La Chiesa e lo Spiritismo

Era mia intenzione passare ad argomenti più leggeri (in coda ne ho… ho perso il conto… almeno tre!), ma prima di chiudere con lo Spiritismo, voglio proporvi questo interessante pezzo scritto da Pitonessa nel suo blog Paola degli Spiriti, nel quale – come spesso avviene – mi sono casualmente imbattuto proprio mentre scrivevo il post finale dedicato a Houdini 😮

L’interesse per questo post nasce dal fatto che la chiesa si è sempre ufficialmente opposta allo Spiritismo, asserendo che gli spiriti dei defunti non comunicano mai con i vivi e pertanto le comunicazioni con l’aldilà sarebbero opera sempre e soltanto di entità maligne, e non veri spiriti.
Pare però che diverse deroghe alla posizione ufficiale vengano fatte a livello individuale. L’impressione è che la posizione ufficiale della Chiesa serva in realtà a porre un freno al dilagare di un fenomeno che certamente, se usato con dolo o impropriamente, potrebbe arrecare grave danno a chi lo esercita o vi partecipa.

Prima di lasciarvi al post di Paola, vi segnalo per completezza che lei ha successivamente descritto anche alcune esperienze personali proprio con persone dell’ambiente ecclesiastico; anche queste sono molto interessanti e le trovate qua: Spiriti e Medianica. Paola stessa infatti, asserisce nel suo profilo di avere a che fare con il mondo degli spiriti fin da bambina, è perciò oltremodo interessante, al di là di credere o meno nell’autenticità del fenomeno dello Spiritismo, vedere come è stata "accolta" da tali persone.

E adesso il post… 🙂


La Chiesa e lo Spiritismodi Pitonessa, blog Paola degli Spiriti

Le religioni cristiane hanno sempre combattuto la comunicazione con gli spiriti, considerata di per sé reale, ma interpretata come opera di natura luciferina e demoniaca, pertanto vietata poiché considerata pratica satanica eminentemente maligna, e come tale pericolosissima per via di un divieto biblico della legge mosaica che proibisce ogni forma di divinazione.

Kardec obietta ai cristiani che, se le comunicazioni sono precedute da sincere preghiere a Dio e fatte rispettosamente con ottime intenzioni, non vi sarebbe nulla di diverso da una comunicazione tra persone civili viventi, in quanto, secondo l’ottica spiritista, gli spiriti non sono altro che le anime degli uomini. Al contrario, secondo gli spiritisti, se condotte al di fuori di un contesto di preghiera a Dio e solo per frivola curiosità o per divinazione allora il rischio di imbattersi in entità malevole è molto elevato e pericoloso. Anche gli spiritisti condannano senza riserve la divinazione, ossia la richiesta di prevedere il futuro o la fortuna, in quanto, secondo la dottrina, gli spiriti non conoscerebbero affatto il futuro. Gli spiritisti condannano parimenti tutte le credenze di magia, stregoneria, satanismo, spesso erroneamente associate alla filosofia o alla pratica spiritista, la quale le considera mere superstizioni. In questo senso gli spiritisti sono assolutamente d’accordo con i cattolici e i protestanti.

Malgrado la posizione nettamente contraria allo spiritismo da parte del magistero, non sono mancate alcune limitate eccezioni di ecclesiastici cattolici che hanno manifestato alcune aperture e si sono interessati al colloquio con i defunti, rimanendo sempre all’interno di un contesto di preghiera e di rispetto a Dio. Tra questi vengono ricordati padre Ulderico Pasquale Magni e padre Andreas Resch, il quale condusse esperimenti in prima persona e tenne persino dei corsi in Vaticano.

Il teologo padre François Brune, autore del libro I morti ci parlano, ha sostenuto che gli studi di padre Agostino Gemelli rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e padre Pellegrino Ernetti furono appoggiati da papa Pio XII il quale disse: "Caro padre Gemelli, non ha davvero nessun motivo di preoccuparsi. L’esistenza di queste voci è un fatto rigorosamente scientifico. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra angolare di un edificio per gli studi scientifici che rafforzerà la fede della gente nell’Aldilà". Tale posizione non è condivisa dalla storiografia.

