Il Coraggio (di William Penn Patrick)

tigrePerchè la vita della maggior parte degli uomini viene controllata da circostanze insignificanti e banali?
Mi sento rattristato quando osservo persone perdere le buone e grandi cose che sono a loro portata di mano e che potrebbero loro appartenere con “un solo piccolo atto di coraggio”!
L’uomo mediocre, ossia l’ “Uomo Medio”, è colui al quale mi riferisco.
E’ quello che ha così poca stima di se stesso da non potersi fidare delle proprie idee e dei propri giudizi, ma in sostanza deve contare su fonti d’appoggio esterne per le proprie decisioni.
Questo è l’uomo che viene guidato dalla massa.
Questo è l’uomo che accetta come verità tutto ciò che legge.
Questo è l’uomo che infine diventa uno tra la folla.
Questo è l’uomo che ottiene un certo successo solo quando viene trasportato sulla cresta dell’onda, generata da quei pochi individui che hanno spirito d’iniziativa eccezionale.
Questo è l’uomo che mantiene un atteggiamento positivo fintanto che si trova alla presenza d’individui positivi, ma se viene lasciato a se stesso si “sgonfia”.
Questo è l’uomo che vende la sua primogenitura (il diritto alle proprie idee) per paura di ciò che egli ritiene il suo vicinato potrà pensare.
Questo è l’uomo che si sente potente se è spalleggiato dall’azione della massa, ma che ha paura della propria ombra.
Questo è l’uomo gregario, che paventa la propria iniziativa. Leonessa, regina della giungla
Questo è l’uomo che nasconde le proprie azioni sotto ad un manto di nobiltà, dato che la sua disonestà gli impedisce di affrontare la verità e la realtà.
Questo è l’uomo che si sentirà tradito se la fortuna non si curerà di lui.
Questo è l’uomo che viene guidato dalle circostanze.
Gli uomini forti creano le circostanze che tornano utili ai loro bisogni e desideri.
Se tu sei un uomo che si lascia cogliere dalle circostanze, la miglior cura per questo male è il coraggio.
Il coraggio è la più bella fra tutte le espressioni umane.
Il coraggio, come lo immagino io, è un ‘atto di sfida alla paura’.
Noi abbiamo bisogno di coraggio solamente se abbiamo paura, il chè significa che dobbiamo essere coraggiosi quasi sempre, poichè abbiamo costantemente paura di qualche cosa.
Io ho scoperto che la paura recede quando si trova di fronte anche ad un benchè minimo atto di coraggio; non solo, ma – come avviene per un muscolo – il coraggio si rafforzerà se continueremo ad esercitarlo.
Il consiglio che do a me stesso è: “pratica le cose che temi e continua di questo passo fino a che non ti faranno più paura, solo allora sarai diventato padrone del tuo destino”.
Io ho esaminato le azioni sia di uomini grandi che piccoli, eppoi ho studiato questi stessi uomini.
Da questa indagine sono emerse parecchie differenze.
Tutte queste differenze che contano hanno alla loro base un unico fattore: il coraggio.
Il coraggio è quell’unico elemento che separa il debole dal forte, l’uomo di successo dall’uomo fallito, il grande dal mediocre.
Tutte le cose che desideri nella vita hanno un’unica impugnatura per afferrarle, che è forgiata per la mano dell’uomo di coraggio.
Avere paura significa essere vivi.
Combattere la paura significa essere uomini.
Un giorno qualcuno disse: “Preferirei morire in piedi che vivere in ginocchio”.
William Penn Patrick
Un timido leone

0 pensieri su “Il Coraggio (di William Penn Patrick)

