Adattabilità – Il saggio sa sfruttare le circostanze inevitabili

Le vacanze stanno rapidamente passando. Quest’anno ho preso tre settimane a Luglio anziché il classico Agosto. Purtroppo il tempo non è proprio ideale per i nostri hobby estivi preferiti, speriamo che almeno l’ultima settimana sia un po’ più stabile e migliore 😦 Il mio rientro coinciderà con un nuovo lavoro in azienda, inevitabilmente con una fase molto pesante di apprendimento. Cercherò comunque di ritagliarmi un poco di spazio per continuare questo blog 🙂 A proposito, ho quasi finito il libro che sto leggendo da tempo, d’altronde è un libro che va centellinato, non puo’ essere letto in fretta. Credo che il prossimo post sarà ad esso dedicato 😉 Per il momento mi rifaccio al buon vecchio Coelho, con un brevissimo testo che, come spesso mi accade, condivido in pieno…


IL SAGGIO SA SFRUTTARE LE CIRCOSTANZE INEVITABILI
di Paulo Coelho

Marizete Lourenço racconta che un contadino vinse tre cani. Felice, li legò dietro il carro dei buoi e decise di portarli nella fattoria dove viveva.
Il primo cane veniva tirato a forza; si mordeva la coda, cadeva, si trascinava per terra. Il secondo si rassegnò e seguì il carro di buoi. Il terzo, invece, saltò sul carro, decise di dormire e arrivò a destinazione riposato.
“Quando resistere è inutile, la cosa migliore è adattarsi”, dice Marizete. “Il più saggio è sempre colui che riesce a trarre profitto dalle circostanze inevitabili e a fare in modo che esse giochino a proprio favore”.


Commento di Wolfghost: sappiamo bene che non sempre sembra possibile adattarsi alle circostanze in modo da farle giocare a proprio favore, soprattutto in senso materiale. A chi subisce un grave lutto, perde la salute, subisce un tracollo economico tale da renderlo impossibilitato a sostentare la propria famiglia, si ha un bel dire “adattati e vedine gli aspetti positivi”, anzi queste sono parole che possono suonare offensive, soprattutto se dette con apparente leggerezza. Eppure il principio è sempre valido: se sono avvenimenti che non possono essere evitati, possiamo almeno scegliere come reagire ad essi, e se non possiamo cambiare materialmente le cose, possiamo almeno cambiare il nostro stato d’animo riguardo ad esse ed alla nostra vita. Questo è qualcosa che niente e nessuno puo’ portarci via, se noi non lo vogliamo. Abbiamo esempi di persone che hanno continuato ad imparare ed essere serene perfino negli ultimi giorni della loro vita, perfino quando non c’erano più speranze di ribaltare la situazione nella quale si trovavano. Il nostro stato d’animo è molto importante, molto di più di quanto normalmente pensiamo. Cosa cerchiamo nella vita che alla fine non sia uno stato d’animo positivo? Davvero vogliamo i soldi, l’agiatezza, il successo, perfino la salute e l’amore, di per sé? O li vogliamo per lo stato d’animo che pensiamo ci procureranno? Come mai ci sono persone che vivono felici nelle difficoltà e perfino morendo in giovane età, ed altre che anche arrivando a cent’anni e con un bel conto in banca non sono mai state veramente contente? La partita si svolge nella nostra testa molto di più di quanto pensiamo, e nella nostra testa siamo noi a comandare. Ecco perché trovo valore nel breve testo di Coelho e Marizete: non possiamo rovesciare ogni evento, ma ad ogni evento possiamo sempre scegliere come reagire, almeno dentro di noi. E quello “almeno”, alla fine, è tutto.

tre cani

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73 pensieri su “Adattabilità – Il saggio sa sfruttare le circostanze inevitabili

  1. Dipende da noi come scegliere di vivere.
    Hai detto bene: c'è chi ha tutto e continua  ad essere infelice, c'è chi invece riesce, nonostante tutto a " sorridere ancora ".
    Penso sia questione di carattere.
    Buona notte wolf….io come al solito non dormo e come vedi m' adatto       
    Ciao   

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  2. credo che per molti  ADATTARSI sia sinonimo di sacrificio, di subire una situazione, di doversi piegare al destino ineluttabile, e di conseguenza vivono il tutto con sconforto e insoddisfazione.
    Bisognerebbe entrare invece in un altra ottica, vedere l'adattarsi come un'opportunità per se stessi. Io ad esempio, davanti a una situazione di stallo o comunque non modificabile, cerco di assecondarla con il pensiero che presto si esurirà, che nulla è immutabile, perciò considero il rallentamento (perchè adattarsi è spesso rallentare), come qualcosa che mi farà recuperare le forze, per affrontare al meglio i prossimi eventi, per imparare a vivere anche nelle avversità. spero che il mio concetto sia comprensibile, un abbraccio.
    ps bellissimo post!!!!

