Che cos’è un cane… – “Il Perdono di Dio” di Paolo Frani

Questo è un racconto riportato da orchismoria nel suo blog Era l’anno del cane. Quando l’ho letto mi ha colpito come un pugno nello stomaco, ho sperato che fosse solo un racconto di fantasia, purtroppo però ci sono versioni che iniziano con le righe che ho aggiunto al post di orchismoria, in caratteri corsivi…

 



Premessa:
questa non è una favola, questa è un esperienza che è stata in grado, da sola, di infondere la fede in Dio ad un bambino. Un bambino che, per colpa sua o forse delle catechiste, non riusciva a capire il significato della Prima Comunione che si apprestava a ricevere. Dedico queste righe a tutti i cani del mondo.

cane

 

Il Perdono di Dio
Paolo Frani


Avevo sette anni. In tutta la provincia di Bergamo, il mio,era l’unico paese ad avere una Prima Comunione con bambini di soli 7 anni.
Dicevano, di noi, che era troppo presto, che non eravamo in grado di capire il significato del perdono di Dio.
Non avevano torto, infatti.
Per quel che mi riguardava, l’unico pensiero che mi passava per la testa in quei giorni era di correre a giocare con un grosso e vecchio cane, nero come il carbone, affettuoso come un cucciolo.
Il cane apparteneva ad un anziano signore, ormai vedovo, che abitava nella sua stalla a pochi metri da casa mia. Dietro la nostra casa, un prato saliva fino a formare una piccola collina, verde, con un sentiero che si arrampicava fino a scomparire dietro la cima.
Rochi, il suo nome.
Era davvero enorme, col pelo raso, la testa grossa e massiccia…sembrava un lupo, gli volevo un bene incredibile. Lui era come mi sentivo io, evitato per via dell’incomprensione, ma, in fondo, anche il mio caratteraccio era solo un modo per attirare attenzione, purtroppo nessuno capiva.
E la stessa cosa succedeva a lui. Evitato perchè nero e grosso, ma quella non era una sua colpa.
Purtroppo aveva il vizio di cacciare galline, e il suo padrone non poteva più sopportare il fatto che tutto il paese l’additasse come ladro di pollame.
Un giorno venne da me, mentre giocavo col mio unico amico, il suo cane, e disse:
” mi spiace, ma domani lo porto via, non posso più tenerlo, quindi stai a casa tua, domani, perchè lo porto via.”
La sua voce era incerta e mi spaventava.
L’indomani volevo almeno salutare quel cane così importante per me, dunque avevo deciso di andare a salutarlo a tutti i costi.
Mentre mi incamminavo, vidi il mio simpatico amico salire la collinetta, dietro casa mia, accompagnato dal suo padrone, che in mano teneva un grosso martello. L’avevo rincorso, ma non avevo fatto in tempo a raggiungerlo ed erano spariti dietro la collina.
Forse sarei riuscito a digli almeno addio.
Poco dopo sentii il rumore, un botto, il più terribile del mondo. In un silenzio surreale uno stormo di uccelli si era levato da un albero li vicino…il cuore cominciava a battere sempre più forte.
Avevo capito dove era stato portato il mio Rochi, e avevo compreso, in quel momento, di aver perso l’unico amico che avevo.
Poco dopo, il padrone del cane comparve dalla cima della collina e si incamminò verso di me, io lo aspettavo.
Quando mi raggiuse, mi disse che era l’unica maniera, che non aveva sentito niente, che aveva fatto la cosa giusta…una lacrima gli rigava il volto ormai arso dalla vecchiaia. Guardai il martello, sporco di sangue…il sangue di Rochi.
Ci incamminammo insieme verso la sua stalla, il vento scompigliava i capelli grigi dell’anziano signore che si era tolto il cappello, forse in rispetto del suo cane. L’erba mi solleticava le gambe e le mie lacrime scivolavano via fino a finire nel vento.
Un respiro, alle mie spalle, fermò il mio cuore per un attimo. Quando mi voltai, e il signore al mio fianco si voltò con me, una sagoma nera ci seguiva tranquilla.
Lo guardai. Quello che era stato il suo padrone si inginocchiò al suolo, distrutto dal rimorso a colpito dal terrore che il cane volesse punirlo.
In silenzio, rimasi a guardare come, un cane vecchio, stanco e tradito, si avvicinava con la testa bassa e sanguignolenta, la coda agitata come una bandiera e andava a leccare la faccia del suo amato padrone, quasi come se gli stesse chiedendo scusa di averlo spinto sino a quel gesto di punizione. Il signore esplose in un pianto, un pianto da bambino e abbracciava il suo cane, ormai sfinito ed incapace di reggersi sulle zampe.
E io vedevo.
Vedevo il perdono di un essere vivente che, dopo essere stato colpito a morte dalla persona più amata, si accingeva a farle il regalo più bello, immenso e meraviglioso che un uomo pentito potesse ricevere, il Perdono.
Quello fu, per il bambino che ero, la visione del perdono di Dio.
A lungo piansi vicino al corpo dell’amico più caro, ormai esanime, stretto forte dalle braccia di quello che fu il suo padrone.
Quando ci fu la riunione prima della cerimonia della prima comunione, la catechista ricominciò il suo discorso copiato da qualche volume trovato chissà dove, che recitava come l’uomo ricevette il perdono di Dio.
Allora, piangendo gli chiesi:”…ci hai parlato tanto di quel perdono, ma Dio ci perdona tutti i giorni…tu ti sei mai accorta quando succede?…”

