Realtà e verbo

Purtroppo Splinder fa ancora le bizze, soprattutto con i miei blog che “puntano” alle versioni wolfghost.it e adottauncucciolo.net: qualcosa non va e spesso i blog non compaiono. Bisogna allora riprovare a “ricaricare” più volte e… sperare! In più, mi sono state segnalate anche difficoltà a mettere commenti, probabilmente dovute al medesimo problema…
Potrei tornare alle versioni .Splinder.com, ma poi dovrei rifare tutto da capo, perciò… vediamo come va domani
Per il weekend vi lascio con questo racconto della tradizione buddista nel quale si parla dell’impossibilità di esprimere (completamente almeno) la realtà attraverso le parole che, per quanto belle siano, possono dare solo visioni limitate.
Peccato che spesso… solo quelle abbiamo! E va già bene che qualcuno le ha inventate! D’altronde dico spesso che gli scritti hanno il compito di “far venire voglia di…”, ma poi bisogna approfondire, per proprio conto, nella propria realtà. Vivere ciò che si legge è l’unico modo per farlo davvero nostro.

Buon weekend a tutti!



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– Kasyapa –

Un giorno il Buddha si presentò davanti all’assemblea dei monaci. Tutti si aspettavano che egli tenesse uno dei suoi abituali sermoni per illustrare la dottrina, il (dharma). Ma il maestro, quella volta, non disse nulla.
A un certo punto, sempre senza pronunciare parola, sollevò con una mano un fiore. I monaci restarono in attesa che dicesse qualcosa; egli però se ne stava immobile e silenzioso con quel fiore in mano, e osservava i loro volti.
All’improvviso il suo sguardo si fermò su Kasyapa.
Kasyapa sorrise.
Anche il Buddha sorrise.
________________________________________

Commento: Questo racconto descrive l’origine mitica dello Zen. Quì il silenzio del Buddha sta a indicare che l’insegnamento di fondo – la dottrina, la verità – non può essere espressa con le parole, le quali tutto limitano e tutto distorcono.
Il linguaggio e i pensieri possono comunicare e comprendere tante cose, ma non possono cogliere la realtà, che non è riducibile a verbo.
Questa fu la verità afferrata da Kasyapa.

Coast

 

0 pensieri su “Realtà e verbo

  1. Mah, lasciamo perdere Splinder…
    Non capisco come mai stamattina mi usciva un tipo di modulo per i commenti e ora siamo di nuovo al vecchio tipo. Sarò io, sarà splinder, che sarà?
    Nel dubbio, ho già messo un piede in wordpress. Se la situazione degenera, scappo là… 🙂

    Le parole….
    Beh, io sono una persona che limita moltissimo l’uso della parola. Almeno di quella orale. Normalmente parlo il minimo indispensabile.
    Ritengo, infatti, che le parole servano a poco se poi non fai i fatti. E ho poco tempo a disposizione, nelle mie giornate. Preferisco pensare e mettere in pratica, senza perdere troppo tempo, che pensare e parlare.
    Nello scritto sono molto più logorroica. Forse perché mi da modo di lasciarmi coinvolgere maggiormente o forse perché – il fatto di non vedere il proprio interlocutore – mi inibisce di meno e mi permette di lasciar correre i pensieri in libertà…
    Ciao e buon fine settimana 🙂

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  2. Sarebbe bello poter pensare che solo con lo sguardo i pensieri si potrebbe vivere in serenità…
    Ma la realtà è ben diversa abbiamo
    bisogno di parlare dialogare con la
    gente per sentirci liberi sereni di
    esprimere ciò che siamo e vogliamo
    a volte mi soffermo a pensare come
    alcune persone siano così devote
    a certi personaggi entrano in
    meditazione vivono di silenzi spirituali
    per liberare l’anima da non so cosa..
    Secondo me la vera libertà siamo solo e semplicemente noi stessi…
    Chiaramente è solo il mio modo di
    pensare non voglio offendere nessuno….
    Splinder????Stendiamo un velo pietoso!!!!!

    Abbraccio stretto

    Anna..

