Il libro del buio – Recensione e commento di dalloway66

Ed eccolo qua il terzo e – per il momento – ultimo post che ospita scritti di altri blogger. Purtroppo a causa della mia trasferta in terra scandinava ho dovuto farvelo attendere a lungo ma… per chi avrà pazienza di leggerlo, vedrete che giustificherà l’attesa. Personalmente rimasi colpito e affascinato fin dalle prime terribili righe, così da leggere lo scritto di Dalloway tutto d’un fiato nonostante la sua lunghezza.
Si parla infatti di una cosa di cui tutti parliamo ma che in fondo nei nostri cuori diamo per scontata: la libertà. Chi si lamenta di non essere un uomo libero per i limiti che la nostra società gli impone, legga prima lo scritto di Dalloway e poi rifletta bene sulla causa di non sentirsi un uomo libero; perché è troppo facile dare la colpa ad altri, più difficile è ammettere di non essere in grado di far fruttare, di godere davvero, della libertà che invece gli è concessa.

E… Dalloway ha ridotto i suoi scritti, per un motivo più che buono per una volta ;-), ma… segnatevi il suo blog, perché davvero non vi troverete mai banalità e cose scontate.


Il libro del buio
recensione e commento di dalloway66
Blog: Tempus Fugit

 

Il libro del buioIl libro del buio di Tahar Ben Jelloun, racconta la prigionia di alcuni partecipanti al golpe fallito del 10 luglio 1971 in Marocco. I golpisti vengono rinchiusi nella spaventosa prigione di Tazmamart, dove le celle somigliano a delle tombe, scavate come sono nel terreno e dove non arriva mai la luce. E in effetti la condizione che accomuna i prigionieri è proprio quella di morti viventi, senza voce, né diritti, e in un luogo senza tempo e senza memoria, rimarranno rinchiusi, quei quattro che riusciranno a sopravvivere, per ben diciotto anni, esattamente in una specie di buco lungo tre metri e alto circa un metro e mezzo, dove non era possibile nemmeno stare in piedi.
La notte ci vestiva. In un altro mondo, si sarebbe detto che era piena di attenzioni per noi. Nessunissima luce. Mai il benché minimo filo di luce. Ma i nostri occhi, pur avendo perso lo sguardo, s’erano adattati. Vedevamo nelle tenebre, o credevamo di vedere.
Quando ci si limita a togliere a un uomo la propria libertà, il tempo e la vita, pur con qualche restrizione, continuano comunque a seguire la normale linea temporale, quando invece un uomo viene privato della propria identità e della propria dignità di essere umano, ogni ordine viene scardinato, il tempo impazzisce e la vita non somiglia più a niente di ciò che si conosceva prima. L’unico mezzo per sopravvivere diventa l’annullamento di se stessi e soprattutto la cancellazione di ogni ricordo della vita precedente. In certe circostanze non ci si può nemmeno rifugiare nella memoria, perché poi diventerebbe impossibile sopportare la nuova realtà.
Ricordare significa morire. Mi ci è voluto del tempo prima di capire che il ricordo era il nemico. Colui che chiamava a raccolta i propri ricordi moriva subito dopo. Era come se ingoiasse del cianuro. Come potevamo sapere che in quel posto la nostalgia portava la morte? Eravamo sottoterra, definitivamente allontanati dalla vita. Nonostante i bastioni tutt’intorno, i muri non dovevano essere molto spessi, nulla poteva impedire l’infiltrazione degli effluvi della memoria.
Quando si è schiavi, di qualcuno, di se stessi, di un vizio, di un’idea, quando non è possibile prospettare e compiere una qualsiasi fuga reale, è giorno dopo giorno che si comprende come salvarsi, e si finisce per scoprire perfino che, per quanto la sofferenza possa sembrare giunta al livello massimo, in realtà c’è sempre un altro gradino davanti a noi e poi ancora un altro, perché non è mai negando l’esistenza del dolore che lo si può sconfiggere, bensì imparandolo.
Come essere indifferenti? Hai male, la tua pelle è squarciata da un metallo arrugginito, cola il sangue, colano le lacrime, pensi ad altro, insisti con tutte le tue forze per evadere, per pensare a una sofferenza maggiore. Non te la caverai certo immaginando un campo di papaveri o di margherite. No, questa fuga è breve, e non è abbastanza misteriosa. È persino troppo facile. All’inizio me ne andavo nei prati, ma ben presto il dolore mi riportava nel buco. Così capii che bisognava annullare un dolore immaginandone uno ancora più feroce, più terribile.
Ben Jelloun ha raccolto la testimonianza di Aziz, uno dei sopravvissuti, ma non ha esposto la cronaca di determinati avvenimenti, bensì ha voluto raccontare una situazione estrema, in cui non ha più alcun significato chi ha torto o ragione o l’idea della punizione per un errore commesso, poiché ci sono circostanze nella vita, in cui avviene una sorta di livellamento, una specie di confusione tra ciò che è prettamente umano con ciò che non lo è affatto, e in quella specie di inferno scavato nella terra, per poter sopravvivere bisognava dimenticarsi di essere uomini e del proprio corpo e divenire unicamente spirito.
Non fu il dolore a decidere quale via scegliere, fui io, prima e al di là di qualsiasi dolore. Dovevo vincere i miei dubbi, le mie debolezze e soprattutto le illusioni che ogni essere umano nutre. Come? Lasciando che si spegnessero dentro di me. non mi fidavo più delle immagini che falsificavano la realtà. La debolezza sta nel prendere le proprie sensazioni per realtà, sta nel rendersi complici di una menzogna che parte da noi stessi per tornare a noi stessi, e credere che si tratti di un passo avanti.
Per avanzare in quel deserto, occorreva affrancarsi da tutto. Capii che solo una mente che riesce ad affrancarsi da tutto ci consente di accedere a una quiete sottile che chiamerò estasi.

