Buon compleanno Blog! :-)

Un po’ in ritardo (cinque giorni esattamente, meno male che non è una moglie o una compagna :-P) faccio gli auguri al mio blog wolfghost.it che compie due anni! 🙂

Correva l’anno 2007, esattamente il 7 settembre, quando approdavo su Splinder dopo aver lasciato il mondo dei forum 🙂

In questi due anni ho visto passare tanti nick, alcuni diventati veri amici virtuali, magari solo per un pò. Qualcuno l’ho conosciuto di persona, ma la grande maggioranza di chi mi aveva seguito all’inizio… è poi passata oltre. Alcuni mi spiace davvero di averli persi, altri magari un po’ meno, comunque suscita sempre un po’ di stupore verificare come sia “dinamico” questo particolare mondo: davvero in pochi ti accompagnano per lungo tempo… Mi sa che, almeno come frequenza abbastanza costante, è rimasta solo affabile… in compenso però molti altri sono arrivati 😉

Cosa ho avuto in questi due anni? mmm… la possibilità di esprimermi, certamente, ma soprattutto quella di poter avere una condivisione con tante persone, tante anime diverse. Questo mi ha permesso di conoscere pensieri che mi hanno accresciuto, anche – o forse soprattutto – se erano a volte diversi dal mio.

Alcuni di questi scambi sono stati davvero illuminanti, mi hanno aiutato molto ed alla fine li ho fatti miei. Dico sempre che, anche se assolutamente poi bisogna decidere di testa propria, bisogna ascoltare tutti, perché a volte la frase risolutiva, quella che ti indicherà la strada, arriverà proprio da chi non ti aspetti o che “incontri” per la prima volta. E se non fai attenzione… quell’aiuto insperato lo potresti perdere per sempre.

E poi mi ha sempre fatto particolare piacere scoprire e conoscere gli “spettatori sommersi”, quelli che leggono ma non commentano mai, magari nemmeno iscritti a Splinder 🙂  Alcuni di loro ogni tanto si fanno vivi, via pvt o commento anonimo magari, ma anche via e-mail. Alcuni vogliono solo ringraziarmi, altri scambiare un’opinione o chiedere un parere (non oso dire “consiglio”! Se avessi anche il minimo sospetto che la gente facesse pedissequamente ciò che gli dico… sarei già diventato muto! :-P). Qualcuno mi scrive che gli ho dato la forza di andare avanti nonostante gravi difficoltà… e questo mi riempie di contentezza e soddisfazione  🙂 … un po’ come quando vengo a sapere che qualche animaletto il cui annuncio è transitato su www.adottauncucciolo.net è stato adottato! 😉

Comunque, pur non avendo mai chiesto nulla in cambio, qualche premio per lo sforzo sostenuto (non vi nascondo che a volte è un vero impegno tenere aggiornato un blog) mi è arrivato, e dunque… Grazie blog! E tanti auguri ancora! 🙂


Per la cronaca, questo fu il primo post che scrissi…

Eccomi qua…

Dopo anni di peregrinazione su siti vari e, soprattutto, forum, Wolfghost prova l’avventura del blog.

Il desiderio di esprimere cio’ che e’ dentro di me in una cornice mia, senza gli spazi angusti di un forum, forse senza la sua visibilita’, ma nemmeno la sensazione di disordine e, spesso, mancanza assoluta di controllo, e’ la molla che mi spinge in questa mia esperienza di blogger.

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un “ricercatore dell’anima”, incuriosito tanto dall’esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi.
In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni.

Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada…

Spero di non perdere gli amici che, via via, mi sono fatto da altre parti e che, almeno alcuni tra loro, siano pronti ad accompagnarmi, magari assieme a nuovi, in questa avventura.

Wolfghost

festeggiamento

 

La ragazza con la valigia colorata – I motivi dell’omosessualita’

Finalmente posso riprendere la scaletta dei blog che avevo in mente 🙂
La prima idea per un nuovo post mi venne in mente leggendo il seguente racconto di anneheche sul suo omonimo blog che, per i pochi che ancora non lo conoscono, si puo’ trovare qua: anneheche blog
E’ un post un po’ datato (come scrivevo sono un po’ in ritardo :-P) e in molti lo avrete gia’ letto: chi vuole puo’ saltare direttamente al mio sottostante commento…

… dimenticavo! Anneheche ha anche scritto il seguito, chi vuole lo puo’ trovare qui: LA RAGAZZA CON LA VALIGIA COLORATA 2



