Facciamo gli auguri anche questi due :-)

perseo

Questo è Perseo. In realtà non è il suo compleanno, a dire il vero non sappiamo nemmeno quando sia il suo compleanno, ma lo trovammo un anno fa’ (bé, in realtà era Agosto, lo ammetto, siamo un po’ in ritardo) e quindi ha fatto il suo primo anno con noi 🙂

E’ una storia speciale la sua, sembra davvero un gatto mandato da cielo 🙂

Un giorno, a sorpresa, decisi di prendere moglie e cane e fare una capatina in un’area picnic su un monte alle spalle della nostra cittadina. Non era in preventivo, semplicemente mi venne l’intuizione. Una volta arrivati lì, notammo subito un gatto rosso nella “capannina” del barbecue. Ricordo il nostro stupore: “Guarda: c’è un gatto!”. E il gatto sembrava molto affamato, era magro e sornione, sembrava davvero un gatto di casa abbandonato lì. Si mangiò gli stecchini che avevo portato per Tom, dopodiché io e Lady Wolf ci consultammo e… bé, non potevamo lasciarlo lì. Cercammo nei dintorni, chiedemmo informazioni, ma nessuno ne sapeva nulla. Provammo anche con gattare responsabili di alcune colonie ma – fortunatamente 😉 – non diedero disponibilità. Così andai a casa a recuperare un trasportino e, dopo aver fatto una capatina da un veterinario per il controllo di prassi, portammo il gattonzolo a casa. Ricordo ancora come… si “risvegliò” sentendo l’odore della pappa di Tom, che divorò in pochi minuti. Ovviamente vomitò tutto poco dopo, i gatti sono fatti così, sono ingordi, figuriamoci poi questo trovatello affamato 😀

Quella stessa notte, si scatenò un violentissimo temporale, ma il nostro era ormai nella sua nuova casetta 🙂

Curiosamente il nostro caro Julius, il gatto maschio di casa, che era anche un gatto dominante, lo accettò senza riserve. Da lì a poco avremmo scoperto che era malato, morì da lì a tre mesi lasciando nella nostra casetta e nei nostri cuori un vuoto incolmabile.

Perseo fu fantastico, gli stava vicino, gli si stendeva accanto, avrebbe voluto giocare con lui ma Julius non aveva più le forze per giocare.

Il giorno che Julius morì, Perseo venne vicino a me e si mise a fare le fusa. Non le aveva mai fatte prima e non gliele avremmo mai più sentite fare. E’ un gatto speciale.

jones

Questo invece è il teppistello di casa, Jones (Mr. Jones è il nome completo) 🙂 Lui sì che compie un anno in questo periodo. E’… in piena adolescenza, e si vede: è un bel casinaro 😀 E’ un gatto dominante, si sarebbe divertito molto con Julius. Dovreste vederlo: puntualmente va a mangiare nei piatti degli altri, anche se il suo è ancora pieno 😛 Non per niente, a solo un anno, è già chiamato affettuasamente… “Panzerotto”, potete immaginare il motivo! 😛 Gli è tutto dovuto, il “fratellino acquisito” Junior gli da un sacco di “baci” e lui se li prende con aria compiaciuta, ogni tanto li rende anche ma… con l’aria di chi “vabbé, per stavolta te lo concedo ma non prenderci l’abitudine!” 😉

La mattina mi sveglia verso le cinque perché ha deciso che a quell’ora va aperta la porta del giardino. Ho provato a “educarlo” con uno spruzzino di acqua: mi alzavo appena iniziava a miagolare e lo inseguivo per casa brandendo lo spruzzino come fosse stata una pistola 😀 Mi avesse visto qualcuno, Lady Wolf a parte, mi avrebbe preso per pazzo. Oddio… magari anche Lady wolf l’ha pensato 😀 Comunque con Julius o Numa aveva funzionato in passato… ma con lui non ce l’ho fatta. Alla fine decisi che era meno faticoso alzarmi, aprirgli la porta, e tornarmene a dormire… attendendo un’ora e mezza o due che il “tormento” tornasse perché “E’ l’ora della pappa!! Svegliaaaaaaa!!” 😀

Bé, buon compleanno e buon anniversario, ragatti!! 🙂

persy-e-jonsy

… ed è il turno dell’altro vecchietto: buon compleanno Tom! :-)

Dei gatti non conosciamo la data esatta del compleanno, ma del… cagnone (guai a chiamarlo cagnolino!! 😛 ) di casa sì: era oggi, il 4 di Luglio 🙂

Il fiero Tom – “fiero” è l’appellativo con il quale più spesso lo abbiamo sentito appellare nelle nostre passeggiate, visto il passo sicuro e la testina alta – è nato 12 anni fa in un paesino dell’Alto Adige, venne donato a quella che sarebbe diventata mia moglie, Lady Wolf, dalle allora colleghe di lavoro allorché, all’età di 14 anni, morì il suo Shih Tzu, Totò.

