22 giorni – un racconto contro la mattanza pasquale di povere e innocenti creature

So che non cambierà le cose, questo racconto di Alessandro Vegano Vettorato segnalato dall’amica http://passatorecortese.iobloggo.com/: ognuno avrà già fatto le sue scelte per Pasqua e, purtroppo, non le cambierà adesso, ma… servisse a far cambiare idea ad uno solo di voi, ne sarrebbe valsa la pena!

Ci scandalizziamo per la giraffina soppressa nello zoo in Danimarca, per i delfini che fanno la stessa fine, per i cani mangiati in Corea e Cina, per le balene massacrate in Giappone… e poi facciamo questo. Basta con queste tradizioni orribili, crudeli e senza senso! Non mi dite che il gusto (!) di un agnello vale la sua mattanza! Se proprio volete l’agnello a tavola, compratene uno di marzapane, i bambini lo apprezzeranno sicuramente di più!

Wolfghost

22 giorni.

Sono nato 22 giorni fa. Faceva ancora freddo e mi sono rifugiato nella lana calda di mamma.

Ho capito subito, appena nato, che fosse lei dal modo in cui mi ha leccato sulla testa, da come mi ha chiamato e, soprattutto, da come mi ha guardato.

I primi giorni li ho passati nel tepore del suo respiro. Era bello chiudere gli occhi e sapere che lei era lì.

 

Sono nato 22 giorni fa e, tutto attorno a me, altri agnellini. Dall’alto avremmo potuto essere scambiati per nuvolette. Correvamo per i prati, rendendo soffice l’erba che nasceva, rendendo soffice il richiamo di mamma, impigliato fra le fronde degli alberi ed il mio cuore.

 

Qualche giorno fa ho chiesto a mamma se fossi figlio unico. Lei ha sospirato e non ha risposto. È diventata all’improvviso triste e se ne è andata via.

Quella sera mi si è avvicinata una vecchia pecora, con il vello tutto stopposo, ma con gli occhi saggi.

Mi ha detto che ogni pecora non ha mai un solo figlio. Mi ha detto che ogni pecora è madre ogni anno e che ogni anno… ma poi non ha voluto continuare, gli occhi le si sono inumiditi, ha dato la colpa al freddo della sera e se ne è andata anche lei.

 

22 giorni.

 

Abito in un prato con la mamma, tante altre mamme pecore e tanti altri agnellini. Lo spazio non è enorme, a volte mi chiedo cosa ci sia al di là dello steccato, ma sono troppo impegnato a correre, giocare, mangiare, dormire, sognare per pensare ad altro.

 

Sono diventato amico di tanti animaletti. Talpe, ricci, galline, un tasso, qualche uccellino. Sono questi ultimi, però, che, ogni volta che parlo del futuro, di come mi cresceranno le corna in testa, di quanto sarà folto il mio vello da grande si lanciano strane occhiate e sospirano. Se chiedo il perché di ciò volano via.

 

22 giorni.

 

Mi sembra ieri quando ho aperto gli occhi per la prima volta ed ho assaggiato il latte della mamma.

La mamma ha lo sguardo pensieroso. Mi guarda come se dovesse non vedermi più.

Quando fa così vado da lei e le appoggio il muso sulla pancia. La sento respirare. La mia mamma è una culla. Mi addormento e faccio bei sogni.

 

22 giorni.

 

Qualche giorno fa sono scomparsi degli agnellini. È tutto talmente strano. Il giorno prima giocavano con me, il giorno dopo non c’erano più.

Sono andato a cercarli, ma il prato non è così grande e le sbarre troppo alte perché siano saltati dall’altra parte.

Perché non sono venuti a salutarmi? Siamo amici.

Le loro mamme piangono in un angolo della stalla. Hanno il muso tutto sporco di fieno e non vogliono mangiare. Incrocio lo sguardo di mamma. Mi sta guardando. Ha gli occhi stanchi. Vorrei chiederle qualcosa di questa situazione, del perché quelle mamme piangano, ma lei se ne va via.

 

22 giorni.

 

Altri agnellini sono scomparsi. C’è agitazione fra di noi. Tutti bisbigliano, nessuno bela a voce alta. Noi agnellini stiamo in gruppo e cerchiamo di capirci qualcosa, ma nessun adulto sembra volerci dare delle spiegazioni.

