Messaggi – Un racconto di AttimiDiStella

Questo racconto di Attimi di Stella mi era parso subito la logica continuazione della splendida recensione di Rigirandola che avevo letto immediatamente prima. Sono due scritti diversi, naturalmente, ma c’è un filo che li unisce…

 



Messaggi
By AttimiDiStella
Blog: Attimi di Stella

sms“Un bacio senza fine, che ti dia il senso della voglia di Te… Mai cessata. Ti bacio… ti voglio…”

Come sempre, nella loro storia, lui aveva la capacità di sentire quando lei si allontanava… e puntualmente arrivava per riportarla indietro.
Questa volta con un messaggio al cellulare; anzi, una lunga sequenza di messaggi che sarebbe durata per ore.
Altre modalità di comunicazione le aveva scartate: si sarebbe esposto troppo. Non avrebbe sopportato l’umiliazione di uno sguardo indifferente, di una voce distaccata. Prima c’erano umori da percepire, distanze da colmare.

“Ti adoro amore mio”
“Ho voglia di Te tesoro… Mai persa… Mai”

I messaggi si susseguivano a ritmo incalzante, ogni cinque, dieci minuti, senza attendere risposta.
Mentiva, ma non lo sapeva. Aveva questa capacità di convincersi di ciò che diceva e la verità perdeva i contorni, si trasformava: non era più ciò che era, ma ciò che lui voleva.
Un giorno aveva preso altre strade e aveva smesso di farla sentire amata. L’aveva estromessa dalla sua vita pur continuando ad amarla a suo modo. E anche lei aveva continuato ad amarlo, ma sempre meno. Una pianta senza acqua e senza luce pian piano muore.

C’era sempre stato uno strano canale tra loro. Lei sentiva, chiari, i suoi pensieri. Sapeva che lui ora la percepiva lontana e aveva bisogno di sapere che non l’aveva persa. Non c’era parola che non avrebbe detto per legarla ancora a sè. Era una necessità che, come sempre, non gli faceva distinguere il reale e l’eccesso, il vero e il desiderio.
Si vuole sempre con maggior forza ciò che ci sfugge.

Rispose… “Sei e sarai un dolce ricordo, sempre”

La verità può far male quanto la menzogna. Ed era certo per uno strano scherzo di un dio distratto e malevolo che si ritrovavano in quella storia lui a mentire senza saperlo, lei a ferire senza volerlo.
Non c’era desiderio di vendetta in lei. Il rancore è una forma d’amore in fondo. E lei non ne aveva più.

“Non è un ricordo ma una Necessità… viva… non c’è desiderio più grande, devo sommergerti di baci… ora… sempre”
“Ricorda che sei Unica e speciale… da sempre. E che ti adoro Splendida Donna Meravigliosa”

Rispose… “Un bacio”

Nel loro codice quella chiusura aveva un senso preciso: lei sapeva… e ora anche lui sapeva, che quello… era un bacio che mai più sarebbe stato dato.

donna



Commento di Wolfghost al post originale: Eh si! La categoria “racconti verosimili” e’ perfetta per questo racconto. L’amore terreno e’ fatto da una serie di componenti, alcuni dei quali hanno poco a che fare con… l’amore del cuore, per cosi’ dire. C’e’ l’attrazione sessuale, che ci puo’ far credere per un breve periodo di essere “presi” di qualcuno, c’e’ la dipendenza affettiva, che ci fa credere di non poter fare piu’ a meno di quella persona anche quando di amore vero ce n’e’ o ce n’e’ rimasto ben poco, c’e’ la possessivita’, la gelosia… Cosi’ spesso succede che ci accorgiamo di quanto amiamo una persona solo quando la stiamo perdendo. Ma sara’ davvero cosi’? Sara’ come dice Jeanette Winterson, ovvero che “la misura dell’Amore è la perdita”?
Io non credo… credo che quella misura della quale parla Jeanette Winterson non sia amore, ma sia la misura della nostra debolezza, sia qualcosa che ci dice di quanto incapaci siamo a reggerci sulle nostre gambe allorche’ qualcosa che non era amore (non da parte di entrambi perlomeno) ci viene a mancare.
Tu hai perfettamente centrato il punto quando hai scritto “Una pianta senza acqua e senza luce pian piano muore”: e’ il tuo corrispettivo del mio “un amore sano non sta li’ a farsi prendere a calci in faccia”. Se lo fa… allora non e’ un amore sano.

 

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0 pensieri su “Messaggi – Un racconto di AttimiDiStella

  1. .Certo..non ho altro da dire se non CERTO…soprattutto la gelosia ossessiva e la il senso del possesso sono distruttivi ,umilianti,annullano l’altro.
    Ci sono tanti termini per questo comportamento..amore non si addice ,a dir poco.

