Smettere di soffrire per un amore perso o irraggiungibile

Voglio riproporre un tema del quale parlai parecchio tempo addietro da un’altra parte.

cuore al piedeL’argomento è: si puo’ smettere di amare e dunque di soffrire per una persona irraggiungibile o ormai persa?

Un interruttore non esiste, pero’ senz’altro ci sono molti accorgimenti che possono aiutare.

La comprensione dei motivi per cui non puo’ e non potrà mai funzionare, puo’ togliere dalla testa l’illusione, la speranza, che prima o poi quella persona cambierà idea. Dopo la testa, continuando a tenerlo presente a sé stessi – soprattutto ogniqualvolta il pensiero di questa persona ritorna – ovvero esercitando l’arte della ripetizione, si puo’ convincere anche la parte più difficile, il cuore (in realtà l’inconscio), a mollare la presa ed a “lasciare andare”.
Esistono perfino metodi di autoipnosi o mantra che non fungono da bacchetta magica ma, proprio sfruttando la ripetizione (l’inconscio in fondo è stupido: crede a qualunque cosa gli venga ripetuto abbastanza a lungo) possono aiutare, soprattutto se fatti con convinzione (ecco anche qua l’importanza di comprendere fino in fondo che evidentemente è andata come doveva, o come poteva, andare).
In parte non sono nemmeno meccanismi sconosciuti: a chi non è capitato, giunto al limite di sopportazione, di ripetere “ossessivamente” nella propria testa “basta! Basta! Basta!” o un’altra frase o parola analoga?
Si puo’ anche ricordare constantemente a sé stessi che più il cuore e la mente sono liberi, più facilmente puo’ compiersi il “miracolo” dell’arrivo di qualcun altro che riempia quello spazio vuoto. Spazio che, se non è vuoto, non puo’ essere riempito.

litigioNaturalmente non si puo’ premere un interruttore e cancellare quella mancanza, ci vuole tempo. Ma ad un certo punto si arriva ad una svolta, una svolta nella quale ci si rende conto che il distacco è avvenuto o sta avvenendo. A quel punto, diventa scelta: dirsi “è giusto così” e distogliere il pensiero non accettando di tornare indietro nostalgicamente a “prima”; oppure, farsi prendere da quell’ingiustificato senso di colpa che dice “no! Non puoi cancellarla! E’ una persona che hai amato! Non è giusto!” o dal risveglio del ricordo di quel viso, quei gesti, quell’amore, operato dalla solitudine: bisogna sempre ricordarsi che, per quanto si possa essere soli e per quanta solitudine ci possa essere nel futuro, le persone sbagliate o che ormai fanno inesorabilmente parte di un passato che non esiste più, non ne potrebbero mai esserne la soluzione.

Sembra strano, ma se per un primo periodo la sofferenza è inevitabile, ad un certo punto diviene una precisa scelta.

abbraccio

133 pensieri su “Smettere di soffrire per un amore perso o irraggiungibile

  1. x rigirandola: per me si puo’ smettere anche di amara, o meglio, si smette di amare. Mi e’ capitato spesso di scrivere che un amore “sano” non sta li’ a farsi prendere a “calci in faccia”, ha una sua dignita’: quando non e’ ricambiato o “non trova le condizioni”, a poco a poco si spegne.
    Non credo nell’amore eterno anche se non ricambiato dei poeti. Non e’ ne’ “sano” ne’ naturale.

    In realta’ non so cosa “traduco” 😀 Certamente io non invento nulla, credo 🙂 Cio’ che scrivo e’ una rielaborazione per lo piu’ inconscia di tutto quello che e’ il mio passato, vissuto o letto che sia. E nel mio passato non c’e’ solo buddismo. Ci sono tante cose.
    Un casino insomma! 😀

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  2. Condivido pienamente quel che dici. Anche io ho sperimentato la fine di amori quando si assiste alla mancanza di rispetto. L’amore non puo’ esistere senza rispetto, ne sono pienamente convinta-sulla mia pelle-, infatti-a ben pensarci- mi riferivo ad amori non consumati 😦 … forse-e dico forse-idealizzazioni.

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  3. Olà! Scusa se “imbratto” il tuo bel post con cose terrene… ma mi sapresti spiegare che paturnie sta mai passando il comando contatore..? 😉
    Ho mica combinato io un patatrac a livello di codice?! :O
    A presto

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  4. Ciao.
    In ogni caso anche il tempo fa il suo lavoro, soprattutto se, come dici tu, lo si vuole…
    Non so se può aiutare qualcuno, io composi pure una poesiola che mi ripetevo quando mi tornava alla menta, con il concentrato dei suoi difetti/punti di debolezza…Anche quella funzionò…
    Faeva così:
    A me non me ne importa!
    Zavorra! Zavorra!
    Pigro chiuso e tirchio!
    Zavorra! Zavorra!

