Lascialo cadere – l’opportunismo

– LASCIALO CADERE –

vaso porcellanaUn ricco mercante si recò un giorno dal Buddha.
“Dimmi che cosa devo fare per ottenere la liberazione” gli domandò offrendogli un vaso d’argento.
Il Buddha gli rispose: “Lascialo cadere”.
L’uomo lasciò cadere a terra il vaso.
Poiché il Buddha si era fatto silenzioso, il visitatore gli ripeté la domanda e, questa volta, gli offrì un piatto d’oro.
“Che cosa devo fare per raggiungere la salvezza?”
“Lascialo cadere” gli rispose l’Illuminato.
Il mercante lasciò cadere a terra il piatto.
Poi, visto che non gli veniva data altra indicazione, si decise a ripetere la richiesta, porgendo il dono più prezioso che aveva: un diamante.
Il Buddha gli rispose: “Lascialo cadere”.
Il visitatore pensò di essere stato preso in giro.
Indignato, si alzò di scatto per andarsene.
Fatto qualche passo, si voltò a dare un ultimo sguardo al Buddha.
E questi gli disse: “Lascialo cadere”.
All’improvviso il mercante capì.



Commento di Wolfghost: Il mercante capi’ che la conoscenza, la liberazione, non possono essere acquistate; esse possono solo essere acquisite attraverso la presa di consapevolezza, che arrivi da parole, intuizioni o esperienze. Il discorso puo’ essere pero’ esteso ai rapporti con il prossimo, alla salute, alla vita in generale. D’altronde la spiritualita’ non dovrebbe essere percepita come qualcosa di separato dalla nostra esistenza, ma piuttosto come sua componente indissolubile.
Fin da piccoli ci viene insegnata una mentalita’ mercantilistica: per avere qualcosa dobbiamo dare, per avere affetto dobbiamo essere buoni, per avere rispetto dobbiamo essere generosi; cosi’ nel tempo ci facciamo idee quali “nessuno fa niente per niente”, se qualcuno ci fa una cortesia significhera’ che sta cercando di ottenere qualcosa. Ma potremmo arrivare a pensare che anche un “dono” della vita nasconda qualcosa, che prima o poi la vita stessa ci chiedera’ di “pagare”, e questa aspettativa potrebbe minarci la gioia e il godimento per il dono ricevuto. Quante persone ho conosciuto che non sapevano accettare i doni altrui o quelli della vita, cosi’ convinte che qualunque cosa andasse “guadagnato” con il sudore della propria fronte! E quanti, dall’altra parte (ma poi sono sempre gli stessi, a ben vedere), cercano di ottenere dando a piene mani, spesso per venire accusati di “voler comprare il prossimo”. Ammettiamolo: quanti di noi sentono o hanno sentito almeno una volta un senso di irritazione, di ingiustizia, perche’ comportandosi amorevolmente o generosamente non ottenevano altrettanto (a parer loro) dalla vita e dal prossimo? Invece di essere felici e soddisfatti per il fatto stesso di fare del bene, si sentono avvelenati per non averne ottenuto indietro almeno altrettanto.
I nostri nonni (e forse genitori, per i meno giovani) appendevano targhe in legno nelle loro case che dicevano “Fai il bene… e poi scordalo”; che volevano dire? Proprio questo: non e’ vero bene se ci si aspetta un “ritorno”.
E questo vale in tutto: amore, rispetto, fortuna, salute, conoscenza (intesa in senso spirituale). Chi si butta nella spiritualita’ per darsi un tono da santone, non cerca davvero la spiritualita’, e chi lo incontra non trovera’ saggezza nei suoi occhi.
Nel dare stesso e’ insita la soddisfazione e la gioia. Che poi, agendo in tale modo, generalmente si ottenga anche, dovremmo considerarlo solo “effetto collaterale”, e non obiettivo.


fai il bene

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0 pensieri su “Lascialo cadere – l’opportunismo