Questa storia è per te, per te che abbandoni il tuo cane per andare in ferie, per te che non ti rendi conto e forse non ti interessa nemmeno di quello che il cane proverà mentre ruote di macchine costruite dall’uomo strazieranno il suo corpo. Facendolo agonizzare sull’asfalto fino alla fine.
Questa storia è per te, che non te ne frega di lasciarlo legato ad una catena tutto il gorno senza nemmeno la possibilità di correre, giocare, o anche solo dissetarsi.
Questa, è per te, che non ti rendi conto di quello che lui arriverebbe a fare pur di non abbandonarti.

E ricorda, quando sarai in chiesa e il prete narrerà il tradimento di Giuda, che stanno parlando anche di te, che quest’estate sacrificherai la vita di un cane per le tue ferie.

 



Commento di Wolfghost: I cani, gli animali, non “perdonano”, non nel senso che diamo noi al termine, poiché loro non hanno bisogno di perdonare. Siamo noi ad aver bisogno del perdono per abbandonare l’ira e l’odio verso chi ci ha fatto del male; gli animali non odiano, mai, nemmeno per un solo secondo, perfino chi si macchiasse di crimini orrendi nei loro confronti, di veri e propri tradimenti, come quello descritto nel post.
Il desiderio di perdonare nasce dal senso di colpa, dalla consapevolezza di essersi macchiati di un crimine, legalmente punibile o non punibile che sia, grande o piccolo, che sarà scoperto oppure no.
E’ mia convinzione che il senso di colpa nasca dalle sovrastrutture mentali tipiche dell’uomo, così come i crimini “innaturali” dei quali esso si macchia. Gli animali agiscono per istinto, uccidono per istinto; ciò che fanno non è una vera e propria scelta. Possiamo dire che anche la loro è crudeltà, ma solo perché vestiamo i loro gesti di significati umani, non naturali.
La scelta l’abbiamo noi, con la nostra ragione. Purtroppo spesso, invece di applicare tale ragione in senso positivo e costruttivo, lo facciamo in senso negativo e distruttivo.
La dimostrazione di questo, la indica la stessa Orchismoria, che, rispondendo al mio commento sul suo post, dice “non mi sentirei di escludere la realtà della vicenda, purtroppo è anche tutta una mentalità “vecchia” che, in alcuni, magari sia pure solo inconsciamente, perdura ancora. Per quanto ci sia affetto, il pensiero di fondo resta ‘è “solo” un’animale’….. Questo ci insegna anche un altro indigesto aspetto della realtà e cioè che non è vero che i sentimenti sono “liberi” in realtà. Vengono sperimentati secondo i codici dell’epoca, della cultura, dell’educazione e delle esperienze vissute precedentemente.” – ecco, questa mutabilità dell’uomo e dei suoi sentimenti in accordo alla “cultura” e all’epoca storica, sono la dimostrazione che l’istinto e la naturalezza – che invece sono la base, sostanzialmente immutabile, nell’animale – c’entrano poco. Non è un caso che anche gli animali, perdono in parte i loro istinti naturali proprio quando sono in “cattività” (già il termine è indicativo, no?), ovvero in un contesto non naturale.
Gli animali rispettano la Natura, perfino quando diciamo che sono crudeli, poiché loro stessi sono la Natura.
Noi abbiamo voluto porci, nel corso dei secoli, fuori dal contesto naturale e, identificando Dio con la Natura (se questo vi disturba potete pensare il contrario, la sostanza non cambia), facendo così, ci siamo allontanati anche da Dio.
Non è un caso che il risveglio spirituale coincida – se preferite comprenda – l’amore per la Natura.

