Essere se’ stessi

Sospendo per qualche giorno il racconto della “dama bianca” per riportare qua un bel post di Smailer, blog: Un sorriso dagli occhi della luna. Ho gia’ parlato in passato del tema “essere se’ stessi”, ma questo post mi ha dato l’occasione di focalizzare il mio pensiero sull’argomento, pensiero che ho riassunto in un commento al post originale e che riporto anch’esso qua.
Mi piacerebbe conoscere anche la vostra personale risposta alla domanda di Smailer, e credo che anche lei ne sia molto curiosa 😉

 



Domanda

Quale è il momento della propria vita in cui si è veri fino in fondo?

vale a dire…ci sono situazioni quotidiane in cui “dobbiamo essere”, “dobbiare fare”, “dobbiamo sembrare”!!! in cui un certo comportamento ci viene obbligato….vuoi dalla situazione, vuoi dalla necessaria diplomazia o convenienza…

ma quando ci sentiamo veramente noi stessi, fino in fondo, senza vincoli, senza inibizioni…quando ci diciamo…”ecco il momento per cui vale veramente vivere!”

quando stiamo lavorando, quando stiamo da soli, quando ci rifugiamo nella nostra famiglia, quando siamo in vacanza, quando facciamo l’amore, quando leggiamo o guardiamo un film…..quando facciamo il nostro sport preferito….quando, insomma, sentiamo di essere proprio noi stessi, senza falsità e senza maschere, quando stiamo bene e vorremmo sempre stare così??? liberi e appagati da quella situazione, per cui pensiamo che valga davvero vivere??? per quel momento che aspettiamo ogni istante con ansia e con trepidazione???

ho sempre pensato che quello fosse il sogno, il motivo per cui dare un senso alla propria vita! al di là di quello tutto il resto è solo cornice!!!

e per voi quale è quel momento? quello in cui siete veramente voi stessi???

Alessia [Smailer]



Commento di Wolfghost:
Questo e’ un bellissimo post, con un bellissimo quesito 🙂
Secondo me non c’e’ un “dove” o un “quando”: si puo’ recitare facendo l’amore (triste…) o si puo’ essere se’ stessi nel bel mezzo di una riunione lavorativa piena di persone.
Cio’ che davvero conta e’ la consapevolezza che ti permette di sapere cosa stai facendo.
La persona che e’ davvero se’ stessa e’ quella che e’ sempre presente a se’ stessa, perfino se sta recitando su un palcoscenico.
La differenza tra lei e un’altra persona, e’ che la seconda non si rende conto di cosa realmente sta facendo, e’ solo un burattino che agisce su comandi espliciti o impliciti (dei quali nemmeno e’ cosciente) che gli arrivano, o gli sono arrivati, dall’esterno.
Una volta ebbi una discussione con un mio caro amico. Questo non voleva saperne di entrare in locali tipo discoteche poiche’ avrebbe dovuto vestirsi elegante (ora le cose sono probabilmente un poco cambiate) mentre lui voleva sempre “essere se’ stesso”. Io gli feci notare che imporsi di vestire sempre in una determinata maniera (che meglio secondo lui lo rappresentava) era rendersi schiavo allo stesso modo di seguire sempre le mode del momento.
La persona libera e’ colui che veste in jeans e maglietta ma che, se ne ha piacere e – perche’ no – convenienza, non si addolora per il solo fatto di mettersi in giacca e cravatta.
Siamo in una societa’ e qualunque societa’, qualunque “agglomerato” di persone, ha necessariamente bisogno di regole, e’ inevitabile. Altrimenti sarebbe l’anarchia. La persona libera non e’ quella che e’ schiava di queste regole, ovvero che le segue perche’ non e’ cosciente di avere alternative oppure perche’ si sente obbligato a farlo; la persona libera e’ colei che in quel momento sceglie, per sua convenienza o piacere, di servirsi delle regole di quella societa’.
Cosi’, se io ho voglia di andare a ballare in una certa discoteca, certamente ci vado anche se devo vestirmi in un certo modo, perche’ sono consapevole che sto semplicemente seguendo qualcosa che in quel momento e’ logica conseguenza della mia scelta. In realta’, anche la conseguenza e’ una mia scelta, non e’ cosi’? 😉
L’anticonformista e’, a mio avviso, il peggiore dei conformisti e finisce, quasi sempre, per vivere peggio degli altri in nome di quell’essere se’ stesso che identifica solo negli atti e nell’apparenza, anziche’ nell’anima, nel cuore, nella mente.