Papa Paolo VI avrebbe scritto inoltre che "In Vaticano ho incontrato un atteggiamento favorevole nei confronti della metafonia" quando nominò Friedrich Jürgenson, famoso ricercatore del fenomeno delle voci elettroniche, Cavaliere dell’Ordine di S. Gregorio.

Padre Pistone, Superiore della Società di San Paolo in Inghilterra, dopo i colloqui con i defunti rilasciò la seguente dichiarazione: "Nelle Voci non vedo niente di contrario agli insegnamenti della Chiesa Cattolica; sono qualcosa di straordinario ma non c’è ragione di temerle, né vedo alcun pericolo"

Il Giusto Reverendo Mons. Prof. C. Pfleger commentò: "I fatti ci hanno dato la consapevolezza che fra la morte e la risurrezione c’è un altro stadio di esistenza post mortem. La teologia cristiana ha poco da dire riguardo a questo stadio"

Padre Gino Concetti, uno dei teologi più competenti del Vaticano, ha detto in una intervista: "Secondo il catechismo moderno, Dio consente ai nostri cari defunti, che vivono in una dimensione ultra-terrena, di inviare messaggi per guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La Chiesa ha deciso di non proibire più il dialogo con i morti, a condizione che questi contatti siano motivati da seri propositi religiosi e scientifici"

Il cugino di papa Pio XII, Gebhard Frei, noto parapsicologo a livello internazionale e presidente della Società Internazionale dei Parapsicologi Cattolici affermò: "Tutto ciò che ho letto e sentito mi obbliga a credere che le voci provengono da entità trascendentali e individuali. Mi piaccia o no, non ho il diritto di dubitare della genuinità delle voci".

La Chiesa d’Inghilterra istituì un comitato per esaminare le prove sulla medianità. Dopo due anni di approfonditi studi e sedute con i più dotati medium d’Inghilterra, giunse alla conclusione che "L’ipotesi che, in alcuni casi, le comunicazioni spiritiche provengono da spiriti disincarnati, è corretta"

Tuttavia, nonostante queste aperture, la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica e Protestante rimane quella di proibire i tentativi di comunicazione tra fedeli e spiriti in ogni caso … 

… da sempre mi chiedo,

                                     ma cosa teme la Chiesa? 

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0 pensieri su “La Chiesa e lo Spiritismo

  1. x gchick: certo, certo, avevo capito… ma il discorso non cambia! ;D

    x ipocondriaca: eheheh grazie cara, buon pomeriggio anche a te! 🙂

    x Orchis: eh, certo… avevi scritto non in questo post ma in quello precedente! ;)))))
    Per tua comodita’ riporto qua cosa avevo scritto: “Non scherzare, non mi hai annoiato per nulla, anzi!
    Quindi tu dici che la morte non esiste perché non c’è una vera discontinuità tra la “vita di adesso” e “quella di dopo”, è così? E’ molto interessante in realtà.
    Parli di testi esoterici… vediamo se indovino… “Noi” saremmo solo la “materia pesante” precipitata in un corpo, in materia, eppure presente anche in “modi più fini” e “immortali”.
    Qualcosa di simile? :)”

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  2. quindi che ci dice? che sconfessa se stessa? mah…
    difficile questo quesito, molto difficile… e vedo che il discorso si “accartoccia” un po’, non è semplice capire la mentalità di chi non si apre.
    Può essere?
    ‘giorno.

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  3. Preferisco leggermi per poi capire che è come se avessi letto cento libri contemporeaneamente.

    Ti do un consiglio:
    Quando leggi o vivi qualcosa che non comprendi: RISPETTALO! Perchè è Fuori di te, ma non elevarlo a Dio, perchè non dovresti avere alcun Dio all’infuori di chi è in te! Il Corpo serve il Padrone ma tu devi capire se sei l’erede!

