Le battaglie della nostra vita

LPossono essere battaglie contro un nemico che è fuori o dentro di noi, un nemico in carne ed ossa, col quale non è possibile dialogare, costituito da una persona o da un “sistema”, oppure un fantasma che appare e scompare inafferrabile nella nostra testa e che infesta i nostri sogni e le nostre speranze.

Possono essere le sfide del cambiamento, o quelle per resistere in una situazione ingrata.

Non tutte le battaglie sono da combattere pero’. Bisogna avere la saggezza di non buttarsi in sfide inutili, che non possono essere vinte, oppure di così scarsa importanza da non valere l’energia ed il tempo che gli si dedicherebbe.

Ci sono battaglie che proprio non possiamo permetterci di perdere; altre per le quali vale la S. Giorgio che lotta col drago - 1505 -  Raffaele Sanziopena di combattere perché, anche se possiamo essere sconfitti, sarebbe un disonore per noi stessi non avere nemmeno il coraggio di ingeggiarle nonostante la loro importanza.

Non permettiamo alla nostra inerzia, alla sfiducia in noi stessi, al “quieto vivere”, alla paura di non farcela, di non mettere tutto noi stessi, corpo, cuore ed anima, nelle sfide che possono davvero cambiare la nostra vita.

Al di là del risultato, chi non combatte, le ha già perse in partenza.

Pubblicità

0 pensieri su “Le battaglie della nostra vita

  1. Ciao Nuovo 🙂
    Ma vedi, il “governare l’io”… è già un’azione, forse non fisica, ma lo è. Anzi, è una delle azioni più importanti in assoluto. La “non-azione” del Tao, è azione anche essa. E’ chiaro pero’ che maestri come Lao Tze, avevano necessità di esprimersi parlando di “non-azione”, altrimenti… chi li avrebbe capiti? 🙂

    “IMPEGNO [scritto da seguaci del Tao]

    La preda incrocia la tigre che a volte osserva soltanto, altre volte si avventa sicura, ma sempre agisce.

    Durante la nostra vita ci si presentano infinite opportunità ma e’ necessario approfittarne.
    La tigre vive adattandosi alle situazioni; se vede una preda, ma non e’ pronta a cacciarla, la lascia andare. Ciò e’ comunque agire. La tigre scorge la preda, ma non interviene. Viceversa, quando l’animale e’ preparato a cacciare la preda, la bracca senza alcuna esitazione. Nessun senso di colpa, nessun ripensamento interferiscono con la purezza della sua azione. E’ una questione di impegno. Qualunque cosa ci venga incontro nella vita, dobbiamo affrontarla con impegno. Possiamo riceverla, modificare le circostanze e poi abbandonarla. In qualsiasi modo scegliamo di comportarci non dobbiamo mostrare alcuna apatia.
    Solo allora saremo pronti, solo allora saremo in grado di scegliere.”

    Come Lao-Tze volle:
    “la luce spirituale nasce dall’interiorità, e quando gli uomini sono interiori e raccolti, le loro facoltà interne si acquietano, i loro pensieri sono tranquilli, i loro occhi, le loro orecchie sono chiari, ed ossa e tendini sono forti. Diventano autorevoli, mai polemici, sono fermi e forti, mai stanchi; giusti in ogni cosa, mai inadeguati.”

    "Mi piace"

  2. Sì…mi sembra molto giusto distingure…da un lato non bisogna adagiarsi nel quito vivere (che poi diviene un non-vivere) dall’altra l’umiltà di cui parlavi nell’altro post e l’intelligenza del cuore (bellissima categoria pascaliana) di capire quando una battaglia è inutile. Ora per esempio io sono impegnata in una battaglia che vale davvero la pena vivere, la guarigione di papà….