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  3. Già i problemi di comunicazione tra le persone sono enormi, se non ci affidassimo alle parole sarebbe un vero disastro.
    Sarà che io sono il tipo di persona che difficilmente coglie le sfumature, e spesso nemmeno il resto, se le cose non le vengono dette chiaramente… (o almeno questa è la mia impressione). E se non ci si spiega, si può dare adito ad enormi fraintendimenti.
    Poi, è vero: non basta parlare o scrivere, si deve agire e vivere. Altrimenti non serve il resto.
    (E Splinder fa proprio schifo!)
    Buon fine settimana Wolfghost! 🙂

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  4. Gran bella invenzione comunicare con le parole…però, comunicare attraverso i nostri sensi e percepire con essi ciò che ci manifestano gli altri, trovo che sia molto affascinante e ci avvicini di più alla natura.

    Anche le stesse parole, associate ai sensi sono molto più belle ed espressive…Mettiamo il caso che tu legga un poesia ad alta voce: chi ascolta potrà percepire lo stato d’animo con cui la leggi, osservare il movimento delle labbra e leggere nei tuoi occhi quali sentimenti nascono da quella lettura…e tu potresti fare altrettanto con il tuo “spettatore”.

    Visto, poi, che siamo entrambi amanti degli animali (come la maggiorparte dei tuoi contatti), saprai benissimo che per comunicare con loro, le parole non servono in quanto basta uno sguardo per creare empatia 😉

    Genny.

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  5. Pirandello, parole: “…E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole che dico io metto il senso e il valore delle cose che sono dentro di me ; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo che egli ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!”

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  6. Ah, il grande tema dell’incomunicabilità… sembra soffrirne parecchio anche Splinder, in questi giorni… Proviamo a dare un fiore anche a lui? Magari un cardo? O uno di quei fiori di piante carnivore?

    Scherzi a parte, mi ha sempre affascinato il tema dell’ineffabile, quel che non si riesce a esprimere… sarà perché chiacchiero tanto?
    C’è Dante che va avanti per tutto il Paradiso, questo non si può dire, quello nemmeno, alla fine sono più i versi dove dice questo che quelli dove parla effettivamente di qualcosa.
    “E grazie, carino, così siam buoni tutti!” gli dissi un giorno, mentre ripassavo i canti per la maturità.
    In realtà è sempre affascinante leggere le descrizioni di qualcosa che non si può descrivere ma si vorrebbe tanto: così con i mistici- che spesso rimediano ricorrendo al linguaggio dell’amore terreno, che guarda caso è un’altra delle cose che non si può descrivere ^___^
    Però tutti continuiamo a provarci (con l’amore, soprattutto, in tutte le sue forme), a volte con risultati piuttosto comici. Però è bello provarci e anche non riuscirci, secondo me. Spesso qualcosa arriva comunque, al lettore o all’ascoltatore. Perché il bello delle parole è che sono un modo di comunicare assolutamente imperfetto… ma a volte FUNZIONANO!

    Buon fine settimana e auguri con la piattaforma!

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  7. Interessante il racconto sullo zen, un po’ lontano nalla caotica e ciarliera mentalità occidentale, forse, ma profondo, da rifletterci sopra con attenzione
    ___________

    Sono tre giorni, Wolf, che cercavo di entrare nel tuo Blog, a me spuntava una schermata bianca con una laconica frase di errore (in inglese).

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  8. x Fire: … e sei stata fortunata! A chi usufruisce di un servizio come quello che ho io, ovvero di puntamento a dominio proprio, il blog non funziona quasi mai, non si riesce quasi nemmeno ad aprirlo! Scandaloso! Sto pensando di migrare su WordPress e fare richiesta danni nei confronti di Splinder! Devo solo capire come non perdere tutto quello che ho scritto finora su Splinder.

    E’ curioso quanto dici sulla differenza tra… parola parlata e parola scritta, eppure sì… spesso è così. Forse il motivo è quello che scrivi te; forse è solo che è più facile trovare “amici” su Internet che nel mondo reale, per una questione di tempo ma anche per difficoltà relazionale in una società un po’ chiusa…

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  9. x Anna: su Splinder ti invito a leggere quanto ho scritto a FireArrow, nel commento precedente.

