Sfide

In attesa di riprendere il racconto che avevo iniziato (“L’ultima sfida”… a proposito, lancio un sondaggio: secondo voi lo riprendero’ davvero prima o poi? :-D), volevo parlare di quello che ritengo essere un modo di affrontare la vita, ovvero prendendo i suoi imprevisti e i nostri impegni, grandi o piccoli che siano, come sfide.

In genere sono due i principali fattori per cui le nostre vite finiscono per arenarsi: la paura e la pigrizia.

A volte temiamo cio’ che dobbiamo affrontare e tendiamo percio’ a rifuggire da esso, pur sapendo che prima o poi ci verra’ presentato il conto. Cio’ che ho imparato nel corso della vita e’ che, molto spesso, piu’ tardi arriva il conto, piu’ salato esso e’. Ecco perche’ ritengo che bisognerebbe sempre affrontare, senza rimandare ad un domani che di solito non e’ mai “domani”, quel qualcosa che sappiamo dover affrontare.
Mi sembra gia’ di sentire qualcuno pensare “eh, ma non sempre e’ meglio anticipare l’azione!”, ed e’ vero. Ma io qui non parlo necessariamente di “azione”: “affrontare un problema” puo’ significare anche decidere che il momento di affrontarlo non e’ ancora giunto, che ci sara’ un istante piu’ propizio. Cio’, tuttavia, non deve assolutamente essere fatto per evitare di affrontare il problema stesso, ma sulla base di indicazioni reali, pratiche, precise e tangibili.
Non si affronta invece il problema quando lo si lascia in sospeso, quando una reale decisione non viene presa ma perennemente rimandata, forse sperando che nel tempo si risolva da solo.

Simile e’ l’effetto della nostra accidia. C’e’ qualcosa che dobbiamo fare ma gia’ l’idea di doverci buttare in quel qualcosa, un lavoro ad esempio, ci stanca. Immaginiamo quel problema come fosse un’immensa montagna da scalare, una montagna che ci sfianchera’, ci togliera’ energie, tempo, vita. In realta’ pero’ quel lavoro va fatto, c’e’ poco da dire: affrontarlo stancamente non fara’ altro che prolungarlo, trasformandolo in una lenta agonia frammista di noia e preoccupazione. Ogni giorno che ci separa dal suo termine, invece di essere vissuto come un sollievo per l’avvicinarsi della meta, ci stanca ancora di piu’. Non se ne puo’ davvero piu’.

Vivere in questo modo, con questo lento e penoso trascinamento, e’ davvero un non vivere, un concentrare tutta la nostra vita nei soli momenti di “hobby”, magari pochi e mal vissuti, visto che gia’ pensiamo che finiranno…

Imparare a vivere entrambe le situazioni come fossero sfide da vincere, da’ certamente una carica ed una vitalita’ in piu’, che vivere nella continua ricerca di evitarle.

Spesso scopriremo che cio’ che ci faceva paura non e’ poi cosi’ brutto, e che comunque il solo fatto di esserci mossi, di aver avuto il coraggio di uscire finalmente dalla nostra tana, ci avra’ liberato dall’angoscia e dato forza e convinzione nelle nostre possibilita’.

Altrettanto spesso, il buttarci nell’azione ci fara’ uscire dalle pastoie della noia e della preoccupazione, che a volte sembrano proprio nutrirsi della nostra vitalita’, lasciandoci senza forze.

