Buon quarto compleanno, Junior!!

Bé, ormai sembra che questo blog venga aggiornato solo per i compleanni di casa Wolf, in realtà però ad Aprile ne ho saltati ben due di compleanni: il mio e quello di Julius, il mio adorato gatto che se n’è andato ormai quattro anni fa (come passa il tempo) a soli sette anni e mezzo.

In effetti non è un caso che Junior abbia proprio quattro anni e si chiami così: arrivò, assieme ad un altro gatto, Jones, o più precisamente pochi mesi più tardi, proprio per lenire la mancanza di Julius e, poiché almeno come colore gli assomigliava, si beccò il nome Junior (cioé Julius Junior). Un’altra similarità è che Julius lo andai a prendere all’aeroporto (non arrivò in aereo 😀 ma la persona che me lo portò conosceva poco della mia città, per cui ci mettemmo d’accordo di trovarci lì davanti) mentre Junior alla stazione principale, lui infatti è un gatto capitolino, cioé di Roma 😉

Junior da piccino

Le caratteristiche di Junior sono l’affettuosità, sia con gli altri gatti e cani che con noi umani, e la netta prevalenza dell’istinto sulla ragione: è quasi sempre il primo ad arrivare sui malcapitati passerotti e altri animaletti che hanno la sciagurata idea di venire nel nostro piccolo giardino e, di contro, è sempre… uguale a sé stesso, che è un modo carino di dire che non impara nulla, non c’è verso, è proprio un testone, anzi una testina 😀 … e a noi va benissimo così 😉

Vi lascio con alcune foto del Nostro e con la promessa di tornare presto anche con contenuti diversi (non che questi mi dispiacciano 😉 ). Via via mi vengono in mente diversi argomenti, purtroppo sempre nel momento sbagliato, così rimando e… voilà, l’ispirazione passa! 🙂 Devo imparare a scrivere di getto… 😐

Junior con l’amico Tom (nel post precedente ce n’è una con l’amica Surya)
Junior in versione vamp
Sogni d’oro!
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Buon sesto compleanno, Surya! :-)

Bene, all’incirca in questo periodo cade il sesto compleanno della nostra Surya, nome che peraltro significa “Sole” in Indiano (indiano d’Asia, non d’America 😉 ) 🙂

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“All’incirca” perché in realtà non si sa esattamente quando è nata; il presunto anno di nascita fu dedotto infatti da un veterinario attraverso lo stato della dentatura, però potrebbe anche essere inesatto. Mese e giorno invece furono decisi di “ufficio” dal canile. Quindi non solo mese e giorno sono completamente fittizi, ma perfino l’età potrebbe essere diversa. Ma a noi poco importa 🙂 Abbiamo scelto metà marzo giusto per avere una data in cui festeggiarla 🙂

A parte gli occhi, azzurri molto chiaro, il lato che più contraddistingue Surya è quello caratteriale: è proprio una campana (di regione intendo, infatti viene da lì), simpatica e casinara 🙂 Le piace giocare con gli altri cani – anche se non tutti, ovviamente ha le sue simpatie e antipatie – e correre libera per monti e boschi… almeno quando glielo permettiamo, naturalmente 😉 Inizia a correre all’improvviso, sparisce nella boscaglia e poi riappare, sempre di corsa, a volte da tutt’altra parte da dove era sparita 😀 Insomma… diciamo che soprattutto all’inizio ci faceva prendere qualche spavento 😛 Purtroppo adesso è tempo di processionarie e dobbiamo stare molto attenti. Lei poi ficca il naso dappertutto e pertanto è parecchio a rischio 😦

Un altro lato evidente del carattere è quello del “cane da pastore”, infatti lei dovrebbe avere un po’ di pastore australiano nelle vene e in certi atteggiamenti si nota. Ad esempio, quando usciamo, cerca di tenere il suo “gregge” (noi e Tom 😀 ) unito e quando rientra a casa “conta” i gatti per vedere se ci sono tutti.