E dopo il crudo racconto, qualcosa che faccia sorridere, sempre dal blog Era l’anno del cane 🙂

0 pensieri su “Che cos’è un cane… – “Il Perdono di Dio” di Paolo Frani

  1. I peccati del mondo…
    Il peccato del genere umano…
    La natura non perdona,la natura si ribella e noi portiamo i rimorsi
    di sempre…Questa storia fà riflettere e non poco noi esseri
    umani superiori a tutto e tutti..Ma così non è e basta guardare lo
    sguardo di un bambino innocente per capire…
    Molto bello complimenti all’autrice e grazie a te Wolf per
    commuoverci sempre…

    Mi stavi osservando….e ti ho visto e accontentato
    post nuovo per te



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  2. Beh….non è che avessi tanti dubbi su quanto possa essere misero l’animo umano. E’ un ulteriore testimonianza che in fondo gli animali hanno un anima e che è certo migliore della nostra, o almeno di alcuni individui. Per il resto caro amico,cosa dirti…..commozione a parte, mi tocca ringraziarti ancora una volta per quello che posti e per la tua nobile crociata che già da tempo hai intrapeso. Fai bene a spiaccicare su queste pagine questa vergogna, deve essere un monito anche per gli indifferenti, che sono la peggior specie….Buon fine settimana.

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  3. x Anna: in realtà la Natura non si "ribella", allo stesso modo in cui non odia e dunque non ha bisogno di perdonare. La Natura ha semplicemente… leggi. Se l’uomo non segue queste leggi e devasta la Natura, le leggi della Natura modificano il corso della Natura stessa. Se ad esempio l’uomo causa l’effetto serra e le conseguenze sono l’innalzamento della temperatura e il conseguente aumento dei disastri naturali come le alluvioni, non è che ciò avviene perché la Natura si è "ribellata", ma solo a causa di leggi fisiche, naturali, ben precise.
    Noi tendiamo sempre a… umanizzare la Natura e gli animali attribuendo alle loro azioni motivazioni umane, ma anche questo fa parte del nostro enorme egocentrismo.
    Graazie dell’avviso, vengo a vedere

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  4. x anne: la mia reazione fu di sconcerto, rabbia, pietà per quel povero essere. Ecco… io da uomo, quel vecchio non riesco a perdonarlo. Magari tra un po’, chissà…

    x yasmine: grazie cara, buon weekend anche per te!

    x ilmiomaestro: ho scritto spesso che in realtà post come questo possono solo risvegliare la coscienza di "chi sta nel mezzo", di chi, forse, non ha mai pensato o avuto a che fare veramente con un animale che lo amasse. Dico questo perché chi è sensibile all’argomento non ha bisogno di questo racconto, chi non lo è, chi è indifferente, probabilmente continuerà ad esserlo.
    Grazie caro, buon fine settimana anche a te

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  5.  Un nodo alla gola Wolf… ringraziandoti per quanto ti prodighi a favore dei nostri piccoli amici…
    Un uccellino ha portato alla mia attenzione il tuo racconto…e che dirti..io nn riesco ad aggiungere parola a quanto hai già ampiamente detto tu… sono soltanto commossa … intristita per quanto nn si comprende quando si è ancora in tempo per farlo…
    Perchè mi chiedo certe cose arrivano al nostro cuore quando è sempre troppo tardi???
    Un caro saluto Wolf… 
    Anto…

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  6. x glicine: raffreddore? Non prendere i mezzi ubblici, mi raccomando! Perché? . . . perché il mal di testa è "passeggero": pagheresti due biglietti!! hihi

    x albafucens: gli animali non devono essere umani! L’uomo deve, attraverso la consapevolezza, tornare alla Natura superando il gap che lui stesso ha creato e, il giorno che lo farà, potrà davvero fare grandi cose. L’animale non ha bisogno di questo processo né potrebbe comunque farlo. Lui nella Natura c’è, anzi ne è proprio parte. Il processo di disidentificazione non l’ha mai fatto
    Grazie cara

    x Valeria: grazie, un salutone!

