Nelle mani del destino – Il potere della convinzione – la morte.

– Nelle mani del destino –

 

Testa o croceUn grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a fin tempio shintoista e disse ai suoi uomini: “Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino”.
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
“Nessuno può cambiare il destino” disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
“No davvero” disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

Non possiamo cambiare certi aspetti del destino, ma, per quanto riguarda le nostre scelte e il nostro impegno, tutto dipende da noi. È vero che i condizionamenti ci sono stati per lo più instillati dagli altri, ma è anche vero che, da un certo punto in avanti, da quando cioé ne diventiamo consapevoli, saremo noi a decidere come affrontarli, se accettarli o liberarcene. In meditazione si fa affidamento sulla propria forza interiore (jiriki). È ad essa che si fa appello per risolvere i problemi.



Commento di Wolfghost: volevo continuare il tema trattato negli ultimi post. Una osservazione che mi viene spesso posta (stavolta da Capehorn), è che non sempre possiamo costruire il nostro futuro come vorremmo che fosse: a volte le circostanze si frappongono – anche pesantemente – tra noi e l’obiettivo, apparentemente portandoci ineluttabilmente a mancarlo.

Nella storia raccontata, l’esercito di Nobunaga avrebbe anche potuto perdere la battaglia ma certamente, grazie al potere della convinzione nelle proprie possibilità che Nobunaga – in questo caso grazie ad un artificio che ricorda la famosa favola del sasso magico che ci raccontavano da bambini – diede loro, esso attinse al massimo della propria forza e con ciò si diede il massimo delle probabilità di riuscire a vincere. E non è cosa da poco, pur se la certezza non è di questo mondo (su questo argomento tra l’altro scrissi anche uno dei primi post su Splinder, eccolo qua: Il potere della convinzione).

Di più: anche se avessero perso, la qualità della risposta alla sconfitta avrebbe determinato l’esito delle sorti dell’intera guerra o, almeno, l’attitudine mentale ad accettare la sconfitta serenamente, anziché macerarsi sull’esito della stessa, cosa che avrebbe avuto ripercussioni sulla loro vita futura, immediata o lontana che fosse.

Qual è la differenza tra una squadra che vince un campionato ed una che arriva seconda? Spesso non risiede nel fatto di non perdere mai, cosa che capita molto raramente, ma piuttosto in quello di recuperare fiducia il prima possibile dopo la sconfitta stessa. La squadra che riesce, torna presto al successo; quella che non lo fa, ci mette più tempo e il divario di punti potrebbe divenire incolmabile.

Ma prendiamo l’esempio più estremo: la vicinanza della morte. Apparentemente tutto è perso, non c’è più futuro, salvo quello più immediato. Eppure la qualità degli ultimi tempi è molto importante: ho visto persone spegnersi serenamente, altre essere tormentate dall’angoscia, e non vi nascondo che l’impatto su di me è stato profondo in entrambi i casi. Ricordo il resoconto di psicologi che aiutano persone ormai in fase terminale ad affrontare quello che chiamiamo “ultimo viaggio”. Essi dicevano che alcune di queste persone riuscivano a trovare una serenità tale da… imparare perfino in quell’ultimo periodo della loro vita e insegnarlo – di conseguenza – a chi era loro vicino.
So che potrebbe apparire una magra consolazione, ma ricordiamoci che la morte è l’unica cosa (assieme alla nascita, altrimenti non saremmo qua a discuterne) che prima o poi tocca tutti e della quale presto o tardi dovremo prendere coscienza e non potremo più fingere che non ci riguardi.
Le grandi religioni del mondo, ma anche ogni corrente spirituale che si rispetti, hanno tradizioni e studi che accompagnano la persona che sta morendo all’atto finale. Certo, molte lo fanno, almeno in apparenza, con la promessa di ottenere in questo modo il passaggio verso una dimensione più elevata, ma in ogni caso la serenità con la quale chi si affida ad esse affronta la morte è qualcosa di assolutamente impagabile, e oserei dire, una delle lezioni più importanti della vita stessa. Forse perfino la più importante, altro che “magra consolazione”. Quello che fanno quegli psicologi è una sorta di “spiritualità agnostica”, o perfino atea, non importa, perché il loro aiuto è indipendente dall’esistenza dell’aldilà.