    "Mi piace"

  3. Nella Vita non ci sono battaglie perse se non quelle che non vogliamo nemmeno combattere . Questo è il frutto di un percorso di crescita personale, ma non troppo! E’ lento e difficile il processo di crescita interiore che molti di noi ricercano ma sentono spesso difficile o impossibile, quando invece la crescita passa molto spesso attraverso un semplice cambiamento di ottica, attraverso un nuovo modo di vederci o di intendere la nostra vita quotidiana.
    Emerson scrisse di Napoleone: “Non vinceva mai per caso, ma le sue battaglie erano già vinte nella sua testa, prima che sul campo”.
    È di estrema importanza educare la volontà, che resa più energica e sicura infonderà una forza illimitata di irradiazione in noi stessi e in quanti ci circondano.
    Esercitando la volontà potremmo fare tutto ciò che vogliamo : indirizzare le nostre idee verso obiettivi prefissi, con la certezza di raggiungerli; controllare tutte le vostre azioni ed incanalare positivamente tutte le nostre energie.
    Colui che non ha forza di resistere agli ostacoli che si oppongono al conseguimento di un suo ideale e non sa guardare con serenità alle difficoltà necessarie per superarli si crea un abito mentale che lo costringe, già all’inizio dell’impresa, a ritenersi non idoneo, pertanto si scoraggia, si spaventa e crede, a torto, di non poter mai conseguire la vittoria. Le battaglie della vita vanno affrontate con coraggio, non ci si ritira di fronte ad esse: più sono difficili, più gustoso sarà dopo il sapore della vittoria.

    Ti lascio una buona domenica

    dora

    "Mi piace"

  4. Wolf, é quello che speravo dicessi, in tanti, sentendo parlare di non-azione, concludono: ecco i soliti fannulloni…per brevità ho sintetizzato il concetto taoista con non-azione…grazie per aver fatto il chiarimento; avrei dovuto farlo da me…e cioé una azione non inficiata dall’io é comunque un’azione che viene fatta nella corrente del Tao. un saluto taoista

    "Mi piace"

  5. “Non tutte le battaglie sono da combattere, però”, scrivi. In questo periodo sto leggendo il Don Chisciotte, romanzo che offre interessanti ed alternativi punti di vista sul tema del “combattente”. Quando il nostro viaggia a cavallo di Ronzinante in cerca di cavalleresche avventure, e maldestramente difende gli oppressi o lotta rovinosamente contro i mulino a vento, secondo l’ottica di “non tutte le battaglie sono da combattere” sta combattendo battaglie perse in partenza, battaglie inutili, umilianti e assolutamente non realistiche.
    Invece, la poesia di quelle lotte senza speranza e senza futuro sono di una bellezza, di una tenera drammaticità che impietosisce e attrae, che ci vorrebbe tutti come speranzosi Don Chisciotte, tessitori di sogni impossibili e tenacemente cercati e voluti…
    In qualche modo, la battaglia è come un viaggio, la cui ragione è viaggiare. Della battaglia l’unica ragione è combattere: con se stessi, contro i propri limiti, accanto al mondo o contro di esso, per creare un nostro personalissimo ideale o per distruggerne altri mille. In fondo, tutti noi – generazione senza lotte e senza ideali forti – sappiamo bene quanto rimpianto e quanta nostalgia ci sia verso quelle epoche in cui si lottava per “qualcosa”, e quel qualcosa era del tutto accessorio. L’essenziale, infatti, era solo nell’uomo.
    V

    "Mi piace"

  6. x Lidia/affabile: caspita Lidia, sì, la tua è una battaglia da vivere fino in fondo…

    x Nuovo: ovvio che il chiarimento non era per te, ma per chi, leggendo, avrebbe forse potuto fraintendere parole chiare per chi già conosce queste tematiche, ma “con trappola” per chi magari vi si affaccia la prima volta 🙂

    "Mi piace"

  7. Certo, Romaticaperla, è proprio così: il primo passo, quello di decidere dove impegnarsi e dove non farlo, è forse il più importante.

    Cara Dora… bellissime parole le tue, potresti scrivere un libro degno del miglior motivazionista 🙂 Se per “vincere” ci riferiamo alla crescita personale, allora sono al 100% d’accordo con quanto scrivi: perfino se non raggiungeremo l’obiettivo prefissato, sarà come una vittoria.
    Perché la ricompensa è davvero nel viaggio, nel come avremo speso il nostro tempo e le nostre energie.
    In quanto a raggiungere quell’obiettivo… bé, non so se sia davvero sempre possibile…

    Mi ispiri questa storiella:
    Su un ring si incontrano due atleti, entrambi traggono dal loro cuore e dalla loro mente la sicurezza della vittoria finale, dando così fondo a tutte le loro energia e valore.
    Uno dei due alla fine perderà… ma gli applausi saranno per entrambi, ed entrambi alla fine della loro vita, ricorderanno con piacere quella sfida…