LA RAGAZZA CON LA VALIGIA COLORATA – di anneheche

ragazza
Poi arrivò la ragazza con la valigia colorata.
Avevo visto solo una sua foto: era bella, capelli bruni, gambe atletiche; camminava scalza sulla spiaggia e indossava dei pantaloncini corti di jeans.
Però conoscevo piuttosto bene la sua anima. Prima di incontrarci ci eravamo scambiati una quantità di e-mail, e avevamo parlato più volte al telefono. Da quel punto di vista sapevo cosa aspettarmi. In quanto al resto, esisteva un’incognita.
Da quanto avevo appreso di lei, Loredana possedeva un mondo interiore ricchissimo. Lo avrei paragonato alle stagioni: poteva essere calda come l’estate, dolcemente nostalgica come l’autunno, gelida come l’inverno, spensierata e gioiosa come la primavera. Nella sua vita, aveva sperimentato l’appagamento dell’amore, la trasgressione dei sensi e la solitudine dell’abbandono. Era stata investita dalla tramontana, bagnata dalla pioggia, e riscaldata dal sole: non necessariamente in quest’ordine.
Con me si era dimostrata franca e aperta. Se devo essere sincero io un po’ meno, molto meno.
Ma quel giorno ciò che contava era incontrarla. Mi sentivo ansioso, tuttavia anche impaziente di vederla, di percepire una presenza reale, di parlarle guardandola negli occhi. Era da molto tempo che non mi succedeva.
Le andai incontro.
Loredana mi abbracciò.
C’era stato un momento, proprio mentre veniva annunciato l’arrivo del treno, in cui avevo pensato di andarmene. Avrei lasciato la stazione, sarei salito in macchina e sarei tornato a casa. Loredana non sapeva dove abitavo, il mio numero di telefono era riservato e avrei spento il cellulare. Per lei sarebbe stata una grande delusione: aveva speso un sacco di soldi per prenotare l’albergo e comprare il biglietto. Si era sobbarcata un viaggio di molte ore. Mi avrebbe aspettato invano, poi avrebbe compreso.
Ma fu solo l’idea di un istante: in realtà, desideravo conoscerla. Più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Quella mattina, mentre bevevo il caffè, avevo ascoltato i Led Zeppelin. Era un triplo cd dal vivo che avevo appena acquistato. Quando volevo sognare mettevo nel lettore un disco dei Jethro Tull; se, invece, avevo bisogno di una scarica di adrenalina optavo per il gruppo di Jimmy Page. E ciò che mi aveva spinto a incontrare Loredana era proprio il bisogno di adrenalina.
Un gioco perverso?
No. Nel modo più assoluto. Era qualcosa di diverso, di molto più profondo; lei mi aveva colpito veramente: in caso contrario, non mi sarei esposto in quel modo. Perché immaginavo quello che sarebbe potuto accadere, e sebbene mi augurassi di non arrivare a quel punto, non ignoravo che forse era proprio quello che lei desiderava.
Io so come mettere a proprio agio la gente: è un mio dono innato. So affascinare le donne, dato che riesco a essere galante senza risultare mai invadente; riesco a intromettermi in una discussione fra perfetti sconosciuti, e un istante dopo tutti penseranno di conoscermi da una vita; faccio ridere i bambini; e in un momento posso conquistare la fiducia di un cane, oppure persuadere il vigile più intransigente a levarmi una multa. In realtà, non sono molto interessato alle persone: ma mi diverto a dimostrarmi superiore a loro. A scuola studiavo poco, tuttavia prendevo voti altissimi perché ci so fare.
Con Loredana funzionò subito, e non solo perché io volevo che funzionasse, ma per il semplice motivo che ero realmente attratto da lei.
Avevo capito che era una persona speciale. Lo avevo capito immediatamente. Fin dalla prima telefonata.
Trascorremmo quattro giorni stupendi. Le mostrai la mia città, visitammo musei e chiese, cenammo sempre nello stesso ristorantino, un locale delizioso dove servivano il miglior caciucco di Livorno; e soprattutto parlammo.
Era inevitabile che prima di partire lei volesse vedere la mia casa.
Quando la feci accomodare sul divano, si strinse a me. Sapevo che sarebbe successo. E stranamente non restai indifferente al profumo del suo corpo, al suo abbraccio morbido. Intuii che stava per baciarmi.
Fu allora che le raccontai tutto.
Le parlai di Paolo.
Al telefono non avevo taciuto per viltà. Se fossi stato sposato e non glielo avessi detto, il mio comportamento sarebbe stato peggiore, in quanto avrebbe dimostrato che nutrivo intenti lascivi o che comunque ero pronto a tradire due donne contemporaneamente. Ma Paolo era morto da tre anni, e dopo di lui non c’era stato nessun altro. E nemmeno prima, visto che mi ero innamorato di lui in seconda liceo. Inizialmente non mi aveva corrisposto; mi considerava il suo migliore amico, e frequentava la più bella ragazza della classe. Ma troppe furono le ore che passammo assieme a studiare, troppi i libri che ci scambiammo, troppo forte l’intesa che, giorno dopo giorno, venne a crearsi fra noi. Paolo era intelligente, bello e sensibile. Biondo con gli occhi chiari lui, bruno con gli occhi grigi io; piccolo e mingherlino l’uno, forte e muscoloso l’altro. Quante volte lo difesi e quante volte feci a botte per lui! Benché all’epoca non fosse (ancora) omosessuale, aveva un aspetto fine e delicato che dava fastidio ai bulli della scuola. Stava con Silvana, ma questo non gli evitava il sarcasmo feroce di cui siamo capaci noi toscani.
Quando finimmo a letto, lui si innamorò di me. Io lo amavo già da sempre.
Loredana mi ascoltava in silenzio. Notai che non si era scostata. Non scorsi alcun segno di delusione o di fastidio. Era possibile che fosse sconcertata, ma non lo diede a vedere.
Quando finii di parlare, si accese una sigaretta. “Non sei mai stato con una donna?”
Scossi la testa.
“Perché hai voluto conoscermi?” La sua voce era dolce. Non c’era traccia di risentimento. La guardai. Era bella; mi rendevo conto di desiderarla, ma avevo paura. Temevo che il contatto con il suo corpo mi disgustasse. “Perché”, risposi lentamente, “tu gli assomigli. Non fisicamente, intendo…” Lasciai in sospeso quelle parole, rendendomi conto che erano stupide. Mi sforzai di farle capire quello che provavo, di aprirmi veramente. Infine, dissi la cosa che al momento mi sembrava più giusta. “Io amavo Paolo perché era lui, e ora credo, penso, di amare te. Siete così simili, guasi foste fratello e sorella: la stessa sensibilità. i medesimi tormenti dell’anima, il bisogno di essere capiti, protetti, difesi da tutto quello che c’è di orribile là fuori.” Indicai la finestra spalancata sul mare. Le stelle rilucevano nella notte e la luna splendeva, un lieve vento disegnava forme fantastiche sull’acqua scura. “Quello è bello.”, dissi. “Il mondo è bello. Però, esistono anche l’invidia e la cattiveria, l’ignoranza e la violenza più ottusa.”
Trassi un profondo respiro. “Io… ti aspettavo da quando è morto Paolo.”
Non mi chiese come era successo.
Mi baciò sulla bocca.
Fui sul punto di ritrarmi, ma dopo un istante ricambiai il bacio. All’inizio con dolcezza, poi in modo quasi selvaggio, disperato. La sua lingua era morbida, calda. Si staccò da me e incominciò a spogliarsi.
Io rimasi incantato a guardarla.

Quando la riaccompagnai alla stazione, sapevo che sarebbe tornata.
E sapevo anche un’altra cosa.
Che questa volta non sarebbe più ripartita.


Commento di Wolfghost: lo spunto da questo bel racconto della Anneheche nazionale, mi serve, come si sarà intuito, per affrontare un quesito che, ho scoperto, non incuriosisce solo me ma anche molti scienziati… e da tanto tempo, pure! 😉 Ovvero i motivi dell’omosessualità.
Perché proprio questo racconto? Be’, forse per il cambiamento del protagonista che passa da un rapporto omosessuale ad uno eterosessuale e che, dunque, incuriosisce ancora di piu’: quello di Anneheche e’ un racconto, ma nella realta’ non e’ un caso infrequente, come non lo e’ l’opposto, ovvero il passaggio da un rapporto etero a uno omo.

La domanda è di per sé semplice. Dato ormai per scontato che l’omosessualità è ben presente in natura (oltre che nella storia millenaria dell’umanità recente) e che ormai nessun esperto si azzarda più a considerarla un’anomalia ma piuttosto una “modalità alternativa”, quel che gli esperti (e io) si chiedono ormai da tempo è: ma perché la Natura, che non fa mai nulla per caso, ha creato questo modello di sessualità e convivenza “alternativa”, visto che non ha utilità ai fini della procreazione? Certo, a meno di non fermarsi a “l’amore non conosce confini”, che pero’ non esclude di per se’ motivazione “pratiche”.