Ecco perché sono sempre più convinto che la nostra risposta agli eventi che il caso pone lungo il nostro cammino, fa sempre la differenza, perfino quando tutto sembra perso.

mano luce

0 pensieri su “Nelle mani del destino – Il potere della convinzione – la morte.

  1. Mi hai, come sempre, pienamente dalla tua parte.
    Mi è capitato spesso di rammentare il fatto che una volta venuti al mondo l’unica nostra certezza è quella che prima o poi dovremo "togliere il disturbo" ( e anche che il dolore fa parte della vita stessa in modo inevitabile: la passione di Cristo ne è essa stessa il simbolo e l’insegnamento di quanto il dolore sia inevitabile e di quanto anche il divino abbia così voluto, simbolicamente o realmente, dipende dai punti di vista, avvicinarsi ad ogni uomo)
    e che , quindi, tanto valeva affrontare la vita dando il meglio di noi stessi affinchè essa avesse avuto un senso profondo per noi stessi e forse lasciato una traccia positiva in chi avesse avuto la ventura di incontrarci…
    Eppure spesso mi son trovata di fronte persone che mi guardavano quasi scandalizzate perchè alla morte, scongiuri pronti, neanche volevano  pensarci, come se il non farlo potesse evitargliela.
    Un abbraccio, ti leggo sempre con immenso interesse e piacere, lupacchiotto.

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  2. Buongiorno! Sai già, che navighiamo sulla stessa rotta. Darsi e dare fiducia è un’ Arte importante, quella che fa la differenza. Poi….può andar bene o male, autodomandarsi "SE AVESSI…." non fa che complicare le cosa e significa che all’atto dell’agire non si era completamente convinti.

    Personalmente (ma credo molti la pensino così) preferirei addormentarmi e non affrontare !quel"problema…..un atto di IGNAVIA PURA….ma ho troppa paura. Questa vita è l’unica che ho, non è mai stata una vera Madre per me….ma resisto.

    Il punto da te ben esposto in merito all’assistenza psicologica ne richiama uno inserito nel MANIFESTO LAICO che ho postato ieri. Manifesto che verrà presentato al Comune di Carrara.

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  3. Uh, che tema cupo e triste da affrontare mentre si avvicina il Natale, la festa della rinascita! forse sarebbe stato più appropriato per le festività pasquali…
    Comunque, quello che dici è verissimo: spesso ci facciamo condizionare dagli eventi, dalla casualità degli eventi, forse dovrei dire.
    Molte volte abbiamo reazioni diverse a seconda di quello che succede attorno a noi: siamo spronati, incitati, convinti ad andare avanti per la nostra strada perché incontriamo persone che ci incoraggiano, ci danno fiducia, mentre ci abbattiamo, ci sentiamo già sconfitti se vediamo atteggiamenti negativi attorno a noi.
    Guarda ad esempio l’oroscopo: quante persone si fanno influenzare da quel che leggono o sentono in TV.
    Tutti, o quasi, lo leggiamo/ascoltiamo, ma i più, me compresa, passati cinque minuti, forse meno, non ricordano nemmeno più quello che hanno letto/sentito.
    Poi c’è chi lo considera come la moneta lanciata nel tempio.
    Forse alle squadre (una in particolare) che entrano in campo bisognerebbe far vedere la testa della moneta, chissà mai che funzioni….
    Sulla morte… che dire? Nulla più di quello che hai già scritto tu: condivido tutto.
    Però non pensiamoci proprio adesso, eh? Stavo cominciando a non pensarci più, dopo la crisi autunnale….
    Via via, godiamoci le feste, anche se Lei è sempre lì, dietro l’angolo, e fa quello che vuole, infischiandosene se per noi sia festa o meno….
    Buon lunedì festivo caro Wolf, e un bacino a Tom : lo adoro!!!!

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  4. Molto interessante questo racconto. Per vaga assonanza mi ha fatto venire in mente Alessandro Magno quando tagliò il nodo con la spada. Ancora una volta non posso che dichiararmi d’accordo con te e con le tue osservazioni, anche sulla morte, che peraltro, stando a Epicuro, non esiste.
    Buona giornata!

