Addio, piccolo Julius

Cari lettori, al momento sono molto stanco e il dolore per quanto successo, l’amarezza, il senso di colpa per cosa ho provocato con una mia scelta mi stanno divorando.

Ho deciso di sospendere il blog. Non so fino a quando, ma adesso aggiungerei solo dolore a dolore continuando a parlare ed a rispolverare ricordi che mi tormentano e fanno male. Ne ho già troppi di miei.

Ringrazio tutti per la comprensione. E se proprio volete dire una preghiera… ditela per Julius, affinché soffra il meno possibile. Nella mia testa gli ho già chiesto un milione di volte di perdonarmi, ma so che non serve: a Julius, se è ancora vivo, mancherò da morire; non c’è spazio negli animali per sentimenti come odio o risentimento, perciò non ha bisogno di perdornarmi. Anche se io vorrei che, piuttosto che ancora desiderare di ritrovarmi, adesso mi stesse odiando con tutto sé stesso.

Julius, mi dispiace, meritavi di meglio.

—————————–

Questo è l’annuncio che non avrei mai voluto mettere. Oggi è scomparso Julius, il gatto che ho preso quando aveva aveva appena pochi mesi, che è cresciuto con me, che ogni sera mi saltava sul letto, faceva il pane sul mio braccio e poi si addormentava al mio fianco. Veniva dal basso Piemonte, da Novi Ligure. La persona che me lo portò non conosceva Genova così me lo portò all’aeroporto, l’unico posto dove sapeva arrivare. Scherzando dicevo che ero andato a prenderlo all’aeroporto, come se arrivasse da lontano 🙂 Me lo ricordo ancora quando lo vidi in quella gabbietta: mi fissò e si mise a miagolare a tutta forza. Andammo dritti dritti dal veterinario che, siccome gli riscontrò febbre alta, mi suggerì di restituirlo al mittente, ma io rifiutai: sentivo fin da prima di vederlo che lui era il mio gatto.

Altre volte mi sono, ci siamo allontanati, ma stavolta abbiamo fatto uno “scambio di casa” con dei parenti di mia moglie con cagnolina appresso, per tre notti. Purtroppo, proprio stamattina, l’ultima, ci hanno telefonato dicendoci che non lo trovavano più. Siamo partiti e tornati il prima possibile, ma purtroppo solo per constatare che era sparito. Probabilmente è caduto o si è buttato dal balcone.

Non sarebbe mai successo se ci fossi stato io. Non sarebbe mai successo se semplicemente fossimo andati via senza fare “scambio casa”. Sapevo che era un rischio, come può reagire un gatto che non ha mai avuto altra gente per casa, per cinque anni? Eppure ho dato il “via”. L’unico che ha la responsabilità di quanto successo sono io, è perfino ovvio alla mia mente.

Ho tradito l’essere al quale, dopo mia moglie, tenevo di più al mondo. L’ho fatto sentire abbandonato. Ancora una volta (era già successo con Kit, il mio primo gatto, molti anni fa’: http://www.wolfghost.com/2008/07/24/un-po-di-wolf-kit-incontro-con-la-morte/).

Nonostante abbia tappezzato il paesino dove viviamo di appelli, al punto che immagino mi beccherò una multa, in cuor mio so che non lo rivedrò più. Non usciva mai di casa e nella zona ci sono molti cani, si sarà spaventato ed allontanato. Non sa come tornare, se non l’abbiamo trovato subito le speranze sono oggettivamente al lumicino.

Ieri notte, quando ancora non sapevo nulla, facendo yoga nella stanza dove dormivo (ero solo), ho sentito qualcosa accarezzarmi distintamente la gamba destra. Ho pensato fosse Tom, il cane, così mi sono voltato… ma la porta era chiusa, non poteva essere lui. Credo che Julius abbia voluto, nonostante tutto, darmi un ultimo saluto, farmi un’ultima carezza, a me che ero il suo – indegno – “papà”.

