Pensiero positivo: l’inganno dei ‘non’

“Pensiero positivo” e’ ormai un concetto trito e ritrito. Innumerevoli sono i libri su di esso, alcuni dal tenore cosi’ ottimistico e superficiale da renderlo poco credibile e da finire per screditarne anche l’effettivo potere.
Il pensiero positivo non compie miracoli, non da’ certezza del risultato; esso e’ “solamente” un mezzo per mettersi nelle migliori condizioni possibili affinche’ cose buone possano capitare nella nostra vita. E non e’ poco.

Uno dei concetti cardine del pensiero positivo e’ quello di evitare di ragionare tramite parole negative, come i “non”.

NONFin da piccoli, siamo stati abituati ad un uso ampio e scriteriato dei “non”: “non devo fare questo”, “non devo dire cosi’”, “non devo essere in tal modo”, “non voglio che accada che…”, “non devo pensare a…” e cosi’ via. Il pensiero positivo suggerisce di sostituire questo modo di ragionare “al negativo” con pensieri rivolti al positivo: “voglio fare”, “posso dire”, “posso essere”, “posso agire in modo che accada”, “penso a…”.
Chiaramente l’oggetto della frase diviene l’opposto di quello della frase al negativo: “Non devo pensare a tizio” [con il quale ho appena rotto…] diventa “posso pensare alla prossima storia che avro’” [anche se il futuro partner non ha ancora un nome o un viso].

DEVOPOSSONotate un effetto collaterale: anche i “devo” (pesanti, poiche’ indicano uno stato di costrizione) vengono sostituiti con i “posso” (costruttivi, perche’ indicano uno stato di potere: posso farlo, non sono “obbligato”); cio’ rende immediatamente lo stato emotivo della persona che li esperisce molto piu’ leggero, diminuendone in tal modo l’ansia e la sofferenza. Ma soprattutto leva dallo stato di impantanamento nel quale si trova.

A questo punto, mi piace raccontare una storiella che cito spesso, quella di Goethe e del suo commercialista…

Goethe (Stieler 1828)Si narra che un giorno Goethe fu tradito dal suo commercialista che scappo’ con una grossa somma di denaro. Questo tizio era anche un suo grande amico, o almeno cosi’ il bravo Wolfgang credeva.
Per lui la sensazione di tradimento fu fortissima al punto di divenire una vera ossessione. Arrivo’ a tappezzare la sua casa di bigliettini con scritto “Non devo pensare a xxx”. Inutile dire che ogni volta che ne vedeva uno… pensava a lui e al suo tradimento.
E il suo malessere continuava percio’ inesorabilmente.
Goethe si libero’ della sua ossessione solo quando prese la saggia decisione di riposizionare tutti quei bigliettini… nella spazzatura 😉

La mente inconscia tende naturalmente a cio’ che la fa stare bene, ma va guidata con un po’ di razionalita’, infatti essa non distingue tra immediato e futuro. Se ad esempio il partner ci lascia, tendenzialmente la mente tendera’ ad andare al suo ricordo il piu’ possibile, perche’ cosi’ e’ abituata a fare, perche’ la mancanza di quella “immagine” (intesa in senso ampio, come “ricordo” generico, non solo la “figura visiva”) la fa soffrire. Arrivera’ al punto di elaborare strategie anche complicate per non staccarsi da esso. Compresi i famosi “non”: “non devo pensare a” permette ad essa di continuare a pensarci senza sentirsi colpa, “Non sono debole, non e’ che ci penso volutamente! Non vorrei pensarci, eppure…”.

ScimpanzeAnni fa’ lessi un esperimento condotto su alcune scimmie: ad esse era stato insegnato che, se premevano con un dito un certo tasto, un cibo prelibato compariva. Gli scienziati notarono che quelle scimmie continuavano ad usare prevalentemente quel dito anche quando ormai il cibo non veniva piu’ fornito loro e scoprirono che la rete neuronale che collegava il cervello a quel dito era piu’ spessa delle corrispondenti reti dirette verso le altra dita: il cervello aveva costruito una sorta di autostrada preferenziale nella quale incanalare i pensieri.
Lo stesso facciamo quando adottiamo una certa “abitudine” a lungo: la mente crea dei collegamenti preferenziali verso quella immagine. Ecco perche’, perfino con i “non”, tendiamo sempre all’oggetto della nostra “ossessione”. Disfarsene significa ridurre a poco a poco quell’autostrada mentale, atrofizzandola. E l’unico modo e’ imparare, sforzarsi, a non utilizzarla. Usarla salendo sulla macchina deiautostrada “non”, e’ un inganno: non servira’ assolutamente a nulla se non a perpetrare, ad ispessire ancora di piu’, quell’autostrada. Di fatto, gia’ in passato ho notato che esistono tanti legami tenuti in vita proprio dalla sofferenza: la sofferenza “lega” moltissimo all’oggetto che la crea. Addirittura rapporti ai quali non si teneva granche’, diventano trappole dalle quali non ci si riesce piu’ ad allontanare non appena fa capolino la sofferenza dell’abbandono.