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  4. L’ALBUM DI SISSI E JULIUS

    E già, era proprio da un bel po’ che avrei voluto farlo e finalmente oggi ho trovato la tranquillità adatta e mi sono vista tutte le foto di Sissi e Julius e tutti i filmati. Inutile dire che Julius mi fa pensare a Perlino si somigliano! Anche se Julius mi sembra un po’ più calmino, forse anche perchè su di lui incombono gli occhioni di Sissi. E’ divertente quando guarda quello che fa Julius. Mi hanno incuriosito molto i due video dove dici che Julius impara a miagolare! Perlino miagola in continuazione e lo fa da quando era piccolo, ma forse non tutti i gatti usano il miagolare nello stesso modo. Che forza quando ti riporta quello che gli tiri. Perlino non lo fa! E anche è molto carino il video (l’ultimo credo) dve se ne va in giro con il piumino da spolvero. L’analogo della scopa per Perlino. Anche io metterò i video in rete prima o poi. Ho quello dove tenta di rubarmi la colazione che è proprio carino…Cmq credo che Perlino sia molto simile a Sissi e Julius, sono dello stesso tipo, tigrati e grigi e accendono le casette! o no?

    un abbraccio, Lands

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  5. x Angelo: sono assolutamente d’accordo. Infatti il mio scetticismo nasce proprio dalla non-accettazione dei dogmi. Di ogni cosa va fatta esperienza; ogni cosa deve, per “divenire nostra”, deve essere vissuta in prima persona. Altrimenti rimane pura teoria.

    x Lands: ahahah che conclusione carina!! 😀 E’ proprio cosi’: la mia casetta sarebbe triste e senza vita se loro non ci fossero 😉
    Fa tenerezza Julius quando cerca di miagolare, ancora adesso che ha poco meno di un anno e mezzo! 😀 Proprio gli riesce difficile e il suono e’… sgraziato! eheheheh Ma e’ simpatico proprio per questo 😉
    Sissi al contrario sa emettere miagolii molto belli ed intonati, quando vuole! Da vera gattona insomma! 😀
    Pero’ guarda che i pantaloni in casa li porta lui, e le va sempre piu’ spesso a rompere le scatole, poverina! 😦 Lei e’ li’ tranquilla e lui… zac! Le fa un assalto in piena regola! Non lo fa con cattiveria ma nemmeno per giocare… credo sia il suo modo di ribadire che li’ comanda lui! %-)

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  6. x Diane: ahahah in teoria però, almeno una volta stabilito il contatto, con i defunti potrebbe perfino essere più facile! ;D
    Il difficile però è stabilirlo quel contatto! 😉

    x Anna e Yasmine: grazie care 🙂 Buonanotte anche a voi! 🙂

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  7. Sempre su Sissi, Julius e Perlino

    Beh, quello che racconti di Julius con Sissi è esattamente quello che fa Perlino con me: mi sai spiegare perchè quando mi sdraio sul divano mi fa degli agguati proprio felini. Ieri mi ha graffiato per l’ennesima volta e mi ha fatto molto male. Mi aveva agguantato il braccio e non voleva lasciarmelo stringeva forte! Ma è normale? Boh…

    Lands

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  8. E se un giorno ci fosse dato di conoscere il destino oltre la morte, non perderebbe forse la vita il suo meraviglioso fascino???
    Non è forse meglio avere un limite nelle conoscenze per rispettare al meglio questo meraviglioso dono….???
    Io resto dell’idea che il paradiso è qui, è una condizione mentale, una scelta che facciamo in vita inconsapevolmente e condizionerà la destinazione dello spirito. Lo spirito che risiede nell’anima è un giardino che va coltivato, i suoi fiori sono i sentimenti ed il giorno che abbandonerà il corpo ne resterà quello che abbiamo seminato!!!!
    E’ una mia idea!!!!
    Un affettuoso abbraccio!!!