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  2. ecco un’altra categoria di amori imperfetti: l’amore insano.
    Un bellissimo racconto, paurosamente realistico, leggendolo ho riconosciuto alcune parole, soprattutto quelle non dette, quelle sottintese. Dolorosamente chiare….

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  3. Quoto la frase “Il rancore è una forma d’amore in fondo. E lei non ne aveva più.” perchè da il senso di quando ormi si è anche oltre il rancore e la voglia di vendetta.
    E sono assolutamente in accordo con le tue disquisizioni finali. L’amore, ma anche l’amicizia, sono teneri germogli di cui prendersi cura giorno per giorno, attimo per attimo, perchè dobbiamo sentirli importanti noi per primi, fondamentali per la nostra crescita al di là della capacità di vivere e farcela da soli. “La misura dell’amore è la perdita” vale solo per coloro che dimenticano l’altro troppo a lungo. Un rimorso, al più, che si potrebbe evitare tenendo nella giusta evidenza i bisogni e il piacere dell’altro, oltre ai propri.
    Bacioni, buona settimana e bel post per il quale mi complimento con Attimidistella.
    Paola

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  4. Condivido perfettamente il tuo commento.
    Nella storia narrata da Attimidistella mi ci vedo molto, poichè mi ricorda una mia storia.
    Certo, non saprei ancora come definire il movimento di quel lui, certo non potrei definirlo amore per le stesse ragioni di Attimi e di Wolf.
    Non ne so molto sull’amore poichè credo veramente che ogno amore sia a sè poichè ognuno di noi contiene esperienze diverse ed è quindi diverso dall’altro e diverso sarà il suo modo di amare.
    Potrei parlare di quello che PER ME è amore e certamente non è simile al movimento di quel lui.
    Per me l’amore non puo’ discostarsi da quella che ritengo la sua natura e la sua finalità: l’amore appunto, quindi il far stare bene l’altro stando bene noi.
    Per me dovrebbe essere un incontro come dire tenero, accogliente, leale… tra due diversità legate appunto da quel filo…
    Credo che l’amore si possa definire un mistero per la difficoltà insita in sè di andare a definire tutti i motivi che Legano in modo così profondo due persone.

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  5. x tanax e iovolevo: vero? 🙂 Paurosamente realistico, infatti 😉
    C’e’ tutta una serie di comportamenti – come le parole taciute, piu’ importanti di quelle dette, spesso vuote – che non farebbero certamente parte di un amore vero.

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  6. x Paola: insomma il buon vecchio “il contrario dell’amore non e’ l’odio ma e’ l’indifferenza” che e’ sempre di moda 😉 Concordo anche con la seconda parte del tuo commento, anche perche’, aggiungo, certamente segnali del declino ci sono… per chi li vuol vedere e non nascondere la testa sotto la sabbia.
    Ricambio i bacioni e aggiungo i miei ai tuoi complimenti per Stella 🙂

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  7. x perijulka: grazie 🙂 ormai io posso augurarti solo buon pomeriggio e, forse, buon pranzo 😉

    x rigirandola: sono d’accordo Rigi 🙂 Direi misterioso, si, ma perlomeno con le componenti che te stessa “reclami” nel tuo commento: la natura dell’amore puo’ essere varia, ma un amore nel quale noi o l’altro (o entrambi) si stia male non gia’ per incompatibilita’ di carattere o problemi oggettivi (che ahime’ possono anche capitare) ma per mancanza di empatia, tatto e rispetto… che amore e’?

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  8. Sono molto d’accordo col tuo mmento, se l’amore si misura in base alla mancanza quando viene meno… conosceremmo la nostra debolezza
    come hai scritto tu….
    Amare significa stare bene con una persona non star male senza…
    Il presupposto di ciò… è che prima occorre stare bene con noi stessi e
    amare noi stessi…. a quel punto possiamo amare veramente un’altra persona…
    Un abbraccio
    Fly

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  9. Mmmmm eheheheheh … io credo che il canale tra loro sia karmico amico mio e come tale non è da sottovalutare e quindi relegare nel mero aspetto umano delle reazioni che noi possiamo avere qui, su questo piano. Lo dico perchè alla bellissima età di 46 anni che mi ritrovo ad avere sinceramente di tutte le cose terrene che ho imparato sull’amore me ne frego. Compreso il famoso detto “se non annaffi una pianta quella muore”. Se questo presuppone di innaffiare la pianticella altrui. Perchè la pianta che dobbiamo innaffiare è la nostra. Se innaffiata bene quella pianta amerà sempre e comunque, anche se non riceverà uguale amore in cambio, sempre in senso terreno, ovvio. Non possono esserci aspettative in Amore. Perchè il percorso personale di ciascuno di noi è differente e così se tu incontri una persona che non è come te non la devi giudicare o giocare con lei (secondo me) ma semplicemente decidere, scegliere se restarci al fianco. Ma nessuno, su questo piano, può essere vissuto in termini assoluti. Non esiste un clichè. Esistono due anime incarnate che si incontrano e non è MAI un caso ed esiste il modo migliore o peggiore per essere esperienza attraverso ogni incontro.
    Un abbraccio 🙂
    ele