Alcuni di questi scienziati pensano adesso di aver trovato una possibile spiegazione: essa risiederebbe nella funzione sociale che tale modello comportamentale ha, piuttosto che sulla sua funzione riproduttiva. Dice Nathan W. Bailey dall’Università della California a Riverside (citato in un articolo di Le Scienze che potete trovare qua: Il significato evolutivo del comportamento omosessuale):
“I comportamenti omosessuali sono dispiegati in modo flessibile in una varietà di circostanze, per esempio come tattica riproduttiva alternativa [ovviamente non vale per l’uomo e per le specie “maggiori”, N.d.R.], come strategia di ibridamento cooperativo, come facilitatori dei legami sociali o come mediatori di conflitti intrasessuali. Una volta che questa flessibilità si è stabilita, diventa in sé e per sé una forza selettiva che può dirigere la selezione su altri aspetti della fisiologia, della storia della vita, del comportamento sociale e anche della morfologia”.
Bailey insomma sostiene che gli omosessuali aggiungono una funzione sociale capace, almeno in certi casi, di modificare il percorso evolutivo della società nella quale si trovano.
Cito ancora l’articolo de Le Scienze: “Per esempio, gli studi sugli albatros di Laysan hanno scoperto che circa un terzo delle coppie di albatros erano femmina-femmina. Gli autori sottolineano che queste coppie avevano un maggiore successo nell’allevare i piccoli rispetto alle femmine non in coppia. Pertanto questo tipo di coppia può avere significative conseguenze evolutive nel cambiamento delle dinamiche all’interno della popolazione”.
Insomma, è un modo anche questo di ricordare che il fine ultimo della Natura è l’evoluzione e non unicamente la procreazione che ne è solo uno degli aspetti. Anche la sopravvivenza delle specie ha la sua importanza, e – almeno nel caso degli albatros – questo spiegherebbe perché la Natura vede di buon occhio la… cooperazione femminile nell’allevamento dei piccoli.
Senza contare, mi viene in mente quale effetto collaterale, che nel frattempo i maschi di albatros potrebbero proseguire nella loro opera di… inseminazione delle femmine, dando alla stessa procreazione, e dunque alla specie, ancora maggiori probabilità di evoluzione e sopravvivenza.
Ehi… non dico che questo dovrebbe valere anche per gli uomini, eh! Personalmente sono per la monogamia! 😀

Non dimenticando uno dei miei aforismi preferiti – che recita “L’uomo impiega una vita per capire che non tutto va’ capito”  😉 , ovvero che tutto sommato la spiegazione “l’amore non conosce confini” potrebbe bastarci e avanzarci – vi lascio con la domanda: la spiegazione data da Bailey e soci (al di la’ dello specifico esempio degli albatros), vi sembra verosimile? 😐

albatro

 

S.O.S ANIMALI: PULCINI MASCHI TRITURATI VIVI!!!!!!!!!!!!!

(dal blog dell’amica mylandscape: mylandscape.splinder.com/)

Cari amici di Landscape, purtroppo è con questa bruttissima notizia vista ieri sul TG1 che devo aprire il mio blog al ritorno delle vacanze, e dirvi che mentre vedevo quel servizio piangevo è dir poco! Inanzitutto, mi domando come può un telegiornale dare notizie di questo genere con una nonchalance unica. Mi dispiace ma il contesto non mi è piaciuto affatto. Come se la triturazione dei pucini maschi vivi fosse una cosa che può ricadere nella normalità: 1) Prima si fa vedere un video sconcertante (solo alcune parti per fortuna), dove queste povere piccole bestie passavano da mani anonime e assassine in un tritatutto come se fossero dei rifiuti da riciclare. 2) Poi è intervenuta una tizia del wwf che con un tono secco e normalizzante dava qualche consiglio al consumatore.

E NO!!!!!!!!!!!! ATTENZIONE! FINIAMOLA DI FAR PASSARE LE TORTURE DEGLI ANIMALI COME QUALCOSA ORMAI ACQUISITA. PER FAVORE PAPA BENEDETTO XVI INTERVENGA: NON SE NE PUO’ PIU’ ANCHE I PULCINI MASCHI SONO ESSERI VIVENTI COME NOI UOMINI E NON ESSERI VIVENTI DI SERIE B.

Cari amici di Landscape, se passate di qui, per favore sappiate che dobbiamo fare tutti la nostra parte. Avete un blog? riprendete questa notizia e scrivete tutto quello che vi suscita: sgomento, orrore, indignazione. Se vi dicessi diventiamo tutti vegetariani, di punto in bianco, forse non tutti mi seguireste, ma mettiamoci tutti sulla strada giusta:

 – Soprattutto se avete più di quarant’anni, ricordate che l’alimentazione può essere semplice. Non c’è bisogno di mangiare tutti i giorni carne.

– Non comprate la carne al supermercato! Non comprate i prodotti industriali a base di carne. – Avete delle fattorie vicino casa? Posti dove è possibile comprare prodotti direttamente da coloro che hanno le galline, i polli, i tacchini per conto proprio? E allora è lì che dovete andare.

– Se proprio volete comprare le uova al supermercato, comprate quelle dove è scritto: da galline allevate a terra

ORMAI E’ CHIARO A TUTTI: L’INDUSTRIA PASSA COME UN RULLO COMPRESSORE SULLA VITA DI TUTTI (UMANI INCLUSI).

NOI SIAMO I CONSUMATORI E NOI POSSIAMO FERMARLA

 

A MORTE TUTTI QUELLI CHE LAVORANO NELLO STABILIMENTO HY-LINE INTERNATIONAL A SPENCER IN IOWA COLPEVOLE DI TRITURARE VIVI 150 MILA PULCINI MASCHI OGNI GIORNO

LUNGA VITA A TUTTI
I PULCINI MASCHI DEL MONDO!!!

pulcini

L’ORRIBILE NOTIZIA QUI

 

Wolfghost: Purtroppo ancora una volta devo interrompere la scaletta dei post che avevo in mente per un’altra notizia di “efferatezza legale” contro gli animali.

Vedete… Lands è una persona serissima ed equilibrata, ma non ci deve stupire di leggere dichiarazioni come “A MORTE TUTTI QUELLI CHE LAVORANO NELLO STABILIMENTO HY-LINE INTERNATIONAL”: sono certo che nemmeno lei lo pensa, e tuttavia è uno sfogo verbale comprensibile.