    Io non dico che si possa vivere con i soli sguardi e pensieri, certamente le parole sono indispensabili, ma… non riescono a “rendere” ogni cosa: ci sono concetti che non possono essere espressi con le sole parole perché “parlano” di sfere, emotive e spirituali, che le parole non riescono descrivere compiutamente.
    Abbraccio restituito 🙂

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  10. L’incapacità di noi umani di interagire e confrontarci è raggelante, personalmente sono molto amareggiata per come oggi la maggior parte delle persone si relaziona con il prossimo.
    Le Parole hanno un’importanza enorme, ho scritto anche un post su di loro “Le Parole”, ma come tu dici non sempre sono utili per esprimersi se vengono utilizzate in modo inaproppriato o travisate , e a volte anche il silenzio, lo sguardo sanno comunicare ..
    ciao

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  11. x Nico: … ma forse è perché ci siamo disabituati a… “parlare senza parole”… Comunque il racconto zen parla in particolare dell’impossibilità di rendere emozioni e spiritualità. Che però… un pochetto sono quasi in ogni cosa 😉
    Su Splinder mi sono espresso nel commento #17: sto pensando di migrare su altre piattaforme, non senza valutare la possibilità di chiedere i danni a Splinder.

    x Yasmine: lo è stato, grazie 🙂 Peccato per Splinder che ha fatto di tutto per rovinarmelo.

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  12. x anne: bene, cara 🙂 Allora l’avrai trovato interessante 😉
    Su Splinder… commento #17 😦

    x Clandestine: assolutamente, sono d’accordo. C’è un tempo per parlare ed uno per… stare zitti 😉

    x Jouy: Sì, certo. C’è anche chi riesce a mentire con lo sguardo… ma è molto più difficile.

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  13. x Genny: eheheh mi sono girato a guardare i miei gatti e… certamente è vero 🙂 Ma… anche loro usano la voce, no? 😀 Il problema è che noi puntiamo troppo sulla razionalità… Alcune cose invece vanno colte con… altro 😉

    x Diaktoros:esatto, il tema del post è proprio questo 😉

    x Nicola: vero, vero, ma spesso si aggiunge il fatto che… l’ascoltare non ascolta davvero: la sua mente è in altre faccende affaccendata 😀

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  14. x Murasaki: ahahahah Altro che incomunicabilità, Splinder soffre di… incompetenza e “sufficienza” dei gestori, altro che! 😉

    eheheh quindi dici che Dante avrebbe avuto un grande futuro qui, da… politico? ;D
    Vedi, il bello dello zen è che in realtà cerca di “trasmettere” con le parole, ma… non in senso razionale, come facciamo noi con i nostri “trattati”, bensì per “intuizione”: lo zen fa… annusare la verità, ma è solo chi ascolta che può, deve, “cogliere” cosa sta dietro a parole e gesti apparentemente senza senso…

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  15. x Aroma: scusa, purtroppo sono stato poco presente, anche a causa del nervoso che mi fa venire battagliare in continuazione con Splinder che non funziona. Appena posso, passo senz’altro!

    x Azalea: molto bello l’aforisma che proponi. Mi trovi d’accordo, salvo per il fatto che… l’uomo E’ un animale, noi tendiamo troppo a dimenticarcelo 😉
    eheheh fa più freddo a -5, non credi? 😀

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  16. x happy: lo so, cara happy… non sai che nervoso che mi fa venire quella scritta… ed ancora spesso compare! :(((( Leggi il commento #17…

    x albafucens: anche se il senso del racconto Zen va al di là dei “normali” problemi di incomunicabilità… non posso che essere d’accordo con le tue parole. Ma spesso travisa chi ha interesse a farlo o chi non ascolta davvero.
    Benvenuta sul mio blog… in un momento nel quale funziona molto male, purtroppo.

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  17. Non è proprio una questione di riuscire a fare più amicizie in internet rispetto alla vita reale.
    Certo, qui è tutto più semplice: ti scrivi per un po’ di tempo, ci si commenta reciprocamente, si inseriscono gli avatar tra gli “amici” e tutto è risolto.
    In realtà, per me, non è così. Sono davvero pochi i contatti (inseriti come amici) con i quali abbia davvero un rapporto d’amicizia. Credo che si possano contare su una, massimo due mani, non di più.
    Lo stesso vale per facebook e altre cose simili.

