Il tempo della resa – Perseveranza ed accettazione

PERSEVERARE NON SIGNIFICA INSISTERE
di Paulo Coelho

i-chingDice l’I Ching, il libro cinese delle mutazioni umane: “La perseveranza è favorevole”. Ma la perseveranza non ha niente a che vedere con l’insistenza.
Ci sono epoche nelle nostre vite in cui i combattimenti si prolungano oltre il necessario, esaurendo le forze e indebolendo l’entusiasmo. In questi momenti, vale la pena di riflettere: una guerra prolungata finisce per distruggere anche il paese vittorioso. Niente di meglio, allora, che una tregua, prima che la nostra energia si esaurisca al punto da non consentirci più di recuperarla. Perseveriamo nella nostra volontà, ma aspettiamo un’occasione più favorevole per riprendere la lotta.
Perché un uomo d’onore riprende sempre la lotta, ma mai per ostinazione, bensì perché ha percepito il cambiamento nel tempo.


Commento di Wolfghost: potra’ sembrare strano quello che mi appresto a dire, ma perfino uno come me, che ha sempre esortato a non arrendersi, a lottare anche quando il risultato e’ incerto nonostante i nostri sforzi, crede che esista anche un giusto tempo per la resa.
A volte e’, come dice Coelho, solo un temporaneo periodo di recupero in attesa di ripartire, o un cambiamento di strada che pero’ porta, sul lungo termine, allo stesso fine. Vogliamo arrivare da qualche parte, ma troviamo che la strada che stiamo percorrendo e’ piena di ostacoli che si rivelano, per quanto facciamo, insormontabili. Non ha piu’ senso continuare a sbatterci contro. Meglio fare una bella inversione e tornare, almeno per un tratto, indietro. Non e’ una vera resa, si torna indietro solo fin dove un bivio puo’ permetterci di provare un’altra strada, e se anche quella si rivela interrotta, un’altra ancora, e cosi’ via. E’ come se arrivassimo davanti ad una porta con un mazzo di chiavi. La prima chiave che proviamo non funziona, non sarebbe stupido continuare ad insistere con quella piuttosto che provare le altre?
Poi ci sono le rese definitive, anche quelle purtroppo esistono. Si puo’ trattare di un sogno che si rivela davvero irrealizzabile, che si e’ trasformato in una illusione. Continuare ad inseguirlo vorrebbe dire spendere energie, tempo, serenita’.
Serenita’, gia’… a volte penso che la serenita’ sia il vero scopo della vita. Arrivare a quello stato di consapevolezza ed accettazione che ci permette di veleggiare tranquilli per i mari della nostra vita qualunque sia la tempesta che ci investe. E, al limite, entrare con la stessa serenita’ nel porto che ci attende alla fine del viaggio.
E’ la vita stessa ad essere cosi’. Non siamo immortali, dovremo abbandonarla prima o poi questa amata vita, e quella sensazione di “va bene, e’ ora…” mi pare sempre piu’ un’enorme conquista piuttosto che una maledizione o un atto di debolezza. Fa anch’essa parte di quello spirito di accettazione che contribuisce, al pari della determinazione – che non deve mai divenire cieca testardaggine – alla serenita’. Alla serenita’ fino alla fine.
Credo che noi abbiamo sempre chiara la percezione di quando davvero la risalita non e’ piu’ possibile, che si tratti di un amore impossibile, un sogno che e’ divenuto una chimera, un futuro che non potra’ essere come lo volevamo. Li’ e solo li’, il tempo della resa non solo e’ accettabile… ma addirittura auspicabile.

mano aperta

73 pensieri su “Il tempo della resa – Perseveranza ed accettazione

  1. Sembra proprio la fotografia della mia vita in questo momento… il combattimento si sta prolungando ed io sto prendendomi una tregua per recuperare le energie e valutare. In varie direzioni… mi piace la tua immagine del ritornare indietro sulla nostra strada a rivedere gli incroci, forse da qualche parte abbiamo sbagliato, oppure le chiavi, inutile insistere con quella sbagliata. Farò sicuramente tesoro dei tuoi punti di vista!
    Buon fine settimana!