Caratterino spavaldo, il Nostro ama da sempre attaccar briga con la grande maggioranza dei cani maschi che incontra per strada, con una spiccata preferenza per quelli di taglia grande. Di fatto, siamo abbastanza certi che lui si creda… grosso. Se si riconoscesse allo specchio probabilmente rimarrebbe molto deluso 😀

Mi racconta mia moglie che ormai parecchi anni or sono, io non facevo ancora parte della loro vita, Tom venne alle prese con un pastore tedesco, per fortuna non di indole violenta. Il cagnone – questo sì che lo era – lo sbatté più volte per terra, ma lui si rialzava sempre e riprendeva ad attaccare “come un maledetto” 😀

Spesso, nei primi anni, chiedevo a Lady Wolf come avesse fatto un testone del genere a campare così a lungo… e bé, adesso che di anni inizia ad averne davvero tantini, il suo carattere non è cambiato poi molto, anzi a volte sembra ancora più “brontolone” 🙂

Io e Tom… opsss, c’era anche Lady Wolf in quella occasione, è vero! 😀 ci incontrammo nel gennaio del 2009, quindi quando di anni ne aveva quattro e mezzo. Era da quando ero bambino che non avevo a che fare con un cane, ero diventato un gattofilo, così lo rispettai, evitai, come fa la maggioranza della gente che cerca di rendersi simpatica, di ingraziarmelo da subito, e credo che lui apprezzò. E’ uno molto sulle sue, fino a quando non ti conosce bene 🙂

Poi, qualche lancio con una pallina di gomma, un bastone o una pigna, e diventammo amici. Anche perché, se Tom sapesse parlare, vi direbbe sicuramente che lancio meglio di Lady Wolf! 😀

Tom è venuto con noi ovunque in questi anni, a visitare borghi medievali, castelli, montagne, laghi, località marine. Era sempre davanti, gli piacevano i posti nuovi 🙂

Ma poi gli piaceva tornare a casetta e farsi una bella pappa e nanna! Ovviamente dopo una doccia, se era il caso 😉

Naturalmente, con un caratterino così, ne ha anche passate diverse. A parte le “scazzottate” con cani potenzialmente pericolosi, il Nostro ha rischiato di perdere un occhio, salvato solo grazie all’operazione di uno dei migliori oculisti veterinari italiani, per una “spina maligna” in un sentiero, è stato investito da una macchina rischiando di morire dissanguato, ha subito interventi per un paio di noduli sospetti, per fortuna rivelatisi benigni. Ma è ancora qua, vispo e pronto a sedare le eventuali risse un po’ troppo rumorose dei gattonzoli di casa 😀

Adesso gli anni iniziano un po’ a pesare sulle sue spalline, ce ne accorgiamo dal fatto che non sembra apprezzare come una volta le escursioni. Ieri sera ho pensato di fargli una gradita sorpresa e, nelle più fresche ore serali, l’abbiamo preso in auto e l’abbiamo portato su un bel sentiero delle colline alle spalle del nostro paesotto. Un tempo, una volta fermata l’auto, Tom si sarebbe precipitato sul sentiero e ci avrebbe “staccato” di brutto, girandosi e guardandoci spazientito per il nostro passo lento 🙂 Ieri si è fermato all’inizio del sentiero… e non si è mosso di un centimetro. Ci guardava con l’aria come dire “Ma dove andate? Siete matti?” 🙂 Voi forse non avete mai avuto a che fare con uno Shih Tzu (anche se lui non è proprio di razza), vi assicuro che quando prendono una decisione è davvero dura fargli cambiare idea! Ne sa qualcosa Lady Wolf quando qualche anno fa’, lavorando la mattina in un posto raggiungibile con treno e mezzi pubblici, cercava di tirarlo giù dal letto alle 5 e mezza per la passeggiata mattutina! 😛

Insomma, alla fine abbiamo desistito noi, siamo tornati in paese e abbiamo fatto la passeggiata lì, tra vicoli e lungo mare. In fondo non aveva tutti i torti… 😉

Auguroni Tomino! Per noi sei sempre e sempre restarai il nostro cucciolotto! 🙂

Buon compleanno, nonna Sissi :-)

Questa gattona di 11 chili è la nonna di casa Wolf, si chiama Sissi e in questi giorni ha compiuto 13 anni, ovvero circa 69 anni-uomo 🙂

E’ nata nel giugno del 2003 da Pippi, la gatta – con un anno più di lei – di una mia amica.

