Lascialo cadere – l’opportunismo

– LASCIALO CADERE –

vaso porcellanaUn ricco mercante si recò un giorno dal Buddha.
"Dimmi che cosa devo fare per ottenere la liberazione" gli domandò offrendogli un vaso d’argento.
Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere".
L’uomo lasciò cadere a terra il vaso.
Poiché il Buddha si era fatto silenzioso, il visitatore gli ripeté la domanda e, questa volta, gli offrì un piatto d’oro.
"Che cosa devo fare per raggiungere la salvezza?"
"Lascialo cadere" gli rispose l’Illuminato.
Il mercante lasciò cadere a terra il piatto.
Poi, visto che non gli veniva data altra indicazione, si decise a ripetere la richiesta, porgendo il dono più prezioso che aveva: un diamante.
Il Buddha gli rispose: "Lascialo cadere".
Il visitatore pensò di essere stato preso in giro.
Indignato, si alzò di scatto per andarsene.
Fatto qualche passo, si voltò a dare un ultimo sguardo al Buddha.
E questi gli disse: "Lascialo cadere".
All’improvviso il mercante capì.



Commento di Wolfghost: Il mercante capi’ che la conoscenza, la liberazione, non possono essere acquistate; esse possono solo essere acquisite attraverso la presa di consapevolezza, che arrivi da parole, intuizioni o esperienze. Il discorso puo’ essere pero’ esteso ai rapporti con il prossimo, alla salute, alla vita in generale. D’altronde la spiritualita’ non dovrebbe essere percepita come qualcosa di separato dalla nostra esistenza, ma piuttosto come sua componente indissolubile.
Fin da piccoli ci viene insegnata una mentalita’ mercantilistica: per avere qualcosa dobbiamo dare, per avere affetto dobbiamo essere buoni, per avere rispetto dobbiamo essere generosi; cosi’ nel tempo ci facciamo idee quali "nessuno fa niente per niente", se qualcuno ci fa una cortesia significhera’ che sta cercando di ottenere qualcosa. Ma potremmo arrivare a pensare che anche un "dono" della vita nasconda qualcosa, che prima o poi la vita stessa ci chiedera’ di "pagare", e questa aspettativa potrebbe minarci la gioia e il godimento per il dono ricevuto. Quante persone ho conosciuto che non sapevano accettare i doni altrui o quelli della vita, cosi’ convinte che qualunque cosa andasse "guadagnato" con il sudore della propria fronte! E quanti, dall’altra parte (ma poi sono sempre gli stessi, a ben vedere), cercano di ottenere dando a piene mani, spesso per venire accusati di "voler comprare il prossimo". Ammettiamolo: quanti di noi sentono o hanno sentito almeno una volta un senso di irritazione, di ingiustizia, perche’ comportandosi amorevolmente o generosamente non ottenevano altrettanto (a parer loro) dalla vita e dal prossimo? Invece di essere felici e soddisfatti per il fatto stesso di fare del bene, si sentono avvelenati per non averne ottenuto indietro almeno altrettanto.
I nostri nonni (e forse genitori, per i meno giovani) appendevano targhe in legno nelle loro case che dicevano "Fai il bene… e poi scordalo"; che volevano dire? Proprio questo: non e’ vero bene se ci si aspetta un "ritorno".
E questo vale in tutto: amore, rispetto, fortuna, salute, conoscenza (intesa in senso spirituale). Chi si butta nella spiritualita’ per darsi un tono da santone, non cerca davvero la spiritualita’, e chi lo incontra non trovera’ saggezza nei suoi occhi.
Nel dare stesso e’ insita la soddisfazione e la gioia. Che poi, agendo in tale modo, generalmente si ottenga anche, dovremmo considerarlo solo "effetto collaterale", e non obiettivo.


fai il bene

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0 pensieri su “Lascialo cadere – l’opportunismo

  1. parlo di quelle madri che amano il proprio figlio fino al proprio sacrificio ..credimi ci sono…ci sono madri che vivono nell’infelicità pur di preservare il bene del proprio figlio…….è anche vero che giunti al capolinea ci aspetteremmo che i nostri figli ci riservassero un po’ di bene …ma credo sia il bisogno di amore che tutti abbiamo e perchè non aspettarcelo da chi abbiamo amato tanto incondizionatamente? credo siano i sentimenti generali di un genitore ….ma sono sicura che non si è amato per avere ..nell’amore di una madre o di un padre ,,.. l’amore è incondizionato a prescindere… non si pensa che dovrà restituircelo…si dà spontaneamente ..il seguito …il futuro..è un’altra cosa …non era aspettato ..penso sia così…potrei sbagliarmi …lo sapro un domani
    gabbiano

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  2. x Dorame: diciamo che posso essere d’accordo. Io non mi sono addentrato sulle motivazioni per cui una persona è spinta ad aspettarsi di ricevere dopo aver dato, anche perché penso che, se può inizialmente servire per "capirsi", poi rischia di divenire scusa per perpetrare il comportamento errato.
    Ho scritto spesso che non importano molto le cause per cui una persona si comporta male con me, può darsi che sia "maligna" di natura (difficile) oppure che abbia avuto un passato condizionante e difficile (più probabile), tuttavia se i suoi comportamenti mi danneggiano e vengono reiterati è necessario che io prenda le distanze allo scopo di salvaguardare me stesso. Perdonare non significa necessariamente reitegrare una persona: un assassino può essere tale perché veniva picchiato da bambino, posso perdonarlo allora, ma non lo rimetto comunque in libertà.

    x Nuvolaribelle: nientedimeno! Bé, più tardi cerco di passare allora!