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  7. x Leaaa: non lo so… per convenienza forse, per paura di essere coinvolti, per mantenere intatto il proprio orticello… a volte un orticello così misero che ci si chiede che diavolo si stia tentando di "proteggere"
    Salutone, cara Leaaa.

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  8. Grandissimo post. e giuste riflessioni, Wolf, anche se la storia in sè è un macigno che si abbatte sulla mia sensibilità e il mio rispetto per ogni essee vivente come un macigno.
    Un abbraccio.

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  9. molto bello e commovente il racconto; sai già, o lo hai compreso, cosa penso degli animali…in modo ancora più specifico dei cani, che per me – riflettevo qualche giorno fa – sono veramente, come a volte si dice, angeli  che ci stanno accanto e ci accompagnano nella vita…
    chi pensa siano "solo" animali, non sa cosa dice…

    grazie, Wolf…e buona domenica:)

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  10. x Flame: già… dovrebbe avere questo effetto su chi invece tale sensibilità e rispetto non lo ha ancora…
    Abbraccio!

    x morellina: eheheh si, si, penso che basti la foto nella testa del tuo blog per capirlo
    Grazie e buona domenica a te!

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  11. Mi ha fatto commuovere questa storia, l’ho letta insieme a mia figlia, e lei ha pianto. Da "mamma" di 4 gatti so quanto amore possono regalarci, ognuno secondo il proprio carattere e la propria indole, i nostri amici animali.
    Da bambina mi ero affezionata ad un cucciolo di pastore tedesco, che chiamavo Orsetto: quanto mi ricambiava! Eppure, tornando un giorno dal mare, non lo trovai più: mia madre l’aveva dato a dei vicini villeggianti,e nonostante io andassi lì da loroa reclamarlo, non ci fu verso di riprendermelo. E’ stato un grande dolore per me, e ricordare questo episodio mi porta ancora sofferenza.
    Un abbraccio.

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  12. Il mio bimbo ha preteso di guardare il video con il cagnolino eroe   subito dopo ha detto che sei un blogger bravissimo e ha riconosciuto il tuo avatar, eheh
    Un abbraccio, con un paio di ululati, uno da una lupa grande e uno da un lupacchiotto cucciolo…

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  13. amico mio,
    te l’ho mai detto che quando ero in Polizia ho addestrato i pastori tedeschi a Nettuno?
    beh….uno di questi, si chiamava Davìd, un giorno mi ha salvato la vita.
    ora ti lascio perché mi sto commuovendo.
    un abbraccio.
    mauro

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  14. x harielle: accidenti… io non ho figli, ma non so se gliel’avrei letta! Poverina, non mi stupisco che abbia pianto! E poi se avete animalotti in casa avrete anche "identificato" questo povero cagnone con loro…
    Eh, vedi? Anche per me fu lo stesso. Il mio primo e unico cane – per ora, presto arriverà Tom – che si chiamava Nereo, fece la stessa fine del tuo: i miei ritennero che in casa fosse troppo sacrificato (in realtà spesso andavamo in campagna allora, ma comunque la casa principale era in città) e quindi lo diedero ad una famiglia che abitava proprio nel paese dove avevamo la casa di campagna.
    Questa almeno fu la spiegazione che mi diedero… Io ero davvero piccolo, non ricordo molto altro, salvo che mi madre mi raccontava che ogni volta che mi avvicinavo ad una finestra, Nereo veniva a trascinarmici via tirandomi per i pantaloni
    Abbraccione a te e… soprattutto alla tua piccola

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  15. x Azalea: sì, proprio così… peccato che sia una emozione davvero negativa…

    x Flame: eheheh sì, è davvero bello e commovente il video, eh?
    Abbracci resi a tutte e due!
    … e ringrazia la tua piccola!

    x Moser: no, non me l’avevi detto Anche se in effetti con l’avatar che hai scelto… ci si poteva arrivare! eheheh
    Bé, con un ricordo così, con quel cane che ti ha salvato la vita e certamente con l’amore per gli animali che certamente hai… posso capire la tua commozione per questa storia
    Abbraccio!

