I consigli degli altri – di Paulo Coelho

guerriero terracotta

 

I CONSIGLI DEGLI ALTRI
di Paulo Coelho


“Io credo a tutto ciò che gli altri mi dicono, ma alla fine ne sono sempre deluso”. Questo è ciò che siamo soliti sentir dire.
È molto importante confidare negli altri; un Guerriero della Luce non ha paura delle delusioni, perché conosce il potere della propria spada, e la forza del proprio amore. Tuttavia, egli sa che una cosa è accettare i segnali di Dio e capire che gli angeli si servono della bocca del nostro prossimo per darci consigli, ben altra, invece, è essere incapace di prendere decisioni e cercare sempre di trasferire la responsabilità delle nostre azioni sugli altri.
Possiamo confidare negli altri solo se, per prima cosa, siamo capaci di confidare in noi stessi.

 



Commento di Wolfghost: uno dei miei cavalli di battaglia è “Ascoltare tutti, ma infine decidere sempre con la propria testa”. Nessuno nasce sapendo tutto. Nessuno arriva mai a sapere tutto. Credere di sapere tutto, di essere infallibili, è una presunzione che porta spesso alla rovina. Nella nostra vita ci costruiamo convinzioni e credenze basandoci necessariamente su ciò che ci è stato detto o di cui abbiamo avuto esperienza. Perfino le nostre percezioni sono influenzate dal nostro sistema di credenze. Ma ciò che ci è stato detto non può “contenere tutta la conoscenza”; la nostra esperienza non può essere assoluta: c’è, e ci sarà sempre, qualcosa da imparare, qualcosa che ci è sfuggito, nella quale non ci eravamo ancora imbattuti o, semplicemente, che non abbiamo mai approfondito perché non ci serviva. Ecco perché ascoltando gli altri, perfino coloro che a pelle non ci sembrano affidabili, possiamo trarre preziosi insegnamenti. Ascoltando gli altri possiamo evitare gravi errori.
Tuttavia, come la nostra conoscenza è parziale e personale, così lo è anche quella degli altri: non è detto che ciò che va bene per loro possa andare bene anche per noi, nessuno possiede totalmente la conoscenza per tutti. Possiede solo la propria, e solo parzialmente.
Ecco perché l’ascolto degli altri deve essere critico e mai pedissequo. Dobbiamo valutare le parole che ascoltiamo o leggiamo, per capire se vanno bene anche per noi o se ci conducono su una strada che non è la migliore per noi.
L’arroganza di credere di poter sempre fare a meno dei pareri altrui, e la debolezza di dipendere sempre dalle parole degli altri essendo incapaci di agire per conto proprio, sono due estremi entrambi sbagliati.
Credo che nella vita si sbagli sempre, perché in ogni scelta c’è qualcosa di sbagliato e qualcosa di giusto, e comunque, una volta direzionata la nostra azione, non serve chiederci “chissà come sarebbe andata se…”; ecco perché è meglio conservare la coerenza e la pace con sé stessi, piuttosto che farci violenza da soli non facendo ciò che sentiamo di dover fare solo perché qualcuno ci ha consigliato in modo diverso.
Sempre si sbaglia (come sempre si ha ragione), tanto vale evitare almeno di star male entrando in conflitto con noi stessi.
E poi ho sempre pensato che sia meglio sbagliare di proprio pugno, che avere la scusa per poter adossare la responsabilità di un nostro errore su qualcun altro.