Ancora una volta una parte dell’umanità dimostra di non credere nella vita ma solo in sé stessa, nei propri comodi, nel proprio lucro, con l’arroganza e la strafottenza di chi crede di potere tutto, di chi si arroga il diritto di decidere per la sorte di milioni di esseri viventi… e lo fa in maniera degna del peggiore film horror. E non stiamo parlando della Cina o della Corea, stiamo parlando del paese che vorrebbe ergersi a modello di umanità nei confronti del mondo. 

E in quanto all’appello al Papa… bé, questo è quanto ho risposto: “Mi dispiace dire che non credo proprio che Benedetto XVI pensi anche solo minimamente a intervenire. Umani da salvaguardare, animali… fatene quel che volete, sembra essere la parola d’ordine della chiesa che troppo spesso finge di dimenticare gli esempi dati dai suoi stessi santi (come San Francesco D’Assisi).
Come stupirsi poi se tra tanti animalisti “civili” ne compare anche qualcuno che predica lo sterminio della razza umana?
Satana in persona non si prenderebbe la briga di triturare dei pulcini appena nati.
Davvero indegno di una specie che si fregia del titolo di ‘specie eletta’.”

In passato, pur essendo stato io stesso vegetariano stretto a lungo (adesso sono ancora vegetariano, ma mi capita di mangiare derivati da latte e uova), non capivo perché tale posizione si legasse alla protezione degli animali, la mia era una scelta salutistica. Purtroppo poi ho capito: lo sfruttamento degli animali da “allevamento” è davvero cosa indegna. E questo ne è purtroppo un terribile esempio. Come scrive Lands stessa in un suo commento al suo post originale: “sai perchè lo fanno? Hai presente la produzione industriale? Come quando mandano al macero migliaia di agrumi perchè il mercato non li assorbe in nome dei profitti? Così per queste piccole creaturine! Non servono, non sanno che farsene, non portano guadagni. E così li selezionano: pulcini femmine si, diventeranno galline, faranno le uova; pulcini maschi? sono troppi, trituriamoli. Bastardi! L’industria che passa come un rullo compressore su tutto!”

Allora… non dico di diventare tutti vegani (molti di noi tra l’altro hanno anche animali che sono carnivori e che non hanno tale scelta), ma almeno cerchiamo di seguire per quanto possibile i consigli di base che sono espressi nel post di Lands.

 

La Chiesa e lo Spiritismo

Era mia intenzione passare ad argomenti più leggeri (in coda ne ho… ho perso il conto… almeno tre!), ma prima di chiudere con lo Spiritismo, voglio proporvi questo interessante pezzo scritto da Pitonessa nel suo blog Paola degli Spiriti, nel quale – come spesso avviene – mi sono casualmente imbattuto proprio mentre scrivevo il post finale dedicato a Houdini 😮

L’interesse per questo post nasce dal fatto che la chiesa si è sempre ufficialmente opposta allo Spiritismo, asserendo che gli spiriti dei defunti non comunicano mai con i vivi e pertanto le comunicazioni con l’aldilà sarebbero opera sempre e soltanto di entità maligne, e non veri spiriti.
Pare però che diverse deroghe alla posizione ufficiale vengano fatte a livello individuale. L’impressione è che la posizione ufficiale della Chiesa serva in realtà a porre un freno al dilagare di un fenomeno che certamente, se usato con dolo o impropriamente, potrebbe arrecare grave danno a chi lo esercita o vi partecipa.

Prima di lasciarvi al post di Paola, vi segnalo per completezza che lei ha successivamente descritto anche alcune esperienze personali proprio con persone dell’ambiente ecclesiastico; anche queste sono molto interessanti e le trovate qua: Spiriti e Medianica. Paola stessa infatti, asserisce nel suo profilo di avere a che fare con il mondo degli spiriti fin da bambina, è perciò oltremodo interessante, al di là di credere o meno nell’autenticità del fenomeno dello Spiritismo, vedere come è stata “accolta” da tali persone.

E adesso il post… 🙂


La Chiesa e lo Spiritismodi Pitonessa, blog Paola degli Spiriti

Le religioni cristiane hanno sempre combattuto la comunicazione con gli spiriti, considerata di per sé reale, ma interpretata come opera di natura luciferina e demoniaca, pertanto vietata poiché considerata pratica satanica eminentemente maligna, e come tale pericolosissima per via di un divieto biblico della legge mosaica che proibisce ogni forma di divinazione.

Kardec obietta ai cristiani che, se le comunicazioni sono precedute da sincere preghiere a Dio e fatte rispettosamente con ottime intenzioni, non vi sarebbe nulla di diverso da una comunicazione tra persone civili viventi, in quanto, secondo l’ottica spiritista, gli spiriti non sono altro che le anime degli uomini. Al contrario, secondo gli spiritisti, se condotte al di fuori di un contesto di preghiera a Dio e solo per frivola curiosità o per divinazione allora il rischio di imbattersi in entità malevole è molto elevato e pericoloso. Anche gli spiritisti condannano senza riserve la divinazione, ossia la richiesta di prevedere il futuro o la fortuna, in quanto, secondo la dottrina, gli spiriti non conoscerebbero affatto il futuro. Gli spiritisti condannano parimenti tutte le credenze di magia, stregoneria, satanismo, spesso erroneamente associate alla filosofia o alla pratica spiritista, la quale le considera mere superstizioni. In questo senso gli spiritisti sono assolutamente d’accordo con i cattolici e i protestanti.

Malgrado la posizione nettamente contraria allo spiritismo da parte del magistero, non sono mancate alcune limitate eccezioni di ecclesiastici cattolici che hanno manifestato alcune aperture e si sono interessati al colloquio con i defunti, rimanendo sempre all’interno di un contesto di preghiera e di rispetto a Dio. Tra questi vengono ricordati padre Ulderico Pasquale Magni e padre Andreas Resch, il quale condusse esperimenti in prima persona e tenne persino dei corsi in Vaticano.

Il teologo padre François Brune, autore del libro I morti ci parlano, ha sostenuto che gli studi di padre Agostino Gemelli rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e padre Pellegrino Ernetti furono appoggiati da papa Pio XII il quale disse: “Caro padre Gemelli, non ha davvero nessun motivo di preoccuparsi. L’esistenza di queste voci è un fatto rigorosamente scientifico. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra angolare di un edificio per gli studi scientifici che rafforzerà la fede della gente nell’Aldilà”. Tale posizione non è condivisa dalla storiografia.