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  16. …Wolf, un pugno allo stomaco è dire poco…
    straziante…ho quatto gatti, ti lascio immaginare cosa potrei fare se mi accorgessi che qualcuno cerca di far loro del male…

    non capirò mai come si possa far del male agli animali e, ho molta difficoltà a perdonare chi lo fa…

    Ti saluto Wolf, buona serata …

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  17. x Dolcelei: già… bello ma molto triste… uno di quei racconti che non vorrei mai trovare…
    Un saluto e una buona domenica a te ed al dolche cagnolino

    x Pdesideria: io invece li capisco… e i loro motivi mi sdegnano.
    Uhm… 4 bei miciotti! Io solo due… purtroppo l’appartamento è piccolino, ne terrei certamente di più potendo!! eheheh

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  18. Ciao Demetra, benvenuta
    In realtà non credo al "si stava meglio quando si stava peggio": anche gli "antichi" non è che avessero un gran rispetto per gli animali, ma certo che vedere che la nostra… "evoluzione" non ci ha fatto fare poi grandi progressi in fatto di rispetto per la Natura, dispiace non poco…

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  19. Ciao Wolf, ieri pomeriggio mentre leggevo quella storia mi sono messa a piangere come una bambina, con i lacrimoni che non volevano smettere di venire giù e un nodo alla gola strettissimo e doloroso. Non sono riuscita a scriverti niente. Questo post mi ha toccato nel profondo, ho sentito per quel grosso cane nero una tenerezza  incredibile, avrei voluto abrracciarlo e tenerlo con me, per sempre.  Non so, forse inconsciamente ho ripensato al mio amatissimo cane…  ma credo che ci sia dell’altro, qualcosa legato alla mia infanzia.. 😦   bè, la finisco qui, volevo solo dirti che questo post , il racconto, le tue parole,  mi hanno commossa all’inverosimile. 
     Caro Wolf, non è bello essere ipersensibili. Non si fa una bella vita. Sto parlando di me, non di te. Tu sei sensibile ma equilibrato.
    Ti abbraccio forte e ti auguro una buona domenica. 🙂  Lisa
     

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  20. Hai ragione, gli animali non hanno bisogno di perdonare, ma alcuni RICORDANO. E’ storia nota che anni fa un elefante dello zoo di Roma uccise, dopo anni di tempo, il guardiano che lo aveva ingiustamente maltrattato.
    E la mia gatta, se riceve un rimbrotto, per un po’ s’impermalisce e fa l’offesa…
    Insomma, mio bel genovese, lo riveli sì o no il tuo nome proprio.
    Tra un  po’ chiudo il post sui nomi propri e tu resti là innominato.
    Non è buona cosa….
    Abbraccio domenicale
    P.S. La mia micia Jackie dice che così non si fa

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  21. x Lisa: io credo che non sia mai brutto essere sensibili e non esiste "troppa sensibilità", anzi più si è sensibili, meglio è! Però… bisogna imparare a mediare con un po’ di razionalità e autocontrollo, e questa, ti assicuro, è qualcosa che si può imparare
    E poi… non stare a credere di essere stata l’unica a reagire così
    Questa è davvero una storia "terribile"…

    x Gardenia: ahahah ciao Jackie! Li vuoi conoscere i miei Sissi e Julius? Ma guarda che non hanno un bel carattere con altri mici, temo
    Sul tema del post… quella dell’elefante secondo me è una forma di autodifesa, piuttosto che di vendetta. Chi gli ha fatto del male poteva rifarglielo, almeno questo lui pensava.
    Sui gatti… io credo che noi tendiamo ad attribuire loro emozioni e sentimenti che sono prettamente nostri, li… umanizziamo insomma
    Ma capire cosa gira nelle loro testoline è difficile, dovremmo imparare ad astrarci dalla nostra logicità…