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  2. x Anne: Vero, vero Sai, l'avevo anche citato il buon Napoleone, in uno dei miei primissimi post qua, infatti non c'è nemmeno un tuo commento! Eccolo qua: Cinque minuti per Napoleone

    x Violetta: esatto, soprattutto quando ci rendiamo conto che tornando un po' indietro possiamo recuperare, cambiando direzione, cio' che eventualmente abbiamo lasciato indietro
    Grazie e buon fine settimana anche a te!

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  3. "Ci sono epoche nelle nostre vite in cui i combattimenti si prolungano oltre il necessario, esaurendo le forze e indebolendo l’entusiasmo"
    I miei ultimi tre anni sono stati esattamente così, ad un certo punto ho dovuto sedermi (idealmente) e aspettare, non so cosa, forse solo di recuperare le forze e gli stimoli giusti, ho sempre amato le sfide, ma per un pò ho avuto bisogno di "riposarmi" un pò.
    Adesso è come se un pò alla volta sto ritrovando il gusto di provarci, di misurarmi con la vita e con me stessa…. che dire….. speriamo bene! 
    Un abbraccio e coccole ai mici di casa! 
    Ten

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  4.  L'immenso edificio dell'Astrazione prima o poi attraverso il perseverare può correre il rischio di ridursi ad una fragilissima facciata di cartone perchè svuotato da noiose e inutili ripetizioni,
    Il tuo riferimento all'hic et nunc, credo, è fattuale più come meditazione non discorsiva.
    Perchè èimpossibile a molti di noi accedere a e reggere situazioni assiduamente problematiche.
    Va considerto l'intellettualmente indecidibile come dimostrazione di ciò che esprimiamo come intricato.
    E per avvalorare quanto da te scritto aggiungerei che per una mente critica che voglia essere critica nell'Azione è fondamentale anche la richiesta d'aiuto a quei suggerimenti dei Grandi Inglobanti che non possono essere ignorati.
    Io penso infatti che sia proprio quella meditazione non discorsiva, tradotta in attimi di sospensione non dialettica, a superare la disintegrazione della coincidenza della mente con idea e con ideologia chiusa o conclusa.
    In quanto la fragilità per rigidezza è un costitutivo dell'umano non sempre empiricamente verificabile, perciò inaudibile ma presente dove i frammenti della totalità si riassumono in quel genere di agnosticismo non dogmatico, in quel genere di ragione non riduttiva perchè metaforica.
    In parole povere v'è un'analogia tra il " credo, Domine mentis, adiuva incredulitatem meam " e il " choiceless awareness" (krishnamurti)
    attento stato di veglia in cui si sostanzia la distinzione tra perseveranza e insistenza
     
    Sempre più ottimamente problematici i tuoi post
    Cosi facendo , così cantando e cosi sonando, un po’ alla volta stai diventando il nostro guru
    E non posso che inginocchiarmi recitando la solita trita e ritrita e ritritata:
    “qui m’illumino d’immenso”
    Ammirato

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  5. Da un po' di tempo mi sono arresa… ma nel senso che ho capito che stavo inseguendo solo congetture, schemi mentali, inganni del pensiero… forse la cosa più complicata è proprio abbattere tutte le sovrastrutture che abbiamo accumulato…
    se ci riuscissimo tutto avrebbe una dimensione ben più ampia e nessuno dei tormenti quotidiani potrebbe nemmeno sfiorarci, essendo unicamente un'invenzione della mente…
    baci

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  6. Tendenzialmente sono una combattente, ma NON combatto contro i mulini a vento…quando vedo  che il combattimento puo' nuocermi ( a tutti i livelli da quello energetico a quello fisico) lascio e anche molto felicemente  la presa…e sparisco…se poi nonostante tutto l'antagonista insiste nelle sue posizioni allora mi incapponisco..e non mollo che non mollo…questo vale per tutti i campi della mia esistenza….un baciooooooooooooo grande Neityri.

