Essere se’ stessi

Sospendo per qualche giorno il racconto della “dama bianca” per riportare qua un bel post di Smailer, blog: Un sorriso dagli occhi della luna. Ho gia’ parlato in passato del tema “essere se’ stessi”, ma questo post mi ha dato l’occasione di focalizzare il mio pensiero sull’argomento, pensiero che ho riassunto in un commento al post originale e che riporto anch’esso qua.
Mi piacerebbe conoscere anche la vostra personale risposta alla domanda di Smailer, e credo che anche lei ne sia molto curiosa 😉

 



Domanda

Quale è il momento della propria vita in cui si è veri fino in fondo?

vale a dire…ci sono situazioni quotidiane in cui “dobbiamo essere”, “dobbiare fare”, “dobbiamo sembrare”!!! in cui un certo comportamento ci viene obbligato….vuoi dalla situazione, vuoi dalla necessaria diplomazia o convenienza…

ma quando ci sentiamo veramente noi stessi, fino in fondo, senza vincoli, senza inibizioni…quando ci diciamo…”ecco il momento per cui vale veramente vivere!”

quando stiamo lavorando, quando stiamo da soli, quando ci rifugiamo nella nostra famiglia, quando siamo in vacanza, quando facciamo l’amore, quando leggiamo o guardiamo un film…..quando facciamo il nostro sport preferito….quando, insomma, sentiamo di essere proprio noi stessi, senza falsità e senza maschere, quando stiamo bene e vorremmo sempre stare così??? liberi e appagati da quella situazione, per cui pensiamo che valga davvero vivere??? per quel momento che aspettiamo ogni istante con ansia e con trepidazione???

ho sempre pensato che quello fosse il sogno, il motivo per cui dare un senso alla propria vita! al di là di quello tutto il resto è solo cornice!!!

e per voi quale è quel momento? quello in cui siete veramente voi stessi???

Alessia [Smailer]



Commento di Wolfghost:
Questo e’ un bellissimo post, con un bellissimo quesito 🙂
Secondo me non c’e’ un “dove” o un “quando”: si puo’ recitare facendo l’amore (triste…) o si puo’ essere se’ stessi nel bel mezzo di una riunione lavorativa piena di persone.
Cio’ che davvero conta e’ la consapevolezza che ti permette di sapere cosa stai facendo.
La persona che e’ davvero se’ stessa e’ quella che e’ sempre presente a se’ stessa, perfino se sta recitando su un palcoscenico.
La differenza tra lei e un’altra persona, e’ che la seconda non si rende conto di cosa realmente sta facendo, e’ solo un burattino che agisce su comandi espliciti o impliciti (dei quali nemmeno e’ cosciente) che gli arrivano, o gli sono arrivati, dall’esterno.
Una volta ebbi una discussione con un mio caro amico. Questo non voleva saperne di entrare in locali tipo discoteche poiche’ avrebbe dovuto vestirsi elegante (ora le cose sono probabilmente un poco cambiate) mentre lui voleva sempre “essere se’ stesso”. Io gli feci notare che imporsi di vestire sempre in una determinata maniera (che meglio secondo lui lo rappresentava) era rendersi schiavo allo stesso modo di seguire sempre le mode del momento.
La persona libera e’ colui che veste in jeans e maglietta ma che, se ne ha piacere e – perche’ no – convenienza, non si addolora per il solo fatto di mettersi in giacca e cravatta.
Siamo in una societa’ e qualunque societa’, qualunque “agglomerato” di persone, ha necessariamente bisogno di regole, e’ inevitabile. Altrimenti sarebbe l’anarchia. La persona libera non e’ quella che e’ schiava di queste regole, ovvero che le segue perche’ non e’ cosciente di avere alternative oppure perche’ si sente obbligato a farlo; la persona libera e’ colei che in quel momento sceglie, per sua convenienza o piacere, di servirsi delle regole di quella societa’.
Cosi’, se io ho voglia di andare a ballare in una certa discoteca, certamente ci vado anche se devo vestirmi in un certo modo, perche’ sono consapevole che sto semplicemente seguendo qualcosa che in quel momento e’ logica conseguenza della mia scelta. In realta’, anche la conseguenza e’ una mia scelta, non e’ cosi’? 😉
L’anticonformista e’, a mio avviso, il peggiore dei conformisti e finisce, quasi sempre, per vivere peggio degli altri in nome di quell’essere se’ stesso che identifica solo negli atti e nell’apparenza, anziche’ nell’anima, nel cuore, nella mente.


