Grandi avvenimenti e cambiamento

Si dice che solo i grandi avvenimenti possono dare il via ad un sostanziale cambiamento, eppure ognuno di noi ha attorno a se’ esempi che dimostrano che non sempre e’ cosi’. Ci sono persone che – non importa se e’ stato positivo o negativo – non colgono nell’avvenimento alcuna “occasione” per cambiare: magari hanno un periodo di riflessione, ma presto o tardi tornano sempre alla vita ed al modo di pensare precedenti.
Ci sono invece persone che scorgono occasioni di cambiamento anche in piccole cose, in piccoli avvenimenti che ai piu’ passerebbero inosservati.
La differenza tra queste due categorie di persone e’ solo il fatto di essere o meno pronte a cambiare: chi e’ pronto a farlo non ha bisogno di un vero segnale dall’esterno, gli bastera’ poco per fare quel passo che sente di volere, o dovere fare, ed anche un minimo evento funzionera’ come agente catalizzatore.
Aggiungo che non solo le persone sono diverse, ma perfino ognuno di noi e’ diverso nel corso delle varie fasi della propria vita. Possiamo avere periodi, generalmente seguenti ad una lunga fase di stabilita’, dove cambiare ci risulta particolarmente difficile. Altri nel quali cambiamo continuamente, a volte apparendo perfino frenetici nel nostro desiderio di cambiare.
Ci fu un periodo dove la mia vita fu vicina ad un “punto di rottura”. Dovevo necessariamente agire, altrimenti avrei fortemente rischiato di cadere in un vortice senza ritorno. Pero’ non mi muovevo, restando pericolosamente vicino a quel punto di non ritorno.
Qualcuno in quel periodo mi disse (anzi scrisse) “l’immobilismo diventa colpevolezza”. Pur non riferendosi espressamente a me o alla mia situazione, questa semplice frase, caduta nel momento perfetto, ebbe per me un effetto catartico estremamente potente e… finalmente mi decisi a compiere i passi che sapevo di dover compiere.
Probabilmente in una fase diversa della mia vita quella frase avrebbe avuto la stessa importanza di molte altre e l’avrei in breve dimenticata.

Purtroppo, anche se in fondo e’ proprio la parte bella dell’essere vivi, siamo per lo piu’ esseri emozionali, esseri che riescono ad agire o reagire solo cavalcando l’onda di emozioni forti. Sarebbe molto meglio sfruttare maggiormente le nostre capacita’ logiche: quasi sempre sappiamo cosa andrebbe fatto, eppure spesso non riusciamo a farlo fino a quando non siamo obbligati dalle circostanze.
Con il rischio che sia troppo tardi.

indeciso

57 pensieri su “Grandi avvenimenti e cambiamento

  1. Il cambiamento è necessario alla vita, specialmente quando le cose non vanno esattamente come vorremmo, ma, come giustamente affermi, ognuno di noi ha la facoltà di decidere quello che ritiene giusto per se stesso.Una cosa è certa: sapere cosa è giusto fare e non farlo non aiuta ad avere una vita felice e questo dobbiamo tenerlo sempre ben presente al fine di evitare rimpianti, autocommiserazioni ed imprecazioni contro il "destino avverso"!Un saluto.Mr.Loto

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  2. concordo con tutto tranne la riflessione finale, non credo che l'uomo, in maggioranza, sia mosso dall'emozione più che dalla razionalità, a ben guardare è il rendiconto personale , il calcolo e quindi l'utilizzo della ragione che lo spinge a compiere determinate scelte. io prediligo il cuore. un bacio

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  3. Dovremmo prendere esempio da certe filosofie orientai, ma ciò per vari versi è molto difficile, se non impossibile.Elevarsi al di sopra di noi, eliminando ogni genere di emozione, in modo da agire solo grazie all'intelletto. Ma purtroppo non siamo, o non sappiamo essere, uomini, inteso in senso lato, razionali.

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  4. personalmente non sono mai mossa dalle emozioni che spesso fanno traviare nel movimento, ma dalla logica…credo la mente sia un prezioso mezzo, il ragionamento e la riflessione anche…le cose di impeto nn mi appartengono..rifletto e rifletto e rifletto ancora e poi decido …quindi posso dire di essere concorde con te su tutto quanto scritto nel tuo splendido post…ma assolutamente no nella parte finale…un bacio e come sempre grandissimo Neityri.

