Morte e Rinascita

CoastCapita talvolta, nella vita di ciascuno di noi, di sentire la spinta al cambiamento. Si sente che qualcosa non sta’ andando; ci si sente insoddisfatti, forse non si vede un futuro o, perlomeno, un futuro attraente. Ci si ritrova a dire a se’ stessi qualcosa di simile ad un “mmmm… qui si deve cambiare rotta”.

Forse si tratta solo di un aggiustamento, di un rinnovamento. Se la nostra vita, o meglio personalita’, fosse un palazzo, si potrebbe identificare tale rinnovamento come un restauro della sua “facciata” o come lavori all’interno dei vari appartamenti.

Talvolta pero’ si sente che il salto di qualita’ da fare e’ grande, immenso forse, eppure possibile e cosi’ potenzialmente “ricco” da sentire che non compierlo sarebbe un vero peccato. Un balzo su un crepaccio che divide un mondo antico e ormai vetusto, da uno nuovo, ricco di possibilita’. Si tratta di buttare giu’ tutto il palazzo, perche’ e’ necessario ricostruirlo fin dalle fondamenta.

Di un simile salto si ha spesso timore, perche’ non si riesce a compierlo “caricandosi troppo del passato”: bisogna essere il piu’ “leggeri possibili” per riuscire a farlo. Bisogna abbandonare sul lato vecchio del crepaccio tutto cio’ che ormai non ci serve piu’, che ci appesantisce, che ci condiziona. I maestri esoterici dicono che “per rinascere, bisogna prima morire”, intendendo proprio che bisogna liberarsi dello stabile – ma proprio per questo “bloccante” – edificio che ci si e’ creati nel corso degli anni, perche’ i mattoni di tale stabilita’ sono per lo piu’ credenze e motivazioni sbagliate, fondate sull’inerzia, sulla conservativita’, sulla paura; sono alberi che affondano le proprie radici nel cemento: stabilissimi, e’ vero, ma destinati a perdere la bellezza delle loro foglie, diretti al declino.

Perche’ nella stabilita’ del cemento non c’e’ nutrimento: l’albero e’ si stabile, ma avvizzito…

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0 pensieri su “Morte e Rinascita

  1. Bella la foto…e il tema proposto.
    Prendere il rischio di abbandonare vecchi involucri stretti e insoddisfacenti per dirigersi verso “una terra incognita”,non sempre garante di un fururo migliore,ma comunque diverso e forse piu promettevole che il precedente.
    Morire per rinascere….lasciar dietro se stessi per cercarsi nuovamente,ininterrottamente per poi ritrovarsi davvero, accettandosi nonostante tutte le imperfezioni inevitabili e quelle future alle quali andremo ancora incontro.
    La vita è mutevole e il suo movimento è continuo,non lasciandoci il tempo di tergiversare o di attendere che i nostri vari dubbi relativi ad essa siano dissipati.
    Incamminarsi verso l’essenziale,tralasciare gli aspetti ingombranti che bloccano il passaggio impedendoci di avanzare e privandoci di noi stessi….
    Si,credo davvero che sia necessario morire per poter rinascere!

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  2. Tutto, in natura, e’ morte e rinascita. La vita e’ cambiamento, la “fissita’” porta alla stagnazione. Io credo che le persone che “vivono con gli occhi aperti”, presto o tardi tale stagnazione la patiscono molto…
    Grazie Malteaa per i sempre tuoi arricchenti interventi 🙂

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  3. E’ vero caro Wolf, anche questo semplice fare ci può essere molto utile a proseguire nel miglioramento quotidiano.

    Basta davvero pochissimo e alle volte tutta la nostra vita cambia di 360°… l’ho vissuto più volte! ;D

    Namastè!

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  4. Gia’ 🙂 Basta un solo minuto, ad esempio due occhi che rapiscono i tuoi, per cambiare il corso di una vita…
    Ci sono eventi che si possono solo cogliere, altri che possono essere evocati…

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  5. … ma ogni tempo, ha un inizio e una fine…

    per tutto c’è un inizio e una fine.

    Nel mezzo c’è tutto ciò che “rimane”.

    Solo il cielo è infinito…………*

    Per il tuo post ripasserò con calma, merita attenzione…

    Un abbraccio…buona serata*

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  6. Bella foto è tua?
    C’è da dire una cosa però, che spesso sono anche le circostanze esterne che ti spingono a cambiare anche se non lo vuoi.
    E sta a noi cogliere queste circostanze, che ci appaiono all’immediato come negative, come opportunità.