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  5. bellissimo post. Devo ringraziarti , (ancora una volta; tempo fa lo facevo senza dirti nulla, ora te lo dico: GRAZIE, e son contenta di farlo).
    alcune frasi mi hanno colpita e credo che ci rifletterò :

    È vero che i condizionamenti ci sono stati per lo più instillati dagli altri, ma è anche vero che, da un certo punto in avanti, da quando cioè ne diventiamo consapevoli, saremo noi a decidere come affrontarli, se accettarli o liberarcene. In meditazione si fa affidamento sulla propria forza interiore (jiriki). È ad essa che si fa appello per risolvere i problemi.

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  6. x Flame: ah, certo! Succede costantemente anche a me
    L’altro giorno due colleghi parlavano di quanto fosse brutto invecchiare, io sono intervenuto dicendo che a me non dispiaceva, anche perché l’alternativa era… morire prima Inoppugnabile no? Tra l’altro qualche giorno dopo hanno intervistato George Clooney chiedendogli se avesse timore di invecchiare, lui ha dato esattamente la mia stessa risposta. Cavolo, a me sembra ovvio, in un certo senso non vedo l’ora di avere 80 anni, almeno vorrebbe dire che ci sono arrivato
    Invece i miei colleghi mi hanno risposto con una certa indignazione, come dire "che c’entra la morte adesso?" Certo, la morte non c’entra mai, mai andrebbe nominata, non fa parte della nostra cultura
    Grazie e abbraccio a te!

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  7. x Jouy: certo, capisco. Addormentarsi e bon. Capisco ma credo che questo sia dovuto anche alla nostra… impreparazione. Perché la preparazione alla morte non fa parte della nostra cultura.
    Ok, poi passo a leggere

    x Azalea: eh? Il Natale è la festa della Nascita, non della Ri-Nascita, quella se non erro è proprio Pasqua… o sbaglio?
    Mah, io credo e spero che l’oroscopo "del giornale" e "della mattina" sia accolto più come curiosità che come reale indicazione, senno’ mi preoccuperei davvero
    Piuttosto bisognerebbe riflettere sul fatto che spesso funziona così anche con i messaggi positivi: libri, suggerimenti, film… dimenticati in pochi minuti o ore non appena chiuso il libro, salutato la persona, usciti dal cinema o spento la TV. Esistono tanti libri che dicono cose belle, ma dopo averli letti si commenta "è proprio un bel libro", lo si ripone in libreria e… se ne dimentica il contenuto.
    E’ servito? Sì, qualcosa certamente nel nostrio subconscio è rimasto, ma… avrebbe potuto darci molto di più.
    Bé… sei di Genova, no? Magari un giorno ci prendiamo un caffé… e ci portiamo Tomino con noi, così lo conosci di persona… opsss! Di cane!

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  8. x Anne: eheheh si, conosco la posizione di Epicuro. Peccato non poterne parlare con lui di persona… da to che è morto!
    E’ vero, una assonanza con il racconto di Alessandro c’è

    x Titti: la frase che riporti non è mia, eh, però mi ci riconosco particolarmente.
    Grazie a te

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  9. Nascita… Ri-Nascita… stessa cosa! Se credi nella festa, Gesù nasce, ma anche ri-nasce: lo fa ogni anno!  (scusa la mia scarsa dimistechezza con questi termini, ma io e la Chiesa abbiamo in conto in sospeso…)
    Concordo assolutamente per quanto riguarda libri & Co. : quante volte mi è capitato! Leggo, dico: ah, che bello! Devo riprenderlo, rileggerlo, meditarlo… e invece poi finisce fra gli altri e amen. Mea culpa, lo so.
    Di Genova? Io?
    No no!!! Io sono lomellina, provincia di Pavia… magari fossi di Genova!
    Ma anche di Sanremo, di Alassio, di Diano……………
    Invece sto qua, a mangiar nebbia d’inverno e afa d’estate, sgrunt!
    ‘vederci…

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  10. …si vince prima di tutto con la testa, anzi direi soprattutto con la testa.

    Nello sport, ad esempio, tanti dispongono di capacità fisiche fuori norma ma pochi sono quelli che eccellono. La differenza la fa la mente, ovvero la fiducia in se stessi.

    Ciao

    O.

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  11. La Lomellina, che insieme all’Oltrepo e al Pavese forma la provincia di Pavia, è quella "terra di mezzo" che sta sta fra il Ticino, il Po e il Sesia; centri importanti: Vigevano (calzature), Mortara (salame d’oca), Lomello (antica Laumellum, capitale Longobarda, dove Alboino e Rosamunda si incontrarono e convolarono), …….. e tante altre "splendide località".
    Un bijoux!
    Ciao ciao!