    "Mi piace"

  8. E’ così, mio caro, come hai raccontato nella storiella. Impegnarsi con tutte le proprie energie , con tutta la propria serietà e motivazione. Se poi la vittoria non arriva ci saranno gli applausi, almeno da parte mia per me stessa per non aver lasciato prima di combattere. Penso dipenda, comunque, molto dal carattere e dalle motivazioni, ma soprattutto dal carattere, Io per es, sono di quelle che non mi fermo davanti a niente se credo nella cosa/azione che sto per fare. Sono testarda e decisa. Se la cosa non mi interessa non comincio proprio.

    dora

    "Mi piace"

  9. x l’utente anonimo: caro V, Don Chisciotte ha scelto quali battaglie combattere. Per lui sono battaglie che valgono la pena di essere combattute, lui crede davvero di poterle vincere. Per questa “onestà di propositi”, la sua è una giusta lotta. Anche se “da fuori” puo’ apparire perfino patetica.

    Tutti possiamo vincere o perdere, nel tentare di raggiungere un traguardo che abbiamo scelto e ci siamo prefissati. La differenza è nel sapere, in ogni caso, di aver combattuto una battaglia giusta. Se così sarà, allora noi ci saremmo comunque accresciuti, perfino nelle nostre sconfitte.
    Ho scritto nel commento precedente un breve racconto, ispirato dall’intervento di Ilavi, pur di tenore opposto al tuo.
    Mi piacerebbe lo leggessi anche tu 🙂

    "Mi piace"

  10. Già, Dora 🙂 La tua principale dote dunque sta’ proprio nella “giusta scelta” delle tue battaglie: una volta che hai scelto, le porti “semplicemente” fino in fondo. E’ cio’ che io chiamo simpaticamente “mettere il pilota automatico”: una volta deciso, si deve andare avanti, pur attraversando periodi di anche forte avversità, momenti nei quali si avrebbe voglia di mollare.
    Solo se ci si rende davvero conto che ormai la battaglia è persa, si deve avere la forza di riconoscerlo e accettare quella che a quel punto sarà un’onorevole sconfitta.

    "Mi piace"

  11. òilavi,
    comìè possibile educare la volontà?
    se non con la stessa volontà?
    @wolf,
    bello il concetto della “non azione” anch’essa azione…
    ma la linea di demarcazione fra il lasciarsi vivere e la “non azione” dov’è?

    "Mi piace"

  12. Ciao lieve 🙂 La linea di demarcazione è semplice: è la costruttività della scelta. Si puo’ scegliere di chiudersi nella propria camera un intero giorno per recuperare da una spossante settimana ed essere pieni di energia domani, oppure farlo per indolenza, perché l’apatia ha preso il sopravvento. Nel primo caso la scelta è legittima; nel secondo, sarà meglio forzarsi nel cambiarla andando a prendere una sana boccata di rintemprante aria fresca 🙂

    "Mi piace"

  13. Ho sperimentato come l’intenzione e la convinzione che accompagna l’azione a volte sia più efficace dell’azione stessa… Alcune cose capitano indipendentemente dalle nostre scelte e spesso non dipende da noi poterle cambiare, ma l’atteggiamento nei confronti di esse, questa è una nostra scelta…
    A volte da un male può volgersi in un bene per noi…

    "Mi piace"

  14. @lievementeio

    Noi tutti abbiamo una volontà, ma spesso non lo sappiamo e non la utilizziamo,
    siamo incapaci di gestire le nostre emozioni, impulsi e desideri.

    La volontà ha la funzione di decidere che cosa si deve fare e quella di usare tutti i mezzi necessari per realizzare ciò che ha deliberato, perseverando nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà. Occupa un posto centrale nella personalità dell’uomo, è in intima relazione con il centro del suo essere, il suo vero io.
    per volontà si intende la capacità di percepirsi come “soggetto vivente”, dotato del potere di scegliere, di costruire rapporti, di operare cambiamenti nella propria personalità, negli altri, nelle circostanze.
    La volontà non si studia, ma si esperimenta… si allena, si rafforza.