E’ possibile considerare tutto come un’eccitante sfida, piuttosto che come un pesante dovere? Certo, e’ solo questione di rappresentazioni mentali. Sfidare se’ stessi, dimostrando che si puo’ essere migliori, e’ sempre possibile 🙂

P.S.: visto la figuraccia fatta quest’anno, fatemi rappresentare il post sulle “sfide” ricordando questa splendida partita 😀 Ehm… io comunque avevo solo 4 anni, eh! 😛

51 pensieri su “Sfide

  1. Io spero proprio che tu lo riprenda In quanto al tuo post, come sempre assai profondo, credo che la paura sia veramente difficile da vincere Per la pigrizia, basterebbe la volontà, ma per il panico essa non è sufficiente Però, quoto questa tua frase:Spesso scopriremo che cio' che ci faceva paura non e' poi cosi' brutto, e che comunque il solo fatto di esserci mossi, di aver avuto il coraggio di uscire finalmente dalla nostra tana, ci avra' liberato dall'angoscia e dato forza e convinzione nelle nostre possibilita'.

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  2. Certo che lo riprenderai… non puoi lasciarci in stand-by per sempre, non te lo permetteremmo, e saresti così costretto a riprenderlo per quieto vivere: come si dice, ti prendiamo per sfinimento.Per quanto riguarda il tuo post, caro Wolf, non hai idea di come capiti a fagiolo col momento che sto vivendo!Proprio in questi giorni sto avendo discussioni piuttosto accese con chi condivide la mia casa (e la mia vita) proprio per questo motivo: la paura, la pigrizia, l'accidia… un cocktail di tutti e tre questi ingredienti hanno sempre fatto sì che negli anni lasciasse andare le cose sperando… che si risolvessero da sole ( o che qualcuno, io, le risolvesse per lui).Purtroppo ci sono aspetti che sono assolutamente al di là della mia possibilità di intervento, e così ci troviamo ancora oggi, dopo più di 30 anni insieme, a fare questi discorsi, perché è finito in un pasticcio più grande di lui, ed io, ovviamente, seguo la scia, essendo legata con una fune a triplo nodo.Se capisse quanto conviene affrontare invece di fuggire…..!Serena notte.

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  3. il tuo racconto???? non ora…a settembre ahahahahah!!!! o ottobre…per quanto mi riguarda sono iperattiva…accetto le sfide…nn mi nascondo…dico sempre la verita' anche se brutta…( questo implicito molta gente non lo comprende ….o meglio non lo sopporta…si offende ecc…ecc…)…la  cosa mi tocca il giusto dato che cmq detesto l'ipocrisia….sono per una brutta verita'…e non solo assolutamente per una bella bugia…e  si decisamente considero tutto come una eccitante sfida e non come un pesante dovere…un baciooooooooo enorme N.

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  4. "franceschino",le nostre analogie sono quasi sorprendenti.io stasera ho scritto un post che ha lo stesso senso di questo, anche se con termini e stili diversi. Tu hai fatto un discorso molto più ampio e generale, io qualche esemplificazione in più.un abbraccio grande.SHERWOOD

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  5. x Anne: sono d'accordo cara Anne, la paura e' difficile da sconfiggere, persino usando accuratamente la ragione. E' per questo che esiste il coraggio: quando non si puo' eliminare la paura ma si deve procedere, allora bisogna sfidarla x Azalea: eh, si', e' proprio cosi'. Racconto sempre di quando una sola frase mi aiuto' a fare cio' che andava fatto, visto che continuavo a temporaggiare. Qualcuno mi scrisse "l'immobilismo diventa colpevolezza" e colse il segno Poi, quando oltre a noi ci vanno di mezzo altre persone, abbiamo ancora di piu' il dovere di agire

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  6. x Neityri: quello della "brutta verita'" contrapposta ad una "pietosa bugia" e' un argomento che ho gia' affrontato tempo fa. Personalmente credo ci siano casi dove una pietosa bugia e' la scelta migliore, sono quei casi dove la verita' non apporterebbe nessun beneficio ma farebbe solo star male qualcuno, allora perche' dirla? Per poter dire "io dico sempre la verita'"? E cosa a proposito di "io cerco di non ferire mai il prossimo"? Pero' sono casi molto rari, in generale la legge che vige, per quanto mi riguarda, e' "dire la verita' con tatto"; di solito infatti cio' che ferisce e' la crudezza di cio' che si asserisce, il modo con cui la verita' viene sbattuta in faccia, piu' che la verita' stessa.Bacio a te