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  7. x Affabile: no, la foto non è mia. Ne ho una simile mia, ma non l’avevo sul PC dell’ufficio. Magari la cambiero’… 🙂

    Riguardo al tuo commento, ho scritto giusto poco sopra (commento #4, mi pare) che “Ci sono eventi che si possono solo cogliere, altri che possono essere evocati…”
    In entrambi i casi pero’, siamo noi a dover agire, che dobbiamo cogliere o evocare. Se non siamo “pronti”, ci potranno anche capitare tutti gli eventi del mondo, ma non li coglieremo.

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  8. Io personarlmente, sono favorevole ai cambiamenti, non mi spaventano mai, se riguardano solo me….ci penso invece tanto se coinvolgono altre persone e mi chiedo se è giusto o no per loro…

    Ma ogni volta che c’è stato bisogno di fare un salto, l’ho fatto…di getto…senza restare lì sul bordo titubante. un salto è via.

    E’ naturale che si può far centro o si può cadere, ma fa parte di ognuno di noi decidere i rischi da prendere…

    In ogni caso, comunque vada, credo che ogni cambiamento contribuisca alla crescita…

    Un abbraccio, post davvero bello…* …offre spunti di riflessione*

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  9. Si’, la scelta spetta a ciascuno di noi. Ed e’ possibile. A patto di essere prima di tutto consapevoli di cosa si sta’ facendo e, in secondo luogo, di avere la determinazione di portarla avanti una volta presa.
    Grazie 🙂

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  10. Morire per rinascere…
    ma perchè bisogna per forza morire per rinascere?
    La rinascita può avvenire anche in “corso d’opera” facendo un gran bel restauro al “palazzo” per continuare ad usare la tua metafora.
    Non c’è bisogno di buttare tutto giù ma salvare quello che di bello che c’è. A volte basta spostare “una finestra” o ridipingere di un colore nuovo perchè il tutto riacquisti valore.
    Rinascere vuol dire guardare tutto con occhi nuovi e , soprattutto, guardarci con occhi nuovi.

    Spesso l’insoddisfazione nasce dal rapporto che abbiamo con noi stessi e non da quello che ci circonda.

    Non è detto che buttando giù il palazzo le cose cambino se è il nostro IO a non trovare la sua giusta collocazione

    buona serata

    dora

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  11. Gia’, nel mio scritto cercavo di distinguere tra “rinnovamento” e “rinascita”, volendo piu’ meno trasmettere lo stesso concetto: talvolta si tratta di aggiustamenti in corso d’opera (per dirla col Tao, “La strada e’ la ricompensa”); altre, ci si rende conto che per cambiare davvero, si devono buttare via tutte, o quasi, le nostre convinzioni.
    Ed e’ vero che non v’e’ certezza; per questo credo da tanto tempo ormai, che una delle doti piu’ importanti, quanto sottovalutate, sia la flessibilita’.
    Meglio fermarsi e tornare indietro, che proseguire testardamente su una strada scelta in buona fede ma che si e’ dimostrata non apportatrice di cio’ che stavamo cercando.

    Buona serata a te…

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  12. Io penso che la vita sia come un viaggio, non un viaggio qualunque, ma un viaggio, in cui ad ogni passo scopriamo quale è il nostro destino, ciò per cui vale la pena di vivere, di amare, di soffrire. Questo viaggio straordinario segna una tappa in più ogni giorno e ci porta a percorrere strade “trafficate” o, viceversa, solitarie, ad affrontare sentieri talvolta inquietanti. E spesso la strada diventa più impervia di quello che sembrava, il sentiero diventa più ripido ,e il fardello che portiamo sulle spalle diventa sempre più pesante. Ci accorgiamo spesso, a metà cammino, di aver sbagliato strada. Allora possiamo decidere, ostinatamente, di continuare nella speranza di trovare un varco che possa riportarci sulla strada giusta, quella che avevamo deciso di percorrere, E andiamo avanti nonostante i piedi ci facciano male e il cuore sia affannato. Mai ammetteremmo con noi stessi o con gli altri di aver sbagliato. Addirittura possiamo arrivare a mentire a noi stessi; a dirci che poi quella strada non è così sbagliata, che comunque ci porterà da qualche parte. E continuiamo ad andare abbandonando, ad ogni passo, qualcosa di noi, qualcosa del nostro essere. E se quella strada la percorriamo in compagnia ci accusiamo l’un l’altra di avere scelto il percorso sbagliato, ci feriamo con le accuse, ci odiamo ad un certo punto ma decidiamo comunque di andare avanti per una sorta di malcelato orgoglio o, forse, per stanchezza. Ci vuole coraggio a lasciare la strada di cui si è già percorso un bel tratto e ricominciare il cammino, a lasciare il nostro compagno di viaggio e proseguire da soli. Certo è duro questo abbandono ma cosi la nostra vita diventa più leggera, i sogni riconquistano il loro spazio, la speranza riprende forza.