Con le persone estranee è socievole (per fortuna, visto che fanno a gara per accarezzarla!) ma non è sempre stata così: per molti mesi, quando la prendemmo dal canile, fu piuttosto guardinga e sospettosa. Poi altri proprietari di cani inizarono ad allungarle qualche biscottino e lei iniziò ad essere meno diffidente.

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Surya e Tom

Con il fratellino acquisito si comporta bene… ma non benissimo 😀 Infatti a volte gli fa qualche “agguato”, soprattutto se non ha qualche altro amichetto con cui giocare. Ovviamentelo fa per gioco, ma non sempre rispettandone mole e età (Tom ha 14 anni e mezzo e qualche acciacco) 😮 Però sappiamo che gli vuole un gran bene e temiamo per quando, se tutto andrà come da logica, lui la lascerà “figlia unica” 😦

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Surya con Junior

E con i cinque gatti di casa? Uguale 🙂 Vorrebbe giocarci a “ora ti prendo!”, soprattutto quando rientra a casa da una passeggiata. Scopo del gioco è riuscire a poggiare il suo muso sopra di loro: se ci riesce si ritiene soddisfatta e si quieta, altrimenti prova con un altro gatto 😀 Il suo preferito però è Jones che è anche il gatto dominante di casa. Probabilmente non è un caso 🙂 I gatti all’inizio erano un po’ preoccupati, ma ora, sapendo che non è pericolosa, spesso non si scompongono nemmeno e stanno semplicemente immobili 🙂 Qualche volta però qualche zampatina le è arrivata eh! 😉

Che il tuo vero sesto compleanno sia lontano o vicino… buon compleanno Sury!!! 🙂

Surya

Buona fortuna… coniglietto “A” e coniglietto “B”! :-)

C’è un parco, nella periferia della città vicina, dove vado tre volte la settimana a portare un po’ di crocchette alla locale colonia felina. Questi gatti non contano su di me, c’è una gattara che li cura portando loro cibo “umido” la mattina e poi ci sono altre persone che vanno nelle sere quando non vado io. Io do solo una mano, per il puro piacere di farlo.

Qualche mese or sono, nel negozio di articoli per animali dove compro le crocchette per questi gatti, vidi due coniglietti in vendita, erano in gabbie di plastica aperte in alto, ed erano molto simpatici 🙂

Purtroppo i mesi passavano e nessuno li comprava: loro crescevano e ormai avevano raggiunto dimensioni considerevoli. A un certo punto iniziai a preoccuparmi: se la gente non compra coniglietti cuccioli, figuriamoci quelli adulti 😦 Allora chiesi alla commessa che ne sarebbe stato di loro se fossero rimasti invenduti, lei mi rispose che si sarebbe informata e mi avrebbe fatto sapere. Qualche giorno dopo mi disse che sarebbero stati restituiti all’allevatore, ma alla mia domanda “e lui che ne fa?”… non seppe rispondermi. Temendo il peggio mi misi d’accordo con lei: se nessuno li avesse comprati, prima di darli all’allevatore li avrei comprati io, al prezzo più basso possibile.

La scorsa settimana, entrando nel negozio, la commessa mi disse in tono allarmato che il proprietario le aveva detto che sarebbe passato a vederli e che, se fossero stati ormai troppo cresciuti, avrebbe chiamato l’allevatore perché li riprendesse 😦

Vi dico subito che un ex-allevatore mi ha poi detto che il destino degli animali invenduti dipende dalle esigenze che hanno: i conigli che tornano indietro possono essere utilizzati per le cucciolate oppure… venduti come materiale commestibile per altri animali! Come i serpenti ad esempio! 😦

Quei conigli li ho visti crescere settimana dopo settimana, non potevo accettare una fine del genere 😦

Così, accompagnato da Lady Wolf, sabato mattina sono passato a prenderli, con una ampia gabbia per gatti. Li abbiamo comprati, all’incirca a metà prezzo, e poi, su suggerimanto di una volontaria, siamo partiti per una località distante un centinaio di chilometri, una fattoria didattica nell’entroterra ligure di levante dove gli animali vengono allevati e custoditi per le visite di bimbi e genitori 🙂

Siamo stati ben accolti e accompagnati in una grande stalla dove vengono tenuti i conigli nani, quelli non adatti a vivere all’aperto poiché finirebbero subito in pasto ai predatori.