Non ci saranno più le sue richieste di crocchette. Non verrà più ad accogliermi al mio rientro dall’ufficio. Non ci sarà più il suo “pane” sul mio braccio, né la nanna coricato al mio fianco la notte. Non ci saranno nemmeno i terribili morsi d’affetto che mi rifilava al naso quando lo coccolavo.

Se non è già morto, morirà di fame e sete perché so che un gatto così, che ha sempre vissuto in casa, non può cavarsela.

L’immagine che vedete sotto l’avevo usata 5 anni fa, per aprire il blog Adotta un cucciolo. Quel blog, e forse anche questo, morirà con lui, per rispetto nei suoi confronti e perché… non potrei più vederlo.

Mi dispiace mio piccolo. Una sola notte in meno e saresti ancora qua, con noi. Avresti mangiato da poco la busta serale e saresti coricato sul tappetino della palestra, in attesa di raggiungerci sul letto.

Ti ho tradito per l’ultima volta, proprio te che hai sempre confidato in me. Sappi solo che assieme a te, se n’è andata anche una parte di me e che mai potrò perdonarmerlo.

La sopravvivenza della coscienza di sé dopo la morte

Al momento di scrivere il titolo di questo post avevo pensato di mettere il sottotitolo “Quando si capisce che tra scettici e credenti non ci può essere incontro”… capirete il perché 🙂

Qualche tempo fa’ lessi un interessante articolo riguardante gli esperimenti che Sam Parnia, primario di Terapia Intensiva allo Stony Brook University Hospital di New York (quindi non stiamo parlando di un hippy new age :-D), stava conducendo per capire se la coscienza continuava dopo la morte. Il suo interesse nacque dall’osservazione del noto fenomeno chiamato “Near Death Experience”, ovvero dal fatto che una percentuale compresa tra il 10 e il 20% dei pazienti che, in seguito ad attacco cardiaco o altra causa di morte imminente, vengono salvati all’ultimo istante – o tecnicamente perfino dopo l’ultimo istante, cioé quando ne è stata decretata la morte clinica – riportano di aver continuato ad essere coscienti, con visioni o altre forme di percezione (suoni, odori, …), quando in teoria, secondo la scienza, il loro cervello era troppo compromesso per permettere tale stato di coscienza.

I fenomeni NDE, conosciuti in particolare per la visione del famoso tunnel con una luce e un calore meravigliosi e rassicuranti al termine dello stesso, spesso con parenti o altre entità che accolgono e accompagnano in quella che sembra essere l’inizio di una nuova esistenza, sono conosciuti e discussi ormai da decenni (in realtà da migliaia di anni, ma limitiamoci all’epoca moderna) e le teorie che dovrebbero spiegarle sono varie e molto controverse: i credenti parlano, ovviamente, di testimonianze di una vita dopo la morte, gli scettici di fenomeni legati ad allucinazioni del cervello dovute ad essenza di ossigeno o al rilascio di particolari sostanze da parte del corpo umano aventi lo scopo di… addolcire la pillola. Da entrambi i lati ci sono state repliche e contro-repliche tendenti a smontare le teorie contrarie.

Sam Parnia si imbatté, nel suo lavoro, in questi racconti dei suoi pazienti e, incuriosito, iniziò a cercare una spiegazione scientifica. Prima di tutto verificò che la percentuale dei casi non era trascurabile, ovvero non si trattava di casi isolati, e che non riguardavano tutti i pazienti “riportati in vita”, cosa importante poiché escludeva potenzialmente le cause biologiche quale l’assenza di ossigeno (leggi: tutti avrebbero dovuto avere la stessa esperienza, e non solo una bassa – ma sensibile – percentuale di essi).

Tuttavia l’ipotesi allucinazione restava in carica ma non sembrava spiegare tutti i casi. Infatti alcuni pazienti riportavano in maniera dettagliata cosa accadeva attorno a loro – o addirittura in altre stanze o luoghi – in quei momenti di “pre-morte”, di solito da prospettive diverse, come guardassero dall’alto della stanza o – ancora più strano – da un luogo non precisato, ovvero da tutti i luoghi contemporaneamente, come fossero liberi da vincoli spaziali.