L’unico modo di uscirne e’ pensare ad altro costruttivamente, sostituendo quell’immagine con altre che non la ricordino. Se sono stato mollato, ad esempio, avro’ molti piu’ risultati sognando il prossimo rapporto con una persona splendida, anche se di questa non conosco ancora ne’ il nome ne’ il viso, piuttosto che continuare a pensare a chi mi ha lasciato, seppure in termini negativi. Ma posso anche pensare a tutt’altro, non importa, basta non utilizzare la famosa autostrada.

La mente, sempre per il principio di tendere naturalmente verso cio’ che la fa star bene, appena si accorgera’ che non pensando piu’ all’oggetto della sua ossessione sta’ meglio, ci aiutera’ a proseguire su quella nuova strada, atrofizzando – a questo punto rapidamente – l’autostrada che era stata creata.

“Questo e’ il mio dono. Lascio che la negativita’ scivoli via da me come l’acqua dal dorso di un’anatra. Se non e’ positivo, non lo ascolto nemmeno. Se puoi superare questo, i combattimenti sono facili” – George Foreman

“Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è cio’ che diventi.” – Eraclito

river

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0 pensieri su “Pensiero positivo: l’inganno dei ‘non’

  1. Vero, verissimo.
    Quando i pensieri diventano ossessioni l’unica cosa che vedo funzionare è “darsi da fare”, ovvero muovermi, lavorare, fare un po’ di sana fatica.
    Ecco….il lavoro fisico (ma anche l’attività sportiva) credo sia la cosa più utile per non pensare

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  2. Ciao! Condivido perfettamente con te ciò che hai scritto! Il pensiero negativo ci fa solo star male e non ci aiuta ad andare avanti, ma ci ferma e ci fossilizza su uno stato d’animo che diventa dannoso non solo per noi stessi (salute fisica e soprattutto psichica) ma anche per gli altri e per chi ci sta vicino!
    Pensare positivo è la miglior cura per risolvere ogni tipo di problema…Mi ricordo mio padre mi diceva…Se ad un problema non c’è soluzione…cosa ti preoccupi a fare?…Se ad un problema c’è una soliuzione…cosa ti preoccupi a fare?
    Cioè alla fine non dobbiamo preoccuparci, perchè la preoccupazione è uno stato d’animo negativo, ma dobbiamo pensare al positivo anche se ciò sembra impossibile…persino nelle disgrazie…trovare la forza di ritornare a sorridere!
    Un abbraccio!!!

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  3. Io non penso che sia così facile eliminare i pensieri negativi dalla nostra mente. Se elenchiamo e facciamo nostri solo quelli positivi, dai che noia?
    Per me sei splendidamente super e quanto affermi, e non affermi…, un dono e a volte una via segreta da seguire.
    Ciao
    Fer/

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  4. x foolproof: certamente l’impegno, quello fisico compreso (infatti si dice “mens sana in corpore sano”, non e’ vero? :)), e’ fondamentale per superare l’empasse. Ci vuole davvero molto autocontrollo e molta consapevolezza per guidare una mente non-impegnata, libera di “vagare”: solitamente essa si blocca sui propri fantasmi e non ne esce piu’.

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  5. x Rontomusettina (a proposito… mi spieghi l’origine del tuo simpatico nick? :)) : credo che tuo padre avesse perfetta ragione 🙂 Infatti, se e’ vero che al verificarsi di un evento negativo credo sia impossibile non avvertire preoccupazione, mantenerla non serve davvero a nulla… A meno che non siamo individui privi di determinazione, per cui, senza preoccupazione, tenderemmo a non muoverci affatto.