P.S.: domani pomeriggio (domenica) torno per qualche giorno a Stoccolma dopo parecchio tempo di assenza, dovrei comunque essere in grado, verso sera, di leggere e rispondere i vostri eventuali commenti 🙂

nel cielo

0 pensieri su “Essere se’ stessi

  1. Bella domanda!
    Sai che ho difficoltà a rispondere?
    Subito ho pensato: sempre! Io sono sempre me stessa!
    Poi, pian piano, ci pensi e dici: beh, in effetti, sul lavoro sono sempre molto controllata; in famiglia, più che pensare a me, sono tesa a cogliere i loro bisogni; con le amiche, stai attenta a quel che dici, perchè ti sei accorta che non sempre puoi lasciarti andare: se sei troppo trasparente rischi di perderle, le amicizie; in amore… ahi, lì ci vuole un autocontrollo che nemmeno un monaco zen….
    E allora quando? Non so, se lo scoprirò, ti aggiornerò.
    Intanto fai un buon viaggio.

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  2. x azalea: Be’, in realta’ non credo che pensare agli altri, stando attenti alle loro esigenze e sensibilita’, significhi non essere se’ stessi. Madre Teresa pensava sempre agli altri, ma credo si possa dire che sia stata se’ stessa tutta la vita o quasi, non e’ vero? 🙂
    Credo sia necessario distinguere l’essere se’ stessi dal poter egoisticamente fare ogni cosa passi per la testa. Cosa vuol dire “essere trasparente”? Vuol dire si’ esprimersi liberamente, ma mica evitare ogni tatto e sensibilita’. Se io vedo che una mia amica e’ troppo grassa, non e’ che “essere me stesso” mi autorizzi a dirle “Ehi, ma sei una vera cicciona!” 😀 Casomai, anche per il suo bene, potro’ esprimermi si, ma trovando una formula che non la ferisca, tipo “Hai preso qualche chilo o sbaglio? Non ti senti affaticata? Io da quando sono dimagrito mi sento molte piu’ energie e sto meglio…” (e’ solo un esempio).
    Questo significa forse che non sono me stesso? Io non credo.
    Non essere se’ stessi per me e’ sentirsi in gabbia oppure non essere nemmeno coscienti di cosa si sta’ facendo tento si e’ condizionati dall’esterno.
    Ma se scegli di esprimerti o agire con tatto e rispetto per i sentimenti del prossimo, per me sei assolutamente te stessa, poiche’ sei tu che scegli!
    Grazie 🙂 Anche per caffe’, te’ e cappuccino… accidento che servizio! 😀

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  3. domanda difficilissima, comunque io credo di essere davvero me stessa solo nelle situazioni in cui mi sento a mio agio, qualsiasi esse siano…posso recitare fuori (è brutto, lo so, ma certe volte si fa…), però dentro lo so che c’è qualcosa che non va lì e in quel momento…mi sono spiegata? Non riesco ad esprimermi bene…
    Comunque buon viaggio!!!
    Taenia

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  4. …intanto ringrazio Wolf per l’attenzione dimostrata!!!
    e credo che invece azalearossa abbia colto nel centro!!! anche se queste premure sono dettate dal tuo essere da come descrivi il tuo stato d’animo capisco che “te” in quel momento non ti senti completamente te stessa e completamente libera…
    un saluto a tutti,
    Alessia

