Addio, piccolo Julius

Cari lettori, al momento sono molto stanco e il dolore per quanto successo, l’amarezza, il senso di colpa per cosa ho provocato con una mia scelta mi stanno divorando.

Ho deciso di sospendere il blog. Non so fino a quando, ma adesso aggiungerei solo dolore a dolore continuando a parlare ed a rispolverare ricordi che mi tormentano e fanno male. Ne ho già troppi di miei.

Ringrazio tutti per la comprensione. E se proprio volete dire una preghiera… ditela per Julius, affinché soffra il meno possibile. Nella mia testa gli ho già chiesto un milione di volte di perdonarmi, ma so che non serve: a Julius, se è ancora vivo, mancherò da morire; non c’è spazio negli animali per sentimenti come odio o risentimento, perciò non ha bisogno di perdornarmi. Anche se io vorrei che, piuttosto che ancora desiderare di ritrovarmi, adesso mi stesse odiando con tutto sé stesso.

Julius, mi dispiace, meritavi di meglio.

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Questo è l’annuncio che non avrei mai voluto mettere. Oggi è scomparso Julius, il gatto che ho preso quando aveva aveva appena pochi mesi, che è cresciuto con me, che ogni sera mi saltava sul letto, faceva il pane sul mio braccio e poi si addormentava al mio fianco. Veniva dal basso Piemonte, da Novi Ligure. La persona che me lo portò non conosceva Genova così me lo portò all’aeroporto, l’unico posto dove sapeva arrivare. Scherzando dicevo che ero andato a prenderlo all’aeroporto, come se arrivasse da lontano 🙂 Me lo ricordo ancora quando lo vidi in quella gabbietta: mi fissò e si mise a miagolare a tutta forza. Andammo dritti dritti dal veterinario che, siccome gli riscontrò febbre alta, mi suggerì di restituirlo al mittente, ma io rifiutai: sentivo fin da prima di vederlo che lui era il mio gatto.

Altre volte mi sono, ci siamo allontanati, ma stavolta abbiamo fatto uno “scambio di casa” con dei parenti di mia moglie con cagnolina appresso, per tre notti. Purtroppo, proprio stamattina, l’ultima, ci hanno telefonato dicendoci che non lo trovavano più. Siamo partiti e tornati il prima possibile, ma purtroppo solo per constatare che era sparito. Probabilmente è caduto o si è buttato dal balcone.

Non sarebbe mai successo se ci fossi stato io. Non sarebbe mai successo se semplicemente fossimo andati via senza fare “scambio casa”. Sapevo che era un rischio, come può reagire un gatto che non ha mai avuto altra gente per casa, per cinque anni? Eppure ho dato il “via”. L’unico che ha la responsabilità di quanto successo sono io, è perfino ovvio alla mia mente.

Ho tradito l’essere al quale, dopo mia moglie, tenevo di più al mondo. L’ho fatto sentire abbandonato. Ancora una volta (era già successo con Kit, il mio primo gatto, molti anni fa’: http://www.wolfghost.com/2008/07/24/un-po-di-wolf-kit-incontro-con-la-morte/).

Nonostante abbia tappezzato il paesino dove viviamo di appelli, al punto che immagino mi beccherò una multa, in cuor mio so che non lo rivedrò più. Non usciva mai di casa e nella zona ci sono molti cani, si sarà spaventato ed allontanato. Non sa come tornare, se non l’abbiamo trovato subito le speranze sono oggettivamente al lumicino.

Ieri notte, quando ancora non sapevo nulla, facendo yoga nella stanza dove dormivo (ero solo), ho sentito qualcosa accarezzarmi distintamente la gamba destra. Ho pensato fosse Tom, il cane, così mi sono voltato… ma la porta era chiusa, non poteva essere lui. Credo che Julius abbia voluto, nonostante tutto, darmi un ultimo saluto, farmi un’ultima carezza, a me che ero il suo – indegno – “papà”.

Non ci saranno più le sue richieste di crocchette. Non verrà più ad accogliermi al mio rientro dall’ufficio. Non ci sarà più il suo “pane” sul mio braccio, né la nanna coricato al mio fianco la notte. Non ci saranno nemmeno i terribili morsi d’affetto che mi rifilava al naso quando lo coccolavo.

Se non è già morto, morirà di fame e sete perché so che un gatto così, che ha sempre vissuto in casa, non può cavarsela.

L’immagine che vedete sotto l’avevo usata 5 anni fa, per aprire il blog Adotta un cucciolo. Quel blog, e forse anche questo, morirà con lui, per rispetto nei suoi confronti e perché… non potrei più vederlo.

Mi dispiace mio piccolo. Una sola notte in meno e saresti ancora qua, con noi. Avresti mangiato da poco la busta serale e saresti coricato sul tappetino della palestra, in attesa di raggiungerci sul letto.