    Amarsi è difficile. Amare è ancora più difficile.

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  13. 🙂 Direi che hai detto tutto quello che c’era da dire… La determinazione, senza la flessibilità, diventa una trappola, schiavitù.

    Grazie per il tuo bell’intervento 🙂

    “E’ meglio tornare indietro che perdersi nel cammino.”
    (Proverbio Russo)

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  14. “Le porte della tua casa di un tempo
    ti furono nascoste da mani sconosciute.
    Le fibbie dei tuoi vestiti furono allacciate dall’interno
    in modo che tu non potessi sganciarle.
    E un vento si raccolse e decise di distruggere
    tutto ciò che era stato piantato.
    Ti carichi ancora del peso che è stato abbandonato
    tanto tempo fa
    e ancora e ancora ti dibatti per morire,
    oscillando tra l’ieri e il domani.
    Ma potrai volare verso un altro spazio
    soltanto quando ieri e domani non esisteranno più per te,
    quando il peso e l’aspettativa
    non avranno più senso.
    E allora, quando te ne sarai liberata,
    il sole ti solleverà
    sempre più in alto…”.
    (Olga Kharitidi)
    …ed allora per poter tornare a volare …volo così a braccia aperte tra le nuvole…ma basta guardare il sole che ogni giorno nasce ed alla sera muore regalandoci sensazioni davvero uniche…morte e rinascita…una carezza a te fratello lupo…

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  15. Molto bella. Grazie.
    Il peso del passato, la zavorra che ti tiene a terra. L’aspettativa di “successi” futuri, la proiezione al domani che ti impedisce di vivere nel e del presente.
    Eppure i sogni del futuro aiutano a uccidere gli incubi del passato. Forse pero’, tali sogni devono partire dal presente.

    “Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere.
    Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà.
    Per me è uno dei principi fondamentali.”
    (Ayrton Senna)

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  16. …grazie a te di questo regalo…Senna è ancora nel mio cuore…pensache la scrittrice della citazione ha scritto due libri davvero particolari…la sciamana…il maestro di sogni…che dire d’altro…
    sogna ragazzo sogna…va dove ti porta il cuore e non fermare ogni volo d’anima che hai…

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  17. …spesso la semplice spinta a voler cambiare non porta per niente a riedificarsi…è solo un pensiero che passa per la mente e va…credo che le grandi trasformazioni avvengano senza troppo pensare, con decisione e rapidità, senza mai guardarsi troppo dietro, perchè la caratteristica dell’uomo è proprio la sua fragilità e la sua paura…
    ti auguro un sereno fine settimana,
    Alessia

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  18. x Pinkypinky: Marie Curie aveva perfettamente ragione, secondo me.
    Pero’ e’… tutt’altro che facile comprendere tutto, bisognerebbe poter essere in uno stato di tranquillita’ e “distacco” perenni… 🙂

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  19. x smailer: credo che, a seconda delle persone, esistano entrambe le modalita’: avere la capacita’ di pianificare il proprio cambiamento e la determinazione per eseguirlo passo dopo passo, oppure agire mossi dall’onda emotiva del momento.
    La prima e’ certamente piu’ difficile; la seconda pero’ e’ piu’ “rischiosa”, perche’ la decisioni prese sfruttando la forza dell’emotivita’ sono talvolta determinate piu’ da fatti contingenti che da reale “esigenza interiore”. Pertanto, potrebbero essere sbagliate.
    E’ anche vero pero’ che ci sono “esplosioni emotive” – decisioni apparentemente prese in un minuto – che sono in realta’ frutto di un lungo lavorio interiore, spesso anche inconscio: si manifestano come “scoppi immprovvisi”, talora apparentemente ingiustificati, ma in realta’ derivati dalla mancanza di determinazione nello sbloccare una situazione di sofferenza che “a freddo” non si riesce, appunto, a sbloccare.
    Spesso, certi “autogoal”, non sono veri autogoal: e’ il nostro inconscio che, non riuscendo piu’ a sopportare uno stato prolungato di disagio, “sfonda” il muro cosciente che lo tiene represso.