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  3. x Charlotte: io credo solo parzialmente alla questione del "carattere", non che non esistano delle predisposizioni particolari nella mente di ciascuno di noi, ma cio' non deve costituire una scusa. Vuol dire solo che chi parte da condizione mentalmente più svantaggiata, dovrà lavorare un po' di più, ma potrà comunque essere artefice dei propri pensieri e stati d'animo
    Provato con valeriana e melatonina?

    x Anne: grazie a te, cara Anne

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  4. x Blanca: è assolutamente comprensibile, e anche condivisibile, forse non esaurisce la totalità degli eventi sfavorevoli, alcuni sono così "apparentemente inutili" da non permettere nemmeno di riposare e riprendersi. Eppure, anche per questi ultimi si puo' adottare uno spirito di accettazione e comprensione che ci permetta uno stato di serenità altrimenti impossibile.
    Grazie cara, e a presto

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  5. Bellissimo il pezzo che hai riportato e condivido in pieno il tuo pensiero. Il che non vuol dire che sia semplice adattarsi ed anzi trasformare in positive certe situazioni tristi o dolorose o  contrarie alle nostre aspettative. A me capita spesso di sentire il peso di tante situazioni che non avevo previsto o che proprio non vorrei affrontare, ma non si può evitare la realtà. Mi dico: forse certe situazioni abbiamo contribuito noi stessi a crearle o forse ciò che succede ci è utile, comunque sia è inutile puntare i piedi,  è meglio salire sul carro della vita.  Questo atteggiamento mi ha salvato diverse volte … anche se, ultimamente, forse l'età, mi ritrovo quasi stanca di ricominciare ogni volta.   Buon fine settimana Wolf     Fulvia

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  6. Condivido ogni parola, caro Wolf.
    Anche nei momenti peggiori…  possiamo farcela ad adattarci. La vedo come una scelta inevitabile per la nostra serenità.
    Io sono serena.
    (solo di fatto… non di nome… battuta idiota, lo so… non dirmi nulla… )

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  7. x Donnaflora: vero, non è facile, ma non dobbiamo cadere nell'errore di credere che sia impossibile: spesso questa diviene una profezia auto-realizzantesi.
    Un bacione anche a te cara!

    x Fulvia: … e va bene che quasi sempre ci è data questa possibilità di ricominciare, cara! Sono certo che in molti casi siamo stati noi a creare le nostre stesse difficoltà, e a volte rivelano anche una certa utilità; tuttavia non credo sia sempre così: accadono cose che sono oggettivamente fuori dalla nostra "portata" e noi siamo costretti a subire. Pensando al famoso karma, perfino i buddhisti dicono che un karma "di gruppo", ad esempio riguardo ad una nazione (e sappiamo tutti cosa è accaduto al TIbet ed ai tibetani), puo' sovrapporsi al karma individuale, cosicché perfino venendo da una o più esistenze perfette ci si puo' ritrovare a subire avvenimenti negativi e sconvolgenti. Tuttavia è innegabile cio' che dici: "è inutile puntare i piedi,  è meglio salire sul carro della vita", che è poi il tema del post.
    Buon fine settimana anche per te, cara Fulvia

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  8. x LaLupa: ahahah carina invece la battuta! Anche se… ammetto che non l'hpo capita subito eheheh
    Forse non è invitabile come scelta, senno' la farebbero tutti e sappiamo che così non è. Ma… certamente è decisamente la più saggia.
    Brava, adoperati per conservare la tua serenità

    x Charlotte: eheheh parli ad uno che all'uso non disdegna veri e propri sonniferi

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  9. Non sempre ci si riesce, anche quando si vorrebbe con tutte le forze… essere saggi e sfruttare le circostanze inevitabili è un modo di vivere che tengo sempre presente perché spesso ci ho sbattuto il muso e ho imparato dalle esperienze passate… infatti come siamo capaci di deprimerci o farci prendere dall'ansia, possiamo anche essere sereni ed accettare ciò che ci sta capitando invece di lottare contro. Anche ora sto cercando di saltare sul carro… spero non mi buttino giù!