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  5. x Mr.Loto: esatto, concordo pienamente x Pia: capisco cosa intendi, ma in realtà l'egoismo da cui nasce il "calcolo", deriva da un'emozione negativa più che dalla logica, dimostrazione ne è il fatto che spesso si compiono azioni vantaggiose sul breve termine ma evidentemente dannose sul lungo periodo. Comunque ritengo che le nostre posizioni siano lontane solo sulla carta: si tratta di accezioni diverse delle medesime parole Grazie e un bacio anche a te

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  6. x Anne: il punto fondamentale per cui non ci si riesce è perché, in fondo, non lo riteniamo "naturale", rifiutando pertanto l'applicazione della ragione. Eppure la ragione non è necessariamente nemica del cuore… x Neityri: grazie cara, concordo con le tue parole

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  7. Penso che se noi umani proviamo emozioni è perchè dobbiamo ascoltarle e seguirle. Se qualcosa ci spinge a cambiare, però dobbiamo anche valutare razionalmente la cosa.Ciao.

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  8. Sono d'accordo, le emozioni non nascono mai per caso e vanno percio' ascoltate. Bisogna pero' valutare il perche' esse nascono: non sempre possono essere un segnale di qualcosa da cambiare, possono anche nascere da insoddisfazioni dovute ad aspettative sbagliate ed irragionevoli, aspettative percio' che non vanno seguite.Insomma, va bene dare ascolto alle emozioni, ma la mediazione della ragione ci deve sempre essere.Ciao!

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  9. ciao Wolfghost, a volte invece si prova a cambiare e si va per tentativi. Non sempre si indovina la strada giusta però.si esce dall'immobilismo (ed è una cosa buona) ma oltre questo è anche bene agire sempre ricercando cosa è veramente importante.Qualche volta può succedere che quell'immobilismo dipenda anche dall'incapacità di fare una corretta valutazione.. altre volte è solo pigrizia.ciao (elleletizia)

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  10. Ciao Elleletizia: io parlo di immobilismo quando si è in un contesto nel quale non cambiare significa andare alla deriva, un contesto dove è meglio assumersi il rischio di cambiare perfino se si rischia di sbagliare. Si dice "Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova"… ecco, io lo leggo in maniera opposta a come lo si legge abitualmente: se sappiamo che la strada vecchia è per noi negativa, non importa ciò che si troverà, varrà comunque la pena di cambiare… con intelligenza, ovvio!

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  11. si Wolfghost.. lo avevo capito, e io invece parlavo di me stessa..sono almeno tre anni che faccio modifiche organizzative sul lavoro (cosa che se non avessi fatto sarebbe stato peggio) ma ancora non ho trovato la soluzione giusta..continuerò a provare ovviamente ciaoelleletizia

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  12. Trovare un equilibrio fra ragione e sentimento non sempre e' facile,Siamo portati a farci travolgere da emozioni che spesso compensano mancanze ataviche della nostra vita e non sempre riusciamo a mediarli.L' ho scritto su un mio post… il dilemma di lascirsi vivere  o no, senza porsi domande o progetti.Poi arriva inevitabilmente il giorno delle scelte e dei cambiamenti.Vanno ponderati anch'essi nel rispetto pero' del proprio io e degli altri.Un caro saluto Wolf….. bacio agli esserini…..salutami Tom          

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  13. Già una volta abbiamo parlato di questo argomento, ed io ricordo di aver aderito con molta decisione a questa teoria, raccontandoti anche un episodio della mia vita che era una chiara dimostrazione della veridicità delle tue parole.Auguro una bella notte a tutta la Famiglia De' Lupis. 

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  14. x Donnaflora: a riguardo del post, direi che siamo allineati Per Tom… ok, stasera non mancherò di salutartelo! x Azalea: d'altronde questo è uno degli argomenti che ho trattato più spesso, seppure trattandolo da angolazioni diverse. Quindi non mi sorprende di averne già discusso con te (e lo ricordo bene ).A te invece, una buona giornata

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  15. Hai ragione, è come quando siè buttati in acqua: o si annega o si impara a nuotare… Anche se devo ammettere che non è facile.Ciao Wolf, in questo momento piove a dirotto  :(Sono in un Internet point 🙂 🙂   

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  16. a volte ci si sente come cavalieri erranti senza spada e senza cavallo, … in balia delle cose …. ma poi arriva l'evento scatenante la casualità (?)   dipende da noi se vedere o meno se buttarsi o no..