P.S.: domani pomeriggio (domenica) torno per qualche giorno a Stoccolma dopo parecchio tempo di assenza, dovrei comunque essere in grado, verso sera, di leggere e rispondere i vostri eventuali commenti 🙂

nel cielo

0 pensieri su “Essere se’ stessi

  1. x Giulia: oooh… mi spiace! Certe cose non dovrebbero mai essere solo ricordi 😀

    x happy: la tua obiezione e’ quella di molti, ti invito a scorrere qualche commento, li troverai 😉
    Comunque, il riassunto e’ che e’ vero che abbiamo regole da seguire in societa’, ma se siamo consapevoli che le regole sono necessarie e che stiamo decidendo di servircene, anziche’ esserne inconsapevoli “vittime”, in fondo siamo comunque noi stessi, perche’ siamo noi a scegliere 🙂

    x Azalea: guarda… ieri sera il tramonto e’ stato intorno alle… 23! %-)

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  2. Da bambina mi dicevano che ero musona e silenziosa,invece ero sensibile e solare,mi dicevano che il mare era pericoloso,io lo sentivo amico,mi dicevano che Dio puniva,io lo sentivo buono.Volevano ingabbiare la mia mente con morali e pregiudizi,io rompevo le catene.Mi insegnavano a non aver fiducia nella gente,io l’amavo,mi dicevano che appartenevo ad una razza bastarda,io sapevo d’essere me stessa,Unica e Speciale. Volevano etichettarmi in scelti ceti sociali,io appartenevo al popolo ed al cielo.Mi dicevano che ero fatta di stupidi sogni ed illusioni,io creavo le mie realtà.Volevano succhiarmi il sangue per purificarmi e rendermi uguale al loro resto del mondo,io mi costruivo il mio mondo,ai pensieri davo energia ed i pensieri mi sono venuti incontro.Ho ascoltato per imparare,mi sono fidata sempre di quel che sentivo.Ho barcollato,sofferto,provato,gioito.Sto ancora liberando la mente da freni inibitori che hanno provato a smorzare la mia forza,la luce che mi sostiene ed illumina.Non posso cambiare ciò che non può e non vuole essere cambiato,non ne ho neanche il diritto forse,ma posso andare incontro a quel Sorriso che mi sta aspettando ,a quell’abbraccio di cui conosco perfettamente il calore. Seguo la mia bussola interiore ,il cui ago volevano smagnetizzare.La rotta è sempre la stessa ,quella che seguivo per istinto o intuito da bambina e che ora con consapevolezza scelgo ancora di seguire:la via spirituale e del cuore,l’unica che mi rende felice,l’unica che mi appaga e mi fa evolvere,mi rende completa ed armoniosa,in perfetta simbiosi col mare,la terra ,il cielo,la gente, cercando di rispettare me stessa e gli altri.
    Un abbraccio :))

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  3. Siamo condannati. Non abbiamo speranze. E’ inutile illuderci di possedere una sapienza che non ci appartiene. Rotoliamo nel fango, simili a maiali. E quando crediamo di pensare, in realtà ci lasciamo prendere da un delirio folle di onnipotenza.
    E gli angeli piangono al cospetto della nostra miserabile condizione.

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  4. x daphnee: credo che il senso del tuo bellissimo intervento sia racchiuso nella riga prima del saluto: “cercando di rispettare me stessa e gli altri”. Infatti… rendersi liberi non significa e non deve significare non rispettare gli altri. E cio’ non vuol nemmeno dire non fare del male in assoluto, poiche’, se hai un avversario (in amore, ad esempio), puoi essere costretto a fargli del male, ma… sempre e comunque rispettandolo 🙂
    Ricambio l’abbraccio 🙂

    x debby: grazie cara, buonanotte anche a te! 🙂

    x CarisW: accidenti… pensavo fosse pessimista il commento di anneheche (#11), ma il tuo lo e’, se possibile, anche di piu’ 😀
    Credo che sia tutta questione di prospettive, di aspettative. Certo, se vogliamo ergerci a dei della terra e del cielo, potremmo doverci risvegliare amaramente, ma… possiamo anche avere o trovare la consapevolezza per avere mire, per cosi’ dire, piu’ alla nostra portata 🙂

