Buonasera, io sono Surya! :-)

Ciao, io sono Surya, che in lingua indù significa Sole 🙂

Vengo dalla zona di Salerno dove vivevo con diversi altri cani, tra cui mia sorella, in condizioni che non erano ritenuti accettabili. Prima che ci mandassero tutti in un canile-lager in Calabria, siamo stati portati in Liguria, in un canile vicino a Genova.

Mi dicevano che avevo “occhi di ghiaccio”, che ero bellissima… eppure per due mesi sono rimasta nel mio box, fino a quando una volontaria e suo marito non decisero di provare a vedere cosa succedeva in casa loro con il loro cagnolino e i 5 gatti, così per alcune sere consecutive fui loro ospite.

Il cane di casa, Tom, mi accolse molto meglio del previsto. Certo, è sempre sulle sue, non vuole mai giocare, ma… ha detto “sì”, a modo suo: per lui non ero un problema.

Con i gatti è stato un po’ più difficile, uno di loro, Jones, è anche scappato 😦 Per fortuna è tornato dopo mezza giornata, non sappiamo nemmeno come sia uscito e come sia rientrato nel giardino recintato, ma l’ha fatto 🙂

Alla fine ognuno di loro ha il suo carattere, c’è perfino chi mi soffia e mi tiene a bada a zampate 😦 Una gatta di nome Numa che ha preso possesso della cucciona che il mio nuovo papà adottivo aveva comprato apposta per me. Lei ci naviga dentro… ma non la molla più e mi manda via in malo modo 😦

Io però ho un debole per il gatto rosso, Perseo, forse perché ha il mio stesso colore, o per la vocina molto acuta: lo seguo ovunque ma lui non la prende molto bene… E pensare che sembrava quello partito meglio. Ma io non mi arrendo, eh! 😉

Il gatto grigio, Junior, è po’ screanzato: tenta spesso di prendermi per la mia soffice coda 😐 ma non mi da fastidio, anzi… solo che quando cerco di giocare io, non mi pare capire molto… eppure lo inseguo solo un po’, così, per giocare 😦 Ma sono certo che alla fine ci capiremo 😉

E poi c’è Sissi, la nonna di casa, con i suoi 14 anni e 10 chili. Bé, con lei ci siamo rispettati da subito: io le lascio il divano e la pappa, e lei non ha nulla di ridire su di me 😉

Comunque… oggi festeggio le mie prime due settimane qua e… che dite, mi vedete contenta? 🙂

“Solo quando…” di Thich Nhat Hanh, e un saluto a Brontolo e Mya :-)

Non so se ricordate un post che misi a Febbraio a proposito di due dolcissimi cagnolotti che aspettavano adozione, Mya e Brontolo… ? Bene, Mya qualche settimana fa e oggi Brontolo… sono andati nelle loro rispettive nuove famiglie 🙂

Box di Brontolo oggi! 😉
Box di Brontolo “ieri”…

Il canile locale si è quasi svuotato, anche se sappiamo che è probabilmente un fenomeno stagionale: purtroppo più avanti nella stagione è probabile che molti altri cani arriveranno.

Al momento, a parte un paio di nuove arrivate dal Sud Italia (ma che, me la gioco, per me non resteranno a lungo 😉 ), restano casi “difficili”, ovvero cani dolci e bravi ma… di taglia medio-grande e bisognosi di spazio e corse. Speriamo che anche per loro si possa trovare una buona adozione.

E veniamo alle parole Thich Nhat Hanh. E’ un estratto da uno dei suoi ultimissimi libri, “Ogni istante è un dono”, in realtà un libricino breve e molto scorrevole, diviso sostanzialmente in due parti: la prima dove ci sono ricordi e poesie dal suo passato nel Vietnam nel terrore della guerra, ma anche prima e dopo di essa; la seconda con insegnamenti di un buddhismo, il suo, che è sempre calato nella vita quotidiana e mai astratto.


Solo quando…

Mio caro, non cercare la felicità nel futuro. Non aspettare quel giorno, non aspettare un lontanto futuro poi… Non dire che quella felicità sarà possibile solo quando avrai questo o quello. Cos’è che stai cercando? Cos’è che stai aspettando? E’ la fama? La ricchezza? Il potere? Il sesso? Oppure è solo la distrazione dal vuoto interiore? Non pensare che sarai davvero felice solo quando avrai ottenuto queste cose. Non aspettare il poi.