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  7. x Saganne: impossibile è una parola che spesso nasce dall'ignoranza o dall'incredulità del possibile. Certo, per noi forse non c'è differenza Senz'altro, a questo stadio, ad oggi, non c'è per me Ma per altri, per saggi che forse non sanno nemmeno di esserlo o che comunque non vogliono apparire, o per un tempo che ancora deve venire… chissà!
    Devo dire che la tua eclettica conoscenza, saltando tra argomenti anche molto diversi tra loro… lascia sempre più piacevolmente sorpresi

    x Dalloway: probabilmente è vero. Sicuramente ne è il primo passo, forse però non l'unico…
    Baci

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  8. x Neityri: bé… che vuol dire che l'antagonista insiste e che te non molli? Se vuoi dire che nonostante la tua ritirata egli persiste ad inseguirti, diventa questione di "sopravvivenza", e allora lì certo non si può desistere
    Bacione!

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  9. e sì è giunto anche per me il momento di lasciar perdere su una cosa in cui ci avevo messo cuore ed anima,troppi ostacoli e troppo tempo è passato.Proprio stamattina ho capito che forse la vita vuole dirmi che quella cosa non è per me.E da quando  è giunta questa consapevolezza è giunta pure la serenità 🙂
    Buon fine settimana caro wolf
    un abbraccio

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  10. "Errare humanum est, perseverare diabolicum." Lo dicevano anche gli antichi. Diciamo che è giusto riconoscere il momento in cui fermarsi e guardare gli eventi. Così. Semplicemente. E attendere sulla sponda del fiume, in silenzio.

    Detto da una che non si arrende mai. Nemmeno quando tutto le versa contro.

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  11. …se non si tratta di orgoglio o di bizze, abbandonare una strada ideale o di principio solo per stanchezza non mi piace, forse rallentare ….. , sono una Pasionaria pertanto
    RESISTO 3 Volte….

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  12. Prima di tutto, caro Wolf, qui i miei complimenti per l'intervista che hai rilasciato alla bravissima Happy – l'ho letta e gustata tutta – spesso sono in ritardo, ma cerco di rimanere al passo – e ancora non mi arrendo
    per rimanere nelt ema da te proposto.

    Sì, è vero ci sono momenti in cui è inevitabile arrendersi e altri in cui è necessaria una pausa. Spesso, nel percorrere la strada di un intendimento, perdiamo la ragionevolezza e sbattiamo contro lo stesso "errore" che non ci porta alla soluzione. Per fare un esempio banalissimo – e di questo mio dire puerile già mi scuso – è come quando si fa un'espressione e il risultato non torna. Quante volte ci è successo a scuola e poi, dopo un po' di pausa mentale, si riesce a capire dove stava l'errore. Spesso, presi dal turbinio de pensieri, non si ha la lucidità giusta e allora, meglio aspettare che la nebbia sparisca.

    Bravissimo Wolf, sempre bravissimo.