  1. Monumentale!
    Hai saputo descrivere con rara efficacia ciò che distingue il "bene" dal "Bene". La ricerca dell’assoluto, l’amore dato e non preteso, la pietas non corrisposta, l’anelito a una giustizia superiore.
    Anche l’aneddoto è straordinario.
    E’ sicuramente una strada difficile da percorrere;  tuttavia credo che, una volta imboccata, conduca al paradiso in Terra.
    Grande Lupo

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  2. …questo proverbio lo citavano sempre i miei: "Fai il bene e poi scordalo, ma se fai il male pensaci!"
    Pochi riescono ad amare a "gratis" , forse è una delle poche cose che l’uomo non abbia imparato a fare.
    "L’amore è per definizione un dono non meritato; anzi, l’essere amati senza merito è la prova del vero amore […] Quanto è più bello sentirsi dire: sono pazza di te sebbene tu non sia né intelligente né onesto, sebbene tu sia bugiardo, egoista e mascalzone!"  MILAN KUNDERA

    Tantissimi cari auguri di buon Anno !
    Ten

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  3. Bello il post, ti fa riflettere!

    Al mio paese si dice: "FAI BENE E SCORDALO, FAI MALE E PENSACI!"

    Ciao Caro sei sempre propositivo, mi piacciono le perle che ritengo sagge!

    Grande abbraccio 

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  4. Mai visto o letto questo detto, fa paio con l’ Evangelico insegnamento di non far conoscere alla propria mano sinistra cosa fa la destra.

    Quanti sono i vizi capitali? Mi pare sette…bè ci metterei anche l’opportunismo.

    Scusami se ti faccio un appunto….mi pare manchi un modo di fare votato all’assoluzione totale che apra le porte del Regno Eterno. Far del bene perchè così ci si guadagnerà il Paradiso. E no…Signori benpensanti e mal praticanti…il bene o è istintivo, innato,…oppure non è bene. Ciao Lupaccio!

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  5. Una delle cose peggiori che possiamo trasmettere ai nostri bambini è che l’amore sia questione di merito. Chi non ha sperimentato l’amore incondizionato, difficilmente saprà donarsi e donare.
    Ciao..
    S.

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  6. x Anne: grazie cara, condivido, la strada per la felicità e il "paradiso in terra" penso sia proprio questa, o per lo meno che sia parte di essa

    x Ten: non conoscevo la seconda parte del detto, ma vedo che non sei l’unica ad averlo ricordato Concordo assolutamente con le tue parole
    "La suprema felicità della vita è il sapere di essere amati per quello che si è, o meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è." (Victor Hugo)

    x Lucy: grazie cara, anche Tenderly, qua sopra, mi ha riportato la seconda parte del detto; ne avevo sempre visto solo la prima
    Abbraccione!

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  7. x Jouy: sono d’accordo. E’ che non sono abituato a trattare la religione… preferisco la spiritualità In teoria dovrebbero coincidere ma, si sa, a volte non è così
    Ciao cara!

    x Valeria: ahahah ok, avevo capito che era un errore, anche perché sei già la terza che ha completato il detto
    Grazie cara, e felice anno anche a te

    x S.: eh, sono d’accordo, purtroppo pare sia una cosa particolarmente difficile da insegnare
    Ciao cara

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  8. Ti diro’ mi piace piu’ la tua disquisizione del Buddha pensiero e questo non vuol dire che non sia ispirato Buddha, ma anzi che forse hai saputo rendere al meglio il concetto.Perfettamente d’accordo su tutti i punti:-)

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  9. Fai il bene è scordalo…
    Fai il male è pensaci..
    Aggiugo me l’ho ha insegnato la mia mamma sin da piccola.

    A volte basta una presenza per sentirsi riempire il cuore, per dare un nuovo senso alla vita.