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  10. x Fly: Io dico sempre che se aspettiamo di amare noi stessi prima di lanciarci in una relazione, allora meglio sara’ rassegnarci ad essere single ;D Si puo’ crescere assieme, ciascuno lavorando sulle proprie lacune e sulla propria autostima ma aiutandosi anche nel confronto e nel supporto dell’altro.
    Tuttavia se viene a mancare anche questa volonta’, da parte di entrambi… allora ricadiamo in cosa dici tu e… non c’e’ maturazione che tenga 🙂
    Abbraccio! 🙂

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  11. x Ele: no carissima, non sono d’accordo con la visione puramente personale della nostra evoluzione. Uso il tuo stesso esempio, quello della piantina. Un seme per nascere, svilupparsi e divenire una splendida pianta, ha bisogno non solo dell’acqua che gli cade addosso, ma anche di tante altre componenti che si ritrova nel suo ambiente: la terra fertile, una posizione consona rispetto al sole, e… la compatibilita’ con le altre piante che crescono vicino a lei. Nessuna pianta cresce mai da sola in natura, siamo noi a volte a costringerle nei vasi, ma altrimenti si parla di ecosistemi, di interazioni che contano eccome nell’evoluzione di quella pianta. Se poi aggiungiamo che una pianta ha grande fissita’ rispetto al mondo animale, va da se’ che gli animali, persone comprese, hanno indubbiamente ancora piu’ necessita’ di “integrarsi” nell’ambiente nel quale vivono.
    Ecco perche’ secondo me la propria crescita individuale ha senso solo se contestualizzata e “messa alla prova” dall’ambiante nel quale si sviluppa.
    Come scrivevo a DarumaFly, la nostra crescita puo’ essere aiutata dall’altro, cosi’ come noi possiamo aiutare l’altro nella sua crescita. Non si tratta di “aspettative”, si tratta di ovvie conseguenze che sempre una compartecipazione porta, poiche’ noi siamo tutto fuorche’ impermeabili al prossimo 🙂
    Venendo all’aspetto pratico, io sono dell’avviso che una persona che ha un grande livello di evoluzione – spirituale o psicologico che sia – non pretende affatto di tirare avanti per la sua strada nonostante l’altro, ma sa perfettamente come andargli incontro senza tuttavia perdere se’ stesso. Ovvero non ha timore di usare parole come “compromesso”, che invece sono lo spauracchio di chi, magari scottato, non vuole piu’ mettersi in gioco.
    Sempre bello scambiare opinioni con te 😉
    Abbraccione! 🙂

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  12. ahahah esatto belllissima, questo intendevo scrivendo “la categoria “racconti verosimili” e’ perfetta per questo racconto” 😉
    Bella l’immagine dell’arcobaleno che preannuncia la fine della pioggia…
    Buona serata, cara 🙂

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  13. Quando non c’è neppure il rancore…non è rimasto niente di un rapporto. Solo indifferenza

    E l’indifferenza non l’odio e’ il contrario dell’amore

    bel racconto

    Ciao, Wolf

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  14. Son dawero felice che il mio post abbia ricevuto tanti consensi…
    in giro di gente che ama gli animali se ne trova tanta ed ogni volta che capita di incontrarla la si accoglie sempre con un sorriso…
    buona serata
    aicha

    ps. hai mai pensato di fare il mecenate?! 😉

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  15. A mio parere il contrario dell’amore non è l’indifferenza , ma la paura.
    Chi ha paura innalza muri di cemento soprattutto quando si tocca il tasto dell’amore…e non ci si sente più -liberi- di amare liberamente.
    …e quando qualcuno chiede: ma…cos’è l’amore?
    Forse è solo il riflesso del sole sul mare.
    c

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  16. mi sento di condividere quello che dici wolf,,ma come è facile immaginare non basta questo a descrivere l’amore. tu provi a distinguere l’amore da quello che si pensa lo sia,,,e che in realtà non lo è.
    ma come è possibile definire esattamente i sentimenti quando questi per loro natura sono indescrivibili? sono fatti per essere sentiti e solo leggermente descritti,,,,io stesso credo di aver provato amore che non rientra nei canoni normali,,,,è per questo non amore? se non lo è, è meno degno? come possiamo chiamare tutto ciò che non è amore ma che è qualcos’altro?