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  10. La massima espressione del… salto sul carro, è lo spirito di accettazione di cio' che non puo' essere cambiato. E, come scrivi tu, cio' è sempre possibile, anche se a volte oggettivamente difficile.
    Un caro saluto 🙂

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  11. Questi nostri pensieri ed il brano che hai riportato vorrei che li considerassi un incoraggiamento ed un augurio da parte nostra per l'incarico nuovo che dovrai intraprendere al ritorno dalle ferie.  Tutto è ciò che non sembra (non so dove ho sentito questa frase! ) per dirti che il positivo c'è o lo troverai e  comunque niente ci impedisce di sorridere.  Che tempo fà da te perchè qui è appena passato l'ennesimo temporale!  Un caro saluto    Fulvia 

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  12. Wolfissimo … prima di tutto grazie per il permesso che mi hai accordato per la tua foto … e grazie per avermi perdonato per il fatto che ti ho avvertito dopo che già avevo fatto tutto …

    Per il tuo post – lampante l'esempio che hai portato e hai descritto tutto in modo perfetto. Non è sempre facile condizionare la mente a pensare positivo, ma sarebbe essenziale.
    Mi ricordo di un uomo che pensava di essere sul punto di morte e per questo iniziò a salutare tutti coloro che conosceva. Poi accadde qualcosa di miracoloso e ritornò in perfetta salute e ora … ogni ora riesce ad assaporarla come mai aveva fatto prima. Dopo il suo tragico momento aveva capito ciò che davvero ha valore nella vita, prima era arido, sembrava non avere alcun sentimento se non la tristezza. Ora è la gioia fatta persona.

    Splendide vacanze per voi tutti e … ci farai sapere come va il lavoro, oltre che condividere altre perle di saggezza che di sicuro verranno fuori dalla tua lettura.
     

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  13. x Gabry: ho letto! Bravissima! E ora la tesi!

    x Fulvia: lo sono di fatti, io sono tranquillissimo al riguardo, i veri problemi sono certamente altri
    Ieri siamo andati sul lago Maggiore e dintorni, ci è andata bene: giusto tre gocce di pioggia. Al ritorno abbiamo rischiato un paio di temporaloni in autostrada, ma per fortuna erano passati da poco Oggi in compenso sembra proprio una bella giornata, anche se un po' ventosa e freschina…
    Un caro saluto anche per te

    x Raggio: ma non dirlo neanche per scherzo, se fossero queste le cose da perdonare…
    Esatto, e ognuno di noi non dovrebbe aspettare di aver corso un rischio così grosso prima di iniziare ad assaporare la vita, non è vero?
    Un caro saluto!

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  14. Wolfissimo – grazie ancora e … purtroppo l'uomo penso non riesca a far tesoro delle esperienze degli altri e … deve sempre sbattere il muso in prima persona e questo è un peccato … se tutti potessero vedere le meraviglie, potersene accorgere… e invece non è così e spesso c'è solo la corsa frenetica e poi quando ci si deve fermare per forza… forse davvero è troppo tardi per apprezzare … anche se non per quel signore che avevo detto nel mio esempio.
    Splendidissima settimana per te e l'augurio mio è sempre allargato

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  15. L'uomo impara facilmente faccende tecniche da chi l'ha preceduto, ma quando si tratta di sentimento o spirito, gli insegnamenti sono come i cartelli stradali: possono indicare la strada, ma poi uno quella strada deve farla con le sue gambe.
    Grazie, una splendida settimana anche per te e per tutti coloro a te vicini!

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  16. ho sempre pensato che l'adattamento sia il presupposto per riuscire a progredire… (a patto che  non si possa fare altro) !infatti non significa non reaggire ma reaggire nel modo migliore!
    Facile…? difficile…? Si, ok dipende da noi!

