Cleo

“Cleo” è un interessante libro di Helen Brown, giornalista, scrittrice e conduttrice neozelandese. E’ in pratica l’autobiografia della scrittrice e della sua famiglia, Cleo inclusa, durante i quasi 24 anni in cui questa gatta ne ha fatto parte. Cleo ha la parte principale, è vero, ma il libro non è, come ci si aspetterebbe, costruito solo su di lei, anzi in alcuni capitoli le sue apparizioni sono piuttosto marginali. Cio’ è in linea con l’idea dell’autrice che non vuole limitarsi a scrivere un libro divertente su un gatto, ma intende dimostrarne l’importanza in una famiglia segnata da un evento drammatico come la morte di un bambino, uno dei due figli dell’autrice. Cleo viene accettata in famiglia proprio perché quel bambino l’aveva scelta poco tempo prima di morire in un incidente.

Il punto di forza del libro è, a mio avviso, la grande scorrevolezza della scrittura di Helen Brown e la sua capacità di umanizzare in maniera molto divertente i comportamenti di Cleo. Ma la Brown non si ferma a questo, intercalando qua e là degli interessanti spunti di riflessione. Ve ne offro qualcuno 🙂

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“Ecco perché rimasi sconvolta quando in un soleggiato pomeriggio ne trovai una [mantide religiosa] tra le grinfie di Cleo. La gattina stava giocando con quella povera creatura, lasciandole credere di essere riuscita a fuggire per poi balzarle di nuovo addosso. Il mio primo istinto fu di correre in aiuto dell’insetto. Ma aveva già perso una zampa. Non c’era più speranza.

Per la prima volta provai un lieve moto di repulsione nei confronti di Cleo. D’altro canto, se avessi cercato di impedirle di cacciare e occasionalmente di uccidere un’altra creatura, le avrei negato una componente essenziale del suo essere gatto. Da qualche parte, in fondo alla mia mente, riuscivo a sentire mia madre che diceva: <<Non si può interferire con la Natura>>. Non che la sua educazione da autentica pioniera rispecchiasse questo sentimento. I nostri antenati non avevano avuto nessuno scrupolo a ridurre in cenere immense porzioni di territorio.”

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“Nonostante ciò, sobbalzavo ogni volta che il telefono squillava. Ma non era mai lui. Perché avrebbe dovuto? Quando avevamo rotto avevamo messo le cose più che in chiaro. Aveva detto che non era pronto, qualunque cosa significasse. Se la gente aspettasse fino a quando è tutto pronto, allora non accadrebbe mai niente. La vita non è un menu, non si possono ordinare i piatti quando si è pronti per mangiarli. Io non ero stata pronta a perdere Sam [il figlio dell’autrice]. E non mi sentivo pronta a dire addio a Philip [il nuovo compagno].”

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“Uno dei molti modi in cui i gatti sono superiori agli esseri umani è il controllo che hanno sul tempo. Evitando di sezionare gli anni in mesi, i giorni in ore e i minuti in secondi, i gatti si risparmiamo un sacco di ansie. Liberi dalla schiavitù di misurare ogni singolo istante, di angosciarsi se sono in anticipo o in ritardo, giovani o vecchi, o se mancano solo sei settimane a Natale, i felini apprezzano il presente in tutto il suo sfaccettato splendore. Non si preoccupano mai dell’inizio o della fine. Dal loro paradossale punto di vista, una fine spesso rappresenta un inizio. La gioia di crogiolarsi sul davanzale di una finestra può sembrare eterna anche se misurata con il tempo umano si restringe a diciotto miseri minuti.

Se gli uomini riuscissero a programmarsi per dimenticare il tempo, potrebbero apprezzare una successione ininterrotta di piaceri e possibilità. I rimpianti per il passato si dissolverebbero insieme alle ansie sul futuro. Noteremmo il colore del cielo e saremmo liberi di fare nostra la meraviglia di essere vivi in questo preciso momento. Se fossimo capaci di assomigliare di più ai gatti, le nostre vite ci sembrerebbero eterne.”