    un saluto
    Isaac

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  17. Grazie a tutti coloro che hanno espresso apprezzamenti per il mio racconto. In genere quando scrivo fondo realtà e fantasia. In questo caso l’aspetto autobiografico è prevalente.
    Ci sono due aspetti che mi hanno spinto a raccontare. Uno è la particolarità di un rapporto in cui c’è stato sempre ( e ora, a storia finita , continua ad esserci) questo “canale”, che ninfea definisce Karmico, davvero fuori del comune. Sono estremamente razionale e l’evidenza di questa “comunicazione” a distanza mi ha davvero fatto cambiare atteggiamento rispetto a fenomeni che ritenevo non credibili. L’altro aspetto appartiene all’esperienza di tanti; non direi che la misura dell’amore è la perdita e nemmeno parlerei di amore insano quando ci si sente legati a qualcuno che si allontana; il fatto è che, per i più disparati motivi, a volte i tempi dell’amore sono sfasati e accade che uno dei partner ami intensamente chi non prova un sentimento altrettanto forte e che questo scopra di amare quando l’altro non ama più. Accade, non è colpa di nessuno. Se ne prende atto e si va avanti con la consapevolezza che in amore due più due non fa quattro.

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  18. Sai… credo che molto semplicemente la risposta sia proprio qui…
    Cosa è Amore e cosa è Attrazione…
    Riflettici bene…
    Perchè spesso vestiamo l’uno dell’altro…

    Stasera ti lascio la buonanotte in versi…
    E’ per ogni poeta e poetessa, per ogni amico e amica che stimo e ammiro qui nel web, come te, che molto mi hai insegnato, solo leggendoti.
    Grazie 🙂
    Cri

    Ammiro di te l’esile corda
    che annoda il respiro e trascina
    a capoverso
    prima del senso compiuto
    ad inventarmi nuova.
    Gli occhi miei leggono, avidi
    d’inchiostro gli attimi interiori,
    opachi di tormento e arsura
    o accesi di speranza.
    Così dalle parole
    rubo l’anima… e lascio poche stelle
    sul tappeto odoroso
    dei tuoi allori.

    -Cristina Khay-

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  19. Che bellissimo racconto. Non immagini quanto lo abbia sentito mio in alcuni punti… 🙂

    Mi è piaciuta tantissimo la frase: Il rancore è una forma d’amore in fondo. E lei non ne aveva più.
    E’ una frase verissima: la rabbia, la voglia di vendetta appartengono ad un cuore che non ha smesso di battere, appartengono ad una memoria che non si è estinta… sono sintomo d’interesse. E’ solo quando subentra l’indifferenza che l’amore è cessato.

    Complimenti ad attimidistella: veramente un racconto realistico.

    Bacio.

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  20. a dir poco verosimile!
    chi ha scritto questo racconto conosce bene quelle dinamiche

    Si dice che in amore vince chi fugge
    ma cosa si vince?

    desiderando qualcuno che non restituisce certezze si provano emozioni che fanno sentire vivi ma prolungare il gioco mortifica l’amor proprio.Il rispetto per sé stessi diventa come un rivoluzionario clandestino che prepara in segreto la sua battaglia costruendo un sentiero clandestino verso il punto kafkiano del non ritorno, raggiunto il quale è impossibile tornare indietro.
    Accade così che si spicca il volo senza sapere xchè ,con la lepre che non sa più dove andare

    sono d’accordo con te: più che l’amore,credo siano il bisogno e la sicurezza a misurarsi con la perdita

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  21. E’ un post bellissimo complimenti ad entrambi 🙂

    Certe notti la strada non conta
    quello che conta e’ sentire che vai
    Certe notti la radio che passa Neil Young
    sembra avere capito chi sei
    Certe notti somigliano a un vizio
    che tu non vuoi smettere, smettere mai.

