Orgoglio in risposta a delusioni d’amore :-)

Ieri, mentre ognuno dei due curava il proprio blog, io e mia moglie abbiamo riascoltato alla radio con piacere un vecchio brano di Vasco Rossi, scoprendo che piaceva ad entrambi 🙂 Questo post segue semplicemente i pensieri, o meglio i ricordi, che tale canzone ha fatto riafforare in me di un tempo ormai andato…

Nel 1998 il Blasco nazionale lancia il brano “Io no”, primo singolo del suo “Canzoni per me”. Il brano ebbe un buon successo e non e’ difficile capirne il motivo, assieme all’orecchiabilita’ ed alla grinta del pezzo, e’ il tema che tratta a coinvolgere molte persone che in esso si ritrovano o… vorrebbero farlo 😉

Il brano infatti parla di un uomo che dopo essere stato “preso in giro per ore” decide che “non aspettera’ piu'”, condendo la decisione con una sana rabbia…

Il tema trattato non e’ certo inusuale per il mondo della musica, ad esempio qualche anno dopo (2005) e’ il turno di Madonna a lanciare “Hung up”, canzone nella quale si parla di una donna che resta “appesa” (da cui il titolo) in attesa della decisione di un lui che tarda ad arrivare. Ad un certo punto anche questa lei ha un motto di orgoglio ed esclama:

“Non posso continuare ad aspettarti
so che stai ancora esitando
non piangere per me
perchè troverò la mia strada
ti sveglierai un giorno
ma sarà troppo tardi”

(per i curiosi, qui l’intero testo: http://www.testimania.com/testitradotti/2325.html)

Canzoni banali se vogliamo, ma che proprio perche’ trattano un tema comune e possono essere facilmente assunti come “inno” da chi ne ha bisogno, hanno avuto grande successo.

In realta’ ho scritto spesso che la prima persona con cui dovremmo prendercela quando qualcuno ci tratta come zerbini ad oltranza siamo noi stessi, perche’ gli altri, almeno in democrazia, ci fanno solo cosa noi permettiamo loro di fare.

E poi onestamente non credo molto al “te ne pentirai” in questi casi: credere che l’altro presto o tardi si renda conto di cosa ha perso, e’ di solito un illusorio tentativo di mostrare un briciolo di orgoglio… che all’altro di solito non fa’ ne’ caldo ne’ freddo ed anzi a volte “toglie le castagne dal fuoco”, ovvero da loro modo di non dover nemmeno faticare a trovare una scusa per defilarsi 🙂

La vita e’ fatta di distacchi che fanno crescere: quelli che hanno azzeccato alla prima il parter di vita sono davvero rari, e in fondo e’ normale, ognuno di noi cresce e si trasforma, io stesso non sono quello che ero a, poniamo, 18 anni, e non credo che avrei scelto allora la stessa persona che ho poi scelto in “eta’ matura” (anche se puo’ succedere, eh!).

Quindi, quando succede di essere mollati o… sopportati (che in amore e’ altrettanto terribile), si dovrebbe capire che cosi’ e’ la vita, che in fondo e’ meglio andare oltre perche’ nessun rapporto cosi’ sbilanciato puo’ essere “quello della vita”, ed anzi probabilmente sta togliendo spazio e tempo a qualcosa di buono che forse e’ li’ dietro l’angolo. E infine riconoscere che in ogni caso ci ha insegnato qualcosa, qualcosa che potra’ esserci utile in futuro o che comunque, essendo vita, e’ stato lo stesso importante vivere 🙂

… resta il fatto che per chi ha bisogno di un cavallo di battaglia per stimolare il proprio orgoglio e tirarsi dalle pastoie di un rapporto “scorretto”, queste ed altre canzoni vanno piu’ che bene, eh! 😛

Annunci

87 pensieri su “Orgoglio in risposta a delusioni d’amore :-)

  1. Lupo, la tua è una visione indubbiamente ottimistica e positiva.
    E probabilmente hai ragione 🙂
    Io, però… la vedo così:

    Ascolta, ti ricordi quando venne
    la nave del fenicio a portar via
    me, con tutta la voglia di cantare
    gli uomini, il mondo, e farne poesia…
    con l’occhio azzurro io ti salutavo,
    con quello blu io già ti rimpiangevo,
    e l’albero tremava e vidi terra,
    i Greci, i fuochi e l’infinita guerra
    li vidi ad uno ad uno
    mentre aprivano la mano
    e mi mostravano la sorte
    come a dire ‘Noi scegliamo,
    non c’è un Dio che sia più forte’
    e l’ombra nera che passò,
    ridendo ripeteva no…
    Ascolta, ero partito per cantare
    uomini grandi dietro grandi scudi,
    e ho visto uomini piccoli ammazzarre,
    piccoli, goffi, disperati e nudi…
    laggiù conobbi pure un vecchio aedo
    che si accecò per rimaner nel sogno,
    con l’occhio azzurro invece ho visto e vedo,
    con l’occhio blu mi volto e ti ricordo…
    Ma tu non mi parlavi
    e le mie idee come ramarri
    ritiravano la testa
    dentro il muro, quando è tardi
    perché è freddo, perché è scuro:
    e mille solitudini
    e i buchi per nascondersi…
    E ho visto fra le lampade un amore:
    e lui che fece stendere sul letto
    l’amico con due spade dentro il cuore,
    e gli baciò piangendo il viso e il petto…
    e son tornato per vederti andare,
    e mentre parti e mi saluti in fretta,
    fra tutte le parole che puoi dire
    mi chiedi ‘Me la dai una sigaretta?’
    Io di Muratti, mi dispiace, non ne ho
    il marciapiede per Torino, sì lo so;
    ma un conto è stare a farti un po’ di compagnia,
    altro aspettare che il treno vada via,
    Perché t’aiuto io ad andare non lo sai,
    sì, questo a chi si lascia non succede mai,
    ma non ti ho mai considerata roba mia,
    io ho le mie favole, e tu una storia tua
    Ma tu non mi parlavi
    e le mie idee come ramarri
    ritiravano la testa
    dentro il muro, quando è tardi
    perché è freddo, perché è scuro…
    E ancora solitudini
    e buchi per nascondersi…
    E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
    si è soli se qualcuno non è mai venuto
    però scendendo perdo i pezzi per le scale,
    e chi ci passa su, non sa di farmi male.
    Ma non venite a dirmi adesso lascia stare
    o che la lotta deve continuare,
    perché se questa storia fosse una canzone
    con una fine mia, tu non andresti via.

    Mi piace

    • eheheh immagino ti riferisca in particolare alle ultime righe del testo di Vecchioni 😛 Pero’ perfino il buon Roberto dice “SE questa storia fosse una canzone” (come tu potresti parlare di un romanzo o di un racconto ;-)), ma ben sa che cosi’ non e’, perche’ una canzone o un romanzo possiamo scriverli*… la vita, almeno in parte, si scrive da se’ 😉

      * si fa per dire: tu potresti scriverlo, io al massimo potrei dedicarmi ad un breve racconto! 😀

      Mi piace

    • Appunto 😉 A Vecchioni piacerebbe fosse il testo di una sua canzone perché potrebbe cambiarlo… ma sa bene che così non è 😉
      Sì, ora cancello il commento in più… purtroppo oggi è stato un disastro 😦 te, nel riuscire a commentare, sei stata o molto fortunata oppure molto determinata! 😛

      Mi piace

  2. Una bella domanda, quando mi si chiede di indicare il sito…
    Non sei più su logga.me… Per fortuna che mentre cestinavo la mail l’occhio mi è caduto su questo link …Sono andata a recuperarla, che il dito era stato più veloce dell’occhio… Ti ho risposto sul blog, comunque. Ormai sono anch’io lombotizzata da FB… 😛

    Mi piace

    • Sì che sono ancora su Logga, cara 🙂 Ho il dominio .com, è vero, ma punta comunque al blog di Logga 🙂
      ahahah anche io ho un account su FB, ma non ricordo nemmeno l’ultima volta che ci sono stato! 😀

      Mi piace

  3. caro Wolf, potrei pensare che hai scritto il post pensando a me .. eheh
    anche io la pensavo come te negli anni scorsi, convinto che in noi stessi esistesse la fonte e la fine stessa di ogni cosa eppure un giorno l’anima è impazzita e ha voluto a tutti i costi uno sguardo e da allora ho la netta sensazione che per sentire la forza del cosmo debba fondermi con esso stesso. Il tuo discorso oltre ad essere corretto dal punto di vista “pratico” ( non vivere dipendendo da qualcuno ) è fonte di una incredibile energia che si alimenta con la consapevolezza stessa( l’ho predicato anche io per anni!) eppure … eppure quel bisogno di fusione tra anime ( che forse è ancora più primordiale di quello relativo al corpo) ha l’apparenza di un comportamento essenziale come quello di respirare. Non so se mi sono spiegato… ormai mi conosci e sai che la parte irrazionale prende spesso il sopravvento sul sottoscritto :-p
    e poi hai nominato la grande DIVINA… la mia musa da quando avevo 8 anni… 🙂