    Ti riporto un aneddoto
    Il generale francese Turenne aveva l’abitudine di marciare risolutamente in prima fila quando portava l’esercito alla battaglia, e si era conquistato la reputazione di un grande coraggio. Un giorno qualcuno si congratulò con lui per il suo coraggio, e Turenne rispose: “certo che mi comporto come uomo coraggioso, ma ho paura tutto il tempo. Naturalmente non cedo alla paura, ma dico al mio corpo ‘trema vecchia carcassa, ma cammina’. E il mio corpo cammina”.

    La volontà non può agire sulle emozioni e sui sentimenti, non può controllarli direttamente; quindi non possiamo imporci di non avere paura, di non essere arrabbiati o di non essere tristi. Ma la volontà può determinare gli atteggiamenti fisici e gli atti esterni, può farci agire “come se” fossimo coraggiosi, “come se” fossimo sereni, “come se” fossimo di buon umore.
    Questo significa educare la volontà
    In Psicosintesi, questo concetto viene definito “volontà sapiente”, cioè quando la nostra volontà che non agisce con forza, ma con strategia.
    (estratto da Marcella Danon- Counseling- Red edizioni, 2000. Seconda edizione. )

    Ti consiglio di leggere
    Anche
    Come educare la volontà
    di Corominas Fernando Prezzo: € 12.00
    acquistabile on line su http://www.webster.it/page_home.htm

    ciao e grazie dell’attenzione

    dora

    "Mi piace"

  15. x Daruma: già, a volte quello che apparentemente è un male puo’ volgersi in bene e, sempre, si puo’ imparare… da tutto: cose belle e cose cose brutte… E’ vero: non possiamo controllare al 100% cosa ci capita, ma è quasi sempre come risponderemo ad esso, a fare la differenza.

    "Mi piace"

  16. Le uniche battaglie che riconosco sono quelle che insistentemente si ripresentano al mio Sè interiore, non sono esterne ma interne a me. Mi spiego meglio. Non posso rinunciare ad osservare riconoscere e rilasciare tutto ciò che per me rappresenta un ostacolo per la mia crescita, ma sicuramente posso non curarmi affatto di tutto ciò che è inutile e dettato solo dall’ego che pretenderebbe di vincere ogni battaglia :). Le battaglie da vincere sono quelle con se stessi, sono quelle del cuore. Dura spiegarmi qui amico mio, spero di esserci riuscita, bentornato ^_^ un abbraccio,
    Ele

    "Mi piace"

  17. Sono una che lotta sai..
    ma spesso mi lascio abbattere..

    Grazie del commento..forse è come dici tu..
    è una delle mie piu belle scritte sino ad ora..fatto col cuore..
    Buona Domenica
    *Runa*

    "Mi piace"

  18. x Ele: certo, le battaglie dentro di noi, sono spesso quelle che determinano le maggiori svolte nella nostra vita. Tuttavia spesso sono gli avvenimenti esterni che accendono la scintilla di qualcosa che, pur essendo già in essere, faticava a venir fuori.
    Voglio dire che, come sempre, difficilmente esiste qualcosa che sia davvero solo dentro di noi o qualcosa che ne sia davvero solo all’esterno. Sempre, una battaglia importante dovrà per forza di cose investire entrambi le parti…

    Grazie per il bentornato 🙂

    "Mi piace"

  19. Rose, una battaglia è fatta di tanti momenti, anche di brevi ritirate, perché no? Non è un peccato “cadere”, il peccato è non rialzarsi quando si puo’ ancora vincere.

    Buona domenica a te…

    "Mi piace"

  20. Sì hai ragione, d’altronde gli incontri con gli altri non sono mai casuali, in questo senso ciò che hai scritto è perfetto, ma non tutto ci tocca il cuore, solo questo, dobbiamo credo imparare a distinguere quando è il cuore che richiama la nostra attenzione oppure è l’ego. Questo era più o meno il senso che volevo dare alla mia risposta :))), un altro abbraccio!
    Ele

    "Mi piace"

  21. x Pallyna: prima di tutto benvenuta 🙂
    Bé, contro la stupidità è vero: non c’è rimedio, si possono solo prendere precauzioni (leggi: distanza ;)). Pero’… l’ignoranza è tale perché manca la conoscenza, e in questo forse si puo’ essere di aiuto… non credi? 🙂

    "Mi piace"

  22. “la natura insegna i perigli evitar quando essi son certi…” ma la regola non è ferrea.

    sono perfettamente d’accordo con te, non bisogna mai rinunciare ad iniziare delle battaglie che, pur nel nostro piccolo, possono essere in qualche modo vinte.

