Buon 2015!

Ci sono, anche e ancora per quest’anno ci sono, per l’anno prossimo chissà 🙂

Tantissime cose ho visto cambiare nei miei ultimi dieci o quindici anni. Così tante che quasi la mia vita precedente non la ricordo.

Non ci sono più i miei genitori.

Diverse compagne sono arrivate e passate. Meno male, visto che ora c’è Lady Wolf.

I rapporti con la mia famiglia di origine sono così ridotti che se domani io, Lady Wolf e i Wolf-animalotti ce ne andassimo dall’altra parte del globo quasi nessuno se ne accorgerebbe.

Dal 2008 ho traslocato 4 volte.

Pur rimanendo nominalmente nella stessa azienda, negli ultimi anni ho cambiato lavoro più volte.

Sono passato dalla quasi rovina ad uno stato di tranquillità con addirittura qualche soldo da sperperare. Ma nel futuro prossimo, per una scelta di serenità di Lady Wolf che assolutamente condivido e appoggio, probabilmente dovremo tornare a stare attenti all’euro.

Infatti, poiché cambiare in Italia è quasi impossibile, io che non sono mai stato un esterofilo e sono molto attaccato alla mia Liguria, sto iniziando a pensare seriamente a traslochi… ben più impegnativi di quelli passati.

“Dopo la quarantina, una nuova [magagna di salute] ogni mattina!”, mi aveva avvisato la nonna allora quasi novantenne di mia moglie… ed aveva ragione. Per fortuna al momento niente di grave, ma so benissimo che “del doman non v’è certezza”.

Il blog è stato per qualche anno tra le mie priorità. Certo, non era la cosa più importante, ma ci tenevo. Oggi lo vedo morire lentamente, un po’ per scelta, un po’ perché non ho il tempo di seguirlo come meriterebbe, in parte perché purtroppo – e un po’ con sorpresa – i problemi della piattaforma che scelsi alla morte di Splinder non sono mai stati risolti e i visitatori alla lunga si sono comprensibilmente stancati, sia di non vedere apparire i commenti che lasciavano se non dopo estenuanti ricarica-pagina (che peraltro mi dicono non funzionare nemmeno sempre), che di non vedere gli ultimi post che lasciavo.

Al momento non so che ne sarà di Wolfghost, non so se lo sposterò di nuovo (non credo, l’ultima volta ciò comportò un oneroso lavoro che francamente non mi sento di ripetere), lo eliminerò o continuerò a lasciarlo così com’è, scrivendoci quando mi capita.

Insomma, oggi, per gli auguri di nuovo anno, ci sono. Non vi garantisco che ci sarò ancora tra un anno 🙂

Buon 2015 a tutti!! 🙂

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Essere se stessi vuol dire… (Lovely Blog Award)

Come sapete sono piuttosto refrattario ai “premi” del mondo dei blog, tuttavia l’amica Manuela (blog Il padiglione d’oro) proponendomi il suo “Lovely Blog Award” pone una domanda interessante e che merita di essere raccolta: “Essere se stessi vuol dire…”. Accolgo perciò l’occasione per lanciarmi in questo argomento (non temete, non nominerò dieci di voi per altrettanti award 😛 anche se ringrazio sentitamente l’amica Manuela per il suo ;-)).

Perché trovo interessante la domanda “cosa vuol dire essere sé stessi?”, bé, ovviamente perché me la sono posta molte volte e non sono mai arrivato ad una conclusione definitiva 🙂 Il punto è capire cosa, o meglio chi sia questo “se stesso” 🙂 la risposta è tutt’altro che scontata.

Capire chi si è veramente è la base di partenza per capire dove si vuole andare e cosa si vuole ottenere fuori dai condizionamenti sociali e parentali. Quante volte infatti ci sentiamo dire che una certa cosa non la vogliamo veramente ma che crediamo soltanto di volerla perché qualcuno, fuori da noi, ci ha condizionato a volerla? Il punto è: ma esiste davvero quel qualcuno, quell’essenza al di là dei condizionamenti che stiamo cercando, oppure noi siamo soltanto il nostro passato, ciò che abbiamo appreso, e non esiste alcun foglio bianco pre-esistente agli scarabocchi che il mondo ci ha scritto sopra?