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  12.  Sempre con la testa poi il destino fà anche la sua parte…
    Carino il racconto molto significativo..
    Il tuo commento????Come nn condividerlo!!!!
    Buona settimana Wolf un abbraccio..Anna.

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  13. eloquente al massimo la novella che hai scelto . il messaggio è da me condiviso al 100% : con la moneta a facciate uguali si da una grande fiducia al Sè stesso . egli era convinto di vincere , egli non ha pregato per chissà che cosa , egli ha forse pregato per i morti che ci sarebbero stati , ma sapeva di vincere . il potere della mente è immenso , tanto grande che è quasi impossibile riuscire a conoscerlo fino in fondo .

    Mi piacciono molto i tuoi post , ora , se non ti dispiace , ti linko , così non ti perdo di vista e rimango aggiornata , sto mettendo a posto i link nel mio blog ci metto anche il tuo . se ti spiace fammelo sapere e lo tolgo .

    ciao e grazie per la bella lettura che mi hai regalato.

    Linda

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  14. destino e le nostre azioni si intrecciano…ma le nostre azioni,  il nostro essere hanno  radici profonde in quello che fu la nostra vita , fatta di azioni degli altri anche …non tutto è controllabile e non tutto può essere diretto dalle nostre azioni..non tutto decidiamo noi …molto possiamo fare e decidere , ma molto ci sfugge e non tutto va nella direzione che vorremmo..non tutto …assolutamnet esiamo liberi di fare e decidere  ma c’è un limite non controllabile …..che spesso ci piove  addosso… così come in età in cui non potevamo decidere,  il corso della nostra vita fu segnato in parte dalle azioni altrui …
    un saluto
    gabbiaano

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  15. la nostra mente ha una grande unfluenza  sulla nostra vita come sulla nostra salute fisica . la detrminazione che mettiamo in certi momenti della nostra vita è la carta vincente per cambiare in meglio gli eventi ,ne sono convinta….mi viene in mente a tal proposito la storia raccontata nel film di
    Muccino "La ricerca della felicita"…un bell’esempio..

     

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  16. Accipicchia che "temoni"  in questo tuo post.. E che dire? La morte: è un discorso a me molto caro ( sembra strano dirlo eh?) nel senso che oramai fa parte della mia vita dalla morte del mio papà. Mi ha insegnato tanto e mi sta insegnando tanto. La morte e la capacità di insegnare? Mi viene in mente un libro di cui presto o tardi parlerò nel mio blog che insegna moltissimo: il libro di Tiziano Terzani: un’altro giro di giostra.. la storia di un uomo che è morto sereno ed insegnando.
    Sulla prima parte: beh.. io credo fermamente nel potere della mente sulle nostre azioni. Un potere che però si interseca anche con altri destini, altre volontà, altri desideri…. Ma se si ha una buona autostima è certo che il buon risultato è assicurato: anche se non si è vincitori di una battaglia.

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  17.  credo poco al destino ma molto dipende da noi ,dalla nostra forza ineriore,certo non tutto si puo’ controllare e tanto capita, i condizionamenti giocano il loro ruolo..in quanto alla morte sono fatalista.
    felice notte
    giulia*

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  18. x O.: assolutamente. Pensa che ero indeciso tra questo post e uno che parlava proprio di ciò che hai citato tu. Chissà… più avanti forse

    x Azalea: davvero? Chissà, magari un giorno… Con Tom, ovviamente!

    x Anna: grazie cara Personalmente uso la parola "caso", anziché "destino". Ma nell’accezione che gli stiamo dando qua sono sinonimi

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  19. x Yasmine: sono d’accordo. Come ho appena scritto ad Anna, l’unica differenza è che io al posto di "destino", uso "caso". Ma qua li stiamo usando come sinonimi
    Ah… bé, "sola per sempre" no, dai! 
    Buona notte Yasmine

    x Linda: grazie cara In realtà la moneta con le facce uguali non serviva per convincere sé stesso, lui era, come dici te, già convinto della propria forza; era per convincere i suoi compagni di lotta… con un piccolo sotterfugio