    io ci provo, ogni qualvolta mi è possibile

    "Mi piace"

  23. hai postato un quadro a me molto caro, “incubo”…
    condivido la tua idea, a volte essere consapevoli e responsabili significa avere il coraggio di lasciar perdere… tra queste battaglie “inutili” ci metto la battaglia contro il pronto soccorso: mi hanno investita venerdì sera e ho aspettato tre ore per niente, in radiologia, neanche un po’ di ghiaccio sulla contusione… meglio non prendersela (anche perchè sono viva!)
    scusa l’amarezza…
    tyn

    "Mi piace"

  24. Bellissimo post anche questo…

    tantissimio spunti di riflessioni ne sono derivati leggendo te e chi ha contribuito, con il suo pensiero, a rendere questa pagina ancora più ricca.

    Ci sarebbe tanto da dire, io personalmente sono molto combattiva, vado sempre fino in fondo.

    Niente mi ferma o mi fa paura.

    Se non succede è solo perchè ritengo non ne valga la pena, non è qualcosa che sento: perchè non vedo nessuno di fronte a me..

    In tutti gli altri casi, nel bene e nel male, combatto sempre…con tutte le mie forze…

    purchè ci sia un senso.

    "Mi piace"

  25. Infatti, caro Wolf, nessuno nega la validità di alcune cose che “routinarie” diventano facili e semplici da seguire (nessuno dice di passare da un estremo all’altro… oltrettutto io sono di natura un po’ contro ogni estremismo) ma è vero che, aggiungere ogni tanto qualcosa che esce dal solito tran tran (e questo qualcosa può essere una cosa semplice, come appunto cambiare la strada che si fa per andare al lavoro.. solo per dirne una) aumenta l’autostima e facilita pure il “buonumore” (perchè si è affrontato e fatto un qualcosa che no si sarebbe mai pensato prima)!
    Sul fatto poi, di metterci consapevolezza, sono pienamente in accordo… ma quella dovrebbe essere presente sempre, qualsiasi cosa uno stia facendo (… invece spesso si “viaggia in trance”.. purtroppo!), tranne -per me- quando penso a come si fa a guidare… perchè quando l’ho fatto mi sono “bloccata” e non riuscivo più a farlo (un po’ pericoloso!!!) finchè non ho fatto ripartire il “pilota automatico”!!! ;D Mannaggia….

    Ottimo per quanto ti ha dato The Secret… Dio, Energia, Universo… ognuno lo chiama e lo identifica come meglio crede e soprattutto come più lo trova in sintonia, ma alla fin fine è sempre la stessa identica cosa!
    Se ne hai occasione, ti consiglio di guardarti anche il film di The Secret, io l’ho trovato altrettanto illuminante per la sua semplicità!

    Namastè e buona settimana
    SitaRam

    PS:… ma sei sempre “in giro”!!! ;D

    "Mi piace"

  26. x Sitaram: ti voglio raccontare un aneddoto. Mentre leggevo The Secret, sull’aereo, occupavo il posto lato corridoio ed avevo al mio fianco dall’altro “lato corridoio” un mio giovane collega. Vedevo che leggeva, ma abituato a sentire che i miei colleghi leggono romanzi, non ho dato peso alla cosa.
    Nella lettura di The Secret, come ti avevo scritto, mi venivano molto spesso paralleli con “Come ottenere il meglio da se’ e dagli altri”, di Anthony Robbins.
    Al ritorno, la scena si e’ ripetuta: io e il mio collega eravamo nella stessa identica disposizione di posti. Stavolta, mentre leggevo il mio libro, mi e’ caduto l’occhio su cio’ che stava leggendo… “COME OTTENERE IL MEGLIO DA SE’ E DAGLI ALTRI”!!!!! :))))))))

    "Mi piace"

  27. Devo dire che questo post e anche alcuni commenti mi hanno dato davvero una mano ( sai il periodo in cui mi trovo, anche io sto lottando in una battaglia da me iniziata e che sto un po’ vacillando…)
    Anzi, a dire il vero ne trarrò spunto per un post che mi sta frullando in mente ( sempre se riuiscirò a tenerlo fino a stasera).
    Grazie delle tue visite, mi fanno stare sempre molto meglio.
    Un abbraccio

    Celine

    "Mi piace"