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  5. x Griza: capisco 🙂 Anche se penso bisognerebbe riuscire ad essere se’ stessi anche in mezzo agli altri, altrimenti escludiamo quella bellissima cosa che e’ la condivisione 🙂

    x Debby: grazie cara, buona serata a te! 🙂

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  6. Ma le regole ci sono, e anche se ce ne serviamo, siamo costretti a rispettarle, altrimenti siamo “fuori regola”. Forse significa che possiamo accettarle con allegria?
    …Eh, sì, credo proprio che dovrò rifletterci ancora su 🙂 🙂

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  7. Non e’ questione di farlo con “allegria”, piuttosto di capire che esse fanno necessariamente parte di una societa’ o una semplice aggregazione di persone. Possiamo cambiarle, certo, e in teoria anche a questo servirebbe la politica, ma… senza regole non esiste la societa’ e se per millenni abbiamo scelto di costruirle (le societa’) e di rimanerci, vuol dire che in fondo esse ci danno piu’ vantaggi di quel che ci tolgono.
    Pensiamo a come sarebbe la nostra vita se non esistesse la societa’… puo’ suonare romentico, ma… io credo che non sapremmo nemmeno da che parte cominciare 😉
    Ecco… e’ attraverso la comprensione dell’utilita’ di quelle regole, e non solo dei doveri che impongono, che possiamo accettarle e “usarle” per trarne vantaggio 🙂
    E quando scegliamo e usiamo… siamo noi stessi. Non credi? 🙂

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  8. Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e’ infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
    Neruda.
    siamo noi stessi quando siamo da soli…la solitudine sa bene che faccia abbiamo…
    buonanotte anima….. ti abbraccio

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  9. Siamo noi stessi, penso, quando viviamo secondo la nostra vera natura e seguendo la luce dei sogni dell’anima… Certo non é che sia così facile. Un caro saluto e buona serata. Gio

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  10. La difficoltà, non sta nel togliersi o non togliersi la maschera che portiamo, sempre diversa per i diversi momenti della giornata.
    La difficoltà stà nel sapersi ancora riconoscere, quando finalmente riusciamo, se riusciamo, a torglierci le maschere.
    I brandelli che di esse, rimangono si di noi, ci deformano qual tanto che possiamo avere fin paura di liberarcene.
    E per marchio rimane la paura di noi stessi.
    A volte è più facile e semplice essere come gli altri ci vogliono e poi si sa, siamo di memoria corta.

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  11. …ho continuato a leggere ogni commento…ogni punto di vista espresso può essere condivisibile…prevale l’idea che essere se stessi è facile esserlo in solitudine…
    ciò significa che spesso le regole, la società, la condivisione ci portano ad indossare maschere! e questo è a mio avviso triste per le nostre anime (così ingabbiate!) e per ciò che il mondo si trova a rispecchiare (falsità e ipocrisia)…
    a me suscita un’ulteriore domanda:
    pregiudizi e fiducia!
    ecco perchè è facile avere pregiudizi nei confronti degli altri (che possiamo conoscere da poco o tanto tempo!) e non fidarsi! proprio perchè paragoniamo il comportamento e il pensiero altrui al nostro modo di essere!

    ciao a tutti,
    Alessia

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  12. x Emma: prima di tutto, benvenuta sul mio blog 🙂
    La solitudine non sempre sa che faccia abbiamo. Conosco molte persone che non reggono la solitudine e diventano folli in essa.
    Credo che la solitudine sia la prova del nove della nostra forza d’animo, la quale puo’ essere si’ un aspetto di “noi stessi”, ma non coincide completamente con esso 🙂

    x Azalea: il vespaio l’ha suscitato (in bene) la cara Alessia 🙂 Io ne sono stato solo il portatore… sano? Mah… chissa’! 😀
    Si’… blucerchiata anche te? 🙂

