Una mia vecchia poesia…

Il mio post precedente, quello chiamato "Siate come animali…" ha qualche problema: si fatica molto a lasciare e leggere commenti. Ho pensato allora di ripescare questa mia vecchissima poesia (avevo intorno ai 25 anni) che in fondo è in tema con quel post, cosicché chi volesse, puo’ postare i suoi commenti qui anche per la pagina precedente…


VOLOfalco
 

Sfonda col becco la parete sottile
protezione bianca, dura e sicura
non sapeva ancora cosa è la paura
si trova d’improvviso in un mondo ostile
 
Zampetta, cade si alza e ricade
bianca pagina alla portata di tutti
fortuna già è sfuggire ai flutti
indelebili inchiostri, funeree spade
 
Forse come un pollo da sempre imbrattato
in mezzo a polvere e suoi stessi escrementi
e caduti compagni ormai scheletri macilenti
come bestia da pranzo ad arte ingrassato
 
O forse il volo non gli è mai stato negato
sapere che paure e legami non sono reali
il vento nel corpo, veri i sogni e gli ideali
se solo sapesse che per stare lassù è nato
 
Vecchia aquila da sempre vissuta
invece che in una fantastica bianca avventura
nei cieli azzurri, nell’aria pura
in una nera esistenza di lamenti intessuta.
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0 pensieri su “Una mia vecchia poesia…

  1. ‘ngiorno…siate come Anima-li… tradotto nella mia “lingua” significa siate Selvatici, siate come siete e non come vi vogliono gli altri. he si cosa non facile, ma ci si può provare no? eppure c’è un’età nella vita dell’uomo che non è assolutamente pensato come essere se stessi, anzi è puro istinto animale…tutto è vissuto con naturalità ed è quando siamo cuccioli di uomo. viviamo intensamente senza preoccuparci del giudizio, delle conseguenze morali, viviamo in una realtà armonica che ci fa star bene e stranamente siamo nella fase in cui prendiamo consapevolezza di noi stessi..della nostra presenza. poi col tempo cambiamo,perdiamo mlte peculiarità soprattutto la spontaneità a discapito della cultura dell’educazione delle regole, dei muri e dei paletti…pochi uomini adulti conservano la capacità di meravigliarsi propria dei bambini…potremmo tornare almeno una volta al giorno cuccioli di uomo?

    Buona vita Hindie

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  2. Eh, buon Hindie! Passiamo la vita, chi con la psicanalisi, chi con tecniche meditative, a tentare di tornare a quello stato originale da tempo smarrito. Il cercare un “noi stessi” che e’ sempre stato li’: con noi e dentro di noi. Circondato da… presunte lezioni e insegnamenti che, come cantava qualcuno, sono spesso solo another brick in the wall…

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  3. Ciao Wolf, mi ritrovo sempre, in questo post, a citare qualcuno ma è inevitabile quando si tratta di questi argomenti… a proposito del bambino,la cui figura si associa se vogliamo a quella dell’ “animale”: libero da ogni costrizione, da ogni conformismo od altre imposizioni di sorta imposte dalla società, potrei citare il grande Jean Jacques Rousseau. Lui descrive (sostanzialmente) la figura del bambino come un valore gia’ acquisito, non come un potenziale.
    Pensiamoci: quanto sarebbe bello essere, come gli animali, e come del resto i bambini, privi di ogni preoccupazione derivante dalla necessità di adattarci ai ritmi ed alle sempre piu’ pressanti necessità imposte dal mondo che ci circonda!!!

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  4. Ci sono state date le ali e non le usiamo.
    Ci è stato dato un quaderno bianco, ma quante sono le pagine veramente sentite, libere, che riusciamo a scrivere ?
    Mi guardo. Talvolta dimentico di avere le ali.
    Sono solo un pollo, mi dico.Anzi una gallina vecchia (che ha anche una sua utilità, cmq).
    Ma le scapole prudono… e siccome non me le sono staccate, le ali, sono tornata ad usarle.
    Che strana sensazione essere principianti del volo.
    Non so se diventerò mai un’aquila (difficile perché porto gli occhiali), ma oltre la corte di casa mia sono riuscita ad andare.

    Accidenti, quante parole.
    E’ la tua poesia me le ha fatte dire.
    Bei versi che mi fanno pensare.

    Ciao.
    Un sorriso.
    F.

