Superstizione

C’è un personaggio del passato, parliamo di inizio ‘900, che mi ha da sempre affascinato; è una persona che evoca magia e sulla quale ci sono molte leggende, come del resto spesso accade attorno a nomi famosi. Volevo scrivere su di lui stasera ma le notizie che ho trovato sono un po’ contraddittorie, così mi occorrerà ancora qualche giorno… Nel frattempo però possiamo parlare di qualcosa che con la magia ha in qualche modo a che fare: la superstizione 😐

 



TigreIl re Qi era andato a caccia. Scalando un monte vide una tigre e passando per una palude incontrò un serpente.
Al ritorno a corte convocò Yan Zi e gli chiese: ” Oggi sono andato a caccia. Mentre scalavo un monte ho visto una tigre e mentre passavo per una palude ho incontrato un serpente. Sono questi indizi di malaugurio?”
Yang Zi rispose: “Un regno ha tre indizi di malaugurio, diversi da qSerpenteuelli che Sua Maestà ha citato. Il primo indizio è il non conoscere l’esistenza di persone virtuose, il secondo è il non assegnare loro incarichi dopo averlo saputo e il terzo è il non affidarsi ad esse, una volta assegnato loro un incarico. Questi sono veri segni di malaugurio. Oggi avete visto una tigre sul monte perché là si trova la sua caverna e avete incontrato un serpente nella palude perchè là è il suo covo. Che malaugurio può derivare se uno vede una tigre presso la sua caverna e un serpente vicino al suo covo?”



Ho perso purtroppo il nome dell’autore del racconto, anche se sospetto che sia il buon Coelho, dato che spesso cita aneddoti legati alla saggezza orientale 😉
Comunque, è curioso notare come le superstizioni cambino da luogo a luogo, a volte contraddicendosi clamorosamente. Per esempio, ricordo che in Inghilterra il gatto nero… porta fortuna 😮
Personalmente comunque credo da tempo che la vera superstizione esista davvero. Stupiti? Sì: è credere nella superstizione! 😉

E voi, che ne pensate? Siate sinceri, eh! Non è che nascondete qualche piccolo amuleto nella vostra tasca? 😀

gatto nero

 

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0 pensieri su “Superstizione

  1. La logica e il buon senso escludono nel modo più assoluto qualsiasi forma di superstizione. Questo concetto è rafforzato poi dalle diverse superstizioni, a volte in contrasto fra loro: vedi l’esempio del gatto.
    Ciò detto, ehm… 😉
    Baci lupeschi ^^

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  2. La bellissima storia col mio ragazzo è cominciata di venerdì 13 subito dopo che un gatto nero ci aveva attraversato la strada…ci scherziamo sù molto spesso!
    I segni che la superstizione giudica come negativi (o positivi) possono essere annientati prendendoli per quel che sono realmente (come accade nel racconto).
    Mi è capitato di rompere qualche specchietto per il trucco, o esser tagliata la strada da gatti neri…da piccola passavo di continuo sotto la scala quando mamma prendeva vecchi oggetti dal soppalco e per di più non conosco la storia dell’olio o del sale…
    Al segno superstizioso fingo d’impaurirmi, ma in fondo non ci credo affatto e sono calma come la superficie di un lago.
    Accade però di ripetere, prima di un esame, qualche piccolo rituale che precedentemente mi aveva portato bene, ma non penso sia superstizione: io credo invece, che si tratti di un modo per cercare conforto e smorzare le ansie.
    Buona giornata,
    Genny.

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  3. Io sono una persona molto pratica e razionale in questo genere di cose: non credo finché non vedo (e ho le prove)…quindi gatti neri, scale e i venerdì 17 non mi fanno nessun effetto!
    Eppure, confesso, quando praticavo sport a livello agonistico, alle partite mettevo sempre gli stessi calzini (lavati, eh!).
    E poi c’erano degli stupidi “rituali” con le mie compagne di squadra… 😉

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  4. Buongiorno a tutti e soprattutto buongiorno a TE
    Nel continuare a gustare questi “cioccolattinblog” da TE offerti con molta “discrezione” e spontaneità….