  28. Le battaglie più difficili che ho dovuto affrontare, credo siano quelle combattute contro me stessa, cioè contro quella voglia che ti spinge a rinunciare, a non andare avanti, a smettere di sperare. Ripeto, credo, perchè sono poi quelle che mi hanno segnato veramente e quelle che mi hanno fatto crescere…
    Grazie a te 🙂
    Giusy

    "Mi piace"

  29. certo. succede che riesco vedere circostanze differenti. che fanno effetto sul mio umore che sale scende. altalena continua. / e se ci penso che già da bimba odiavo le altalene … ehhh … / ma questo sentire, questa qualcosa mi è sottopelle. mi accompagna e mi accompagnerà, credo, per sempre.
    fin dei conti è il mio essere.

    "Mi piace"

  30. Giusy, credo che ci sia spesso confusione su questo punto. La parte di cui parli non è “te stessa”, è solo la parte indolente di te stessa, quella che si è fatta prendere dall’inerzia. Identificare con sé stessi i propri difetti, è la causa principale del non riuscire ad andare oltre di essi, quante volte abbiamo sentito dire o abbiamo detto “Eh, ma io sono così…”? Questa è una profezia che si avvera, ma noi non “siamo così”! Sono sicuro che te stessa nella tua vita hai dimostrato già più volte di essere molto più di quello che quel pensiero limitante cercava di farti credere. Sbarazzatene 🙂
    Altro equivoco: in e di tutto si puo’ crescere, sia nei successi che nelle disfatte, questo è certo. Ma l’inerzia – bada bene: non parlo di sano riposo e nemmeno di quella che puo’ essere una corretta tattica attendista – è la madre di tutti i blocchi, è la stagnazione. Non c’è mai crescita in essa, se non – e credo fosse questo che tu intendevi 😉 – nel suo superamento.

    "Mi piace"

  31. ForgivenHour… quando si dice che le cose forse non capitano per caso… leggi la risposta che ho appena messo qua sopra per Giusy: non confondere mai te stessa con un tuo comportamento o una tua emozione o sentire, perfino se ripetitivo. Queste sono profezie auto-realizzantisi: se continui a dirti “ma io sono così d’altronde, che posso farci?”, allora davvero non c’è speranza che tu ne esca.
    Invece devi ripeterti che non sei così, che hai bisogno solo di qualche aggiustamento per uscirne… Cercalo, e ne uscirai 🙂

    "Mi piace"

  32. Ehm…si può? toc toc?? Io nn so perchè ma mi sento chiamata in causa dai tuoi post…Ora questo ti sembrerà buffo. Mentre li leggo mi immagino te che mi guardi con l’aria un po’ accigliata scuotendo l’indice… puf! mi fai sudare freddo! Si ha ragione ancora una volta ma che si fa quando si è già affrontata la vita in maniera grintosa? Quando si è stati capaci di lasciare il proprio paese per un lavoro e poi ritornarci? Ma la sfida più grande la combattiamo per chi amiamo…Anche in questo caso ne ho combattute di battaglie. Ho fatto davvero del mio meglio. Ultimamente però nn ce la posso più fare, perchè il mio sacchetto fatto di tanto amore e dolcezza si è quasi vuotato … dunque nn mi guardare così va bene?

    alla prox! Lands

    "Mi piace"

  33. Talvolta pero’ anche le emozioni ingannano. Esistono emozioni che derivano da un sentire profondo, emozioni che sono come intuito: non sbagliano. Ma esistono anche emozioni che nascono dalla “onda del momento”, alta quanto si vuole, ma che non va’ mai troppo in profondita’. Queste emozioni ci possono portare fuori strada: esse non sono piu’ come l’intuito, piuttosto sono come i nostri pensieri, spesso confusionari e lasciati al caso…

    vero, wolf….a volte possono ingannare, quando ci si lascia trascinare da quell’onda travolgente che intendi tu…è facile che accada, ma prima o poi le conferme arrivano sempre e si impara a riconoscerle.

    Se viene a mancare quella priorità o si lasciano “violare” senza proteggerle, allora si ha la conferma che non erano poi così importanti…come si poteva credere

    certo con tutta la sofferenza che ne può derivare…ma non c’è soluzione…solo vivendo e solo il tempo può dare queste risposte, e prima o poi arrivano, direttamente dentro.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...