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  5. Grazie per il tuo commento. I racconti fantasiosi sono figli degli ultimi tempi, prima ero molto più concreto.
    Ad ogni modo, io penso che non si possa mai essere se stessi. Insomma, io in ogni momento sono il rispetto che ho nei confronti dei miei genitori, l’amore che nutro nei confronti di certe persone, l’idea che ho della vita, la morale che mi hanno impartito, le mie convinzioni politiche e così via. Io sono tutte le esperienze che ho vissuto,m anche quelle fortuite ed inopinate, non solo quelle che mi sono cercato. Agisco in un determinato modo perchè vivo in Italia e non, ad esempio, in India, e tutti i miei atteggiamenti, di adesione o di ribellione al clima del luogo in cui vivo sono determinati da esso. Io la vedo così, si indossa sempre una maschera, e ciò non ha per forza di cose una connotazione negativa. Talvolta la maschera può aderire assai bene al nostro volto…

    Condivio il discorso sugli anticonformisti ed è stato un piacere leggere queste riflessioni…sarebbe un tema da approfondire…buona Stoccolma!

    Carmine

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  6. Mamma che domanda difficile!!!!!

    Ma ci voglio provare..
    Naturalmente sono me stessa al
    100/100 con la mie figlie sul loro percorso che è la vita che un giorno si troveranno da sole ad affrontare.

    Non è facile essere se stessi sempre,
    sul lavoro non si può automaticamente ti crei gelosie e invidia..
    In famiglia cerchi sempre di essere
    diplomatica per non ferire nessuno
    mamma fratelli e così via…..

    Beh in Amore sai che è difficile
    davvero rispondere a letto con il proprio uomo lo sei per forza se no
    sarebbe davvero squallido, nel rapporto a volte non lo si è magari
    per convenienza per il quieto vivere

    Sincramente per quanto mi riguarda
    sono abbastanza me stessa sempre
    probabilmente perchè mi sento libera
    dentro e sto bene….

    Bellissimo questo post il tuo commento è eccellente come sempre:-))

    Buon viaggio Wolf e a presto..
    bacionissimi…
    Anna…

    Ps: E i micetti con chi stanno????

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  7. Non siamo mai noi stessi.
    La falsità, le convenienze, i rapporti sociali, l’apparire rispetto all’essere, in un modo o nell’altro ci vengono inculcati fin dall’infanzia.
    Siamo essere poveri, miseri, pieni di sè e al contempo irrimediabilmente destinati alla sconfitta.

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  8. x Taenia: Mah… si’, ti sei spiegata benissimo, ma vedi… io credo che in una societa’ sia normale dover in qualche modo scendere a compromessi, e’ inevitabile che ci siano regole scritte e non scritte. E’ il saperlo o meno, a cambiare le cose…
    Grazie cara 🙂

    x Alessia: mah… io credo che la vediamo in maniera un po’ diversa 🙂 Se la pensate cosi’, allora siete d’accordo con anneheche (commento #11), con la quale io invece, come scrivero’, non concordo. Come ho gia’ scritto, per me essere se’ stessi, non significa poter fare e dire qualunque cosa passi per la testa. Sarebbe il Far West 😀
    Preferisco ci sia qualche regola da seguire, piuttosto che qualcuno mi accoltelli alle spalle perche’ cosi’ gli va’ di fare 😀 E’ un esempio estremo, me ne rendo conto, ma penso renda l’idea 🙂

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  9. x Kappadue: be’… questo post non ha scadenza 😀 Quando arrivera’ quel momento… 😉

    x Carmine: ecco, con te sono d’accordo 🙂 Cambierei solo il fatto – base, in verita’ – che cio’ che dici implichi il non essere se’ stessi. Come ho scritto, se sai cosa stai facendo… tu sei stesso, perche’ stai scegliendo consapevolmente di agire in modo rispettoso della sensibilita’ altrui e delle regole di una societa’ nella quale nessuno in fondo ci chiede di rimanere: siamo noi a starci, potremmo anche mollare tutto e andarcene se non la accettassimo.
    Grazie 🙂