    vorrei raccontare una storiella simpatica…..
    Premetto che conosco un sacco di amici superstiziosi e soprattutto vivo con una persona a dir poco “malata” di superstizione!
    Un giorno io e lui eravamo nel corridoio di casa.. c’era la scala aperta e lui per evitare di passarci sotto inciampa con la scala stessa e cade…(ho riso da morire…. e alla frase: come puoi pensare che se passi sotto una scala aperta….di li a poco potrai cadere e farti male??? non è forse il caso …..(e non certo la scala aperta) colpevole della caduta?? E lui….. Si??? E se la scala non fosse stata aperta…..????!!!!!

    Mi viene molto più spontaneo pensare che se raccolgo i miei pensieri “negativi” e passo per caso sotto una scala….pensando che di li a poco mi succederà qualcosa…. allora è molto probabile che subito dopo io possa cadere

    Chiedo scusa ai superstiziosi…..
    rispettando assolutamente il pensiero di ognuno di loro…
    Un bacio
    Nat
    PS: naturalmente…. da sempre, appena vedo una scala aperta ci passo sotto più volte….

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  5. x anne: ahahah quel “cio’ detto, ehm…” la dice lunga! ;D

    x Anna: certo, un gatto nero che attraversa la strada puo’ essere pericoloso, ma se fosse un bisonte sarebbe peggio, no? 😀

    x fantasia: rovesciare dell’olio porta male? Ma non era il sale? %-)

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  6. x Genny: si’, anche io che i rituali siano piu’ delle forme di… training autogeno che frutto di reale superstizione 😉
    Emblematico il racconto del vostro incontro 😉
    A volte in passato mi divertivo a passare volutamente sotto le scale appoggiate alle mura dei palazzi ed a osservare la reazione dei presenti 😀

    x Nico: dei “rituali preparativi” ho appena parlato con Genny, qua sopra. Noi pensiamo siano piu’ delle “pratiche” per ritrovare la calma (o la carica) prima di un impegno gravoso…

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  7. x Nat: eheheh grazie per il “cioccolatinblog” 😀
    Alle scale aperte anche io non so resistere (leggi il commento precedente) 😉 Mentre sull’aneddoto che racconti, il tuo “lui” ha dato una di quelle risposte che… si possono sempre trovare ma che non fanno – ovviamente – prova 😀
    Mia nonna (che e’ morta pochi mesi dopo la mia nascita ma che veniva citata spesso da mia madre) gli avrebbe risposto “Si, e se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata una carriola!” ;))))

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  8. qui da noi anche l’olio, almeno mia nonna così diceva… ma io credo che fosse legato al costo dell’olio d’oliva in tempi in cui tutti erano abbastanza poveri!
    quindi farlo cascare una vera e propria sciagura!:)

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  9. …come le usanze. In Italia il fiore per i morti è il Crisantemo (fiore bellissimo), guai se resta in casa dopo il 2 Novembre. In Inghilterra è usato per i matrimoni.

    Vabbè che c’è chi sosriene che il matrimosio sia la tomba del matrimonio…però…

    Amuleti? No. Se non si crede nella sfortuna non si deve credere manco nella fortuna.

    Porto appeso al collo la riproduzione, in osso, della testina di una delle Steli della Lunigiana. La chiamo l’Apuanino. Non è un amuleto, sta con me a ricordare i miei antenati, le mie radici.

    A proposito, i liguri ci hanno fregato questa icona nell’anno delle celebrazioni Colombane. Il fatto che Luni ci sia stata fottuta nel momento dell’annessione del Ducato di Massa e Carrara al Regno del Piemonte non soapende nulla, quella cultura rappresenti la mia gente. Di fatto…lo spartiacque naturale tra Liguria e il Ducato, era ben rispettato dal Fiume Magra. I Piemontesi lo spostarono di un paio di chilometri…il gioco fu fatto.