    Un proverbio cinese dice: Non puoi evitare che gli uccelli della preoccupazione e dell’ansia volino sopra la tua testa. Ma che si costruiscano il nido sui tuoi capelli, questo si, lo puoi evitare. 😉

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  6. Ciao Viv 🙂 E gia’… forse ti conviene 🙂 Ma devi farlo con convinzione, ci vuole tempo prima che divenga naturale, dovrai resistere alle mille tentazioni di “vedere nero” 😀

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  7. Molto interessante il tuo post.
    Mi rendo conto che senza volerlo, ho tante volte cacciato un problema che voleva inserirsi e installarsi prepotentemente nella mia mente. Tendo a guardare avanti. Ma non è stato sempre così..e non sono cambiata volendolo..è successo e basta.
    Un abbraccione ^_^

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  8. Ciao Fer 🙂 Be’, nessuno dice che sia facile, soprattutto all’inizio. Se lo fosse, non saremmo qui a parlarne 😉
    Sulla noia dei pensieri positivi… se cosi’ fosse, vorrei annoiarmi molto piu’ spesso 😀
    Grazie 😉

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  9. ahahah GanJo, mi hai fatto sorridere 😀

    x Dolcelei: si’, in fondo un po’ e’ cosi’ che ti ho immaginata 😉 Bisogna solo ricordarsi che non e’ stato un processo immediato e che puo’ aver richiesto molto tempo e determinazione, cosi’ da non pretendere che anche “gli altri” siano in grado di fare la stessa cosa. Spesso quando si e’ usciti da una certa situazione negativa, rivederla negli altri, perfino se non ci tocca direttamente, puo’ infastidire…

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  10. …Impressionante la capacità che abbiamo di autocondizionarci.

    L’esempio di Goethe ne è un esempio: partito con un intento costruttivo ha, di fatto, provocato una reazione contraria. Immagino che al solo vedere i bigliettini gli tremavano i polsi…

    E un pò come se, volendo dimenticare la persona amata, si ricoprisse di foto sue una parete….non c’è dubbio che ciò procrastinerebbe la stato di sofferenza anziché abbreviarlo.

    🙂

    O.

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  11. Grazie caro Wolf! Bello il proverbio cinese!
    Allora ora ti spiego il mio nick, me lo sono data da mè perchè mi è venuto in mente che mio figlio da piccolo dopo aver visto Guerre Stellari…gli era rimasto impresso una specie di dinosauro buono…che nel film si chiamava Ronto! Non so perchè ma da allora alternava a chiamarmi sia mamma che Ronto!!! Io ridevo e lui tutt’ora oggi che ha quasi 21 anni a volte mi chiama Ronto…ha contagiato anche il mio compagno!…Insomma in casa sono ..la Ronto!…Poi invece, musettina, è il nomignolo che mi da il mio compagno! Se vedi in alcuni miei post addietro, troverai che io chiamo il mio compagno…il mio più bel brutto muso del mondo!
    Ciaoooo!!!

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  12. Eh, O., di fatto pero’ e’ proprio cio’ che facciamo quando, invece di cercare di distrarci, continuamo a soffermarci sui ricordi di quella persona. Io faccio “piazza pulita”, faccio sparire tutto dalla mia vista e, per quanto posso, perfino dalla mia mente; almeno fino a quando non sono pronto a “gestire” i ricordi. C’e’ gente che invece riascolta i brani musicali che ascoltava con la persona amata, riva’ negli stessi posti, non fa’ altro che soffermarsi su ogni cosa che gli tenga ben viva la memoria… Non e’ che ci sia da stupirsi se certi periodi di lutto che potrebbero avere una durata ragionevole si trascinano poi per anni…

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  13. …Mi fai ridere!…Meglio Ronto che Ciubecca!…Vorrei tanto fosse mio marito…è il mio convivente..io sono separata da 7 anni!…Presto quando potremo (ci vogliono i soldi per chiedere il divorzio!) ci sposeremo!….Ma ti voglio dire una cosa…al mio matrimonio inviterò anche il mio ex marito, perchè ci vogliamo ancora bene e lui e il mio compagno (Marco) sono amici! Che bello vero?…Dalla parte mia sì, va tutto bene, ma dalla parte sua di Marco…sua mamma e la sua ex moglie…MI ODIANO!!!….Ma non voglio più pensare…vedi i miei pensieri negativi?…Sapessi quanto male mi hanno fatto e mi stanno facendo…ma io ho deciso di allontanare i pensieri negativi…quindi non ci penso più!!! Voglio pensare a mio figlio, al mio compagno, ai miei cari, ai miei amici ed a tutte le persone che vorrei aiutare nel mondo!!!
    Ciaooooo!!!

