Ognuno di noi e’ un piccolo Einstein o Shakespeare

E’ cosi’ anche questa breve vacanza a Merano, dove abitano i parenti della mia compagna, volge al termine. Oggi pomeriggio (sul presto, dato il “bollino rosso” delle autostrade) si riparte alla volta di Genova 🙂

Plato-raphaelIeri sera, nella mia meditazione pre-nanna :-P, pensavo a quali e quanti pensieri costruiamo ogni giorno nella nostra testa 😉 C’e’ chi riflette molto, lanciandosi in speculazioni filosofico-mistiche degne di Meister Ekchart o  Platone; chi si addentra nei misteri della vita e dell’universo cercandone di trovarvi il mistero, in perfetto stile Newton o Einstein, o ancora chi si lascia andare a una struggente poesia, sfornando rime degne di Shakespeare, Montale o Baudelaire.
Poi ci sono gli inventori-mancati (io sono uno di quelli :-D), ovvero quelli che hanno idee innovative ma… che lasciano li’, cosicche’ dopo poco tempo vedono che qualcun altro, che ha avuto le stesse idee, ha pensato anche bene di realizzarle con un pizzico di determinazione… facendo un sacco di soldi! 😀
Basta girare per blog per trovare pensieri e opere che, se fossero attribuiti a nomi famosi, sarebbero definiti di importanza capitale: poesie, riflessioni, racconti, teorie ma anche dipinti, musiche, composizioni… ed altro ancora. A volte e’ davvero solo il nome
shakespearea fare la differenza 😉
Credo che in “quasi” qualunque blog possa essere trovato qualcosa che, se riportato con la (falsa) firma di un grande personaggio… trarrebbe in inganno chiunque 😉
A volte, come spiegano i grandi motivatori, e’ la determinazione a fare la differenza: qualcuno si accontenta del suo piccolo ambito, forse nemmeno crede che potrebbe diventare famoso, forse semplicemente non gliene importa. Altre volte e’ il caso: basta una singola circostanza, un evento di pochi minuti, per cambiare il percorso di una vita, facendo diventare un “signor nessuno” una personalita’, mentre tanti altri, magari solo perche’ non hanno avuto lo stesso evento fortunato, restano appannaggio di se’ stessi e di una ristretta cerchia di amici e conoscenti 🙂

Io credo che ogni persona abbia un intero universo dentro di se’, un infinito potenziale che a volte viene espresso all’esterno diventando patrimonio dell’umanita’ intera, ed altre volte invece resta caratteristica della propria vita.
Forse e’ proprio per questo che ognuno di noi, in fondo, si sente almeno un poco speciale: perche’ ognuno, dentro di se’, nasconde il proprio personalissimo Einstein o Shakespeare… che poco o nulla ha da invidiare a quelli che sono diventati famosi.

Pensate che stia esagerando? 🙂
Einstein

S.O.S ANIMALI: PULCINI MASCHI TRITURATI VIVI!!!!!!!!!!!!!

(dal blog dell’amica mylandscape: mylandscape.splinder.com/)

Cari amici di Landscape, purtroppo è con questa bruttissima notizia vista ieri sul TG1 che devo aprire il mio blog al ritorno delle vacanze, e dirvi che mentre vedevo quel servizio piangevo è dir poco! Inanzitutto, mi domando come può un telegiornale dare notizie di questo genere con una nonchalance unica. Mi dispiace ma il contesto non mi è piaciuto affatto. Come se la triturazione dei pucini maschi vivi fosse una cosa che può ricadere nella normalità: 1) Prima si fa vedere un video sconcertante (solo alcune parti per fortuna), dove queste povere piccole bestie passavano da mani anonime e assassine in un tritatutto come se fossero dei rifiuti da riciclare. 2) Poi è intervenuta una tizia del wwf che con un tono secco e normalizzante dava qualche consiglio al consumatore.