    Per tornare alle supestizioni…non mi toccano, anche se i nostri vecchi ce le contavano e molte azioni entrate nel vivere quotidiano perdurano. Ciao e buona serata

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  10. Nn credo alla superstizione…
    ed anzi..scanso chi lo è…
    Ho anche allontanato conoscenze
    e amicizie false e sedicenti…
    che ancora nel 2000 si avvelevano
    di sensitivi x fare analizzare(pazzesco) i propri conoscenti:(
    Inorridisco..robe da medioevo
    e w i gatti neri..sn bellissimi

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  11. Eccomi qui!
    Dunque, diciamo che più che altro è una “tradizione” credere che qualcosa porti bene o male, non è che ci si creda davvero…. o almeno per me è così!
    Per es: se trovo un quadrifoglio, no, se “trovassi” un quadrifoglio (mai capitato) credo che lo raccoglierei, lo metterei fra le pagine di qualche libro, e me ne dimenticherei nel giro di 2 minuti.
    È un po’ come per l’oroscopo: mi piace leggerlo o ascoltarlo, ma se mi chiedi dopo 10 minuti cosa diceva… non me lo ricordo più! 🙂
    buona serata lupo de’ lupis!

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  12. ma guarda, toh, non ho amuleti in tasca..sto pensando se quando ho qualcosa di importante da fare seguo qualche “rituale”; mi sembra di no…quando frequentavo l’università, c’era cmq un’amica che indossava sempre lo stesso vestito quando doveva dare un esame:)))

    però penso che un tantino di superstizione sia nel DNA di tutti…:)

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  13. Non credo nella superstizione, ma penso che per questione di probabilità ci siano persone mediamente più sfigate e altre mediamente più fortunate con punte di eccesso in entrambe le direzioni. La maggior parte di noi pero non è nè sfortunata nè fortunata, ma forse sono uscito fuori dal tema del post!

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  14. Bellissimo il racconto, e bello anche il micio della foto ^___^
    Naturalmente ci sono superstizioni che hanno il loro perché: ad esempio il gatto nero che attraversa la strada porta molta sfortuna al gatto nero medesimo, se chi guida non ha i riflessi molto pronti e se il gatto attraversa a pazzo. E versare l’olio porta sfortuna perché dopo lo devi pulire ed è un vero strazio (e anche ricomprare l’olio non è il massimo).
    In famiglia diamo per scontato che il gatto nero (meglio ancora se è una gatta) porti fortuna perché è magico e molto simpatico, e i gatti grigi perfino di più – ma questo credo dipenda dal fatto che la nostra prima gatta era grigio argento e l’abbiamo amata moltissimo. E investire un gatto (non solo nero) mi porterebbe senz’altro sfortuna perché ci piangerei su tutte le mie lacrime e mi sentirei un verme. Comunque anche investire un riccio o uno scoiattolo non mi farebbe certo piacere.
    Non ho superstizioni negative, ma ho tutta una serie di buoni auspici tipo beccare per caso una canzone che mi piace la mattina mentre prendo il caffé. Soprattutto ho una serie di oggetti “protettivi” per quando vado a scuola (insegnare mi piace molto ma il disastro è sempre lì, dietro l’angolo). Quindi ho sempre cura di mettere un anello di rame e un drago (sotto forma di ciondolo, spilla o ricamato sulla blusa) e quando me ne scordo mi sento piuttosto infelice.

    Murasaki

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  15. x fantasia: ahahah in questo caso capisco! 😀

    x Yasmine: ci credo 🙂 E poi i gattio neri sono davvero belli! 😉

    x jouy: non ci credo :/ Noi liguri non rubiamo mai nulla! :/
    😀
    Interessante comunque, non ero a conoscenza di questa… disputa 🙂

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  16. x rossoscarlatto: davvero! Ma come si può pensare ad affidarsi un sensitivo per una cosa del genere? :/
    Dagli il mio contatto: faccio io! :))))))
    Si, i gatti neri sono splendidi… ma tutti i gatti sono belli d’altronde! ;D

    x Azalea: credo che più che un quadrifoglio porti fortuna trovare un… portafoglio, soprattutto se bello pieno! 😀
    Scherzo: ovviamente tutti lo restituiremmo! 😉
    Scherzi a parte… sono meno ottimista: non credo sia solo tradizione, credo che molti ci credano davvero…

