Realta’ e Illusione nel pensiero buddista tibetano

ALBEROUn altro interessante concetto del pensiero buddista tibetano (non preoccupatevi, non ho intenzione di tediarvi con questi argomenti ancora a lungo :-P) e’ la differenza tra realta’ e illusione.

In occidente siamo convinti che per il buddismo tutto sia illusione: tutti siamo immersi in una sorta di stato di sogno e una realta’ vera e tangibile, unica per tutti, non possa esistere.

Questo concetto ci ha dato del buddismo una visione nichilista che ha spaventato molti, dato che il vuoto fa decisamente paura.

Invece per il buddismo tibetano la realta’ esiste eccome, solo che noi normalmente non la vediamo perche’ abbiamo di tutto cio’ che ci circonda una visione distorta, mediata dai filtri del nostro Io.

Una pietra esiste. Il dolore fisico esiste, cosi come il piacere. Pero’ noi aggiungiamo a ogni cosa e percezione “significati” che sono solo nella nostra mente.

Pensiamo ad un essere vivente fatto di legno, foglie e radici; un essere unico, diverso da ogni altro. Noi gli appioppiamo il nome “albero”, e con questo smettiamo di considere veramente quell’essere vivente: entriamo nel mondo dell’illusione, quell’essere non sara’ piu’ quello che e’ veramente, ognuno di noi lo percepira’ in modo tutto suo, diverso da ogni altro, applicando ad esso i filtri personali del nome “albero”; ad esempio, a seconda delle esperienze passate, esso ci dara’ una sensazione positiva, negativa o neutra. Insomma, quel nostro albero non e’ piu’ l’albero in questione, ma solo una nostra personale rappresentazione.

Questo vale per ogni cosa. Allora, il concetto buddista, non e’ che nulla esiste veramente, ma semplicemente che la realta’ normalmente ci sfugge.

La meditazione e’ il metodo principe che loro usano per entrare in contatto con la realta’, facendo cadere il velo dell’illusione. Meditando e’ possibile capire quanto la nostra percezione ci impedisca di vedere la realta’; infatti, almeno per i buddisti tibetani, “meditazione” non e’ solo sedersi nella posizione del loto e smettere di pensare, ma un vero e proprio metodo di riflessione, in stato di calma assoluta, che permette di capire i normali meccanismi illusori di cui solitamente siamo vittime 🙂

La seguente storiella e’ in realta’ Zen, ma ovviamente molti concetti base sono simili nelle varie correnti buddiste 🙂

La Brocca-

broccaIl maestro Pai-chang voleva scegliere un monaco cui affidare l’incarico di aprire un nuovo monastero. Convocò i suoi discepoli, pose una brocca sul pavimento e disse loro: “Sceglierò chi saprà descrivere questa brocca senza nominarla”. “È un vaso di forma rotondeggiante, con un manico e un becco” rispose il più colto dei suoi allievi. “È un recipiente di colore grigio e serve per contenere acqua o altri liquidi” disse un altro. “Non è uno zoccolo” intervenne un terzo più spiritosamente. Gli altri monaci non dissero nulla, perché erano convinti di non poter escogitare definizioni migliori. “Non c’è nessun altro?” domandò il maestro. Allora si alzò Kuei-shan, che nel monastero era un semplice inserviente. Egli prese la brocca in mano e la mostò a tutti senza dire nulla. Pai-chang dichiarò: “Kuei-shan sarà l’abate del nuovo monastero”.

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52 pensieri su “Realta’ e Illusione nel pensiero buddista tibetano

  1. Premesso che mi è piaciuta molto la storiella e la scelta del monaco. :), la tua riflessione sull’illusione mi ha ricordato una poesia che scrissi una volta, con la variante sulla verità, che forse potrebbe pure intendersi sulla realtà, che è la seguente: 

     
    La valenza universale.

    Quando gli alberi cresceranno

    penderò alla fronda dell’utopia.

    Invano sarà stato il mio tentativo
     
    dell’aver  scostato (di poco)
     
    l’ombra della miopia.
     
    Dagli stessi alberi cadranno altre verità.
     
    Tutti frutti acerbi a cui non è stato dato il tempo
     
    per maturare.   Una sola verità.
     
    Che abbia valenza universale.
     
     

    Ma forse questa "poesia" porta un po’ fuori discorso, in ogni modo sono d’accordo quando il buddismo parla dell’illusione che la mente crea in ciascuna di noi nell’osservare la realtà. Saremo forse troppo condizionati dal nostro Io, o dal Me? 

    Buon fine settimana Wolfghost e a presto!

    Rondine

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  2. Io la vedo abbastanza attinente la poesia invece E tra l’altro la trovo anche decisamente bella
    "troppo condizionati"… "condizionati" e’ sufficiente per non vedere la realta’
    Grazie e buon fine settimana anche a te

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