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  13. …incantata ed estasiata come sempre dal tuo sapere…non so perchè mi sono ricordata di un mio vecchio post che vorrei donarti…
    Cammino per la strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. Ci cado dentro.Sono perduta … sono senza speranza.Non è colpa mia; ci metto un’eternità a trovare il modo di uscirne.Cammino per la stessa strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. Fingo di non vederla.Ci cado dentro di nuovo. Non posso crederci, sono di nuovo qui dentro.Ma non è colpa mia; ci metto ancora un bel po’ a uscirne.Cammino per la stessa strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. Vedo che è ancora lì.Ci cado dentro, … è un’abitudine, ho gli occhi aperti, so dove sono, è colpa mia.Ne esco immediatamente.Cammino per la stessa strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. La aggiro.Cammino per un’altra strada.Non scoraggiatevi se dopo un po’ di tempo vi troverete cambiati di poco: tracciare un nuovo sentiero può essere un duro lavoro, i passi falsi e le ricadute nelle vecchie abitudini sono normali. Per sviluppare nuovi percorsi neuronali occorre tenacia e, all’inizio, uno sforzo cosciente. Datevi il tempo e vedrete aprirsi nuovi viali. (…)Non possiamo piegare la vita alla nostra volontà: essa è come è. Anche gli altri hanno il loro viaggio, il loro sentiero da percorrere. A dispetto dei nostri sforzi più grandi, esistono il fallimento, il tradimento, la malattia, la perdita. Sono in mano nostra solo i passi e le scelte che facciamo. (…) L’impermanenza è connaturata alla vita. Possiamo trovare pace in questo, sapendo di aver fatto tutto ciò che possiamo, ma dobbiamo ancora lasciar andare e … vedere il mondo fluttuante … una stella al tramonto,… una bolla in un fiume,… un lampo nel cielo d’estate,… il baluginio di una lampada a olio,… un fantasma, un sogno.Noi opponiamo resistenza all’impermanenza. Rabbia, frustrazione, amarezza si susseguono; ondate di tristezza e di desiderio sconfinato che le cose siano di nuovo com’erano prima. Ansia per un futuro sconosciuto. Eppure sappiamo anche che al di là del lutto e della perdita c’è una luce che ci chiama. (…)La compassione è partecipare con empatia alle lotte degli altri, senza assorbirne il dolore fino a lasciarcene travolgere. Se ci addossiamo la responsabilità della felicità di un’altra persona, possiamo fare ben poco. Vera empatia significa “prendersi cura per” invece di “prendersi cura di” altre persone. Possiamo assumerci la responsabilità solo di un’assistenza compassionevole, rispettando le scelte di vita dell’altro. (…)Un cuore capace di felicità abbraccia tutte le persone e gli avvenimenti della vita, i trionfi come le pene. Quando la marea sale, ci rallegriamo della buona sorte, gioiamo del talento e delle benedizioni delle persone care. Quando scende, andiamo alla ricerca di senso, ringraziando per i doni che comunque abbiamo già ricevuto. Felicità è accettare ciò che abbiamo, sapendo che una persona che sviluppa felicità attira molti amici e vive con gli altri in armonia. La felicità contrasta la tendenza all’invidia, alla gelosia, all’autocommiserazione. Quando la marea del destino sale e scende, possiamo reagire con felicità o con amarezza. Perché non scegliere la felicità? (…)Se puoi farci qualcosa, perché ti preoccupi? E se non puoi farci niente, perché ti preoccupi? La serenità ci fornisce la saggezza di saper distinguere ciò che possiamo da ciò che non possiamo cambiare. Invece di lasciarci paralizzare dall’ansia, dalla frustrazione o dalla disperazione per cose che sono fuori dalla nostra portata, possiamo imparare ad andare loro incontro con coraggio e amorevolezza.Quando ci troviamo di fronte a relazioni o circostanze che sfuggono al nostro controllo, può essere consolante meditare con frasi prive di giudizio: questo ci rende liberi di lasciar andare (ricorda la storiella taoista del contadino: “fortuna o sfortuna?Chi lo sa?”) (…)Una maggiore serenità ci permette di aprire la mente a nuove possibilità, di prendere in considerazione pensieri come “può darsi”, di fronte al fallimento o alla delusione. Accettare un’altra persona così com’è ci dà pace. Certo, continuiamo a fare tutto il possibile per cambiare le cose in meglio; ma nel frattempo pratichiamo il lasciar andare ciò che non è sotto il nostro controllo. La scelta è: o così, o la pazzia. (…)Preghiera della serenità: “Signore, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscere la differenza.” (…)La vita in salita e quella in discesa sono la stessa e questo è il mistero della via: un cerchio, una spirale, un viaggio infinito da se stessi agli altri per tornare a se stessi e avanti così … alla ricerca di una saggezza più profonda e di un amore più grande. Che il vostro sia un cammino di gioia.
    -Thérèse Jacobs, I sentieri si tracciano camminando-

    …ed ora una canzone davvero speciale Gen Rosso…
    Ricominciare
    Ricominciare è come rinascere,
    è rivedere il sole in un mondo di libertà,
    è credere che la vita
    si rianima davanti agli occhi tuoi
    senza oscurità;
    è sapere che ancora tutto puoi sperare.