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  10. uhm forse c’ entra poco, ma le prime cose che mi vengono in mente leggendo le tue parole (e anche i commenti).. Beh vivendo in un piccolo borgo e avendo direttamente o meno passato certe situazioni, ho sperimentato più volte la "carità cristiana".. e mi sono trovata a mandare a quel paese le suddette persone, quelle che arrivano per prime quando qualcuno "ha bisogno", quando c’ è un malato in casa o altro, per poi rivenirtelo a rinfacciare o andare a parlare in giro, che loro "hanno fatto questo questo e quest’ altro per te SENZA PRETENDERE NIENTE".. Odio questo genere di persone.

    Rimango male anche di altrui comportamenti, non sono una santa per carità, a volte so di aver davvero fatto, per altre persone, cose/azioni/quant’ altro semplicemente perchè "mi andava di farlo", semplicemente perchè era bello sapere di far star bene quelle persone, anche solo ascoltandole..ma quando mi sono sentita dire "Cosa vuoi in cambio?" o "tu fai questo perchè ti vuoi far passare così ma invece è cosà" davvero, son rimasta male..
    Non è solo imparare a dare senza pretendere niente, ma anche saper ricevere senza sospettare sempre e comunque ci sia qualcosa dietro!

    "La suprema felicità della vita è il sapere di essere amati per quello che si è, o meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è." (Victor Hugo)

    Pienamente d’ accordo 🙂 e mi permetto di aggiungere che cani e gatti (e non solo) sono capaci di amare incondizionatamente [e non è vero che sono affezionati solo alla ciotola 🙂 ]

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  11. Ciaoooo Wolf…..che bello passare da te e trovare come sempre il post di cui avevo bisogno *_* davvero….., come qualcuno già ti ha scritto qui, ciò che tu descrivi si chiama AMORE INCONDIZIONATO  e chi non l’ha sperimentato sulla propria pelle difficilmente capirà…ma noi ci proviamo vero wolf???
    Il nuovo anno è appena inziato….TI AUGURO DI TUTTO CUORE CHE OGNI TUO SOGNO DIVENTI REALTà…SEI CARISSIMO….A  PRESTO;)
    CON immutabile affetto Simona…

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  12. siamo alfin giunti alla befana…
    siccome è la festa della signora malmessa a bordo di una scopa,
    che porta il carbone…a chi non si è comportato…mmm… bene…
    vuoi vedere che qualcuno qui in brianza, per via di questa storia,
    avrà il riscaldamento assicurato fino al 2011 !???

    complimenti, bel post !

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  13. "Lo abbiamo provato tutti nella vita,in qualche momento,tutti abbiamo esclamato tra le lacrime: -Sto soffrendo per un amore per cui non ne vale la pena.- Soffriamo perchè pensiamo di dare più di quanto riceviamo.Soffriamo perchè il nostro amore non è riconosciuto.Soffriamo perchè non riusciamo a imporre le nostre regole.
    Soffriamo inutilmente,perchè il seme della nostra crescita sta proprio nell’amore."           ( P.Coelho)

    buona giornata! 🙂

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  14. bell’insegnamento, si…infatti è verissimo che siamo sempre abituati a pensare che chi ci dà qualcosa, lo fa per ottenere a sua volta qualcosa da noi….lo pensiamo, in generale, un pò tutti…anche perchè in effetti, guardando realisticamente la vita, quasi sempre è proprio così….:)
    non è certamente una bella cosa.
    di sicuro i volontari di emergency o di molte altre organizzazioni umanitarie hanno molto da insegnare a tutti noi…

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  15. E bravo lupastro ^_^
    Commento bellissimo e azzeccatissimo.
    A furia di romper piatti e vasi per gli amici, presto mi troverò un servizio infrangibile.
    Unica cosa devo ricordarmi di non attaccarmici troppo, perché come tutte le cose impermanenti, anche questa passerà.
    Un dolce sorriso