    Un abbraccio
     

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  17. Ho un feroce mal di testa che mi impedisce di leggere tutti i commenti. Tu scrivi sempre cose buone e giuste che condivido pure ma che non riesco a far mie. Ce l'ho con il mondo intero, sono diventata anafettiva. Si salvano animali e sassi. Provo spesso a trarre dalla vita insegnamenti positivi ma mi riesce male, faccio e rifaccio conti che non dovrei  e ne traggo conseguenze negative. Non credo nelle scelte, non cerco, necessariamente, soldi, agiatezza, amore e salute ma un po' di pace sì e mi pare che 'sta pace sia, ahimè, legata ad almeno un paio di 'ste cose.Ieri sono entrata per la prima volta nel duomo della mia città, non mi risparmio nulla chè sono convinta che nella vita ci si debbano affondare le braccia, non solo le mani. Mi sono sentita male, eppure credevo di essere abituata. Il transetto è un cortile che fa tutt'uno con il giardino del seminario. Oltre il cortile,l'abside, anzi metà abside senza tetto.La mia casa sta andando a pezzi e non si vede via d'uscita.Non ho uno stato d'animo, ne ho tanti, uno peggiore dell'altro. A volte penso di andar via come stanno facendo tanti, dolorosamente.Non lo farò, per tanti motivi ma senza futuro e senza speranza. Disperatamente. Scusa lo sfogo.

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  18. x Zeroschemi: è assolutamente così, cara, ne sono convinto
    Un abbraccio!

    x RitornoVivere: chissà se è davvero una sola… In ogni caso è bene – molto bene – non sprecarla!
    Buon inizio settimana a te!

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  19. l'uomo e' l'essere vivente che piu' sa adattarsi ai cambiamenti ed alle situazioni che incontra. Cosi' puo' sembrare. Spesso eì necessario ascoltare o leggere i suggerimenti e le esperienze degli altri. Sono preziosi per procedere un po' meglio e rasserenarsi. Saluti, Paolo

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  20. x Elenamaria: Cara Elena… pensa che nel 2001 rimasi shockato nel vedere come veniva ridotta la mia città dai black block e ci misi parecchio a riprendermi. Posso solo immaginare cosa debba provare tu a vederla prima distrutta e poi a vedere come, dopo tante promesse, nulla o quasi viene portato avanti per la ricostruzione. Pensa ai monaci tibetani: in Tibet almeno un milione di tibetani su 6 milioni sono morti a causa dell'invasione cinese e nel successivo tentativo di "sradicazione" della loro cultura. Molti di loro, incluso il Dalai Lama, furono costretti a lasciare il loro mondo per sempre: anche se continuano a sperare, probabilmente non rivedranno mai il Tibet. Il mondo, che si è impegnato in guerre sanguinose per motivi molto più futili, se n'è sostanzialmente sempre fregato: tante belle parole, ma nessuno disposto a rischiare di mettersi contro la Cina, e non tanto per il suo potere militare, bensì perché troppo interessato a fare affari con loro. Non dovrebbero sentirsi traditi e disillusi anche i tibetani? Soprattutto verso l'occidente che ha preferito chiudere gli occhi? Eppure molti di loro sono qua, nella nostra parte di mondo, a portare la loro saggezza, la parola di una cultura e una religione che affondano radici più lontane del cristianesimo. Nei monaci, ma sono certo anche nei tibetani laici, c'è poca o nulla traccia di rabbia o risentimento, perché conoscono bene quanto è caduco l'essere umano. Anzi hanno compassione, nel senso buono, di noi.
    Nessuno sta dicendo che bisognerebbe fare come loro, loro sono davvero di "un altro pianeta", ma almeno possiamo cercare di non confondere le "persone" con le istituzioni: ci sono tante, innumerevoli persone buone e meritevoli, persone che da sole reggono a volte situazioni disperate, con il sorriso sulle labbra, trovando anzi tempo per aiutare chi è anch'esso in difficoltà. A questo genere di umanità dobbiamo ispirarci, e cercare di diventare a nostra volta di ispirazione per gli altri. Perché ogni rivoluzione, pacifica o meno, parte sempre dalle persone singole, dal "popolino", per poi estendersi ad una nazione intera.
    Non sono solo parole, c'è la storia a testimoniare che è così.
    Sono certo che una persona come te puo' fare molto in quel "limbo che puzza di inferno" di cui parli nel tuo blog, anzi probabilmente sta già facendo tantissimo. A questo devi pensare, al bene che porti. Qualcuno ha detto che basta uno spiraglio di luce per illuminare una stanza buia. Per questo non devi, non dovete, arrendervi