    Ricominciare è come rinascere,
    dall'ombra di un passato che ormai non conta più,
    è ritornare semplici cercando nelle piccole cose
    la felicità…
    è costruire ogni attimo il tuo domani.

    Ricominciare è come dire ancora sì alla vita,
    per poi liberarsi e volare
    verso orizzonti senza confini,
    dove il pensiero non ha paura
    e vedere la tua casa
    diventare grande come il mondo.

    Ricominciare è credere all'amore
    e sentire che anche nel dolore
    l'anima può cantare e non fermarsi mai.

    …ed allora continuerò,,,perchè…è credere all'amore e sentire che anche nel dolore l'anima può cantare e non fermarsi mai…per respirare…ed ascoltare …
    ….namaste al tuo cuore e alla tua anima…Francesco grazie

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  14. Perseverare troppo insistentemente per  cercare di raggiungere a tutti i costi un obiettivo che fa spendere molte forze ed energie non è di nessun aiuto, anzi stanca e non permette di seguire  altre eventuali strade possibili. Bisognerebbe ponderare le proprie decisioni e scegliere con saggezza una strada da percorrere, che non sia detto sia priva di ostacoli, ma che si possano almeno superare.

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  15. Dobbiamo sapere quando una tappa arriva alla fine; se continuare ad insistere si può perdere l'allegria, voglio dire, il senso dell'altre tappe che dobbiamo ancora vivere. Finire un capitolo per poter inziare l'altro.
    Un abbraccio.

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  16. x Daphnee: puo' essere, in fondo non sempre la vita ci porta là dove vorremmo arrivare. L'importante è capire quando davvero non è più il caso di insistere.
    Grazie cara, buona domenica a te!

    x Kappadue: siamo d'accordo allora

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  17. x Mirjana: dipende da tante cose, soprattutto dall'importanza della posta in gioco, certo, ma anche dalla nostra capacità di capire che insistendo non otterremmo comunque alcun beneficio.
    Buona domenica

    x Jouy: bé, qui non si tratta di stanchezza. Se ci riferiamo allo scritto di Coelho, si tratta più dell'intelligenza di capire che quando si è allo stremo è molto più facile perdere definitivamente che non quando si riposati o perlomeno in uno stato decente. Anche a te sarà capitato ad esempio di risolvere al mattino, e in poche battute, qualcosa che la sera prima, al culmine della stanchezza, non c'era verso di fare. Ecco, insistere a qual punto da meno risultati che "staccare" un po' per, casomai, tornare alla carica più avanti
    Ampia adesso il discorso a temi grandi e importanti: non perché sono più importanti che questo non vale anche per loro.
    Una passionaria sì, ma anche con un pizzico di strategia, no?

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  18. x Raggio: grazie cara La cosa che non mi è piaciuta, e non mi faccio problemi a dirtelo, del tuo commento è il punto in cui autodefinisci il commento "puerile" I tuoi commenti sono sempre a tema, ragionevoli e interessanti, quindi vedi di smetterla!
    E' verissimo e calzante il tuo esempio. Ricordiamoci che "nel piccolo si riconosce il grande" (e viceversa), ovvero – riportato ai comportamenti – è probabile che anche in situazioni importanti reagiremo allo stesso modo, seppure con una "scala" diversa, con cui reagiamo a quelle piccole. Quello che racconti è lo stesso meccanismo con cui cerchiamo di ricordare qualcosa, come una data o un nome: quante volte ci siamo interstarditi credendo ad esempio che quella parola dovesse iniziare con una certa lettera perché così ci sembrava? E' chiaro che così, per quanto ci sforzassimo, la soluzione non arrivava. E quando è arrivata? Allorché abbiamo staccato la spina e… improvvisamente quella parola è saltata fuori… e non iniziava affatto con quella lettera! Il cervello è "plastico" ma credulone: segue pedissequamente le nostre direttive, quindi finché diamo ad esso informazioni sbagliate… lui, povero, non potrà darci risposte esatte
    Come vedi il tuo commento era tutt'altro che "puerile", molto interessante invece