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  17. x Anna: oooh! Già la sento la maggioranza: “Che sfiga! Un bisonte in mezzo alla strada!” 😀 😀

    x morellina: e… li passò sempre tutti brillantemente i suoi esami la tua amica? %-)
    Certo, nessuno è superstizioso… ehm, se li passo tutti davvero… com’era fatto questo vestito??? 😀

    x Kappadue: no no, non mi sembri uscito fuori tema, anzi hai risposto compiutamente 😉

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  18. x Murasaki: Prima di tutto, benvenuta! 🙂
    eheheh molto simpatiche le tue spiegazioni sulle “motivazioni” delle superstizioni 😉
    Accidenti… mi pare che in quanto a ciondoli portafortuna non scherzi, eh! 😀 E… mi pare che sostieni con una certa sicurezza che funzionino davvero! 😉
    Tuttavia capire quanto di puramente psicologico ci sia in questo, è cosa tutt’altro che facile…

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  19. Purtroppo sono molto cattiva in queste cose.
    Per me superstizione=ignoranza, e non cambio opinione.
    Il male che la superstizione ha fatto (e continua a fare) sia all’uomo che alla natura è indescrivibile.
    Provo un’autentica repulsione sia per la superstizione che per le persone superstiziose.
    Non voglio offendere nessuno. Purtroppo è più forte di me.
    Ciao Wolf! 🙂

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  20. LA SUPERSTIZIONE…VORREI RACCONTARE ANCH IO QUALCOSA…Mia Martini…la sua storia….Il suo vero nome come pochi sanno è Domenica Bertè in arte Mia Martini..Nasce a Bagnara Calabra…MUORE….Cardano al Campo….La musica che fu la compagna di sempre nella vita della Martini, quella che non l’ha abbandonata nemmeno di fronte alla morte: E’ morta con la cuffia in testa è morta ascoltando la sua musica. Lei stessa ammetteva: “La musica è la vera ragione della mia esistenza”. Mimì in vita non fu molto amata dal mondo dello spettacolo, tutte le volte che era presente ad una trasmissione o ad un evento tutti gli altri artisti rifiutavano di presentarsi, perchè credevano che Mia portasse sfortuna, e sappiamo tutti che il mondo artistico è molto superstizioso (pensate che a teatro credono che porti sfortuna interpretare , ma anche nominare il Machbet di Shakespeare).E sapete come è nata questa stupida storia: agli inizi degli anni ‘70 alla vigilia della partenza di un tour di Mimì, il gruppo che l’accompagnava, di ritorno da un concerto, ebbe un incidente d’auto e da allora si cominciò a dire che Mimì portasse sfortuna.

    Questa diceria portò Mia ad allontanarsi più di una volta dalla scena musicale, ma due furono i grandi ritorni di Mimì entrambi a sanremo uno nel 1989 con il pezzo Almeno tu nell’universo, e l’altro nel 1992 con gli Uomini non cambiano…Ma Mia era ormai spenta non era più quella di un tempo, e il 12 maggio del 1995 muore per un arresto cardiocircolatorio….ECCO LA SUPERSTIZIONE …..Con il termine superstizione si indicano credenze di natura irrazionale che possono influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che le fanno proprie, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale…SENZA PAROLE…SCUSA WOLF..MA PROPRIO IN QUESTI GIORNI MI STAVO OCCUPANDO DI QUESTO ARGOMENTO..PERDONA LA MIA INDISCREZIONE..INVADENZA…NON SAPREI COME DEFINIRLA…UN BACIO….A PRESTO…PHASES…

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  21. “Non è vero ma ci credo” pare sia la formula di compromesso su questo argomento ;)) Del resto anche certi aspetti della religione odorano di superstizione, faccio un esempio: portarsi in tasca un cornetto o tenerci l’immaginetta di un santo, non fa poi molta differenza…Bacioni.