Nell’agosto dello stesso anno morì mio padre e io decisi che un gatto avrebbe potuto lenire, per quanto possibile, la tristezza, e soprattutto la solitudine, di mia madre. Così arrivò Sissi 🙂

Del suo arrivo ricordo che corse a nascondersi sotto un mobile della cucina, sovrastato da una credenza che poi sarebbe diventato uno dei suoi posti preferiti (i gatti amano i posti elevati, da cui possono controllare gli altri). Qui a lato era arrivata da poco, io ero a tavola a fare colazione e lei arrivò con quell’aria da “che mangi di buono?” 🙂

Questa sotto è invece una delle sue foto storiche più belle, fatta proprio sul tavolo di quella cucina un paio di anni più tardi.

Non è poi cambiata molto, no? Sì, ha qualche chilo in più, ma in realtà lei arrivò molto presto ad un certo peso, a quel tempo si usavano scatolette dozzinali, da supermercato, e inoltre… adorava le palline di formaggio 🙂

E’ incredibile per me pensare che Sissi ha conosciuto mio fratello, scomparso l’anno scorso, e ancora di più mia madre, che anzi l’ha cresciuta, morta poi nel 2006, quasi esattamente tre anni dopo. Sono già passati dieci anni! A volte mi chiedo se se la ricorda ancora.

Sissi ha anche visto arrivare e “passare” il mio adorato Julius (qui a lato una loro foto assieme sul divano) con il quale non ha mai legato, forse anche perché abituata, per cinque anni, ad essere “figlia unica”. E pensare che adesso si trova a vivere con Tom, il nostro cane con il quale ha un ottimo rapporto di rispetto, e con altri quattro gatti, di cui uno con lo stesso carattere dominante e dispettoso che aveva Julius 😉

Sono cambiate tantissime cose nella mia vita, pochissimo è rimasto di cosa c’era allora, ma lei è sempre qui.

Quante cose potrebbe raccontare se potesse parlare! 🙂

Ora lasciamole fare un riposino, va! 😉

Buon compleanno, Junior! :-)

Questo sono io, Junior 🙂

Veramente mi chiamavo in un altro modo all’inizio… com’era… ? 😐 Ah, sì, Bizet! 🙂 Ero così, come mi vedete in questa foto. Vengo da Roma, sapete? Vivevo in una casa strana, con decine di altri gatti. Poi mi vennero a prendere, assieme ai miei fratellini.

Mi trattavano bene nella nuova casa, dov’ero in stallo. Però, salvo che per brevi periodi, stavo in una gabbia. Ci sono stato per ben sei mesi, io che ho tanta voglia di correre 😦

Ogni tanto le volontarie mi dicevano qualcosa, tutte contente, che ero stato… adottato! Ma dopo qualche giorno tornavano tristi, dicendo che l’adozione era saltata 😦 I miei fratellini sparivano, li venivano a prendere, vedevo quelle persone e le volontarie tutte contente… poi li portavano via e io rimanevo sempre più solo… e sempre più grande 😦 Più si cresce, più è difficile essere adottati. Iniziavo a pensare che avrei passato la vita lì, in una gabbia.

Poi, un giorno di ottobre, mi dissero che c’era una famiglia interessata a me. Abitavano distanti, cinquecento chilometri! Ma mi avevano visto su Internet e sostenevano che assomigliavo a uno dei loro gatti, appena defunto… a soli sette anni 😦

Pensavo che tanto anche questa volta l’adozione sarebbe saltata: era saltata per le famiglie vicine… figuriamoci con questa. Infatti i giorni passavano inesorabili, e io ero sempre lì. Pareva che organizzare il viaggio non fosse così semplice come si pensava all’inizio.

Poi mi portarono da un veterinario e mi fecero un prelievo di sangue… Non so perché, io mi sentivo bene, ma “bisogna essere sicuri, perché in quella famiglia ci sono altri mici!”… 😐 Comunque andò tutto bene, era tutto a posto. Ed ero più vicino al trasloco! 😮

Un giorno mi presero dalla gabbia, pensavo sarebbe stato per la solita sgambata nella casa, la mia “ora d’aria” 🙂 Invece mi misero un’altra gabbia, molto più piccola e di plastica 😐 Venne una persona che non avevo mai visto e mi consegnarono a lei!