  1. Ciao Wolf,l’argomento sul coraggio cade davvero a picco perchè proprio ieri ne ho avuto una bellissima dimostrazione che mi piacevolmente sorpresa e che ho apprezzato moltissimo perchè rare sono le persone che avrebbero fatto altrettanto per un animale.
    Scena tipica e purtroppo abituale:un cane chiuso in auto su un grande parking,sole cocente,attaccato al sedile,privo di acqua,finestrini “aperti”su 1cm e mezzo…
    Lo sento abbaiare da lontano e cerco di localizzarlo ma l’impresa é difficile fra tante auto parcheggiate e i suoi deboli abbaiamenti.
    Finalmente lo trovo! Povera cagnetta.Cerco di rassicurarla mentre mio marito va in cerca dei proprietari.Arrivano tre persone che,intrigate forse dalla mia presenza e lo strano atteggiamento(parlavo alla cagnetta attraverso il finestrino ma nessuno la vedeva perchè legata al sedile),si interessano alla vicenda.L’uomo è furioso,telefoniamo alla polizia e ai vigili del fuoco spiegando che sembra urgente intervenire ma tutti sono occupatissimi(è mezzogiorno…e si ha fame)e dei proprietari nessuna traccia.
    La cagnetta dà segni di evidente malessere ,bisogna assolutamente trovare un sistema per liberarla rapidamente.L’uomo in questione vuole spaccare il vetro del finestrino maledicendo chi commette atti cosi criminali ma sua moglie lo dissuade,temendo legittimamente le ulteriori conseguenze.
    Nessuno all’orizzonte,ogni minuto diventa eterno e lo stato della cagnetta peggiora…
    In una frazione di secondo e molto probabilmente dopo una lotta mentale senza tregua,l’uomo,preso un arnese nella propria auto,con rabbia mista a una fredda determinazione,spacca il vetro sotto un fracasso impressionante e slega il povero animale terrorizzato e quasi agonizzante.
    Gli ha salvato la vita e questo gesto mostra un coraggio che pochi avrebbero avuto in tale circostanza…ha sfidato se stesso e le sue paure,incurante delle conseguenze,sordo alle dissuasioni,seguendo cio che la sua coscienza gli dettava di fare.
    Un bellissimo gesto di compassione e di coraggio che per me resterà indimenticabile,come un’esempio da seguire e quasi come una storica data.

    .

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  2. Ciao Malteaa 🙂 Si’, mi piacerebbe sapere com’e’ proseguita la faccenda; ovvero se il proprietario dell’automobile ha avuto la faccia di chiedere i danni. Spero che, resosi conto della situazione, non l’abbia fatto o addirittura si sia scusato dell’accaduto. Comunque, si’, quest’uomo ha avuto il coraggio di fare cio’ che riteneva giusto, soprattutto dopo aver tentato di seguire le… vie legali…

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  3. Il seguito della storia sembra incredibile….
    Dopo quasi due ore di appelli e ricerche vane,il proprietario si è fatto vivo. Dapprima stupito vedendo fuori dall’auto la cagnetta,ha poi esorbitato gli occhi rendendosi conto del “danno” provocato da,cito:”umanisti d’estrema sinistra,appartenenti a una setta”!!!!Non si è affatto scusato e al contrario non capiva che una tale agitazione fosse dovuta alla cagnetta che lascia spesso in auto e nelle stesse condizioni senza che mai ci sia stato un problema.
    Non ha sporto denuncia ma noi tutti(testimoni del fatto),abbiamo segnalato l’accaduto a l’organismo che si occupa di maltrattamento animale,con tanto di dati(tatuaggio,numero di immatricolazione)per cui un’indagine verrà fatta in merito.
    Noto una cosa:qualche giorno fa qualcuno diceva che i tuoi argomenti cadevano al momento giusto,come se tu leggessi nei pensieri e nel momento opportuno….
    Oggi confermo stupita questa strana “coincidenza”….

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  4. x rose74: ho scelto tigre e leone (ok, leonessa, il leone non ha fatto una grande figura qua 😀 ) perche’ questi animali simboleggiano da sempre il coraggio nel pensiero comune. In realta’ pero’ gli animali in liberta’ agiscono mossi dall’istinto. In loro il coraggio e la vilta’ non sono una scelta.
    Noi possiamo scegliere. Ovviamente talvolta e’ davvero difficile, ma possiamo sempre scegliere se metterci alla prova sfidando le nostre paure come leoni oppure nascondere la testa sotto la sabbia come struzzi.

    Consiglio che una volta sentii dare a un giovane: “Fai sempre quel che hai paura di fare”.
    (Ralph Waldo Emerson)

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  5. Constato che la maggior parte di noi rientra in questa categoria di ‘umani mediocri’; se così non fosse, non mi spiegherei certi orrori della storia.

    Ho cominciato il libro di Littell “Le Benevole” (1000 pagg.). Non so se ne hai sentito parlare: è stato un caso letterario in Francia.
    E’ la storia di un ufficiale delle SS che giunge all’abisso dell’uomo, si potrebbe dire, per nulla pentito di ciò che ha fatto.