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  17. x Happy: eheheh ogni scusa e' buona per navigare, eh? Venendo al tema del post… c'e' anche chi annega uhm… navigare… annegare… che i due temi siano legati? x Zeroschemi: vero, anche se a volte cio' capita perche' non siamo stati lungimiranti in precedenza

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  18. credo che la razionalità sia propria dei momenti in cui serve di meno… quando sei in mezzo ad una situazione delicata,in cui la cosa più logica sarebbe così palese da un punto di vista esterno, spesso (almeno,per quanto mi riguarda) si è portati al pensiero meno razionale.anch'io mi sono trovata vicina ad un punto di non ritorno,e ne ero perfettamente consapevole,ma non ho scelto di lottare finchè qualcosa mi ha obbligato a farlo.grazie wolf,sei sempre fonte di preziosi riflessioni  🙂

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  19. Gia', e' proprio cosi' A volte c'entra anche la stanchezza di mille battaglie, altre – all'esatto opposto – una certa disabitudine alla lotta, un'esagerata stagnazione nella situazione in cui ci si trova, perfino se ci si sta tutt'altro che bene…Grazie a te!

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  20. credo che il cambiamento sia un'evoluzione normale della vita di una persona….quante  volte ricordiamo cose che ci sono successe tanti anni fa e non ci riconosciamo in quella persona ? a me succede spessissimo…e comunque mi sento in continua evoluzione . Le emozioni e la ragione  ? si d'accordo per la ragione che,  specialmente in età non più giovanissima dovrebbe permettere di non sbagliare più, ma cosa sarebbe la vita senza dar  ascolto alle emozioni ?un salutoStefi & B & Samanta

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  21. Assolutamente, infatti dico spesso che chi sostiene che nella vita non si cambia sostiene un grosso errore: si cambia sempre, volenti o nolenti. Cio' che si puo' fare e' solo cercare di direzionare il piu' possibile il cambiamento e anche qua la ragione puo' venire in aiuto, lasciare tutto nelle mani dell'istinto e delle "risposte emotive" puo' non essere costruttivo o, addirittura, risultare distruttivo. Quante volte infatti, le persone che non mediano con la razionalita' hanno risposte emotive violente che portano alla chiusura verso il mondo o, peggio, ad azioni distruttive verso se' stessi o gli altri? Quindi, non si tratta di eliminare le emozioni, ma semplicemente (si fa per dire) di avere su di esse almeno un certo grado di controllo.Un saluto a voi

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  22.  “franceschino”,sono tante le riflessioni che suscita questo brano, ma io vorrei soffermarmi su un passaggio, in particolare che è il seguente.“quasi sempre sappiamo cosa andrebbe fatto, eppure spesso non riusciamo a farlo fino a quando non siamo obbligati dalle circostanze”.Sappiamo, ad esempio, che è sbagliato rubare, offendere il prossimo, mostrarsi prepotenti, arroganti, quant’altro.Così come, di converso, sappiamo che il presentarsi disponibili, sobri nei giudizi, comprensivi, educati, misericordiosi, evitare il ricorso alla violenza fisica , piuttosto che verbale, ci pone in armonia con il resto delle persone e delle cose.Così come sappiamo che l’ingerire certi alimenti danneggia il nostro organismo, mentre altri facilitano la nostra digestione e ci consentono di vivere più a lungo.Mettiamo da parte la questione delle sigarette, o dell’abuso di bevande alcoliche o di stupefacenti, perché il discorso si farebbe complesso.Ma sono solo pochi esempi.Il problema viene anche sollevato dalla tradizione taoista in termini di “educazione all’abitudine”.Secondo tali teorie, il nostro corpo ed il nostro spirito altro non sono costituiti che da una serie di abitudini, per cui, così come se ne acquisiscono alcune, altrettanto facilmente se ne possono assumere altre, di segno opposto, tali da diventare modalità di comportamento continue e costanti, senza poi risentire – dopo un certo periodo di tempo – di alcuna conseguenza.La questione, allora, è il lasciar trascorrere quel “periodo di tempo”.Lungi da me l’affermare principi di “perfezione”, che sono appannaggio solo di Colui che ci ha creato, si può comunque aspirare ad un miglioramento costante, anche se impercettibile e graduale.Ma nel momento in cui ci proponiamo di farlo, ne siamo spaventati.Come vivrò senza il mio pacchetto di sigarette in tasca? Non sarò più io.Come vivrò senza reagire alla violenza altrui scatenando altra violenza a mia volta, di dimensioni anche superiori?Come verrò giudicato dai miei vicini di casa o dai miei amici se non mi approprio indebitamente di pochi centimetri di condominio come usano fare loro?Verrò giudicato un inetto, un vigliacco, un codardo?E allora ecco, si torna a trattare una questione squisitamente sociale e di spessore culturale.E sul concetto di rispetto (soprattutto nei confronti di noi stessi). Che è un concetto dai confini molto labili.Un abbracciane.SHERWOOD