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  5. x rigirandola: … e le idealizzazioni non sono amori 😉 Anche per gli amori non consumati vale il medesimo discorso di quelli finiti… Anzi, talvolta quelli che si pensa essere finiti, in realta’ ad un attento esame si riconosce non essere mai davvero iniziati…

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  6. x Lands: ahahahah “Se incontri Cupido, uccidilo!” insomma! ;D

    x Aicha: no, anche a me sono spariti i numeri e rimane solo un “loading”. Non e’ la prima volta; tu non c’entri, non toccare il codice! 😉

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  7. Infatti, avevi incominciato a raccontarti…perchè non vai avanti. Sono curiosissima. Ora di che ti occupi? Sei uno scrittore, o un predicatore, o uno psicologo o simile? Ma dimmi,a che ti serve tutta questa reception? Tanto, pochi ti danno o ti daranno retta, a mio parere solo quelli che hanno una sensibilità estrema o che stanno vivendo una forte crisi…oppure a raccogliere materiale di vita? Però devo dirti che sei bravissimo, non è facile ricevere e dare confidenza, amicizia e forse amore.
    Dai, confidati, io sono la tua amata consigliera…che ne dici?
    Consulterò per te i miei Tarik.
    Ciao
    Fer/

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  8. Diciamo che l’amore si fa più sentire proprio quando una persona l’hai persa oppure è irraggiungibile.. e poi non si può smettere di amare, nonostante tu speri di dimenticare o buttar via ogni ricordo che ti riconduce a quella persona..
    Non ci sono cure.. però spesso un nuovo amore può risolvere tutto ma questo ciclo di sofferenze potrebbe anche ripetersi..
    Un sorriso 🙂
    eL3cTr4

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  9. Cara Fer… “Se potrò impedire ad un cuore di spezzarsi, non avrò vissuto invano. Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena, o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano.” (Emily Dickinson)
    Ha importanza quanta gente segue le parole che vengono dette? Chi scrive, lo fa solo in funzione del numero di persone che lo leggono? Se tu sapessi di aver in qualche modo aiutato anche solo una persona… non ne saresti comunque contenta?
    In realta’ penso che tu abbia ragione, ho scritto cosi’ diverse volte: le persone imparano dalle esperienze vissute, dallo “insegnamento diretto”; quasi mai o solo parzialmente dalla “teoria”. Sono proprio le persone che sono gia’ quasi alla fine della salita (o della discesa, fai tu), che sono pronte a dare una svolta, quelle che traggono aiuto immediato dalla teoria. Uno scritto, perfino un semplice aforisma, puo’ essere per loro la goccia che fa traboccare un vaso che e’ gia’ pieno. Ma anche chi legge con attenzione, seppure non attua una svolta immediata, “immagazzina”, come fosse un terreno che riceve dei semi. Col tempo, se le condizioni saranno buone, quei semi germoglieranno. Allora poco importera’ se cio’ che quelle persone faranno o diranno, verra’ considerata farina del loro sacco o qualcosa che avevano appreso e poi “archiviato” in attesa di essere utile. Anche io non scrivo nulla di nuovo, sono tutte cose gia’ lette, gia’ sentite, seppure messe sotto una forma “personalizzata”. Vedi, io ho una pessima memoria: ricordo i concetti, non le parole, i nomi, le date… Ma in realta’, seppure non me ne ricordo 😀 , sono sicuro che il 95% delle cose che racconto sono quanto ho ricevuto a mia volta e che e’ stato poi immagazzinato ed elaborato.
    Quasi nessuno, solo rarissimi geni, inventano davvero qualcosa di davvero nuovo.
    E comunque, scrivere aiuta a fissare i pensieri di chi scrive. E questo non e’ una cosa da poco 🙂

    Questo di oggi e’ in realta’ un mio scritto vecchio di due-tre anni; se dovessi riscriverlo da capo oggi, probabilmente sarebbe diverso, ma il “me di tre anni fa” non e’ “piu’ sbagliato” del “me di oggi”, e’ semplicemente diverso; esso si rispecchia in un “pubblico” diverso rispetto a quello in cui mi rispecchio io adesso. Entrambi quindi possono essere utili, seppure a persone diverse, cosiccome entrambi hanno, o stanno apprendendo, da persone diverse.
    Se leggerai le mie risposte ai commenti (come questo ad esempio, perche’ no?), capirai che io cerco uno scambio, non mi pongo ne’ da psicologo ne’ – tantomeno! – da predicatore. Io lancio, ma raccolgo anche… forse piu’ di quanto do.