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  7. ciao Wolf ..non mi sono fatta capire…io parlavo in via generale e stando sulla superficie esistenziale…e non ho preso in considerazioni…malattie…e fatti di estrema gravita' che putroppo l'esistenza ti puo' donare ( non nego di aver mentito a mia madre morta per cancro e lo facevo per amore…ma questa modo di comportarsi non lo lego  al livello "normale" dell'esistenza)….convengo che ci vuole tatto nel dire alcune verita'…..molte volte lo uso…molte altre no….nel secondo caso sono sempre persone che mi interessano poco…mi spiace se in qualche maniera ho offeso il tuo sensibile…in questo caso non era per nulla voluto…baciooooooooooooo N.

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  8. Ho letto molto attentamente quanto hai scritto, caro francesco: penso che dovrei stamparlo e appiccicarlo dappertutto, al lavoro, in casa, in macchina, ovunque vado. Soprattutto in questo periodo vedo montagne insormontabili davanti a me, anche se non è successo nulla di particolare nella mia vita e tutto sta scorrendo abbastanza bene. Sono io stanchissima e, forse, un po' demotivata…Vado a rileggere ancora…Un abbraccio.Manuela

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  9. Be', periodi di "appannamento", di "grande stanchezza", possono capitare a tutti nel corso di una vita. Devi solo stare attenta a che questo stato non si cronicizzi, perche' poi diventa piu' difficile uscirne.Cerca soprattutto di capire se la tua e' davvero stanchezza o insoddisfazione, perche' se la stanchezza puo' essere normale, l'insoddisfazione e' un chiaro invito del tuo Se' profondo a cambiare qualcosa nella tua vita.Un abbraccio anche per te

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  10. Non dovrebbe essere così, cara Jouy, dovremmo essere capaci di muoverci senza aspettare di essere con l'acqua alla gola, anche perché a quel punto potrebbe essere troppo tardi per farlo…Purtroppo però è vero che spesso funziona proprio come scrivi

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  11. beh non mi pari il tipo che predica bene e razzola male, quindi dopo un post che parla dell'azione e delle sfide ritengo ovvio che nonostante il poco tempo o i problemi, sicuramente finirai di scrivere il tuo racconto..io? decisamente meditativa, devo valutare i pro e i contro, le conseguenze, e tutta una serie di cose prima di agire.. mi piace agire sicura e convinta.. quindi aspetto decisamente più degli altri prima di entrare in azione.. però l'esserne convinti poi mi aiuta

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  12. Vedi, come ho cercato di scrivere anche nella parte finale del post, seppure con parole diverse, non ritengo che meditare un'azione prima di compierla sia un errore, anzi è un atto di intelligenza. Però quando poi viene il momento dell'azione… bisogna agire

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  13. Devo dare una risposta anch'io?Va beh, mi riservo di risponderti quando l'anno del dragone coincide con quello bisestile e, sempre in contemporanea, la cometa di Halley incrocia l'orbita del sistema solare.Che dici, sarò un pizzico pigro?

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  14. E bravo il nostro lupacchiotto. Poni la domanda e dai già la risposta. O almeno una delle possibili. per una volta ho osservato meglio la tua pagina e un po' defilata c'é la risposta data da Pasternak. L'uomo deve vivere e non prepararsi a vivere.La paura, sappiamo tutti é un'arzigogolo mentale e sentimentale che ci siamo creati dai tempi in cui scorrazzavamo sui rami degli alberi. Un'alibi con cui ci siamo circuiti e circuito gli altri. Il diverso, la novità, il mistero li abbiamo associati e li associamo alla paura. Timorosi dei e per i nostri mezzi, accantoniamo, procrastiniamo cullandoci nella cugina prima della paura: l'accidia. Copia formidabile che blocca con tutti i mezzi le nostre azioni. Per piccole che siano. E' evidente che vivere é uno sporco lavoro, ed é altresì evidente che lo si debba fare. Trasformarlo nel bene dal male é compito nostro. Dobbiamo capire e vivere il fatto che siamo noi gli unici responsabili delle nostre azioni.Ciò che siamo é solo il frutto dell'aver avuto o meno paura di noi stessi, più che di ciò che ci circonda.Riguardo il racconto ho paura che se non lo continui dovrai gironzolare avendo paura anche della tua ombra. I fedeli lettori non perdonano. Sallo !!!! 