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  23. x Sherwood: direi che hai fatto un'ottima analisi, concordo su ogni riga Forse sei solo troppo buono quando scrivi che non cambiamo perché siamo spaventati dal perdere le nostre vecchie abitudini. Io credo che nella maggioranza dei casi si tratti di inerzia, di vera pigrizia.Abbraccione anche a te

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  24. Lupo….premettendo che battare testate fa sempre bene,…..riscontro, purtroppo e troppe volte, situazioni che mi hanno portato a darmi una "risposta" amara. Chi è uso  pensare ed agire con un minimo di umanità impara sempre ,sia che accadano fatti di poca entità o gravi. Riflette e rivede le proprie idee, posizioni e azioni, insomma migliora.Chi, diversamente….ovvero chi vive da stronzo/a, mica migliora, qualsiasi cosa accada loro…. Saranno sempre più cinici, rancorosi e invidiosi!  Sono stata troppo brusca e drastica?

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  25. Saper fluire nel fiume della vita sapendo correggere la rotta e con una pagaiata portare la propria canoa in un corso d'acqua che si diparte da quello principale richiede coraggio e prontezza, un sapersi rimettere in gioco come dice Kipling in "Se…" sapendo di rischiare ma capendo che è cosa necessaria…Difficile (soprattutto capire il momento esatto in cui agire) ma alla fine necessario.Un salutone di ritorno dalla mia oasi di pace estiva tra le colline senesi.

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  26. Verisismo:mi leggi nella testa?Sai quante volt emi è capitato di reincontrare dopo un anno una persona:beh io per lei ero irriconoscibile  perlomeno come modo di pormi lei era la stessa di sempre eppure di cose nella sua vita ne erano accadute molte di più che nella mia,Anche recentemente parlavo con una persona che mi ha detto chiaramente di vivere con terrore i cambiamenti,Salvo che,in certi principi di base,non potrei concepir ela vita che come altro che cambiamentoe ,se ti stai chiedendo come mai ero venuta a romperti le scatole sul tuo blog  beh…ciapati questo!!!! anche questo è carino però!!speriamo che sia venuto perchè non li vedo!!!

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  27. x Orchis: ahah si si, sono venuti ed e' vero: sono molto simpatici, soprattutto il primo (ma io sono di parte, naturalmente! ). La paura dei cambiamenti deriva dalla paura che qualcosa, accadendo, possa rompere la serenita' – vera o apparente – che faticosamente ci siamo costruiti nella nostra vita. Ci sono due notizie pero', una buona ed una cattiva. Quella cattiva e' che, indipendentemente dai nostri sforzi, qualcosa presto o tardi cambiera' comunque. La buona notizia e' che non sempre i cambiamenti sono negativi.Ciao cara, e grazie!

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  28. I tuoi post sono sempre così VIVI, pieni di saggezza che è una delizia leggerti e tanto insegnamento doni. Sono sempre incantata nel leggerti e dopo avr letto ciò che posti, mi sento sempre anche più serena. A te un grazie dunque!

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  29. eheh grazie a nome suo E' anche molto simpatica, sai? Adesso ci viene vicino (soprattutto quando siamo a letto), si lascia accarezzare tutta contenta, ma… se provi a prenderla sono guai!

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  30. Sono d' accordo con te.Non sono ogni individuo è diverso dall' altro, ma ognuno, nel corso della vita, ha differenti fasi.A volte si è propensi ai cambiamenti, a volte meno.Quando accadono degli episodi molto forti, che ci colpiscono, c' è chi riesce lo prende come spunto di cambiamento (a volte in bene, a volte in male), e c'è chi invece rimane in stato riflessivo, o nel caso di un episodio negativo, si lascia proprio andare.Eppure…"Panta rei". Rimanere immobili in un universo dove tutto è perennemente in movimento, è una condanna.Dovremmo imparare da tutto ciò che ci circonda, ad imparare, e a modificarsi attimo per attimo.Dovremmo essere più malleabili.Ma quasi mai è cosi.Per quanto poi riguarda l' uso della logica..lasciamola ai vulcaniani.L' uomo è di per sè un essere emozionale :)Buonanotte,IrisLuna

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