    Cosa sono i Tarik? E in che modo pensi di farmi da consigliera? 🙂 Proponi…

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  10. x eL3cTr4: personalmente non sono d’accordo, tutti smettiamo di amare una persona con la quale il rapporto si e’ rotto, prima o poi. Quello che rimane puo’ essere un voler bene, un affetto, puo’ essere sprito di possesso, solitudine alla quale diamo la maschera della persona con cui stavamo. Come ho scritto nel commento #3 a Rigirandola “per me si puo’ smettere di amare, o meglio, si smette di amare. Mi e’ capitato spesso di scrivere che un amore “sano” non sta li’ a farsi prendere a “calci in faccia”, ha una sua dignita’: quando non e’ ricambiato o “non trova le condizioni”, a poco a poco si spegne.
    Non credo nell’amore eterno, anche se non ricambiato, dei poeti. Non e’ ne’ “sano” ne’ naturale. “

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  11. Wolfghost l’amore non può sparire da un momento all’altro, anche se rompi il rapporto con una persona.. ed è qui che soffri! Perchè continui ad amarla anche se ti ha fatto del male, è solo questione di tempo e tutto passerà.. ma fin quando non passa si soffre.. naturalmente non è così per tutti, è solo una mia opinione, non siamo tutti uguali!
    Un sorriso 🙂
    eL3cTr4

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  12. C’é sempre una via di mezzo quella interiore esistente che fa da discriminante nel rapporto tra due persone; dipenderà sempre da come ci si é lasciati, quali fili si sono rotti, e quanto di essi é andato perso. Ritengo che dipenderà dall’unione costruita nel tempo tra i due per un’eventuale riappacificazione, sapendo che nel cuore degli uomini vive come una fiamma costante la “SPERANZA”. Grazie per l’opportunità del commento.taoista

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  13. x Anna: magari il tuo fosse il giusto premio a cui arrivano tutti quelli che hanno sofferto per amore, purtroppo non e’ scontato che sia cosi’ 🙂 Ma quando lo e’… be’, e’ piu’ facile sapere cosa si ha per le mani, apprezzandolo di piu’… 😉

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  14. x Irene: bene, ne sono contento 🙂 Benvenuta sul mio blog 😉

    x eL3cTr4: guarda che stiamo dicendo la stessa cosa, non ho mica scritto che esiste una “bacchetta magica” che agisce all’istante, anzi…
    Volevo tuttavia sottolineare il fatto che il “lutto” naturale per la perdita di una persona amata e’ generalmente piu’ breve di quanto abbiamo “imparato” a farlo durare, un po’ per senso di colpa, un po’ per dipendenza, un altro po’ per tante altre cose che con l’amore hanno poco a che fare…

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  15. x Nuovo: io parlo di rapporto finito definitivamente. Non sono d’accordo a riguardo della “speranza” che citi; la speranza, che e’ spesso la nostra principale amica e risorsa, si trasforma nel nemico ultimo e piu’ acerrimo: sperando nel miracolo, rimaniamo appesi ad una situazione o una persona che ormai si deve accettare di lasciare andare.
    Che poi il rapporto, col tempo, possa trasformarsi in qualcosa di diverso, questo e’ altro discorso.
    Restano esclusi da questo post, i rapporti in “crisi”, magari anche grave, ma non “finiti inesorabilmente”. Su questi ultimi, sono d’accordo: vale ancora la pena di non arrendersi e giocarsi tutte le proprie carte.

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  16. IO SN STATA INNAMORATA UNA SOLA VOLTA E LO PENSO ANCORA (a volte)….NON LO SMETTERò MAI DI AMARE ANCHE SE So CHE non torneremo mai più insieme…voglio il suo bene e che lui stia bene…anche se quando mi lasciò sono stata malissimo…ma come potrei volere il suo male? non ci riesco proprio..

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  17. x Gabry: chi ti ha detto di volergli male? 🙂 Ma tra “non voler male”, “voler bene” e “amare”, c’è una bella differenza. Anche io voglio tutto il bene possibile per le ex-compagne che ho avuto 🙂 questo però è un altro discorso.