    Dobbiamo per forza essere dei mediocri, perché un uomo coraggioso non appoggerebbe mai psicopatici come Hitler. Temo che, scientemente o per ignavia, l’uomo non riesca a emergere da quello che io ritengo la palude della vita.

    Ciao.
    :))

    Fleur

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  6. Eh, ma lui stesso (Patrick) dice che gli uomini “mediocri” sono “l’uomo medio”. Ovvero gli uomini più diffusi 🙂
    E’ molto più facile essere gregari che comandare, Fleur, ecco perché l’umanità ha tanto “gragge” ma pochi “pastori”.

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  7. Fleur cita il libro “le Benevole” e aggiungo solo questo: lo scorrere delle pagine permette di capire quanto sia potenzialmente pericoloso “l’uomo medio”.

    Nel preambolo, infatti, l’autore precisa che i grandi criminali non sono tanto i soggetti tipo Hitler o Stalin, bensì la massa che li asseconda con un comportamento passivo.

    Questo libro, più che una discesa agli inferi, risulta essere l’equivalente di una guida michelin del lato oscuro dell’uomo…di ogni singola persona.

    O.

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  8. x GanJo: Credo di capire. Se sei stato colto di sorpresa, ovvero se non ti aspettavi di trovarti quella persona davanti a te, allora e’ comprensibile.
    Se invece avevi il tempo di “prepararti” ma semplicemente non te la sei sentita, devi fare due cose: la prima e’ perdonarti, siamo prima di tutto esseri umani e, come tali, fallaci; la seconda e’… sorprenderti: la prossima volta metti il pilota automatico, decidi cosa devi fare o dire e fallo, qualunque siano le tue emozioni in quel momento.
    Il “pilota automatico” funziona: basta dirsi “so che e’ giusto fare questo e oggi, qualunque sia il mio stato d’animo, lo faro'”.
    Quando arriva il momento e sarai assalito dalle emozioni, semplicemente distingui le tue azioni dalle tue emozioni, ovvero… agisci comunque, come se stessi “recitando”. Prova… funziona.

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  9. Certo, nessun dittatore, per quanto forte, puo’ arrivare al potere e mantenerlo, da solo. Di solito essi cavalcono semplicemente il malcontento della gente o la loro voglia di… vivere di luce riflessa; di “essere qualcuno” attraverso la patria della quale fanno parte.
    Tutti i nazionalismi, suppongo, funzionano cosi’ 🙂

    Accidenti, non mi sarei mai aspettato due “utenti” (scusa il termine orribile) che avessero letto entrambi quel libro… Evidentemente in Francia deve essere davvero stato un best seller…

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  10. Buongiorno.
    Non ho mai la menta abbastanza lucida per riflettere posatamente sui tuoi post come meriterebbero, però mi fa sempre piacere leggere e lasciare qualche riga.
    Oggi in particolare tu ti chiedi perchè l’uomo decide di non essere coraggioso quando con questa scelta potrebbe fare grandi cose.
    Credo sia un problema di fiducia in se stesso e prima ancora quanti gli altri gliene hanno data. Solo quando un essere umano si sente amato e rispettato da chi gli è intorno, la famiglia i primi anni della sua vita, gli amici poi, la compagna o il compagno se sarà fortunato, i colleghi se ne avrà e via via tutte le persone che incontrerà, può fare cose grandi e coraggiose.
    A un certo punto poi, si sentirà in dovere di “rimandare indietro l’ascensore”, cioè dare lui agli altri fiducia per primo.
    Questa perlomeno la mia esperienza.
    Di me hanno sempre detto che sono forte, coraggiosa non so in quale misura sia vero, ma quello che sono certa che quando hanno piantato nella mia vita germi di amore autentico nessuno di questi è andato perduto.
    Buona giornata.
    Lidia
    ps hai visto i miei arcobaleni?