 

22 giorni.

 

Ho ancora gli occhi impastati di sogni quando gli esseri strani a due zampe entrano nella stalla e mi svegliano. Non lo fanno molto delicatamente, mi rovesciano a testa in giù e mi tirano su per le zampe. Mi fanno male, cerco di farglielo capire belando, ma quello che mi ha preso mi scuote, dice delle cose in un linguaggio strano, sembra arrabbiato. Cerco mamma con lo sguardo, la trovo, lei è sveglia e sta belando forte. Mi dice che mi vuole bene. Mi dice che sarò sempre il suo bambino. Mi dice che non mi dimenticherà. Mamma piange. Mi portano via. Il mondo a testa in giù è anche divertente da vedere, ma non voglio che mamma sia triste. Le mani che mi tengono le zampe stringono, fanno male. Vedo che stanno portando via anche altri due agnellini.

 

Dove ci portano?

Siamo fuori. Siamo fuori dal prato. Abbiamo superato le sbarre. Forse questo significa diventare grandi. Avere il vello folto. Ma la mamma mi manca.

Volto la testa verso il prato dove sono nato, voglio vederla, forse è lei con il muso infilato fra le sbarre che mi chiama, che mi chiama, poi entriamo in una stanza e qui ci sbattono a terra. Che posto strano. Ci sono dei ganci che pendono dal soffitto e ci sono delle macchie scure sui muri. Mi avvicino, ne annuso una, è un odore pungente che mi ricorda il sangue, ma non può essere sangue, sono macchie troppo grandi, poi quello strano essere che chiamano uomo afferra uno dei miei amici agnellini per le zampe, lo lega al gancio, fa lo stesso anche con l’altro,

 

poi è il mio turno.

 

Mi divincolo, ho paura, voglio la mamma, ma quelle braccia sono troppo forti e lo vedo, l’uomo, lo vedo mentre belo e piango a testa in giù, lo vedo che prende un oggetto da un tavolino, si avvicina a me, mi prende per la testa, me la solleva e l’ultimissima cosa che ricordo, prima che tutto diventi scuro, è che quando sono nato ed ho cercato di mettermi in piedi sulle zampe il muso di mamma era lì, a sostenermi, ed io ho pensato che ci sarebbe stato tutta la vita.

 

P.S.: 22 sono in media i giorni che vivono gli agnelli destinati ad essere ammazzati per pasqua

Cit A. Alessandro Vegano Vettorato

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68 pensieri su “22 giorni – un racconto contro la mattanza pasquale di povere e innocenti creature

  1. Spero solo che certe tradizioni comincino a vacillare. Tra l’altro, la carne d’agnello è particolarmente grassa e indigesta. Poteva aver senso cibarsi di questi animali in una società agro-pastorale, in cui si aveva necessità di grassi e proteine animali per sostenere un duro lavoro manuale. Oggi è sempre più necessario, per motivi di salute, ridurre i grassi animali nell’alimentazione. Soltanto che l’abitudine a certi sapori e certe pietanze è dura a morire. Per quanto mi riguarda, pur non essendo vegetariano, sto limitando il consumo di sostanze animali e ho scoperto, per esempio, che riesco a preparare un brodo vegetale che ha un gusto molto simile al brodo di carne e che si fonde molto bene con i formaggi.

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    • Assolutamente. E’ sempre più facile sostituire pietanze a base di carne, sia come sapore che come apporto nutritivo. Ai miei tempi non era così semplice, infatti dopo sei anni da vegano, che all’epoca si diceva “vegetariano stretto”, ad essere vegetariano: era veramente difficile altrimenti trovare da mangiare in mensa o da chi ti invitava a cena. Ma poi, ripeto, non mi aspetto che tutti diventino vegetariani, l’umanità non è certo pronta, ma almeno evitare di uccidere animaletti così giovani per pura tradizione, perché, come infatti mi hai confermato, non mi aspetto che la carne di agnello (mi fa senso persino dire così) sia meglio di quella dell’animale adulto. Le tradizioni, quando non sono sensate, bisogna avere la forza di lasciarle perdere.
      Grazie per il commento equilibrato 🙂

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  2. Che tristezza il racconto di Vettorato 😦
    E’ una bruttissima tradizione, a me già dispiace non riuscire ad essere vegetariana (e sicuramente il fisico non apprezza il poco apporto di frutta e verdura), però certe cose si potrebbero proprio evitare. Ieri mattina ho notato che il supermercato vicino casa mia era pieno di carne di agnello…ho pensato..ce n’è già troppa di carne in giro, questa strage senza senso se la potevano risparmiare 😦

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  3. E’ una barbarie, se poi uno pensa un attimo al racconto, c’è di che raccapricciarsi! Ieri il mio agopuntore mi ha detto che sono troppo bianca, che manco di ferro, che devo mangiare più carne.Semplicemene non lo farò…Un abbraccio, Wolf!