    Mi piace

    • Bé, ti rispondo con le parole del grande rivale di Vasco Rossi:
      “cosa vuoi che sia
      ci sei solo dentro
      pagati il tuo conto e pensaci tu”
      Voglio dire che quando “ci sei dentro” è difficile essere oggettivi, caro 🙂 L’importante è riprendere in mano la situazione nel caso… la cosa non funzioni. Ma finché lo fa’, o c’è speranza che lo faccia, è giusto tentare 🙂

      … e pensa che credevo di provocare una insurrezione popolare da parte dei fan del Blasco! 😛

      Mi piace

  4. Ci sono canzoni che non si dimenticano. Attraversano la nostra vita, spesso ci “rimembramo” fatti lontani nella dualità del bene o male. Non mi soffermo su fatti personali comparandoli ai brani. Mi piacciono o non mi piacciono.

    Mi piace

    • Io penso che possa capitare 🙂 A volte la musica e i testi che l’accompagnano possono essere facilmente usati come “rafforzativi”, a me ad esempio piace ascoltare musica rock o colonne sonore mentre mi alleno in palestra 🙂
      In genere anzi credo che una canzone possa sì piacere perché è “orecchiabile” (soprattutto canzoni straniere), ma in genere lo fa perché c’è qualcosa nel testo che ci attira… e se ci attira, vuol dire che quella canzone ci “dice” qualcosa 😉

      Mi piace

  5. Ben detto Wolf. Io ho aspettato almeno un paio di volte e ho sbagliato in entrambe. La prima ad aspettare troppo e ho perso anni dietro a chi non meritava. La seconda a rimanere, sarebbe stato meglio per me andarmene anche lì. Mannaggia non c’azzecco mai!

    Mi piace

    • Quando ci sono sentimenti ed emozioni di mezzo non e’ mai facile dar retta alla ragione 🙂 Un mio vecchio amico ti direbbe “evidentemente non hai ancora toccato il fondo”, nel senso che ancora non eri pronta per staccare.
      Alcuni di noi hanno necessita’ di essere certi al di la’ di ogni ragionevole dubbio, prima di staccare la spina, in modo, piu’ avanti, da non avere rimorsi, ne’ rimpianti.
      Importante e’ capire il confine, per evitare di perseverare in eterno 😉
      Un caro saluto 🙂

      Mi piace

  6. E’ verissimo, non è sbagliato dire :-io no-
    non accetto di essere sopportata ma neanche rimpianta, le cose finiscono ed anche a me è capitato di far soffrire, ma se non provavo nulla come avrei potuto evitare il suo dolore per un distacco? non si puo sentirsi in colpa per quello che il cuore non ci dice ma neanche arrabbiarci per quello che vorremmo il cuore diccesse all’altro. Bisognerebbe imparare a voltare pagina ed inziare a scrivere su di un nuovo foglio bianco provvisti dell’allenamento scrittorio precedente.

    Mi piace

    • Io parto dal presupposto che le cose vanno come possono andare – ancora piu’ di come “devono” farlo 🙂 Intendo dire che se una cosa non ha funzionato, c’erano evidentemente dei motivi. Col senno di poi e’ facile addossarsi o addossare le colpe, ma quando ci ragioniamo dopo, a freddo, non siamo gia’ piu’ quelli che c’erano dentro, la situazione e’ gia’ cambiata.
      Certo, puo’ non essere facile accettare, occorre tempo. Ma e’ importante ricorsi di queste cose nei momenti di crisi, perche’ dentro di noi sappiamo qual e’ la verita’ e in cio’ possiamo trovare conforto 🙂

      Mi piace

  7. E’ tutto molto difficile. Si può fare ipotesi…ritornare al passato…ripercorrere con la sensazione che qualcosa si poteva cambiare….
    E’ tutto diffile…la vita e le scelte sono difficili. A questo punto mi tengo quello che ora ho, ché tanto non ho altra possibilità.
    Ciao Wolf!!!!