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  3. x Gabbiano: ah, ma lo so che esistono! Ci mancherebbe! Sostenevo solo che non sono tutte, la maternità di per sé non comporta "l’amore perfetto".
    "perchè non aspettarcelo da chi abbiamo amato tanto incondizionatamente?"  bé, perché sarebbe una contraddizione in termini: se ami incondizionatamente non ti "aspetti" di essere ricambiato, altrimenti non è amore incondizionato, no? 
    Comunque intendiamoci: si parla di un amore perfetto che difficilmente si trova, siamo fragili e fallibili esseri umani, tutt’altro che perfetti

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  4. PURTROPPO NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI NON FUNZIONA COSI’!
    DALLE MIE PARTI DICONO CHE: NEANCHE IL CANE SCODINZOLA PER NIENTE.FORSE SOLO LE PERSONE CON UNA GRANDE ANIMA POSSONO DARE SENZA PRETENDERE QUALCOSA GODENDO NEL DARE.IL TUO BLOG NE HA TUTTO L’ASPETTO DI UNO CHE DA SENZA PRETENDERE.

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  5. Spesso, anzi oserei dire quasi sempre, i concetti di cui si parla in questo blog, parlano di "perfezione", ma senza la pretesa di volerla raggiungere veramente. Diciamo però che puntare alla perfezione è solitamente anche la maniera migliore di ottenere il massimo possibile. Però non deve diventare un’ossessione, altrimenti il gioco non vale la candela…

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  6.  
    . “Chi si prenderà cura degli animali, per quelli che non sono autosufficienti?
    Ci sono giovani uomini e giovani donne disposti ad assumere questo incarico?
    Chi farà sentire la sua voce, quando la mia sarà stata portata via dal vento, chi aiuterà la causa?»

    (George Adamson)

    N.B.: francesco, mandami un indirizzo (anche postale) che ti invio un libro da leggere bene. Poi dobbiamo parlare anche di Maurizio Mattioli.

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  7. Ciao, benvenuta
    Come ho scritto in qualche altro commento, spesso si indica la perfezione per esortare semplicemente a… mettersi sulla strada giusta, quindi a migliorarsi. Non importa poi arrivare davvero alla perfezione, anzi certamente ad essa non si arriverà poiché essa non è di questo mondo  Di altri mondi… non so, non ne sono a conoscenza 

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  8. Come te la passi in riva al mare con tutta l’acqua che sta scendendo?
    Sento notizie poco rassicuranti…..
    Dove non c’è acqua c’è fango…. passa anche la voglia di uscire….
    Ma stiamo bene anche qui, nella casettina al calduccio (insomma… fa freddo pure in casa!) con voi a tenermi compagnia.
    Buon sabato sera Wolf, e un saluto agli altri inquilini.

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  9. Ho apprezzato molto.
    mi sono ricordata di un ‘altra storia molto antica che forse con il buddismo un po’ ci sta , stracciare i veli che ci impediscono la conoscenza, la ansie l’affanno, la rabbia…insomma lasciar cadere  e trovare ciò che conta :
    noi stessi…grazie di aver condiviso

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  10. Post interessante come sempre.
    Qualcuno ha ricordato il detto evangelico di non voler sapere la destra ciò che fa la sinistra.
    Potrei aggiungere "vendi tutto ciò che hai e seguimi". danto per positivo l’Essere piuttosto che l’Avere.
    Ciò che hanno fatto i Santi e i grandi mistici. hanno previlegiato l’Essere, non per tornaconto personale, ma perché in esso hanno ritrovato quell’equilibrio interiore che li ha posti in giusta posizione tra l’uomo e Dio.
    Dio come espressione di una superiorità volta agli aspetti positivi dell’umanità e non certo verso quelli più deteriori.
    Se é vero che ci si ricorda di più e forse più volentieri degli assassini e non delle vittime é perché in fondo quelli hanno una valenza nell’Avere, perversa ed invitante. Ciò perché per metterlo all’indice, si da risalto alle sue nefandezze, questo a scopo didattico, indicando la negatività del male. Quest’indice, troppe volte malinteso, spinge all’emulazione e in troppi casi al superamento.
    Parlare di coloro che quotidianamente, in silenzio operano piccoli gesti di bontà, gratuita e sentita liberalità non fa molta notizia. Quasi che questi gesti siano scontati nella falsa visione della bontà intrinseca dell’uomo.
    Bontà naturale e di indole, poi l’uomo per varie e troppe ragioni si corrompe ed ecco giustificato il ragionamento precedente.
    Il bene é pudico, umile, si nasconde, non avvezzo  e disdegnoso delle luci della ribalta. Forse sta in questo l adifficoltà di scorgerlo, di capirlo e di apprezzarlo.
    Poi però segui le orme di un lupo nascosto e oltre a quelle ritrovi anche tracce più profonde, ma non sul terreno.
    Nell’anima.
    E la pioggia non riuscirà a dilavarle.

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  11. x Azalea: grazie cara Bé, in particolare dove sono io piove, fa freddo, c’è il solito vento, ma almeno stavolta disastri non ce ne sono stati
    Sì, in casa si sta maledettamente bene!

    x Titti: certo che ci sta!
    Grazie a te Titti!

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  12. x CapeH: grazie CapeH, bellissime parole Concordo: le brutte notizie, si sa, fanno sempre più rumore e più strada. Ed anche i cattivi comportamenti.
    Sull’essere e avere, spesso mi spiace vederli in dicotomia, non necessariamente dovrebbe essere così, ma forse siamo esseri troppo limitati per riuscirci…
    Un abbraccio e grazie ancora

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