Per i buddhisti e gli induisti l’Io, quell’entità che dal giorno della propria nascita apprende e con la quale ci identifichiamo, non esiste, è solo un’illusione: non c’era prima e non ci sarà dopo. Ma in fondo anche da un’ottica puramente materialista il discorso non cambia: se  noi prima della nascita non esistevamo – ne esisteremo dopo la nostra morte – allora non possiamo prescindere da ciò che abbiamo imparato nel corso della nostra vita e dunque dai condizionamenti del nostro ambiente. Noi siamo il nostro ambiente. Ma allora tutto è valido e tutto non lo è. Possiamo decidere di essere nati predestinati a diventare filantropi oppure tronisti (ammesso che un tronista non possa essere filantropo): nessuno può dimostrarci che così non è.

In fondo cosa siamo e cosa vogliamo diventare è una mera scelta. E allora, visto che un essere pre-esistente e predestinato non esiste, vien da dire che ognuno sia ciò che sente di essere, almeno eviterà di vivere con il conflitto interiore dato dalla contrapposizione di ciò che si vuole e ciò che si ritiene esser giusto.

Tornando al buddhismo e all’induismo – ma non solo – esisterebbe poi un coscienza universale della quale noi e il nostro intero mondo saremmo solo manifestazioni materiali temporanee, destinate a scomparire per tornare a fonderci in essa. Tuttavia questo concetto sarebbe così al di fuori della nostra portata dall’essere inconoscibile, possiamo solo accettare che ciò che vediamo e sentiamo sono solo costruzioni di questa mente universale.

Guardate che non è così impossibile 🙂 La fisica quantistica asserisce che dobbiamo accettare un grado di inconoscibilità della materia oltre al quale non possiamo andare. Cosa siamo macroscopicamente lo sappiamo, ma le componenti ultime nostre e dell’universo tutto sono talmente strane e irraggiungibili dal pensare che mai riusciremo davvero a comprenderle. Pensate che secondo le ultime teorie, che probabilmente saranno cancellate in qualche anno da teorie ancora più strane, tutto l’universo sarebbe composto dall’interazione di minuscole stringhe di energia (proprio “stringhe”, ovvero a forma di stringa come i lacci delle scarpe), così piccole da essere non solo invisibili, ma dal sapere che sempre resteranno tali. Cosa c’è dietro queste stringhe… non ci è dato di saperlo, tuttavia molti scienziati ormai concordano nel dire che noi e tutto l’universo che possiamo percepire siamo solo… effetti collaterali marginali di un qualcosa che non possiamo vedere. Altro che credere di essere al centro dell’universo 🙂

Ma alla fine di questa strampalata dissertazione, cosa rispondo all’amica Manuela? Che essere se stessi non può che voler ragionevolmente dire avere la forza di difendere le proprie scelte, almeno finché si sente di volerle abbracciare – che non è detto essere per sempre, respingendo i tentativi altrui di farci cambiare se questi non reggono alla nostra personale percezione.

Perché una scelta universalmente giusta ed una universalmente sbagliata non esistono.

E quindi… che ci lascino percorrere in pace la nostra strada. Ovviamente se questo non comporta danneggiare nessuno, va da sé.

by paole84tto

Orgoglio in risposta a delusioni d’amore :-)

Ieri, mentre ognuno dei due curava il proprio blog, io e mia moglie abbiamo riascoltato alla radio con piacere un vecchio brano di Vasco Rossi, scoprendo che piaceva ad entrambi 🙂 Questo post segue semplicemente i pensieri, o meglio i ricordi, che tale canzone ha fatto riafforare in me di un tempo ormai andato…

Nel 1998 il Blasco nazionale lancia il brano “Io no”, primo singolo del suo “Canzoni per me”. Il brano ebbe un buon successo e non e’ difficile capirne il motivo, assieme all’orecchiabilita’ ed alla grinta del pezzo, e’ il tema che tratta a coinvolgere molte persone che in esso si ritrovano o… vorrebbero farlo 😉

Il brano infatti parla di un uomo che dopo essere stato “preso in giro per ore” decide che “non aspettera’ piu'”, condendo la decisione con una sana rabbia…

Il tema trattato non e’ certo inusuale per il mondo della musica, ad esempio qualche anno dopo (2005) e’ il turno di Madonna a lanciare “Hung up”, canzone nella quale si parla di una donna che resta “appesa” (da cui il titolo) in attesa della decisione di un lui che tarda ad arrivare. Ad un certo punto anche questa lei ha un motto di orgoglio ed esclama:

“Non posso continuare ad aspettarti
so che stai ancora esitando
non piangere per me
perchè troverò la mia strada
ti sveglierai un giorno
ma sarà troppo tardi”

(per i curiosi, qui l’intero testo: http://www.testimania.com/testitradotti/2325.html)

Canzoni banali se vogliamo, ma che proprio perche’ trattano un tema comune e possono essere facilmente assunti come “inno” da chi ne ha bisogno, hanno avuto grande successo.