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  14. Sana analisi che abbellisce i modi,addolcisce l’anima e lascia entrare uno spiraglio di luce….e’ un modo per smussare gli angoli…. per resistere alle intemperie….una forma mentis,una palestra mentale,un’angolatura diversa,……….wolf ma perche’ non fuggiamo in un’isola deserta????Deb

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  15. Ciao caro amico lontano…
    Mi piace del tuo post:
    -i segnali davvero simpaticissimi…
    -l’immagine dell’autstrada a corsie…aggiungibili (ed elimibabili)…

    Mi permetto di aggiungere, un’altra cosa bella è pensare alla ricompensa alla fine di questo percorso….sentirsi un giorno liberi e sereni da qule fastidioso ricordo e dire.”Appunto. E’ un ricordo”
    come hanno detto altri e tu stesso non che la cosa sia semplice ma se si vuole davvero si riesce…
    A me sinceramente ha aiutato anche ricordare i difetti di chi mi ha lasciata andare..ma forse tu non saresti d’accordo non è pensiero positivo…a me ha funzionato comunque…
    Un caro saluto…

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  16. Ciao cara affabile 🙂 I segnali li ho fatti io con Powerpoint, eh! 😀
    No, no, sono d’accordo con quanto dici invece 🙂 “Pensiero positivo” non significa “buonismo”! Se qualcuno ci ha danneggiato, e’ normale essere arrabbiati 😉 Peggio sarebbe, non volerlo ammettere, tenendosi tutta la rabbia inespressa dentro di se’. Scrivo spesso che l’ira e la rabbia hanno una loro funzione positiva: aiutano a staccare prima. Pero’, poi… devono andarsene, altrimenti si trasformano in rancore, ed allora diventa davvero dura…

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  17. Allora complimenti per i segnali!!! Credevo li avessi scopiazzati dal web…ti ingaggio per le illustrazioni del mio prossimo post allora..:-)
    Mi fa sempre piacere trovarmi d’accordo con te (ma il disaccordo pure è costruttivo). Sì la mia rabbia si è concentrata i primi tempi (pensa che avevo fatto pure una poesiola con i difetti..magari in privato te la mando…se la ricordo…;-)) poi è sopravvenuto il pensiero ” ma a me poi che me ne frega se lui è così?”

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  18. ahahah Lands! Ma per un lupo la cattedra e’ scomoda! 😀

    Affabile, e’ vero: spesso si impara di piu’ da uno scontro che da un’approvazione. Tuttavia non avere scontri e’ piacevole ogni tanto! ;))))

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  19. …concordo con quanto scrivi, sicuramente il pensiero positivo aiuta, anche se, mi rendo conto, qualche volta non è facile predisporsi positivamente la dove il negativo vorrebbe… sgomitando, essere sempre in prima fila 🙂 una fatica :-))) a mandarlo via uff…

    Wolf un saluto, un sorriso e una buona serata, predisponiamoci al meglio… ciao paola

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  20. Le Affermazioni
    uno degli “strumenti” più potenti e conosciuti del Pensiero Positivo

    Una volta che conosciamo il potere dei nostri pensieri e delle parole bisogna fare qualcosa per trasformarli, in modo da creare dei benefici nella nostra vita.

    Come possiamo rendere positivo il nostro linguaggio e trasformare i nostri pensieri su schemi più positivi?

    La risposta è semplice, facendo le affermazioni. Per fare affermazioni intendo scegliere consapevolmente frasi e termini che ci aiutino a creare qualcosa di positivo nella nostra vita. Ogni qualvolta che pensiamo e parliamo, facciamo delle affermazioni.

    Sostituire alla logica della negatività quella della positività!!!

    Io cerco di seguire il pensiero positivio (sono iscritta anche ad una newsletter) …ma ogni tanto me ne dimentico.