E NO!!!!!!!!!!!! ATTENZIONE! FINIAMOLA DI FAR PASSARE LE TORTURE DEGLI ANIMALI COME QUALCOSA ORMAI ACQUISITA. PER FAVORE PAPA BENEDETTO XVI INTERVENGA: NON SE NE PUO’ PIU’ ANCHE I PULCINI MASCHI SONO ESSERI VIVENTI COME NOI UOMINI E NON ESSERI VIVENTI DI SERIE B.

Cari amici di Landscape, se passate di qui, per favore sappiate che dobbiamo fare tutti la nostra parte. Avete un blog? riprendete questa notizia e scrivete tutto quello che vi suscita: sgomento, orrore, indignazione. Se vi dicessi diventiamo tutti vegetariani, di punto in bianco, forse non tutti mi seguireste, ma mettiamoci tutti sulla strada giusta:

 – Soprattutto se avete più di quarant’anni, ricordate che l’alimentazione può essere semplice. Non c’è bisogno di mangiare tutti i giorni carne.

– Non comprate la carne al supermercato! Non comprate i prodotti industriali a base di carne. – Avete delle fattorie vicino casa? Posti dove è possibile comprare prodotti direttamente da coloro che hanno le galline, i polli, i tacchini per conto proprio? E allora è lì che dovete andare.

РSe proprio volete comprare le uova al supermercato, comprate quelle dove ̬ scritto: da galline allevate a terra

ORMAI E’ CHIARO A TUTTI: L’INDUSTRIA PASSA COME UN RULLO COMPRESSORE SULLA VITA DI TUTTI (UMANI INCLUSI).

NOI SIAMO I CONSUMATORI E NOI POSSIAMO FERMARLA

 

A MORTE TUTTI QUELLI CHE LAVORANO NELLO STABILIMENTO HY-LINE INTERNATIONAL A SPENCER IN IOWA COLPEVOLE DI TRITURARE VIVI 150 MILA PULCINI MASCHI OGNI GIORNO

LUNGA VITA A TUTTI
I PULCINI MASCHI DEL MONDO!!!

pulcini

L’ORRIBILE NOTIZIA QUI

 

Wolfghost: Purtroppo ancora una volta devo interrompere la scaletta dei post che avevo in mente per un’altra notizia di “efferatezza legale” contro gli animali.

Vedete… Lands è una persona serissima ed equilibrata, ma non ci deve stupire di leggere dichiarazioni come “A MORTE TUTTI QUELLI CHE LAVORANO NELLO STABILIMENTO HY-LINE INTERNATIONAL”: sono certo che nemmeno lei lo pensa, e tuttavia è uno sfogo verbale comprensibile.

Ancora una volta una parte dell’umanità dimostra di non credere nella vita ma solo in sé stessa, nei propri comodi, nel proprio lucro, con l’arroganza e la strafottenza di chi crede di potere tutto, di chi si arroga il diritto di decidere per la sorte di milioni di esseri viventi… e lo fa in maniera degna del peggiore film horror. E non stiamo parlando della Cina o della Corea, stiamo parlando del paese che vorrebbe ergersi a modello di umanità nei confronti del mondo. 

E in quanto all’appello al Papa… bé, questo è quanto ho risposto: “Mi dispiace dire che non credo proprio che Benedetto XVI pensi anche solo minimamente a intervenire. Umani da salvaguardare, animali… fatene quel che volete, sembra essere la parola d’ordine della chiesa che troppo spesso finge di dimenticare gli esempi dati dai suoi stessi santi (come San Francesco D’Assisi).
Come stupirsi poi se tra tanti animalisti “civili” ne compare anche qualcuno che predica lo sterminio della razza umana?
Satana in persona non si prenderebbe la briga di triturare dei pulcini appena nati.
Davvero indegno di una specie che si fregia del titolo di ‘specie eletta’.”