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  22. x FireArrow: Bé, in linea di massima sono d’accordo. Certo, poi ci sono forme di superstizione blande e che nopn fanno male a nessuno (ad esempio ho un’amica con la quale vado allo stadio che cerca di cambiare postazione all’interno dello stesso a seconda dei risultati precedenti :D) ed altre che, come dici te, impongono vere e proprie autolimitazioni e/o danni agli altri…

    x Phases: ma che dici? Il tuo è un grande apporto invece, altro che scusarti per averlo postato! 😉
    Conoscevo il vero nome di Mia Martini ma non l’assurdo isolamento che dovette subire in nome della superstizione!
    Grazie per il commento e a presto! 🙂

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  23. Conoscevo sia il vero nome che la storia (anche familiare) di Mia Martini (e delle quattro sorelle Bertè), nonché le cause che la portarono a una morte così prematura.
    Conosco anche un altro cantante (nonostante a me non piaccia in quanto tale, perché non è il mio genere) che accusa gli stessi sintomi.
    Avevo letto, molti anni addietro, proprio a breve distanza dalla scomparsa di Mia Martini, un’intervista a Marco Masini. Il quale si sfogava dicendo di essere stato ormai classificato come uno jettatore dello spettacolo e, in quanto tale, isolato da colleghi e pubblico.
    Ebbene, quando sento o leggo queste cose, mi viene in mente “La patente” di Pirandello, che lessi ai tempi delle medie inferiori.
    Mi sembra di tornare ai tempi del medioevo. Certe cose non le comprendo.

    Caro Wolf, capisco quello che dici a proposito della superstizione buona. Io, tuttavia, quel tipo di comportamento non lo chiamo superstizione (per me la superstizione è solo cattiva e provoca danni a persone e animali). La chiamo rito propiziatoro e mi ricorda più che altro i comportamenti dei Pellerossa. I quali furono i primi veri ecologisti, rispettosi della natura e degli animali e per i quali nutro una passione incondizionata.
    Un rito propiziatorio non è mai negativo, a mio avviso, e consiste nell’assumere posizioni o ripetere gesti o tenere piccoli oggetti, che si considerano portafortuna, con sé.

    Mentre la superstizione consiste nell’allontanamento di persone o animali o cose, nel torturare i medesimi o nell’ucciderli al fine di tenere lontano il male. Oppure, come recentemente in India, Cina, ecc., nell’uccidere vari tipi di animale (fino a provocarne l’estinzione) per procurarsi parti del loro corpo che si riterrebbero necessarie per attirare la fortuna.

    Scusami per il lungo intervento, ma la superstizione è un tema che mi intristisce molto, perché mi rammenta il grande male che ha provocato e che continua a provocare a migliaia di persone (tra cui, spesso, donne inermi) e sofferenze indicibili a molti animali.
    Ciao Wolf! 🙂

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  24. Io, quando capitano eventi negativi, parlo di sfiga affidandomi a un modo di dire molto diffuso ma, in realtà, non sono superstizioso.
    Credo nel caso, ti possono capitare situazioni più o meno favorevoli
    e credo, soprattutto, nell’intelligenza degli esseri umani. Gli esempi di Mia Martini e Marco Masini rendono bene l’idea. Quando ti capitano eventi negativi, oltre alla reazione del diretto interessato, sono fondamentali le reazioni delle persone che ti stanno vicino. Se chi ti sta vicino si mette in mente strane idee le cose possono andare solo per il peggio, ma non è sfortuna è colpa di chi ti sta vicino che fa di tutto per far andare tutto per il verso sbagliato. Ogni tanto ho la sensazione che diventi una specie di gioco al massacro molto sadico. Ti è capitato qualcosa di negativo nel corso della tua esistenza, mi convinco che porti sfiga e faccio di tutto per dimostrare che ho ragione magari anche al costo di pugnalarti alle spalle. Quella non è sfortuna, è cattiveria allo stato puro. Per dirla tutta, la vera “sfortuna” è incontrare gente tanto stupida e cattiva. Altro che gatto nero, venerdì 13 o 17 etc.etc.