    Quello che intendevo dire è che mentre qui sento la necessità di dovermi dilungare maggiormente con le parole, per riuscire a imprimere quelle sensazioni che – a distanza e in modo così impersonale – altrimenti non riuscirei, nella realtà io sono molto taciturna e preferisco osservare in silenzio quello che accade attorno a me, traendo le mie conclusioni per poi agire di conseguenza.
    Preferisco una sequenza “osservazione-pensiero/riflessione-azione”, a una “osservazione/conversazione/(eventuale pensiero/riflessione)/azione”.
    Insomma, ritengo che la parola non mi aiuti più di tanto ad agire.
    Poi, naturalmente (e soprattutto nell’attività lavorativa) ci sono situazioni in cui la parola è fortemente necessaria.
    Ma la loquacità non mi appartiene. Non dal vivo, quanto meno…

    Ciao, e non lasciarti sopraffare da splinder! :-)))))
    Se “emigri” in wordpress, nel mio blog trovi il banner che ti conduce al mio blog laggiù…

    Buonanotte, ti lascio un abbraccio (silenzioso) 🙂

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  18. Il problema sarà riuscire ad esportare l’intero blog su un’altra piattaforma… ma se decidessi, vedrai che ce la farò, sta diventando una questione di principio: lavoro in una multinazionale per le telecomunicazioni, conosco bene i problemi che ci possono essere con gli upgrade, ma non ammetto il silenzio alle proteste dei clienti: i miei messaggi di protesta alla redazione non sono nemmeno stati aperti! E non parliamo di una piattaforma da quattro soldi, ma di una che si dipinge essere tra le più importanti del mondo!

    Sul tema del post, io ho messo apposta la parola “amici” tra virgolette, nemmeno a me basta inserire un nickname tra gli “amici di Splinder” per ritenerlo un amico vero, ci mancherebbe. Mi riferivo piuttosto alle difficoltà di comunicazione con il prossimo: spesso è molto più facile aprirsi con uno sconosciuto via Internet che col vicino di casa e, sebbene io sia tutt’altro che contro Internet, ritengo che tali difficoltà siano addebitabili ad una società i cui componenti si sono “chiusi eccessivamente”.
    Buonanotte e un abbraccio (sempre silenzioso :D) anche a te! 🙂

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  19. Ma dì un po’ la verità… sei mago tu? mi leggi nella mente? 🙂

    Proprio in questi giorni rifletto amaramente su quanto le parole con cui mi affanno a spiegarmi non servano a nulla, si è creato un cortocircuito che vela le parole di significati che io non voglio dare e che le priva, agli occhi di chi le ascolta, del significato che hanno… è un caso limite… eppure è vero! Le parole non possono trasmettere tutto, non riescono a riprodurre fedelmente quello che abbiamo dentro…
    Mi conosci. Sai cosa penso del silenzio. Vedi il mio silenzio ormai…

    Sei un po’ mago eh? scherzo! ti abbraccio forte!

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  20. A volte le parole sono utili anche ad esprimere le emozioni. Certo sono d’accordo che non possono mai chiarire esattamente alcuni aspetti…
    E forse è vero: ci siamo abituati a comunicare in questo modo (e a volte nemmeno tanto bene), per dimenticare, forse, che si può fare anche in altri modi.
    Ma tant’è. E quando si imbocca una strada di questo tipo è difficile tornare indietro.

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  21. Mi dispiace moltissimo! Però, aspetta: la situazione potrebbe risolversi. Sai come è (mal) fatta Splinder.
    In ogni caso, se pagavi, puoi chiedere i danni.
    Comunque, ripeto: non prendere una decisione troppo affrettata!
    Ti abbraccio*

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  22. x Sophia: quello che esponi e’ un problema di incomunicabilita’ che spesso subentra nei rapporti tra le persone. A volte succede che i rapporti si deteriorino, magari lentamente, cosi’ da non dare modo di accorgersene, al punto da rendere gli animi non piu’ tranquilli, impedendo cosi’ di riuscire a spiegarsi ed a capirsi.
    E’ fondamentale evitare il lento scivolare in tale incomunicabilita’, perche’ poi, riprendere un corretto dialogo, diventa difficile.
    Quando ormai cio’ e’ successo, e’ necessario “spezzare il circolo vizioso” che si e’ venuto a creare; a volte “staccarsi un po’” (non necessariamente “fisicamente”) puo’ giovare…
    Abbraccio ricambiato, carissima 🙂

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  23. x Nicola: gia’ 😉

    x Anna: se saro’ obbligato a migrare, ognuno di voi sara’ avvisato e invitato 😉
    Grazie cara! 🙂

    x Nico: e’ difficile tornare indietro soprattutto perche’ non ci si pensa o non lo si ritiene possibile. Chissa’ pero’ che se solo ci provassimo… 🙂

