Nascerà, e avrà la passione per il volo – Racconto (II / III)

L’ala rotta doleva terribilmente, non solo non poteva riprendere il volo ma, dovendola trascinare sull'asfalto, faceva anche fatica a spostarsi sulle zampe.
Improvvisamente ebbe un sussulto: aveva riconosciuto il suono delle voci di quei ragazzi che inspiegabilmente ce l’avevano con lui…
“Eccolo! Ve l’ho detto che l’avevo beccato!”
Grab cerco’ per un attimo di allontanarsi ma si rese subito conto che le sue condizioni non gli avrebbero permesso di fare più di qualche metro: non ce l’avrebbe mai fatta, in luogo aperto si sarebbe anzi ritrovato alla mercé dei suoi aguzzini…
Si schiaccio’ ancora di più nel suo angolino e, per proteggerla, volse la testolina verso il basso. Qualcosa lo colpì violentemente all’ala già ferita, Grab sobbalzò, sopraffatto dal dolore.
“Sei nostro adesso! Non ci scappi più!” gridavano i ragazzi raccogliendo altri sassi.
“Giovanni!! Ancora con quel piccione? Quante volte ti ho detto che devi lasciarli perdere!”, la madre di uno dei ragazzi era intervenuta e, tirandolo per un braccio, lo stava portando via. Anche gli altri ragazzi si erano allontanati.
Grab tirò un sospiro di sollievo e sentì una profonda riconoscenza verso quella donna: anche se non capiva cosa stesse dicendo, aveva certamente un'anima benevola…
“Che schifo! Ti ho detto mille volte che devi stare lontano da queste bestie! Non lo sai portano le malattie? Ma perché non li sterminano tutti una buona volta!”.

Grab divenne in breve il più coraggioso dei piccioni del quartiere. Quanto adorava volare! Ma non era solo per il piacere del volo, gli piaceva quella possibilità di muoversi liberamente, di andare là dove la curiosità lo spingeva. Ad esempio amava planare nel parco, dove trovava sempre qualche briciola che una amabile signora lanciava a lui e ad altri piccioni. Certo, doveva mangiare in fretta, c’erano sempre i gatti pronti a cercare l’assalto, ma ormai – nutriti anche loro abbondantemente – erano troppo grassi e lenti per riuscire ad essere realmente pericolosi. Non ce l’aveva con loro, anzi capiva che agivano per un istinto nato dal bisogno di sopravvivere, dalla necessità… e meno male che portavano loro il cibo, altrimenti quegli sciocchi avrebbero potuto morir di fame tanto goffi erano diventati! In fondo quasi si divertiva a sfidarli e sospettava che anche loro si divertissero alle sue gesta.
Una volta vide la signora piangere su una panchina lì vicino. Accanto a lei ce n’era un’altra che la stava ascoltando e confortando. Grab, senza rendersene conto, si era avvicinato a passetti piccoli piccoli. Si era affezionato a quella signora così buona e gli dispiaceva vederla così anche se non capiva perché stesse piangendo…
Lei si accorse del piccione, e un flebile sorriso le rischiarò il volto.
“Guarda… sembra che capisca…”
“Ma va’! Dai, non essere sciocca. Vorrà solo qualche altra briciola.” Aveva sentenziato l’altra.
Quella fu l’ultima volta che Grab vide la sua amica umana. Tornò lì incessantemente ogni mattina sperando di rivederla, anche quando ormai tutti gli altri piccioni avevano cambiato zona in cerca di altre fonti di cibo. A poco a poco la sensazione che qualcosa di brutto le fosse accaduto si fece spazio in lui, ma non voleva arrendersi. Aveva compreso che in fondo anche quelle creature così strane e a volte pericolose, erano deboli e vulnerabili come lui, gli altri piccioni e i gatti.
Che la loro apparente cattiveria nascesse proprio dalla sofferenza che anche essi provavano?

Poi, un pomeriggio di una calda estate, proprio mentre stava tornando in volo dal parco, triste per non aver ritrovato la sua amica nemmeno quel giorno, quel dolore lancinante e improvviso all’ala, la caduta rovinosa sul duro asfalto di un marciapiede e il ricovero d’emergenza sulla porta del negozio…

Continua…

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53 pensieri su “Nascerà, e avrà la passione per il volo – Racconto (II / III)

  1. Leggendo i tuoi due racconti (peraltro molto carini, complimenti!!) mi sono sentita molto in colpa. Infatti fino a un paio di anni fa "odiavo" i piccioni proprio perchè portatori di un tipo di polmonite e perchè avevano colonizzato il tetto del mio palazzo insozzando in vari punti. Una volta litigai furiosamente con una signora (che consideravo pazza) perchè portava da mangiare ai piccioni in un giardinetto pubblico contribuendo alla loro riproduzione mentre il comune stava facendo salti mortali per trovare una soluzione condivisa per allontanarli!!!
    Poi, non riesco a capire per quale motivo, ho smesso di combatterli ed ora quando ne vedo uno zoppicante o malato provo addirittura pena…

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  2. x Antares: e' pubblicato adesso! Grazie caro

    x Vagabonda: probabilmente perche' stai invecchiando, cara! Pensi che stia scherzando, ma non e' cosi'. Piu' si va avanti, piu' la caducita' della vita e di tutte le cose diventa evidente. Nessuno scappa, nessuno. Per cui si ama sempre di piu' la vita, in tutte le sue forme. Quella degli animaletti piu' piccoli compresa
    E' vero, non a tutti succede cosi', ma credo che per molti la strada sia questa

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