Anche per questi casi comunque gli scettici avevano una loro spiegazione: il cervello non era stato completamente “spento” in quei momenti, almeno non in tutti, ed aveva recepito qualche parola o altra sensazione che gli aveva permesso di ricostruire a livello inconscio una visione di cosa stesse succedendo. O addirittura era successo lo stesso ascoltando pezzi di racconto o frasi concitate di medici, infermieri e famigliari, dopo essersi risvegliato…

Per smentire l’ipotesi allucinazione o ricostruzione mentale, Sam Parnia ebbe l’idea di installare alcuni pannelli con disegni in punti della camera non visibili dal letto del paziente, in modo da verificare poi se esso fosse stato in grado di vederli in modo… diverso, ovvero fuori dal proprio corpo. Al momento, da quel che so, le sue dichiarazioni sono che tali pannelli non sono stati visti, ma che eppure diversi casi di testimonianze troppo dettagliate per essere allucinazioni o ricostruzioni mentali sono stati riportati. Già qua, sia gli scettici che i credenti hanno cantato vittoria (in un momento così travagliato come quello del trapasso, non è poi così strano che l’attenzione cosciente non si rivolga a dei disegni su alcuni pannelli di controllo piuttosto che a ben altri avvenimenti come lo strazio dei parenti o la concitazione di medici e infermieri).

E’ da poco uscito un nuovo libro di Sam Parnia – non credo ancora tradotto in italiano – intitolato Erasing Death (cancellare la morte). Questo libro non si occupa però di cosa c’è dopo o se un dopo c’è, ma affronta solo il tema del momento della morte da un rigoroso punto di vista scientifico. Sostanzialmente Sam Parnia ha verificato che molte cellule del corpo umano continuano a vivere anche parecchie ore dopo che è stata dichiarata la morte clinica del paziente e questo permette, con tecniche di raffreddamento particolari, tese a ridurre al minimo il rischio di danni fisici e cerebrali, di riportare in vita il paziente molto più avanti di quanto ritenuto dalla scienza fino a poco tempo fa’. Non a caso i pronto soccorso americani hanno già oggi circa il doppio di percentuale di successo di rianimazione di pazienti colti da infarto rispetto agli omologhi tedeschi o inglesi, e Sam Parnia “semplicemente” cerca con questo libro di dare indicazioni su come salvare ancora più vite umane, senza addentrarsi in “terreni minati”.

Secondo lui la morte non è un processo istantaneo come a lungo si è creduto, ma un processo che dura diverse ore. E quando è possibile riportare in vita il corpo di chi era dichiarato morto, la coscienza… ritorna anch’essa.

Su questo punto si accentra la nuova diatriba tra scettici e credenti. Basta fare un giretto per siti e forum per trovare punti di vista sorprendentemente opposti: gli scettici enfaticamente dicono “Finalmente Parnia ha dimostrato che le NDE sono semplicemente dovute al fatto che le cellule cerebrali non sono ancora morte!”, i credenti “… che la coscienza non si estingue con la morte: essa è ancora viva e, eventualmente, rientra nel corpo se questo viene riportato in vita”.

Sam Parnia, per ovvi motivi, si mantiene cauto riportando solo i dati raccolti riguardanti l’effettivo momento della morte, evitando conclusioni sul fatto che un “dopo” esista o meno. L’unica dichiarazione a cui si è lasciato andare è: «Cosa succede quando il cuore smette di battere? Esternamente è come se la mente, ciò che chiamiamo io o anima, svanisse. Però è lì. Quanto a lungo continui, non lo so. Ma so che, almeno per qualche ora, il periodo di tempo che impieghiamo per riportare indietro una persona, la coscienza di sé continua a esistere».

Nonostante Sam Parnia abbia finito per ricevere critiche da una parte e dall’altra, credo che il suo operato sia – almeno fino a questo momento – un fulgido esempio di come si dovrebbe muovere ed esprimere uno scienziato: senza preclusioni né proclami. Senza esprimere conclusioni a cui non è giunto. Lui sa fin dove è arrivato e cosa può dimostrare. Non afferma, ne nega, ciò che resta fuori dalla sua portata. Anche se magari una sua idea ce l’ha.