    Mi piace

    • In realta’ scrivo spesso che nel momento stesso in cui torniamo con la mente il passato, anzi di piu’, nel momento stesso in cui il presente diventa passato, non siamo cambiati, non siamo gli stessi. Dunque, se puo’ essere giusto tentare di ragionare sull’accaduto per poter cogliere ogni aspetto che possa farci crescere, non lo e’ tormentarsi con rimorsi su cio’ che si e’ fatto: non eravamo quelli che siamo adesso, eravamo come eravamo e, a meno di averci messo malizia, non potevamo fare diversamente.
      Un caro saluto 😉

      Mi piace

    • Sempre stimolanti i tuoi blog. Spesso l’attesa ha un suo sapore dolce/amaro, perciò si fa una gran fatica a lasciare una situazione a cui siamo abituati per passare all’incertezza
      di ciò che non sappiamo ancora come possa essere 🙂

      Mi piace

      • Vero, pero’ io il “chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa’ cosa lascia ma non sa cosa trova” l’ho sempre visto in senso positivo piuttosto che come ammonimento, è vero che non sappiamo cosa ci sarà nel nostro domani, ma sappiamo cosa non ci sarà: una storia che crea sofferenza 😉

        Mi piace

    • Tutti e tre, ciascuno a modo suo (ovviamente più vicino il Liga al Blasco che Madonna ;-)), hanno fatto pezzi interessanti 🙂 Comunque in questo contesto mi sono serviti più come spunto che come… diletto 🙂
      Grazie e buona serata a te! 🙂

      Mi piace

  8. A parte che l’età, assieme a tanti acciacchi mi ha però portato la saggezza di comprendere che l’amore è una piantina da innaffiare e curare in due, sicché è inutile illudersi di poter portare avanto nulla se non ci si crede profondamente in due e lottare contro i mulini a vento sprecando tempo e lacrime, ho fatto miei anche i vecchi e saggi proverbi tipo quelli “chi non ti ama non ti merita” e “chiusa una porta si apre un portone”. Si deve chiudere senza soffrire ancora di più quello che non merita di essere sostenuto da soli. Quanto a quel che c’è stato , salvare il bello che pure dev’esserci stato per giustificare una storia, capire il suo valore d’esperienza e assaporare il gusto fresco della libertà (almeno per un po’…)
    Un abbraccio, lupacchiotto musicale

    Mi piace

    • Ho imparato che e’ vero quel che dici: l’amore e’ sicuramente una piantina da innaffiare in due, ma… anche cosi’, non e’ detto che la coppia duri per sempre. Dobbiamo ricordarci che, sebbene ci piaccia pensarla come unita’ indivisibile, una coppia e’ costituita da due persone con i propri modi sentire, esprimersi, essere. Il fatto di “venirsi incontro”, non solo puo’ non durare per sempre, ma puo’ perfino essere sbagliato, perche’ oggettivamente non e’ detto che quel partner sia il partner giusto per la vita. Non credo nel “l’amore vero dura per sempre”; puo’ farlo, certo, ma puo’ anche non farlo, e non necessariamente la colpa e’ di qualcuno.
      E’ curioso come le persone in genere pensino che l’amore vero non esiste o comunque prima o poi finisce, oppure chi pensa che l’amore vero debba necessariamente durare per sempre, altrimenti non e’ amore. Io credo che, benche’ certe regole di buon senso restino sempre valide, ogni storia fa’ storia a se’ 🙂
      Un abbraccio anche per te 🙂

      Mi piace

  9. La penso un po’come te: se è andata in un modo, è perché non avrebbe potuto andare diversamente – presupponendo che si abbia agito con sincerità d’intenti.
    Tranne che col primo moroso (difficile convincere me stessa che non sia stato tempo perso) non mi son trovata in situazioni di pantano: purtroppo sono un’assolutista. Forse son cambiata, ma non ho modo di verificarlo.

    Ps: perché non levi il cod Captcha?
    E’ una prova d’amore e fedeltà a cui sottoponi i tuoi commentatori 🙂 ?

    Mi piace

    • Io invece faccio parte di quelli che “pur sapendo”, devono aspettare il momento giusto, sia per evitare di avere rimpianti o rimorsi, sia per rispetto verso l’altra persona che magari non e’ pronta. Credo che ci sia un momento giusto anche per mettere fine ad una storia che ormai si trascina, un momento che e’ meglio non tirare troppo per le lunghe, ma nemmeno anticipare 🙂

      P.S.: il codice captcha e’ stato indispendabile per evitare lo spam che all’inizio era piuttosto forte. Ora credo che Logga abbia rafforzato il proprio antispam, per cui puo’ essere il Codice non serva piu’, anche se non lo trovo cosi’ fastidioso (si’, anche io devo metterlo per motivi che ti risparmio :-P): sono 4 caratteri ben leggibili, a differenza di altri siti che hanno due parole lunghe con caratteri spesso incomprensibili. Comunque puo’ essere che provero’ a toglierlo prima o poi 😉

      Mi piace

      • Già, ma non è che anticipi, è che ho l’impressione che sia l’altro a trascinare… e non lo sopporto. Però a volte ho sbagliato, credo, e se non ho rimpianti è solo perché sono stata fortunata con quello che la vita mi ha dato poi.