Tutti noi abbiamo la nostra idea di libertà, la tuteliamo come fosse un bene supremo, ma spesso ci sfugge l’essenza di tale concetto, per alcuni essere liberi vuol dire poter fare qualsiasi cosa si voglia, per altri non avere legami sentimentali, per altri ancora andarsene in giro per il mondo, per altri semplicemente non essere imprigionati, eppure più o meno tutti rimaniamo impastoiati nei viluppi del sistema sociale in cui viviamo, non tanto perché dobbiamo sottostare a determinate leggi, dettate dallo Stato, quanto perché dobbiamo piegarci a quelle che ci autoinfliggiamo e che sono retaggio della nostra cultura e della nostra educazione e di conseguenza le più limitanti. Sì, perché per essere veramente liberi non dovremmo conservare dentro di noi alcun dolore, alcun ricordo, alcun affetto che duri nel tempo, neanche l’ombra del senso di colpa, per essere veramente liberi dovremmo svuotarci totalmente, avere il cuore e la mente sgomberi da qualsiasi legame, camminare senza ombra, attraversare le pareti, non conoscere la limitatezza dei confini, annullare il tempo, ignorare la morte, rimanere da soli al cospetto di noi stessi.


Commento di wolfghost pubblicato sul blog stesso di dalloway66: Impressionante la descrizione di Aziz. 18 anni… un’eternita’. Passata in condizioni che farebbero impazzire la persona piu’ equilibrata che conosciamo.
Chiaramente noi tentiamo di estrapolare il significato “generale” di liberta’, di sofferenza, di capacita’ di sopravvivere, di nostalgia e malinconia. Ma… difficilmente ci avviciniamo davvero a cosa devono aver sperimentato persone come Aziz.
Ho affrontato spesso il tema della liberta’, dicendo che la mia linea di pensiero concorda con Antoine de St.Exupery, quando sostiene che “Conosco una sola libertà, ed è la libertà della mente”. E credo che anche Aziz lo confermi. E’ solo attraverso una corretta e minuziosa “condotta mentale” che e’ riuscito a sopravvivere dove quasi tutti gli altri impazzivano e morivano. Io avevo fatto l’esempio, ricordo, dei sopravvissuti ai lager nazisti.
Pur ripetendo che una generalizzazione ed estrapolazione e davvero un’incognita, dovremmo tutti prendere queste vite come esempi che davvero la liberta’ e’ qualcosa che parte principalmente da noi. Aziz e i suoi sfortunati compagni, avevano una sola possibilita’, rendere davvero libera la loro mente, svincolandola da tutto: presente, passato (ricordi), futuro (sogni e speranza). Un annullamento del tempo. Un vivere per il vivere, senza essere legato a null’altro.
Ecco allora che quando noi attraversiamo un nostro momento di crisi, sentendoci schiavi di qualcuno o qualcosa, di un evento o un’emozione, dovremmo sempre ricordarci che siamo davvero solo noi a permettere che quelle catene ci vengano messe.