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  9. Che Lupo che sei. Se non trovi in te stimoli sufficienti, cerchi negli altri quelli che possono suscitare ulteriori ricerche, confronti, conversazioni di buon livello. Anzi ottimo. :-))))))
    Mi conosci e penso anche gli altri, come uomo di fede.
    Fede che non mi ha mai impedito di accogliere l’ipotesi che coloro che sono passati dall’altra parte, per un motivo o per l’alro, abbiano ancora il desiderio di un colloquio.
    Non sapevo dell’attenzione manifesta della Chiesa,attaverso uomini che all’interno di essa occupano posti rilevanti.
    Sapevo che la Chiesa, come custode, difensore e non ultimo per importanza dispensatrice dei precetti Cristiani, osserva da tempo questo accadimento.
    E’ stata ondivaga, nelle indagini, proprio per non spogliarsi del manto di “Difensor Fides” , da un canto per non alimentare certi mercati. Dall’altro per contenere nei binari della dottrina manifestazioni, che tutti noi possiamo confermare come non scientificamente provati.
    Alcuni di quelli che hanno commentato prima di me hanno portato alla conversazione temi e riflessioni profonde.
    Non cito gli autori, ma leggendo ho osservato come questo tema da una parte affascina, come dall’altro viene respinto.
    I piatti della bilancia trovano quasi un equilibrio.
    Personalemte, avendo avuto esperienze in merito, penso che i defunti non vogliano tralasciare i contatti che la morte aveva interrotto.
    Non è certo la presenza onirica di zio Temistocle, che mi suggerisce i numeri da giocare 🙂 , che mi fa paladino di ciò.
    Esiste un aldilà, dai confini incerti ed indefinibili, nei quali ciascheduno di noi prova a giustificarne l’esistenza.
    Vuoi una sorta di camera d’attesa, vuoi il nulla, vuoi il paradiso o il suo opposto.
    La Chiesa ha messo e mette dei paletti dottrinali in primis e se vogliamo anche sociali, quando mette in guardia da quelli che possono trarre profitto da una situazione emotivamente forte, come il contatto con un mondo di cui non conosciamo i confini, ma che sentiamo parte della nostra esistenza.
    Sentimentalmente è un mezzo per provare meno dolore da un distacco, è lenire una pena, è illusione di avera ancora accanto in carne e non solo in spirito, chi ha per noi, un’importanza tale che supera la barriera che la morte impone.
    Concordo con quanto suggerisce la Chiesa.
    Un accosto accorto e umile, privo in nuce di cupidigia, ma attento all’ascolto e all’accoglienza, guidato dalla prudenza e sorretto dalla fede.
    Non è un gioco, ma una grande prova per se stessi e bisogna ammantarsi di quella serietà che il momento impone.

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  10. Cosa teme la Chiesa? Di perdere il suo potere, il predominio sulle anime. Se ci si potesse affidare ai defunti quando abbiamo dei problemi chi si rivolgerebbe più ai preti? Post interessante il tuo. Sono contenta di aver scoperto il tuo blog!

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  11. x Yasmine: grazie cara 🙂 A te, ormai, un buon pomeriggio! 🙂

    x Lands: si si, e’ normale! Mi spiace per te, altrimenti avresti potuto curarlo! eheheh E’ il loro modo di giocare, non possono rendersi conto che noi, essendo sprovvisti di folto pelo, ci graffiami subito! eheheh

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  12. x Evelyn: la seconda parte del tuo commento porta esattamente al risultato al quale arrivo io il piu’ delle volte. Anche secondo me lo stato d’animo con il quale lasceremo il corpo dopo la morte sara’ quello che determinera’ se nel “dopo” ci sara’ “inferno” o “paradiso”. E credo che anche i monaci buddhisti la pensino cosi’, basta leggere il “libro tibetano dei morti” per rendersi conto che la loro visione non e’ poi lontana.
    Tutto questo, ovviamente, volendo ammettere che un aldila’ ci sia.
    Pero’ sulla tua prima affermazione proprio non concordo 😀 Vivremmo tutti molto meglio se sapessimo gia’ che c’e’ vita dopo la morte. La gente si preoccuperebbe meno delle avversita’, si godrebbe maggiormente il dono della vita. E poi… gia’ la fine del “terrore della morte” (per dirla alla Gustavo Rol) che attanaglia tante persone, varrebbe non uno, ma un milione di biglietti! 😀
    Di misteri ne resterebbero altri, non preoccuparti! ;)))))
    Un abbraccione!