    Ligabue – Certe Notti

    Buonanotte Wolf Liga anche per te 🙂

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  22. x ilavi: eheheh leggi un po’ il mio commento #7 e il commento di Paola a cui rispondeva #3 😉
    Ciao Dora! 🙂

    x Fly: insisto cara… è vero che non si può dare più di ciò che si ha, ma si può crescere, anche assieme, per poter un giorno dare di più…
    Sorrisoni 🙂

    x Aicha: ahahahah cara!! Un mecenate ha qualcosa che io non ho… i soldi!! ;D
    Ti segnalo il sito di una cara amica, mylandscape, che ultimamente si batte per i nostri amici: mylandscape

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  23. x palace: prima di tutto benvenuta! 😉
    Però non sono del tutto d’accordo… La paura la vedo piuttosto come una conseguenza di qualcosa che nel nostro amore non va. E’ umanissimo provarla certo, eppure… se la paura esiste già, allora l’amore comune può aiutare a superarla; se subentra… bé, allora è probabile che qualcosa si stia incrinando e in questo caso essa dovrebbe essere vista come un’alleata, un segnale di allarme che, se raccolto, può permetterci di porre rimedio ad una situazione che più avanti potrebbe divenire insostenibile.

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  24. x Isaac: vorrei che tu leggessi il commento di rigirandola (#5) e la mia risposta relativa (#8), troverai come la penso a proposito: non importa se l’amore non può essere definito; non può comunque essere privo di certe componenti di base, componenti senza le quali, a mio avviso, l’amore non può avere o mettere radici.
    Saluto ricambiato 🙂

    x anne: certo, anche se non necessariamente. Il finale può essere anche una semplice resa, fatta in un modo – tramite un segnale verbale (anche se scritto ;D) – che si sa saper essere colto dall’altro. Poi spesso la gente fa comunque la “gnorri”, mentendo soprattutto a sé stessa nel vano tentativo di rimuovere una verità che preferisce non vedere e non ascoltare.

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  25. x Stella: grazie a te per il tuo bel racconto, come vedi – e come prevedevo – ha provocato molti buoni commenti 🙂
    Chissà… forse non è nemmeno un caso che tu, autrice del racconto, sia proprio una delle persone intervenute con le quali sono meno d’accordo! :))))
    Io mi tengo alla larga dai “rapporti karmici”: guarda, la mia prima reazione è di mettermi a ridere 😀 Non per il concetto in sé, eh, quanto perché mi ricordo di un’amica che in nome del vincolo karmico si lanciava non appena poteva tra le braccia dell’ex ogni volta che questo si rifaceva vivo (poi si rimollavano dopo poco tempo, non so se abbiano mai smesso questo tira-e-molla ;D). Ecco, ci vedo un grosso pericolo nel credere che ci sia qualcosa di sovrannaturale in un vincolo che, tra l’altro, si è sciolto; qualcosa che in realtà è dettato dal desiderio di non voler “mollare la presa”. Anche i fenomeni di telepatia, che magari sono reali (sono convinto di averne avuti anche io), non sono significativi: cosa c’è di strano a che, dopo rapporti che hanno espresso forti emozioni, rimanga la capacità di cogliere lo stato d’anima di chi si è allontanato perfino quando è distante? Perfino veri e propri esempi di telepatia inclusi? Questo non significa che una mano divina ha posto la condizione di indissolubilità eterna, significa solo che la grande empatia che c’è stata permette ancora di cogliere segnali che arrivano da lontano. Tutto qui. Ogni pensiero in più è… molto romantico, ma potenzialmente foriero di dipendenza e disastri.
    Anche sul fatto che improvvisamente quando si viene lasciati si capisce quanto si tiene all’altro… non è possibile, dai, che questo abbia acceso l’amore; ma che amore è quello che si accende solo quando e perché l’altro ci lascia? Essere lasciati (e talvolta lasciare) può essere un vero e proprio trauma per l’ego, un trauma doloroso e superabile solo con tempo e lacrime; niente di strano a che si possa scambiare per amore. Oppure si era ciechi prima, l’amore c’era ma si è peccato nel sottovalutarlo.
    Ma che nasca a posteriori a causa della rottura, no, questo non lo credo.

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  26. x Cristina: ooh! E’ molto bella Cri! Anche l’immagine che hai scelto è adeguata 😉
    Non sono un poeta io, pero’! 🙂 Ma credo che ognuno, davvero, ci regali, ci insegni, sempre qualcosina di nuovo… un piccolo pezzo che si va ad aggiungere al puzzle della nostra personalità 🙂
    Grazie 😉

    x Sofia: mi accodo ai complimenti per Stella 🙂 e… quella frase ha già colpito sai? Leggi i commenti di anne (#20) e di Paola (#3) 😉
    Il racconto è davvero realistico, l’ho scritto anche io, infatti la stessa Stella ha dichiarato nel suo intervento che c’era una componente autobiografica; credo che molti di noi si siano ritrovati nelle sue parole, ma forse non tutti saremmo riusciti ad esprimerle altrettanto bene 😉