        Chapta: era il mio pc ad aver problemi di ESTREMISSIMA lentezza!
        Ora vediamo come va..

        …che più tardi mi guardo il filmato sui Gorilla!

        Mi piace

      • Be’ si’, avere l’impressione di essere sopportati e’ terribile per una persona che abbia un minimo di dignita’. Pero’ bisogna essere sicuri di aver capito bene, perche’ a volte, presi dalle nostre emozioni e paure, travisiamo completamente i comportamenti altrui.

        Guarda, il codice chapta l’ho tolto poi, percio’ almeno questo problema e’ risolto 🙂

        Mi piace

  10. È sempre difficile “lasciar andare”… proprio nel senso figurativo.
    Ciò vale per le cose materiali ma anche più specificatamente per i sentimenti.
    Questione d’orgoglio?
    Non saprei, è certamente soggettivo.
    Da molto mi sono convinta che tutto muta: per far spazio al “nuovo” bisogna sapersi disfare di qualcosa di obsoleto.
    Applicando questo ai sentimenti, ogni persona che si incontra lungo il nostro percorso terreno, resta accanto a noi fintanto che il messaggio che ci doveva dare è stato portato a termine…
    A volte una persona rimane accanto a noi per degli anni, altre per pochi mesi, altre ancora ci siedono vicino durante un volo d’aereo…
    Ma non conosco la gelosia o la possessività che, credo, siano alla base dell’orgoglio [in questione].
    Serenità :-)claudine

    Mi piace

    • Ci sono motivazioni psicologiche che probabilmente vanno oltre l’orgoglio, in particolare la paura dell’abbandono, che molti di noi si portano avanti fin da bimbi, e i problemi di autostima (“mi lascia, quindi non valgo nulla”).
      Assolutamente tutto muta, e’ chi crede che le cose e le persone non cambino ad essere in errore. D’altronde nella vita e nella natura nulla resta quello che e’ in un determinato momento.
      Non sono invece d’accordo con la teoria che le persone ci rimangono accanto fino a quando ha un messaggio da darci, teoria che conosco bene perche’ molto in voga nei decenni passati. Le persone restano vicine finche’ hanno uno scambio, uno scambio che pero’ puo’ essere puramente affettivo. A meno che, naturalmente, non si voglia parlare anche dell’amore come messaggio… 😉

      Mi piace

  11. é vero ci sono canzoni che le facciano nostre per tanti motivi…
    ma poi se ci ci sono cose che non vanno conviene usare la testa.
    Io non sono una fan di Madonna, ma di Vasco sì,ed anche di Ligabue..visto che viene nominato anche lui in qualche commento.
    I loro testi sono molto belli.

    ciaoo e buona serata 🙂

    Mi piace

    • Assolutamente Magda, le canzoni al massimo possono essere utilizzate come “rafforzativi”, ma le decisioni vanno sempre prese con la testa 😉
      eheheh in effetti Madonna con Vasco non ci azzecca molto, molto di più il Liga… anche se non so cosa ne direbbe Vasco! 😛
      Buona serata a te! 🙂

      Mi piace

  12. Ooops, ma dov’è andato a finire il mio commento??
    Qualcuno ha detto che “nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”, credo che questo possa valere anche per l’amore, sta a noi far valere la nostra dignità e il nostro orgoglio… amore e carattere permettendo!

    Mi piace

    • Sì, è stata Eleanor Roosevelt 🙂 Ma molti altri hanno detto frasi simili… immagino che sia perché una cosa saggia è una cosa saggia 🙂 La dignità non dovrebbe mai essere in contrasto con l’amore, se succede… c’è qualcosa che non va’… 😐
      Ho cancellato il tuo secondo messaggio… sei troppo impaziente! Uff! 😛 😀

      Mi piace

  13. Ps: L’Angela che è stata fagocitata da Fb, per caso è l’Angela che aveva il nick “iNessuno”? La ricordo sempre con simpatia, era bravissima, sempre in prima linea in difesa dei deboli.
    E quanto mi è piaciuta la tua risposta, Wolf… Si capisce che non amo Fb, vero che si capisce? 😀

    Mi piace

    • No, mi pare fosse Korus su Splinder 🙂 Ho trovato anche il tuo primo commento, era sotto la mia risposta ad Angela 😛 L’ho cancellato perché era un doppione.
      … sì, sì, l’avevo già capito di facebook! eheheh 😉