    Posso fare ancora molti esercizi:))

    buona serata

    dora

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  21. …il pensiero positivo è un atteggiamento mentale… a cui ci si può abituare… se prima di parlare pensiamo positivo… siamo già più sereni… e le nostre parole (anche se contengono una critica o qualcosa di negativo) entrano senza ferire in chi abbiamo di fronte… se ci abituiamo diventa automatico… istintivo…
    …e si contamina anche “l’altro”…
    …sempre profonde le tue riflessioni… grazie…
    un abbraccio
    gino

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  22. Hai scritto un post splendido, niente da dire, ma non è così facile realizzare quello che dici.
    Difficile dimenticare quello che ci è stato insegnato quando eravamo piccoli …
    Difficile è pensare a quanto di buono può venirci dal male che ci è capitato …
    e così via …
    sarebbe bello, ma purtroppo, almeno per me, difficile, riuscire ad imporre alla nostra mente di pensare solo a ciò che la fa star bene … :-))

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  23. x Paola: eh, lo so! 🙂 Ho già scritto in un altro commento (#10) che nessuno ha detto che è “facile”, soprattutto all’inizio 🙂
    Poi, l’abitudine (in questo caso buona) si sa’ che alleggerisce la fatica 😉

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  24. ahahah Dora! E’ facile dimenticarsi del “pensiero positivo” talvolta! 😀 Ci capitano delle disavventure (per non dire vere e proprie disgrazie) nelle quali è davvero difficile rimanere positivi, è vero. Tuttavia, se ci si abitua a pensare positivamente… il sorriso, anche se momentaneamente eclissato, torna a fare capolino prima…
    E se non torna… allora vuol dire che non ha più importanza, perché non ci siamo più 🙂

    Le cose che ho citato io (la mancanza dei “non” e la sostituzione dei “devo” con i “posso”) sono solo alcuni (a mio avviso i principali, per quanto ho constatato finora) dei blocchetti fondamentali nella creazione delle affermazioni positive che hai citato 🙂

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  25. Ciao SitaRam 🙂 Non mi tentare, lo sai che non credo a queste cose! 😀 Di solito dico che questi sono argomenti abbastanza comuni a chi ha “navigato” almeno un pizzico nello sterminato (e infinito) mare della conoscenza… ecco perché capitano eventi apparentemente sincronici (ti stai arrabbiando, vero? :D): perché essendo argomenti conosciuti, vengono affrontati spesso 🙂
    In realtà, come sai, pur non dicendo nemmeno che sono certamente falsi… ho i miei dubbi…

    Ieri mi è capitato un altro caso nel quale sembravo essere stato portato come per magia in un luogo preciso in un istante preciso al fine di ottenere un risultato che sto perseguendo… e invece si è rivelata una coincidenza del tutto inutile, un autentico buco nell’acqua.

    Ecco perché poi, per coerenza, quando qualcosa va’ davvero in porto per apparente sincronicità… ci penso bene prima di gridare “allora è vero!” 😀

    Chiamami S.Tommaso, forse lo merito, ma… al momento ancora ho i miei dubbi 🙂

    Un bell’abbraccio! 🙂

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  26. Gino, certamente è così molto spesso… Ma sul “sempre” ho i miei dubbi…
    Ricordati che forse non tutti andiamo nella stessa direzione: ci possono essere persone che “vanno altrove” e sono ormai così distanti da noi da non permettere più di avvicinarci, per quante parole positive possiamo usare nei nostri discorsi e nei loro confronti.

    Amo citare questo estratto da un bellissimo libro di Raphael: “Ma non pretendere, o tu che tenti di modulare l’arpa, che altri si accordino con te. Le anime devono essere lasciate libere di vibrare come vogliono, perché ogni musica è adatta all’espressione di quella coscienza.”

    Ricambio l’abbraccio!

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  27. Dupont, devi iniziare col credere che sia si difficile, ma non impossibile e nemmeno poi così improbabile.
    Hai scritto tre volte “difficile” e un “non è facile” in 4 righe e mezza: è molto probabile che, con una convinzione così limitante, anche se tenti un approccio positivo tu sia destinata a fallire. Proprio queste convinzioni limitanti sull’apparente difficoltà della “tecnica”, devono essere le prime a finire sotto la lente del pensiero positivo… Ok, è difficile, è allora? 🙂 Eppure c’è gente – e nemmeno poca – che davvero ha cambiato la propria vita grazie al pensiero positivo, forse nemmeno sapendo di stare applicandolo. Magari pensavano solo ad un po’ di ottimismo 🙂
    Certo, c’è anche chi, pur mettendocela tutta, non è andato tanto distante, ma… io credo che un tentativo, serio, determinato, non limitato in un lasso di tempo breve (troppo facile dire “non funziona!” e lasciar perdere, alla prima difficoltà), bisognerebbe davvero tentarlo…

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  28. E’ sconvolgente ciò che scrivi mio caro wolf…almeno lo è per me… ma non credo possano essere consigli utili e praticabili da tutti… in poche parole non sempre il pensare positivo rende il suo beneficio… kiss…phasesofthemoon…