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  20. x Gabbiano: ma… questo post è nato proprio per rispondere all’osservazione che hai portato te, e che prima di te hanno portato altri. Come ho scritto alla fine, io credo che – in ogni caso – la nostra preparazione, la nostra mente, abbia sempre, sempre, una parte. Perfino quando la sconfitta è inevitabile.
    Rileggi la parte finale del post, lì mi spiego meglio

    x Diana: grazie cara, saluto ricambiato

    x Antartica: ahahah fai pure! D’altronde chi mi conosce si sorprende quando non perdo le chiavi di casa o ritrovo il punto dove ho parcheggiato l’auto la sera prima!
    Non è senilità precoce, eh! Sono sempre stato così, con la testa tra le nuvole eheheh

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  21. Dnque, vediamo; in gran parte sono anche d’accordo con te, nel senso che cmq noi stessi influenziamo i fatti della vita…però tu sai che io credo pure al destino; o almeno penso che certe cose debbano andare in un certo modo, anche se noi non vorremmo che succedesse..e questo perché? semplicemente perchè doveva andare così, e non c’è scampo.
    Al solito, è bene cercare di "influenzare" il più possibile il corso degli eventi, con il nostro atteggiamento, che andrà sicuramente in uan direzione piuttosto che in un’altra…ma a volte c’è qualche impedimento o cmq qualcosa contro cui non abbiamo armi per combattere…ecco.

    La questione della morte: tutti ne abbiamo paura, è ovvio e normale sia così…soprattutto perchè alla morte non c’è rimedio. Affrontarla con serenità o quanto meno con un senso di accettazione, sarebbe auspicabile…non è semplice, cmq; perchè un conto è parlarne…un altro conto è trovarsi ad affrontarla, ovvio:)
    e poi mi accorgo che invecchiando ci penso molto più spesso di prima…trovo sia logico, d’altronde; è comese in un certo senso ci si preparasse psicologicamente ad affrontarla…no?:)

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  22. x Zeroschemi: ah, sì! Era piaciuto anche a me quel film Qualcuno dice che non è stato giusto "rischiare" con un bambino di mezzo, e forse è vero, ma… il messaggio di Muccino tramite il film esulava da questo
    … e sono d’accordo con quel che scrivi

    x Shayla: brava, brava, sono assolutamente d’accordo su ogni parola Anche se… ehm… il libro di Terzani, ahimé, non l’ho mai letto L’ho metto in lista, ne ho già altri da ordinare

    x Giulia: il tema del post, il motivo per cui è nato, è proprio questo: trovare una risposta alla domanda se "tutto si può controllare". La risposta è no, ma sempre, sempre, la nostra parte la possiamo fare, e farà in ogni caso la differenza. Anche quando perdiamo.
    Felice notte a te

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  23. Una volta, tanto tempo fa, andai da un indiano dell’India per farmi  prevedire il futuro, stavo passando un periodo un po’ confuso e allora si fanno di queste cose.
    L’Indiano dell’India, mi prese le le palme delle due mani e mi disse che  la mano sinistra è la mano del destino, mentre  la mano destra è la mano della tua decisione.
    Tanto mi è bastato, per capire le voci dei "due destini…".
    Un abbraccio e grazie!
    Rondine

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  24. x Morellina: sono d’accordo sul discorso sulla morte, invece vedo che il messaggio che volevo dare con questo post non è stato colto da molti, forse anche perché alcuni non hanno letto i post precedenti. Diciamo che questo post voleva proprio rispondere all’obiezione, sollevata nei post precedenti, che non possiamo controllare tutto. Sebbene questo sia vero, nel senso che non sempre riusciamo a fare andare le cose come volevamo che andassero, tuttavia la qualità della nostra reazione determinerà in ogni caso la qualità della nostra esistenza, persino in situazioni sfavorevoli che non abbiamo potuto prevedere.

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  25. x Rondine: ahah bello questo aneddoto! Ci rifletterò su
    Sai… anche io ho vissuto un periodo simile, parecchi anni fa. In realtà ero scettico già allora sulle predizioni, però ci provavo lo stesso. Forse cercavo solo le parole che volevo ascoltare…
    Abbraccione anche a te!