Volevo dire un’altra cosa sul concetto di nostalgia, che mi e’ piaciuto molto. Ho sempre detto che io non amo la nostalgia e la malinconia, le considero “sofferenze dolci”, ma pur sempre sofferenze, e non concepisco come si possa nutrire una qualsivoglia forma di sofferenza avendo la possibilita’ di evitarlo.
Certo l’esempio di Aziz e’ estremo. Ma a volte e’ proprio l’estremizzazione a rendere meglio evidente qualcosa che forse non riusciamo o non vogliamo scorgere, cullandoci cosi’ in una sofferenza che potrebbe essere spezzata.

Bellissimo post 🙂

Commento ulteriore di dalloway66: Wolf, concordo… 18 anni sono interminabili, non riesco nemmeno a ipotizzare una non-vita come quella per tutto quel tempo e in casi simili anche il concetto di libertà diventa appunto molto relativo, lì devi fare i conti con tante e tali cose da dovere puntare per forza unicamente sulla mente per poter sopravvivere. Ma sono necessarie un’intelligenza e una forza interiore incredibili, perché sempre per la mente gli altri invece morivano… E poi che dire della bassa umanità che riesce ad avanzare anche in situazioni così difficili? Sì perché anche lì arriva il prepotente, colui che vuole distruggere un equilibrio raggiunto con tanta sofferenza, quello che si vuole prendere gli sforzi degli altri, così, solo con la forza distruttiva e devastatrice dell’ignoranza e del sopruso gratuito… Insomma si potrebbe discutere a lungo…
è vero, il più delle volte siamo schiavi volontari, anche quando poi ci lamentiamo, in realtà certe circostanze siamo noi a crearle, soprattutto in amore non può esistere vera libertà, un legame crea sempre dipendenza ed è perfino piacevole sentirsi in balia della persona che si ama… per questo dico che per essere liberi ci si deve liberare totalmente, anche degli affetti, e non solo della persona amata, ma anche dei familiari e degli amici, dunque mi chiedo, quanti davvero lo vorrebbero? e perché poi?
Grazie, un abbraccio

Colomba e libertà

 

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0 pensieri su “Il libro del buio – Recensione e commento di dalloway66

  1. La libertà?…Conoscere se stessi, e non permettere a nessun altro di violare la nostra essenza, volare con i pensieri senza sottostare ad alcuna logica umana. Si può essere liberi in qualsiasi situazione, il segreto ancora una volta è distaccarsi dalla relatà concreta in cui viviamo e pensarci come spiriti liberi che vivono da sempre e che in questa vita sono incarnati nel corpo che abbiamo per vivere una bellisima esperienza di nome vita…siamo un pò degli attori che giocono a fare gli uomini, non ci appartengono le costrinzioni e le regole di questo mondo, l’unica regola e lasciare che anche gli altri giochino al gioco della vita senza ostacoli da parte nostra. La libertà va pensata nella semplicità delle idee…va operate senza violenza.
    Bel post..molto interessante l’argomento che tratta. Wolfghost, passo ogni tanto dal mio blog, è così vuoto senza i tuoi commenti..;) Ciao

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  2. Riuscire a trovare un modo per anestetizzare il dolore fino a liberarsene completamente, molte volte l’ho desiderato…. a volte il percorso è lento come un decorso post operatorio, ma non impossibile, bello il post e laceranti le parole del libro, ti lascio un abbraccio Wolf e la buona notte, Ten