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  20. x cammellaccio: prima di tutto i miei piu’ vivi complimenti per il vostro anniversario di matrimonio 🙂 Su quanto hai scritto, si’, e’ certamente un tema che puo’ toccare molte persone. Il primo passo e’ rendersi conto che tale problema esiste, riuscire a vederlo “in faccia”. Poi, occorre l’intelligenza per capire come uscirne, ma – soprattutto – tanta determinazione, e… pazienza. Rome wasn’t built in a day, non e’ vero? 😉

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  21. Ciao…
    prendo spunto da questa tua “La vita e’ cambiamento, la “fissita’” porta alla stagnazione.” a cui aggiungerei la parola “evoluzione”.

    Ognuno di noi evolve, cambia, muta nel percorso della propria vita; come dici giustamente, rimanere fissi su determinate posizioni o modi di vita è deleterio. L’evoluzione comporta, altresì, il dubitare (in modo costruttivo) per poi aggiustare con piccoli o grandi tocchi la nostra esistenza.
    Ora, la paura, intesa nella sua accezione positiva, determina quei grandi cambiamenti e, perché no, quelle fratture nette tra un “ante” oramai defunto e un nuovo ancora da scrivere.

    Ciao Wolf 🙂

    O.

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  22. Grazie della vistita…
    leggo il tuo tuo ultimo post…
    “il Palazzo” …è un aimmagine archetipica (secondo me e le mie esperienze) del nostro essere… rendercene conto è già un grnde passo… cambiarlo in meglio è un insieme di passi fatti uno alla volta, uno dopo l’altro…

    più che buttarlo giù ilpalazzo si tratta do conscerlo e di portarlo anuova luce e … perle fondamenta ..si stratta di conscerle… di andare a fondo… di renderle luminose e uguali al resto… “il sopra come il sotto” ^_^

    il passto è… tanto quanto il presente e il futuro… il problema non è caricarsi o meno… abbandonare o meno… ma appunto… riconscere certe cose… comprendere che nel “morire” certe cose non vi sono nè possimpoa portarcele dietro.. si vive nel qui ed ora senza essere schiavi della mente che ci riporta nella sua continua chiaccherata tra passato e futuro lascoiandoci sfuggire la consapevolezza che è solo nel qui ed ora che ilpassato diviene tesoro e il futuro lo costruiamo ora.

    “per rinascere, bisogna prima morire”
    per me si intende il rendersi conto che nell’aldilà tutto quello che è materiale è fuori dal nostro bagaglio e rendersi conto di ciò che sarà veramente nel bagaglio ..l’edificio è nel bagaglio… le credenze, i limiti, la materialità ecc… no

    potrei sbagliare…

    grazie ancora e sono onorata di leggerti, Ti aggiungo ^_^

    ^_^

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  23. x Camosciobianco: e’ mia convinzione che l’evoluzione non sia scontata ma dipenda dalla consapevolezza con la quale si vivono gli eventi che capitano. “Vivere con gli occhi aperti”, lo chiamo 🙂 E’ notorio che ci sono persone che non commettono mai due volte lo stesso errore, altre che prendono in continuazione gli stessi pali.

    Credo che si tenda a cambiare per “insoddisfazione”, piuttosto che per paura. Spesso sono i grandi eventi che ci “costringono” a cambiare, ma la direzione di quel cambiamento siamo noi a deciderla.

    “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.” (Seneca)

    Ciao e benvenuto sul mio blog 🙂

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  24. è vero la costruzione di qualcosa richiede tempo, fatica, errori e revisioni del progetto a volte …
    al contrario per distruggere occorre soltanto essere sordi agli altri pieni di sè e non aver mai conosciuto “la bellezza”

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  25. x NataLibera: l’archetipo di noi stessi, adesso che mi ci fai pensare, per Jung era la casa… in effetti ci siamo andati vicini 😉

    Il problema sai qual e’? Che le fondamenta, se non sono buone, minano tutto il palazzo. Per esse vale lo stesso discorso dei piani sopra, ma portato ancora piu’ all’estremo: se basta restaurarle un pochetto, allora non c’e’ bisogno di distruggerle per poi ricostruire; ma se sono troppo deboli o sbagliate… temo ci sia poco da fare: e’ necessario ripartire da zero avendo il coraggio di sbarazzarsi di tutto 🙂

    Spesso i “maestri esoterici” chiedono all’allievo di rinunciare a tutte le sue conoscenze precedenti, perche’ – se non sono concordi con quello che e’ la “via”, potrebbero essere ad essa contraddittorie, discordanti, di ostacolo.

