Ambizione e ignoranza

charliedittatoreOggi pensavo che uno dei peggiori peccati dell'essere umano è l'ambizione. E' incredibile pensare a cosa gli uomini sono capaci di fare per primeggiare sui propri simili. Quante cattiverie, quante malvagità, sono state commesse e vengono ancora commesse nel tentativo di essere o perlomeno apparire come "i primi".
Siccome però una caratteristica della nostra specie è la "auto-flagellazione", ovvero il gusto di trovarsi la maggior parte possibile di colpe vere o presunte (anche per la nostra onnipresente arroganza nel voler sempre essere primi, sia nel bene che nel male), è mio costume "interrogare" sempre la Natura, ovvero capire se una "presunto errato comportamento" è proprio del genere umano oppure se è presente di suo in Natura.
Bene, forse avrete già capito dove voglio arrivare… Certamente no: non c'è bisogno dell'uomo per trovare ambizione. In molte specie animale si trovano lotte, anche con spargimento di sangue e morte, per la supremazia nel proprio gruppo o del proprio gruppo su quelli vicini. Perfino molte piante cercano di togliersi la luce e il nutrimento reciprocamente.
Però… c'è un però. In Natura tale lotta per la supremazia ha un significato ben preciso: la prosecuzione della specie e la sua evoluzione. E' il leone più forte quello libero di riprodursi, ad esempio.
Nell'uomo queste motivazioni hanno subito una deriva: quasi mai infatti, almeno nelle nostre nazioni occidentali, l'ambizione ha scopi di sopravvivenza o riproduzione. Potremmo pensare che in fondo anche lo "apparire" abbia scopo di conquista sul sesso opposto, e dunque legato al piacere e conseguentemente alla riproduzione, ma è evidente che spesso così non è. Spesso chi cerca di prevalere lo fa in ambiti "fini a se' stessi", che non possono portare ad alcuna "conquista fisica". Eppure c'è chi è pronto a distruggere gli altri per prevalere.
Allora cos'è che spinge una persona in tale direzione? Bé, io credo che dietro ci sia una "ridirezione dell'obiettivo".
Nel corso del tempo, a causa dell'educazione della nostra civiltà, abbiamo perso le motivazioni "primarie", sostituendole con altre… fittizie. D'altronde c'è anche una ragione evidente in tutto questo: la competizione per "dominare" sugli altri, per essere i "capo-branco", porterebbe a continue guerre, porterebbe alla quasi impossibilità di costituire gruppi sociali numerosi. Re-indirizzando gli obiettivi invece, gli sforzi e le "battaglie" divengono inutili, se viste nello spirito originario della Natura, ma perlomeno – nelle intenzioni delle società – evitano risultati cruenti.
Peccato che come spesso avviene, allontanandosi dalla Natura i risultati sono spesso impredicibili, ed ecco infatti che molte persone puntano la loro vita su attività e obiettivi davvero "virtuali", un po' come se si limitassero ad applicarsi ad un videogioco, anziché vivere.
Ovviamente la mia non è un'esortazione a… prendere una clava e iniziare a colpire a destra e a manca, ma piuttosto un tentativo di presa di coscienza: va bene scegliere i propri obiettivi, ma cerchiamo sempre di dare loro il giusto peso, senza, in fondo, prenderci troppo sul serio.

space inveders

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54 pensieri su “Ambizione e ignoranza

  1. Ciao Wolf,non ho trovato un nuovo post ( sei in vacanza? ) e allora sono scesa giù…. e ho trovato questo tuo bel post sull'ambizione, che condivido.L'ambizione è un colore dell'Ego, funzione limitata di sopravvivenza, che scalcia, lotta, graffia e uccide unicamente per porre il proprio IO su quello degli altri ed assicurarsi così ( almeno crede ) la sopravvivenza.Purtroppo dalla sopravvivenza pura e semplice siamo passati all'accaparramento di tutto, senza esclusione di colpi, anche di cose che a sopravvivere non ci servono davvero…

    Ma sai, l'Ego ha un concetto tutto suo della sopravvivenza. Ad esempio può sentirsi seriamente minacciato da una critica, o da uno sminuire del suo presunto valore. Egli non valuta solo la precarietà fisica ma anche quella psicologica… e fin qui non ci sarebbe nulla di male non fosse altro per il fatto che i parametri di questa precarietà li fissa del tutto arbitrariamente da sè, scivolando nel despotismo e nell'arroganza egoica.Insomma, non è da buttare come concetto, visto che anche lui è un prodotto della Natura e quindi utile in qualche modo, solo che ha i suoi tremendi limiti e vanno riconosciuti per arginarli più che riusciamo.Non riuscendo a percepire e a farsi nutrire dall'armonia Universale dove ogni cosa è spontanea e appropriata, l' Ego crede di dovere e potere arrangiarsi da sè, e lo fa come meglio può, poveraccio.Ultimamente in molti ci saremo ormai accorti che, nonostante le nostre buone intenzioni, a volte il burrone si avvicina inesorabilmente.P.S.:(invece di passare nel blog di poesia, vieni a trovarmi in quello delle ricerche che vorrei sentire il tuo parere sull'ultimo mio post che, caso strano ma mica tanto visto che succedeva altre volte, gira attorno a questo argomento? Ci arrivi anche dal blog di poesia, guarda sulla colonna di sinistra )Ri P.S.: se ti fa piacere, ti manderò un materiale che sto leggendo da poco più di una settimana e che mi sta suscitando profonde riflessioni in merito… 

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  2. Eh, cara Cri, non riesco più a scrivere spesso come una volta Ogni volta faccio i soliti buoni propositi, ma poi tempo e impegni sono quello che sono Sono d'accordo con le tue parole, credo che tu dai alla parola "ambizione" la connotazione prettamente negativa che le do io. Se invece la vediamo come sorgente principale della determinazione, allora può essere molto utile, ogni volta è necessario capire se ciò che "punta" è cosa buona o cattiva…Grazie, adesso passo e poi ti faccio sapere

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  3. Non credo sia cosi gli animali lo fanno anche senza motivo di riproduzione ma come noi per carattere . Solo che noi dovremmo comportarci meglio

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  4. Io non ho detto che gli animali cercano il sesso perché pensano alla riproduzione, loro ovviamente cercano il piacere, è la Natura che ha fatto in modo che si provi piacere per invogliare proprio all'atto sessuale, e il fine è – altrettanto ovviamente – il fine riproduttivo.  Io anzi ho scritto che trovo strano nell'uomo il fine di potere quando non è legato al sesso o alla sopravvivenza, non quando tale fine è rivolto ad una di queste due cose che sarebbero assolutamente naturali.

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