Papa Paolo VI avrebbe scritto inoltre che “In Vaticano ho incontrato un atteggiamento favorevole nei confronti della metafonia” quando nominò Friedrich Jürgenson, famoso ricercatore del fenomeno delle voci elettroniche, Cavaliere dell’Ordine di S. Gregorio.

Padre Pistone, Superiore della Società di San Paolo in Inghilterra, dopo i colloqui con i defunti rilasciò la seguente dichiarazione: “Nelle Voci non vedo niente di contrario agli insegnamenti della Chiesa Cattolica; sono qualcosa di straordinario ma non c’è ragione di temerle, né vedo alcun pericolo”

Il Giusto Reverendo Mons. Prof. C. Pfleger commentò: “I fatti ci hanno dato la consapevolezza che fra la morte e la risurrezione c’è un altro stadio di esistenza post mortem. La teologia cristiana ha poco da dire riguardo a questo stadio”

Padre Gino Concetti, uno dei teologi più competenti del Vaticano, ha detto in una intervista: “Secondo il catechismo moderno, Dio consente ai nostri cari defunti, che vivono in una dimensione ultra-terrena, di inviare messaggi per guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La Chiesa ha deciso di non proibire più il dialogo con i morti, a condizione che questi contatti siano motivati da seri propositi religiosi e scientifici”

Il cugino di papa Pio XII, Gebhard Frei, noto parapsicologo a livello internazionale e presidente della Società Internazionale dei Parapsicologi Cattolici affermò: “Tutto ciò che ho letto e sentito mi obbliga a credere che le voci provengono da entità trascendentali e individuali. Mi piaccia o no, non ho il diritto di dubitare della genuinità delle voci”.

La Chiesa d’Inghilterra istituì un comitato per esaminare le prove sulla medianità. Dopo due anni di approfonditi studi e sedute con i più dotati medium d’Inghilterra, giunse alla conclusione che “L’ipotesi che, in alcuni casi, le comunicazioni spiritiche provengono da spiriti disincarnati, è corretta”

Tuttavia, nonostante queste aperture, la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica e Protestante rimane quella di proibire i tentativi di comunicazione tra fedeli e spiriti in ogni caso … 

… da sempre mi chiedo,

                                     ma cosa teme la Chiesa?

4f2b420b4e107c7e6b20fdefb1c951b2_medium

 

Rosabelle, credi… – Parte III: Houdini e lo Spiritismo

houdini familyCome anticipato dallo spirito guida Fletcher, immediatamente dopo la divulgazione pubblica da parte di Bess della genuinità del messaggio, violenti attacchi iniziarono ad arrivare dai detrattori dello spiritismo – soprattutto illusionisti e giornalisti – sia alla moglie di Houdini, accusata di aver tradito la buonanima del marito, sia al medium Ford, accusato di fraudolenza.

L’illusionista Dunninger, contemporaneo di Houdini, dichiarò che il codice era già stato pubblicato in precedenza.

Il giornalista Rea Jaure, in un articolo intitolato “I messaggi di Houdini: Una Grande Beffa!”, scrisse che Ford stesso gli aveva rivelato nel corso di un’intervista di aver ricevuto il codice da Bess prima delle sedute. Jaure si avvalse di due testimoni che confermarono sotto giuramento la sua versione. Tuttavia tre altri testimoni giurarono a favore di Ford, dichiarando che nel giorno indicato da Jaure, Ford si trovava altrove.

Questi sono solo alcuni degli attacchi che Bess e Ford subirono.

La stampa, gli scettici e la sua stessa famiglia, convinsero Bess – che a lungo aveva sostenuto che quanto avvenuto non era una frode – a ritirare il premio pattuito. Ma Ford dichiarò sempre di essere stato lui a rifiutare ogni premio in forma di denaro e che l’unico vantaggio acquisito era stata la notevole pubblicità ricevuta dopo i fatti, pubblicità per la quale ringraziò Houdini che – a suo dire – aveva forse voluto premiarlo in questo modo dall’aldilà.

Bess riprese a tenere le sue sedute medianiche ogni notte di Halloween, fino al 1936, quando, dopo un’ultima fallimentare seduta, spense la candela che ardeva accanto alla fotografia di Houdini fin dalla sua morte, accompagnando il gesto con le parole “Houdini non verrà. La mia ultima speranza è morta. Non credo che tornerà da me, né da qualcun altro… E’ finita. Buona notte, Harry!”.

Ancora oggi, in ogni notte di Halloween, la Society of American Magicians tiene una cerimonia in memoria di Houdini con tanto di seduta medianica per tentare di evocarne lo spirito.

 



Considerazioni finali.

Lo spiritismo è una corrente spirituale, o dottrina filosofica, nata ufficialmente nella metà del 1800 grazie ad Allan Kardec che la codificò nel libro “Il libro degli spiriti”. Oggi conta milioni di credenti in tutto il mondo, ma si può dire che il suo massimo fulgore fu raggiunto a cavallo del 1900 con il fenomeno dilagante dei medium.
Il movimento suscitò enorme interesse in quanto apportatore di speranze e prove (o presunte tali) della vita dopo la morte e in particolare per la possibilità di comunicare con i propri defunti, ma suscitò anche enormi resistenze, creando in pratica due blocchi separati tra credenti e detrattori (anche la Chiesa ha sempre condannato lo spiritismo).

Houdini era un “perfetto ricercatore”: una persona che avrebbe voluto credere ma che aveva bisogno di prove; la sua passione era alimentata dalla speranza ma controllata dallo scetticismo. Quando alla morte della madre nessuno fu in grado di dargli prova convincente della di lei sopravvivenza, Houdini si convinse della fraudolenza dello spiritismo e dei medium in particolare, dedicandosi con accanimento crescente alla scoperta dei trucchi con i quali venivano truffate – secondo lui – le persone che, spesso disperate, ad essi si rivolgevano. Va detto che non sempre riuscì a spiegare ogni presunto fenomeno paranormale ai quali assisté, il che comunque non significa di per sé che il fenomeno fosse reale, ma solo che lui non sapeva spiegarlo.
Tuttavia la mia sensazione è che Houdini lasciò sempre una porta aperta, poiché in lui continuò fino alla fine a convivere, assieme allo scetticismo, anche la speranza.

Il contesto storico non aiuta, poiché il caso riportato fu usato da spiritisti e detrattori nel tentativo di screditarsi a vicenda. Così si spiega la battaglia feroce, perfino a colpi di avvocato, sulla veridicità del presunto messaggio di Houdini dall’aldilà.
Perché la moglie di fatto ritrattò, riprendendo le sedute di Halloween e spegnendo la candela? Era complice, poi pentita, di Ford? Oppure, presa dallo sconforto per la sua scomparsa, aveva tentato genuinamente di credere per poi rendersi conto, anche grazie alle pressioni esterne, di aver sbagliato? O, ancora, fu così intimorita dagli attacchi che continuava a ricevere, da decidere di ritrattare e tenere per sé la propria convinzione?