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  11. x Lidia: Piu’ che me, se lo chiede l’autore del pezzo (William Penn Patrick) 🙂
    Sono parzialmente d’accordo con quanto dici: se una persona avesse completa fiducia in se’ stessa, per cio’ che ha gia’ compiuto in precedenza o perche’ gli altri gliela accordano, che bisogno avrebbe di essere coraggioso? Il coraggio serve proprio quando si ha paura, quando si deve trovare la forza di compiere un’azione nonostante le difficolta’ che essa comporta, nonostante il non sapere se si sara’ in grado di portarla a termine.
    Il coraggio serve per scalare un picco pericoloso, non per “camminare sul velluto” 🙂

    Si, ho visto i tuoi arcobaleni, volevo cercare una foto che ho fatto io recentemente a tal proposito, solo che non ho avuto tempo…

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  12. Wolf…oltre ad essere stato un best seller, questo libro ha scatenato discussioni e anche belle accese. In Francia, certi argomenti (ad esempio la guerra in Algeria…) sono molto sentiti.

    L’ultimo nazionalismo (per data) ad aver mostrato il suo lato nero è stato quello della ex Jugoslavia…

    Ciao 🙂
    O.

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  13. Ho scritto anche io circa il “coraggio”, oggi.
    Ho tratto spunto dalla semplicità di aspetti del quotidiano, tu hai condiviso pensieri più illuminanti.
    Percorsi paralleli ma dallo stesso scartamento.

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  14. ma le imprese grandi importanti sono sempre al di là da venire!!!
    Più si ha coraggio più si deve cercare qualcosa più importante di quanto fatto prima.
    Ricordi Che Guevara, Garibaldi? Al di là del giudizio sulla loro figura Hanno mai riposato sulla loro gloria?
    Permettimi una citazione “colta”: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” (Spiderman)

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  15. x O.: Ok, per lo meno per quanto concerne l’Europa… 🙂

    x Sevenacres: Si’, “condiviso” e’ la parola giusta, infatti.
    Di solito nelle nostre azioni e reazioni nel nostro “piccolo” quotidiano, si puo’ gia’ scorgere come reagiremo alle grandi sfide.

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  16. x Lidia: si’, tu aggiungi un altro capitolo 🙂 Parli deve sfide che si “cercano volutamente”, non quelle che si incontrano sul nostro percorso. In questo caso, oltre al capitolo Coraggio, dovremmo scriverne uno anche sulla Responsabilita’ (giustamente) e sulla Determinazione.

    In particolare quello sulla responsabilita’, sul senso del dovere riguardo all’impegno per mettere a frutto i “talenti che ci sono stati dati” per il bene comune, sarebbe proprio un bell’argomento 🙂

    E il risultato sarebbe tutt’altro che scontato: in molti pensano che il quieto vivere sia un loro diritto; che pur potendo dare o fare di piu’, stia a loro insindacabile giudizio decidere se e quanto farlo.

    E’ un tema che mi ricorda la famosa frase di Kennedy “Non chiedete cosa puo’ fare il paese per voi, ma cosa voi potete fare per il paese” 🙂

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  17. x Dora (parte prima 😀 ):
    Che dura che sei 😦 In questo modo tagli fuori il 90% dell’umanita’! :)))

    Infatti:)))
    non sopporto la mediocrità. Non sopporto chi si intruppa non avendo il coraggio di esporsi e lasciando che altri prendano “batoste” anche per lui. IL coraggio non è andare contro il nemico ma è avere coscienza di quello che si è e lottare per quello in cui si crede nche a costo di soffrire.
    Il coraggio è essere coerenti con le proprie idee, è non fingere ma mostrarsi anche nella propria fragilità e nelle proprie incertezze.

    E’ facile, molto facile e soprattutto comodo trincerarsi dietro gli altri.
    Sono dura??? No, anzi. Sono solo coerente e responsabile di me

    Buona serata

    dora

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  18. Bella idea!
    Ragionare sulla responsabilità!
    Molti molti anni fa quando tante cose non erano successe, in vacanza in collina in Toscana, sotto gli alberi lessi un tomone di circa 500 pagine su questo argomento (“etica” di bonheffer. Oggi non riusicrei a leggerlo…)
    Chi fa il post sulla responsabilità?
    Io o tu?
    Tu!
    Perchè il tuo blog è più seguito!
    Se ci pensi anche un blog molto seguito è una piccola-grande responabilità che talora richiede scelte coraggiose no?
    A presto
    Lidia

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  19. Aggiungo…Bonheffer è proprio l’esempio dell’uomo coraggioso…pur essendo uno scienziato, un teologo non ha esitato a dare supporto nell’attentato a Hitler del 1941, azione che gli è poi costata la vita (è stato fucilato dpo due anni di arresto in un carcere nazista).