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  29. Phases, leggi quanto ho scritto a Dupont nel commento #35. Cio’ che crediamo essere vero, diventa vero. Se tu sei convinta di non poterlo mettere in pratica, allora certamente non ci riuscirai. Eppure, come ho scritto, dovresti portare la tua attenzione su tutte quelle persone che, pur in condizioni disperate, sono riuscite a venirne fuori, proprio grazie a “semplici” accorgimenti quali questi.
    Le nostre convinzioni possono essere benedizioni o maledizioni, ma – soprattutto – possono essere cambiate!
    Bacio a te…

    x Romina: grazie 🙂

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  30. Per arrivare al pensiero positivo, credo che sia necessario intraprendere un lungo percorso. La partenza deve essere motivata dalla volontà e poi piano piano, con cadute continue, si può ottenere qualcosa. Il pensiero negativo comunque deve continuare ad accompagnarci lungo il cammino, altrimenti perdiamo di vista la meta finale…
    un abbraccio

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  31. Anche io ho dovuto penare tanto…ora ho capito come fare. Cerco di pensare a quello che di positivo mi circonda e su quello mi concentro. Il negativo, piano piano mi appare inconsistente e scivola via…

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  32. x Dalloway: certamente, il percorso puo’ essere lungo. Ma e’ soprattutto il primo passo, seguito dalla determinazione, che non deve mancare. Spesso, gia’ pensieri come quelli sulla presunta lunghezza del percorso, diventano limitanti; portano i piu’ a desistere, spaventati dalla lunghezza e dall’incertezza del percorso. Meglio lasciarli perdere, sapere che cosi’ e’ giusto, ed intraprendere quel viaggio, semplicemente. Quant’e’ lungo… e’ poi cosi’ importante?
    I pensieri negativi non e’ che “debbano” esserci – magari non ci fossero, non staremmo qua a scrivere sull’argomento 🙂 – essi semplicemente esistono, capitano, perche’ quando qualcosa non va come preventivato, un pensiero negativo sorge, c’e’ poco da fare. E qualcosa che va storto capita sempre prima o poi. Ma se abbiamo coltivato il pensiero positivo, anche da questi eventi ci riprenderemo piu’ in fretta, smettendo, come prima cosa, di alimentare i pensieri negativi che sono sorti spontaneamente; ovvero non soffermandoci volutamente sopra a lungo.

    Ricambio l’abbraccio

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  33. Vedi Zuli’? In fondo si tratta di concetti semplici una volta che li si e’ intrapresi 🙂 E’ soprattutto la “diffidenza sui risultati del metodo” che allontana la gente…

    x Honeygirl: grazie cara 😉

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  34. Sottoscrivo, al 100%, con risultati positivi tanto nella vita personale quanto in quella professionale.

    Si tente a sottovalutare gli effetti di questo atteggiamento. In realtà la comunicazione positiva influisce in modo estremamente interessante e viene percepita in modo straordinario da chi ci circonda.

    E’ difficile? Probabilmente sì, ma ne vale decisamente la pena!

    Altro sforzo: eliminare parole come “problema”, “preoccupazione” e optare per “opportunità”, “miglioramento”, “serenità”.

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  35. Si, si, sono d’accordo 🙂 Quelle da me citate erano solo quelle che io percepivo come “fondamentali”, ma poi arrivano tutte le altre 🙂
    Guarda anche il commento di Dora (#27) e la mia “risposta” (#32).

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  36. nel buddismo di nichiren daishonin si dice che tu sei quello che pensi. Le tue azini vengono fortemente influenzate dai pensieri negatii o positivi. Si può cambiare il pensiero negativo in positivo, in qualsiasi momento. NOn è una difficoltà il vero problema ma il tuo sentirti inadeguato che è il vero problema, che fa fiducia in sé e nelle proprie possibilità non sarà schiacciato dia problemi ma li affronterà come opportunità di misurarsi.
    Tu sei un grande buddista dentro.

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  37. Grazie Dear 🙂 il tuo e’ per me un bel complimento 🙂
    Ribadiamo il concetto che il pensiero positivo non fa’ miracoli, ma – per usare le tue stesse parole – influenza fortemente le nostre azioni e… anche le reazioni agli eventi.
    Come spesso scrivo, spesso e’ come reagiamo ai “colpi” della vita, a fare la differenza.

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