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  21. Avere una sponda, una risorsa.Sta tutto lì. Una fede, un credo, un'ideologia. Io non ho nulla. Solo il desiderio di vedere qualcosa che rinasce. E lotto da quel giorno. E continuerò a lottare ma senza vedere risultati ch qui non rinasce niente. Solo interessi, ingiustizie, divisioni. Quanto aveva ragione Silone quando scrisse che i danni che nella Marsica non aveva fatto il terremoto li fece il dopo terremoto! E ancora Silone: Dopo tante pene e tanti lutti, tante lacrime e tante piaghe, tanto odio, tante ingiustizie e tanta disperazione, che fare?
    Che fare?

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  22. Ma siamo proprio cosi' sicuri che certe situazioni siano inevitabili? Tu parli della morte e della malattia che sono situazioni inevitabili, forse le uniche, davanti alle quali non si hanno scelte. In tutti gli altri casi si puo' scegliere e secondo me non è una questione di sfruttare tutte le situazioni, vedendo la parte positiva, che c'è sempre, se la cerchi. Il punto è che a volte adattarsi ed accettare è una formalità, perchè se quello che ti viene imposta da altri e da loro comportamenti, va a ledere la tua persona, non nelle tue aspettative, desideri, ma nel tuo essere uomo, nella tua dignità, allora non si puo' adattarsi. Ma è ovvio che questo sia cosi' anche per te ed ilsenso di quello che volevi dire l'ho capito. Nel caso ci siano veramente cose inevitabili, saper non perdere il piacere che si puo' trarre da tutte le situazioni solo e semplicemente perchè si è vivi è una cosa veramente saggia.

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  23. x Elena: la fede, Elena, è anche una scelta. Se infatti ci si interroga e si cerca con mente aperta e senza pregiudizi (e la scelta sta proprio in questo) qualcosa generalmente nasce. Il problema è che cio' è difficile quando il proprio animo è pieno di disillusione, rabbia, sfiducia, nella società e negli "altri" in generale. Il primo passo da fare è proprio la comprensione di quanto deboli siano gli esseri umani. Deboli e ignoranti, così alla ricerca di sicurezze che non possono che essere false e oggetti e riconoscimenti che non possono che essere illusori, in tal modo perdendo di vista quali sono le cose importanti della vita. Temo che sia difficile per te cambiare partendo dall'esterno, ovvero aspettando che finalmente chi di dovere faccia quanto ci si aspetta da lui. Meglio per te muovere da dentro, con la comprensione e la compassione. Cio' non è una resa, tutt'altro. Sono certo che anche praticamente potrai ottenere molto di più con animo sereno che con la rabbia che adesso provi.
    Un carissimo saluto!

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  24. x Egle: e invece, cara Egle, per me non è così Adattarsi vuol dire accettare cio' che non puo' essere cambiato, nemmeno con tutta la buona volontà e la forza di cui disponiamo. Vuol dire non sprecare inutili energie in rabbia e risentimento che sono inutili, e usare invece le nostre risorse per curare il nostro stato d'animo che è, in queste situazioni, l'unica cosa su cui possiamo avere il controllo. Se qualcosa lede la nostra dignità in maniera violenta, ma non abbiamo nessun modo di opporci, che senso ha non adattarsi? Cosa ricaveremmo dall'inutile rifiuto e rimozione di cio' che ci sta accadendo? Nulla. Anzi probabilmente, come il cane che viene trascinato, non faremmo altro che danneggiarci ancora di più. Adattarci invece vuol dire comprendere appieno cosa ci sta accadendo in modo di muoverci affinché nel futuro la situazione possa cambiare o non ripetersi, o quantomeno porci nelle condizioni migliori affinché cio' che ci sta capitando sia il meno devastante possibile. Adattarsi non vuol dire accettare a testa china la situazione, vuol dire comprenderla, accettarla per quella che è, per poi capire quali margini abbiamo per muoverci, nella nostra testa e fuori dalla nostra testa. Il carro che trascina i cani è qualunque cosa che venga imposta fuori dalla nostra volontà e alla quale non possiamo opporci. Il cane che viene trascinato è colui che si rifiuta di accettare la realtà; il cane che corre presso il carro è colui che accetta a malincuore la situazione, con malanimo e controvoglia, e finisce per faticare (soffrire) molto più di quanto sarebbe necessario; il cane che sale sul carro è colui che comprende che la situazione non puo' essere cambiata e che adattarsi ad essa è la soluzione più saggia, egli ha animo sereno, energia per recuperare e cambiare le cose quando sarà possibile farlo e soffre molto meno degli altri due. Poiché egli sa che non ha alcun costrutto agire diversamente e risparmia le proprie forze per meglio affrontare cio' che lo attende, non è un codardo che non difende la propria dignità, ne' qualcuno che pega la propria coscienza al più forte. E' solo chi sa che il nostro volere puo' non coincidere con il volere del mondo e del caso, e agisce di conseguenza.
    Un caro saluto!