Qui abbiamo liberato i due coniglietti, trovate il video in chiusura del post. Il più vivace è uscito subito, l’altro è stato più titubante, probabilmente era un po’ spaventato ed è comprensibile.

Vi dirò… è comunque un peccato perché queste creature avrebbero meritato una casa, una famiglia, ma noi non potevamo tenerli con i nostri 5 gatti e Tom, il cane. La nostra casetta è piccola e già sovrapopolata. E non abbiamo trovato nessuno disponibile a prenderli. Tuttavia, pur essendo certo di aver fatto la cosa migliore per loro, mi è dispiaciuto un po’ lasciarli lì, perché mi sembravano spaventati, anche se siamo stati rassicurati sul fatto che, semplicemente, avevano bisogno di ambientarsi. Pensate che abbiamo scoperto che uno di loro era una femmina… già incinta! Le gabbie del negozio infatti sono facilmente scavalcabili da conigli cresciuti, a volte li trovavo a vagare perfino per il negozio: evidentemente i due conigli si erano già accoppiati. Pensate che sorpresa per chi avesse comprato questa femminuccia! E che rischio per lei e per i cuccioletti che sarebbero nati! 😐

Spero si troveranno bene lì, comunque sono convinto che hanno più probabilità di cavarsela che tornando dall’allevatore.

… ma questa storia della vedita degli animali di affezione nei negozi… proprio deve finire.

Ah… perché “A” e “B”? Mentre eravamo lì, poco prima della liberazione, una bambina mi ha chiesto come si chiamavano (vi dirò… ho perfino sperato che se li portasse a casa!) e… bé, non avevano nome, così nel momento di imbarazzo le ho risposto “ehm… si chiamano A e B!” 😀

Quindi… buona fortuna, A e B! 🙂 Spero di aver fatto una cosa buona per voi, che sia una buona casa, non sarà come una famiglia ma… avete tanti amichetti, cibo assicurato e un tetto! 🙂 E chissà che un domani qualcuno di questi bimbi che vi vengono a trovare non chiedano ai propri genitori di adottarvi 😉 Ci hanno detto che a volte capita, anche se di solito vengono scelti i cuccioletti. Però voi siete così carini… 😉

Anche Giustino se n’è andato…

Un tempo scrivevo tanto qui sul blog. Pubblicavo ogni due o tre giorni. Oggi pubblico 2 o 3 post al mese 🙂 E’ anche questo un segno che la vita e le priorità cambiano. Sicuramente avevo tanto da scrivere, tanti argomenti, soprattutto tanto tempo. Anche se nulla resta immutato per sempre, ci sono fasi della vita dove per decenni può non cambiare nulla, ma in altre tutto cambia in continuazione. Così la mia vita è cambiata molto in questi ultimi quindici anni, è cambiata continuamente, e anche il blog ne è stato, e ne è, un riflesso. Guardando a cosa scrivo oggi, mi accorgo che lo uso per riproporre antichi post, per mettere qualche breve stralcio tratto da un libro o per… farne un uso più personale, più per me che per chi legge, ovvero scrivere di una data che, nel tempo, vorrò ricordare. E fatalmente spesso si parla di decessi, di persone o animali cari 😀

Ieri se n’è andato un altro pezzo della storia di Wolf e Lady Wolf, ovvero Giustino (Il pesce scalare più grande nella foto sotto, quello più in basso).