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  20. x Dora: salire sul carro del (presunto) vincitore sperando di avere la strada spianata e facile, è un po’ lo sport nazionale, Dora, e non solo in Italia 🙂
    A parte richiami storici di metà ‘900 (che sappiamo tutti come sono andati a finire…), abbiamo fulgidi esempi a partire dalla classe politica – tanto pronta ai proclami quanto a cambiare sponda quando “conviene” – fino ad arrivare alla vita di tutti i giorni.

    Avere ammirazione, saper riconoscere e provare ad emulare persone di carisma o successo, è un conto, tentare di agganciarsi al loro carro per convenienza o – peggio! – per ignoranza, è ben altro discorso.
    Nell’emulazione ponderata c’è crescita perché si impara dall’altro, cio’ richiede almeno un pizzico di umiltà (riconoscere che per certi aspetti ci è superiore), capacità di discernimento (capire cos’è che fa’ la differenza) e determinazione (non basta dire “ah, pero’! Da domani faro’ cosi’ anche io!”). Nel fare da portaborse sperando di rubare briciole di palco… non c’è proprio nulla.

    Non a caso un buon maestro, così come un buon psicologo o addirittura un partner amoroso, non cerca mai di rendersi indispensabile, piuttosto di portare chi si rivolge a lui a non avere paradossalmente più bisogno della sua assistenza.

    Un insegnamento che duri in eterno, non è un buon insegnamento.

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  21. Ti diro’, Lidia, le persone carismatiche che ho conosciuto non si rivolgono all’etica… la fanno 🙂

    Non si chiedono se è giusto scendere in campo, ci si trovano. Vivono quello che per altri è il “peso di una responsabilità” con leggerezza, perché stanno facendo cio’ che è nella loro indole.

    C’è chi vedendo un’ingiustizia si gira dall’altra parte per timore di essere coinvolto, e chi invece non riuscirebbe a farlo nemmeno volendo perché quella ingiustizia la vive come se fosse stata perpretata su sé stesso.

    Il tipo di cui ci ha raccontato Malteaa, non ha valutato i pro’ e contro di rompere quel finestrino; l’ha fatto perché era il profondo senso dell’ingiustizia ad agire in lui. Come se al posto di quel cagnetto ci fosse lui stesso…

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  22. quanto pensare amico mio nel leggerti, per me questo è un periodo di enorme confusione, ma anche se mi è difficile non starò di certo in ginocchio … la vita mi rotolerà addosso, il mondo crollerà sulle mie spalle, ma …non mi fermerò!

    il leone, lo rubo, anzi lo amo, voglio diventare una leonessa!!!

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  23. Già il fatto di resistere, in momenti molto difficili, è segno di coraggio 🙂
    Molti si lasciano andare, arrendendosi alle contrarietà.
    Insomma, credo che un po’ di leonessa in te ci sia già 🙂

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  24. Tema affascinante, il coraggio, ed è vero, è ciò che ci distingue.
    “”pratica le cose che temi e continua di questo passo fino a che non ti faranno più paura, solo allora sarai diventato padrone del tuo destino”.
    Anch’io la pensavo così, ma ho imparato anche ad essere indulgente con me stesso. Ad esempio, io ho un problema con le relazioni sociali, in particolare al teelfono sono un disastro. Il telefono mi fa stare male fisicamente!! Ho analizzato la cosa, capito le ragioni. Potrei affrontarla, ma mi porterebbe via anni, energie, e nel frattempo invece, concentrandomi sulle cose in cui riesco meglio, faccio molte cose buone e utili per me e gli altri. Perché torturarmi sui miei difetti quando posso concentrarmi su ciò che so fare e farlo bene?
    Ho avuto un’esperienza molto estrema, qualche settimana fa, sono stato vicino alla morte. Ho compiuto un “viaggio” e ho visto chi sono: fondamentalmente un codardo. Ma anche fondamentalmente altruista: in pericolo di vita, ho preteso che venissero salvati tutti gli altri prima di me. Be’, coraggio non è contrario di paura. Ci vuol tanto più coraggio quanto più si ha paura, la paura è coscienza del limite, il coraggio è decisione di superarlo.
    Grazie Wolf per il bel post e a tutt* coloro che hanno commentato per queste occasioni di riflessione

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  25. Caro Wolfghost è un piacere leggere quanto hai scritto…
    Condivido pienamente ma quel che hai letto è il pensiero di un attimo o anche più…
    E’ il mio pormi domande mentre mi guardo intorno!
    Consapevole di essere spesso io stessa a circondarmi di certe persone, situazioni, gioie o dolori…
    Consapevole di essere io stessa “sensibile” nel farmi deragliare da queste cose..