      Mi piace

    • L’importante e’ rendersene conto e saperlo accettare. Certo, all’inizio si soffre, un periodo di lutto e’ inevitabile. Ma se si riesce ad accettare ed andare avanti, anche il cuore si adegua 🙂

      Mi piace

  14. ciao…sono tornata a rileggere dopo aver riflettuto su ciò che hai scritto…d’accordo con te che spesso rabbia, ira, orgoglio ci fanno vedere le situazioni in modo sbagliato, o almeno non ci consentono di vedere la “verità”…quando una storia finisce, un’amicizia va male siamo sempre la delusione non è facile da affrontare, più per le aspettative deluse, o perchè avevamo in qualche modo enfatizzato o dato troppa importanza…non lo so…ma non riesco ad essere completamente d’accordo sul dire che se le persone ci trattano male o non ci rispettano o non ci amano come dicono o come vorremmo in fondo siamo noi che lo permettiamo…non sempre, ci sono situazioni che non possiamo sempre pensare che siano per colpa nostra, per mancanza di carattere o di forza…o che non siamo stati capaci di non provocare…possiamo rispondere a noi stessi solo di ciò che è nostro non di ciò che è dell’altro e a volte accettare ciò che ci viene dagli altri non è cosa semplice se ci ha ridotti a niente…
    ritrovare equilibrio…il senso giusto di ciò che siamo noi e ciò che è l’altro non è percorso semplice…anche le cose più brutte sono insegnamenti, ma si deve capire bene dove ci sono le nostre responsabilità e dove sono quelle degli altri…serve per sopravvivere…

    e il mio preferito rimane Liga…in assoluto!!!! 🙂
    buona serata
    lella

    Mi piace

    • No, io non ho scritto che dobbiamo permettere agli altri di farci cio’ che vogliono, non ho scritto che siamo comunque noi a sbagliare perche’ non sappiamo accettare. Ho scritto semmai il contrario, ovvero che gli altri ci fanno cio’ che noi permettiamo loro di farci. Se qualcuno ci tratta malamente sta a noi cambiare le cose o, se non possiamo, sottrarci ad esse. Mi e’ capitato spesso di scrivere che non importa se una persona e’ cattiva di natura o se si comporta in una determinata maniera perche’ ha avuto la classica “infanzia difficile”: se continua a danneggiarci dobbiamo prenderne le distanze.
      Buon pomeriggio a te, cara Lella! 🙂

      Mi piace

  15. Vero che si fa tesoro dei fallimenti e relativi dolori scaturiti dalla fine di un rapporto.
    Sono consapevolezze però, che si acquisiscono quando le ferite non fanno più male.
    Forse bisognerebbe, anzi non bisognerebbe ” vedere oltre ” nell’ altro, ma a volte ci incaponiamo, a noi donne specialmente può scattare quell’ ingenuo: io lo cambierò.
    E quando non cambia allora a quel punto o c’è un civile distacco o scattano le reazioni di cui parli.
    Conosco chi ha defilato prendendo a balzo la reazione dell’ altro, ma anche chi dopo anni ha detto: sono stato/ a una cretina a perderlo/a,
    E’ l’ eterno gioco dell’ amore wolf.
    Vi abbraccio tutti.

    Mi piace

    • Be’, non sono d’accordo che sono consapevolezze che si acquisiscono solo quando le ferite non fanno piu’ male. Secondo me acquisiamo tale consapevolezza molto prima, a volte addirittura prima dell’inizio della relazione, solo che scegliamo di non dar retta a cosa sappiamo gia’. A me e’ successo in passato, fu una scelta del tipo “vabbe’, so che non puo’ funzionare, ma scelgo di vivermela lo stesso finche’ va’”. Certo, alla fine puo’ succedere di soffrire ed anche relativamente a lungo, ma… alla fine, a “emozioni ferme”, non mi sono mai pentito, perche’ ogni emozione e’ vita 🙂
      Un caro abbraccio! 🙂

      Mi piace

  16. Semplici, comprensibili, espressione immediata di sentimenti comuni, con parole comuni. Questa è la modalità del pop, specie di quello italiano. In Italia i rockers tradizionali sono ormai esempi di pop e questo garantisce la loro fruibilità tra i giovani e i meno esperti consumatori di musica. Completamente diversa la struttura testuale della musica rock nei paesi in cui il rock è nato. Testi complessi, surreali, dissacratorii, non immediatamente assimilabili, molto più simili alla poesia postmoderna, post-dada, post-beat, post-punk, post-tutto, che abbonda anche in italiano sul web. La nostra cultura musicale popolare è molto più tradizionale e realistica di quella dei paesi anglosassoni. Oltremanica e oltreoceano personaggi come Blasco e persino Ligabue non potrebbero esistere, ma soprattutto non potrebbero essere considerati maîtres à penser.