Guardati intorno. Ci sono una miriade di persone che hanno tutte queste cose, ma non hanno la pace mentale, non sono ancora felici. Non sentono mai di avere abbastanza perché il pozzo dei desideri è senza fondo. Se siamo assetati ma continuamo a mangiare del sale, avremo sempre più sete. Dobbiamo imparare le pratiche di avere il numero minimo di desideri possibile e di “ho abbastanza”. Quando riusciamo a vedere che in questo preciso momento abbiamo già abbastanza, la nostra sete viene saziata, la nostra brama viene placata, e la vera felicità diventa possibile.

[…]

I nostri cari sono qui. Sono il nostro compagno o compagna, il nostro amico o amica, i nostri figli o i nostri genitori. Eppure abbiamo la sensazione che il semplice essere insieme non basti, ci serve qualcosa di più. Sentiamo il bisogno di andare in cerca di successo, trionfo, più soldi o un più alto status sociale da portare ai nostri cari per farli felici, per renderli orgogliosi, per conquistarne l’amore. Il poi diventa la condizione dell’ora.

Molti di noi pensano che soltanto quando avremo questo o quello, soltanto quando la situazione cambierà, soltanto allora potremo essere felici. Non riconosciamo la nostra felicità nell’ora e la cerchiamo nel poi. Siamo convinti che la felicità sia situata in un imprecisato momento futuro. Ci diciamo a vicenda: “Dobbiamo aspettare, tesoro, e poi…”. E mentre siamo impegnati a cercare di creare quel poi abbandoniamo i nostri cari nell’ora. Sacrifichiamo l’ora che è così prezioso per un poi che non arriva mai.

Il poi appartiene sempre al futuro. E’ un’illusione che non può mai diventare realtà.

Thich Nhat Hanh

Mya e Brontolo

myaQuesto è un post un po’ diverso, è dedicato a due fantastici cagnolotti del canile di Arenzano: Mya e Brontolo 🙂

La prima è una bellissima cagnolina bianca di un paio d’anni, taglia media, circa 16/18 chili, educatissima ed elegante.

Il secondo è un simpatico botolo un po’ più piccolo che se avessi potuto avrei preso subito (ma anche Mya, a onor del vero 😀 ) : nonostante il nome, è infatti uno di quei cani che ti guardano negli occhi dandoti la certezza che stanno cercando di capirti 🙂

Cos’hanno in comune questi due cani all’apparenza così diversi? Che nei rispettivi box appaiono scontrosi: la prima si nasconde e cerca di non farsi vedere, il secondo inizia a ringhiare non appena vede collare e guinzaglio (da cui il nome Brontolo).

Ovvio che così non fanno una buona impressione a chi va a conoscere i cani del canile, ma il fatto è che tutti questi cani vengono da passati difficili, di abbandono, di segregazione, a volte anche di violenza (infatti bisogna stare attenti a non fare gesti bruschi perché pensano con evidenza che vuoi percuoterli 😦 ). Nel migliore dei casi sono cani randagi che devono prendere confidenza con gli umani. Brontolo è cambiato non appena “scoperto” i grattini sulla testolina e i massaggini davanti alle orecchie, si vede che non ne aveva mai ricevuti, poverino 🙂

Ecco perché dedico questo post a questi due: sono cani bravissimi e che, si vede, possono dare tanto calore e simpatia a chi volesse prenderli con sé. Mya è tenerissima, Brontolo è molto intelligente. Nonostante la loro apparente ritrosia sono bastate due visite per vederli camminare “al passo” al nostro fianco, quasi mai tirando al guinzaglio. Uno spettacolo 🙂

Non mi aspetto certo che trovino adozione qua sopra, ma qualche pensiero ben augurante è il benvenuto 😉

Lady Wolf & Co.

Bene, il programma delle “buone intenzioni di inizio d’anno” procede.