P.S. (e O.T.): colgo l’occasione per fare gli auguroni a Julius che in questo periodo compie 5 anni! 😛 Eccolo qua, il ciccionetto, che se la dormiva ieri sera sulla mensola sopra il calorifero 😉

Addio Up! :-(

“Addio…  :…(”

Con questo toccante MMS (foto a lato) Lady Wolf ha salutato uno dei nostri primi quattro pesciolini dell’acquario ad arrivare… e il primo ad andarsene 😦 Ho tirato fuori dall’acqua il cadaverino appoggiato sul fondo della vasca ieri sera 😦

Adesso il povero Clean (il morto e’ Up) e’ rimasto solo e temiamo non ce la faccia neanche lui. Questi sono infatti pesci pulitori (si mangiano soprattutto le alghe) da branco, sono timidi e delicati e da soli si deprimono 😦 Se tutto va bene, ovvero se sopravvive, sabato gli prenderemo almeno un paio di amichetti.

Il sospetto e’ che, anche se va detto che questi pesciolini (Otocinclus affinis) sono delicati di loro, la presenza dei gatti – visibilmente eccitati per la nuova vita comparsa nell’acquario dopo mesi di sole piante – il povero Up sia stato un po’ stressato dai loro attacchi…

Questa a lato e’ Numa, che e’ stata la prima ad accorgersi della presenza dei pesciolini ed e’ rimasta a osservarli (si fa per dire) per ore, probabilmente anche la notte, visto che al mattino appariva stravolta.

Poi, con 24 ore di ritardo, si e’ accorto dei nuovi ospiti anche Julius e si e’ ripetuta la stessa “performance”. Julius e’ meno… insistente, tuttavia, essendo molto piu’ pesante e grosso, probabilmente e’ molto piu’ visibile per i poveri pesciolotti.

Sissi per fortuna e’ un po’ fuori dai giochi, forse non le interessano o forse non se ne e’ neppure accorta. Come sapete la sua vita si svolge prevalentemente sul divano di casa 😀

Comunque col passare dei giorni i gatti sembrano via via abituarsi ed essere meno “presenti”. Certo… non oso pensare a quando arriveranno pesci piu’ grandi e colorati, ma insomma… non credo siamo gli unici possessori di pesci e gatti 😀

Spick e Span, coppia di Corydoras, sembrano essere meno sensibili alla incombente presenza dei gatti e appaiono ambientarsi sempre di piu’… Speriamo bene 🙂

… intanto questa mi e’ appena arrivata da Lady Wolf con il messaggio “Non possiamo farcela… :-(” 😛

Una giornata di riposo… grazie alla neve! ;-)

La neve nelle città non di montagna porta sempre disagi anche piuttosto forti, lo sanno quei miei colleghi che oggi hanno tentato di recarsi al lavoro facendosi due ore di coda per poi scoprire che la strada in salita che porta alla collina dove c’è l’azienda era impraticabile! 😮 Paradossalmente ho avuto la fortuna di abitare un pizzico nell’entroterra genovese… un pizzico che però è bastato per ritrovarci stamattina praticamente isolati, così che non ho nemmeno provato a mettermi in viaggio. Ne ho così approfittato per riposare tutto il giorno! 😉 Finalmente, perché ne avevo proprio bisogno, questo è un periodo di grande lavoro, di salute “un po’ così” e di altre poco piacevoli rotture 😐

L’unico sforzo, assieme a Lady Wolf, è stato quello di portare a spasso Tom per i sentieri innevati tra i boschi circostanti, e… vi assicuro che lui si è divertito un mondo! 😛

L’ultima foto è l’ingrandimento di quella precedente, come vedete Tom corre orecchie al vento! 😀

… e i gatti??? A loro sarà dispiaciuto non poter seguire Tom? 😐 Uhm… mi pare preferissero il caldo termosifone! 😀

 

Mici nella notte! :-)