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  16. sin da piccoli veniamo abituati a essere buoni per essere amati…verissimo …..diamo per avere in cambio …ma l’amore vero non si compra , non si esige,  nasce incondizionatamente….facciamo del bene sperando di riceverne ….spesso con grandi delusioni …non siamo predisposti a fare del  bene perchè è bene farlo…..
    profonde riflessioni le tue …difficile metterle in pratica  e scrollarsi di dosso un ‘educazione che ti ha segnato…una sola cosa so per  cereto che l’amore non si compra, si prova e basta a prescindere da come siamo …c’è o non c’è …c’è nonostante tutto …penso al’amore di una madre verso il propio figlio…lo amerà nonstante tutto…e non chiederà mai di avere amore in cambio …lo ama  e basta ..
    un saluto e un augurio di buon anno…lo so è il solito augurio …ma non mi viene in mente nient’altro …però te lo do con il cuore incondizionatamente
    gabbiano
     

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  17. “franceschino”,
    consentimi di dirtelo.
    A parte i post che hai pubblicato sulla “tutela delle bestiole” (che è un discorso diverso, ed anche io oggi ho scritto qualcosa, anche se io viaggio a 360 gradi), questo qui che sto leggendo adesso, è veramente uno dei più “istruttivi”.
    Grazie francesco!!!!!!
    un abbraccio veramente grande.
    SANTE IL POLLASTRI

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  18. Grazie sempre per queste pillole di saggezza che ci fanno riflettere.
    Valore alle cose materiali e/o immateriali? E fra queste cosa scegliere?

    In Grecia vi è l’usanza di buttare per terra piatti e bicchieri dopo il momento conviviale. Il significato è che valgono di più l’amicizia, l’affetto e l’amore, rispetto alle cose immateriali.
    Però confesso, due mie amiche che hanno sposato due greci, ora comprano solo piatti e bicchieri di plastica!

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  19. x Giogio’: grazie cara, sono molto contento di rileggerti

    x Marco: Be’, di solito mi "servo" di testi come questo come spunto per introdurre argomenti che mi interessano In particolare questo specifico raccontino… non aveva colpito granche’ neanche me, ma lo spunto offerto era notevole

    x Katia: io invece non ero a conoscenza della seconda parte, siete gia’ in tanti ad avermela segnalata
    Certo, puo’ bastare una persona, anche se l’ottimo sarebbe riuscire a dare un senso alla vita di per se’; "l’altro" dovrebbe essere un "di piu", seppure importantissimo

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  20. x Iris: eheheh e’ vero Spesso poi sono persone che hanno in casa targhe come quella menzionata. Ipocriti Poi, ognuno dovrebbe guardare "in casa propria", chissa’ che anche noi non troviamo comportamenti simili in noi; comportamenti che normalmente "non vogliamo vedere" Il punto pero’ non e’ non caderci mai, siamo esseri umani in fondo; il punto e’ quando questo diviene il "modus operandi" abituale. Allora si’, che si diventa ipocriti

    Oh… quello degli animali attaccati solo alla ciotola o alla casa, e’ una vecchia balla, dura a morire

    x Simona: grazie cara Certo: noi ci proviamo
    Un caro saluto Simona, sono sempre contento di rileggerti

    x Stefano: ahahah non credo sara’ solo qualcuno in Brianza ad avere il riscaldamento a sbafo, allora!
    Grazie

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  21. x Kappadue: oh, che bella citazione! Perfetta Bravo!

    x unpiccologirasole: be’, vero, ma… soffriamo anche perche’ sappiamo, in quei casi, che la persona che suscita il nostro amore… non sara’ ancora li’ a lungo. E poiche’ l’amore e’ cosi’ importante, e lo sappiamo, il dolore e’ intenso
    Il resto delle frasi, quelle di Coelho, ce le raccontiamo per dare un senso a… qualcosa che ne ha gia’ di suo: l’amore, per definizione, c’e’ oppure no, non possiamo comandarlo

    x SpiritoDiCorvo: be’, di solito le cose piu’ sensate non vengono prese in considerazione perche’ "troppo banali", oppure perche’ scomode Nel primo caso si pensa che "non puo’ essere cosi’ semplice"; nel secondo, si fa finta di non vedere… ma si sa!
    Benvenuto/a!