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  27. x daisy: che altro aggiungere al tuo brillante commento se non che mi trovi totalmente d’accordo? 😉

    x Marco: ahahah Liga è sempre il benvenuto! Quanto mi hanno tenuto compagnia le sue canzoni in “certe notti” mentre affrontavo il lungo ritorno verso casa… 🙂
    Grazie, ma i complimenti vanno alla scrittrice del racconto e non lo dico per falsa modestia: lo credo davvero! 😉

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  28. x rossoscarlatto: esatto cara Violet, e volerlo tenere ad ogni costo in vita – magari solo inconsciamente – non è una grande idea 🙂

    x donnalupa: ma uffa!! Devo andare a dormire, io! Che immagini mi metti? ahahah
    Buananotte anche a te carissima! 🙂

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  29. Sara Teasdale

    No, è non una parola

    Oh no che non è una parola,
    ben poco da dire ci resta:
    e non è nemmeno una sola
    occhiata, né un cenno di testa.
    È solo un silenzio del cuore
    che ha un carico troppo pesante,
    è solo il risveglio di tante
    memorie dal tenue sopore.

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  30. “un amore sano non sta li’ a farsi prendere a calci in faccia”. Se lo fa… allora non e’ un amore sano.

    E pensa che io “dietro” ad un “amore” del genere, son stata quasi sette anni. E ne ho 21.

    Per fortuna adesso ho aperto gli occhi; ed anche il cuore, al mio Amore sano.

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  31. Ciao Wolf,
    è bellissimo il racconto che hai scelto.
    A volte inconsciamente,si imboccano strade parallele….è la vita che cambia e mescola le carte,e noi non possiamo che seguire la strada che il nostro cuore ci indica.

    Ps domenica ho portato Kira a fare il bagno passando fra i boschi.
    Migliaia di moscerini mi hanno punzecchiata…gratto da tre giorni.
    Ufff…

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  32. x perijulka: e’ molto intensa, probabilmente le parole, le occhiate e i cenni che erano da fare… sono gia’ stati fatti. Resta quel silenzio di cui parla la poesia…

    x Aliseys: be’… sono i cosiddetti “peccati di gioventu'”, no? 😉 A 14 anni che esperienza potevi avere? Non ci pensare piu’, se non come monito che probabilmente non ti servira’ mai…

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  33. x l’utente anonimo (Specchio): gia’, anche se sono convinto che solo sbattendoci la testa di proprio si impari davvero, qualche informazione essenziale per il nostro cammino puo’ arrivare anche dalla lettura dell’esperienza altrui 🙂

    x red: mah… io non credo tanto al fatto che la vita possa costringerci ad allontanarci dal partner, certo puo’ migliorare o peggiorare le condizioni al contorno, ma io resto convinto che un amore forte e vero supera qualunque distanza e avversita’. Chiaramente se c’e’ da entrambe le parti.

    p.s.: l’importante e’ che non abbiano punzecchiato Kira, per te amen invece! ahahahah
    Scherzo! 😉

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  34. Innanzitutto vorrei cercare di spiegarti cosa significa per me un rapporto karmico. Non è ciò che pensi tu tesoro, cioè non significa assolutamente che solo per il fatto che tu possa sentire karmica una persona devi stare con lei ad ogni costo, anzi!!! A parte che secondo me ogni incontro è karmico (anche in amicizia) e quindi dovremmo imparare qualcosa da ogni incontro, secondo poi ci sono incontri veramente in cui “sentirsi” sia che si stia insieme o meno è un fatto inequivocabile. Sono i legami più stretti questi, quelli su cui bisognerebbe lavorare tanto dentro per cercare di comprendere attraverso loro noi stessi 🙂 ma questo non significa stare insieme wolf, può significare anche lasciare andare quella persona proprio perchè la ami. Complicato forse vero? Eppure ostinarsi è assurdo. Tutto deve fluire. Karma non è legame ad ogni costo, karma è comprendere quel legame e prenderlo con le emozioni che questa Vita ti da’ attraverso appunto la propria evoluzione personale che non può essere uguale a quella dell’altro, siamo Unici.
    Quanto a questa benedetta piantina eheheheheheh che la annaffi a fare se lei non vuole essere annaffiata? Ci sono piante che se le annaffi muoiono, ci sono piante che hanno solo bisogno dell’acqua piovana e quella quando viene viene, averne troppa cura può farle morire esattamente come il contrario. Ecco perchè dico: pensiamo ad annaffiare la nostra perchè solo di noi stessi possiamo sapere di quanta acqua o luce abbisognamo. E l’altro farà lo stesso per se stesso. L’incontro quando avviene può avvenire su basi simili o completamente opposte ma importante è che ognuno sia consapevole non di cosa ha bisogno l’altro ma di cosa ha bisogno lui o lei per stare bene. Credimi che sapere questo significa comunicarlo e trasmetterlo anche senza dire una parola. Ma ognuno come giustamente dice Stella ha i suoi tempi quindi quando questi non coincidono può andare male. Sono situazioni da accettare nella vita, sono parte della vita stessa, sono esperienza che non è mai inutile. E non è annaffiando la piantina che puoi risolvere qualcosa che esula da te e dalla tua dedizione. Un abbraccio tesoro :-))) alla prossima … perchè so che ci sarà! ;-)))
    Ele