Ieri pomeriggio siamo tornati dall classica due-giorni pasquale (dal sabato al lunedi’ pomeriggio) con visita parentale in  quel di Merano, cosi’ abbiamo anche provato la nuova pandina sul percoso lungo con risultati piu’ che soddisfacenti 😉

Stavolta non abbiamo chiamato la cat-sitter per star dietro ai gatti, abbiamo messo due bei e semplicissimi distributori di acqua e di crocchette, raddoppiato la lettiera mettendone una seconda e… attivato un sistema di videosorveglianza a basso costo monitorabile da un qualunque PC o smartphone remoti connessi a Internet 😉

In pratica si tratta di tre videocamerine IP connesse al router-modem ADSL di casa (il PC puo’ anche stare spento, serve solo per la configurazione iniziale). Queste videocamerine possono essere ruotate orizzontalmente e verticalmente sempre da PC remoto e hanno la vista a infrarossi per la visione notturna. Nonostante il loro basso costo (in seguito ad offerta speciale) la qualita’ e’ sufficiente per una utilizzazione simil-sistema di sorveglianza, infatti in teoria sarebbero anche capaci di mandare una e-mail o un sms in caso di rilevamento di movimento, ma noi tale funzione non l’abbiamo impostata.

Lo scopo era, visto che sarebbero stati due notti e tre giorni da soli, verificare che i gatti non avessero impellenti necessita’, tipo mancanza d’acqua per distributore rovesciato o simili. Inoltre serve anche per quando Tom, il cane, e’ solo a casa quando lavoriamo entrambi.

Mi ci son picchiato per un mese buono per riuscire a farle funzionare quelle benedette videocamere! Un po’ perche’ io di router non ne capivo granche’, un po’ perche’ poi ho scoperto che il software fornito con le videocamere non funzionava da remoto; cambiato quello e’ andato faticosamente tutto a posto. Pero’ adesso siamo soddisfatti del risultato! 😀

Abbiamo potuto vedere che i gatti sono, come ci aspettavamo, molto piu’ attivi nelle ore serali, mentre in quelle pomeridiane dormono o, come nel caso di Numa, spariscono letteralmente (in realta’ sappiamo che va a dormire nell’armadio ;-)). Inoltre non e’ vero che non gliene importa nulla dei padroni: gli abbiamo beccati spesso a guardare per lunghi minuti ed apparente apprensione la porta di casa, come a vedere se rientravamo o no, soprattutto nella fascia di orario nella quale normalmente torniamo a casa 🙂 Ci facevano una tenerezza! 😦

Comunque eccoli qua, in qualche fotogramma anche in notturna 😛 E in fondo c’e’ anche Tom, in un fotogramma di pochi minuti fa. Lui, poverino, sta quasi sempre accanto alla porta, in attesa del nostro rientro 😦

Sissi e Julius (che fa il pane sul maglione! ;-))

La simpatica Numetta spunta da dietro i cuscini

Gatti fantasma!! 😀 Sissi sul divano, Julius sul tavolo, Numa dalla porta

Tom all’ingresso di casa, in paziente attesa del nostro rientro…

 

Carezze e morsi :-)