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  26. Io credo poco al Caso… al Destino, forse sì, almeno un po’…
    E, naturalmente nella scelta personale.
    Sai, qualche tempo fa c’era un’importante decisione da prendere tra una persona svizzera e me. Ero estremamente indecisa e allora pensai di affidare alla sorte il "responso". Si doveva giocare la partita Italia-Svizzera e mi dissi: "Se vincerà l’Italia, prevarrà la decisione italiana, se vincerà la Svizzera, quella Svizzera".
    L’Italia perse ed io, dopo qualche attimo di smarrimento, provai un gran senso di ribellione. Non solo la Svizzera aveva vinto la partita ma doveva vincere anche nella decisione?? No!!
    …Prevalse la decisione "italiana" ma… ecco, chissà se fu un bene. Questo è il problema delle scelte: chissà se è un bene o no. Non lo sapremo mai 🙂 🙂

                           

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  27. ahahah cara Happy! Sai che c’è stato un periodo nel quale demandavo le mie decisioni a… l’I-Ching? Sì, perché pensavo che ogni decisione – salvo ovviamente quelle evidenti – hanno sempre pro e contro, quindi inutile scervellarsi giorni e giorni
    Alla tua domanda finale rispondo che è inutile porsi il problema: per quanto possiamo pensare che la strada scelta sia errata, non sapremo mai se l’altra sarebbe stata migliore. Di solito faccio l’esempio di un bivio in una zona che non conosciamo. Scegliamo di andare a destra, per esempio. Dopo un po’ scopriamo che quella è una strada "difficile", non bella. Allora tendiamo a pensare che sarebbe stato meglio prendere a sinistra al bivio, ma… non sapremo mai come era davvero quella strada, forse era una strada chiusa, magari una frana ci avrebbe travolto percorrendola, chissà!
    Ecco, credo che l’indecisione prolungata dia effetti sulla persona peggiori… di quella di una scelta sbagliata

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  28. uhm..si si, vero…una certa reazione di fronte a qualche evento della vita può senza dubbio avere influenza sulla qualità della vita stessa, questo è certo…si, si, mentre lo scrivo sto pensando che ne sono assolutamente convinta:)
    Bene, grazie del chiarimento, perchè ho capito meglio ciò che intendevi dire:)

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  29. Pensavo….
    Sarà stato il Caso, il Destino, il Fato o chi per essi a guidare le mie mani verso Splinder  e a farmi incontrare così tante persone in gamba?
    Era scritto o era nel caos?
    Bella domanda.Quasi finito il ponte lungo… ma Natale è oramai alle porte!
    Buon pomeriggio!

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  30. x Morellina: eheh bene! Ne sono contento, secondo me ci eravamo solo mal compresi

    x Azalea: perché hai deciso di venire su Splinder? Ecco… il motivo principale è stato questo, più del caso, destino o fato che dir si voglia

    x Raggioluminoso: grazie, contento che sia di tuo gradimento, e… benvenuta!

    x Kappadue: grazie per l’apprezzamento, Kappadue! A presto

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  31. Amico mio bello,
    io credo molto di più a “Morihei Ueshiba” (cavaliere dell’ordine del sole nascente), del quale ho avuto modo di apprezzare arte e filosofia (poi con il tempo ti spiegherò)..
    Lui usva pronunciare poche parole semplici: "Se il cuore è aperto e puro, non c’è spazio per il danno; e al livello più profondo, amore e volontà sono una cosa sola".
    Un abbraccio, amico mio.
    sherwood

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  32. Tommaso Stigliani

    Desiderio di luna

    Matarazzi del cielo, oscure nubi,
    ch’or tenete celata
    la celeste frittata:
    scopritela, vi prego, agli occhi miei;
    perch’ai lume di lei
    io scriver possa alcune rime sdrucciole:
    non ho più gatta e non si trovan lucciole.