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  22. Concordo interamente con il tuo commento…
    La mente degli animali segue percorsi diversi dalla nostra, perciò ci sembra così strana una reazione del genere…
    Stamane sono stata nel blog di Capehorn e una frase sopra tutte mi è rimasta nella mente… la giro e la rigiro nella conssapevolezza eppure contiene una tragica quanto illuminante verità, ed era una frase che Cape riporta come essere stata pronunciata dal Duce:
    "ho bisogno di un migliaio di morti ( più o meno ) da offrire sul tavolo della pace."
    Ecco, se consideriamo le guerre e la sofferenza umana, legata a quella che causiamo alla Natura, all’Ambiente e agli Animali…
    Io mi chiedo… quanto costerà ancora questa costruzione della Coscienza Umana?
    L’animale che lecca la mano del suo padrone dopo essere stato aggredito sa benissimo di far parte di questo progetto e si offre in sacrificio, con estremo amore… e lo fa per amore, perchè è il suo padrone, colui del quale si fida… e a lui fa dono di un granello in più di Coscienza…

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  23. Ho letto questa storia con le lacrime agli occhi. Il titolo il " perdono di Dio", é proprio adatto, nel senso  che quello che é stato capace di fare quel cane, non é umano ma é divino. Nessun uomo sarebbe capace di tanto…E poi dicono che gli animali non hanno l’anima. Ce l’ hanno eccome e sanno ascoltarla più dell’ uomo che invece troppo spesso "ha dimenticato l’anima". Gli animali sanno amare veramente e al di là di tutto e avremmo molto da imparare da loro. Non si é veramente "umani" fin quando non s’impara ad amare, ma non solo chi ci vuol bene, ma essere capaci di un amore più vasto, cosmico che comprenda l’amore e il rispetto per la vita, la Natura e l’ Universo intero. Sai, questo cane mi ha ricordato un mio vecchio amico cane, che assomigliava a quello della storia. Era anche lui grosso e nero e tutti mi dicevano di non andargli vicino, perché era pericoloso…lo chiamavano tutti cagnaccio nero, ma a me faceva pena. Gli portavo l’acqua e lo facevo giocare e non mi ha mai fatto del male. Un giorno che si continua a dirmi di non avvicinarlo, ho risposto che ci sono persone molto più pericolose di questo cane…Che tesoro il cagnolino che ha salvato i micetti nel video!   Buona Domenica Wolf. Ciaooooo

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  24. Non esiste alcun motivo valido per fare una cosa del genere ad un animale… intendo né per fare quello che è stato narrato nel racconto, né quello che fa la gente d’estate quando si sbarazza del cane per andare in ferie, o peggio.
    Il perdono a questa gente? Non che sia compito mio perdonare, o che ne abbia il diritto, ma da me non avranno mai né perdono né comprensione.
    Per quanto riguarda il fatto che il perdono di Rochi, se così vogliamo chiamarlo, sia il perdono di Dio, o qualcosa del genere, io non ci credo, ma naturalmente questo genere di vicende può essere interpretato come meglio si crede.

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  25. Questo racconto mi ha commosso al massimo.
    Quante storie esistono riguardo a gesti memorabili che testimoniano l’amore che le povere bestiole (tutte) possono provare per qualsiasi essere.
    Per quello che riguarda la mia visione di Dio, il suo amore è in ogni singolo avvenimento terreno.
    Negli occhi di ogni essere vivente esiste una goccia di questo amore. Purtroppo noi umani sappiamo soltanto cogliere il nostro, pensando che gli altri esseri viventi (che non si sono evoluti, come noi, giungendo a dominare l’universo) ne siano privi.
    E ci limitiamo a usarli a nostro piacimento, senza pensare che siano come noi.

