Il coraggio di essere se stessi – un pensiero di Giorgio Ceredi

Con grande piacere voglio condividere questo pensiero di Giorgio Ceredi che l'amica Donnaflora1968 ha proposto sul suo blog poco tempo fa. Il blog di Donnaflora, Ricomincio a vivere, è ben frequentato, ma molti dei nostri amici di blog non sono in comune, per cui credo che molti tra voi non abbiano avuto occasione di leggere questo splendido pezzo…



Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle piante morenti. Diversi fiori erano già appassiti. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. Osservando il pino il re lo trovò sofferente perché si riteneva incapace di produrre grappoli come la vite. E la vite credeva di morire perché non riusciva a fiorire come la rosa. Infine scoprì una pianta, la viola, fresca e vivace come sempre. Il re, piacevolmente sorpreso, le chiese: "Perchè tu stai così bene mentre gli altri soffrono?" La viola rispose: "Mi è sembrato scontato che quando mi hai piantato tu desiderassi una viola. Se avessi voluto una quercia, un pino o una rosa avresti piantato quelle. Allora ho pensato. Visto e considerato che non posso vivere diversamente cercherò di essere me stessa al meglio possibile.

"In cerca di ricompense, che a volte si schiudono come boccioli e a volte si nascondono come cristalli nelle pietre. Il viaggio è difficile e talvolta l'eroe si siede sfiduciato, con la testa tra le mani. Ma l'eco che stava inseguendo, prima o poi, ricompare. E la forza ritorna nei pensieri, come vento fresco nell'afa, e gli occhi puntano una nuova meta, al di là della soglia, dove si vede, in lontananza, una luce…"

Superare la paura di non essere come gli altri ci vogliono e provare a schiudere la nostra musica interiore; cos'è, in fondo, tutto questo se non un cammino verso la vita e la libertà?
                                                                                                                                          (Giorgio Ceredi)

 

foglieChiudo con il commento che lasciai sul blog di Donnaflora: Molto bello questo estratto  😉 Aggiungo che, oltre il coraggio, ci vuole anche l'intelligenza di essere sé stessi, capendo proprio ciò che è espresso nel testo: che ognuno di noi è perfetto di per sé, gli altri ci possono servire da stimolo, mai come oggetto di invidia  🙂

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48 pensieri su “Il coraggio di essere se stessi – un pensiero di Giorgio Ceredi

  1. Grazie davvero di avermi permesso riportando qui il pezzo questo racconto.Lìinsofferenze interiore, la smania dettata dall'insoddisfazione sono tarli pericolosi e che tarpano le ali della mente e del cuore,Un abbraccio, è sempre così bello passare di qui. 

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  2. Io credo che questa sia una delle chiavi della vita. Accettarsi, metabolizzare i propri limiti, e cercare di progredire, nel rispetto e nella coscienza della nostra individualità.Altrimenti, oltre a quanto è descritto nel post, nascerebbero invidie e rancori che di certo non gioverebbero al karma.

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  3. Hai riportato un bellissimo pezzo, essere se stessi e' sempre la miglior cosa…accontentarsi di cio' che si possiede anche….credo sia saggio …utile…e fa vivere meglio…come sempre generi e riporti cose molto belle …un bacio grande N.

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  4. x Flame: e' vero, e' sempre piu' pericoloso far finta di non sentire la propria insoddisfazione e insofferenza, non dando loro la giusta attenzione, che tentare di porre ad essi rimedio, assumendosi le eventuali incognite che cio' comporta.Grazie e un abbraccio anche a te! x Anne: sono d'accordo cara Anne, che si parli di karma "vero" o di principio di causa-effetto con "ricadute" in questa sola vita.Un salutone!

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  5. oltre il coraggio di essere se stessi ci vuole l'inteliggenza e il cuore per tentare di capire gli altri . vuoi vedere se tu e i tuo visitatori riuscite a rispondere alla domanda del mio post odierno? ciao.