    Mi piace

    • Non sono troppo d’accordo, caro Guido 🙂 Forse cio’ che dici era vero in passato, negli anni ’60, ’70, ma i testi anglosassoni di oggi non sono, in generale, migliori di quelli nostrani. Poi esistono le eccezioni 🙂
      Riconosco invece che il rock anglosassone, inteso come musicalità, è spesso un passo avanti…

      Mi piace

    • Grazie cara, in questo fine settimana avevamo l’invito a non aggiornare i blog in quanto, essendo il loro contenuti in trasferimento su un server più potente, è possibile che gli aggiornamenti andassero persi. Ecco perché evito nuovi post. Per i commenti invece, li sto ricopiando in locale, in modo che eventualmente li ricopierò in caso andassero persi 🙂

      Mi piace

  17. Sia Vasco che Madonna cantano rabbia ed invitano a capire..che tutto sommato, la vita continua anche se a volte, dopo tempo, dei legami si logorano. Quindi ognuno per la sua strada. Non è sempre facile giungere a compiere un passaggio che implica rottura e mettiamoci un pizzico di rimpianto e sofferenza. Ma è necessario, piuttosto che aggrovigliare rabbia e dubbi verso chi, si sente distante, scostante…insomma qualcuno per cui non valga più la pena considerare nella nostra vita. In passato,mi sono data mille e più possibilità per ricredermi su amicizie o gente che mi piaceva. Ma la conclusione finiva per essere sempre la stessa.
    Il tempo mi ha aiutato a capire quanto sia utile un ripulisti ognitanto, il che non significa troncare, ma guardare con un’altra lente, determinate persone, e non per questioni di aspettative, ma semplicemente per incompatibilità di carattere. Con tutto rispetto, il mio primo passo è quello di allentare,mantenendo intatto il rispetto, il dialogo, ma certo non più le occasioni di vedersi da amici.
    Senza nulla rinnegare ma neppure sperare, perchè si cambia, e si maturano altri sentimenti, altre conoscenze che finalmente aumentano il coraggio di mettere un punto ed andare a capo.
    I tuoi post, come di consueto, Wolf, caro amico di penna /blog…offrono validi spunti di condivisione e riflessione, e in questo tuo specifico pensiero, hai manifestato una grande voglia di RINNOVARE il guardaroba…
    Un abbraccio e un sorriso.

    Mi piace

    • In generale hai ragione, anche se a volte per alcuni di noi la “rabbia” è necessaria per risolvere una situazione dalla quale altrimenti non si riuscirebbe, a freddo, a staccare. Alcuni hanno bisogno di cavalcare l’onda emotiva dell’ira per riuscire a farlo, e a questo scopo, addirittura alimentano inconsciamente il loro astio per la situazione che stanno vivendo, in modo da… esplodere.
      Personalmente, almeno a livello sentimentale, non ho per fortuna necessità di rinnovare nessun guardaroba 🙂 Pero’ in passato mi è successo, e più volte anche, per cui so cosa vuol dire 😉
      Un abbraccio e un sorriso anche a te! 🙂

      Mi piace

  18. Si, sono daccordo con te..quando qualcuno ci tratta male dobbiamo prendercela con noi stessi e farcene una ragione. Purtroppo si capisce un pò tardi che quell’esperienza ci è servita per non sbagliare più e renderci più forti nel futuro. Le canzoni che citi sono veramente belle..Mi hai fatto notare che anche una canzone può aiutarci ad affrontare la vita. Buona domenica a te ^_^

    Mi piace

    • Tardi… se vogliamo, possiamo accorgercene al momento giusto. Finché non ce ne accorgiamo, non è evidentemente ancora arrivato il momento; ciò è bene, altrimenti alla prima difficoltà ci distaccheremmo, perfino se non fosse il caso di farlo. Diverso è il caso in cui “sappiamo” ma fingiamo, anche con noi stessi, di non sapere…
      A te ormai un buon inizio settimana 🙂

      Mi piace

    • eheheh personalmente il Blasco mi piaceva di più qualche LP fa’. Adesso sono poche le sue canzoni che mi ispirano. Ma si sa’, gli artisti hanno i loro cicli di chiaro e scuro 😉
      Buon inizio settimana 🙂