In passato, pur essendo stato io stesso vegetariano stretto a lungo (adesso sono ancora vegetariano, ma mi capita di mangiare derivati da latte e uova), non capivo perché tale posizione si legasse alla protezione degli animali, la mia era una scelta salutistica. Purtroppo poi ho capito: lo sfruttamento degli animali da “allevamento” è davvero cosa indegna. E questo ne è purtroppo un terribile esempio. Come scrive Lands stessa in un suo commento al suo post originale: “sai perchè lo fanno? Hai presente la produzione industriale? Come quando mandano al macero migliaia di agrumi perchè il mercato non li assorbe in nome dei profitti? Così per queste piccole creaturine! Non servono, non sanno che farsene, non portano guadagni. E così li selezionano: pulcini femmine si, diventeranno galline, faranno le uova; pulcini maschi? sono troppi, trituriamoli. Bastardi! L’industria che passa come un rullo compressore su tutto!”

Allora… non dico di diventare tutti vegani (molti di noi tra l’altro hanno anche animali che sono carnivori e che non hanno tale scelta), ma almeno cerchiamo di seguire per quanto possibile i consigli di base che sono espressi nel post di Lands.

 

Eternity – Racconto

L’annuncio era stato dato con grande e comprensibile clamore: l’elisir di lunga vita, quello che tutti avevano sempre sognato, sembrava funzionare. I pazienti miglioravano e guarivano, anche quelli con malattie in fase terminale; l’età si arrestava e, nelle persone anziane, sembrava anzi andare a ritroso riportando allo splendore degli anni migliori. Non parevano esserci controindicazioni, anche i più scettici sembravano non avere appigli stavolta. Il dottor Lincoln Gold, prima emerito sconosciuto, era ormai diventato il Salvatore, il Genio, colui che aveva cambiato per sempre il corso della storia cancellando la morte.
Presto anche i più reticenti si convinsero che forse per una volta sarebbe stato meglio non appellarsi al rispetto delle leggi della natura, in fondo sull’altro piatto della bilancia c’era qualcosa che pesava enormemente di più: l’eternità.

Nel giro di pochi anni tutto cambiò.
Ci si rese conto che la procreazione non era più un lusso sostenibile, bisognava arrestare la crescita demografica e, essendo i decessi ridotti al lumicino, alle sole morti violente, non restava che la sterilizzazione di massa che, per democrazia, venne applicata a tutti, senza risparmiare re, santi, presidenti.
Peccato… niente più bambini, ma per l’eternità non era questo un piccolo prezzo da pagare?

Aumentò in breve tempo il tasso dei suicidi, come se, in fondo, precedentemente la morte avesse ricoperto anche un ruolo consolatorio, dando la sotterranea idea, a chi era in difficoltà, che in ogni caso una fine ci sarebbe stata, a tutto, anche ai drammi ed ai dolori dell’anima. Cosa questa che adesso non succedeva più. Non in maniera naturale almeno. E molti impazzivano, al pensiero di restare prigionieri in eterno in una vita dalla quale non riuscivano ad emendarsi.

Ma i più semplicemente non ci pensavano, continuavano come sempre, o forse peggio, con in più l’idea che “ci sarà sempre tempo per…”.
Non avevano più lo stesso peso le sconfitte o i soprusi, prima o poi la ruota sarebbe necessariamente girata. Caspita… nell’eternità tutto deve succedere, prima o poi…

Un giorno, molti decenni più tardi, una notizia fece il giro del mondo: c’era un morto, e non era qualcuno deceduto in maniera violenta. Non era stato ucciso. Non c’era stato alcun incidente. Semplicemente il suo cuore sembrava essersi spento.
Ma in pochi diedero peso alla notizia. Faceva più scalpore il decimillesimo goal festeggiato da Del Piero nel corso della sua partita numero 12.453.
Ma pochi mesi dopo, un altro morto. Identiche circostanze. E poi un altro ancora. E un altro, stavolta a pochi giorni di distanza. E le domande e le preoccupazioni si fecero serie…