Julius dormeQuasi come sentisse che stavo per parlare di lui, è arrivato Julius “chiedendo” di essere preso in braccio come faceva quando era piccino, vedi foto a lato  😉 Peccato che allora pesasse circa otto chili meno  😛
Come sapete, nel nostro piccolo appartamento di 30 metri quadrati convivono due cristiani, tre gatti e un canetto 🙂 Quando ci allontaniamo per qualche giorno portiamo con noi Tom, il cane, ma lasciamo i gatti, Sissi, Julius e Numa, a casa. Ci piacerebbe portarli con noi ma i gatti sono molto legati alla casa, piangono disperati non appena mettono un piede… opsss! una zampa 😀 fuori dall’appartamento. Certamente soffrirebbero di più in un viaggio di ore e in ambienti sconosciuti che a stare in casa senza di noi.
Ognuno di loro ha i suoi posti preferenziali ove dormire, posti che cambiano a seconda delle stagioni e dell’ora 😉 Sono bestioline piuttosto abitudinarie, sapete 🙂 Quando non ci siamo noi, Julius – che assomiglia sempre di più a Garfield, sia per pancia e taglio degli occhi che per abitudini (la mattina viene sempre a reclamare il suo pezzetto d
i brioche mentre faccio colazione ) – occupa il letto, mettendosi nel bel mezzo o sui cuscini, cosa che del resto fa spesso anche Numa 😀 Quando ci sono io invece viene spesso a dormire al mio fianco 😉
Comunque, domenica scorsa, tornando dall’ultimo weekend a Merano, all’ora di coricarsi Julius appariva evidentemente spiazzato e scocciato per il fatto di trovare il letto occupato 😛 In ogni caso, dopo una mezz’oretta è tornato e si è sistemato… accanto alla mia testa, sul cuscino 😮 Capite bene, un gatto di oltre otto chili sul cuscino in un letto ad una piazza e mezza… 😐 Comunque, alla maniera di Buddha (leggenda vuole che si fece tagliare la manica della veste per non disturbare il suo gatto che ci si era addormentato sopra), mi sono un po’ spostato ed ho cercato di prendere sonno. Julius pero’ ha iniziato a leccarmi la testa e i capelli 😮 Pensandolo un gesto di affetto l’ho lasciato fare per un po’, ma dopo un quarto d’ora ho pensato bene che fosse il momento di farlo smettere e ho cercato di allontanarlo delicatamente…
Il risultato? Julius ha allungato una zampa, mi ha arpionato la guancia più lontana, mi ha girato la testa verso di lui e… TAAAAAA!!! Un terribile morso dritto sulla punta del naso!! 😀
Stile Fantozzi ho represso l’urlo di dolore portandomi la mano al naso e… sentendo colare il sangue che iniziava a sgorgarne fuori 😮 La mattina dopo mi sono ritrovato con due bei tagli da un lato e dall’altro del naso 😛 Il punto è che Julius cerca spesso di mordermi il naso 😉 per lui è un gesto d’affetto, solo che io d’istinto allontano il naso e i suoi canini fanno effetto lama che taglia il burro 😐
Non sapete quante volte ho dovuto spiegare l’origine di quei tagli in questi giorni a colleghi ed amici 😀
Non è un tesoro il mio Julius??? 😀

Foto0245

Aforismi VII

E’ tempo di rispolverare un attimo la buona lista degli aforismi che preferisco, tutti conditi da qualche amena foto dei nostri animalotti casalinghi 🙂

allineati e coperti1. Sono più le persone disposte a morire
per degli ideali, che quelle
disposte a vivere per essi.
(Hermann Hesse)

2. Quando vedi un affare di successofoto di gruppo
vuol dire che qualcuno
ha preso una decisione coraggiosa.
(Peter Drucker)

guai a chi mi tocca l3. Quando con certe persone
si è fatto il possibile per conquistarle,
se la cosa non riesce
c’e’ ancora una risorsa:
non far più nulla.
(Jean de la Bruyere)

Julius cerca fresco4. E’ difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia.
Soprattutto, quando… non c’e’.
(antico proverbio cinese)

Tom e regalino5. La perseveranza
è il duro lavoro che fai
dopo che ti sei stancato
del duro lavoro
che hai fatto.
(Gingrich Newt)

Julius e... Tom6. Chi ha paura muore tutti i giorni,
chi non ne ha muore una volta sola.
(Paolo Borsellino)

Numa e Tom7. Nessun vento è favorevole
per chi non sa dove andare,
ma per noi che sappiamo,
anche la brezza sarà preziosa.
(R.M.Rilke)

Numa nel lavandino8. I fatti sono la cosa più testarda del mondo.
(Michail Bulgakov)

Numetta tra i libri9. Chi domina in virtù
del proprio essere è
simile alla stella polare,
che è ferma al suo posto,
e tutte le altre stelle
le ruotano attorno.
(Confucio)

Sissi primo piano10. Le persone viaggiano
per stupirsi delle montagne,
dei fiumi, delle stelle e passano
accanto a se stesse
senza meravigliarsi!
(S. Agostino)

 