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  35. Credo che in realtà siamo meno in disaccordo di quanto dici :-))
    – Nessun rapporto “karmico” giustifica l’accanimento terapeutico; lungi da me il pensarlo. Riflettevo, più che altro, sul fatto che la scoperta di questi strani fenomeni di “comunicazione” a distanza, essendo io una “San Tommaso” in gonnella, mi ha spinto ad avere meno preclusioni per un mondo che mi era totalmente estraneo. Se avviene tra un uomo e una donna che hanno una relazione credo sia il segnale di una forte sintonia, ma non può certo costituire un motivo per mantenere in vita un rapporto finito.
    – Nessun amore nasce dall’abbondono, questo è ovvio. Ma che a volte si scopra di tenere ad una persona più di quanto si pensasse, nel momento in cui si rischia di perderla o la si perde… beh credo sia un meccanismo psicologico abbastanza compensibile e anche abbastanza … sperimentato.

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  36. Gran bel racconto, pieno di verità e anche molto attuale. Troppe persone non accettano la perdita del partner solo per una questione di possesso o di abitudine, che ovviamente non è amore. E il punto è proprio nel tuo commento là dove dici che la perdita non dà affatto la misura dell’amore, semmai della nostra debolezza. E che spesso non si è capaci di accettralo, di riconscerlo, di spiegarselo e si resta fermi in una fase di stallo invece di trarre insegnamento e darsi una mossa. Soprattutto per noi stessi, poi. L’amore è un’altra cosa. E invece di allontanarci da noi stessi, dovrebbe aiutare a trovarci e a riconoscerci….
    Sei un “cacciatore” di post e un critico attento e sensibile, è sempre un bello spunto di riflessione leggerti.
    Un abbraccio a te e complimenti ad Attimidistella!
    :-)*danj

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  37. @Attimidistella:

    rispondo al tuo commento n°21:

    sebbene io sia una convinta assertrice della validità della teoria della reincarnazione (un pò meno di quella karmica però, perchè credo che questa sia relativa alla propria percezione di colpa e libertà, con tutti i condizionamenti del caso)… secondo me non sempre dobbiamo andare a scomodare ricordi ancestrali per convalidare quel “canale” particolare che rimane aperto con una persona. Canali percettivi di questo genere sono possibili con chiunque, certo con alcune persone è più facile, se le energie sono complementari, ossia se non c’è un istintivo rifiuto o chiusura verso ciò che l’altro ci mostra di sè o vuole darci…
    Il web per sua natura ci obbliga a sviluppare certe percezioni “sottili” o “laterali” proprio per l’impossibilità di avere dati personali altrui in altro modo…
    Ed è qui che bisogna stare attenti… perchè spesso si confonde una propria proiezione, una propria aspettativa contro le sottili sensazioni che ci arrivano dall’altro, anche attraverso uno scritto, nella punteggiatura, nelle parole usate… o anche al di là di questo…
    Per questo io asserisco che diventa sempre più importante imparare ad affinare la percezione sottile, facoltà non di pochi “eletti” come normalmente si pensa, ma patrimonio genetico di chiunque…
    Ed imparando a separare le sensazioni che provengono dalla nostra fantasia da quelle reali che emana l’altra persona, riusciremo così ad vere un quadro più chiaro… ed un canale perfettamente aperto. Molti casi di telepatia si sviluppano così, iniziando a porre attenzione dietro le parole, sia in rete che negli sms… e via discorrendo.
    Per quanto riguarda il tuo racconto, è estremamente veritiero, anche sotto il profilo psicologico… E quella menzogna che lui si racconta altro non è che la devozione al proprio sogno…che magari ha poco a vedere con la persona in questione, l’altra…
    Mi è molto piaciuta l’esposizione che hai fatto, brava 🙂