Correva il 168° giorno dell’anno numero 223 dopo la grande invenzione del dottor Gold. L’ultimo uomo stava ormai per morire, e con esso l’umanità.
Carl, così si chiamava, non era nemmeno disperato, sapevo ormai da molto tempo che sarebbe venuto anche il suo momento. Certo, pensare ad un mondo senza esseri umani, pensare di essere l’ultimo, rendeva quei momenti ancora più strani, indefinibili…
Ad un certo punto, Carl si rese conto che qualcuno lo stava osservando ed alzò gli occhi…

“Io… la conosco… ho già visto il suo volto… Sì! Lei è Gold! Il dottor Gold! Ed è vivo! Ma che è successo dottore? Perché stiamo morendo tutti?”
“Gold… che buffo nome…” disse il dottore parlando con calma, con voce profonda.
“Sai perché scelsi di chiamarmi così: Gold (Oro)? Te lo spiegherò, se avrai la cortesia di resistere ancora 5 minuti, prima di… morire”.
Carl guardava incredulo, forse non afferrando nemmeno pienamente le parole di Gold.
“Da quando siete arrivati sulla terra, pochi milioni di anni fa’, siete sempre stati una spina nel mio fianco. Vi mietevo a migliaia, a milioni, ma non vi estinguevate mai. Ho eliminato animali molto più forti, come i dinosauri, ma voi… no! Con la vostra arroganza, con il credervi protetti dal vostro ridicolo Dio, siete sempre sopravvissuti! A nulla sono servite la peggiori carestie, le epidemie più virulente… Tante specie ho fatto estinguere, a volte curiosamente con il vostro aiuto. Mi sono anche ritrovato a sperare che faceste da soli, osservando le vostre bellissime guerre! Ahahah Ma… niente, non c’era niente da fare! Incredibile… Non ci riuscivate nemmeno da voi! Non sapevo più cosa inventarmi! Ma ormai era diventata una questione di principio, una sfida tra il vostro Dio e me… la Morte. Capisci?”
Pronunciando queste parole, la Morte si tolse la perfetta maschera che ne ricopriva la testa scoprendo il suo vero volto, ovvero un bianco teschio ormai levigato da milioni di anni…
“Ho capito che potevo farcela solo quando ho notato i risibili tentativi di spodestare il vostro Creatore, volendo divenire Dio voi stessi, comandando la Natura, le stagioni, il corso della vita… Volevate l’Eternità, la Pietra Filosofale, l’Oro alchemico… ahahah Ed eccomi! Gold! Ahahah Che facile che è stato! Bastava cavalcare il vostro desiderio di onnipotenza! Se solo l’avessi capito prima… ci saremmo risparmiati migliaia e migliaia d’anni di ridicola presunzione!
Ma, per fortuna, non è mai troppo tardi…”

La Morte tirò fuori dal mantello la sua falce e si accinse all’ultimo fendente…

morte

 

Se questi sono uomini! Che vergogna!

Stasera avevo pronto un brevissimo racconto, ma prima di pubblicarlo ho messo alcuni annunci su adottauncucciolo e… uno di questi mi ha letteralmente sconvolto e schifato!

Capiamoci: so anche io che ci sono persone e bambini che muoiono nel mondo tra l’indifferenza di molti (in qualche modo ho anche parlato di loro qua: Davvero l’intervento armato non serve mai?), non sto certo sostenendo che gli animali siano piu’ importanti, ma quando leggo certe cose… giuro, ringrazino questi signori che al potere non ci sono io, altrimenti li’ ci sarebbe gia’ l’esercito, altro che storie!
Anche questi per me dovrebbero essere considerati crimini contro l’umanita’, perche’ l’umanita’ tutta, di fronte a questo schifo, viene colpita e ridicolizzata nei suoi valori primari.