    Ma credo anche che questo porsi domande e stare un pò così “in stand by” serva ad ascoltarsi, capirsi…oltre che confrontarsi e quindi crescere!
    Ed è quel che voglio fare…
    Sto cercando di ascoltarmi, di correggere giorno dopo giorno quanto di sbagliato, o superficiale ci sia in me!

    Il mio non vuole essere un puntare il dito…
    Il mio è solo un rendermi conto che voglio fare qualcosa…
    Che poi il mondo non riesca a cambiarlo poco importa… ma ho io un piccolo mondo a cui dedicarmi… come te e come tutti!
    E quello… voglio profumi di pulito!

    Sorrisi…tanti!

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  26. Ciao Davide 🙂

    Sicuramente l’indulgenza e’ basilare: con i sensi di colpa non si arriva da nessuna parte; dobbiamo sempre ricordarci che siamo prima di tutto esseri umani e, come tali, caduci. E poi, essere indulgenti non coincide con il “non tentare di migliorarsi”, anzi… si prova, si cade, ci si rialza perdonandosi per la caduta, si cerca di capire perche’ si e’ caduti e si riprova. Ma si deve farlo con la massima tranquillita’ possibile, senza caricarsi troppo di aspettative; credo infatti che fondamentale in questo processo sia la “giusta importanza”: sono convinto che molti dei nostri demoni siano tali perche’ siamo noi a dargli il potere di esserlo. Un problema apparentemente banale, il classico sassolino, diviene una montagna da scalare quando noi ci carichiamo della paura di non farcela.

    Certo, ci sono cose che non si possono iniziare e lasciare incompiute, ma alla maggior parte diamo onestamente una importanza che non hanno e questo ci carica di timore, di paura nell’affrontarle.

    Ecco perche’ magari ti trovi in difficolta’ al telefono ma non in situazione di pericolo o emergenza: in queste ultime la paura serve solo da sprone iniziale, non da “blocco”, non ha il tempo di farlo perche’ si DEVE passare all’azione. Un po’ come la paura da palcoscenico che passa non appena ci si mette il piede sopra (a proposito… ma e’ vero? :)).

    Quando invece il pericolo non e’
    immediato, in qualche modo evitabile – e talvolta nemmeno reale – subentra l’ansia, la paura acquista potere bloccante, perche’ – attraverso la mente – ha il tempo di assumere il controllo.

    Ti ritrovi in quanto sto dicendo?

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  27. x DolceMente (“aspra” non lo metto 😉 ): e’ bello quello che dici.

    “Nel potere di cambiare te stesso, risiede il potere di cambiare il mondo che ti circonda.” (Anwar Sadat)

    Troppe persone si illudono di cambiare il mondo attorno a loro senza modificare nulla di se’ stessi,
    ma in realta’ – come diceva Sadat – il mondo attorno a noi cambia automaticamente quando siamo noi stessi a cambiare.
    Hesse diceva “Niente e’ fuori, niente e’ dentro, perche’ cio’ che e’ fuori e’ dentro”. Cambia te stessa e cambiera’ il mondo attorno a te.

    Ma, come scrivevamo io e Davide qua sopra, non essere severa con te stessa, o fallirai. Devi essere determinata, ma indulgente, altrimenti l’eccessivo carico di aspettative che caricherai su te stessa, ti faranno vedere il percorso avanti a te, difficoltoso, quasi invalicabile. Alla prima difficolta’ ti faranno perdere la voglia di percorrerlo.

    Sii’ leggera. Affronta il tuo viaggio con un sorriso 🙂

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  28. sul tuo commento 28: ma è proprio quello che dicevo io!
    Bonheffer avrebbe vissuto tutta la vita alla facoltà di teologia e si sarebbe sposato con la dolcissima fidanzata Maria se non si fosse trovato al tempo del nazismo!
    Però la situazione lo ha richiesto ed egli non ha esitato a mettere in campo il suo coraggio!