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  13. x Gio: il punto controverso e’ che vivere “secondo la propria natura” pare essere impossibile in comunita’ 🙂
    Secondo me invece la propria natura dovrebbe includere anche il dono della sensibilita’, rispetto e, perche’ no, diplomazia nei confronti del prossimo e delle regole.
    Ciao cara 🙂

    x CapeH: sai… il punto e’ che esistono maschere che sappiamo di avere ed altre che non sappiamo di avere. Le prime le usiamo in accordo alla convenienza nostra e/o altrui; le seconde… sono diventate probabilmente, a torto o a ragione, parte integrante di noi, cosi’ da non essere forse corretto il chiamarle “maschere” 🙂 Questo non vuol dire che, al di la’ del nome che hanno, possano essere riconosciute e modificate…

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  14. x Alessia: trovo la tua riflessione sui pregiudizi corretta, tanto e’ vero che corrisponde ad un paio di post che avevo dedicato all’argomento (PregiudizioEvitare un errore comune: non è detto che gli altri pensino come noi). Sul fatto pero’ che la societa’ ci porta ad indossare maschere, continuo a sostenere che cio’ non solo e’ in qualche maniera inevitabile, ma e’ anche di per se’ non sbagliato. Il punto, come ho scritto e’ essere o diventare consapevoli dei meccanismi che stiamo seguendo perche’ cosi’ ci e’ stato chiesto di seguire.
    Ti faccio un esempio banale: la guida a destra. E’ un bene che sia imposto un lato di guida, altrimenti sarebbe un susseguirsi di incidenti al punto di non poter nemmeno fare 100 metri. Possiamo lamentarci perche’ siamo costratti a guidare a destra, ma se prendiamo coscienza che questo e’ un meccanismo necessario e “buono” per il traffico e per noi stessi, probabilmente il risentimento che percepiamo in noi perche’ sottostiamo a questo obbligo, verra’ meno e concorderemo sul fatto che sia un bene che ci sia…

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  15. Certo, é ovvio, seguire la propria natura non significa non avere rispetto per gli altri ed essere privi di sensibilità. Se una persona é malvagia per natura…la faccenda si complica, ma penso che in questi casi si tratti di più di uno scarso sviluppo spirituale. Seguire la propria natura e vivere civilmente con gli altri, significa soprattutto non farsi condizionare dai falsi miti e dalle mode, dai pregiudizi ecc., insomma pensare con la propria testa in un mondo che invece ci vorrebbe tutti omologati. Buona giornata Lupo Ciaoooooo

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  16. Beh io la penso in un modo un po’ particolare. Nel senso che credo che in tutto quello che facciamo siamo noi stessi. Anche quando vorremmo dare una rispostaccia, per esempio, e non lo facciamo per quieto vivere, non abbiamo forse scelto noi? Non è una parte di noi, dell’essere noi, che si spinge in una direzione piuttosto che in un’altra? Nella direzione della conciliazione, della consapevolezza che esiste la società e ne dobbiamo prendere atto. Forse vien meno l’istinto, la spontaneità… ma non la verità del nostro essere.
    Ecco!
    Io mi chiederei in quali situazioni sono assolutamente spontanea. Ma essere più o meno spontanea non coincide per me in una perdità di verità, perché la decisione di frenarci, di imporci dei filtri a mio parere la prendiamo sempre noi… in fondo davvero qualcuno o qualcosa può imporci alcunchè? Io credo di no. Possiamo essere sempre liberi se reputiamo di sapere accettare le conseguenze.

    Che dici? Si capisce quello che voglio dire?

    🙂

    besos.

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  17. x inesanimamia: Quando vuoi, il post e’ qua 🙂 Un salutone anche a te 🙂

    x Anna: guarda… tra 20 minuti ho l’imbarco, quindi ancora 7 ore e qualche minuto e… sentiro’ io stesso 😉
    Buon pomeriggio carissima! 🙂

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  18. x Glicine: cara Gio 🙂 Due cose: credo che capacita’ di essere se’ stessi e sviluppo spirituale vadano, per noi esseri umani, di pari passo. La cosa curiosa pero’ e’ che e’… un po’ un ritorno alle origini, liberandoci di tutte quelle sovrastrutture che via via si sono sovrapposte in noi. Quando poi ci si riesce, allora si puo’ anche seguire le mode, se proprio si vuole, la differenza sta proprio nel fatto che stavolta e’ una scelta e non un’imposizione 😉

    x Aicha: eheheh non lo so, intanto verro’ a vedere quelli che ospiti te 😉
    Grazie, ma il soggiorno qua e’ finito: sto tornando indietro 🙂

