportare qua sotto alcuni stralci dal sito dell’iniziativa e il relativo link. Potrete leggere perché la vivisezione non è solo immorale, ma è anche inutile e perfino dannosa.

E comunque, aggiungo di mio, smettiamola di considerarci al di sopra della Natura; smettiamola di credere arrogantemente che, a nostro uso e consumo, possiamo uccidere, torturare, dilaniare, qualunque altro animale. Ricordiamoci che non esiste il “regno umano”, esistono solo i regni minerale, vegetale e animale, e noi facciamo parte dell’ultimo così come tutti gli altri animali. Non abbiamo alcun diritto di arrecargli un’orribile morte e sofferenza, nemmeno per scopi scientifici (peraltro opinabili, come potrete leggere).

Fatemi un favore, non commentate… firmate: http://www.stopvivisection.eu/it/content/sign-online

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“Grazie all’iniziativa popolare, con un milione di firme i cittadini europei possono partecipare in prima persona all’attività legislativa dell’Unione Europea.STOP VIVISECTION dà la possibilità ai cittadini di esprimere il proprio NO alla sperimentazione animale e di richiedere con forza all’Unione Europea un percorso scientificamente avanzato, a tutela degli esseri umani e dei diritti degli animali.”

“L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea stabilisce che “l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti“. Questo riconoscimento ufficiale porta in sé l’obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza alcun dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa.

Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficienza e l’affidabilità.

Per tale ragione la pratica della sperimentazione animale rappresenta:

  • un pericolo per la salute umana e per l’ambiente,
  • un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo,
  • un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo.

In considerazione di quanto precede, noi sottoscritti cittadini europei richiediamo alla Commissione europea l’abrogazione della direttiva 2010/63/UE, con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali.”

“L’iniziativa STOP VIVISECTION nasce a seguito delle numerose e vibranti proteste dei cittadini europei rispetto all’approvazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”). Tale direttiva non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Inoltre la sperimentazione animale rappresenta un serio pericolo per la salute umana in quanto i test animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e frenano lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica.”

L’intera informazione la trovate sul sito http://www.stopvivisection.eu/it

Per firmare: http://www.stopvivisection.eu/it/content/sign-online

Una rivoluzione animalista

Quando vedo scene racappriccianti come questa (http://www.nelcuore.org/blog-associazioni/item/vietnam-il-maiale-dimezzato-perche-il-suo-sangue-porta-fortuna.html) mi vergogno profondamente dei miei simili. Provo un senso di pietà e dolore per l’animale, di sconcerto e rabbia per l’ignoranza e l’insensibilità della maggior parte dell’umanità.

Tempo fa, sapete, ho iniziato a sognare ad occhi aperti ad una rivoluzione, una guerra civile, dove una parte dell’umanità combattesse – e vincesse – per i diritti degli animali, sul modello di quella americana nata – almeno in parte, e almeno ufficialmente – contro la schiavitù. Lo so, addirittura una guerra, con spargimento di sangue, non è mai bella da pensare e, in fondo, so che non accadrà, non per questa e per qualche altra generazione almeno. Però sogno lo stesso un domani dove sempre più persone si rendano conto di quanta ignoranza, arroganza e crudeltà ci sia nell’atto di sfruttare la superiorità (momentanea) della specie umana per distruggere e torturare le altre.

Non siamo qua per distruggere il pianeta. Non siamo qua per torturare e procurare sofferenza, né ad altri uomini, né ad altri animali.

C’è ancora chi promulga che gli animali siano stati fatti per essere al servizio dell’uomo, così come molti secoli fa promulgava che la terra era al centro dell’universo. Ma io credo che questa sia una falsa fede, una fede di circostanza, di convenienza, un modo per potersi arrogare da soli il diritto di compiere tutte le nefandezze che si vuole.

Ricordo di aver letto un commento su un articolo contro l’utilità della vivisezione di qualcuno (pro-vivisezione evidentemente) che più o meno sosteneva “Siete ipocriti: se sapeste che l’uccisione di mille cani servisse a curarvi anche solo un raffreddore, non esitereste ad essere d’accordo”. Ebbene no, caro qualcuno. Io non sarei d’accordo. E non lo scrivo adesso perché ho la fortuna di avere ancora la salute. So che lo sottoscriverei anche il giorno che fossi malato terminale. La vita è vita, in ogni sua forma evoluta, e come tale va percepita e rispettata.

Chi non è in grado di sentire la vita in un animale, in realtà non è in grado di apprezzare nemmeno la propria. Il suo è solo attaccamento dell’ego, non vero amore per la vita.

P.S.: Tomino ha subito una piccola operazione per una biopsia. I risultati ci saranno dati tra una settimana o dieci giorni… Il piccolino ha bisogno dei vostri auguri! 🙂