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  29. x Pinky: L’amore di cui parla Hesse ha qualcosa di non umano; quello di noi poveri uomini comuni e’ fatto anche da uno spirito di possesso del quale e’ difficile liberarsi 🙂

    Ma… non e’ che quei due staranno litigando, invece?? eheheh

    Buon weekend a te 🙂

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  30. x Lidia: il mio “ti diro'” non era infatti riferito a Bonheffer, ci mancherebbe 😉 Era riferito al tuo invito di scrivere a proposito della responsabilta’, era un modo di dire che certe cose devono venire spontanee, o non avranno lo stesso valore 🙂

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  31. L’uomo deve essere quello che E’ altrimenti il suo cammino terreno non ha senso. Il diverso “sentire” che tu hai e che molti hanno serve a guardare all’uomo con compassione e in assenza di giudizio, solo così alzi al cielo la tua consapevolezza, solo così il ricordo di te e della tua Anima può avere un senso. Tu sei stato ognuno di questi uomini così come ognuno di noi lo è stato. Questo è il mio pensiero. Ho letto solo il tuo ultimo post, mi fermo un po’ qui, c’è un’aria familiare ;), ti abbraccio,
    Elena

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  32. Ciao Elena, benvenuta sul mio blog 🙂

    Non ti diro’ se sono d’accordo o meno su cio’ che asserisci, ma… ti dico che in realtà non ci vedrei comunque contraddizione 🙂 Perché?

    Te lo spiego…

    Ho dato un’occhiata al tuo blog (e ci tornero’ sicuramente); sono convinto che tu creda che “nulla accada per caso”, giusto? 🙂

    Se è così… allora l’azione di “scrollare” una persona chiusa nei suoi rigidi schemi creati dalle sue stesse paure, non arriva “casualmente” ma è stata in qualche modo “chiamata”, è corretto?

    Sulla compassione sono certo d’accordo, anche se spesso è tutt’altro che facile 🙂
    Ma cosa intendi per “assenza di giudizio”? I maestri illuminati non giudicano le persone, ma ne giudicano le azioni, altrimenti non potrebbero correggerle.
    Gurdijeff e numerosi Yogi, ad esempio, erano addirittura bravissimi nel fingersi arrabbiati, anzi irati e rabbiosi addirittura 😀
    Quando? Allorché si rendevano conto di avere di fronte una persona con schemi ormai fissati che solo con la “forza” (non fisica ovviamente) potevano essere scardinati.

    Adesso, qua nessuno è “maestro”, ma le parole di Patrick (che se ne leggi la biografia era probabilmente tutt’altro che uno stinco di santo) sono comunque costruttive, non fanno “male”, scrollano o, al massimo, non hanno effetto alcuno.

    Se anche solo una persona dovesse dirsi “Caspita! Quanto ha ragione ‘sto Patrick! Devo proprio avere il coraggio di fare cio’ che è giusto andando oltre le mie paure”, bé… io ne saro’ contento, e sono certo che te penserai che evidentemente non gli sono capitate per caso… 🙂

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  33. Ciao! Sì io sono una grande sostenitrice del “nulla accade per caso” ma sono anche grande sostenitrice del “ad ognuno la sua strada” nel senso che nessun essere consapevole può consapevolizzarne un altro a meno che lui stesso non lo voglia. Semplicemente questo. Noi possiamo illuminare con la nostra luce e stare ad osservare, in assenza di giudizio cioè senza minimamente giudicare il mondo interiore dell’altro. Ma ti parlo della vita di tutti i giorni. Se io fossi un maestro e le persone venissero da me logico che dovrei “scrollare” come dici tu. Ma nella vita di ogni giorno non scrollo proprio nessuno! Nemmeno i miei figli, lascio che sia, se mi viene chiesto agisco altrimenti osservo. Sono anche uscita dal seminato nella mia risposta, me ne rendo conto, è andata così, si vede che dovevamo parlare di questo ;))), un abbraccio a te, a presto 🙂
    Elena

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  34. Eppure, Ninfea, sarai sicuramente attorniata di persone perse in sé stesse, persone che chissà quando e chissà da quanto, sono rimaste prigioniere del circolo vizioso dei loro pensieri. Persone che semplicemente non vedono perché non pensano che sia possibile farlo.

    Davvero se tu sapessi che fosse possibile con una semplice frase, anche se forte, mostrare loro che alternative ne esistono, pur lasciando loro la scelta finale di seguirle oppure no, non lo faresti?

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