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  10. x Anna: sono d’accordo, Anna 🙂 Pero’, cosi’ come per Carmine che ha immediatamente preceduto il tuo intervento, non credo che cio’ che dici a riguardo dell’ambito lavorativo e della diplomazia in famiglia, significhi non essere se’ stessi. Dai un’occhiata a cosa ho scritto a Carmine, nel commento precedente 😉
    Grazie anche a te e… i gatti riceveranno le visite di una cat sitter, come sempre quando mi allontano 🙂 Ma… certo mi mancheranno comunque :/ Meno male che sono solo pochi giorni! 😉

    x rossoscarlatto: quando vuoi 🙂
    Grazie, buon domenica anche a te! 🙂

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  11. x anne: a parte che ti ho citata in un commento precedente (quello proprio ad Alessia, l’autrice del post/domanda originale), ovviamente non posso essere d’accordo con la tua visione che percepisco essere permeato da… “pessimismo cosmico” 😀
    Come ho scritto spesso, e non solo nei commenti a questo post, nel momento stesso in cui si viene a stabilire un “aggregato di persone” e’ inevitabile che si formino delle regole scritte e non scritte, poiche’ a quel punto non esiste solo il “bene personale” ma anche un “bene comune” che e’ necessario rispettare.
    A questo punto la critica diventa: e’ bene o male la societa’?
    Bene, al di la’ che certamente e’ giusto migliorarla (la politica in teoria dovrebbe servire a questo), e che nessuno ci costringe a starci se non ci piace (possiamo anche andarcene su un’isola deserta o, piu’ semplicemente, in una casetta dispersa in mezzo ai monti), la societa’ ha pro’ e contro ma… e’ mia opinione che, anche se spesso ce ne dimentichiamo perche’ non siamo soddisfatti dalla vita che stiamo conducendo, la societa’ dia piu’ privilegi di quanti ne tolga. Anche perche’ altrimenti, nel corso dei millenni essa si sarebbe sciolta e vivremmo tutti come vivevano i nostri progenitori. Se e’ sopravvissuta, allora e’ segno che in fondo preferiamo che essa ci sia’; ci lamentiamo di essa, tutti ciclicamente, ma… ben pochi poi se ne allontanano davvero.
    Il nocciolo e’ sapere che, allo scopo di ottenere i vantaggi e le comodita’ che la societa’ offre, ne accettiamo le inevitabili regole di “buon vicinato” (diciamo cosi’). E’ questa la differenza tra essere se’ stessi o non esserlo: sapere le alternative e… scegliere.
    Se invece non siamo nemmeno coscienti di tutto questo e stiamo solo seguendo pedissequamente cio’ che ci e’ stato insegnato, allora certamente lo percepiremo come una imposizione, e non come una scelta, e cio’ ci portera’ inevitabilmente ad uno stato di frustrazione, rabbia, ira, delusione, sfiducia.
    “Sconfitta” o “vittoria” sono spesso parole che vengono date ad un medesimo risultato, a seconda di come questo risultato viene percepito da ciascuno di noi 🙂

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  12. Ok. Ma a volte sono le circostanze a portarci a diversi attegiamenti da ciò
    che siamo realmente io mi riferivo
    solo ad alcuni casi dove purtroppo
    si è costretti e non sempre si può
    scegliere di andarsene se non ci sta bene……

    Siamo Campioni:-))))))

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  13. Capisco cosa vuoi dire, forse e’ solo questione di metterci d’accordo sulle parole 🙂 Anche quando si e’ costretti a fare qualcosa che non si vorrebbe fare, si puo’ essere se’ stessi, una persona incarcerata ingiustamente, non rimane comunque se’ stessa anche all’interno di una prigione? Perfino persone private della liberta’, hanno dimostrato di rimanere se’ stesse.
    Come ho scritto, per me la differenza e’ sapere cosa si sta facendo.
    Si’, siete campioni 🙂 Mia mamma ne sarebbe contenta ;D

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  14. Io parto dal principio che quando sto bene con me stessa sto bene con gli altri, quindi prima di tutto devo io dentro sentirmi me stessa, sentirmi in pace con me stessa. Questo mi permette di vivere, sopravvivere e sopportare le falsità che per forza di cose dobbiamo mettere in atto nel quotidiano vivere sociale.
    Non è un atteggiamento automatico e soprattutto non è costante nel tempo (almeno per quanto riguarda me) ma personalmente metto un impegno quotidiano a preservare integra la me stessa che porto dentro, cerco di non “tradiremi”, cerco di non imbrogliarmi.
    Forse sono uscita dall’argomento ma sono profondamente convinta che tutto parta da dentro….