Chi sostiene di far parte del genere umano, non puo’ non provare un motto di disgusto e orrore…



SCEMPIO in Prov di CATANIA-MADRI AVVELENATE, CUCCIOLI ORFANI

CHIEDO AIUTO A TUTTI VOI, CHIEDO AIUTO ALLE ASSOCIAZIONI E AI PRIVATI, ANTONELLA,SIMONA E LE ALTRE POCHE VOLONTARIE CHE OPERANO A CATANIA E MESSINA NON RIESCONO PIU’ A GESTIRE DA SOLE LA SITUAZIONE.
FINO A IERI POMERIGGIO ERANO QUATTRO LE CUCCIOLATE RIMASTE ORFANE… OGGI IL NUMERO E’ GIA’ CRESCIUTO.
CHIUNQUE VOLESSE AIUTARLE, METTENDOSI UNA MANO SUL CUORE LO FACCIA SUBITO.
ADULTI E CUCCIOLI MASSACRATI DA PERSONE CHE NON SONO DEGNE DI ESSERE CHIAMATI UOMINI.
E’ UNA VERA E PROPRIA GUERRA DOVE LE VITTIME NON HANNO VOCE.
SENZA L’AIUTO DI TUTTI VOI SONO ANIMALI MORTI.

SI CERCANO STALLI PROVVISORI, SI CERCANO ASSOCIAZIONI CHE ANCORA UNA VOLTA ABBIANO LA FORZA DI AIUTARLE.
NON VOLTATE LE SPALLE, NON SPERATE CHE TANTO CI SARA’ QUALCUN ALTRO AD AIUTARLI…
OGNI CANE RECUPERATO E’ UN CANE CHE CONTINUERA’ A VIVERE.

PER AIUTI ,PROPOSTE, OFFERTE DI STALLO:
MIAOMIAO79@HOTMAIL.IT
TEL.347.7038074

GRAZIE PER TUTTO CIO’ CHE RIUSCIRETE A FARE.

GIOVANNA


In allegato le foto dello scempio avvenuto a Catania questo weekend.

Di seguito uno degli articoli sull’argomento, pubblicato su un giornale locale.
Si sta procedendo a tutte le azioni del caso.

Giro le foto per far sapere a tutti di questa VERGOGNA !!!!…sperando che non ci saranno altre vittime….si parla di circa cinquanta morti.

Chiedo AIUTO per i pochi superstiti….PER FAVORE offriteci STALLI per non farli finire cosi’….si tratta sia di adulti, ma molto spaventati….anche non si e’ riusciti ancora a prenderli, che di cuccioli indifesi …..HANNO LE ORE CONTATE…lo spazio e’ disseminato di veleno.

Grazie,

per info o proposte o aiuti chiamate 347/7038074 oppure miaomiao79@hotmail.it

 



LA SICILIA CATANIA

1 MARZO 2009

Soltanto nella giornata di ieri scoperte 10 uccisioni
«A Pedara stanno avvelenando tutti i cani randagi»