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  6. x Orematt: Fatto! E guarda che personalmente concordo con le tue parole qua sopra. Purche' l'intelligenza e, soprattutto, il desiderio di capire gli altri, non siano "a senso unico" x madibacisaziami: grazie  ma… "dedizione" a cosa?

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  7. E' difficle capirsi ed accettarsi, ma lo é ancora di più migliorarsi rimanendo nel nostro limite. Già accettarci é un miglioramento enorme. Non si da spazio ad invidie e gelosie. Sentimenti quelli che bruciano inutilmente forze e risorse.Spendendendo bene i prorpi talenti, credo che si potebbe vivere meglio.Noi e gli altri, insieme.

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  8. ..molti di noi passano una vita a cercare di essere altro.. per tizio caio e sempronio…spesso questo comincia dalla famiglia..poi un giorno, forse… ti svegli accorgendoti di quanto tempo hai buttato via, di quante possibilità…di quante porte sbattute hai preso perchè stavi andando contro di te…non è facile svegliarsi, accorgersi..qualcuno ha la fortuna di aver sempre remato nella giusta direzione…non saremo mai il meglio del meglio, nemmeno il poco meglio..ma possiamo esser molte cose diverse da ciò che siamo…ma tutto questo costa una fatica immane, mentre essere se stessi è assecondare la propria natura, è assecondare la vita…risparmiando energia e forza per essere al meglio di noi…quante altre cose si potrebbero fare…cominciando a vivere sul serio..un sorriso..m.

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  9. x CapeH: assolutamente d'accordo caro CapeH x m.: esatto carissima A volte la difficolta' puo' piuttosto essere il trovarlo quel nostro "noi stessi". Ogni tanto ho perfino il dubbio che a forza di togliere maschere… poi non rimanga piu' nulla! Ma forse e' comunque meglio provarci, che dici?

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  10. Sono sempre stato convinto che le maschere di cui siamo consapevoli e che accettiamo di portare perché sono a noi utili, non siano di per sé negative. Sono molto più pericolose invece quelle che nemmeno sappiamo di avere…Bacione

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  11. In un mondo che ci vuole tutti simili essere se stessi prevede delle rinunce che solo pochi fanno.Le invidie nascono sempre da una mancanza di accettazione di se'.Io comunque come ho espresso piu' volte mi voglio bene,mi rimprovero e mi perdono..ma sono contenta di me stessa…Wolf era un po' che non entravo…i tuoi post richiedono lo sveglione del neurone che da un po' di tempo in me si era assopito…quel lazzarone….un abbraccio

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  12. x Happy: oh, grazie Happy! Anche se il ringraziamento va soprattutto all'autore dello scritto, fa comunque piacere che ciò che si pubblica possa essere in qualche modo di aiuto x Lory: ahahah no dai, non sono così complicati i miei post, non gli ultimi almeno! Grazie cara, e un abbraccio!

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  13. Buongiorno, carissimo Wolf, e per domani buon ferragosto a tutta la compagnia!Avevo letto il post di Flo: sono sempre molto profonde e dense di significato le parole che la nostra amica ci propone.Come le tue, del resto. E' sempre un grandissimo piacere leggerti.Un abbraccio a te e un mare di baci sul muso alle bestiole.A proposito: ovviamente, ho firmato, ed ho "obbligato" amici e amiche a farlo. E' davvero ignobile!Bacio.

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  14. Sono perfettamente d'accordo… e aggiungo, a volte osservare gli altri può servire da stimolo a cercare di migliorare se stessi, ma sempre rigorosamente nei limiti del possibile: insomma deve essere un confronto costruttivo e non distruttivo.Felice ferragosto caro amico!!!

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  15. x Anna: che sorpresa ritrovare un tuo intervento! Grazie davvero e buon ferragosto (e un bell'abbraccio) anche a te! x Fatima: uhm… il titolo non mi è nuovo… lo cercherò nella mia libreria e, altrimenti, vedrò se acquistarlo Grazie per il suggerimento e un saluto anche per te!