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  15. Si è veri fino in fondo …nel momento del dolore quando sei a tu per tu con la vita, quando ti guardi e ti chiedi “perchè” e non ci sono risposte…
    Allora sei nudo..completamente. Senza maschere o falsi sorrisi

    Bentrovato

    dora

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  16. x iovolevo: condivido 🙂 Si puo’ obiettare che a volte le circostanze possono essere cosi’ forti e disturbanti da disequilibrarci, e certamente e’ vero; tuttavia credo si possa rafforzare il proprio equilibrio in modo da renderci sempre piu’ “forti” dagli assalti esterni. Non e’ facile, e’ chiaro, e non so quanto possa essere… definitivo. Ma ogni passo in piu’ in questa direzione e’ comunque una grande vittoria 🙂

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  17. x Dora: intanto sono davvero contento di rileggerti! :))))) E’ passato molto tempo e anche le volte che sono passato dal tuo blog lo trovavo “disadorno” :/ Temevo avessi deciso di chiudere con questo “mondo”; ci puo’ anche stare, puo’ succedere dato che la vita e’ fatta di priorita’, ma… mi sarebbe dispiaciuto molto! 🙂
    Bentornata! 😉

    Sull’argomento, credo che cio’ che scrivi possa succedere… ma spero non sia l’unico modo di scoprirsi veri 😉

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  18. Esistono dei momenti in cui uno stato d’animo personale induce al “pessimismo cosmico”…
    Ciò detto, ripeterei le stesse considerazioni, sebbene in modo più “moderato” 😀
    Buona domenica!

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  19. Io penso che, non si può essere se stessi sempre,in ogni circostanza. Come hai fatto già notare tu in un commento, viviamo in un contesto cosi vasto dove il nostro stare bene cozza inevitabilmente con lo stare bene di un altro…un pò come il concetto della libertà. Personalmente il mio stare bene nasce dalla consapevolezza di quello che sento di essere a prescindere da quello che posso poi fare in qualche circostanza che a volte può non farmi sentire a mio agio o addirittura farmi stare meglio di quanto potevo pensare…portandomi ad un cambiamento e spesso ad una evoluzione, migliorandomi. E non possiamo assolutamente associare in nostro modus vivendi con il nostro stare bene….Prendi me oggi, io che sono in perenne lotta con santi e santoni,prendo la famigliola e vado a Pietrelcina. In questo caso,il loro stare bene è il mio….ho reso l’idea?…Buona vita wolf….

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  20. x anne: eheheh mi hai fatto sorridere ;D Be’, e’ gia’ buono che oggi saresti perlomeno piu’ moderata! 😀

    x ilmiomaestro: ripeto cio’ che ho gia’ scritto diverse volte: non credo che “essere se’ stessi” significhi fare sempre tutto cio’ che si vorrebbe fare. Credo che essere se’ stessi voglia dire essere sempre presenti a se’ stessi, nella buona sorte come nella cattiva. Gandhi, quando fu imprigionato, smise forse di essere se’ stesso? Non credo…
    Buona vita a te, caro ilmiomaestro 🙂

    x Anna: grazie cara, inizio la preparazione della valigia tra poco… ma un paio d’ore sulla spiaggia prima di partire voglio prendermele! 😀

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  21. Ehhehehhehehehehe hai ragione
    Wolf il prossimo ci metterò un ometto mi hai dato l’idea grazie:-))

    Un caffè insieme???
    Buona preparazione e buon mare
    ti invidio:-))))

    Smackkkkkkk
    Anna..

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  22. Vedo che ognuno ha idee diverse circa l’essere se stessi: questo significa che è uno dei temi più difficili da affrontare e spiegare, anche a se stessi.
    Tu, comunque, hai chiarito le MIE idee, e di questo ti ringrazio.
    Ciao lupo, buona domenica.