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  3. Alle 21 era tutto chiuso ? Meglio che in alcune parti della Costa Rica… 17:30 del pomeriggio non c’era nulla di aperto nel centro maggiore della penisola di Osa, supporto centro turistico !!! ;D
    Io mi ricordo che avevo mangiato bene a Stoccolma.
    I micetti come stanno ?
    Un abbraccio

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  4. x Aicha: grazie, i prossimi giorni ci do un’occhiata 🙂 Ora è tardissimo e Sissi non sta per niente bene! :(((( Domani dovrò portarla dal veterinario! 😦

    x Danj: il post è molto lungo, capisco che occorra un po’ di tempo, soprattutto per chi non vuol commentare “a caso”. Non preoccuparti: non scappa 🙂

    x Red: … allora idem come per Danj, qua sopra 🙂
    Sissi sta male! :(((( Fa fatica a respirare, non mangia, non riesce a miagolare, si muove lentamente… domattina chiamo il veterinario 😦

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  5. x Dark: si, concordo con la tue parole. Ci sono persone, come Aziz, che dimostrano che perfino nelle situazioni più disperate si può trovare una libertà mentale che può arrivare a salvarti la vita.
    Passerò senz’altro, purtroppo queste due settimane sono state un casino a cause delle mie trasferte all’estero per motivi di lavoro. Ma passerò senz’altro!

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  6. x Ten: sì, certamente può essere tutt’altro che facile. A volte è proprio l’impressione di “o lo faccio o è finita”, a dare la forza di fare un passo simile.
    Grazie, ricambio l’abbraccio!

    x AnnA: per te ormai quasi buona giornata! ;D

    x Laura: no, tutto chiuso lo capisco, è non vedere nessuno per strada o quasi che colpisce 🙂
    Ho scritto sopra: Sissi sta male! Leggi il commento a Red (#55). Domani chiamo il veterinario!
    Che iella, ci fossi stato oggi l’avrei portata subito! :(((((

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  7. Questo post mi fa pensare a quanto sia potente e grande la mente ricordandomi che purtroppo molti uomini ne utilizzano ben poca.Forse molti non sanno come utilizzare il propri cervello percio’ non riescono a essere liberi forse dovremmo prendere lezione dai maestri buddisti o dalle altre filosofie orientali cancellando la cultura che ci viene imposta dalla nostra societa’ legata al reprimere la natura umana.FORSE….(grazie! la mia mente in questo blog si sente libera)

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  8. x yasmine: grazie cara, ricambiato! 🙂

    x Red e Sofia: per il veterinario – che ho sentito al telefono – si tratta di una banale faringite, forse dovuto anche alla corrente d’aria: io ho lasciato le due finestre aperte perche’ altrimenti li’ era troppo caldo, ma mi dicono che la scorsa settimana il tempo era brutto e c’era dunque molta aria. Avevo chiesto alla cat sitter di chiudere una finestra se si fosse accorta che il tempo volgeva al peggio, ma non e’ che risiedeva li’…
    Il vet dice che non mangia perche’ avendo mal di gola le passa la voglia.
    Le ho comprato ed iniziato a dare gli antibiotici del caso.
    Il fatto che Julius goda di ottima salute lascia pensare che non si tratti di qualche virus pericoloso…

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  9. x ocramasil: il controllo delle emozioni con le tecniche buddiste sono ampiamente ben valutate anche dalla scienza occidentale, infatti. Lo stesso Dalai Lama collabora con esperti occidentali sulle ricerche a proposito degli effetti positivi della meditazione sulla mente umana. E pare sia molto curioso e divertito! ;D