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  18. x pioggiacalda: probabilmente ci sei passata, immagino… e hai provato ad uscirne cosi’… Risultato? Premesso che un periodo di “lutto” e’ inevitabile, ha funzionato? 🙂

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  19. A parer mio l’Amore è solo uno nella vita; tutti gli altri sono imitazioni, allucinazioni, illusioni che ci facciamo. Sono tali quando diventano spettri, demoni che ci perseguitano e ci fanno star male.
    Sintetico, ma preciso? Perdonami, sono molto di fretta in questi giorni 🙂 Buona settimana!

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  20. Buongiorno Wolf,
    io credo che alcune persone, che si sono amate, si portano dentro per tutta la vita.
    Con il passare del tempo si impara semplicemente ad amarle in maniera diversa.
    Certo la sofferenza, come sottolinei bene tu è inevitabile al momento del distacco.
    Credo sia naturale e fisiologica alla fine di un qualsiasi rapporto d’amore.
    E tutto sommato la si mette pure in conto.
    Ma è altrettanto vero che perpetuare un comportamento di vero e proprio masochismo risulta assolutamente nocivo e decisamente poco accettabile.
    Bisogna prendere atto quando un rapporto è finito e voltare pagina.
    Con coraggio.
    Ma siamo sempre allo stesso punto della prima volta che ti ho commentato. Non tutti ci riescono.
    Sono scelte che ognuno fa volontariamente ben consapevole delle conseguenze cui va incontro.
    Se si decide di percorrere una strada credo si sappia sin dall’inizio le condizioni della stessa, quanto sia lunga e dove porti.
    Per cui alla fine inutile lamentarsi.
    Un caro saluto.
    Giò

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  21. Magari ci fosse l’interruttore! 😀
    Forse solo il tempo e il rendersi conto dell’impossibilità del nostro sogno…prima o poi ci si arriva.
    Un saluto (ho perso qualche tua puntata causa febbre ..)

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  22. Ho imparato che l’amore, non il tempo, cura le ferite (S.Bambaren)…forse proprio l’amore per se stessi e lo sguardo rivolto verso l’orizzonte attendendo un nuovo sorriso…almeno spero.Sempre bellissimi i tuoi post complimenti! 🙂

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  23. x Ram87: in generale credo che ogni amore abbia una componente di… “altro”; credo che l’amore davvero puro sia davvero raro, di solito e’ frammisto ad almeno un pizzico di possesso, dipendenza, aspettative… Cio’ e’ perche’ e’ l’essere umano stesso ad essere, per definizione quasi, imperfetto; come puo’ esserlo il suo amore?
    Il problema arriva quando le “altre componenti” prendono il sopravvento e di amore ne rimane ben poco…

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  24. x Gio’: ti sembrera’ strano, ma… concordo pienamente. Come ho scritto al commento #29, tra “voler bene” e “amare”, c’è una bella differenza. Certo, in senso lato e’ sempre amore, ma… be’, credo che la differenza la sappiamo tutti.
    Per il resto, non e’ che mi aspetto che tutti ci riescano, tutt’altro 🙂 Mi piacerebbe leggessi il commento #14: e’ un po’ lungo ma esprime bene cio’ che penso al riguardo 😉

    Infine, sull’inutilita’ di lamentarsi “dopo” perche’ in realta’ si sa fin dall’inizio dove si va a parare o perlomeno i rischi che si corrono… non mi sento di parlare per tutti, ma per quanto mi riguarda sono totalmente d’accordo ;D

    Ricambio il caro saluto 🙂

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  25. x flame: eheheh gia’, magari ci fosse il tasto “on”/”off” 🙂 Pero’… non trovi sarebbe pericoloso? Magari saremmo tentati di usarlo alla prima difficolta’, persino quando la relazione puo’ ancora essere salvata :-}

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  26. x NellAnimaMia: conoscevo l’aforisma di Bambaren – che apprezzo molto – anche se credo che anche il tempo serva, quando manca quell’amore che davvero funzionerebbe da bacchetta magica 🙂 Mi piace molto invece la tua frase, nella quale mi ritrovo pienamente e che ha la forza di un’aforisma per la sua concisione.
    Chissa’ quanti di noi nel corso della loro vita dicono o scrivono aforismi belli come e forse piu’, di quelli scritti da persone famose… Salvo che i nostri si perderanno come tracce nella sabbia in una giornata ventosa…

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  27. x Dalloway: Bé… perlomeno vivono al di sotto delle loro possibilità. E poiché l’esistenza è una sola, non è una cosa da poco. Il motivo, certo, quello può cambiare: in sintesi può essere per insicurezza o per ignoranza. Purtroppo il risultato è però il medesimo.

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