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  23. scusa Wolf…ma io non dico che seguire le regole voglia per forza dire non essere se stessi! ho solo risposto che da come si è espressa azalea il risultato suo finale era quello! ed io confermo che quando analizzandoci si raggiunge ciò significa che in quel momento si è consapevoli e abbiamo colto il vero essere noi stessi!
    personalmente sono contro a qualsiasi anarchia e giungla selvaggia! richiedo regole e cerco di rispettarle….e siccome ci credo, quando le rispetto significa che lo faccio essendo me stessa!
    estremo mi è sembrato il concetti di anneheche…molto pessimista! arriva sempre il momento che ci si lascia andare…prima o poi!
    in fondo essere se stessi dobbiamo quanto meno farlo senza ingannare proprio noi stessi!!! l’importante è sapere che, in quel momento che facciamo qualcosa o che non facciamo, che diciamo o che non diciamo, se dipendesse solo da noi il tutto andrebbe in modo diverso!
    Alessia

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  24. x Tamango: eheheh che entusiamo! 😀 Buona domenica, cara! 🙂

    x Anna: noooo… guarda che ti stavo dando ragione, era una domanda retorica! 😉 In effetti l’amore viene richiamato piu’ dall’immagine di una donna che da quello di un uomo 😉
    Eh, pero’ adesso niente piu’ mare, ho potuto starci poco :/ Uff! 🙂

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  25. x azalea: certamente, ogni volta che si parla di temi di questo tipo, e’ facile che la terminologia non corrisponda: cio’ che una parola significa per te, puo’ avere un altro significato per me 🙂
    Grazie e buona domenica anche a te! 🙂

    x Alessia: proprio come appena scritto ad Azalea, per me anche cio’ che descrivi te significa “essere se’ stessi”. Tu vorresti fare qualcosa, qualcosa che se dipendesse solo dal tuo volere sarebbe diversa, ma… ti rendi conto che in qualche misura e’ necessario scendere a patti, anche con te stessa, e percio’ smussi quelli che erano i tuoi, chiamiamoli, desideri iniziali. Non e’ forse questa una tua scelta? Non sei forse te stessa anche, e forse proprio, nel momento in cui la fai? Come te stessa scrivi, non lo saresti se la tua non fosse una scelta, se nemmeno ti interrogassi sulla linea piu’ corretta da seguire per te stessa ma anche per gli altri. Se, insomma, seguissi pedissequamente cio’ che arriva dall’esterno come se tu ne fossi vittima, senza possibilita’ di scelta.
    Come scrivevo, forse e’ semplicemente diverso il significato che hanno per noi quelle paroline “essere se’ stessi” 🙂

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  26. ho proseguito il mio pensiero da me…allargando la sfera…perchè le tue parole mi hanno fatto riflettere e sono andata a ricercare una cosa che ho postato!
    in tutto questo dire credo la propria coscienza abbia un ruolo molto determinante…sia in termini di giungere ad essere più vicini ad essere se stessi in contemporanea al vivere nel miglior modo possibile con “gli altri”!!!
    e non è un discorso di religione (in questo caso cristiana)…a me porta oltre!
    ciao!
    Alessia

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  27. mah, io mi sento veramente me stessa quando pratico il mio sport preferito, ovvero quando vado a correre; allora lascio la mia mente libera di vagare fra tutti i pensieri, così, senza un ordine preciso, proprio così come viene:)
    sai quante volte mentre corro mi ritrovo con gli occhi bagnati di lacrime? si, perchè a volte é come sfogarsi dello stress e del dolore che spesso tutti accumuliamo dentro di noi; quando corro, lascio che la mente si apra, completamente; lascio che tutte le emozioni, anche la tristezza, vengano fuori, fregandomene di quelli che incontro per strada e che mi guardano…quando termino la corsa, sempre, mi sento più serena e rilassata:)
    e cmq sono me stessa anche quando cammino in montagna o altrove, in perfetta solitudine…:)
    insomma, sono me stessa durante il movimento fisico, si potrebbe dire…:)

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  28. Bella domanda…
    Per essere se stessi occorre conoscersi davvero bene, penso sia quello il problema..Una volta risolto (ardua impresa) Le circostanze poi non contano più di tanto, si può essere se stessi dappertutto e in ogni circostanza.
    Per il momento mi devo accontentare di esserlo “a corrente alternata” e quando sono con qualcuno che amo o a cui sono amico è più facile :-))
    Ciao.
    (è arrivata la primavera a Stoccolma?)