In realta’ ho scritto spesso che la prima persona con cui dovremmo prendercela quando qualcuno ci tratta come zerbini ad oltranza siamo noi stessi, perche’ gli altri, almeno in democrazia, ci fanno solo cosa noi permettiamo loro di fare.

E poi onestamente non credo molto al “te ne pentirai” in questi casi: credere che l’altro presto o tardi si renda conto di cosa ha perso, e’ di solito un illusorio tentativo di mostrare un briciolo di orgoglio… che all’altro di solito non fa’ ne’ caldo ne’ freddo ed anzi a volte “toglie le castagne dal fuoco”, ovvero da loro modo di non dover nemmeno faticare a trovare una scusa per defilarsi 🙂

La vita e’ fatta di distacchi che fanno crescere: quelli che hanno azzeccato alla prima il parter di vita sono davvero rari, e in fondo e’ normale, ognuno di noi cresce e si trasforma, io stesso non sono quello che ero a, poniamo, 18 anni, e non credo che avrei scelto allora la stessa persona che ho poi scelto in “eta’ matura” (anche se puo’ succedere, eh!).

Quindi, quando succede di essere mollati o… sopportati (che in amore e’ altrettanto terribile), si dovrebbe capire che cosi’ e’ la vita, che in fondo e’ meglio andare oltre perche’ nessun rapporto cosi’ sbilanciato puo’ essere “quello della vita”, ed anzi probabilmente sta togliendo spazio e tempo a qualcosa di buono che forse e’ li’ dietro l’angolo. E infine riconoscere che in ogni caso ci ha insegnato qualcosa, qualcosa che potra’ esserci utile in futuro o che comunque, essendo vita, e’ stato lo stesso importante vivere 🙂

… resta il fatto che per chi ha bisogno di un cavallo di battaglia per stimolare il proprio orgoglio e tirarsi dalle pastoie di un rapporto “scorretto”, queste ed altre canzoni vanno piu’ che bene, eh! 😛

Come una splendida giornata…

Correva l’anno l’anno 1982 (avevo 16 anni! :-P): l’Italia vinceva il suo terzo campionato del mondo grazie ai goal di Paolo Rossi, mentre un altro Rossi, Vasco, cantava "Una splendida giornata" (lui di anni ne aveva 30! :-D). Quella canzone mi piacque quasi da subito ma iniziai ad apprezzarla davvero con il passare degli anni e delle esperienze. Ancora oggi quella canzone ha un significato particolare e amo rispolverarla nei momenti in cui "qualcosa di bello" (forse qualunque cosa) termina 🙂

Cosa importa se è finita
E cosa importa se ho la gola bruciata, o no
Ciò che conta è che sia stata
Come una splendida giornata

Già, ogni giornata, per quanto bella sia, deve infine lasciare il posto alla notte, non è possibile evitarlo; ciò che conta è come la si è vissuta. Questo vale anche se si parla di una esperienza che ci ha dato tanto ma che si sta esaurendo.
Quando muore un nostro adorato animaletto casalingo (no, non è successo nulla a Sissi e Julius, tranquilli ;-)) cerco di consolare il padroncino dicendogli che, anche se comprensibilmente dolorosa, quella morte prima o poi doveva arrivare, ma lui, l’animaletto, ha senz’altro vissuto, grazie al suo padroncino, una splendida vita, migliore di tanti animali randagi. Ed è questo ciò che importa.
E’ questo ciò che possiamo donare e donarci.
Direi lo stesso perfino quando dobbiamo distaccarci, in qualche modo, da una persona a noi cara (tranquilli, non ho "perso" nessuno recentemente :-P), e dentro di me lo faccio, sia che riguardi qualcuno che era a me vicino, sia qualcuno che era vicino a chi ho di fronte… ma ovviamente nell’ultimo caso tengo questo pensiero per me, giacché poche persone, in quel momento, sarebbero in grado di capire, ed anzi potrebbero sentirsi prese in giro.

Ma che importa se è finita,
Che cosa importa se era la mia vita, o no
Ciò che conta è che sia stata
Una fantastica giornata


Già, tante cose hanno un termine, anche la vita passa e finisce, non è possibile evitarlo.
Ciò che possiamo fare è cercare di renderla il più possibile simile ad una fantastica giornata 😉