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  15. Indubbiamente e' meglio affrontare che fuggire.E' vero comunque che  possano esserci mo menti di vitanei quali una persona vive delle  fragilita' …..L' importante e' rialzarsi.Buona giornata Wolf ! !Vedi di continuare sto racconto !               

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  16. …Ma perché, mi chiedo, ma perché dopo aver letto il tuo post, mi sento piena di coraggio e di voglia di fare?Ti ringrazio davvero, Wolf,  per l'effetto positivo che riesci a trasmettere!

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  17. mi sono ritrovata a dover combattere con questo vizio, l'ACCIDIA.pigrizia fisica, ma non "mentale"… ultimamente cerco di invertire le parti, agisco senza usare la mente perchè ho imparato che la  mente "mente"buona giornata.

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  18. x CapeH: sono d'accordo caro, salvo forse per il fatto che vivere sia "uno sporco lavoro" (a volte, ma non sempre) e che "lo si debba fare" (uno puo' anche evitarselo…); credo che in realta' dentro di se' ciascuno sappia che in fondo la vita puo' anche essere bella, se non sempre almeno a periodi, ed e' questa percezione, unita all'istinto di sopravvivenza innato, a mandarci avanti… a volte "nonostante tutto".eheheh terro' presente il tuo avvertimento!  x Donnaflora: la fragilita' e' una scusante solo fino ad un certo punto, pero': se essa fa parte solo di un nostro periodo di debolezza e' un conto, se invece e' parte stessa di noi, chiuderci in una (supposta) torre d'avorio per evitare i pericoli non ci portera' molto distante…Grazie cara, buon pomeriggio a te

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  19. x Happy: ahah avessi davvero questo potere… forse oggi starei facendo un altro tipo di lavoro! Spero che tu abbia ragione, mi spiacerebbe lasciarlo li'… x stampodangelo: vero, vero, la mente deve essere solo un mezzo, invece troppo spesso lasciamo che sia essa ad essere il conducente…

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  20. Sorrido sempre quando entro qui! Nemmeno avevo letto le prime tre riche che già sapevo cosa avrei scritto: penso uguale Ecco, unica cosa di diverso? Io di calcio non ci capisco nulla. Un abbraccio Lupo

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  21. x Raggio: ahahah non ti preoccupare, nemmeno Lippi ci ha capito nulla quest'anno, eppure era l'allenatore della nazionale italiana! x Azalea:  sei fuori? E' il commento #2!  Per cercare un tuo commento, fai "control F" e digita "azalea"

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  22. bello bello bello, sto post:)concordo proprio:)sfidare sè stessi è un modo per darsi l'energia necessaria ad affrontare probleimi che preferiremmo rimandare in eterno. che poi è pure vero che cmq i problemi ritornano..difficilmente si risolvono da soli, a parte rari casi…

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  23. effettivamente quello che dici è giusto…. dovrebbe essere così, sarebbe la condizione ottimale…ma sai in questo conta molto l'esperienzaessendoci passata adesso sò che le cose devono essere affrontate prima e non dopo, avere paura di qualcosa non serve se non ad alimentare ansia…. quindi la regola base è:… prendere tutto di petto!!  (P.S.: io non ho problemi…. em em …. porto l'8^ di seno!! he he)