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  5. Siì felice, perché quel volo, per quanto breve possa essere stato, l’hai fatto e il tempo per farne altri, c’è.
    Ognuno di noi, guardandosi alle spalle, potrà trovare qualcosa che poteva fare e non ha fatto; ma cio’ davvero conta è cosa siamo in grado di fare adesso e cosa potremo fare nel futuro.
    Solo questo conta.

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  6. Se leggi Hindie e Legolas, qua sopra, vedrai che la pensano come te. Ed io anche; la differenza e’ che gli animali hanno la capacita’ di rimanere animali tutta la vita; noi quasi solo nell’infanzia 🙂

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  7. Conosci “Cervo a Primavera” di Cocciante? E’ sempre stata una delle mie canzoni preferite…

    Richard Cocciante – Cervo A Primavera Lyrics

    Io rinascerò
    cervo a primavera
    oppure diverrò
    gabbiano da scogliera
    senza più niente da scordare
    senza domande più da fare
    con uno spazio da occupare
    e io rinascerò
    amico che mi sai capire
    e mi trasformerò in qualcuno
    che non può più fallire
    una pernice di montagna
    che vola eppur non sogna
    in una foglia o una castagna
    e io rinascerò
    amico caro amico mio
    e mi ritroverò
    con penne e piume senza io
    senza paura di cadere
    intento solo a volteggiare
    come un eterno migratore…
    Senza paura di cadere
    intento solo a volteggiare
    come un eterno migratore
    e io rinascerò
    senza complessi e frustrazioni
    amico mio ascolterò
    le sinfonie delle stagioni
    con un mio ruolo definito
    così felice d’esser nato
    fra cielo terra e l’infinito
    ah…
    e io rinascerò
    senza complessi e frustrazioni
    amico mio ascolterò
    le sinfonie delle stagioni
    con un mio ruolo definito
    così felice d’esser nato
    fra cielo terra e l’infinito
    ah…
    e io rinascerò
    io rinascerò
    na na na na na

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  8. Si… è vero spesso vediamo i limiti anche dove non ci sono… perchè non vogliamo metterci in gioco e neghiamo tante possibilità… nascondiamo il nostro tesoro… o non sappiamo neppure di possederlo…
    …siamo qui anche per darci una mano a scoprire ogni giorno e ricordarcelo… che vale la pena non lasciare la pagina bianca… basta anche solo un sorriso donato, per almeno lasciarci un colorato fiorellino nello stretto margine…
    Sorrisi…

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  9. Se potrò impedire ad un cuore di spezzarsi, non avrò vissuto invano.
    Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena, o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano.
    (Emily Dickinson)

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  10. E’ questa la poesia di cui parlavi?

    anche noi che non abbiamo ali, desideriamo tanto volare… chi non ha mai fatto sogni in cui ci si ritrova a volare?
    non abbiamo ali, ma per fortuna ci basta chiudere gli occhi e stiamo già volando…

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  11. Si’, e’ questa 🙂

    Hai ragione, ma i sogni non possono sempre rimanere solo sogni, senno’ diventano illusioni e portano frustrazione. Almeno in parte, e almeno potenzialmente, devo potersi tradurre in realta’…

    La poesia si riferisce a tutte le potenzialita’ che ciascuno di noi ha, in un modo o in un altro, e che rimangono magari inespresse per tutta la vita perche’ ci viene fatto capire che sono impossibili o inutili. Talenti che non sappiamo percio’ nemmeno di possedere.

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  12. bella. bella poesia.
    abbiamo le ali, sempre; è bene usarle, queste ali…è sempre possibile ricominciare da capo, dopo essere caduti a terra, e riprendere a volare:)

    non dobbiamo mai dimenticare di vere le ali………………

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  13. eh, no! Questo quasi sempre dipende da chi le ali se le lascia tarpare!
    Dico spesso che il prossimo ci fa cosa noi gli permettiamo di fare.
    Certo, a volte non c’e’ proprio verso, ma… sono casi rari!

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  14. Mah….
    Dipende dalle situazioni. Spesso si vorrebbero fare cose che – per non offendere o deludere i propri cari (contrari al progetto) – vengono accantonate.
    Usiamo l’espressione per la buona pace della famiglia, ecco…
    Degli estranei mi curo poco. Anzi, più mi ostacolano e più mi intestardisco, di solito. Ma, di fronte alla famiglia, spesso devo fermarmi.
    Anche se non sarebbe giusto, lo so… 😦

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