    La tua citazione “il sopra come il sotto”, ricorda quella “Come in alto cosi’ in basso” riportata nella tavola smeraldina di Ermete Trismegisto… l’hai citata apposta o e’ un caso? 🙂

    Benvenuta sul mio blog…

    p.s.: sai che vedevo un telefilm intitolato “Nata Libera” da bambino? 🙂 Parlava della vita di una leonessa che, dopo essere stata tenuta a lungo in cattivita’, viene restituita alla liberta’ non senza difficolta’ da parte sua, dato che non e’ piu’ abituata ad essere libera… Non e’ facile essere libero per chi e’ abituato ad essere schiavo da lungo tempo… 🙂

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  26. x Cammellaccio: be’, una persona con le caratteristiche che descrivi te, non puo’ che avere una visione limitata… E’ come voler correre lungo l’autostrada che ci si e’ scelto, senza voler vedere tutte le uscite e strade laterali che potrebbero portare invece grande crescita…

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  27. Sarei tentato di risponderti che forse deriva dal fatto che io vengo dal “mondo dei forum”, dove l’impostazione e’ proprio quella che hai detto: si lancia un argomento e via via, teoricamente, l’argomento si approfondisce. In realta’ pero’ ho visto altri blog funzionare cosi’ … 🙂
    Credo allora dipenda dall’impostazione che gli dai tu…
    Benvenuta comunque, curioso il tuo nick 🙂

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  28. I cambiamenti importanti possono mettere dei timori, ma sappiamo anche che vanno assolutamente affrontati se sentiamo il bisogno di rinnovamento. Credo sempre nella forza che in determinate occasioni, ognuno ha dentro di sè …
    Buona giornata ..

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  29. ciao Wolfghost

    è corretto anche per me quanto dici sulle fondamenta e allo stesso tempo non lo è …si parla per archetipi e “immagini” … “immaginazione creativa” e quindi tutto è possibile i limiti sono quello in cui crediamo o pensiamo di credere ecc. e quindi in questo contesto anche se le fondamenta sono “marce” si ha la possibilità di “trasmutarle”, almeno detto in parole “brute” e quanto è per me ^_^

    il palazzo lo si può visualizzare e per molte persone che ho incontrato e conosciuto è un modo di conoscersi che hanno praticato sin da bambini come un gioco (nulla di nuovo sotto al sole ^_^ )

    mi riprometto sempre di leggere quelle tavole… sono passati anni e non l’ho ancora fatto…

    quello di cui generalmente parlo/scrivo riguardo a certi “temi” è quanto vissuto in prima persona
    e non è un caso se è tanto simile… il caso è tutt’altro che caso ^_^ e ne ho prova continua… ce chi lo chiama sincronicità ecc.

    non ho maestri e in verità ho letto poco in merito e su/di alcuni e solo in questi ultimi due anni, prima erano cose che non mi interessavano e ne avevo una pensiero distorto

    ricordo con affetto quel film …il nik mi è stato dato da un Amico ed è abbastanza simile come “situazione di vita” a come tu scrivi…
    solo così forse si apprezza ciò che si sente per quasi tutta la vita solo a livello inconsapevole e si ha forse la possibilità di divenire consapevoli… siamo qui per esperire e si sono fatte delle scelte… che ci si renda conto o meno l’importante poi è “risvegliarsi = aprire gli occhi” poi il passato rimane tale e si vive nel presente costruendo “nell’ora = nel’essere” il proprio futuro e allora tutto piano piano diventa facile… al punto tale che per certi aspetti (ormai solo mentali in quanto è la mente che continua a tenerci legati ad essi tramite il suo continuo chiacchiericcio e aggrapparsi al passato… _tanto quanto per il futuro_ ed essendo per lo più del tempo identificati con essa non lo si lascia dove è in effetti) ci si dimentica quanto è stato difficile … e ne vale la pena !

    sono solo all’inizio ed anche se ho raggiunto le mete fissate ne ho viste delle altre e per questo il cammino continua.