    Quanto al racconto in sé….io avevo un cane piuttosto difficile.
    Addirittura c’era un mio vicino di casa che si lamentava (tralasciamo il fatto di quello che fanno i SUOI animali, ora che ne ha pure lui) per il comportamento di questo cane.
    Ebbene, lei (perché era una femmina) viveva per noi e nutriva una vera e propria adorazione per mia figlia.
    Senza mia figlia diventava un’altra, assente e poco socievole.
    Bastava sentire la bambina o vederla, per illuminarsi e impazzire di gioia.
    Si sarebbe fatta anche torturare da mia figlia, se fosse stato il caso.
    Quando la bambina era con lei (avevano 6 mesi di differenza e sono cresciute insieme; mia figlia aveva 9 mesi quando presi il cane che ne aveva circa 3) io ero tranquilla, perché l’avrebbe difesa da chiunque.
    Io non mi sono mai curata delle opinioni dei vicini.
    Il mio cane era ben trattato e stava bene.
    Non mi sarei mai liberata di lei solo per le lamentele altrui (che riguardavano, poi, il fatto che abbaiava moltissimo). Mai.

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  26.  Questo racconto mi ha commosso fino alle lacrime, si, capisco perchè si può paragonare al perdono di Dio. Cristo è morto in croce, Giusto (Egli) per gli ingiusti (noi) senza chiedere nulla in cambio, tranne che crediamo al suo sacrificio. E l’amore di questo cane per il padrone è stato talmente grande da perdonarlo, nonostante tutto. Non credo che l’anima di un essere umano riesca ad elevarsi così in alto!! Un abbraccio commosso, buona domenica, Ten

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  27. Non solo negativa, mi sono espressa male, avrei dovuto dire "emozioni".
    Sono tante e contrastanti: di rabbia, di tenerezza, di tristezza e di speranza…..
    Rabbia per l’insano gesto (e qui mi fermo)
    Tenerezza per il bambino (pensa al dolore che deve aver provato)
    Tristezza per il cane (innocente vittima dell’istinto animale e della brutalità.. no, non brutalità, direi ignoranza piuttosto, umana)
    Speranza…. sì, speranza, anche se sembra assurdo, ma il leggere di un bambino che ama così tanto gli animali mi fa sperare che il futuro non sia così nero come invece credo di vederlo io; il leggere di uomo che perde momentaneamente il senno e compie l’azione più sbagliata per rimediare al "problema" che si trova ad affrontare, ma che poi SI RENDE CONTO di quel che ha fatto… beh, parzialmente lo riabilita ai miei occhi e mi infonde questa speranza: che probabilmente se avesse potuto far retrocedere il tempo di quel poco che sarebbe bastato, non avrebbe più fatto quel che ha fatto.

    Emozioni, dunque, e non tutte negative.

    Sono nel bel mezzo di un’insorgente, dilagante, straripante raffreddore, quindi mi scuso se quel che ho scritto è poco chiaro… è come avere un alveare in testa!!!! ZZZZZZZZZZZZZZZZZZ

    Porta pazienza…

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  28. Solo gli animali non giudicano e fanno tutto secondo istinto. Noi nemmeno se ragioniamo facciamo qualcosa di positivo…
    Ciao Wolf, solo chi ama gli ama gli animali sa amare… Un saluto.

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  29. x Cristina: non dare per scontato che non l’avrebbe fatto ugualmente, cara Cri. Non ci sono forse animali che, per aver sfortunatamente vissuto con buone persone, si avvicinano con fiducia al loro carnefice?

    Preferisco parlare di consapevolezza, più che di coscienza.
    L’uomo ha fatto un percorso diverso, è vero. "Grazie" alla sua intelligenza è riuscito ad astrarsi dalla Natura, a costruirsi un mondo artificiale, tutto suo, nel quale la Natura ha poca importanza, se non per… le materie prime. L’uomo adesso dovrebbe ritornare alla Natura, prima di distruggere tutto e autodistruggersi. Può farlo, è indubbio, e in parte questo tentativo di ritorno alla Natura lo vediamo già. Bisogna vedere se farà in tempo, oppure… se sarà causa della sua stessa estinzione.
    Sarebbe un peccato, perché un’umanità finalmente consapevole non sarebbe un’umanità tornata agli albori, ma sarebbe un’umanità capace perfino di… migliorarla, essendo in grado di superare i propri istinti primordiali.