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  25. A volte adattarsi significa non fare, accettare la situazione, ottenere una tregua momentanea, salvo rimpiangere più tardi di non essersi ribellati in tempo a quello che sembrava essere il destino. Veramente è sempre difficile stabilire cosa sia meglio e cosa peggio e, se si è consapevoli di questa difficoltà di giudizio, si rischia di fare la vita di Amleto, non scegliere e non agire. Salire sul carro? Può andar bene, per un po'; ma se poi si scopre che il carro va in una direzione sbagliata o se ha un incidente?

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  26. Le tue osservazioni, caro Diaktoros, sono generalmente esatte. Tuttavia qui la possibilità di… evitare il carro non è data. Il carro rappresenta l'accadimento che non puo' essere evitato. Puo' essere un licenziamento, una malattia, uno sfratto, un incidente. Si puo' solo scegliere se farsi trascinare, accompagnare, o salirci sopra, accettandolo per quello che è in modo da riservare le proprie energie alla ripresa o comunque evitando di soffrire più di quanto è necessario.
    Un caro saluto

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  27. Tu parli di accettazione di ciò che non puo' essere cambiato. Io credo che ci sia una fondamentale differenza tra accettazione e comprensione. Si possono comprendere le situaizoni altrui. considerando la limitatezza e le debolezza dell'essere umano, che quindi possono essere anche le mie, ma non accettarle, ne per gli altri ne per me. Ci sono valori che identificano l'uomo dai quali non si può prescindere, altrimenti diverremmo sacche vuote che si riempiono si soprusi e ingiustizie subite. Le risorse per curare il nostro stato d'animo, le si trovano facilemente se sono ben radicate dentro di noi, ma è dalle azioni che compie, in relazione al suo animo, che l'uomo di identifica nella vita. Azioni che possono essere quelle di non fare se questo puo' produrre un cambiamento o di fare, non importa come , ma cosa si vuole essere ed il come verrà da se.  "Sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo"…non miricordo chi l'ha detto ma, penso chw questa sia l'unica cosa che nessuno puo' toglierci e sulla quale gli altri non possono intervenire negativamente.

    Certo è più saggio salire sul carro, sopravviverei e aspetterei tempi migliori, ma i tempi migliori non si formano aggirando gli ostacoli o per miracolo. Probabilmente il dolore che provereri perchè mi è stata tolta la possibilità di scegliere se salire o meno, e quindi dopo essere salita sul carro , sarebbe più insostenibile di quello provato a cause delle ferite da trascinamento. Il risultato non cambierà, ma se tutti si facessero trascinare forse si accorgerebbero che a destinazione ci sarebbero solo cani distrutti che non servono ai loro scopi.
    E questo è, partendo dal presupposto che i miei principi in un caso o nell'altro non cambino di una virgola, solo che nel primo caso non li esprimo e quindi stanno solo dentro di me e servono a chi? E nel secondo si esprimono e forse serviranno se non a me a qualcun'altro.
    Facendo degli esempi estremi ti ricordo cosa fece Gandhi. ha reso libera l'India dal dominio inglese e ci è voluto una vita e se ne avesse avuto un'altra a disposizione l'avrebbe spesa per evitare le guerre e gli scontri sucessivi tra musulmani e  induisti. E lui aveva COMPRESO non ACCETTATO.
    Le nostre azioni , anche se forse non ci crediamo più, influenzano tutto quello che abbiamo intorno, le vite degli altri  ed in egual misura anche quello che non facciamo.
    Hai mai visto il film, sicuramente molto romanzato e americanizzato ma esempio di questo principio, "La vita é una cosa meravigliosa"?
    Forse sogno troppo, sono un idealista, ma sono contenta di esserlo.
    Un saluto affettuoso.