Giovanna Quasimodo

Pedara (CT) – In tutto il territorio di Pedara, da Tardaria fino al confine con Nicolosi, da tre settimane è in atto una vera e propria strage di cani randagi, animali inoffensivi e accuditi dai volontari della Lega Nazionale del cane e da alcune altre associazioni che operano in difesa dei diritti degli animali nella zona.. Solo nella giornata di ieri i «cadaveri» ritrovati sono stati dieci e tra questi c’erano alcune cagne che stavano allattando i loro cuccioli.
Tra gli animali morti, anche alcune femmine che erano state sterilizzate dai veterinari dell’Asl in virtù di una convenzione stilata tra la Lega e il Comune di Pedara. Grazie a questa convenzione, per arginare il fenomeno del randagismo, vengono sterilizzate in media una/due cagne a settimana.
Bava e sangue che fuoriescono dalla bocca di questi poveri animali trovati senza vita tradiscono inequivocabilmente la causa mortis: l’avvelenamento, appunto; tuttavia, prima di presentare una denuncia circostanziata (affinché la denuncia stessa venga presa in considerazione dalle forze dell’ordine e dalla Procura della repubblica), i volontari presenteranno sia il rapporto sanitario di un veterinario sia le risultante dell’autopsia che sarà eseguita su alcuni corpi dagli specialisti dell’Istituto zooprofilattico di
Catania.
Qualche giorno fa, nei pressi del Centro cuore Morgagni di Pedara alcune persona hanno fatto una scoperta molto macabra: in una cassetta di legno, piena di pezzi di carne avvelenati, c’era una cucciolata di cagnolini morti, che sono stati fotografati per corredare in maniera più precisa la denuncia che si sta approntando.
Evitando di ricorrere ad argomentazioni pietistiche o di contenuto etico, che pure sono valide, occorre fare presente che atti di crudeltà di questo tipo sono intollerabili e indegni di un Paese che si dica civile e vanno combattuti e perseguiti così come impone la Legge.. E tutte le forze dell’ordine sono abilitate, anzi obbligate, a intervenire nel caso di denuncia o segnalazione, così come avviene per qualsiasi altro reato.

cani avvelenati

Un po’ di Wolf… 2006: mia madre

Olivetta San MicheleMia madre nacque in un paesino al confine con la Francia nel 1928 (prime due foto).

Era una bella donna, intraprendente anche 🙂

Da ragazzina fu corteggiata da un calciatore spagnolo del Genoa, ma sua madre, conoscendo la fama di Don Giovanni che ne circondava il nome, la tenne in pratica “sotto chiave”  😛 finche’ lui non cambio’ maglia. Venni a conoscenza di questa storia quando un giorno, lasciandomi esterrefatto, inizio’ come nulla fosse a parlarmi in spagnolo – lingua che credevo non conoscesse per nulla 😮

Per un certo periodo intraprese la carriera di cantante. Citava spesso i suoi viaggi, in particolare in Persia (a quei tempi non si chiamava ancora Iran), paese di cui decantava la bellezza. Cesso’ la carriera perche’, gia’ a quei tempi, per andare avanti, avrebbe dovuto sottostare a “certe regole”… che rifiuto’.

Olivetta San Michele - ponte anticoAl contrario di mio padre, legatissimo alla sua famiglia di origine, mia madre seppe separarsi senza traumi dalla sua. Viveva distante da essa e non vedeva frequentemente ne’ i genitori ne’ i fratelli. Sua madre mori’ pochi mesi dopo la mia nascita; suo padre – ne ricordo l’amore per il “Pastis”, un forte liquore a base di anice 🙂 – molto piu’ tardi. Era ricoverato in un centro per anziani (non pensate a parole brutte come “ospizio”, era davvero un bel posto), nei pressi del suo paese natio. La notizia della sua morte, datagli per telefono, la colpi’ profondamente perche’ non era riuscita ad andare a trovarlo nonostante gliel’avesse promesso. L’infermiera che lo seguiva, le riporto’ che ogni volta che la porta della sua camera si apriva, lui guardava con ansia, sperando di vederla entrare…

Quello che più mi piace ricordare di mia madre e’ la sua umanita’, il suo essere rimasta fino alla fine a fianco di mio padre che, burbero come si conveniva agli uomini della generazione della guerra, era uno di quelli che pensava bastasse assicurare i beni materiali alla famiglia per dimostrare il suo amore verso di essa. Mia madre ha subito per lunghi anni, sopportando, per quieto vivere, il suo carattere litigioso. Quando avevo 18 anni la accompagnai dall’avvocato perche’, giunta al limite della sopportazione, voleva separarsi. Ma poi, resasi conto che mio padre da solo sarebbe stato “perso”, rinuncio’.

Sbaglio’? Fece bene? Chi puo’ dirlo?