Il peso è già sceso da 79,1 a 77,1. Continuando così arriverei a centrare l’obiettivo per fine aprile, ma è un po’ ottimistico poiché, per esperienza passata, perdere i primi chili è molto più facile dei successivi 🙂

La ricerca di un altro posto di lavoro invece è un po’ ferma, non che non abbia fatto nulla, ma sicuramente potrei fare di più. Comunque per fortuna non ho grande pressione al momento e questo suggerisce di non “correre” rischiando di fare errori.

Questo breve post però ho pensato di farlo prima di tutto per Lady Wolf che, davvero, è partita col nuovo anno alla grande.

A parte la salute, che sta seguendo con grande attenzione, ha iniziato a dare una mano in un canile locale, una mano che si aggiunge a quanto già fa virtualmente sulla nostra pagina facebook “adotta un cucciolo”, su altri siti e anche via Whatsapp. Insomma, se io sono il “fil-gattaro” che tre volte a settimana va a sfamare i gatti di un parco cittadino, lei ora pensa ai cani 😀

Oltre questo ha preso, con mia grande ammirazione ed approvazione, a seguire tematiche che hanno a che fare con la mente, come la meditazione, la crescita personale e la spiritualità. Per una che è sempre stata convinta di non essere capace a meditare non è male 🙂

Infine si è iscritta ad un corso di massaggio olistico che inizierà a breve. Ho letto il programma e sembra davvero interessante.

Insomma, ha messo tanta carne al fuoco, ma sono cose interessanti, e le cose interessanti non stancano, anzi spronano dando carica ed energia. Ieri all’ora di pranzo, dopo una mattinata passata in canile al freddo e al vento, pensavo di vederla tornare ai “minimi termini”… ma non è stato così, sembrava anzi rinvigorita 🙂

Per quanto mi riguarda, sto cercando di essere più consapevole delle mie azioni, pensieri ed emozioni, di capire da dove arrivano e perché. Si hanno grandi sorprese. Ma questo potrà essere motivo di post successivi. Mi sono anche ripromesso di scrivere più spesso, vedremo se riuscirò a mantenere anche questo.

Questo sotto è il nostro Wolf-acquario. Ultimamente si era riempito di orribili alghe filamentose nere. Innocue, ma brutte da vedersi e che andavano ad intasare il filtro. Ho temuto di perderlo tanto la situazione si era fatta seria, ma con una buona pulizia, un prodotto anti-alghe (so che gli acquariofili storcono il naso quando si tratta di prodotti chimici, ma quando ce vo’…) e l’acquisto di un bel set di piantine antagoniste (piante a crescita rapida che si nutrono degli stessi elementi delle alghe, così affamandole) direi che la situazione è molto migliorata.

wolf-acquario

Un, due, tre… Stella!

Aggiornamento del 5 di agosto: la dolcissima Stella è stata adottata! 😀 Tra l’altro, visto che la nuova padroncina abita proprio ad Arenzano… è facile che ci rincontreremo in giro! 😉

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E’ passato un sacco di tempo dal mio ultimo post! Un po’ sono stato poco bene (tanto per cambiare, direbbe Lady Wolf :-D), un po’ ho il tempo contato e… ammetto che il (poco) tempo libero lo uso spesso in modo diverso. Inoltre anche gli ormai cronici malfunzionamenti del blog mi fanno passare la voglia 😦

Comunque voglio tornare a pubblicare un post… dedicandolo a Stella! 🙂 Chi è stella? E’ la magnifica cagnolina che potete vedere nelle foto. E’ un’ospite del canile di Arenzano, nella provincia di Genova (anzi, adesso è parte della sua “Città Metropolitana”… speriamo non ne erediti i problemi! :-|).

Ieri, sabato, Lady Wolf ha deciso di fare qualcosa di diverso e, assieme al fido Tom, siamo partiti per i soliti laghetti ma… passando prima dal suddetto canile e prendendo per una giornata Stella, in modo da regalarle un po’ di libertà… controllata, ovviamente, ma nemmeno tanto visto che si è dimostrata una cagnina davvero bravissima! Abbiamo addirittura potuto sguinzagliarla: è stata sempre vicino a noi e quelle due o tre volte che si è allontanata per curiosità è subito tornata con pochi “richiami all’ordine” 🙂