Rimasi in quella gabbietta molto a lungo… penso sei ore almeno,  in un ambiente piuttosto rumoroso. Un… treno!

Junior e Jones

Ogni tanto il treno si fermava ma poi ripartiva. Ma ad un’altra fermata… quella signora mi prese con tutto il trasportino e mi portò fuori dal treno. Lì mi diede ad un’altra persona che non conoscevo, un uomo. Dopo un breve percorso, ormai al buio perché era sera, questo mi mise sul sedile posteriore di un auto. E partì. Ogni tanto mi diceva qualcosa di carino, immagino perché stessi tranquillo, ma io lo ero di mio: non avevo fatto un miagolio per tutto il lungo viaggio! Era tutto così nuovo attorno a me…

Poi l’auto si fermo, e io fui ripreso e portato a mano all’ingresso di una casa. Quando mi aprirono la gabbietta mi misi a correre come un pazzo!! 😀 Immaginavo che, come sempre, mi avrebbero poi rimesso in una gabbia e intendevo sfogarmi per bene! 😉 Ma… non successe. Era strano poter girare e correre libero ancora e ancora. Certo, gli altri piccoli occupanti non mi accolsero bene… C’era un gattone rosso che all’inizio non mi rivolgeva nemmeno uno sguardo, come non ci fossi. Un altro, piccolo piccolo, che mi soffiava e ringhiava. E poi c’erano due gatte, molto più adulte e grandi, alle quali non stavo certo simpatico 😐 Ma per me era così bello poter correre che in quei momenti poco mi importava del resto 🙂

Juniur e Perseo

Passarono i giorni e io iniziai a tranquillizzarmi un po’, tanto non mi mettevano in nessuna gabbia, potevo correre quando volevo, non avevo bisogno di “dare tutto” prima di rientrare 🙂 Mi dispiaceva però non poter giocare con gli altri… mi sentivo un po’ isolato 😦

Col tempo però le cose iniziarono a cambiare. Prima riuscì ad avvicinarmi al gattino, avevamo entrambi così voglia di giocare! 🙂 Per il rosso ci volle molto più tempo, mi restò ostile a lungo. Ma a poco a poco mi avvicinai anche a lui.

Adesso gioco con tutti 🙂 Anche con la gatta più giovane! Ci rincorriamo per casa e nel giardino. ci facciamo gli agguati! Ho perfino imparato a correre senza sbandare! All’inizio mi capitava spesso, forse perché stando tanto nella gabbia non avevo avuto modo di sviluppare bene le mie facoltà motorie… Ora mi arrampico perfino sull’albero e salto sopra i mobili pensili! 😀

Bé, il mio primo anno è passato presto, così come i primi sei mesi in questa casa 🙂 Qui mi sento… benvoluto e integrato 🙂

Julius

Ogni tanto mi capita di alzare gli occhi e vedere quella foto nel quadro sul pensile del salotto. Vedo quel gatto che non c’è più e che, è vero, mi somigliava parecchio, non solo nell’aspetto ma in tante cose mi dicono! Anche se per altre, com’è normale, siamo diversi. So che se non fosse morto, non sarei qua, forse sarei ancora chiuso in una gabbia. Non sarei con queste due persone che, si sente, mi vogliono bene. Non avrei questi splendidi “fratelli acquisiti” con cui gioco tanto.

Però… mi sarebbe piaciuto tanto conoscerlo…

Ora vi mando un saluto: il giardino mi aspetta!! 🙂

50 e non più 50 :-D

Vabbé, a 50 ci sono arrivato! 🙂

per uno che da ragazzo immaginava che sarebbe campato fino a 33 anni (che cadevano nell’anno 2000) è già un successo, no? 😀 Certo, considerando che mi è difficile ricordare un maschio della mia famiglia che sia andato oltre i 75, significa anche che – bene che vada – sono entrato ufficialmente nell’ultimo terzo della mia vita, nonché nel decennio (50 – 60) che da sempre ho “temuto” più degli altri 😛 Probabilmente ciò dipende dalla prima persona che ho visto andarsene: ero bambino, e mi portarono all’ospedale a trovare la mia madrina della comunione. Aveva la pelle gialla, mi dissero che l’avevano “aperta e richiusa”, come si soleva dire a quei tempi a significare che, durante un’operazione, i medici si erano resi conto che era inutile proseguire e avevano richiuso senza andare oltre. Non mi ricordo nemmeno come si chiamasse, solo che aveva poco più di 50 anni. Da allora ne ho visti e sentiti tanti, anche molto molto più giovani.