    ^_^

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  30. x passaggisegreti: io credo che se si possiede un po’ di autoconsapevolezza, il desiderio di cambiamento che ci porta quel disagio non e’ mal riposto: non e’ indice solo di desiderio, ma di reale possibilita’, perche’ il nostro “se'” conosce il nostro vero valore.
    Si deve solo vincere l’inerzia, la paura del cambiamento…

    Benvenuta nel blog e… sai che potrei avere qualche foto adatta al tuo blog? 😉

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  31. x Natalibera: guarda che forse stiamo dicendo la stessa cosa 😉 Il mio “morire per poter rinascere”, significa proprio buttare a mare le proprie limitanti convinzioni sostituendole con nuove, meno limitanti e dunque ricche di possibilita’”.

    La sincronicita’, termine guarda caso coniato proprio da jung per descrivere il “nulla accade per caso”, e’ un argomento affascinante ma davvero complesso. Nel corso degli anni mi sono via via convinto che esso significa che in qualche modo siamo tutti legati, che ad ogni azione o pensiero corrisponde un determinato risultato, il che’ pero’ non necessariamente ha a che fare con un “Destino” gia’ in essere.
    E’ un po’ come un rubinetto che viene aperto: ha certamente una conseguenza (il lavandino che riceve l’acqua), ma non e’ affatto detto che “era scritto” che esso sarebbe stato aperto. Anzi, e’ stata proprio la volonta’ della persona, nata e mossa dal desiderio, a determinare la sua apertura…
    Complimenti per il tuo percorso: per essere “una all’inizio”, strada ne hai gia’ fatta 🙂

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  32. ^_^
    probabilmente si…
    anche se con sfumature diverse queste fanno parte di un unico insieme illuminato da un unica fonte.

    Forse per me la cosa è un po’ più.. come dire …”incarnata” ? ho avuto alcune esperienze di premorte e forse tale frase per me ha valenze più complesse e più punti di vista, non so ^_^
    difficile spesso esprimere certe cose ^_^
    le limitazioni non esistono, le cose materiali perdono il valore che gli si dava, le convinzioni divengono continue cose da modellare come sculture in continuo divenire adesso, le possibilità sono infinite e sopratutto si accetta, si perdona, si lascia andare tutto quello che è il bagaglio con un continuo lavoro su se stessi una continua lavorazione e metamorfosi in qualcosa di sempre più vicino all’armonia e alla danza del tutto ( non saprei come altro descrivere in poche parole un qualcosa che impegnerebbe un testo intero )

    jung ho iniziato a leggerlo negli ultimi mesi a piccole dosi fra le diverse cose che sto leggendo, lo conosco ancora molto poco,

    vi è (per me) una parte di libero arbitrio in “ogni scalino” della scala … e più se ne ha conspevolezza penso e secondo me… più tramite la propria volontà usata in modo consapevole (coscienza in essere) ci permette di poterlo esercitare in modi diversi su piani diversi ecc.

    a che serve usare una cosa senza sapere come funziona e cosa può portare ecc. ? e spesso la si usa senza nemmeno rendercene conto che la stiamo usanto e senza sapere della sua esistenza almeno questo è stato per me fino a poco tempo fa

    l’inconsapevolezza e la sincronicità sono due facce di una medaglia… o forse di qualcosa di più complesso( per me è un immagine di un solido con molte facce) l’una mostra all’altra che le facce non sono due ma Una e Tutto (compreso lo spazio che vi è attorno al solido) ^_^ nessuna e un infnità… e si entra nella dualità e nella unicità alla fine allo stesso tempo

    grazie sinceramente per i complimenti ^_^ sono solo all’inizio …è come aver messo la testa fuori da una grotta e vi è un infinità/eternità di cose da scoprire e riscorpire

    ^_^

    buona serara

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  33. Le tue esperienze di premorte ti hanno probabilmente portato ad una maggiore apertura, un’accresciuta disponibilita’ nei confronti della vita, un essere meno aggrappata al tuo quotidiano ed ai suoi oggetti.
    Esse sono una formidabile metafora delle continue “morti” e “rinascite” che esperiamo tutti i giorni a vari livelli.
    Ogni volta che voltiamo una pagina, moriamo. Ogni volta che lasciamo qualcosa o qualcuno, moriamo. Ogni volta che arriva la notte, che perdiamo un sogno, che termina un evento che ci “rapisce” (perfino solo la lettura di un libro), moriamo.
    Ogni tramonto, moriamo.

    E sempre, all’alba, rinasciamo.

    Cio’ che possiamo fare e’ rinascere avendo piantato, annaffiato, coltivato, i semi di un nuovo albero, affinche’ al posto di quello ormai morto, ne sorga uno forte e rigoglioso. Ricco di vita.