[continua]

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24 pensieri su “Cleo

  1. Il problema del tempo ci affligge da quando lo abbiamo inventato… certo il tempo cronologico ha messo ordine ed ha la sua utilità, ma quanto ci limita? se immaginassimo anziché una linea un bel cerchio, allora presente, passato e futuro si trasformerebbero in una sorta di eterno presente, non avremmo bisogno di scavare nel passato, né di angosciarci per il futuro… e quanti soldi risparmiati dallo psicanalista… beh!
    scherzo ovviamente, ma solo un po’…
    un abbraccio

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    • Esattamente come diceva Mark Rowlands nel suo “Il lupo e il filosofo”: La risposta di Rowlands sta nel tempo. Mentre infatti l’animale vive in maniera “ciclica”, come se ogni giorno rinascesse e finisse allo stesso modo di quelli che l’hanno preceduto, l’uomo vive su una “linea retta”, ovvero rivolto al passato o, soprattutto, proiettato al futuro; ogni cosa che fa, o quasi, e’ infatti proiettata ad ottenere qualcosa, che sia nel giro di poche ore, di mesi o di anni.
      Ecco cosa toglie la morte a noi che non toglie agli animali: il futuro. E’ questo cio’ che noi non siamo capaci, per lo piu’, di accettare serenamente: non poter piu’ pensare di avere un futuro davanti; in questa ottica di “vita progettuale” tutto cio’ che abbiamo fatto nel passato o che facciamo nel presente diventa inutile, quando non una tragica presa in giro.

      Rowlands non da vie di fuga, sarebbe troppo facile rifugiarsi nell’ormai usurato “carpe diem” o in qualche dottrina orientale del “vivere qua e adesso”, e la possibile credenza in una vita nell’aldila’ non rientra – volutamente – nella trattazione del libro e, immagino, nemmeno nel personale sentire dello scrittore. Lui da’ solo una spiegazione, non una ricetta per “uscirne”; forse perche’ sa bene che noi umani – nonostante tutta la nostra filosofia, o forse proprio a causa di quella – difficilmente potremmo davvero essere in grado di vivere completamente in maniera ciclica, cosi’ come appaiono fare quegli animali che possiamo solo continuare ad ammirare.

      Questo lo scrivevo qua: Il lupo e il filosofo 🙂

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  2. Sono in perfetta sintonia con quanto scrivi riguardo soprattutto al modo di vivere dei gatti… vivere unicamente nel presente e godere di ogni attimo intensamente. Del resto è anche quello che mi permette di fare il mio cane, cercando di capire il suo modo di vivere e i suoi bisogni, compreso il suo linguaggio. Sto scoprendo le mille sfaccettature della natura, le modifiche continue, come mai prima. Stupenda esperienza!

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    • Assolutamente, non solo gatti, ma anche cani e ogni altro animale 🙂 Dai un’occhiata alla risposta a mariadambra, nella quale riporto un estratto dal libro “Il lupo e il filosofo”, dove non si parla di un gatto ma di un lupo, ed anche di cani e animali in generale 😉

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  3. I gatti ci insegnano tante cose da piccoli segni o gesti. Per esempio sono sempre presenti senza mai essere invadenti, stanno nella stessa stanza con te anche a distanza (l’importante è averti a portata di sguardo), quando vogliono una coccola la chiedono e quando la ricevono ti fanno capire molto bene se la cosa gli aggrada oppure no. Piccole forme di rispetto del proprio spazio e non è piccola cosa.

    La mia gatta non è particolarmente affettuosa e non vuole dormire sotto le coperte con me, ma quando vuole è dolcissima e sempre presente. Mi ha aiutato a sentirmi meno sola molte volte…

    Domani devo partire per lavoro 6 giorni e al pensiero di lasciarla sola mi si stringe il cuore.
    Credo proprio che mi mancherà…

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    • Ogni gatto ha il suo modo di manifestare se’ stesso e i suoi desideri 🙂 Ci sono quelli miagolosi e quelli quasi muti, quelli che semplicemente ti si accostano e stanno immobili aspettando una carezza e quelli che ti saltano addosso con il loro dolce peso 😀 Quelli che ti dormono accanto appena possono e quelli che se ne stanno sempre per conto loro… ma sai che ci sono.
      Se c’e’ un errore che fanno gli umani pensando ai gatti e’… crederli tutti uguali. Ma d’altronde non generalizziamo anche sulla nostra stessa razza? 😉
      Sono sicuro che la tua gatta ti manchera’ e… che te mancherai a lei, che lo dimostri con evidenza o meno al tuo ritorno 🙂