Stella ha due anni ed è già sterilizzata. Non sappiamo da quanto è “ospite” del canile, ma siamo comunque stupiti che ancora nessuno l’abbia adottata: è diligente, tenerissima, brava sia con le persone che con gli altri cani. E’ una coccolona: ti si sdraia vicino per prendersi le coccole e se smetti appena di dargliele… ti richiama con le zampine! 🙂

Ha fatto anche un paio di bagni nel laghetto e si è visto subito che non ne aveva mai fatti: era molto imbarazzata, ha provato a… camminarci sopra 😀 e anche se ha capito presto come nuotare… poi ha smesso: due bagni erano già tanti per la sua prima giornata 😉

L’unico neo del pomeriggio è che, poverina, non era abituata nemmeno all’auto. Visto che siamo venuti via presto dai laghetti, ho pensato che sarebbe stata una crudeltà riportarla già al canile e così siamo andati al passo del Faiallo, oltre mille metri, un po’ di frescura ma anche tanta distanza e curve strette… ha vomitato due volte! 😮 Non me ne frega nulla dell’auto, l’abbiamo ripulita con fazzolettini e acqua e la porterò a lavare, ci è dispiaciuto per lei 😦 Però una volta lì abbiamo fatto tutti e quattro un pezzo di Alta Via dei monti liguri e… sembra avere decisamente apprezzato! 😉

Non è stato facile riportarla al canile a fine giornata, anche se lei al momento sente che il suo box, lì, è la sua casa, e ci è tornata senza problemi… stanca forse, ma spero felice per un giorno 🙂

Ora stiamo spargendo la voce per lei. Lady Wolf su Adottauncucciolo, ha già avuto più di mille visualizzazioni per il post su Stella! Non ci credo che qualcuno non si farà avanti per lei ma… oh, se resta lì ancora un po’… va a finire che, salute permettendo, stresserò un po’ Lady Wolf per accrescere il nucleo famigliare!! 😛

Comunque è adottabile in tutto il centro nord, se qualcuno conoscesse persone interessate… fatemelo sapere: Stella, sicuramente, non li deluderà! 🙂

Per quanto mi riguarda, sono stato io grato a lei per la bella giornata e per il suo affetto: è difficile dare torto a chi poi “esagera” preferendo gli animali agli esseri umani… conoscete qualcuno che conosciuto in giornata, sia già così affettuoso e fedele? 🙂

Che cos’è un cane… – “Il Perdono di Dio” di Paolo Frani

Questo è un racconto riportato da orchismoria nel suo blog Era l’anno del cane. Quando l’ho letto mi ha colpito come un pugno nello stomaco, ho sperato che fosse solo un racconto di fantasia, purtroppo però ci sono versioni che iniziano con le righe che ho aggiunto al post di orchismoria, in caratteri corsivi…



Premessa:
questa non è una favola, questa è un esperienza che è stata in grado, da sola, di infondere la fede in Dio ad un bambino. Un bambino che, per colpa sua o forse delle catechiste, non riusciva a capire il significato della Prima Comunione che si apprestava a ricevere. Dedico queste righe a tutti i cani del mondo.

cane

 