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  22. x Morellina: conoscevo una psicologa che sosteneva proprio che e’ inutile far finta di indignarsi, "tutti ci usiamo l’un l’altro, su!" diceva In realta’ credo che questa sia una visione comune… ma comunque limitata: non si deve pensare che se la maggioranza la pensa in un certo modo, allora deve aver necessariamente ragione Di fatto questa persona non aveva "amici veri", si circondava solo di "conoscenti" che, al pari di lei, la frequentavano solo per tornaconto. Contenti loro…

    x Apophyllite: esatto, nella vita non esistono "servizi infrangibili"
    Grazie, un sorriso anche a te

    x Gabbiano: Sono d’accordo. Di piu’: il bene non andrebbe nemmeno fatto "perche’ e’ bene farlo", ma solo per… spontaneita’
    Davvero una madre ama senza aspettarsi l’amore dei figli? Certo, cosi’ dovrebbe essere, ma davvero avviene cosi’ normalmente?

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  23. x ilritornodelre: grazie Mauro, sono contento che tu abbia apprezzato.
    Abbraccione!

    x Raggioluminoso: eheheh curioso e simpatico aneddoto Ma non credo che capire il valore di emozioni e sentimenti debba necessariamente dire "rinnegare" le cose materiali 

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  24. x Giulia: grazie Giulia, sono contento se davvero ti fanno questo effetto
    Un caro saluto!

    x Orchis: dato tanto, si’, ma… nel modo giusto? Probabilmente no, non sempre. D’altronde cosi’ ci era stato insegnato…

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  25. "quanti di noi sentono o hanno sentito almeno una volta un senso di irritazione, di ingiustizia, perche’ comportandosi amorevolmente o generosamente non ottenevano altrettanto (a parer loro) dalla vita e dal prossimo?"

    Io. Lo ammetto. Viene troppo facile.
    Ma hai ragione (che novità!)
    Lavorerò anche su questo.
    Grazie, Amico Lupo (ma chi sei? La mia coscienza?)
    Ti auguro una notte bella bella bella…….. e senza pretendere nulla in cambio!
    (Visto? Ho già cominciato….)

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  26. Anche la mia nonna ripeteva sempre queste parole…tuttavia io credo che i due momenti , quello del "far bene" e quello del "rimanerci male" vadano distinti. Nella mia esperienza mi è capitato di far del bene semplicemente per spinta di naturale generosità, spinta che, senza falsa modestia, mi caratterizza . E questo significa che la "ricompensa" non era programmata. E se non ti torna nulla indietro non c’è problema. Diverso è quando il tuo gesto disinteressato viene ricambiato con un gesto di cattiveria gratuita : quello che ti fa stare male, infatti, non è il non ricevere quanto hai dato, piuttosto il ricevere esattamente "il contrario" di ciò che hai dato! E allora smetti di dare, ma non perchè diventi incapace di generosità senza scopo, semplicemente perchè è da stupidi farsi ferire più volte dalle stesse persone. A meno che non si abbia una vocazione per il martirio e il desiderio di espiare prima per godere poi! Ma non è assolutamente il mio caso!

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  27. Sembrerebbe così facile… ma è molto, molto difficile continuare ad essere generosi, affettuosi, disponibili senza ricevere niente in cambio… D’altra parte essere saggi, avere l’illuminazione nell’anima, non è un dono di tutti.
    Però, essere scontrosi, avari, duri di cuore…… beh, non è che in ogni caso sia una bella alternativa!! 🙂

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  28. x Azalea: ahahah grazie, ma la parte della "coscienza altrui" non mi attira! Troppa responsabilita’!

    x Dorame: perche’ "tuttavia"? Non mi pare che le tue parole siano in contrasto con quelle della "targa"
    Capisco quanto vuoi sottolineare, sono ovviamente d’accordo: un gesto a fin di bene, dovrebbe essere fine a se’ stesso; ma un aiuto o sostegno continuativo a chi puntualmente ti accoltella alla schiena, dovrebbe comportare una presa di distanza, quantomeno per preservare se’ stessi.