So solo che questa fu la sua decisione, una decisione dettata dal cuore, che – al di la’ di cosa ne pensassi io – ho sempre rispettato per il grande coraggio e determinazione che dimostro’ nel portarla fino in fondo. Certamente, se si fosse separata, la sua vita sarebbe stata ben diversa…

 

Come ho scritto nel post su mio padre (Era mio padre), la notte in cui lui mori’, nel 2003, la chiamo’, le chiese di non chiamarmi, di non avvisare neanche l’ospedale. Era stanco di ricoveri, voleva andarsene in casa sua. Si sedettero’ insieme sul letto e si presero’ per mano… finché lui non se ne ando’.

Niente mi toglie dalla testa che mia madre inizio’ ad ammalarsi quel giorno, perché – non essendoci piu’ lui – non aveva piu’ una ragione per vivere.

Scoprimmo la sua malattia nell’aprile del 2005 in seguito ad una frattura spontanea dell’omero. Fu l’inizio di uno dei periodi piu’ devastanti della mia vita. Nel giro di pochi giorni, la paura, prima ancora della malattia, si impossesso’ di mia madre togliendole la lucidita’ mentale. La persona che era stata fino ad allora, non l’avrei mai piu’ rivista.

Mia madre, a cui furono dati pochi mesi di vita, visse ancora quasi un anno e mezzo, stupendo tutti per la sua capacita’ di ripresa. Ma non me. Quando anche i parenti e gli amici piu’ stretti mi dicevano di lasciarla morire in pace, io protestavo, perche’ sapevo che era soprattutto la paura che la stava uccidendo, e che, se l’avesse superata, avrebbe potuto vivere ancora a lungo; “tecnicamente” infatti, il suo era – a quell’eta’ – un male lento, avrebbe potuto essere tenuto sotto controllo con cure non invasive per anni. Venni a sapere che, in occasione della riabilitazione per una seconda frattura spontanea, stavolta del femore, il medico che la seguiva in casa disse alla fisioterapista “tanto lo sai che questa donna non si rialzera’ piu’”. E invece, ancora una volta, si rialzo’. Prima col girello, poi col bastone, poi senza aiuto alcuno.

Solo un ictus se la porto’ via in poche settimane. Ricordo con strazio il suo “ho tanto mal di testa”.

Mori’, come voleva, in casa sua, con i suoi figli attorno. Ormai in coma da giorni, sembrava resistere ad oltranza, come se si preoccupasse per noi. In un momento in cui rimasi da solo nella sua camera, mi avvicinai a lei e le sussurai dolcemente “Vai mamma, vai… tuo marito ti sta aspettando, non preoccuparti per noi…”.

Poche decine di minuti dopo, mia madre se ne ando’, ed io venni pervaso da una sorta di sensazione di pace, come se cio’ che doveva essere, fosse stato compiuto…

 

A parte il devastante potere della paura, l’insegnamento principale che mia madre mi ha lasciato è stato che il corpo, la mente, i beni di ogni genere, scompaiono tutti, spesso molto prima della vera fine.

L’ultima cosa che rimane, e’ anche la più importante: l’amore e l’affetto che hai dato, e quello di chi hai ancora intorno a te.

La notte della Befana 2007, sfogliando a caso un’agendina di quand’ero militare, almeno 17 anni prima, trovai con sorpresa una dedica di mia madre che diceva pressapoco “Al mio bellissimo figlio, a cui voglio tanto bene. Tornero’ presto a trovarti. E’ una promessa.” La dedica era scritta con mano molto tremante, come da una persona malata di Parkinson. Mia madre aveva il Parkinson, e’ vero, ma non certo all’epoca in cui quella dedica avrebbe dovuto essere stata scritta. Misteri… Quando il giorno dopo lo raccontai ad una cara amica, molto credente, non mostro’ affatto segni di sorpresa; mi disse tranquillamente: “E’ normale: la notte della Befana e’ la notte dei bambini, e te, per tua mamma, sei ancora il suo bambino…”

arcobaleno