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  30. x Glicine: ahahah brava! Ottima risposta a chi ti dice di non avvicinarti al tuo amico cane… nero! A proposito… certo quel "nero" mi permette di fare un accostamento che potrà sembrare azzardato, ma… non è anche questa una forma di razzismo? Non nasce forse dalle stesse radici: voler allontanare e magari distruggere ciò di cui si ha paura perché non lo si conosce? Ci cantavano quella paurosa filastrocca sull’uomo nero da piccoli, ti ricordi?
    Comunque concordo: l’animale, essendo rimasto nella sua dimensione naturale è paradossalmente più vicino a Dio di quanto lo siamo noi, che dalla Natura ci siamo distaccati.
    Come scrivevo a Cristina, qua sopra, bisogna recuperare la nostra dimensione naturale; allora, con questo essere andati all’inferno ma essere stati capaci di ritornare, potremmo davvero avere una marcia in più e darla anche all’ambiente che ci circonda. Allora sì, che saremo vicini a Dio…

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  31. x Nico: vedi Nico… bisogna vedere cosa intendi tu per "Dio" Io ne ho una visione per così dire Panteistica: per me Dio, la Natura, l’Universo, noi, gli animali, l’energia che tutto permea… sono la stessa cosa. Il cane non ha bisogno di perdonare, come scrivevo, perché egli non conosce "odio" come lo intendiamo noi. L’odio e la necessità di "perdonare", sono dimensioni nostre, delle nostre costruzioni mentali. Sono distanti da Dio. Noi vediamo nel gesto del cane il "perdono di Dio", perché noi – come giustamente dice glicine qua sopra – non saremmo capaci di un gesto simile, per cui lo vediamo necessariamente… Divino. Ma il cane fa ciò che il suo istinto – di fedeltà, in questo caso – gli detta. E poiché tale istinto è Natura, tale istinto… è Dio.
    Quindi, sì… forse "perdono" è una parola impropria, ma per capirci tra noi esseri umani va bene… e "perdono di Dio"… può starci.

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  32. x Gardenia: Francamente, g, non mi chiamo Franco! eheheh  Non sei stata attenta alle indicazioni che ti ho dato! Uff!
    Se vai su adottauncucciolo, l’ultimo post è per un gattino che… si chiama come me!

    x Fire: "dominare l’universo"? ahahah che ottimista sei! Noi non riusciamo nemmeno a dominare la pace nei nostri quartieri, a volte nemmeno nei nostri appartamenti, senza contare che continuando così andiamo verso l’autodistruzione! Un po’ di sana umiltà a volte non farebbe male all’umanità!
    Riguardo al tuo racconto, ovviamente nemmeno io lo farei e penso ben pochi di quelli che vengono qua, ma… è vero quel che dice Orchismoria: quelli erano tempi diversi, per un contadino il valore del suo cane era diverso, era percepito come un essere… utile, ma del quale all’occorrenza ci si poteva disfare.
    … e mi dispiace dire che in fondo, oggi, chi abbandona un animale non è che sia poi tanto distante dal personaggio descritto nel racconto. Anzi, per certi versi è anche peggio, perché oggi un cane puoi anche lasciarlo in un canile. Un tempo non si poteva…

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  33. x Ten: uhm… Ten! Devo dire che io ho dato un’altra interpretazione, forse più contorta, del perché quello del cane può essere sentito come "perdono di Dio" (leggi il commento #46), ma… anche il tuo mi piace.
    Può starci

    x Azalea: no, no: quello che hai scritto è molto chiaro. Non solo: mi piace e lo sottoscrivo in toto

    x Joly: la commozione non ha parole… basta di per sé

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  34. x gchick: … e le parole di Gandhi sono proprio vere! Pensa tra l’altro all’epoca in cui sono state scritte: altro che cultura animalista di oggi! In effetti la nostra cultura animalista, di più, naturalista, è distante dall’avere la massa critica necessaria per cambiare le cose: troppo pochi sentono la spinta ad interessarsi ed agire veramente per difendere la Natura. Possiamo solo sperare che le cose cambino prima che… le cose cambino noi

    x Chopy: quello che dici è vero ma… non generalizziamo dai Sono sicuro che molti di quelli che sono intervenuti fino adesso non sono solo… chiacchiere e distintivo D’altronde anche te, con quell’ultima frase, sembri lasciare una porta aperta alla speranza…
    Salutone anche a te!

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