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  29. @ Morellina che ha colto il senso della mia domanda…quello che succede a te, succede a me quando in movimento ascolto musica per esempio!
    libero mente e pensieri, mi sento in armonia con me stessa ed il mondo!

    @ camoscio…l’interferenza del “resto” oltre noi è determinante!!! come giustamente lasci intendere tu…il problema non si porrebbe in perfetta solitudine!

    @ zero….per conoscersi credo che sia importante farsi questo genere di domande…quando trovi una qualche risposta, ti conosci un po’ di più! la sicurezza è pure determinante per essere noi stessi…o no???
    e di solito è difficile, anche se può succedere, che stare con l’amato/a o amico/a provare insicurezza!

    Alessia

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  30. @Alessia: si, anche ascoltando musica – un certo tipo di musica – si possono lasciare i pensieri in libertà…
    quando corro, ascolto anche me stessa; perchè ascolto il battito del mio cuore, ascolto il suono del mio respiro; sento i muscoli che si tendono e si rilasciano…sono io, insomma; e mi sento consapevole e cosciente di me stessa, senza maschere e senza paraventi:)))

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  31. x Alessia: come vedi l’argomento e’ piaciuto molto, sia qua che da te 😉
    Quando posto qualcosa da altri… sono sempre abbastanza certo che interessera’ chi legge, anche perche’ piu’ o meno qua sul mio blog molti hanno interessi simili 🙂
    Sono d’accordo con quanto hai scritto nel #33, direi che e’ il nostro “punto di contatto” 😉

    x morellina: e’ il tuo metodo, visto che funziona… continua ad usarlo ;D
    Pero’ io sono convinto che se solo tu volessi… potresti replicarlo in molte altre attivita’. Al limite, anche se mi rendo conto che e’ molto difficile, l’ideale e’ riuscirci sempre 😉

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  32. x O.: sono d’accordo con la risposta che ti ha dato Alessia: troppo facile essere profeti in una caverna in cima ad una montagna. Il difficile viene con il frastuono della civilta’ 😉
    Ciao caro 🙂

    x Zerodigit: direi che siamo in piena sintonia 😉
    Stoccolma fa’ 14-15 gradi di massima e… 3-4 di minima!!! 😀 E io che stamattina faticavo a stare in spiaggia nella mia Genova per il gran caldo!!! 😀

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  33. x Alessia: al tuo commento #37 a zerodigit, aggiungo che e’ assolutamente cosi’: di solito l’impulso alla ricerca di se’ stessi deriva proprio da qualche domanda che nasce dentro di noi… e che cerca risposta 😉

    x Giulia: eheheh ma… essere “folli”… significa davvero “essere noi stessi”? Quanti “folli rinsaviti” non sarebbero d’accordo? ;D
    Si’, bella (nel mio commento #4 trovi il link ad un post che le avevo dedicato)… pero’ in questo periodo preferisco di gran lunga la mia calda citta’… ;D

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  34. Wolf: si, riuscirci sempre sarebbe l’ideale, è vero…però no è facilissimo; come scritto, io sono me stessa, senza schemi , quando sono sola…o al limite, l’unica
    compagnia possibile è un cane, tanto per farti capire meglio il mio rapporto con gli animali…visto che ne ho parlato nel mio blog:)

    però potrebbe essere sicuramente un suggerimento da seguire, il tuo:)

    baci:)

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  35. x astercenter: uh! Passero’ non appena possibile! Grazie 😉

    x morellina: be’… ti capisco, ricordati ce ho due gatti che adoro… e che adesso sono a grande distanza :….(
    😀

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  36. Domanda affascinante e coinvolgente a cui, d’istinto, un po’ a tutti viene da rispondere: “Sempre. Io sono sempre e soltanto me stesso/a!”.
    Però, riflettendoci ancora un po’… Insomma, ci rendiamo conto che viviamo in una società in cui sono in vigore delle regole comportamentali, tra individui dotati ognuno di una propria sensibilità e personalità, in una famiglia in cui si deve essere – contemporaneamente – genitore, coniuge – figlio – fratello – genero – suocero – cognato – cugino….
    Mi pare che non sia molto facile essere completamente se stessi…

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