Ti ho tradito per l’ultima volta, proprio te che hai sempre confidato in me. Sappi solo che assieme a te, se n’è andata anche una parte di me e che mai potrò perdonarmerlo.

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23 pensieri su “Addio, piccolo Julius

  1. … è molto triste 😦
    Julius sarà sempre in te e continuerà ad esserti vicino.
    Non essere troppo severo con te stesso, cosi ti fai solo male e addolori tutti.
    Ti abbraccio
    p. s comunque porrebbe anche ritornare!

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    • … “così addoloro tutti”? 😮 Pensi che questa debba essere la mia preoccupazione, di non… addolorare tutti? 😮 Guarda, non me ne importa un fico secco se qualcuno si addolora per questo post, anzi penso che questo sia uno dei problemi principali di questa società: devi sempre girare col sorriso sulle labbra, non parlare mai dei tuoi guai o problemi perché gli altri sono troppo presi a voler far finta che la vita sia solo gioia e divertimento e guai per coloro che osano far capire che così non è.
      La vita è questa. E’ dolore. E’ perdita. E’ commiserazione e, quando è giusto, è anche senso di colpa, altrimenti non si imparerebbe mai. E questo adesso è ciò che io sento e che sentirò per molto, molto, tempo. E se così non fosse… sarei solo uno stupido ipocrita, come tutti gli altri.

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      • Scusami, c’è stato un malinteso e mi vergogno di essere apparsa così cinica ed egoista 😦
        Non ho avuto iltempo di rileggere quello che avevo scritto, l’ho detto nell’altro commento, ho una conessione inaffidabile.
        A tutti dovevo aggiungere “i tuoi cari che ti sono vicini in casa e che come te sentono la mancanza di un membro della loro famiglia che per anni è stato in armonia con tutti voi vivendo amorevolmente con voi che avete goduto della sua presenza.”
        Mi vergogno della mia gaffe, e mi merito quello che hai pensato di me.
        Sono addolorata anch’io. L’anno scorso ho perduto Zazà,la nostra tartaruga, morta improvvisamente forse perchè impossibilitata a deporre le sue troppo grosse uova. Era cresciuta con noi per quasi trent’anni, e mi sono sentita annientata dai flash back e da tanta amarezza.
        Ammiro la tua sensibilità di cui non ho mai dubitato.
        Ora più che mai ti abbraccio forte, è il minimo che io possa fare 😦

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  2. No, sinceramente non credo sia colpa tua. I gatti che vivono con noi da qualche anno sanno quando andiamo, quando torniamo e per quanto. Ha tentato l’avventura, probabilmente profittando di una sorveglianza diversa, oppure è caduto. In tutti i casi, temo, è stata una scelta sua, e come tale credo che vada presa.
    So che l’angoscia di una sparizione a quattro zampe senza certezza è molto particolare, perché per molto tempo non puoi nemmeno dirti “E’ morto” con sicurezza.
    Ti sono vicina.

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    • No, Murasaki, purtroppo lui non poteva saperlo, non l’avevamo mai fatto. Come fa un gatto che vede improvvisamente estranei per casa, e i suoi padroncini che non ci sono più, a sapere, a sapere che torneranno? No, questo è un modo per mettersi in pace la coscienza, che invece è macchiata da un errore indelebile, una leggerezza commessa nei confronti di una creatura che è morta o morirà per questo. Una creatura che si era completamente affidata a me. Probabilmente non è stata una sua scelta, è caduto, si è spaventato per qualche gesto ed ha perso l’equilibrio. Non credo, e spero proprio, che l’abbia fatto per venirmi a cercare. Sarebbe ancora più terribile.
      Grazie per la tua vicinanza.