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    • Purtroppo tutti piangiamo per qualcuno, cara Alessandra. Non farlo significa… essersene andati presto 😛 Fa parte della vita. Ma… tra l’adozione, o la nascita, e la morte questi animaletti ci danno tanto amore e… sperabilmente lo ricevono 🙂

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  4. Si capisce benissimo perché tu abbia riportato stralci di questi libro: alcuni sembrano proprio scritti da te, non solo per la “filosofia di vita” ma anche per lo stile, il modo di scrivere calmo, pacato, riflessivo che assomiglia tantissimo al tuo!

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    • D’altronde, cara Happy, sono abbastanza d’accordo con Proust quando dice…
      “Ogni lettore, quando legge, legge se stesso.
      L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.”
      Come dire… se un libro ci piace, e’ probabilmente perche’ rispecchia qualche parte di noi, che sia manifesta o che vorremmo rendere tale 🙂

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  5. Viene subito da dire: “Bella la vita dei gatti!”, ma anche dei cani, delle rondini, dei delfini, degli orsi o delle zanzare… E’ proprio la consapevolezza del tempo, la coscienza del principio e della fine quello che distingue gli uomini dagli animali, anche se ciò non li rende migliori… Al contrario! 🙂 Ma come sfuggire a questa trappola? Esiste un modo per “salvarsi” dalle sbarre? E’ nella risposta (o nella sua mancanza) l’essenza della vita?

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  6. Quanto sono importanti gli animali nella nostra vità… lo dimostrano i brani che hai trascritto.Tanto importanti che hanno portato una umana a scrivere un bel libro per dare
    loto il posto che meritano.
    Bravo Ghost, che ci proponi sembra dei bei temi su cui soffermarci e ci sproni a ricordare cose che spesso dimentichiamo. Ciao:-)

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  7. Ciao Wolf!
    Dev’essere molto bello questo libro. Penso che i gatti sappiano vivere molto più di noi e che avremmo tanto da imparare dalla “filosofia felina”.
    Un caro saluto e buon fine settimana!

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    • I gatti vivono, senza se e senza ma. Soprattutto senza timore del futuro ne pensieri coscienti rivolti verso il passato.
      … almeno credo! 😛
      Grazie, speriamo, ho un otite da paura! 😀

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  8. Beh! sai benissimo cosa rappresentano per me gli animali…..
    Io ho avuto solo due gatti: uno anarchico nato…..un vagabondo proprio e uno di una dolcezza infinita, sempre appiccicato a me ….
    Poi sono sopraggiunti i cani…ognuno con il proprio modo di essere ma con quella straordinaria filosofia di vita, da invidiare proprio.
    Vi abbraccio, perdona l’ assenza ma sono stata dietro ai viaggi di mia figlia…..che mi ricorda molto il gatto ” vagabondo ” che avevo o anche se vogliamo quegli splendidi piccioni viaggiatori….
    Un bacio e un abbraccio a tutti voi, gatti compresi……
    Per il delinquente…..non mi ripeto….già sai !!

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  9. Sì, anch’io penso che tendiamo a ritrovare nei libri ciò che abbiamo già dentro di noi, come una conferma al nostro sentire data da persone illustri, scrittori o filosofi. Infatti mi sono accorta anche che che lo stesso libro ha un riscontro diverso se letto in diversi periodi della vita, in circostanze e stati d’animo differenti. 🙂

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  10. Sono andata a leggere “Il lupo e il filosofo” del link. Il futuro… Rowlands ha capito che è il futuro chiò che ci fa vivere, che ci distingue dagli animali: non saremmo incapaci di vivere se sapessimo di non potere più dire “a domani”…

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  11. Queste parti prese dal libro che stai leggendo nascondono delle perle di saggezza. Vivere il presente ad esempio, senza starsi sempre a preoccupare del tempo che passa. Sarebbe bello dimenticarsi del tempo, io ho perennemente ansia per il futuro e qualche volta mi perdo il presente 🙂
    Un bacione! 😉

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