Ognuno può farsi la propria opinione.

Ancora oggi famosi illusionisti aiutano le associazioni per il controllo delle affermazioni sul paranormale a smascherare falsi medium, anche se – a volte – le loro affermazioni suonano non sufficienti oppure forzate, al punto da risultare a loro volta poco credibili. Allo stesso modo in cui la luce artificiale non dimostra che la luce del sole non esiste, dimostrare che e’ possibile riprodurre un evento artificialmente non dimostra che tutti gli eventi simili sono necessariamente non genuini e non naturali.
Di fatto, non essendoci possibilità di prova scientifica, non è possibile dichiarare che gli spiriti esistono, ma – ovviamente – non è possibile altresì dimostrare nemmeno il contrario, ovvero fornire prova che NON esistono…

… e nel campo dell’indimostrabile, ognuno resta libero di credere alle convinzioni che via via si è costruito, oppure di continuare a vagare nel buio in cerca di appigli e verità.

Seduta medianica

 

Rosabelle, credi… – Parte II: Messaggi dall’aldilà

houdiniDopo la morte di Houdini, in particolare nelle notti di Halloween – anniversario della sua morte, sua moglie Bess tentò per diversi anni di contattarlo attraverso sedute medianiche.

Houdini era sostanzialmente uno che non credeva, ma avrebbe tanto voluto poterlo fare.
Per buona parte della vita cercò le prove della sussistenza dell’anima dopo la morte e, avendo ormai una profonda conoscenza dello spiritismo e dei medium, ideò esso stesso un codice che nessuno, all’infuori di lui e di sua moglie, poteva conoscere e che, una volta decifrato, avrebbe rivelato una frase concordata allo scopo di portare testimonianza che ancora viveva, seppure in un’altra dimensione.

La frase era semplice, solo due parole, ma il codice era complesso.
La prima parola sarebbe stata rivelata direttamente, in modo da indicare a Bess che il medium che faceva da intermediario poteva essere genuino; di fatto Bess in quegli anni venne sommersa da messaggi di sedicenti medium che asserivano di essere stati contattati da Houdini (oltre alla notorietà c’era un consistente premio in denaro in palio): quel primo passo sarebbe servito ad eliminarne subito la maggior parte. La seconda parola, quella decisiva, sarebbe arrivata attraverso un codice, composto da parole, sul quale mappare nove parole-chiave ricevute durante le sedute.
Houdini aveva in questo modo voluto ideare un sistema complesso che impedisse successi accidentali, o fraudolenti, nella soluzione del messaggio.

Nel Febbraio 1928 un famoso medium, Arthur Ford, ricevette nel corso di una seduta un messaggio attraverso il suo spirito guida, Fletcher, proveniente apparentemente dalla madre di Houdini. Questa spiegava che le condizioni per rivelare il messaggio del figlio e il suo (anche lei e Houdini avevano stabilito una parola chiave, una sola parola, da usarsi nel caso lei fosse morta per prima) erano adesso presenti, e che, dopo il suo, sarebbe arrivato anche quello del figlio. Dopodiché diede il proprio messaggio: “PERDONA!” (“FORGIVE!”) e disse che Bess avrebbe potuto confermarlo.
La moglie di Houdini fu informata e replicò, in una lettera firmata, che la parola chiave era esatta ma che era strano che fosse giunta quando suo marito era ormai morto, visto che quel messaggio era stato stabilito per lui, perché credesse, perché potesse dare senso alla sua vita… da vivo. In ogni caso ringraziò e scrisse che era il primo messaggio di una certa veridicità che riceveva.

Solo dopo diversi mesi arrivò un secondo contatto nel corso di una seduta nella quale, disse Ford, nessuno dei partecipanti aveva mai conosciuto Houdini. Nel corso di quella seduta Fletcher – lo spirito guida – diede la prima parola del messaggio di Houdini: “ROSABELLE”. La seconda e ultima parola del messaggio non sarebbe stata rivelata direttamente, come detto, ma attraverso il codice conosciuto solo da Houdini e da Bess, sulle quali mappare le parole chiave, rivelate successivamente.
Le parole chiave arrivarono nel corso di diversi mesi e parecchie sedute successive nelle quali Fletcher disse di star comunicando a volte con la madre di Houdini, a volte con Houdini stesso.

Quando la ricezione di tutte le parole necessarie fu dichiarata completa, lo spirito guida Fletcher invitò i presenti ad informare Bess, ma volle anche che fosse messa in guardia sul fatto che sarebbe stata pubblicamente attaccata da molti detrattori dello spiritismo, non appena il messaggio fosse stato verificato e riconosciuto.
La moglie fu informata e, riconoscendo con stupore ed emozione la prima parola del messaggio (Rosabelle), decise di partecipare alla seduta successiva.

Houdini, attraverso lo spirito guida Fletcher e il medium Ford, comunicò con la moglie, salutandola affettuosamente e chiedendole di spiegare il perché della prima parola chiave “Rosabelle”.
La moglie si mise a cantare…
“Rosabelle, sweet Rosabelle,
I love you more than I can tell,
O’er me you cast a spell,
I love you, my Rosabelle!”
… e Houdini la ringraziò, spiegando che quella era la prima canzone che lei aveva cantato durante i primi spettacoli condotti assieme a lui.

Dopodiché, dopo alcune dichiarazioni riguardanti la sua sincerità, spiegò il funzionamento del codice (conosciuto solo dalla moglie e da lui stesso), che era il seguente:

1. Pray = A
2. Answer = B
3. Say = C
4. Now = D
5. Tell = E
6. Please = F
7. Speak = G
8. Quickly = H
9. Look = I
10. Be quick = J

Funzionava così: se ad esempio avesse voluto dire “BACI”, le parole chiave da comunicare sarebbero state “Answer – Pray – Say – Look”. Per parole sopra la decima dell’alfabeto inglese, le parole sarebbero dovute essere composte su base decimale, ad esempio per “TRE” sarebbero servite: T = 19a lettera = Pray (1.) + Look (9.); R = 17a lettera = Pray (1.) + Speak (7.); E = Tell. Quindi “TRE” sarebbe stato codificato attraverso le parole “Pray Look – Pray Speak – Tell”.

Fu quindi possibile mappare le parole chiave raccolte durante le precedenti sedute. Esse erano: Answer – Tell – Pray Answer – Look – Tell – Answer Answer – Tell.