… e finiamo con il solito concorso “Trova il Tomino!” 😀

trova il Tomino

Ehilà! Io sono Julius! :-)

Julius finestraEhilà! Io sono Julius, di Novi Ligure bassa  😀 Perché “bassa”? Veramente non lo so, ma suona bene dirlo a quanto sostiene un certo Cassano 😛
Sono nato a fine Aprile del 2008 e il 28 Luglio dello stesso anno sono stato portato nella mia casina attuale.
Il mio papà bipede adottivo (a proposito… ma come fate a stare in equilibrio su solamente due zampe? Io ci ho provato, ma più di qualche secondo non ce la faccio proprio! :-|) mi venne a prendere all’aeroporto di Genova. Sì, mi piacerebbe dirvi che ero arrivato in aereo, ma in realtà il motivo vero fu che quello era l’unico luogo che la persona che mi portava conosceva di Genova 😛

JuliusQui a fianco potete vedere com’ero appena arrivato, la foto è stata fatta in uno studio veterinario; prima di essere portato nella nuova casa, infatti, feci tappa lì per le visite mediche… esattamente come i calciatori quando cambiano squadra, eh! 😉

Il veterinario in questione mi trovò la febbre e suggerì al mio nuovo babbo di restituirmi al mittente perché sospettava avessi una malattia seria, ma lui si oppose dicendo che piuttosto avrebbe messo a rischio la salute del gatto residente – Sissi, la gattona grassa, mugugnosa e antipatica che già conoscete. Mi fecero il prelievo del sangue (che male! :-() e fui messo in quarantena per una lunga settimana in quello che poi mi fu detto essere un “bagno” 😐

Julius dormeOgni tanto il papà-bipede mi veniva a prendere e mi portava in giro per la casa tenendomi in braccio… non che ci volesse tanto a fare il giro di 30 metri quadrati, eh! Ma era bello uscire di lì! E poi io ci stavo bene in braccio, come potete vedere… 😉

La gattona cicciona e antipatica iniziò a soffiarmi e a minacciarmi da subito… e non ha mai più smesso! Uff… Comunque appena cresciuto mi presi la rivincita iniziando
a farle ogni tipo di agguati che mi venisse in mente!  😀

A poco servivano Julius-tiragraffii vari topolini, o tiragraffi (che pure mi piacciono un sacco ancora adesso): il mio divertimento preferito restava lei! eheheh  😛

Insomma… non sono cattivo come vorrebbe farvi credere lei, io volevo solo giocare, ero un ragazzino! E chi mi ritrovo? Una signorotta lagnosa che non mi tollerava e che voleva tenermi buono buono in un angolino! Tzé! 😦 Perfino con Tom, il cane, vado più d’accordo che con lei! 😀

Julius-briocheE’ vero, forse un po’ discolo lo sono, se il mio babbo coniò per me il nomignolo “Piccola-peste-Julius”, ma non è che combinassi chissà quali pasticci… Si, a parte gli agguati a Sissi, qualche brioche rubata e mangiucchiata (riuscivo ad aprire sia i pacchi grandi che le confezioni delle singole brioche :-P), oppure mi divertivo a graffiare e mordere i piedi del mio padroncino mentre dormiva, almeno fino a quando questi decise che ne aveva abbastanza e una notte, durante uno dei miei soliti assalti, mi inondó con una bottiglietta d’acqua! Ufffffff!!! Io odio l’acqua! 😦 E poi qualche altra bravata, ma poca roba…

Julius-nannaPerò so come farmi perdonare, sapete?  😉 Mi è sempre bastata qualche moina, sopportare di essere tenuto in braccio per qualche minuto… In quanto a dormire sul lettone, bé, non è che fosse proprio un sacrificio eh! E’ comodo anche per me! Mica lo facevo per lui!  😉 Adesso pero’ preferisco andare a dormire sul lato della nuova mammina-bipede: lei, piuttosto che disturbarmi quando dormo, si sposta tutta dall’altra parte! Che brava… nemmeno Budda farebbe di meglio! 🙂