Due sere fa stavo cambiando i soliti due litri e mezzo di acqua (preferisco fare così ogni sera che fare il cambio di un terzo di tutta l’acqua dell’acquario ogni tanto, cosa che per me è troppo invadente per i suoi inquilini) quando ho visto Giustino che stava di traverso, rivolto verso l’alto, in un angolo dell’acquario. L’ho spostato delicatamente e lui si è raddrizzato e spostato verso il centro dell’acquario, ma si vedeva che qualcosa non andava. Dopo qualche ora era poggiato sul fondo, con Alby, un Corydoras, pesce “pulitore” da fondo, che sembrava mangiucchiarselo vivo (sembra macabro a noi, ma per i pesci è normale…). Allora l’ho tolto dall’acquario e l’ho messo in una vaschetta a parte della quale ogni tanto controllavo la temperatura. La mattina dopo, a sorpresa, era ancora vivo, e lo era ancora verso l’ora di pranzo, quando Lady Wolf è tornata a casa dalla pausa dal lavoro. A quel punto ho chiamato un veterinario esperto in acquariologia che mi ha detto di mandargli una sua foto, così ci avrebbe dato qualche suggerimento, ma… il tempo di tornare a casa e Giustino non respirava più. La cosa strana è che non presentava anomalie: non era gonfio, non aveva pinne mangiucchiate o puntini di nessun genere sul corpo. Sembrava normale. Anche i parametri chimici dell’acquario sembravano buoni. Eppure, nel giro di 18 ore, è morto.

Non era vecchio, non aveva neanche quattro anni. In teoria un pesce Scalare può vivere fino a 8-15 anni, ma di fatto ciò sembra essere vero in vasche grandi, mentre in altre più piccole, come la nostra da 100 litri, lo stress, soprattutto se ci sono altri pesci “grandi”, può ridurre di molto le sue aspettative di vita.

Giustino era arrivato nel marzo del 2013 assieme a due altri piccoli scalari, Leone e Marilù, quest’ultima morta dopo pochi mesi. E’ stato uno dei primi abitanti del nostro acquario, assieme a altri pesci alcuni dei quali ancora vivi: 4 Corydoras e 2 Trichogaster. Qui trovate il post augurale che feci all’epoca: Acquari e… carattere 😀

Credo che il suo periodo più felice fu a cavallo tra il 2014 e il 2015, quando arrivò Whity, un piccolissimo scalare tutto bianco che in breve tempo divenne la regina dell’acquario. Costruirono una coppia e… quasi una famiglia: Whity depose le uova ma gli avanotti che nacquero non sopravvissero, troppi pesci pronti a farne il proprio pasto probabilmente.

Purtroppo Whity non visse a lungo: un blocco intestinale, cosa che scoprimmo essere purtroppo frequente in questo tipo di pesce, così affusolato, se la portò via, quasi esattamente un anno fa’: Whity

Per non lasciare Giustino di nuovo da solo, presi altri scalarini, di cui uno morì ma altri due sopravvissero: Junior – quasi identico a Giustino, da cui il nome – e Nanty.

Giustino era solo un pesce, la sua morte non è certo paragonabile a quella di un animale “maggiore”, come un gatto, e tanto meno di una persona. Ma era… vita. Faceva parte della nostra storia: è un altro pezzetto di essa che se n’è andato…

Fai buon viaggio, Giusty! Chissà che non ritrovi la tua Whity! 🙂

La coscienza della morte negli animali

Sissi, Julius e Numa, 2013

Una cosa di cui sono ormai ragionevolmente sicuro è che gli animali non hanno coscienza della morte.

In questi giorni mi è capitato sovente di vedere Numa e Sissi aggirarsi per casa, in camera in particolare, e guardare attentamente nei posti, nelle cucce, dove Julius soleva andare negli ultimi tempi.

Soprattutto Numa sembra sorpresa di non vederlo. A volte sembra… aspettarlo, come se, anche questa volta, Julius si fosse allontanato per, presto o tardi, ritornare.

Una notte di due anni fa’ Julius cadde dal balcone della casa dove abitavamo, al primo piano di una palazzina.

Noi non c’eravamo, avevamo fatto un breve “scambio casa” con una zia di Lady Wolf per avere modo di stare qualche giorno con sua nonna, a 400 chilometri di distanza. Quando la zia ci avvisò che non trovava più Julius, tornammo precipitosamente indietro… ma lui non c’era.