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  24. x Anne: grazie cara, devo trovare gli estremi per richiedere i danni a Splinder, ovviamente il sito e’ molto fumoso… In questo pare siano molto bravi! 😀
    La domanda che mi sto ponendo piu’ spesso e’… ma come abbiamo fatto, e ancora di piu’ te che sei qua sopra da ancora piu’ tempo, a resistere finora? :-/

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  25. Finalmente si puo commentare, forse che Sua maesta’ Splinder ci ha dato il permesso :D. Come ti ho scritto ieri con un escamotage riuscivo a malapena a leggere.
    Il breve racconto evidenzia un armonia e una sintonizzazione che taspare solo dagli sguardi, perchè c’è un limite a volte invalicabile nelle parole, ma lo sguardo è sempre maestro e discepolo, gli occhi non temono menzogna. E’ molto bello e significativo, grazie Wolf di aver dato modo di leggerlo. Buona giornata

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  26. Guarda… temo che questa sia solo una “finestra temporale” di pochi minuti, gia’ nei giorni scorsi si riusciva a leggere e commentare per qualche minuto, dopo di che spariva nuovamente tutto 😦

    Come rispondevo ad Anna, nel commento #18, non dico che si possa vivere con i soli sguardi e pensieri, certamente le parole sono indispensabili, ma… non riescono a “rendere” ogni cosa: ci sono concetti che non possono essere espressi con le sole parole perché “parlano” di sfere, emotive e spirituali, che le parole non riescono descrivere compiutamente.
    Grazie a te per essere ritornato ed aver insistito con la pubblicazione del commento 🙂

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  27. Sorvolando sugli aggiornamenti splinderiani,devo dire che adoro la cultura Zen e quelle filosofie.Ne sono stata sempre affascinata.
    Vero è che spesso le parole sono superflue.
    (Xò di scriverle non saprei farne a meno:P)
    Splendido argomento Lupo.
    Bacio e buona giornata,Godiva^^

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  28. scusami,
    non ho capito il discorso della “versione a pagamento”. io sono 9 mesi che sto su “splinder” e non ho mai pagato nulla.
    Anzi, per tutte le denunce che faccio, mi aspettavo anche una espulsione.
    cosa devi pagare?
    un abbraccio.
    mauro

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  29. x Godiva: ahahah infatti quando ho scritto “Peccato che spesso… solo quelle abbiamo! E va già bene che qualcuno le ha inventate! :D” proprio ai blog e Internet mi riferivo! ;D

    sssst! Che e’ da un’ora che funziona tutto! 😮 😮 😮

    x chopy: ma come “fine settimana”?? Siamo solo a lunedi’!! 😀

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  30. x Mauro: nessuna preoccupazione, Mauro, la versione a pagamento ti serve solo se:
    – hai bisogno di piu’ memoria per i tuoi file;
    – hai un numero molto alto di accessi per cui ti serve molta banda;
    – vuoi che il tuo blog residente su Splinder punti ad un dominio tuo.

    Il mio blog e’ “fisicamente” su http://www.wolfghost.splinder.com, ma punta a http://www.wolfghost.it. Anche i suoi puntatori, compresi i commenti, puntano alla versione .it, per cui, quando il puntamento non funziona… non funziona nulla 😦 Che e’ poi quello che sta accadendo in questi giorni.
    Inutile dire che di questo malfunzionamento l’unico responsabile e’ Splinder, giacche’ fino a pochi giorni fa tutto funzionava correttamente ed io non ho toccato una virgola.
    Ora, in ogni caso sarebbe un servizio che Splinder deve mantenere, ma in piu’… anche pagare per non averlo, no eh! 😉

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  31. finalmente riesco a scrivere..nei giorni scorsi non si poteva, ma lo stesso problema l’ho avuto anch’io sul mio blog…

    cmq quello che dice il post è giusto; ci sono pensieri ed idee che non possono essere tradotti completamente in parole…ovvero, non sempre el parole servono…:)
    almeno, io la interpreto così:)))

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  32. Teoria abbastanza egoistica ma ha il suo Alto significato in un Dio che la adopera.
    Preferisco un Uomo che per compassione volle divenire Parola e facendo capire che la limitazione è in chi non sa ascoltare e, tanto di più, compredere il Silenzio.
    Se il Buddha è solo questo allora bast ail fiorellino ma io so che anche Lui ebbe compassione e svelò alcune Verità.