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  24. Miiiiiiiiii…non avevo visto ……. onorato…. direi il video dei Mondiali del  70….Che emozione! grgrgrgrgrgrgr non sono una tifosa…. ma avevo persone care a cui piaceva il calcio …uno fra loro era 20enne…tre anni dopo..dipartì con grande dolore!Ero 13 enne, la nostra tv era in bianco e nero …… che bello….ero lì insieme a loro a tifare, c'era anche Silvana cugina del cuore…ci eravamo scelti i giocatori + belli …per cui tifare..lei aveva scelto Rivera, a me è sempre piaciuto Riva ….penso che uno come lui..il calcio se lo sogna!!!Grazie per il bel momento….. eh…il calcio …quello si era "calcio"Ciao Grande Wolf

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  25. vincere l'entropia e cominciare a muoversi , affrontare un pò alla volta, è più facile , e cmq credo che non si debba per forza  fare gli eroi.  le paure poi sono anche più dure da vincere …ma mettere un pò di fiducia  in noi stessi è un buon inizio poi viene tutto il resto. E' sempre ciò che abbiamo nella mente come giustamente concludi, che ci da l'imput e lo sprone a farcela……e allora dai aspetto la conclusione del racconto!

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  26. Perfettamente d'accordo, nessuno dice di fare gli eroi… oddio, qualche volta forse può anche essere necessario, ma io parlo di situazioni "normali" "Conclusione del racconto"?? Veramente dovrebbe durare ancora a lungo, poi se scrivo una puntata al mese…

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  27. Caro amico Wolf, condivido il tuo pensiero ..L'accidia e la paura sono tipiche dell'uomo..La paura sovviene ogni volta che si inizia un lavoro,un progetto ,ed è normale.Ma è nel nostro crederci, che affronteremo concalma ,qualsiasi problemino inziale..L'importante è metterci tutto l'entusiasmo,forza e grinta,affinchè la la paura si trasformi in coraggio.Così anche per l'accidia..,anche se trasciniamo il nostro tempo rimandando tutto al domani…è negativo, ci stancheremo la mente a non far niente.L'ozio è il padre dei vizi…Allora ,sfidiamoci  in maniera tale che ci nutriremo di vitalità e vigore .Certo dici bene tu:"E' possibile considerare tutto come un'eccitante sfida, piuttosto che come un pesante dovere? Certo, e' solo questione di rappresentazioni mentali. Sfidare se' stessi, dimostrando che si puo' essere migliori, e' sempre possibile .Leggo e sottoscrivo …Un caro saluto…Dora

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  28. ciao Wolfghostè vero e a me succede spesso di rimandare le cose soprattutto quelle gravose. Ma prima o poi bisogna comunque farle…Quando termino invece mi sento soddisfatta. A volte le rimando quando so che non ho le soluzioni, non posso agire come vorrei..Mah, forse si dovrebbe imparare ad agire comunque senza rimandare in attesa di tempi migliori.. e anche se non dovesse essere secondo le ns. aspettative, accettare ugualmente.un salutoelleletizia

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  29. Dipende ovviamente anche dall'importanza della posta in gioco e dal fatto di sapere se davvero ci potra' essere un tempo "ragionevolmente" migliore o se stiamo solo rimandando per pigrizia o paura, ma in linea di massima e' proprio come dici.Un saluto anche a te

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  30. "franceschino"d'accordissimo e sottoscrivo tutto, ma a volte mi chiedo.Siamo sempre sicuri di aver imboccato strade che sono alla nostra portata? O non dovevamo piuttosto riflettere meglio all'inizio sulle nostre possibilità di riuscita?Anche io mi sono trovato in quella situazione, salvo poi accorgermi che avevo semplicemente sopravvalutato le mie possibilità.abbraccioneSHERWOOD

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  31. pigra, pigra, pigra… ma non sempre si può esserlo… a volte, sfida o non sfida, devi metterti in moto per forza…sul conto da pagare poi potrei scrivere centinaia di post lacrimevoli… il mio sembra rinnovarsi come la tela di Penelope…ehehehehun bacio

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