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  10. Libertà…una di quelle parole grosse come amore di cui si parla tanto, ma pochi sanno cosa siano veramente. La libertà in senso assoluto credo che non esista…Credo sia umanamente impossibile non essere condizionati dalla nostra stessa storia, dalle circostanze, dall’educazione ricevuta…alla fine per quanto possiamo mettere in discussione tutto, più o meno incosciamente se ne resta condizionati. Quando viene tolta la possibilità di vivere, di vivere per realizzare la propria natura e i talenti…ecco lì, viene a mancare la libertà più importante che é quella di far brillare la propria luce, di realizzare il personale destino, di arrivare alla fioritura dell’essere. Sì, con il pensiero si può andare dove ci pare, immaginare qualsiasi cosa, ricordare o proiettarsi nel futuro…é importantissimo in alcune situazioni poter evadere con il pensiero. Quella dei prigionieri é una situazione particolare ed estrema che lede prima di tutto la dignità umana e penso che solo chi l’abbia vissuta possa capire come davvero ci si possa sentire in condizioni simili…credo ci voglia una grandiosa forza interirore e una gran voglia di vivere per resistere a tanta violenza fisica, psicologica ed emotiva. Io penso che siamo veramente liberi, quando facciamo le cose che amiamo, che ci fanno stare bene, perché in quell’azione stiamo realizzando il nostro destino, la nostra natura. In amore, penso che dove abita l’amore vero, ci sia anche libertà, rispetto dell’individualità di ognuno…altrimenti non é amore, é altro. Come va con i micetti? Un caro saluto a te e ai mici. A presto Gio

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  11. x SoloAnima: grazie, sei molto gentile 🙂 A dire il vero ultimamente non riesco nemmeno a curarlo molto a causa degli impegni lavorativi 😦 spero di avere presto un periodo un piu’ tranquillo 🙂

    x red: sai, ieri sera rientrando mi ero un po’ spaventato, sembrava davvero respirare a fatica; probabilmente pero’ era cosi’ perche’ era agitata, quando si e’ calmata, le si e’ un po’ calmata anche “l’asma”… Certo fa una gran tenerezza 🙂 Spero davvero le passi presto!
    Grazie, daro’ il tuo bacio ai mici! 🙂

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  12. x Gio: a me e’ piaciuta la definizione di liberta’ come “possibilita’ di scegliere” che ha dato Cristina nel commento #33. Anche io ho scritto che la “liberta’ assoluta” e’ soggettiva: in una societa’ cio’ che sarebbe liberta’ per uno potrebbe comportare la non-liberta’ per altri, ad esempio. Quello di poter scegliere liberamente, seppure tra “paletti di buon senso” e “buon vicinato”, mi pare un buon approccio.
    Sui micetti, se scorri i commenti leggerai che Sissi non sta molto bene 😦 ma si spera non sia nulla di troppo serio 🙂
    Grazie per l’interessamento :))) Salutone a te!

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  13. x happy: sono rimasto a lungo a riflettere sulla tua sintesi, la trovo azzeccata, anche se a mio parere non va sottovaluto anche il potere dell’ignoranza, ovvero il non sapere nemmeno che esiste alternativa. In fondo la condivisione, anche di post come questi nei vari blog/forum… , serve anche a questo: diminuire l’ignoranza su certe tematiche.

    x belllissima: grazie cara :9 Suggestiva immagine 🙂

    x AnnA: evvabbé… come si dice “E’ inutile dare da mangiare a un lupo: guarderà sempre verso la foresta” ;D

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  14. Fammi sapere come sta Sissi, mi raccomando !!!
    Potrebbe proprio essere una faringite. Mi sembra sia già capitata anche a uno dei gatti di mia zia.
    Aspetto tue notizie
    Un bacio alla povera Sissi (e anche a te)

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  15. x Laura: si, anche il veterinario, seppure consultato solo telefonicamente, è di questo avviso. Oggi ho iniziato con gli antibiotici. Mi pare perfino leggermente migliorata, o perlomeno non è peggiorata…
    Grazie, l’ho coccolata per bene Sissi, ma le darò anche il tuo bacio 🙂

    x Red: ahahah bellissima l’immagine! Sì, forse quest’inverno dovrò metterle un berretto simile! 😉
    Recapiterò il bacino! 🙂

    x Sofia: guarda… non credevo di essere rimasto così indietro con saluti e visite 😦 Mi ci vorrà ancora domani per pareggiare 🙂
    Grazie, buonanotte anche a te!