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    • E’ il problema anche di mia moglie 😛 Vero che con me è diventata completamente vegetariana, ma anche prima di carne ne mangiava poca. Comunque il ferro si trova anche altrove, la carne ne è solo più ricca.
      Abbraccio! 🙂

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  4. Sul mio profilo facebook ho già postato, come ogni anno e come facevo sul blog, il mio solito invito a non nutrirsi di agnello o capretto o neonati vari in questi giorni di feste. Questo racconto è molto toccante, posso postarlo su FB?
    Auguro una Buona Pasqua a te e a tutta la tua famigliola e a presto.
    Ciao
    Marta

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  5. già da tempo mi limito al massimo con il consumo delle carni di ogni tipo, soprattutto se sono ospite e non voglio imbarazzare chi cucina per me, credo, anche se da sempre ho avuto questa propensione, le scene disgustose che ci fanno vedere in TV abbiano ancor più contribuito a questa mia presa di coscienza, e credo che sia molto giusto pubblicizzare queste crudeltà, specialmente quelle gratuite
    ti ringrazio moltissimo per questo

    con l’occasione porgo a le alla tua dolce lady e alla tua simpatica marmaglia i miei auguri per una santa pasqua serena

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    • Grazie cara 🙂
      Purtroppo la strada dell’umanità per… umanizzarsi è ancora molto lunga. Trovo anzi che ultimamente si stia registrando una certa regressione, c’è spesso una grande alzata di scudi contro chi difende gli animali, basta leggere i commenti agli articoli dei giornali online per rendersene conto 😦

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  6. E’ importante che la gente abbia sempre più consapevolezza della sofferenza che comportano certi sfizi culinari.
    Un saluto a te, caro Wolfghost,ed alla tua famiglia, che sia una Pasqua di pace e serenità per tutti gli esseri viventi.

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  7. Ho ancora la pelle d’oca: il racconto è molto toccante e ben scritto. Che massacro ingiusto e tutto per una tradizione! Sarebbero altre le tradizioni da rispettare per la Pasqua che rappresenta amore per il passaggio dal peccato al bene, dalla morte alla vita.
    Buona Pasqua di vero cuore.
    annamaria

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  8. Caro Wolf, io non sono vegetariana, ma lo diventerei se fossi costretta ad ammazzare un solo piccolo animale.
    Certo, la carne ce la troviamo sui banchi del mercato e quindi la mangio e mi piace, anche se ne mangio poca, giusto quando ne sento la voglia.
    Per quanto riguarda l’agnello… beh, leggendo le varie storielle commoventi, per Pasqua non l’ho più mangiato da qualche anno.
    Ma serve a qualcosa? Sui banchi del mercato continuano ad esserci stragi di questi animali innocenti, che, mentre prima erano per la sopravvivenza, oggi è solo una mattanza senza senso.
    Passa una serena Pasqua.
    Nadia

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    • Bé, ogni rivoluzione comincia dall’idea di pochi che a poco a poco diventano sempre di più. Se qualcuno non cominciasse non cambierebbe mai nulla 🙂
      Grazie, che sia una serena Pasqua anche per te!

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  9. Questa strage degli innocenti é una delle tante vergogne dell’umanità….Come sai, non mangio più nessun tipo di carne nè pesce e uova da anni e quest’anno ho eliminato anche i latticini…i vegetariani sono in aumento, speriamo bene….
    Ciao Wolf, tanti auguri per una serena Pasqua a te e famiglia!