Il Perdono di Dio
Paolo Frani


Avevo sette anni. In tutta la provincia di Bergamo, il mio,era l’unico paese ad avere una Prima Comunione con bambini di soli 7 anni.
Dicevano, di noi, che era troppo presto, che non eravamo in grado di capire il significato del perdono di Dio.
Non avevano torto, infatti.
Per quel che mi riguardava, l’unico pensiero che mi passava per la testa in quei giorni era di correre a giocare con un grosso e vecchio cane, nero come il carbone, affettuoso come un cucciolo.
Il cane apparteneva ad un anziano signore, ormai vedovo, che abitava nella sua stalla a pochi metri da casa mia. Dietro la nostra casa, un prato saliva fino a formare una piccola collina, verde, con un sentiero che si arrampicava fino a scomparire dietro la cima.
Rochi, il suo nome.
Era davvero enorme, col pelo raso, la testa grossa e massiccia…sembrava un lupo, gli volevo un bene incredibile. Lui era come mi sentivo io, evitato per via dell’incomprensione, ma, in fondo, anche il mio caratteraccio era solo un modo per attirare attenzione, purtroppo nessuno capiva.
E la stessa cosa succedeva a lui. Evitato perchè nero e grosso, ma quella non era una sua colpa.
Purtroppo aveva il vizio di cacciare galline, e il suo padrone non poteva più sopportare il fatto che tutto il paese l’additasse come ladro di pollame.
Un giorno venne da me, mentre giocavo col mio unico amico, il suo cane, e disse:
" mi spiace, ma domani lo porto via, non posso più tenerlo, quindi stai a casa tua, domani, perchè lo porto via."
La sua voce era incerta e mi spaventava.
L’indomani volevo almeno salutare quel cane così importante per me, dunque avevo deciso di andare a salutarlo a tutti i costi.
Mentre mi incamminavo, vidi il mio simpatico amico salire la collinetta, dietro casa mia, accompagnato dal suo padrone, che in mano teneva un grosso martello. L’avevo rincorso, ma non avevo fatto in tempo a raggiungerlo ed erano spariti dietro la collina.
Forse sarei riuscito a digli almeno addio.
Poco dopo sentii il rumore, un botto, il più terribile del mondo. In un silenzio surreale uno stormo di uccelli si era levato da un albero li vicino…il cuore cominciava a battere sempre più forte.
Avevo capito dove era stato portato il mio Rochi, e avevo compreso, in quel momento, di aver perso l’unico amico che avevo.
Poco dopo, il padrone del cane comparve dalla cima della collina e si incamminò verso di me, io lo aspettavo.
Quando mi raggiuse, mi disse che era l’unica maniera, che non aveva sentito niente, che aveva fatto la cosa giusta…una lacrima gli rigava il volto ormai arso dalla vecchiaia. Guardai il martello, sporco di sangue…il sangue di Rochi.
Ci incamminammo insieme verso la sua stalla, il vento scompigliava i capelli grigi dell’anziano signore che si era tolto il cappello, forse in rispetto del suo cane. L’erba mi solleticava le gambe e le mie lacrime scivolavano via fino a finire nel vento.
Un respiro, alle mie spalle, fermò il mio cuore per un attimo. Quando mi voltai, e il signore al mio fianco si voltò con me, una sagoma nera ci seguiva tranquilla.
Lo guardai. Quello che era stato il suo padrone si inginocchiò al suolo, distrutto dal rimorso a colpito dal terrore che il cane volesse punirlo.
In silenzio, rimasi a guardare come, un cane vecchio, stanco e tradito, si avvicinava con la testa bassa e sanguignolenta, la coda agitata come una bandiera e andava a leccare la faccia del suo amato padrone, quasi come se gli stesse chiedendo scusa di averlo spinto sino a quel gesto di punizione. Il signore esplose in un pianto, un pianto da bambino e abbracciava il suo cane, ormai sfinito ed incapace di reggersi sulle zampe.
E io vedevo.
Vedevo il perdono di un essere vivente che, dopo essere stato colpito a morte dalla persona più amata, si accingeva a farle il regalo più bello, immenso e meraviglioso che un uomo pentito potesse ricevere, il Perdono.
Quello fu, per il bambino che ero, la visione del perdono di Dio.
A lungo piansi vicino al corpo dell’amico più caro, ormai esanime, stretto forte dalle braccia di quello che fu il suo padrone.
Quando ci fu la riunione prima della cerimonia della prima comunione, la catechista ricominciò il suo discorso copiato da qualche volume trovato chissà dove, che recitava come l’uomo ricevette il perdono di Dio.
Allora, piangendo gli chiesi:"…ci hai parlato tanto di quel perdono, ma Dio ci perdona tutti i giorni…tu ti sei mai accorta quando succede?…"

Questa storia è per te, per te che abbandoni il tuo cane per andare in ferie, per te che non ti rendi conto e forse non ti interessa nemmeno di quello che il cane proverà mentre ruote di macchine costruite dall’uomo strazieranno il suo corpo. Facendolo agonizzare sull’asfalto fino alla fine.
Questa storia è per te, che non te ne frega di lasciarlo legato ad una catena tutto il gorno senza nemmeno la possibilità di correre, giocare, o anche solo dissetarsi.
Questa, è per te, che non ti rendi conto di quello che lui arriverebbe a fare pur di non abbandonarti.