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  16. Beh, il post è bellissimo e ricco di spunti di riflessione, la storia di Aziz davvero sconvolgente… Personalmente ritengo che la libertà sia un’ideale più che un mito, o un’idea se vuoi, e come tale appartenga alla mente, non al cuore né al corpo. In definitiva sono assolutamente d’accordo con la tua visione delle cose e con l’amato Saint-Exupery. Complimenti a Mary, finissima pensatrice ( bella “lotta” fra voi due, eh…) 🙂 Dammi notizie di Sissi quando puoi. Un bacione *danj

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  17. Ciao 🙂 Noooo, ti ringrazio ma non mi pongo davvero in competizione con lei 🙂 Abbiamo un modo di… bloggare completamente diverso, non paragonabile se vuoi, ma al suo stile e alla sua capacita’ nello scrivere non mi avvicino nemmeno lontanamente 🙂
    Sono contento che sulla liberta’ la pensiamo allo stesso modo.
    Sissi sta apparentemente un poco meglio: e’ sempre senza voce ma non mi pare abbia piu’ quel respiro difficoltoso che aveva l’altro ieri sera! :))))))
    Bacione a te! :*

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  18. Finalmente riesco a entrare nel tuo blog, Wolf… Ieri Splinder, faceva i capricci, e anche oggi un pò… Comunque, post eccellente, interessante e intenso… La mia idea di libertà, quella vera, è la libertà della mente e dell’anima, non tanto quella del corpo; quando si è legati con ceppi e corde, la tua mente, la tua anima, la tua fantasia, le tue parole possono lo stesso volare, libere, nel mondo della poesia, dell’arte, della musica, della voce… Quando si imprigionano anche la mente e il cuore, l’essere umano, anche se, materialmente è libero, “non bloccato da corde e catene”, è incompleto, non è libero di sprigionare, far uscire la sua personalità e la sua fantasia… Mi segno questo libro… Un abbraccio immenso e buona giornata!
    Giulio

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  19. x tumbergia: ahahah ma certo! Festeggio il lieto evento! 🙂
    Grazie, in realta’ non faccio poi granche’, c’e’ chi davvero fa molto di piu’… e ne sono contento, ovviamente!! 😉

    x primaemme: ciao 🙂 Sono d’accordo con la tua “analisi-riassunto”, condivido ampiamente.
    Ah… sono stato a… Stoccolma e dintorni.
    Abbraccione anche a te 🙂

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  20. olà!
    poco fa ho pensato a te, a Sissi e e Jiulius…
    il tg2 parlava di un gatto che allontanatosi dai suoi padroni è riapparso sulla strada di casa… dopo ben 9 anni!!!
    é stato quindi rivalutato il senso di attaccamento degli amici felini, in barba a chi li voleva egoisti ed indipendenti… ma queste son cose che tu conosci già… 🙂
    lasciamo la scoperta dell’acqua calda a chi è in vena di far chiacchiere…
    Buon proseguimento di giornata
    Aicha

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  21. x Aicha: ma io sapevo che il senso dell’orientamento dei gatti era proverbiale 🙂 Per questo quando qualcuno si allontana e non torna a lungo e’ ancora piu’ preoccupante. Quello che non sono attaccati alle persone e’ un luogo comune vecchio e falso, sopravvive solo perche’ e’ radicato nelle credenze popolari 🙂
    Grazie, buona serata a te! 🙂

    x Red: ufffff!!! Mi vuoi proprio malinconico, eh??? 🙂 Ok, piu’ tardi passo…
    Sissi non la vedo da stamattina, comunque mi pareva stesse un po’ meglio, il respiro era piu’ regolare, meno forzato, ha anche mangiato un po’. Le manca ancora la voce, ma in generale la vedo meglio 🙂
    Ricambio la carezza!

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  22. 🙂 latito causa esaurimento nervoso lavorativo. Io le mie origini Salentine le ho solo nel DNA. Non ho mai vissuto in Italia. Vivo nella Svizzera Tedesca da quando son nata, non ho mai preso la cittadinanza però. Quindi se vedi tanti piccoli errori quando scrivo, ora sai perché :-)) buona serata

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