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  19. x ilmercantedisogni: … ed è un bellissimo scritto quello che hai postato, carissima! Con le parole della canzone per un lato, completamente con quelle di Jacobs (e i tuoi commenti nel mezzo), non posso che essere d'accordo. Arrivare ad un tale stato di consapevolezza e accettazione è un risultato che per quanto mi riguarda vale la vita stessa.
    Grazie per questa tua splendida partecipazione Un carissimo abbraccio!

    x Demetra: brava Demetra, è proprio così

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  20. …pensavo si capisse che intendevo

    stanchezza psicologica, uno stadio in cui si tende a dirsi..

    ma chi me lo fa fare

    vero, ho sempre sentito dire che la notte porta consiglio ….. Ciao!

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  21. Nella vita c'è il tempo per la lotta e il tempo per la resa. La saggezza si raggiunge, quando riusciamo a capire quando è il caso di insistere, e quando sia il caso di desistere… Grande Wolf.

    Ti aggiungo una mia poesia. Spero ti piaccia. Come sai, non sono abituato a scriverle, ma ogni tanto mi lascio andare. 🙂

    L'urlo del mare

    riesce a farmi tacere,

    per farmi vedere,

    il suo immenso splendore.

    Piccoli granelli di sabbia

    scorran fra le mie mani,

    in attesa che si compia il mio domani.

    Troppo veloce scorre il tempo,

    tanto che un giorno

    sembra un estremo istante.

    I miei nudi piedi lambiscono

    lo scorrere lento delle maree,

    dove la sabbia smuove ogni mio passo.

    Allora mi fermo ad osservare

    la maestà del mare.

    Mentre un vuoto sotto di me si apre

    affinché capisca che tutto si muove,

    perché io esista.

    Il tramonto e l'alba

    sempre si rincorrono,

    per farmi capire

    che devo assaporare

    ogni istante di naturale splendore,

    gridando alla vita

    la mia voglia di vivere.

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  22. Ho lottato molto ed insistito per ottenere quello che pensavo giusto per la mia famiglia e quando poi non ci riuscivo la prendevo come una sconfitta che bruciava.  Quanta ansia e rabbia e pianto distribuito in una vita. La società e la famiglia ci insegna a conseguire dei risultati che devono essere immediati, non si può rimanere indietro…non c'è niente di piu' anormale. Proiettati ansiosamente verso qualcosa da raggiungere ci sfugge il presente con i suoi momenti irripetibili. L'Universo muove le nostre vite e spesso nonostante i nostri sforzi non riusciamo a realizzare ciò per cui ci siamo dati tanto da fare e questo dobbiamo accettarlo e considerare la possibilità che quello non era il momento giusto per noi o non era la cosa fatta per noi. Serenità di vita, quando circola l'Amore dentro ed intorno a noi l'Universo muove le cose giuste, forse lì per lì noi non saremo d'accordo, ma noi non riusciamo a vedere lontano.
    Buona domenica a te e famiglia Fulvia

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  23. x Ninfearosazzura: la vita scorre da sé, sta a noi decidere come prenderla. E prendere come sfide da vincere le difficoltà che essa propone, è molto spesso il modo migliore per superarle. Grazie per l'immagine suggestiva

    x S.: sì. A volte ci si chiede se… esiste una vera alternativa

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  24. x Passeggio: direi che siamo d'accordo allora Grazie per  la poesia, è molto bella e significativa per chi non è uso a scriverne

    x Fulvia: il fatto è che siamo noi a decidere ciò che in un determinato istante è o meno importante nella nostra vita, e a volte il condizionamento esterno è decisamente forte… Nel tempo, però, poi si può cambiare…
    Buona domenica sera 

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  25. Siamo noi a decidere, ma c'è un cammino tracciato per noi per raggiungere una certa evoluzione  e a volte con le nostre decisioni razionali e condizionate ci allunghiamo la strada e ci arrabbiamo e siamo sempre in tensione perchè abbiamo perso la capacità di sentire la voce dentro di noi.