Quindi, al di là delle battute, davvero mi ritengo fortunato e ringrazio per questi 50 🙂 Poi… ogni cosa in più che viene è la benvenuta, eh!!! 🙂

Un saluto da Jones… se riesco a distrarlo da una delle sue trasmissioni preferite: Nasa’s unexplained files 😉

Il giorno della liberazione

Ebbene sì, anche quest’anno questa decade sta passando. In questi giorni, nel giro di appena una settimana, passano il mio onomastico, la mia festa della liberazione e il mio compleanno 🙂

La prima e l’ultima sono festività banali, se vogliamo, anche se più vado avanti e più do importanza al compleanno, perché oggi ho la chiara percezione di quanto ogni singolo giorno sia un regalo che avrebbe anche potuto non esserci. Figuriamoci un anno, un altro intero anno nel quale ho potuto apprezzare la vita. Trovo che troppo spesso le persone lo diano per scontato.

Ma il giorno della liberazione per me è diventato perfino più importante.

Ormai sei anni fa, alla faccia di quelli che dicevano che non ce l’avrei fatta, riuscì a lasciarmi alle spalle una situazione pesante e pericolosa, una convivenza con una persona disturbata che, probabilmente, se non fossi riuscito a liberarmene, mi avrebbe portato alla follia e, chissà, persino alla morte.

Se non ci fosse stato quel giorno, in cui senza preavviso portai via dalla casa che fu dei miei genitori l’indispensabile, tra cui, ovviamente, Sissi :-), non ci sarebbe mai potuta essere la mia nuova vita, non ci sarebbe potuta essere la mia nuova famiglia. Probabilmente, non ci sarebbe stato, per me, nemmeno “oggi”.

Molti quando lo racconto credono che sia esagerato, che in fondo non poteva essere così terribile, che nemmeno il diavolo è così brutto come lo si dipinge. Eppure chi già mi conosceva allora, sa. Io so.

Per questo vi dico, quando ne va’ della vostra vita, non fatevi sensi di colpa: da morti o da distrutti non servireste comunque a nessuno, sarebbe peggio per tutti, anche se forse non tutti saranno in grado di capire.

Oggi mi guardo indietro, guardo la mia vita di adesso che non è affatto rose e fiori. E’ una vita con un lavoro stressante, con doveri che mi hanno allontanato da molti amici, con dissidi che mi hanno diviso da famigliari, con problemi di salute che – anche se non sono mai stati gravi – sono comunque sempre più presenti. Con preoccupazioni per il futuro perché il lavoro, lo sappiamo, è ormai incerto.

So che molti, in fondo Lady Wolf inclusa, penseranno che non è proprio un “successo di vita”. E invece per me lo è e non ne cambierei nemmeno una virgola. Perché la vita non è una strada larga, panoramica, in discesa e ben tracciata; la vita è anche curve strette, salite ripide, deserti arroventati e fredde cime. E spesso ti ritrovi in un labirinto del quale non sai se troverai l’uscita.

Però è la mia vita, posso dire di essermela scelta. E non ne cambierei una virgola.

Ho la mia Lady Wolf, il fido Tom, la decana e sedentaria Sissi, l’orsetto Julius e la simpaticissima Numetta. E i pesci tutti, almeno quelli che ci sono rimasti 😀 Questo a me basta per essere felice, perché so che tutto questo avrebbe anche potuto non esserci. E anche dovessi “andarmene” domani, sarebbero già sei lunghi anni di regalo. Un regalo che mi sono fatto da solo, con quella decisione. E sei anni sono già una vita.

E’ vero: non sempre sappiamo quale strada dobbiamo prendere, ma quando lo sappiamo, non facciamoci fermare dalla paura o dall’abitudine, dalle condanne o dalle promesse, perché la vita non torna indietro, la libertà non bussa spesso alla nostra porta, ed ogni chiamata può essere l’ultima.

Suona drammatico e tragico. Ma questa è la vita e se non apri quando bussa… potresti non vederla ripassare mai più.