    vi prego
    lasciate parlare le idee

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  33. x Sherwood: grazie, in effetti non ne ho mai sentito parlare, quindi potrebbe essere interessante
    Abbraccio ricambiato

    x Anna: grazie cara, una buona giornata e un abbraccio anche per te

    x Julka: davvero bello e d’atmosfera il brano che hai proposto, grazie

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  34. In questo tempo , in cui sento forte un groppo di vento maligno, vedo che vengo citato apertamente ed immeritatamente ().
    L’esempio da me riportato era solo una possibilità e non una certezza. E’ possibile che il "mondo" e i suoi "artifici", ci limiti in qualche modo.
    Epperò giusto che ci si applichi perché questo non accada.
    Come darti torto.
    La forza che sta in noi, a volte sopita anche da noi stessi, perché timorosi di esprimerla o incapaci di, per propria colpa, di incanalarla nella giusta direzione, é tale che può veramente sortire effetti sorprendenti.
    Che siano quegli effetti che tanto ci spaventano? Se sì, allora non siamo sicuri della nostra meta e del modo con cui arrivare ad essa.
    Il guerriero aveva una meta: la battaglia, ma chi lo circondava prpendeva per la sconfitta, non fose per la disparità di forze. Eppere, bastò un piccolo sotterfugio e i destini dei sopravvissuti cambiarono completamente.
    A volte é solo un piccolo ed insignificante dettaglio che fa la differenza. Dettaglio per chi osserva distaccato, ma fondamentale per chi vive i problema.
    La morte é l’ultimo porto della nostra navigazione, come la nascita il primo. Sta in noi arrivarci con le vele dell’onestà e responsabilità ben spiegate, il gran pavese  della consapevolezza alzato; coscenti di aver vissuto e testimoni veri ed eccellenti di quella vita.
    Mi par giusto prendere nelle nostre mani l’unica cosa che veramente ci appartiene: la nostra vita.

    ps: tutto questo sproloquio, per avvalorare le tue parole. A volte che uomo triste che sono

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  35. La nostra forza interiore ci può essere di grande sostegno, ma non sempre è possibile esercitarla, specialmente se devi continuamente remare controcorrente. La stanchezza diventa alla fine prevaricatrice.

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  36. mi piacciono molto i tuoi post offrono sempre lo spunto per numerose riflessioni.
    .. personalmente penso che non sia tanto importante vincere o perdere.. ma aver tentato con tutte le proprie forze di raggiungere i propri obiettivi, le strade che percorriamo durante la nostra vita sono molteplici e non sempre in pianura, a volte è necessario arrampicarsi a mani nude e superare ostacoli che sembrano insormontabili, ma che con un pò di astuzia e coraggio nonchè determinazione, spesso possono essere aggirati.
    .. e riguardo alla morte mi trovi concorde  è parte integrante della vita si nasce si vive e si muore..  bello sarebbe però se davvero la morte fosse una "livella".. purtroppo invece ad alcuni è concesso di chiudere gli occhi serenamente, ad altri dopo atroci sofferenze.. forse questo è l’unico aspetto che non riesco a capire..della morte
    un abbraccio

     

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  37. Mi è piaciuto moltissimo questo racconto giapponese, denso di significati. Sono sempre più convinta che quando si vincono le paure si riescano a fare grandi cose. Ciao, Wolf. Un abbraccio.

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  38. x Aroma: io ne sono convinto. Grazie cara

    x CapeH: oooh! Che bella immagine quella della nostra vita-imbarcazione che arriva alla morte ma la vive come un porto, fiera di esserci arrivata dopo una navigazione piena e intensa! Mi è piaciuta molto

    x Griza: ci sono persone che hanno continuato a farlo in situazione terribili, chiusi nei campi di concentramento, lottando per restare in vita giorno dopo giorno. In quale situazione possiamo essere noi per poter dire "Non ce la faccio. Non posso. Non riesco. Basta!"? Io sono davvero convinto che finché c’è vita c’è speranza, anche se a volte è necessario accettare di cambiare rotta.

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  39. x Alba: la morte è una livella. Forse è la cosa più democratica che esista.
    Certo, ci sono delle differenze, in termini di giorni o perfino anni. Ma prima o poi ci mette tutti… nella medesima posizione.
    La malattia. E’ vero quel che dici. Infatti io sono per l’eutanasia, purché regolata in maniera pulita e indiscutibile.
    Dici che non riesci a capire la morte, cioé la Natura. Bé, forse posso provarci…
    Dimmi, in natura, un animale malato… quanto vivrebbe? Poco, pochissimo. A volte viene abbandonato o ucciso dagli altri animali della stessa specie, e comunque non sarebbe più in grado di sostentarsi, di procurarsi il cibo. Allora… è davvero così ampia e ingiusta la differenza in Natura? O… siamo noi che abbiamo allungato la vita di chi è destinato alla morte, artificialmente?

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