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    • Complimenti davvero, cara Glicine! 🙂 Tra l’altro, nei sei anni passati da vegano quand’ero giovane, avevo scoperto che i latticini erano considerati più pericolosi della carne. Certo, all’epoca non esistevano formaggi magri, ma non esistevano nemmeno dei validi sostituti come esistono oggi, come i vari prodotti derivati dalla soia e dal tofu, solo per citarne due tra i tanti. Sostenere che non è possibile vivere senza proteine animali è, soprattutto oggi, una menzogna in cui ancora troppa gente crede.
      Tanti cari auguri anche a te ed a tutta la tua famiglia! 🙂

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    • Francamente credo che ci sia peggio che rinascere pecore. Bé, non magari in questi secolo in cui vengono allevate intensivamente quando non uccise da piccole, va da sé…
      Grazie cara, buona Pasqua anche a te e famiglia! 🙂

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  10. Che bel racconto… Lo farei leggere ogni giorno prima di pranzo e cena a certe persone… Beh, lasciamo perdere. Grazie per essere passato dal mio blog ed essere sempre così gentile nei tuoi commenti. Tanti cari auguri di una Pasqua serena a te, Ladywolf e pelosetti

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  11. Molto bello il racconto di Vettorato, che si è immedesimato perfettamente con la figura dell’agnellino, cogliendone sensazioni e pensieri! Certo che l’agnello pasquale è una di quelle tradizioni che farebbero bene a scomparire, ricorda troppo il capro espiatorio, sacrificato per il nostro piacere ed i nostri peccati!

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  12. Una tristezza infinita davvero. Che pena, la storia è davvero toccante e profonda. Grazie per averla condivisa. Io quest’anno solo agnellino di cavolo, spero che tu riesca a vedere la foto

    non sono tecnologica e non so come altro linkare la foto

    Un forte abbraccio per te Wolfissimo, per Wolfissima e tutti i tuoi animaletti – con tantissimi auguri!

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    • Bravo Guido! 🙂 Come latticini io evito quasi sempre quelli di latte vaccino (più perché mi disturba che per motivi animalisti), al limite uso i formaggi di capra, qualche volta di pecora. Però esistono dei prodotti a base di soia o tofu che sembrano formaggi veri. Ad esempio c’è un gorgonzola di tofu che sfiderei chiunque a distinguere da quelli “veri” 😉
      La Pasqua ormai è andata, buona pasquetta caro! 🙂

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  13. Qualche trasgressione,mi capita,ma non questa dell’agnello o capretto da latte.Meglio di marzapane,sono d’accordo con te.Ma il discorso della carne è complesso:o si accetta di escluderla in toto,divenendo vegetariani,altrimenti si accettano comunque compromessi.Non amo molto la carne,preferisco i legumi e le verdure ottimi sostituti per il ferro,in particolare.
    Il racconto è toccante e aiuta a riflettere,ma certe tradizioni sono molto radicate.
    Poichè la Pasqua è l’inizio della rinascita,sono ancora in tempo per gli auguri ,per te e la tua Lady

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    • Sì, in generale il discorso sul vegetarianesimo-sì vegetarianesimo-no è molto complesso e francamente non penso né voglio convincere nessuno. Però… almeno eliminare queste barbarie di uccidere animalotti appena nati… queste sì dovremmo eliminarle!
      Grazie cara, auguri che rendo di cuore 🙂

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  14. ciao Wolf,

    argomento spinoso ad alto impatto emotivo capace di toccare animi sensibili e scuotere coscienze, se pensiamo all’abbacchio è ancora peggio.
    Gli animali da pasto esistono, esistono eccome, mantengono le tradizioni, nutrono e fanno girare l’economia sorreggendo milioni di posti di lavoro, alias la vita di milioni e milioni di persone, bambini compresi.
    Le inversioni di tendenza devono essere graduali, se domattina diventassimo tutti vegani, salveremmo milioni di animali innocenti ma condanneremmo a morir di fame tanti bambini figli di chi, negli allevamenti da animali da pasto, ci lavora (aggiungi l’immenso indotto).
    Bisognerebbe tracciare un percorso sostitutivo ben programmato prima di spargere sensi di colpa a pioggia.
    Io non amo queste “campagne doccia fredda”, le considero espressione di un integralismo miope.