    Di Jung ti consiglio “Ricordi, sogni e riflessioni”: e’ molto bello, scorrevole (ha scritto anche tomi illeggibili o quasi 😀 ), suggestivo e ricchissimo di spunti.

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  34. Ciao,

    è il post che fa per me.
    Sto vivendo un periodo intenso e mi si prospetta un cambiamento.
    Ma lasciare la vecchia strada per la nuova non è facile.

    Morire per rinascere…
    Stasera è il terzo blog ove lascio commenti di questo genere.

    Che sia un segno ?
    Un saluto.

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  35. Quando siamo in grado di fare un salto che ci puo’ portare crescita, e non lo facciamo per paura o per inerzia, siamo sempre un po’ colpevoli.
    Naturalmente pero’, dipende dall’importanza della posta in gioco.
    Se quel cambiamento puo’ apportarci benefici ed una crescita personale moderati, allora siamo sì colpevoli, ma in fondo umani. Nessuno dovrebbe “farsi violenza” per una cosa di “poco conto”.

    Se invece quel cambiamento puo’ davvero cambiarci la vita facendoci fare un salto di qualità notevole… allora dovremmo chiudere gli occhi e… lanciarci, decidere cio’ che va’ deciso è poi non permettersi più di ritornare sui propri passi a causa del timore o della scarsa volontà.

    Mettiamo il pilota automatico e agiamo, che ci faccia paura oppure no.

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  36. grazie per le parole, tu non sai quanto mi aiutano …

    appena andrà meglio torno e ti leggo per come meriti, tu però non andare troppo lontano, il mio crollo è vicino amico mio e io ho bisogno di qualcuno che sappia dialogare con la mia anima, che la sappia leggere tra le righe: LU

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  37. No, io non mi allontano…

    Qualunque cosa tu stia per affrontare, spero che le tue decisioni avranno il coraggio della dignità, le tue azioni la forza della verità e della coerenza, il tuo spirito la serenità di sapere che dopo qualunque notte, per quanto lunga essa sia, torna sempre il sole…
    Se così sarà, che tu resti in piedi o cada, non sarà importante; importante sarà aver fatto la cosa giusta.

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  38. #46 07 Ottobre 2007 – 03:25

    Anche io ho fatto le mie letture, di genere vario….. e negli ultimi anni mi sono avvicinata alla filosofia/scienza/studio, dell’Interiore….. e la mia vita continuava….e nonostante tutta la condivisibile Teoria dell’Unicità del cosmo e di ogni sua manifestazione (qui è intrinseca anche la risposta alla domanda su cos’è per me il Bene ed il Male…….) devo ammettere che ancora sono distante dal vivere veramente con tranquillità e Pace, ed Amore, ed Accettazione ogni avvenimento….sono ancora “ancorata” a me stessa, alle mie paure, alle mie dipendenze, ai sogni che ora credo tutti perduti, ma che sò di avere (purtroppo) ancora in me….. sarei felice di non averne più di Sogni, perchè sono comunque Aspettative nei confronti di un qualcosa di esterno, di “atteso”…ed io non voglio averne più, nè di aspettative, nè di attese, nè sogni….

    : il desiderio più grande….non avere desideri……

    ma se la Pratica senza Teoria è pericolosa, la Teoria senza la Pratica, è inutile………….

    Lo vedo, è li, davanti ai miei occhi “il sentiero”……lo osservo, ma io sono ancora seduta su un masso, al limite del Bosco che mi separa dalla vera esperienza, sono ancora ferma perchè non mi sento Pronta….perchè devo ancora allontanare le Ombre che sento/vedo attorno a me …..perchè devo percorrere quei passi da Sola, ed ancora non sono in grado di accettare questo….. ancora non stò bene con me stessa…. e non posso ascoltarmi troppo…ho bisogno ancora di “rumore”, di caos….di sofferenza.

    In queste ultime settimane ho “deciso” di Tradire il mio Essere….

    sò che può essere un gioco pericoloso…..eppure è ciò che desidero, ciò di cui
    Rockwater ha necessità ora, in questo preciso istante, ed è forse la prima volta che accade….

    Se “NEGARE SE’ STESSI ” è un quesito irrisolto per molti….se io non l’ho MAI fatto, e sono andata SEMPRE incontro alle scelte inevitabili che la mia coscienza richiedeva…..e ne ho accolto con facilità e difficoltà le conseguenze naturali….
    …ora approfitto di questo ultimo colpo di vento e violentemente salto, giro su me stessa, cambio rotta….