Per quanto riguarda i miei rapporti con Sissi, per fortuna da qualche mese ho una nuova compagnetta di giochi! Ed ecco che le cose si sono sistemate: adesso so con chi giocare! Magari fosse arrivata subito, forse anche tra me e Sissi le cose sarebbero andate diversamente! 😐
Cliccate qua sotto e vedrete come ci divertiamo! 😉

http://www.alfemminile.com/world/communaute/album/album_player.swf?p=16458058&server=www.alfemminile.com

Ma siamo anche molto attaccati: siamo sembrati fratello e sorella dal giorno dopo il suo arrivo!
Proprio vero che è questione di feeling, vero? 😉

… eccoci qua, non siamo carini? 🙂

Numa e Julius

L’umanità degli animali… o l’animalità dell’uomo?

Ho in mente di introdurre un nuovo argomento nei miei post, un filone dedicato ai miei adorati animali casalinghi: Sissi, Julius, Tom e Numa (in rigoroso ordine di arrivo :-)). Addirittura un tempo volevo creare il terzo blog (avendo un abbonamento Splinder “pro” ho diritto a tre blog senza dover cambiare nickname) dedicandolo interamente a loro, ma, visto che già ho poco tempo per gli altri due (questo e adottauncucciolo.net, dove per fortuna c’è chi lo condivide con me ;-)), credo che pubblicherò i loro… resoconti qua 🙂
La cosa più buffa, quando si ha a che fare quotidiamente con animali, è vedere quanto sono simili a noi 😛 Certo, ogni specie ha le sue peculiarità, le sue – anche notevoli – differenze, ma da un punto di vista psicologico ciascuno di loro ci assomiglia a volte in modo disarmante… e con i post che scriverò cercherò di dimostrare proprio questo 😉
In realtà è facile rendersi conto che non sono tanto loro ad essere “umani”, quanto siamo noi ad essere animali, esattamente quanto lo sono loro. Solo che siamo di solito troppo arroganti per ammetterlo.

Questo fine settimana però sarò a Merano, con connessione limitata, quindi questo post è soprattutto per augurare a tutti un buon WE. E Speriamo, domenica sera, di evitarci le solite interminabili code di rientro! 😐

A presto e… se cliccate sull’immagine qua sotto (o nella colonna di sinistra) finite sull’album dei diretti interessati! 😛

Alcuni degli aforismi che preferisco ( V )

Numa e Julius1. Il genio è un uomo capace
di dire cose profonde in modo semplice.
(Charles Bukowski)

Sissi2. L’umiltà è la virtù
più difficile da conquistare;
infatti niente è più duro a morire
del desiderio di pensar bene di se stessi.
(T.S. Eliot)

3. Non serve aiutare un amico
mettendogli delle monete nelle tasche
se questi ha le tasche bucate.
(Douglas Hurd)

4. Perché una lampada Tom
continui a bruciare
bisogna metterci dell’olio.
(Madre Teresa di Calcutta)

5. Non puoi evitare che gli uccelli
della preoccupazione e dell’ansia
volino sopra la tua testa.
Ma che si costruiscano il nido
sui tuoi capelli, questo si,
lo puoi evitare.
(Proverbio cinese)

Sissi, Julius e Numa6. Mai nulla di splendido è stato realizzato
se non da chi ha osato credere
che dentro di sé ci fosse qualcosa
di più grande delle circostanze.

(Bruce Barton)

7. Certe massime non hanno senso.
Ad esempio: “Partire in quarta”.
Provateci. Vi si spegne il motore.
(Luca Goldoni)

8. Non hai veramente capito qualcosa Julius e Numa
fino a quando non sei in grado
di spiegarlo a tua nonna.
(Albert Einstein)

9. Affogò perché si vergognava
a gridare aiuto.

(Marcello Marchesi)

10. Una scelta conduce
ad una nuova serie
di circostanze possibili.
Con mente lucida,
puoi fare qualsiasi cosa.
(Dalai Lama)

E adesso… votate la vostra! 🙂

Tom con palla

Nelle foto, in ordine di apparizione :-D, Numa, Julius, Sissi e Tom.