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  28. A proposito di comprensione, probabilmente c'è una incomprensione di fondo, cara Egle Quando parlo di accettazione di una situazione, voglio intendere accettare per vero cio' che sta avvenendo, senza rimuoverlo, senza far finta che non stia avvenendo. Cio' che NON voglio intendere invece, è l'accettazione di una ideologia altrui (immagino sia di questo che stai parlando) con la quale non si è d'accordo.
    Faccio un esempio. Se al governo c'è uno schieramento che non piace, non ha senso rifiutarsi di vivere nella società e nelle sue regole perché quel governo non piace. Bisogna accettare cio' che le urne hanno deciso, cio' che la maggioranza ha deciso, anche se non si è d'accordo. Questa accettazione dello stato di cose non significa – lo ripeto – stare zitti a testa bassa, si puo' benissimo lavorare perché legittimamente le cose possano, alle successive votazioni, cambiare, o – quei pochi che possono – lavorare perché il governo cada – sempre legittimamente – prima.
    Altro esempio. Se una moglie subisce i soprusi di un marito violento, non ha senso che non accetti per vero cosa sta succedendo, che rifiuti di vedere che la violenza del marito non è, e non puo' essere, giustificata in alcun modo. Deve accettare che la sua  situazione è quella per poterla cambiare, non è nascondendo la testa sotto la sabbia che la farà cambiare.
    Forse se mi fai un esempio pratico di cosa intendi tu, puo' darsi che riusciamo a comprendere dov'è che c'è divisione di pensiero… se c'è
    Un caro saluto

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  29. Ok credo che stiamo parlando di cue momenti diversi, io parlo di quello sucessivo a quello di comprendere e vedere la situazione reale. Certo non occorre rimuvuerla e fuggire o far finta che non ci sia, io parlo delle scelte che uno puo' fare dopo aver capito la situazione ed averla guardata bene in faccia.
    Egle sloggata

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  30. Adattarsi al momento che si vive, e' cosa ardua..specie se sono momenti un poco debilistanti.. ci vorrebbe  la maturazione del saggio…io penso caro Lupo che la vita stessa a secondo le situazioni e i momenti adattabili alla situazione cioe' agire o essere fermi..insomma creare per uscirne fuori o mettere apposto la situazione..o accogliere certe situazioni che non sempre da noi partono..con matura fermezza…pian piano diventa un dato di fatto..e diveniamo anche noi saggi…la vita va vissuta con occhi e cuore aperti…parte dal nostro "Si"..alla volonta' ..Come sempre una riflessione DOC caro amico gioia nel cuore un sorriso

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  31. x Egle: capito, probabilmente le idee possono coincidere alla fine
    Ciao cara!

    x Kjya: l'esperienza fa tanto, è vero. Eppure c'è chi non impara mai e chi lo fa molto giovane. Alla fine credo ci voglia anche il desiderio di vivere con gli occhi aperti, con curiosità, con quel pizzico di umiltà necessaria a capire che c'è sempre da imparare e nessuno nasce… imparato
    Grazie e un caro saluto

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  32. x leggerevolare: non preoccuparti cara, come ampiamente previsto (da me ) gli esperti dicono che l'estate tornerà ad essere estate… non appena tornero' al lavoro, ovvero i primi di agosto. Ti pareva…

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  33. ehm… quale gita? Tom si diverte sempre comunque, oggi ad esempio era nuvoloso, ma a lui basta ci sia un prato o una spiaggia e una palla dietro cui correre dietro ed è contento!
    Grazie e buon quasi-fine settimana

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  34. No, il mio "quale gita" era proprio perché, essendo in ferie (ultimi giorni purtroppo) abbiamo girato parecchio, così non so a quale delle giti ti riferissi
    ahahah e tu prova a lanciargliele le polpette! Certo… non aspettarti che te le riporti pero'!

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  35. ciao Wolf…
    luglio non è stato affatto clemente…

    e per quanto riguarda le nuove mansioni sono certo che con la calma che ti contraddistingue saprai risolvere la situazione bene e semplicemente !

    ciao ! 

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