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  13. x CapeH: ti assicuro che trovo buone le tue argomentazioni. Tuttavia non bisognerebbe lasciare fuori coloro che, come me in fondo, non hanno in se’ il “dono della fede”, anche se vorrebbero averlo. Per tutte queste persone, e secondo me sono la maggioranza, il contatto con l’aldila’ costituirebbe una prova sostanziale e definitiva. Una prova che, se la Chiesa ha, sarebbe delittuoso non fornire…
    Non posso essere d’accordo con un dogma del tipo “bisogna credere per fede e non per prove”. Anche i miracoli di Gesu’ Cristo, in fondo, avevano anche tale funzione.
    Non e’ cosi’? 🙂

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  14. x Anna: grazie cara! A te invece un buon pomeriggio e un buona serata 🙂

    x azalea: sai… non dici una cosa tanto irreale! 😀 Infatti penso che cambiero’ argomento, almeno per i prossimi post 🙂
    Buon weekend anche a te! 🙂

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  15. x Luna: In teoria se la chiesa non avesse nulla da nascondere, se i messaggi che ci da’ da anni sono sinceri e in buona fede, non dovrebbe temere questo. L’apporto delle anime dall’aldila’ dovrebbe costituire solo una – importantissima – conferma. Il rischio per la chiesa potrebbero essere invece messaggi contraddittori con quanto essa afferma… e allora si’, sarebbero da temere.
    Grazie per la tua nota finale 😉

    x leggerevolare: ahahah no no, anche quella arriva dal post di Pitonessa 🙂

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  16. Caro Wolf, ti scrivo per dirti che i tuoi ultimi post sono davvero interessanti e che alcuni dei commenti che ho letto sono veramente belli. Siete tutte persone di grande spessore culturale ed umano, il tuo è davvero un blog molto speciale. 🙂 In particolare mi affascina di come tu sia capace di tradurre in parole esattamente quello che pensi. Vorrei tanto esserne capace anch’io. Inoltre sono rimasta meravigliata da come hai risposto, con la tua solita gentilezza e pacatezza, ad un blogger al quale io avrei risposto in malo modo o non avrei risposto affatto. Sto imparando molto da te. Grazie. 🙂 Lisa
    p.s. provo a rispondere, nel mio piccolo, alla tua domanda. Secondo me la chiesa (verso la quale non nutro la benchè minima stima) ha paura. Sì, ha paura che i morti (o chi dice di parlare per loro) possano dire cose che poco hanno a che fare con ciò che la chiesa stessa asserisce e con i dogmi che impone.
    Ci pensi che disfatta sarebbe? Addio Potere! Addio fedeli! :))
    Un caro saluto, e scusami per il “poema”! 🙂 Lisa

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  17. post molto interessate, andrò anche a dare un’occhiata al blog di Pitonessa:)

    E’ un argomento de quale si è detto sempre tutto ed il contrario di tutto; personalmente, non so bene cosa pensare…di certo, se è vero che noi siamo fatti di materia ma anche di spirito, allora una comunicazione dovrebbe essere possibile, poichè l’anima non muore…
    La posizione della Chiesa forse non è – in questo caso – del tutto sbagliata, in quanto ci sono molti ciarlatani in giro, che approfittano di persone disperate, a volte…ecco, credo sia un argomento da prendere con le molle.
    Cmq, alla fine mi auguro che esista davvero, questa sorta di comunicazione fra vivi e morti; e soprattutto che si possa un giorno eventualmente dimostrarne la vericidità:)

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  18. Credo che la fede, non sia solo ed unicamente, la frequentazione della Chiesa e l’accesso continuo alle sue forme spirituali e materiali, i sacramenti.
    La fede è coscienza, morale limpida, non inquinata da possibili ed inutili sofismi, cupidigie, sospetti.
    E’ accettazione, seppur interrogativa di quanto la vita e le sue più strane manifestazioni ci offre.
    Senza per questo eccedere verso l’una o l’altra.
    Cerca i perché, non accetta o rifiuta aprioristicamente.
    Lascia che la mente, ove può, dia risposte.