Buon nono compleanno, Signor Tomino! :-D

Volevo lasciare ancora per qualche giorno il post con la prima puntata dell’autobiografia in evidenza, ma… oggi è il 4 di Luglio ed anche super-Tomino (a scrivere tutti i suoi aggettivi e nomignoli si farebbe sera :-D) è nato il 4 di Luglio! 😉

Che dire di lui? Per chi lo conosce, come noi di famiglia o chi ci è diventato amico, è un… burbero dal cuore d’oro 🙂 Uno che raramente sopporta nuovi arrivati, è scontroso con tutti, almeno all’inizio, ma che poi si ammazzerebbe per voi, che non esiterebbe un attimo a sfidare cani molto più grossi di lui… anche perché probabilmente la sua percezione è di essere altrettanto grosso 😀 Potrebbe essere incoscienza, vero, però ha qualcosa di coraggioso, di eroico perfino. Qualcosa che personalmente gli invidio 😛

Mi racconta  Lady Wolf che una volta Tom si prese con un pastore tedesco (che lo conosceva, per fortuna, sennò temo che l’avrebbe ucciso). Questo pastore, ovviamente, aveva la meglio e lo sbatteva sempre a terra. Tom mugolava dolorante, ma… appena si rialzava riprendeva ad attaccare come un maledetto! 😀 Sì… forse il nostro ha visto troppi “Rocky”… 😐 😛 Quando ci penso, dico a Lady Wolf che mi pare quasi un miracolo che sia arrivato a 9 anni senza che qualche pitbull gli abbia staccato una zampa 😀 Comunque adesso segue abbastanza i miei… gentili richiami verbali, diciamo così! 😛

Tom è nato in un piccolo paese dell’Alto Adige, tra Merano e Bolzano. Apparteneva ad una cucciolata di Shih-Tzu, o meglio simil-Shih-Tzu, poiché il padre era di un’altra razza (non abbiamo mai scoperto quale). Lady Wolf aveva perso da poco il suo adorato Totò, questo sì uno Shih-Tzu originale, un cane sfortunato perché ammalatosi molto giovane di tumore eppure vissuto, con innumerevoli interventi, fino a 14 anni! Sfortunato, sì, ma con la fortuna di avere qualcuno che pensava e teneva a lui. Molti l’avrebbero fatto sopprimere oppure lasciato alla sua malattia. Così i colleghi di Lady Wolf decisero di regalargli un nuovo cucciolotto e… arrivò Tom, cucciolo in saldo, per citare un famoso film, dato che costò soli 50 euro 🙂

Lady Wolf non scorderà mai il primo giorno che, nel giardino sotto casa, poi fatto sparire per far posto ad una scuola di dubbio gusto, si vide questo scricciolino grosso come un pugno correrle incontro 😀 E poi i due non si allontanarono più, seguendosi fedelmente in tutte le loro avventure 🙂 Pensate che Tom si abituò per qualche mese a passare anche 12 o 14 ore da solo in una camera, mentre la “mamma umana” doveva lavorare, ma, conoscendolo, avrebbe detto anche lui che preferiva così piuttosto che essere affidato a qualcun altro nell’attesa.

Adesso posso dire che più di metà della sua vita l’ha passata anche con me, e credo e spero (in realtà ne sono ragionevolmente sicuro), che se potesse intervenire vi scriverebbe che è un canetto felice, anche se il pomeriggio deve passarselo in casa da solo…. o meglio, in compagnia di tre gatti con i quali c’è reciproco rispetto 🙂

In una delle ultime visite una delle veterinarie è rimasta sorpresa dei muscoletti del cagnetto! 😀 Infatti spesso gli Shih-Tzu sono considerati cani da appartamento, ma Tom non ha mai disdegnato escursioni e giochi all’aria aperta, anzi… secondo me se li sogna la notte! E noi, quando possibile, cerchiamo di accontentarlo. Che poi… dice mia moglie che sembra che mi diverto più io di lui 😀 L’ultima volta, alle Cascate del Saent in Trentino, c’era un piccolo parco giochi dedicato ai bambini, ma a quell’ora, verso sera, non c’era nessuno. C’era anche un piccolo labirinto per bambini. Allora a turno ci nascondevamo, e il compito di Tomino era correre a scovarci! ahahah uno spasso! 😛

Per un cane di piccola taglia, nove anni significano circa 52 anni umani, più o meno come per un gatto. Ma vi assicuro che il venerabile Tomino (un altro dei suoi appellativi) ne dimostra non più di 30! 😀

E’ lui che ci lascia indietro, altro ché! 😉 … se non si rimpinza troppo, ovviamente! 😀