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  29. x Happy: be’, "molto difficile" se ti aspetti dei riconoscimenti, che e’ poi un po’ cio’ che tutti – erroneamente – ci aspettiamo. E’ proprio questo il senso della frase della "targa"

    x Anna: grazie cara, come scrivevo proprio qua sopra a Happysummer, e’ difficile perche’ riponiamo in esso aspettative di "riconoscimento". Pero’ riconosco che cio’ e’…. umano

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  30. …però un minimo di riconoscenza non guasterebbe.

    Ho notato come spesso il gesto gratuito venga interpretato come elemento di debolezza oppure come atto dovuto.

    In realtà il presupposto di ogni rapporto umano dovrebbe essere il mutuo rispetto … dovrebbbe!

    Buon inizio 2010

    O.

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  31. Un bel racconto, una perla di saggezza…e conseguenti azzeccatissime riflessioni da parte tua: è vero siamo educati in modo sbagliato perchè il dare ha in sé il suo più grande regalo: la gioia di un atto di amore verso il prossimo. Non soltanto: se questo divenisse veramente il nostro modo di vivere, in armonia con gli altri, senza mercanteggiare continuamente, avremmo sicuramente il premio più grande: una vita più serena, fatta di cose semplici, di sguardi complici con le altre persone. Un armonia del vivere che adesso ci manca totalmente…

    un caro abbraccio e un saluto di inizio anno. BUON 2010 – Lands

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  32. Caro  Wolfghost
     
    Tocchi argomenti su cui ho riflettuto molto durante il mio percorso di vita.
    “Fai del bene e scordatelo”, lo diceva anche mia suocera ;).
     
    Tu ti riferisci all’opportunismo: persone che vogliono indurre altre persone a loro desideri, offrendo qualcosa che potrebbe essere allettante in cambio.
     
    L’incorruttibile e il giusto non si fa ricattare, così come non si fece ricattare il Buddha.
     
     
    Però siamo umani e l’aspettarsi qualcosa in cambio di una gentilezza non è poi un peccato tanto grave. Se sorrido, per lo meno mi aspetto uno sguardo gentile. Se parlo, mi aspetto di essere ascoltato. Non ne farei una grave colpa, se non fosse per la pretesa. Qui sotto l’accusa è il pretendere.
     
     
    Saggio è infatti: Fai del bene e scordatelo. Non ti aspetti nulla in cambio, e se qualcosa viene restituito in bene, siamo piacevolmente felici della sopresa.
     
     
    Esistono persone che non accettato qualcosa se non riescono a ricambiare in qualche modo il dono, forse perché quel dono ha il sapore di ricatto e l’altra persona si sente in qualche modo obbligata.  Ma se un dono è fatto con il cuore,  diventa scortesia non accettarlo.  E il dono è gratis. Ma l’altro è libero di accettare o meno il dono sincero offerto.
     
    E allora: fai del bene e scortatelo.  
     
    Per quanto riguarda l’atteggiamento verso la vita e i suoi “doni”, beh la cosa, a mio modesto avviso, è un po’ diversa. Per esperienza posso ben dire che primi pensieri che mi frullavano in testa dopo l’Evento furono proprio questi: ma come proprio a questa famiglia, a questa famiglia che si è  comportato sempre  secondo le regole ,a questa famiglia  di cui il mondo ha bisogno, a questa famiglia che in cambio di una preghiera chiedeva protezione, questa famiglia  non è stata difesa nemmeno  dall’Onnipotente? com’è stato possibile?
     
    Io pretendevo protezione in cambio di una candida preghiera.
     
    Anche questo è un modo di “pretendere”.  
     
    Beh, poi ho capito con il tempo, che bisogna guadagnarsi l’ingresso al Paradiso.
     
    Fai del bene e scordatelo.  
     
     
    Un sorriso.
     