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  19. x Lisa: ma quale poema! Figurati! 😉
    A riguardo della Chiesa, quella che adduci e’ una delle ipotesi piu’ probabili assieme a quella piu’ “buonista” della protezione dei credenti da pratiche “pericolose” (vuoi per raggiri, vuoi per “intromissioni demoniache”).
    Per quanto riguarda… l’altro argomento, diciamo che la mia “diplomazia” ha duplice scopo: il primo e’ evitare attriti troppo duri che potrebbero costringermi in seguito a “proteggere” il blog, cosa che vorrei assolutamente evitare poiche’ perderei commenti “anonimi”, quali i tuoi, che sono di gran valore.
    Il secondo e’ che ho imparato che spesso input decisivi ti arrivano proprio da chi meno ti aspetti; cio’ ha una ragione logica: quelli che hanno una posizione vicina alla tua, avranno idee simili, quindi non aggiungeranno molto a quanto gia’ conosci, chi invece ha posizioni molti distanti ti risultera’ magari poco gradito – almeno all’inizio – ma poi potra’ darti “visioni” che altrimenti tu avresti in quanto molto distanti dal tuo modo di pensare.
    Ciao cara, un salutone! 🙂

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  20. x morellina: be’, pero’ non e’ detto che esistendo un aldila’ sia possibile comunicare con esso: non e’ detto che due dimensioni abbiano una… “via di mezzo”, diciamo 🙂
    Sulla Chiesa, come detto nel commento subito precedente a questo, la tua e’ una delle spiegazioni piu’ plausibili, assieme a quella, un po’ piu’ cattivella 😉 , di un possibile desiderio di mantenimento del proprio valore di unico “ente” in grado di comunicare con l’aldila’ e, percio’, guidare i credenti.
    Ciao cara 🙂

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  21. x CapeH: … e’ il confine fin dove la mente “puo’ “, oltre al quale deve accettare per dogma, ad essere complicato da definire. Comunque sono sicuro che sia come dici tu: i “veri credenti” sono tali non certo grazie all’accettazione pedissequa di quanto ascoltato nella loro frequentazione della Chiesa e dei suoi sacramenti; credo che la loro convinzione abbia qualcosa di… autoctono, una conoscenza certa, ferrea, innata quasi… Un sentire che nasce prima di tutto da dentro 🙂

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  22. Penso che il non credente si affidi alla morale, all’etica, nella giustizia, nella pietà come uniche guide certe del suo incedere.
    Il credente oltre a quelle aggiunge Dio. in non credente la ragione.
    Eppure entrambi trovano le proprie giustificazioni nei sentimenti sopra detti, comuni ad ambe due le tipologie d’uomini che trovano conforto in due diverse soluzioni.
    personalmente non mi trovo distante da un credente, per le ragioni sopra esposte.
    Per due divere strade cerchiamo entrambi il bene dell’uomo.
    Per me il risultato non termina su questa terra e in questa vita, per lui sì, ma forse non ha importanza il colore del gatto è importante che acchiappi i topi.

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  23. x Angelo: io credo che tutte le correnti spirituali “serie” abbiano le medesime basi, anche se naturalmente le “vesti” possono cambiare in funzione della cultura di provenienza.

    x CapeH: in realta’ credo che la maggioranza… si collochi nel mezzo delle due categorie da te citate, creandone di fatto una terza: i dubbiosi! ;D
    Credo che la differenza nel tipo e del tipo di conforto, sia determinante.

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