Il messaggio completo, di cui Bess riconobbe ufficialmente l’autenticità firmando un documento, controfirmato anche dai presenti alla seduta in qualità di testimoni, era dunque “ROSABELLE, BELIEVE!” (“Rosabelle, credi!”).

bessnote[ fine seconda parte – continua… ]

Nota: quanto riportato è basato principalmente sul racconto delle sedute medianiche, e avvenimenti annessi, riportate dallo stesso medium Arthur Ford.

 

Rosabelle, credi… – Parte I: Biografia romanzata

“Sono stanco di combattere… Immagino cosa sta per succedermi…” disse Erik a Theo, il fratello che lo stava vegliando sul letto d’ospedale. Ormai sentiva le forze abbandonarlo.
Girò la testa verso sinistra e iniziò a ricordare…

Ricordò sua madre mentre, quando era ancora bambino, gli parlava della bella Budapest, città da cui venivano ma che avevano lasciato quando lui aveva due anni per trasferirsi in America, in cerca di una vita migliore.
Ma non era andata proprio così e a soli 8 anni Erik aiutava la famiglia, numerosa, vendendo giornali e lucidando scarpe. Le sue passioni però erano l’atletica e gli esercizi acrobatici, ai quali si dedicava non appena poteva. Era diventato così bravo che già a nove anni riusciva a tirare su qualche soldo eseguendo evoluzioni acrobatiche al trapezio e autoproclamandosi “Erik, il principe dell’aria!”.

Un sorriso nacque spontaneo sul viso di Erik… ma chissà se erano visibili al fratello… si sentiva così debole…

Ricordò quando a 12 anni scappò di casa e, prendendo il treno, arrivò fino a Kansas City. Gli stava già stretta la vita nel Wisconsin! Tornò in famiglia solo un anno dopo, anche perché questa si era nel frattempo trasferita nella grande New York City.
Purtroppo la situazione economica non era cambiata molto, lui continuava a fare diversi lavori umili per riuscire a sopravvivere.
Erik e uno dei suoi fratelli, proprio Theo, iniziarono a nutrire curiosità ed interesse per gli spettacoli di magia e… questo cambiò la sua vita in un modo che non avrebbe potuto immaginare.
A soli 17 anni, lui e Theo iniziarono a tenere spettacoli di magia essi stessi. Arrivavano a fare fino a 20 spettacoli al giorno!
Poi, un giorno, Erik conobbe una giovane cantante diciottenne, Beatrice, e… la vita gli sorrise: si sposarono quando lui aveva solo 20 anni. Lei divenne la sua collaboratrice, mentre il fratello Theo intraprendeva una carriera solista.
Erik e Bess, così lui chiamava Beatrice, restarono assieme in fedeltà tutta la vita. Lei si occupava di ogni cosa, in modo che lui potesse dedicarsi esclusivamente a ciò che più lo interessava: l’illusionismo!
Assieme si unirono ad un circo: lui teneva spettacoli di magia, lei cantava e ballava. La specialità di Erik era la capacità di liberarsi da ogni tipo di manette, arrivò in breve a offrire 100 dollari, all’epoca una cifra enorme, a chiunque avesse dimostrato di avere manette dalle quali lui non sarebbe riuscito a liberarsi. Ma… vinceva sempre!
In breve passò dalle manette a fughe sempre più complesse, come le camicie di forza, iniziando a girare tutto lo stato con i suoi spettacoli. Ma poi, non contento, decise di tentare la fortuna a Londra, seppure con pochi dollari in tasca.
Sfidò nientemeno che Scotland Yard in una spettacolare fuga che lo rese celebre: si liberò dalle manette della polizia londinese legato ed appeso ad una gru, davanti a tutti.
Ovunque andasse in Europa, sfidava la polizia locale e… vinceva. Sembrava non ci fosse modo di fermarlo: era capace di liberarsi perfino legato sott’acqua!
Tornò in America da star e lì continuò a… scappare: camicie di forza, prigioni celebri e ritenute sicure, perfino bidoni del latte pieni di acqua e chiusi ermeticamente. Il suo spettacolo più celebre però consisteva nel restare sospeso a testa in giù in una cassa di vetro e acciaio piena d’acqua e chiusa a chiave. Si chiamava “la cella della tortura cinese”.

Poi Erik ricordò la morte della madre, a cui era profondamente legato. Ricordò come questo accese ancora di più il suo interesse per la vita dopo la morte; come si interessò di spiritismo, nella speranza di poter essere messo in contatto con la madre defunta o, perlomeno, di sapere con certezza che non era svanita per sempre.

Ricordò le immense delusioni quando, proprio sfruttando le proprie abilità di illusionista, riusciva a smascherare medium che gli promettevano prove di quanto andava cercando. Aveva promesso un premio di 10.000 dollari a chi sarebbe riuscito a dargli quella prova ma… non nessuno ci riuscì. O almeno questa era la conclusione cui era arrivato, seppure non sempre era riuscito a spiegare proprio tutto ciò che vedeva.
Deluso, in una conferenza pubblica dichiarò che non aveva nulla contro le religioni, ma che lo spiritismo… era falso: in più di trent’anni nessuno era stato capace di dimostrarsi un medium vero. Non poteva più crederci.

Ricordò con dolore come questa posizione lo portò alla rottura con un suo grande amico, al quale era stato legato proprio dagli albori della sua ricerca spiritista: Sir Arthur Conan Doyle, autore di Sherlock Holmes e profondo credente nello spiritismo. Doyle si era messo in testa che i successi di Erik fossero dovuti all’aiuto di “qualcuno” che dall’aldilà lo sosteneva. Ma questo era per lui una credenza ormai inaccettabile. In breve iniziarono ad attaccarsi pubblicamente e la loro amicizia finì.

Erik sentiva che la vita lo stava abbandonando… la sua mente lo portò ai fatti recenti, a quello sciocco incidente che gli era capitato poco tempo prima: per dimostrare che grazie ai suoi addominali era capace di resistere a pugni nello stomaco, permise ad uno studente universitario – e pugile dilettante – di colpirlo. Ma lo studente subdolamente lo distrasse al fine di coglierlo impreparato, con gli addominali rilassati, e lo colpì con violenza più volte. Erikh si accasciò al suolo ma non accettò di interrompere gli spettacoli che aveva in programma, nemmeno dietro esplicito suggerimento del suo medico.
Dopo il ricovero parlarono di peritonite, forse causata – o perlomeno aggravata – dai pugni ricevuti. A quel tempo non esistevano i moderni antibiotici e la peritonite era quasi sempre mortale. Lui aveva resistito più del previsto, ed era pronto per un secondo intervento che forse avrebbe potuto salvargli la vita… ma adesso quella vita gli stava sfuggendo.