Julius riposa dopo essere stato ritrovato, 2013

Furono giorni terribili. Non c’è nulla di peggio di immaginare il proprio amato animalotto impaurito, nascosto chissà dove, morire di fame a poco a poco.

Lui non era abituato a stare fuori, non ce l’avrebbe mai fatta. Per fortuna, grazie a Lady Wolf che non si diede per vinta, lo ritrovammo quando io, ormai, iniziavo a perdere la speranza.

Se cercate nel blog, mettendo “Julius” come parola chiave, certamente vi uscirà quanto scrissi allora.

Quando lo riportammo a casa, sano e salvo, Numa, a sorpresa, si arrabbiò con lui, forse perché sentiva un odore diverso prendendolo perciò per un altro gatto. I gatti, come i cani, vanno molto a “fiuto”. Comunque poche ore dopo si riappacificarono.

Poi c’è stata la notte in cui Julius venne ricoverato dal veterinario. Anche lì Numa lo vide ritornare.

Credo che lei, ancora, si… sorprenda di non vederlo. Forse, a modo suo, si pone delle domande. Ma non credo “sappia” che è morto. Non credo che gli animali abbiano questa coscienza, che sappiano cosa è la morte.

Ed è una cosa bellissima, che invidio loro tantissimo!

Si potrebbe obiettare che ci sono cani che vanno sulla tomba del padrone defunto, ma questo non significa che sanno che è morto. Penso che anche lì… si aspettino di vederlo tornare. Come Hachiko che, fino alla sua stessa morte, andò ad aspettare il ritorno del suo “amico umano” alla stazione ogni giorno.

Mi sono rovinato parte della vita, “grazie” alla consapevolezza della morte. Credo che questa sia la vera punizione dell’umanità per aver colto la mela dall’albero della conoscenza.

Personalmente preferirei essere ignorante. Preferirei essere… un gatto.

Numa oggi

Un, due, tre… Stella!

Aggiornamento del 5 di agosto: la dolcissima Stella è stata adottata! 😀 Tra l’altro, visto che la nuova padroncina abita proprio ad Arenzano… è facile che ci rincontreremo in giro! 😉

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E’ passato un sacco di tempo dal mio ultimo post! Un po’ sono stato poco bene (tanto per cambiare, direbbe Lady Wolf :-D), un po’ ho il tempo contato e… ammetto che il (poco) tempo libero lo uso spesso in modo diverso. Inoltre anche gli ormai cronici malfunzionamenti del blog mi fanno passare la voglia 😦

Comunque voglio tornare a pubblicare un post… dedicandolo a Stella! 🙂 Chi è stella? E’ la magnifica cagnolina che potete vedere nelle foto. E’ un’ospite del canile di Arenzano, nella provincia di Genova (anzi, adesso è parte della sua “Città Metropolitana”… speriamo non ne erediti i problemi! :-|).

Ieri, sabato, Lady Wolf ha deciso di fare qualcosa di diverso e, assieme al fido Tom, siamo partiti per i soliti laghetti ma… passando prima dal suddetto canile e prendendo per una giornata Stella, in modo da regalarle un po’ di libertà… controllata, ovviamente, ma nemmeno tanto visto che si è dimostrata una cagnina davvero bravissima! Abbiamo addirittura potuto sguinzagliarla: è stata sempre vicino a noi e quelle due o tre volte che si è allontanata per curiosità è subito tornata con pochi “richiami all’ordine” 🙂

Stella ha due anni ed è già sterilizzata. Non sappiamo da quanto è “ospite” del canile, ma siamo comunque stupiti che ancora nessuno l’abbia adottata: è diligente, tenerissima, brava sia con le persone che con gli altri cani. E’ una coccolona: ti si sdraia vicino per prendersi le coccole e se smetti appena di dargliele… ti richiama con le zampine! 🙂

Ha fatto anche un paio di bagni nel laghetto e si è visto subito che non ne aveva mai fatti: era molto imbarazzata, ha provato a… camminarci sopra 😀 e anche se ha capito presto come nuotare… poi ha smesso: due bagni erano già tanti per la sua prima giornata 😉