    Hai provato con:
    http://wwwnew.splinder.com/

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  33. x morellina: “finalmente riesco a scrivere..nei giorni scorsi non si poteva, ma lo stesso problema l’ho avuto anch’io sul mio blog… ” … vedi che le parole sono inaffidabili?? 😀
    Battute a parte, sono d’accordo con il tuo “riassunto” 🙂

    x Angelo: assolutamente Angelo! Dire che certi concetti non sono “trasmissibili” a parole non significa esaurire l’argomento della “trasmissione della conoscenza”. Io ho sempre trovato molto affini gli insegnamenti delle grandi figure mistiche. Per certi versi le parabole di Gesu’ e i Koan del buddismo zen, non sono cosi’ distanti: entrambi cercano di… “illuminare” con racconti e paralleli qualcosa che spiegato estesamente difficilmente verrebbe colto.
    E’ come la fiamma di un cerino che venga accesa per illuminare la nostra candela: siamo solo noi che possiamo accostarla alla candela ed accenderla. Altrimenti il cerino si spegne e la sua fiammella e’ stata inutile.

    La redazione di Splinder mi ha finalmente risposto scusandosi per gli inconvenienti e dicendo che adesso e’ tornato tutto a funzionare… ci crediamo? :-}

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  34. In teoria sarei d’accordo.. personalmente anche in pratica.. ma la realtà è che mi si chiedono, spesso, spiegazioni anche oltre certe evidenze..

    Io credo che il cuore abbia un udito del tutto particolare.. 🙂

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  35. x emmelania: gia’… anche per Splinder 😉 Temo solo il tentativo di ripassare alle nuove vesti, schermate per i commenti inclusi. Piuttosto preferirei mantenerle cosi’… ma che funzionino! 😉

    x gchick: be’… sulle questioni di cuore, se e’ di questo di cui parli, e’ sempre meglio non dare nulla per scontato, nemmeno cio’ che a noi puo’ sembrare evidente. Certo pero’ che non bisogna nemmeno esagerare sul versante opposto 😉

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  36. Mi è molto caro questo argomento, specialmente in questi ultimi tempi…
    Mi sto soffermando nell’osservazione dell’Ego… guardo come si muove, come si nasconde, come cerca di assumere un tono dignitoso e, soprattutto, come utilizza gli alibi più disparati per giustificare le sofferenze che infligge al mondo e di conseguenza a noi stessi. Come non gli va di impegnarsi nella giusta direzione, insomma 🙂 Ma una persona che ha raggiunto una discreta considerazione di sè e delle sue capacità, come la trova la giusta direzione senza che sia per forza quella che gli hanno insegnato o che gli altri si aspettano da lei? In poche parole, come ci si ascolta dentro e qual’è la vera voce da ascoltare, quella che non Reagisce, ma che suggerisce di Agire?
    Non vado fuori tema, caro Wolf, anzi ci sto proprio nel mezzo. Perchè quella voce non si ascolta con la mente, e solo in seguito viene tradotta in un lineare linguaggio mentale/concettuale.
    Quella voce parla la lingua della percezione, quello che si sente dentro… e che proviene dalla coscienza, il tempio nascosto del cuore. Non ci sono parole che rendano lo stupore che provi in una intima connessione con il sole, o la natura. Come non si riesce mai a spiegare bene cosa è la gioia. Se noti, sono moltissime le poesie tristi, poche quelle felici. La felicità viene espressa sempre abbastanza banalmente, proprio perchè è difficilissima da spiegare, quando la spieghi scrivendo risulti inebebita, utilizzi termini scontati, infantili 😉
    Ciò che proviamo è il vero mondo, quello senza parole, quello del sorriso donato ad un estraneo per strada o della mano stretta forte alla tua di un bambino mentre attraversa la strada. Tutta l’arte prova a rendere questi attimi incredibili… e ci si avvicina moltissimo… come dici tu, ti porta fino a…ti predispone a sentire… ma poi il salto lo devi fare da solo… il cuore lo devi aprire da solo. Un abbraccio dalla comunità quantica di tutte le anime 😉
    Cri

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