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  38. x Ele: … però ti sei dimenticata di spiegare cosa è per te, allora, un “rapporto karmico” 🙂 Se è “solo” un rapporto che avrà ripercussioni nel futuro (“ovviamente” aggiungo: ogni nostro giorno è, almeno in parte, causa del nostro futuro), allora è senz’altro vero: ogni rapporto è karmico. Ma… dov’è allora la necessità di usare la parola “karma”? E’ la vita, non c’è bisogno di termini esotici. Comunque se è questo che intendi, allora va bene, sono d’accordo.
    La maggior parte delle persone non lo usano in questo contesto però, lo usano ad indicare una persona che ormai è entrata nel nostro percorso e che non ne uscirà più, rimanendovi per sempre – perfino nelle vite successive.
    Va tutto bene, Ele, siamo nel campo dell’indimostrabile, quindi il mio pensiero vale quanto quello di queste persone e quanto il tuo 😉 Purché – e qui casca l’asino (ma perché poi, pora bestia? :D) – non venga utilizzato come scusa per non staccarsi da una persona con la quale si vive un rapporto malato, che bisognerebbe chiudere, ma che si preferisce tenere aperto ugualmente per debolezza emotiva.
    Ecco, io pragmaticamente vedo sempre gli aspetti pratici: è più costruttivo, anche se forse meno romantico, non crederci piuttosto che crederci: niente scuse, niente fuga dalle proprie responsabilità, chi decide di proseguire lungo una certa strada è libero di farlo ma… non accampi motivazioni esoteriche che tutt’altro vogliono dire.
    Sulla piantina, nemmeno a dirlo, continuo ad essere in disaccordo, o meglio… bisogna fare un distinguo (ormai questa parola va di moda, no?). Il fatto dell’inutilità di innaffiare una piante che non vuole essere innaffiata è inattaccabile… ma non è esaustivo, è solo un insieme dei tanti insiemi che compongono la casistica dei rapporti di coppia. E che mi dici di tutte quelle piante che invece non solo accetterebbero, ma crescerebbero alla grande se solo qualcuno accettasse uno… scambio d’acqua? Questo contesto: non si può dire “ah! Guarda che io sto facendo il mio percorso: o il tuo è perfettamente compatibile con il mio, oppure cui salutiamo!” (estremizzo l’esempio, naturalmente ;)). Se si dovesse aspettare di trovare qualcuno con un percorso “perfettamente compatibile”, dove non serva nemmeno una virgola di compromesso… bé, credo proprio che la razza umana si estinguerebbe molto ma molto rapidamente 😉
    Sui “tempi diversi in amore” che cita stella, mi sono già espresso (#31)… ovviamente non sono d’accordo nemmeno lì. Perché? Banalmente perché non ci credo. Ma se leggi il commento indicato, c’è la spiegazione 🙂
    Buonanotte cara Ele 🙂

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  39. x Stella: non so se avevi letto un fatto curioso, un episodio di telepatia (sfido chiunque a smontarlo) tra me e… il mio gatto precedente (Kit)! :)))) Non contesto questi fenomeni, affatto, né dico che non siano acuiti dall’amore o dall’affetto che c’è tra due persone (anche io e Kit ci volevamo bene, eh! ahahah Ma ovviamente avrei anche diversi esempi “umani” ;D). Sostengo solo che non dimostrano che si è creato un legame indissolubile.
    Io credo che si possa rimanere amici anche dopo la fine di un rapporto d’amore, io l’ho fatto, più di una volta, e ne sono molto contento. Ma… questo è un altro discorso. Tu parli di sintonia… bé, in senso lato, sì, è una forma di sintonia: si… sintonizzano le menti sulle stesse frequenze di trasmissione eheheh
    Comunque, come scrivevo ad Ele e come credo si sia capito, la mia preoccupazione non è tanto nella credenza in sé, quanto nel fatto di vedere a cosa porta: se uno crede che alzandosi sempre col piede destro sarà una giornata radiosa e per il solo fatto di farlo la sua giornata passa radiosamente… bé, caspita, la sua credenza gliela lascio volentieri 🙂 Ma se pensa che alle quattro del pomeriggio sia destino prendere una martellata sul pollice e se la da da solo perché tanto è inevitabile… bé, qui una amichevole scrollata di spalle gliela do eccome! 😀
    Sul secondo punto, si, mi pare che allora siamo d’accordo: si parla di psicologia non di amore; si parla di dipendenza o, al contrario, del fatto che quella persona viveva con la testa tra le nuvole e che perciò non “viveva” il suo rapporto… ma l’amore c’era 😉 Non è nato perché è stato lasciato.

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  40. x Danj: grazie Danj, il tuo commento serve a puntualizzare ancora meglio quello che è anche il mio pensiero 🙂
    Sai… semplicemente leggo qualcosa che mi piace, che mi fa pensare e… mi piace condividerlo con gli altri, sentire anche la loro opinione, avere scambi… Trovo che questa sia la grande forza di internet, in fondo: il suo immenso potere di scambio.
    Restituisco l’abbraccio e mi unisco, di nuovo, ai complimenti per Stella 🙂

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