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  16. x Acqua: … e sei stata molto brava a farlo, al di là delle parole non è sempre facile riuscirci Buon ferragosto anche a te!x Valeria: esattamente, concordo Felice Ferragosto anche a te, cara Valeria!x Stefano: … e un buon ferragosto anche all'amico con cui condivido l'amore per i nostri amici animali

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  17. Bello il racconto che hai riportato sul tuo blog. La viola è saggia ad accettarsi per ciò che è realmente,  difficilmente accade a molte persone che vogliono spesso somigliare a qualcun'altro (chissà perché poi).Spero tu abbia passato un bel Ferragosto, un bacio!

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  18. x Aura: grazie cara, anche se in questo caso il merito va all'autore dello scritto x Demetra: vero, chissa' perche'? E' certamente condizionamento culturale…Be', il tempo non era dei migliori, comunque abbiamo "salvato" la giornata ugualmente

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  19. Mi sento così …non so come…quando leggo questa storie…… eppure appartengo alla razza UMANA ….quella che sa creare dei Palazzi, coltivare campi e produrre degli alimenti gustosi e…..allettanti, dipingere quadri con eccelsa manifattura tecnica( così si dice… in arte!) quella che ha industrializzato prodotti naturali per crearne artificiali (spero in futuro riesca a sporcare un pò…di meno) quella che scrive la saggezza elementare (riportata in questo post) e quella filosofica ……Poi,…mi chiedo:"ma davvero l'uomo deve essere convinto da un altro uomo …. che esiste un modo di vivere …..dignitoso…non lo sa già da sè????"Ciao … ti abbraccio forte forte forte e….. lo faccio di cuore!!!Pst pst pst pst…non me lo ha suggerito nessun altro umanoide……     nemmeno un bel bacino affettuoso…smacckketttato 

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  20. Io non lo darei per scontato, purtroppo. Un po' per condizionamento esterno, un po' per reale e insito egoismo, molte persone risultano un po' cieche. Se forse non si puo' far nulla per quelle che hanno scelto, per convenienza propria, di essere cosi', almeno di puo' tentare di "svegliare" le altre Grazie cara, restituisco il tuo abbraccio altrettanto di cuore

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  21. Essere se stessi è anche capire chi siamo…, l'importante è comunque essere quello che crediamo essee, visto che – pare – ai difficile, se non impossibile, capire a fondo chi siamo tra i mille maschere (anche non voluti) e costumi che portiamo e non sempre voluti, ma condizionati.Per fortuna che, personalmente, non soffro d'invidia, dato che penso che chi è diverso da me, fa la differenza di me e di lui, e non mi toglie nulla del mio me. Io credo che chi soffre è l'invidioso, e non l'invidiato.E poi, a che pro essere la fotocopia di un'altra persona, quando abbiamo il nostro originale?Grazie per la riflessione Wolfghost.A presto!Rondine

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  22. Concordo, cara Rondine A volte sono anche arrivato a chiedermi se davvero esiste questo "me stesso" che tutti (si fa per dire) cerchiamo, o se siamo invece proprio un mero prodotto del nostro vissuto. In ogni caso credo credo che prendere consapevolezza di noi stessi ci permetta di levarci dei fardelli di condizionamenti che ci appesantiscono e rallentano, quando non fermano del tutto. Se poi il risultato sarà quel "noi stessi" originale o il cambiamento nella figura che di noi vorremmo avere… bé, forse non importa poi così tanto

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  23. Bellissimo anche questo e, soprattutto, da imparare bene e ricordarcelo quando ci sentiamo giù di morale e completamente inutili, a questo mondo.GRAZIE di Cuore!Ancora Felice Serata per Te e per tutta la Tua Bellissima Famiglia, Ciao!  Maria Elena

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