    buona giornata Wolf

    TADS

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    • Io non la penso così. Bisogna distinguere e non fare di tutta l’erba un fascio. Sono il primo a dire che pensare di far diventare tutti vegetariani dall’oggi al domani è un’utopia e francamente non provo nemmeno a convincere chicchessia: chi “sente” la vita negli altri esseri viventi o ha recepito le direttive di gente come Umberto Veronesi, sa di suo come comportarsi senza bisogno di avere suggerimenti. Chi non percepisce il valore della vita o è ancora convinto che la carne sia cosa buona e giusta certamente non sarà convertito da alcun articolo animalista.
      Tuttavia, anche se in passato ho scritto – e tornerò a farlo – di vegetarianesimo, in questo post non ne parlo. In questo post parlo dell’insensatezza, della crudeltà e dell’insensibilità di pratiche come l’uccisione di animali giovanissimi, pratiche che non hanno senso né valore aggiunto, se non quello di una vecchia, rozza e stupida tradizione che, tra l’altro, non ha nemmeno origini cristiane.
      Non dico di evitare la carne, anche se sarebbe bene farlo, ma almeno evitare di ammazzare animali che hanno poche decine di giorni. Almeno questo credo si possa fare, e senza grande danno ad economia ed occupazione.
      Le campagne sensibilizzatrici sono sempre “estremizzate”, una riga “un agnello è troppo giovane per essere ucciso” non sortirebbe scopo alcuno (e comunque non lo sortisce nemmeno questo racconto). Tra l’altro sono certo che molti ricorrono ad immagini cruente, ma – ahimé – vere. Cosa che qui si è evitato.
      Trovo che l’umanità sia molto ipocrita. Quando gli fa comodo, usa e abusa di immagini e parole terribili; quando non gli fa comodo, e le usano gli “avversari”, ne attaccano le modalità. Non parlo del tuo equilibrato intervento, va da sé, c’è di molto molto peggio. E ti potrei trovare dozzine e dozzine di esempi.
      Buona serata a te 🙂

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      • esimio Wolf,
        tra un agnellino di venti giorni, un maiale di un anno o un vitello di qualche mese…
        io non ci vedo nessuna differenza, chi è carnivoro mangia carne di ogni tipo, chi non lo è mangia verdura. Nessuna vena polemica ma occuparsi solo del povero agnellino perché fa più effetto è demagogia, ipocrisia, strumentalizzazione. Sia chiaro che non mi riferisco a te, comprendo e rispetto il tuo orientamento alimentare, al 100%.

        buona serata a te

        TADS

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      • Infatti non farei tanta differenza tra l’agnello e il vitello. Anche in quel caso la considero una inutile barbarie. Non si tratta di demagogia. Perché dispiace di più se muore una persona giovane piuttosto che una vecchia? Una persona è una persona, ma la differenza è enorme. Bene, qua è lo stesso. Un animale ucciso per alimentazione è un animale, ma c’è una bella differenza tra ucciderlo da giovane e ucciderlo, perlomeno, da adulto. Mi sembra strano che tale differenza non sia evidente a tutti, anzi che venga addirittura considerata demagogia.
        Vista l’ora, ormai siamo quasi alla buona notte, direi! 🙂

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  15. Non sono vegetariana, ma non ho mai mangiato agnello e non ho mai mangiato maialini da latte… Ci si può nutrire anche senza aggiungere barbarie al fatto di mangiare carne, che già, mi pesa molto.

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  16. caro Wolf,
    mi stai simpatico e ti considero un ottimo blogger (merce rara) col quale interloquire, quindi non intendo assolutamente polemizzare con te… però una battuta “simpatica” me la concedo:

    ” Un animale ucciso per alimentazione è un animale, ma c’è una bella differenza tra ucciderlo da giovane e ucciderlo, perlomeno, da adulto.”

    con questa affermazione hai ufficialmente fondato il “movimento animalista anagrafico” 😉

    buona notte

    TADS

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  17. Credo proprio che tu abbia ragione, servirebbe a ben poco postare immagini cruente delle stragi di animali o lanciare appelli per la salvezza degli animaletti giovanissimi. Forse avrebbe un po’ più successo dire che non mangiare molta carne rende più la carnagione più fresca e più bella…

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  18. Ciao Wolfissimo – sono stata felice ti sia piaciuta l’idea della percora di cavolo (che sembra quasi una cosa brutta la pecora del cavolo, ma invece è vera … che gioco di parole ah ah ah)
    Abbraccissimo collettivo per tutta la tua famiglia Wolfissimo!

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