      Mi piace

  19. Di solito l’esperienza insegna ma non è sempre così c’è anche chi inciampa sempre nello stessa situazione negativa, un compagno o compagna con una situazione che si trascina ed essere tutt’altro che sereni.. è come darsi “la zappa sui piedi”. Se una storia non va, bisogna lasciarla andare anche se è difficile, continuare a viverla significa che non vogliamo bene a noi stessi, penso che la chiave di tutto, per vivere un rapporto sereno con la persona che sta con noi, ma anche con gli altri, sia semplicemente volersi bene e possibilmente imparare ciò che le diverse esperienze ci insegnano.
    Buona serata caro Lupo 🙂

    Mi piace

    • In generale è così, anche se ogni storia fa’ storia a se’ ed è pericoloso generalizzare. Quel che credo è che in fondo ognuno di noi sappia dove sta andando a parare, e se sceglie di tirare avanti in un vicolo cieco… deve poi essere pronto a pagarne il fio. Se è pronto a questo… puo’ anche farlo.
      Buona serata e buona notte a te, cara Demetra 🙂

      Mi piace

  20. “Così funziona il cuore. Non è qualcosa di uniforme. E’ come il corso di un fiume. Si adatta alla forma delle cose.”

    ~ Haruki Murakami ~

    cambiamo noi, così come cambia il nostro modo di amare, rispecchiarsi nell’altro, i sentimenti da dirompenti si fanno forse forse più delicati, l’importante è non smettere si sturpirsi, di guardare l’altro/a con occhi rinnovati

    un caro saluto

    Mi piace

    • Haruki ha ragione… ma spesso interferiamo sul cuore con un certo modo di pensare negativo… 😉
      Sulla (tua) seconda parte sono d’accordo; non bisogna confondere la passione con l’amore, anche se e’ sperabile che entrambe le componenti si preservino il piu’ a lungo possibile 🙂

      Mi piace

  21. Tempo fa (mi sembra un’era eppure non sono ancora sei anni ),arrivata ad un momento-cerniera,)più che in una canzone di orgoglio e di rabbia,mi imbattei in quella che segue e mi sembrò un invito dell’universo :tutte le volte che l’ho risentita dopo ,ho sempre ricevuto l’impressione che quella canzone mi rendesse partecipe di un qualcosa che andava al di là del suo significato letterale e,la versione che amo di più è quella abbinata a questo video http://www.youtube.com/watch?v=tX0VYYM8qZY

    Mi piace

  22. Non sono convinta che una coppia che si ama risponda a tutta la felicità che si cerca. Voglio dire , al contrario, che anche in una coppia che si ama può svilupparsi un rancore e una violenza perché nel tempo non è in grado di rispondere a tutto il desiderio di felicità che abbiamo dentro. Questo è il vero problema.Il rancore e la violenza, la rabbia non è solo perché l’altro se ne va, ma perché è in gioco il desiderio di felicità, ma questo è in gioco anche se si rimane insieme.

    Mi piace

    • Pero’ la felicità in una coppia si cerca insieme, oppure, se uno ha bisogno dei suoi spazi, l’altro deve capirlo e lasciarglieli.
      Io, tre o quattro sere la settimana, pratico yoga e meditazione, in una forma che a volte è simile alla preghiera. A volte mia moglie mi segue, ma solitamente non lo fa. Tuttavia, capendo che è una mia esigenza, non mi mette mai i bastoni tra le ruote per questo; puo’ farlo casomai per cose di scarsa importanza… e a volte finisco anche per darle ragione 😛

      Mi piace

    • I grandi maestri di ogni grande religione o corrente spirituale invitano a “buttarsi” anima e cuore nella propria ricerca, ma anche l’ascolto e il rispetto altrui fanno parte di tale ricerca: non esiste una spiritualita’ che non la comprenda. Di fatto, credo che ognuno di noi aborrisca la violenza, in generale, ma soprattutto quando nasce dalla spiritualita’. Che poi, purtroppo, tale violenza esista, e’ un dato di fatto ma io credo fortemente che cio’ non dipenda dalla spiritualita’ ma dagli interessi che le ruotano attorno e che con lo spirito hanno davvero poco a che vedere.

      Mi piace

  23. In realta’ ho scritto spesso che la prima persona con cui dovremmo prendercela quando qualcuno ci tratta come zerbini ad oltranza siamo noi stessi, perche’ gli altri, almeno in democrazia, ci fanno solo cosa noi permettiamo loro di fare…

    concordo pienamente
    ma solo dopo essere rimasta appesa per 7 anni!!! … poi ho capito che era solo colpa mia!!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...