    Rondine
     

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  33. x O.: Non ricordo se fu Churchill (o Hitler? ) a dire "promettete, promettete più a lungo che potete, perché la speranza dura più della riconoscenza"
    Vero che la riconoscenza spesso latita, ma… seppure faccia piacere riceverla, non dovrebbe essere il motore dei nostri gesti "buoni"
    Ciao caro, buon 2010 anche a te

    x Lands: bé, qualcuno potrebbe obiettare che sei solo te a comportarti così, gli sguardi complici potresti farli solo allo specchio Ma in realtà sono d’accordo: di solito l’armonia con gli altri è un effetto collaterale ben gradito, anche se, come ho scritto in altri commenti, non dovrebbe essere questo il motore delle nostre azioni, bensì, come te stessa scrivi, la gioia insita nel donare
    Grazie carissima, buon 2010 anche a te!

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  34. x Rondine: molto bello e esaustivo il tuo commento Concordo in pieno. Aggiungo che ci sono persone che il "sapore di ricatto", o di dover comunque poi sentirsi in "obbligo", lo sentono sempre e comunque, perché sempre e comunque se lo aspettano. Ma, come dici te, fa parte anche questo dell’essere umani: i condizionamenti ricevuti durante la crescita. Però non dovrebbe diventare un modo di scusarsi e scusare sempre i comportamenti altrui
    Sul discorso dell’onnipotente… be’, è ovviamente un discorso di fede. Chi crede, ti risponderebbe che i disegni del Signore sono inconoscibili, e che noi dovremmo comunque confidare in esso. Per chi non crede… bé, il problema non si pone. Per questo nel discorso ci ho infilato anche la salute: un corretto comportamento non preserva dalle malattie, semplicemente ci da il massimo di probabilità di non ammalarci… ma la certezza, purtroppo, non ci è data.
    Sorriso

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  35. x Raggioluminoso: Ma no, io penso che non ci siamo capiti  Io ho letto nel tuo commento la dicotomia spiritualità vs. materialismo, mentre per me non necessariamente la prima esclude la seconda, tutto qua 

    x Annaxs: grazie, buona serata a te, Anna

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  36. Caro Lupo (posso chiamarti anche io così?) passo per ringraziarti del tuo comento a "casa mia" e della segnalazione dei tuoi post -matrioska…(perchè poi in quello che mi hai segnalato c’era l’altro di gennaio) e mi è venuta una cosa in mente che volevo condividere con te perchè credo che tutte queste parole, le mie e le tue scambiate reciprocamente qui ed ora abbiano un senso  che sicuramente mi porterà da qualche parte precisa…Hai notato che l’immagine che hai postato qui è la stessa del post gennaio nella matriosca23ottobre2008? E sai che il 23 ottobre 2008 è la data in cui per la prima volta ho rotto un rapporto con una persona che mi ha fatto provare le sensazioni che decrivevo? No, non sono folle è che il 22 è il compleanno di mia fglia perciò lo ricordo bene…Questa persona è la stessa del gesto di cattiveria gratuito di cu parlo, sempre da me…mi scuso con i presenti per questa comunicazione un po’ ermetica per chi non può leggermi, ma ora vengo al punto : questi post abbracciano uno stesso argomento l’avere – il perdere e il comune denominatore chiamato amore. Quando l’azione è regolata dall’amore, puro, disinteressato è frutto di un’esigenza di chi la fa ed è normale quindi che sia fatta talmente d’istinto che non ci sia nemmeno il tempo di ipotizzare una "ricompensa". Se poi arriva il gesto è come se avesse una specie di eco, quindi la generosità da cui è nato viene in qualche modo amplificata. Diversamente quando la ricompensa non arriva c’è chi rimane deluso. E qui arriviamo al punto. A volte la delusione non è frutto di un disegno preordinato, ma la proiezione di un comportamento analogo subito in conseguenza ad una perdita. L’avere dopo l’aver dato diventa quindi, per chi non è riuscito a elaborare la perdita, a lasciare andare , una specie di conferma alla pregnanza del proprio dare.Forse è un ragionamento che può sembrare contorto…ma ti faccio così intelligente da superare il mio sclero da mancanza di sonno e comprenderlo.

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