E ricorda, quando sarai in chiesa e il prete narrerà il tradimento di Giuda, che stanno parlando anche di te, che quest’estate sacrificherai la vita di un cane per le tue ferie.



Commento di Wolfghost: I cani, gli animali, non "perdonano", non nel senso che diamo noi al termine, poiché loro non hanno bisogno di perdonare. Siamo noi ad aver bisogno del perdono per abbandonare l’ira e l’odio verso chi ci ha fatto del male; gli animali non odiano, mai, nemmeno per un solo secondo, perfino chi si macchiasse di crimini orrendi nei loro confronti, di veri e propri tradimenti, come quello descritto nel post.
Il desiderio di perdonare nasce dal senso di colpa, dalla consapevolezza di essersi macchiati di un crimine, legalmente punibile o non punibile che sia, grande o piccolo, che sarà scoperto oppure no.
E’ mia convinzione che il senso di colpa nasca dalle sovrastrutture mentali tipiche dell’uomo, così come i crimini "innaturali" dei quali esso si macchia. Gli animali agiscono per istinto, uccidono per istinto; ciò che fanno non è una vera e propria scelta. Possiamo dire che anche la loro è crudeltà, ma solo perché vestiamo i loro gesti di significati umani, non naturali.
La scelta l’abbiamo noi, con la nostra ragione. Purtroppo spesso, invece di applicare tale ragione in senso positivo e costruttivo, lo facciamo in senso negativo e distruttivo.
La dimostrazione di questo, la indica la stessa Orchismoria, che, rispondendo al mio commento sul suo post, dice "non mi sentirei di escludere la realtà della vicenda, purtroppo è anche tutta una mentalità "vecchia" che, in alcuni, magari sia pure solo inconsciamente, perdura ancora. Per quanto ci sia affetto, il pensiero di fondo resta ‘è "solo" un’animale’….. Questo ci insegna anche un altro indigesto aspetto della realtà e cioè che non è vero che i sentimenti sono "liberi" in realtà. Vengono sperimentati secondo i codici dell’epoca, della cultura, dell’educazione e delle esperienze vissute precedentemente." – ecco, questa mutabilità dell’uomo e dei suoi sentimenti in accordo alla "cultura" e all’epoca storica, sono la dimostrazione che l’istinto e la naturalezza – che invece sono la base, sostanzialmente immutabile, nell’animale – c’entrano poco. Non è un caso che anche gli animali, perdono in parte i loro istinti naturali proprio quando sono in "cattività" (già il termine è indicativo, no?), ovvero in un contesto non naturale.
Gli animali rispettano la Natura, perfino quando diciamo che sono crudeli, poiché loro stessi sono la Natura.
Noi abbiamo voluto porci, nel corso dei secoli, fuori dal contesto naturale e, identificando Dio con la Natura (se questo vi disturba potete pensare il contrario, la sostanza non cambia), facendo così, ci siamo allontanati anche da Dio.
Non è un caso che il risveglio spirituale coincida – se preferite comprenda – l’amore per la Natura.

E dopo il crudo racconto, qualcosa che faccia sorridere, sempre dal blog Era l’anno del cane 🙂

No all’abbandono!

Quando ho visto questo video dall'amica passatorcortese (sulle sue idee politiche si può essere o meno d'accordo, ma sul suo impegno animalista non si può discutere) sul suo blog Osservatori romani, ho capito che non potevo non pubblicarlo anche io a "blog unificati" (qua e su www.adottauncucciolo.net). Purtroppo siamo entrati nel periodo caldo per gli abbandoni dei nostri piccoli amici: anche nel nuovo canile di Genova sono già entrati tanti sfortunati cani… Sfortunati, sì, per aver incontrato l'unico vero animale degno di essere chiamato "bastardo": chi lo ha abbandonato. Per queste "persone" ho una sola parola: vergogna!
In questo video poi si vedono solo cani, ma non dimentichiamoci dei gatti, forse ancora più sfortunati perché più facili da abbandonare.
Auspico non solo pene ancora più severe, ma soprattutto che venga fatto tutto il possibile per frenare questo vergognoso costume, indegno di un paese che si vuol chiamare "civile".