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      • Più ci ripenso e più rimango della mia idea. E’ vero, è la prima volta che lo facevate. TUTTE le cose che si fanno hanno una prima volta, giusto? Ma altre volte lui era rimasto solo con le altre due gatte (o con la sola Sissi) mentre tu (o voi) eravate via, e arrivava un estraneo (magari relativamente estraneo) a portargli da mangiare una volta ogni giorno o due. E siete ritornati. Stavolta gli estranei erano di più, ma non una legione, e immagino abbiano trattato i gatti con garbo e gentilezza, altrimenti non glieli avresti lasciati – né loro ti avrebbero chiamato un giorno prima per avvisarti che Julius mancava all’appello. I suoi compagni di gruppo erano lì, lui era ben nutrito e accudito, la casa era ancora quella di prima (segno che sareste ritornati, prima o poi) e, più importante, già altre volte vi aveva visto partire con le valige in mano ed eravate sempre tornati. Inoltre sapeva benissimo la differenza tra un vostro viaggio e un trasloco, perché, lui presente, ne hai fatti almeno due.
        E poi e poi e poi… i gatti queste cose LE SANNO. Sanno quando sei triste, quando sei allegro, quando sei innamorato, quando sei malato, quando devi partire… e sanno anche quando tornerai. O vuoi venirmi a dire che *proprio tu* non credi alla telepatia tra creature che vivono a lungo sotto lo stesso tetto e si amano?
        La situazione non aveva nulla di insopportabile, nessuno lo picchiava o maltrattava (altrimenti, se per un disgraziato caso aveste affidato il parco gatti a una banda di sadici, avreste trovato almeno gravemente traumatizzati anche gli altri due!). Se ha perso l’equilibrio l’avrebbe potuto perdere anche mentre eri presente. Sono incidenti che succedono, anche ai bambini. Spiace che sia successo mentre non c’eri (ma temo che non avresti potuto comunque far niente) ma il fatto che sia venuto a “salutarti” (e ricordo che lo fece anche Alfonsina, quando cascò dal tetto) fa pensare che non ti creda responsabile di un crudele abbandono – anche perché, r1ipeto, secondo me non lo sei.
        Non voglio insistere oltre, e ti prego di scusarmi se ti ho irritato – capita spesso di dire le parole sbagliate a qualcuno che sta soffrendo – ma ti assicuro che sono assolutamente sincera. Ma le cose, purtroppo, succedono anche quando non ne siamo responsabili. Semplicemente, a volte succedono.
        Scusami se troverai degli strani 1 sparsi nel commento, ma oggi la mia tastiera fa i capricci. Ho cercato di levarli tutti, ma sono insidiosi.
        Auguri.

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      • Grazie!!! Avevo letto ma non me la sentivo di rispondere, quasi ogni minuto in questi giorni è stato dedicato a cercare lo scomparso! Ho messo il post di aggiornamento con… la lieta novella!!! 😉

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      • Ma non mi aspettavo certo che tu rispondessi, nello stato d’animo in cui eri!
        Chi c’è passato lo sa, e sa anche che in questi casi… si deve sempre cercare, contro ogni logica e speranza. Perchè è vero che i gatti hanno sette vite (o nove, o dodici o quante sono) ma hanno anche una singolare capacità di infilarsi in guai complicatissimi ^__^

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  3. Spero di riuscire ad esprimermi in modo che tu possa almeno ragionare sul concetto di fondo che cercherò di trasmetterti, senza che tu possa offenderti o prenderlo come una forzatura, quanto piuttosto come una possibilità su cui ragionare su, e poi scegliere tranquillamente se ritenerla adatta ai tuoi pricipi o meno.

    Le persone, così come gli animali, gli amori, gli affetti muoiono soltanto quando noi decidiamo di farli morire. Lui vivrà in te fintanto che tu lo ricorderai, ne riguarderai le fotografie, ti ritorneranno in mente attimi, situazioni, momenti.
    Lui vivrà in te ogni volta che i tuoi pensieri lo comprenderanno, in qualsiasi modo e in qualsiasi forma.

    E’ sempre facile parlare dall’esterno e da non direttamente coinvolti, però chiudere il blog, specie se è nato così è un pò come chiudere tutto questo, è un pò come cancellare tutto ciò che ti ha regalato con la sua presenza, è come eliminare una parte di lui, una parte di te…

    Secondo me una forma di rispetto verso di lui, verso il sentimento che VI LEGA è quella di riuscire a trovare la forza per superare la morte, la morte è uno stato ma il vero momento in cui un legame tra due persone, due amici, due amanti, una persona e il suo animale o chi per loro si separano è quello in cui entrambi abbandonano questa terra… e per quello che ne sappiamo non siamo in grado di stabilire se è la fine o semplicemente un passaggio di stato o magari un ritrovo…

    mi piacerebbe sapere che sceglierai di tenerlo in vita con te…

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    • Erik, capisco cosa vuoi dire, e ti ringrazio. Ma vedi… io non ho mai creduto che una creatura, morta, sia comunque viva perché la ricordi. E’ morta, punto. Dire che è ancora viva perché la ricordiamo è solo un modo per tentare di alleviare il dolore e il tremendo rimorso di una mancanza che, se non fosse stata per la mia leggerezza, non ci sarebbe stata.
      Julius era la creatura che dopo mia moglie amavo di più al mondo, ed io, in pratica, l’ho ucciso con la mia scelta. Un giorno, forse, riuscirò a rivederne le foto, ma adesso non è possibile.

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  4. mi piange il cuore e non ho parole per il tuo dolore che è in questo momento troppo grande

    nel caso fosse morto è bellissimo che lui sia venuto a salutarti e forse è ancora vicino a te

    ma segretamente io spero che sia ancora vivo e che tu lo ritrovi presto…

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  5. Julius, hai (“hai avuto” non mi viene facilmente)un compagno di vita insuperabile che non smetterà di volerti un bene immenso!
    Grazie mio amico, non è facile per me pensarti lontano dalla rete, passerò come sempre.
    Vi abbraccio tutti con amicizia e affetto! ❤ ❤ ❤ <3——

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