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  19. x Sofia: scherzi? Certo che si capisce, e se hai letto bene il mio post e qualche commento successivo… vedrai che siamo in piena sintonia: la penso esattamente cosi’ anche io, e’ la consapevolezza di cio’ che si sta facendo a determinare se siamo o meno noi stessi in quel momento 🙂
    Grazie cara, un bacione! :*

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  20. Sì, la sintonia tra i nostri due pensieri c’è. Infatti avrei potuto sottoscrivere il tuo commento.
    Quello che premeva sottolineare è che ci sono situazioni che ci permettono la spontaneità, la naturalezza… e che ci fanno stare meglio. Situazioni che risuonano maggiormente con noi.

    Bacio.

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  21. eh, proprio una bella domanda…
    confesso…io sono me stessa come mi leggi nel blog, se mi vedessi fuori vedresti una persona forte, farsi vedere dalle altre persone, sensibili ci rende vulnerabili…e ti assicuro che le pugnalate alla schiena fanno male…con il tempo ci fai l’abitudine…ma fanno male….
    accidenti che commento contorto…ma so che capirai il senso…..ti stringo…
    nell’ultimo post ho menzionato un lupo, non sei tu….che non ci siano fraintendimenti ;)))))))))))

    ti abbraccio forte lupetto

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  22. x Sofia: certo, sarebbe bene tuttavia riuscire a trovare tutto cio’ anche nelle situazioni che non sono per questo ideali…

    x Glicine: eheheheheh assomiglia a Sissi… si’, quand’era piccola piccola, eh! 😀

    x ladys: Verro’ a leggere, adesso e’ meglio che vada a dormire, sono molto stanco 🙂
    E’ vero quanto dici, basta pero’ sapersi aprire quando e’ possibile farlo, altrimenti perdiamo davvero molto… il sale stesso della vita 🙂
    Abbraccione anche a te! 🙂

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  23. x belllissima: ahahah be’, devo dire che stasera ho fatto un po’ di fatica a leggerti… e cambiare PC? 😀
    bacione! :*

    x Azalea: noooo, sono appena rientrato da un luogo piuttosto freddo, per un po’ mi va bene il caldo!! ;D

    x Debby: a lunedi? 🙂 Vai via?

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  24. I momenti in cui essere me stessa pienamente sono quelli del dolore e dell’amore. Quelli in cui l’anima è a nudo. Con amore intendo tutti quelli totalmente coinvolgenti, tra i quali anche l’amore per un figlio e quelli in cui si può essere come si è senza finzioni perchè l’altra anima ci corrisponde appieno e ci ama per come siamo e no per come vorrebbe si fosse.
    Nel dolore, qualsiasi schema e qualsiasi maschera perde di senso, mettendo in dissolvenza com edobbiamo apparire agli occhi degli altri.
    Un bacio e un abbraccio forte, Wolf

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  25. x Anna: grazie carissima! 🙂 Spero a breve di avere un poco piu’ di tempo per tornare ad essere un po’ piu’ presente 😉
    Grazie per la colazione! 😀

    x Flame: mah… non so se sono d’accordo, sai? 🙂 Io credo che quelli siano i momenti nei quali ci troviamo di fronte alla nostra fragilita’ e capacita’ di lasciarci andare al momento presente, momenti molto importanti, certo tra quelli in cui siamo PIU’ noi stessi perche’, come dici, te spogli delle nostre difese, ma… non sono gli unici. Come ho scritto, siamo noi stessi anche quando ci accingiamo semplicemente ad andare a pranzo (come faro’ tra poco :D), purche’ siamo consepevoli di cosa stiamo facendo 🙂
    Abbraccione restituito! 🙂

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  26. ahahah ottimo argomento! Io non ho particolari problemi al momento ma devo sempre stare attento 😉 Ti segnalo il blog di Aromaessenziale, lei e’ riuscita a cambiare con successo le sue abitudini alimentari e ha voluto mettere a disposizione degli altri la sua esperienza. Comunque non appena possibile verro’ a leggere il tuo post 🙂
    Nutrimento e piacere

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