    Può essere (forse) pericoloso …… potrebbe non esserci ritorno……potrebbe anche darsi che poi sarà molto più semplice alzarsi da quel masso e fare i primi NUOVI, veri passi su quel sentiero che è vera consapevolezza e luogo di Pace e Gioia per ogni manifesta espressione di Vita e Morte.

    Sono sul palcoscenico di un Teatro Pirandelliano, sono Uno dei Nessuno uno dei Centomila Personaggi senza anima che giocano sulla scena della Quotidiana Finzione. Provo anche questa Via, consapevole che non mi porterà a nulla, neanche alla sofferenza, forse alla Perdizione, ma piuttosto credo nel contrario, credo che questa volta, proprio
    LA FINZIONE, proprio quella qualità che detesto possa essere la maschera che potrà darmi quelle risposte alle domande rimaste sospese….. sembra un paradosso, ma non lo è…..

    GIOCO, IO che non mi sono mai sentita in grado di farlo…… sembra facile “giocare” ma per me Tutto è stato SEMPRE troppo SERIO….. Alleggeriamo tutto…. anch’io divento “leggera”, in tutti i sensi, come Tutti mi hanno sempre desiderata, e non ERO….. Ora mi avranno così…. ora sarò io a recitare, a vestirmi di quel colore che non ho mai portato perchè non l’ho mai sentito Mio….perchè la mia mente ed il mio corpo lo rifiutava…mi vestirò di ROSSO ed abbandonerò il solito rosa, ed il lilla che erano espressione della mia Anima……

    Rosso sul Corpo, Rosso sulle Labbra…

    Si spengano le luci………. …..lo spettacolo inizia..anzi…è già iniziato……

    rockwater

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  39. Cara amica, tu non hai smesso di avere desideri, non hai deposto i tuoi sogni nel famigerato cassetto, stai solo cercando una nuova via, una nuova strada per raggiungerli.

    Ricordi il Siddharta di Hesse? La sua parabola – meglio sarebbe parlare di iperbole 😉 – racconta di una persona che non era pronta per lanciarsi nel vuoto, nonostante lo desiderasse fortemente. Perché doveva prima… vivere. Una volta vissuto fu’ pronto e spicco’ con naturalezza quel volo che prima sarebbe stato troppo forzato, meccanico, falso. Sarebbe stato una tonaca vuota.

    Noi occidentali percorriamo la nostra strada guardando solo l’obiettivo, dimenticandoci che la strada stessa è la ricompensa per il nostro vivere. “La strada” è l’obiettivo.

    “Saper vivere” è il vero salto nel vuoto. Non occorrono sogni di trascendenza, di illuminazione; “vivere pienamente” è la trascendenza, è l’illuminazione.
    Se sapessimo davvero farlo… allora saremmo liberi.

    E’ curioso come siamo spesso portati a pensare che “la via” non sia del mondo.

    Invece, “la via” è il mondo…

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  40. Verissimo: bisogna morire per rinascere. La rinascita è spesso tra l’altro conseguenza di un grande dolore che abbatte le barriere costruite dal proprio ego e apre la nostra mente a qualcosa che è oltre, facendoci cambiare in ogn cellula, facendoci torare ciò per cui eravamo nati. Novelli bambini con la consapevolezza e conoscenza di un adulto. Di nuovo alle prese con una vita da ricostruire cercando di non rimanere di nuovo imbrigliati in spirali di false ideologie 😉 Un caro saluto

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  41. Certamente 🙂 Il nostro io, costruito in decenni, non accetta di morire così facilmente; è un grande dolore dover prendere coscienza di “aver sbagliato”. Si parla spesso dell’io come se fosse una persona a sé stante da noi, e di fatto lo è: è cio’ che è stato costruito su di noi fin dai primi mesi della nostra vita. E’ la maschera che ci è stata e ci siamo messi addosso. Toglierla e trovarci all’improvviso nudi e da ricostruire, non è affatto piacevole.
    Ma spesso necessario.

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  42. Certo capita ed è giusto che avvenga!
    E’ come se cambiassimo pelle come fanno i serpenti, ci liberiamo del vacchio involucro e lo abbandoniamo poichè oramai non serve più!
    Indossando una nuova pelle più fresca e pronti per ripartire!
    Cambiamenti, metamorfosi, tappe importanti della nostra esistenza!
    Un caro saluto!

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