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  25. Grazie del benvenuto e saluti a tutti ^___^
    Per quanto riguarda i miei riti protettivi, mi racconfortano molto e ci credo fermamente ma non so se funzionano. In effetti le poche volte che sono entrata in classe senza anello di rame non ricordo sia successo mai niente di particolare.
    Quanto alle persone con la fama di iettatori, ricordo un congresso di storia medievale dove si riteneva che pronunciare il nome di uno dei relatori portasse male. Il poveraccio (una persona di aspetto un po’ lugubre ma di una gentilezza d’animo estrema) era presente, non solo, ma era anche uno dei massimi studiosi sull’argomento trattato, per cui ogni due per tre c’era necessità di citarlo; e le acrobazie verbali, la sofferenza di questi esimi professori plurilaureati e iperaddottorati che si arrampicavano sugli specchi per non nominarlo erano uno spettacolo… bah, diciamo che erano uno spettacolo che ti faceva riflettere sul fatto che non sempre la superstizione nasce dall’ignoranza, ecco.

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  26. ….ti incontro anche qui, cara Murasaki, e sempre per “colpa” di un gatto nero…. 🙂

    In effetti, nel caso di questi esimi studiosi, forse non si tratta di ignoranza nel senso generico del termine. Direi ignoranza sul perché avvengano certi fenomeni e, soprattutto (e cosa assai più importante), ignoranza sulle nefaste conseguenze del loro credere in queste cose.
    Una persona esclusa da tutti solo perché “si dice” che abbia poteri iettatori, diventerà (qualora non lo sia già) una persona insicura, sola e infelice. E se non possiede un carattere forte in grado di fargli superare certe situazioni, farà sicuramente la fine dei tanti (e Mia Martini è una di questi) che si suicidano perché incapaci di reggere oltre.
    Ecco cosa intendo per ignoranza.

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  27. Io non ho difficoltà ad ammetterlo:sono abbastanza superstiziosa:P
    Le mie origini hanno contribuito,la cultura popolare etc:P
    So che magari è una sciocchezza ma è più forte di me.Magari se vedo passare un gatto nero non fuggo terrorizzata xò..ci penso alla superstizione:P
    Baci^^

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  28. @ Fire

    Macché Splinder, non neghiamo l’evidenza: sono le Forze Oscure che si stanno vendicando! Chissà cosa ne sarà di me, che in questo momento non ho nemmeno la mia Ninfadora a proteggermi!

    E’ verissimo che i malcapitati accusati di iettatura, nel migliore dei casi ci rimangono parecchio male (è il caso del professore, che comunque aveva fatto una bella carriera universitaria e anche ecclesiastica perché era monsignore) ma in altri casi hanno danni molto peggiori. Mia Martini era una bravissima cantante che ha avuto un grande successo, ma dopo anni di quell’orribile trattamento è morta povera, nonostante abbia fatto tante belle canzoni.
    N.B. Non ho scritto il nome del professore per discrezione, anche se credo ormai sia morto (di vecchiaia!).

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  29. @ Murasaki

    …se se….discrezione…. eheheh….nessuno faceva il suo nome…. :-))))

    Non ti ricorda quel “tu sai chi” citato nell’opera da cui hai tratto il nome della tua bellissima gatta protettrice?

    Sui miei circa cento commenti identici, approvo…..sono le forze del male, scatenate da tu sai chi…. :-)))))

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  30. ….ti incontro anche qui, cara Murasaki, e sempre per “colpa” di un gatto nero…. 🙂

    In effetti, nel caso di questi esimi studiosi, forse non si tratta di ignoranza nel senso generico del termine. Direi ignoranza sul perché avvengano certi fenomeni e, soprattutto (e cosa assai più importante), ignoranza sulle nefaste conseguenze del loro credere in queste cose.
    Una persona esclusa da tutti solo perché “si dice” che abbia poteri iettatori, diventerà (qualora non lo sia già) una persona insicura, sola e infelice. E se non possiede un carattere forte in grado di fargli superare certe situazioni, farà sicuramente la fine dei tanti (e Mia Martini è una di questi) che si suicidano perché incapaci di reggere oltre.
    Ecco cosa intendo per ignoranza.