“Sono stanco di combattere… Immagino cosa sta per succedermi…” furono le sue ultime parole.

Erik Weiss, in arte Harry Houdini, il più grande illusionista della storia, morì quel pomeriggio, all’età di 52 anni, al Detroit’s Grace Hospital, stanza 401.
Erano le 13:26 del 31 Ottobre 1926: il giorno di Halloween.


[ fine prima parte ]


http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-6074481647946629884&hl=it&fs=true

nota: la storia si ispira alle reali note biografiche del grande Houdini, cercando, per quanto possibile, di rimanere ed esse fedele.

 

Superstizione

C’è un personaggio del passato, parliamo di inizio ‘900, che mi ha da sempre affascinato; è una persona che evoca magia e sulla quale ci sono molte leggende, come del resto spesso accade attorno a nomi famosi. Volevo scrivere su di lui stasera ma le notizie che ho trovato sono un po’ contraddittorie, così mi occorrerà ancora qualche giorno… Nel frattempo però possiamo parlare di qualcosa che con la magia ha in qualche modo a che fare: la superstizione 😐

 



TigreIl re Qi era andato a caccia. Scalando un monte vide una tigre e passando per una palude incontrò un serpente.
Al ritorno a corte convocò Yan Zi e gli chiese: ” Oggi sono andato a caccia. Mentre scalavo un monte ho visto una tigre e mentre passavo per una palude ho incontrato un serpente. Sono questi indizi di malaugurio?”
Yang Zi rispose: “Un regno ha tre indizi di malaugurio, diversi da qSerpenteuelli che Sua Maestà ha citato. Il primo indizio è il non conoscere l’esistenza di persone virtuose, il secondo è il non assegnare loro incarichi dopo averlo saputo e il terzo è il non affidarsi ad esse, una volta assegnato loro un incarico. Questi sono veri segni di malaugurio. Oggi avete visto una tigre sul monte perché là si trova la sua caverna e avete incontrato un serpente nella palude perchè là è il suo covo. Che malaugurio può derivare se uno vede una tigre presso la sua caverna e un serpente vicino al suo covo?”



Ho perso purtroppo il nome dell’autore del racconto, anche se sospetto che sia il buon Coelho, dato che spesso cita aneddoti legati alla saggezza orientale 😉
Comunque, è curioso notare come le superstizioni cambino da luogo a luogo, a volte contraddicendosi clamorosamente. Per esempio, ricordo che in Inghilterra il gatto nero… porta fortuna 😮
Personalmente comunque credo da tempo che la vera superstizione esista davvero. Stupiti? Sì: è credere nella superstizione! 😉

E voi, che ne pensate? Siate sinceri, eh! Non è che nascondete qualche piccolo amuleto nella vostra tasca? 😀

gatto nero

 

Anche queste vacanze stanno finendo… :(

Già, c’è chi torna e c’è chi va’, non è vero? 🙂 Io… torno! 😦 Le vacanze sono un po’ una rappresentazione della vita: si sa dall’inizio che dovranno finire, quel che si può fare è solo viverle cercando di gustarle il più possibile  🙂
Non mi posso comunque lamentare: sono state due belle e intense settimane, con tanti posti visitati (quasi tutti nella mia Liguria). Certamente diverse delle foto fatte verranno utilizzate nei prossimi post, ma… con calma, non c’è fretta 🙂 E poi… anche l’album di Sissi e Julius va’ un po’ aggiornato, è da tempo che non aggiungo nulla, no? 😛
Cos’altro aggiungere? Forse che ho diverse idee per il blog. Sostanzialmente sono due “tracce” ben distinte: la prima è più “classica”, non dovrebbe discostarsi molto dal blog di adesso; la seconda è un po’ più ambiziosa, più simile ad un… “diario di ricerca”  😮 Ma siccome so che i buoni propositi delle ferie assomigliano un po’ a quelli di inizio anno… non dico nulla e vediamo cosa verrà fuori prossimamente 😉
Per il momento, un saluto a quelli che partono e un ben tornati a quelli che ritornano… Coraggio, che le festività natalizie sono vicine! 😀

Villa Duchessa di GallieraIn foto: una vista dei giardini di Villa Duchessa di Galliera… vicina a casa mia 😉

 

Un’intervista per te! Non te l’aspettavi, eh!? :)

 

Agosto! 🙂 Blog che vanno in ferie, qualcuno che ne approfitta per salutare e dire addio 😐 Visite che crollano (mie comprese! eheheh :-P), ma… Agosto è così! 😉 Com’è che si dice? 😐 “Agosto, blog mio non ti conosco!” 😀
Comunque, siccome qualcuno c’è anche in questo periodo, cerco di proporre qualcosa che – lanciato da Anneheche/CarisW – pare interessare molto: l’intervista! 😀
Le domande che troverete sono le più generali possibili, dovendo non rivolgersi ad una persona in particolare ma un po’ a tutti 🙂 e sono fatte soprattutto per… far parlare voi! Possibilmente dopo aver riflettuto 😉
Potete rispondere qua, nei commenti, oppure farlo nei vostri blog, semplicemente inserendo come commento il link al vostro post.
Buon divertimento! 🙂


1) Si dice che solo i grandi eventi siano in grado di cambiare la vita; qual è stato l’evento che più ti ha portato ad essere come sei ora?

2) Hai mai riflettuto seriamente sull’aldilà? Credi che esista vita dopo la morte? Perché? E’ solo perché ti è stato insegnato così al catechismo, ci hai riflettuto veramente o è accaduto qualcosa che a questa conclusione ti ha portato?

3) Tutti siamo capaci di lamentarci della nostra vita, ma in pochi sappiamo davvero cosa vogliamo e dove vogliamo arrivare. Tu sai davvero cosa vuoi o sai solo cosa NON vuoi?

4) Personalmente sono sempre più portato a pensare che il segreto della vita sia semplicemente… vivere; credi che la vita abbia qualche diverso e più “alto” significato?

5) Hai buoni ricordi del passato?

6) Hai paura del futuro?

7) Perché Internet e/o i blog? Cosa cerchi davvero in questo mondo virtuale?

8) Capisco l’immagine di una donnina discinta messa da una donna su un blog maschile… ma la stessa messa su un blog femminile… la gente si chiede: “perché?” 😀
Non sarebbe allora più logica un’immagine maschile? E’ anche questa una forma di “pubblicità”, forse? 🙂

9) Vai a dare un’occhiata qua:
Sei più “Miciona-Sissi” o “Piccola-Peste-Julius”? 😛

10) Ti è piaciuta l’intervista? 🙂