L’unico neo del pomeriggio è che, poverina, non era abituata nemmeno all’auto. Visto che siamo venuti via presto dai laghetti, ho pensato che sarebbe stata una crudeltà riportarla già al canile e così siamo andati al passo del Faiallo, oltre mille metri, un po’ di frescura ma anche tanta distanza e curve strette… ha vomitato due volte! 😮 Non me ne frega nulla dell’auto, l’abbiamo ripulita con fazzolettini e acqua e la porterò a lavare, ci è dispiaciuto per lei 😦 Però una volta lì abbiamo fatto tutti e quattro un pezzo di Alta Via dei monti liguri e… sembra avere decisamente apprezzato! 😉

Non è stato facile riportarla al canile a fine giornata, anche se lei al momento sente che il suo box, lì, è la sua casa, e ci è tornata senza problemi… stanca forse, ma spero felice per un giorno 🙂

Ora stiamo spargendo la voce per lei. Lady Wolf su Adottauncucciolo, ha già avuto più di mille visualizzazioni per il post su Stella! Non ci credo che qualcuno non si farà avanti per lei ma… oh, se resta lì ancora un po’… va a finire che, salute permettendo, stresserò un po’ Lady Wolf per accrescere il nucleo famigliare!! 😛

Comunque è adottabile in tutto il centro nord, se qualcuno conoscesse persone interessate… fatemelo sapere: Stella, sicuramente, non li deluderà! 🙂

Per quanto mi riguarda, sono stato io grato a lei per la bella giornata e per il suo affetto: è difficile dare torto a chi poi “esagera” preferendo gli animali agli esseri umani… conoscete qualcuno che conosciuto in giornata, sia già così affettuoso e fedele? 🙂

La dicotomia animali-uomini

Che il mondo viva di dicotomie è un dato di fatto. Sembra che non sia possibile avere posizioni “di mezzo”, equilibrate, o si sta da una parte o dall’altra, o si parteggia per gli uni o per gli altri. A volte in modo anche stupido e incomprensibile.

Un esempio sono gli animali: chissà perché, sembra che si possa essere solo animalisti estremi oppure credere siano solo oggetti ad uso e consumo degli esseri umani 🙂 Perfino il Papa, a mio avviso, e sempre che sia vero ciò che lessi qualche mese fa, è caduto in questo “tranello”: o si vuol bene agli animali o ai “fratelli” umani, o si pensa e si aiuta i primi oppure i secondi. Pensare, aiutare e amare entrambi pare non sia possibile. Vorrei sapere cosa ne avrebbe pensato San Francesco, se conta qualcosa.

Quando dall’ufficio vado a fare la spesa per i miei animalotti, spendendo una certa cifra visto che sono quattro (tre gatti e un cane, senza contare i pesci), c’è sempre qualcuno che inevitabilmente cala una battuta del tipo “ma non pensi agli esseri umani che hanno fame?”. Per non fare polemiche, evito solitamente di dire “E te, pur non comprendo nulla per gli animali, ci pensi?” 🙂 Una volta a dire il vero ho ribattuto qualcosa di simile dicendo che io per gli animali spendevo “tot” mentre l’interlocutore, per il suo hobby musicale, aveva appena speso “tot x 100” 😉 Ma chissà perché spendere per i propri hobby va bene… purché siano inanimati, se invece sono esseri viventi – non umani, va da sé – allora non va più perché quei soldi andrebbero ridirezionati ai poveri e affamati 😉

L’uomo è davvero un essere curioso, non pensate?

Conosco persone che vanno a fare volontariato sia nei canili che presso le persone bisognose. Altre che, pur avendo animali da mantenere, fanno donazioni per le cause più disparate, dagli enti umanitari alla ricerca medica. Mentre, va da sé, spesso chi non pensa agli animali non pensa nemmeno al vicino di casa che trova agonizzante sul pianerottolo (estremizzo, naturalmente).

Tutti sappiamo che è così in fondo, ma l’essere umano ha davvero qualcosa che manca totalmente agli animali: l’ipocrisia.