    Il concetto è chiaro 😉

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  31. x Nicola: certo, molti modi di dire servono solo per “capirsi” e non presi alla lettera… per fortuna! 😀
    Io sono anche più “cattivo”: per me la maggioranza delle volte è solo superficialità nel non capire quale danno estremo si sta facendo alla “vittima”…

    x Murasaki: per “ignoranza” io non intendo “basso livello culturale”, ma scarsa conoscenza dell’argomento di cui si sta trattando. Questi professori plurilaureati saranno anche esimi nel loro campo, ma in quanto a conoscenze umane ed esoteriche…

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  32. Non credo agli oggetti di superstizione. Ma la vita mi ha inseganto ch eci sono persone che hanno inflssi devastanti e malefici verso chi invidiano. L’unico modo è allontanarsene finchè se ne ha il tempo…

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  33. x Fire: … ecco appunto. Ora sembrerà che ho fatto solo finta di non leggere il tuo intervento prima della mia risposta a Murasaki 😀

    x Ethelweis: pensarci è un conto, crederci è un altro 🙂 A tutti può venire un dubbio, ogni tanto, ma la forza della logica e della lucidità dovrebbero contribuire a spazzarlo via. Di fatto, spesso è proprio chi è in crisi a cadere più pericolosamente nella superstizione…

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  34. x murasaki e fire: ooooh! Di chi parlate? Non portate iella al mio blog, eh!!! :)))))))))
    Scherzo, eh!! 😀

    x anne: già, la “nostra” è stata brava a spiegarlo, vero? 🙂

    x velvet: è vero, ma questa non è “iella”, non c’è nulla di metafisico in essi, è solo che con le loro azioni, dettate dall’invidia maligna, possono creare danni. Queste persone VOGLIONO fare danni all’oggetto della loro ossessione.

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  35. Ah, non ricordo, ma se le premesse erano queste fu senz’altro un gran bel gesto. Tra l’altro mi sembra di ricordare che la sorella Loredana fosse (e immagino sia) estremamente superstiziosa… Mi sembra di aver letto, anni fa, che fece una piazzata clamorosa per un gesto di un cameriere (mi pare) che a suo parere portava sfortuna…

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  36. …per me era buona la prima
    Probabilmente, però, per Splinder il concetto non era chiaro… 🙂

    @ Wolf: se se…infatti non l’hai letto…. forse il concetto era poco chiaro :-)))))))
    Vuoi che ti ripeta la faccenda? 😀
    Se non fai il bravo, io e Murasaki chiamiamo tu sai chi…. :-)))))))))))

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  37. Lupo mia sorella infatti x fortuna non è così grave da caderci..
    Xò vedendola così è vero,purtroppo c’è a ki succede ed è bruttissimo,xkè come giustamente dici logica e lucidità dovrebbero sempre prevalere.
    Un bacio notturno^^

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  38. @Wolfghost concordo e a proposito mi vengono in mente delle cose che ho letto ultimamente in materia di psicologia sociale per un libro che sto cercando di finire ma non parla di “sfiga”. Molto spesso dietro quella superficialità c’è una sorta di deresponsabilizzazione collettiva. Spiego, quando tante persone si convincono di una cosa, ad esempio che un “poveraccio” porti sfiga per restare in tema con il tuo post, non gli risparmiano nulla di quanto più cattivo possa essere fatto perchè quella superficialità è giustificata da una semplice frase “Tanto lo dicono/pensano/fanno tutti perchè mi devo dannare l’anima più di tanto per fare/pensare il contrario?”. Siamo animali sociali, io non tanto, sono più sull’asociale, e ci comportiamo di conseguenza sia per difendere le persone che riteniamo più simili a noi, sia per tutti gli altri strani meccanismi che regolano l’agire collettivo dell’essere umano. Purtroppo sono comportamenti che rischiano di distruggere nel vero senso della parola l’esistenza di chi è preso di mira e la cosa più triste è che per evitare effetti tanto spiacevoli sarebbe sufficiente molto poco.

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  39. @Wolfghost bis pur non essendo scaramantico anche io la penso come te, la supersistizione esiste ed è quella creata dagli esseri umani. È un pò lo stesso discorso che faccio per la religione, sono ateo ma sono convinto che dio esista, anzi esistono più divinità. Esistono tutte quelle divinità create dagli esseri umani.

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