    Volevo dirti che ho visto il film "Here after", a me è piaciuto molto perchè parte da esperienze reali e mi è sembrato uno spunto per la riflessione. Ciao

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  26. prendersi un attimo di respiro, un anno sabbatico,una tregua o arrendersi , penso sia una scelta intelligente, seppur sofferta e amara per il nostro orgoglio, soprattutto quando in una certa "impresa "ci si è messa l'anima, si son spese energie, tempo.
    Se non si riesce e siamo in pace con noi stessi nel senso che non abbiamo trascurato niente, non è una sconfitta, anzi.
    E' avere consapevolezza che il momento non è adatto, che non è il  tempo opportuno, che quella certa cosa non è per noi ora..potrà esserlo in altri momenti o mai…
    Nel primo caso prendersi una pausa per ristorare mente e corpo, per riacquistare l'energia necessaria è necessario
    Dopo ci sembrerà tutto più agevole e recuperemo il tempo perso…

    nel secondo caso (il mai) avremo la possibilità di rivolgerci ad altro che , magari, risulterà, alla fine più congeniale

    Intestardirsi non fa altro che farci perdere le coordinate di noi stessi

    Sempre propositivo,mio caro Wolf;)

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  27. x ilmercantedisogni: ho letto ed apprezzato, cara! Anche se il buon Coelho, come ho scritto spesso, ha il supporto della fede. E non è poco!

    x Fulvia: intanto sono contento che tu abbia apprezzato il film Sul tema "Destino" però… no, notoriamente io non credo esista un sentiero tracciato. Ne parlo qua: Sul Destino

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  28. x Ilavi: assolutamente d'accordo, cara Dora D'altronde l'hai dimostrato te stessa proprio su Splinder: chiudendo il tuo blog per poi riaprirlo, dopo un certo tempo, con la stessa bellezza di prima
    … e personalmente ne sono stato davvero contento!

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  29. tutte le strade portano a roma…
    intendo.. se uno ha un fine, e sa che questo fine è quello giusto, poco importa se si deve fermare o tornare indietro perchè ha imboccato un vicolo cieco.. appena può prenderà un'altra strada ma sempre per quella meta.

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  30. Il nostro destino è buono ed è fatto per la felicità…e non l'ho detto io ma il Figlio di Dio…
    la realtà sembra a volte ostile , ma essa è il dialogo con Colui che ci vuole portare lì …e non vuole, sembra paradossale quello che dico,  lasciar fuori niente dei nostri desideri…fidarsi del tempo perchè è una persona…

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  31. x Ilavi e Saganne: un saluto a entrambi!

    x Ivy: si, esatto. E' un modo diverso di porre la faccenda, ma e' sempre quella E… se si sceglie attentamente il proprio fine, allora esso puo' non essere abbandonato mai. Puo' concludersi si', ma non essere abbandonato.

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  32. x Sorgente: aaaah! Pensavo di essere io ad aver problemi con i browser! Ok, lo aspettero' con interesse allora!
    Un caro saluto anche a te ed ai tuoi cari!

    x Pepeannamaria: In qualche modo non si puo' che essere d'accordo con cio' che scrivi. Poi e' questione di capire, per ciascuno, chi e' il "Figlio di Dio" e qual e' il posto ultimo dove ci vuole portare. Perche' non tutti abbiamo la medesima fede

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  33. io sn molto pessimista in generale….xò dopo una sconfitta mi rialzo facilmente….certo i primi giorni sto male ma dopo riparto piu forte di prima….e in questo modo sn riuscita ad andare sempre avanti….spero di non arrendermi mai in modo definitivo altrimenti sarà la fine….dipende molto dai caratteri delle persone questo sì..però vi prego non vi arrendete mai!!!!

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  34. Gabry, grazie per il tuo sprone finale, e' molto sentito e non poteva non piacermi
    Essere pessimisti in qualche caso puo' non essere negativo, a volte e' proprio il pessimismo che ci sprona ad agire piu' dell'ottimismo Basta naturalmente un pizzico di equilibrio: pessimismo si', ma sempre assieme alla speranza!
    Io credo che chi sia abituato a rialzarsi, difficilmente si ferma. Il passato "fa storia", e la forza si nutre anche dal ricordo

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