Il pensatore - Auguste Rodin, 1881

La pacificazione – storiella buddista

VisvabhujStasera vi lascio una semplice storiella buddista, breve ma… importante! 😉
Ricordo ad esempio una volta in cui ero davvero addolorato dall’andamento di una storia amorosa, ero davvero affranto e il pensiero di “lei” mi tormentava. Improvvisamente ebbi una strana intuizione: mi voltai di scatto e… vidi che lei non c’era! Non era attorno a me, capite?
Improvvisamente mi sentii molto meglio 😛 😐

Leggete la brevissima storiella e il commento (non mio) e forse capirete di più…

Come? Mi sembra già di sentirvi “Non è così facile!” 🙂 E chi dice che è facile? Nessuna intuizione del genere lo è, sembra banale, scontata… forse proprio per questo di solito ci sfugge… 😉

p.s.: la musica proposta alla fine del post è tratta dalla colonna sonora del Piccolo Buddha di Bertolucci, composta da Ryuichi Sakamoto… ci credete se vi dico che mi commuovo ancora ogni volta che la sento? 🙂

 


 

Un giorno Hui-k’o si presentò a Bodhidharma e gli disse: “La mia anima è tormentata: ti prego, dalle pace!”
“Portami qui la tua anima e io le darò pace.”
“Come faccio? Quando la cerco, non la trovo.”
“Allora è già in pace.”
_________ 

Commento: Anche l’idea di “anima” è un prodotto della mente, e così quella di ego. Il problema è che noi finiamo per credere reali semplici immagini simboliche, e su di queste costruiamo interi sistemi filosofici che incidono pesantemente sulla nostra vita. Il discepolo di Bodhidharma si era costruito una “storia” sulla propria “anima tormentata”, e in base a questa fantasia soffriva realmente. Ma, quando il maestro gli fece notare la sostanziale irrealità di quella idea, ecco che anche i tormenti mentali gli apparvero di colpo inconsistenti. Impariamo a constatare come gran parte delle nostre sofferenze sia un prodotto della mente. Cerchiamo di dare un’occhiata al di là di questa immaginazione mentale che ama la contrapposizione. Anziché essere vittime di ciò che pensiamo, diventiamone i padroni.

Una storiella zen racconta di un uomo su un cavallo: il cavallo galoppa veloce, e pare che l’uomo debba andare in qualche posto importante. Un tale, lungo la strada, gli grida: “Dove stai andando?” e il cavaliere risponde: “Non so! Chiedi al cavallo!”.

www.adottauncucciolo.net supera le 50.000 visite! :)))))

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Questo per me è un grande risultato. Ogni animale, anche il più piccolo, che siamo riusciti ad aiutare con adottauncucciolo, è motivo di grande soddisfazione; è una vita destinata ad un’esistenza migliore, perfino una vita strappata alla morte.


Ci sarebbero meno bambini martiri
se ci fossero meno animali torurati,
meno vagoni piombati che trasportano alla morte
le vittime di qualsiasi dittatura
se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni
dove le bestie agonizzano senza cibo e senza acqua
dirette al macello.
(M. Yourcenauer)


 

Voglio ringraziare tutte le associazioni animaliste e i singoli individui che operano fisicamente sul campo per aiutare questi animali. Voglio ringraziare le collaboratrici al blog, senza le quali mi sarebbe impossibile tenerlo aggiornato in questo modo, in particolare: Finadel, Leatitti, CutieApple.
E infine voglio ringraziare tutti coloro che direttamente o indirettamente – indicando il blog a chi voleva adottare un cucciolo – hanno contribuito ad aiutare gli animaletti 🙂

 

Se potrò impedire ad un cuore di spezzarsi,
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena,
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare
nel nido non avrò vissuto invano.
(Emily Dickinson)

Notte Stellata sul Rodano – Un dipinto, una poesia e… un “grazie”!

Stasera voglio usare una splendida poesia di Giusi Vanella (HappySummer), per ringraziare una persona per me molto speciale: la mia She-Wolf (letteralmente “Lupa” :-P) per essermi stata vicina in un momento difficile. Quando ho letto queste parole, mi sono detto “queste parole potrebbero essere sue!” 🙂

Naturalmente ringrazio anche la nostra bravissima Giusi per il permesso accordatomi riguardo alla pubblicazione della sua poesia (a proposito… riapri presto il tuo blog “happysummer“, mi raccomando! :-|).

NotteStellataRodano
Notte stellata sul Rodano – Vincent Van Gogh (1888)

 

Tra noi insondabili silenzi

e in cielo, come lentiggini, le stelle.

Poi appoggiasti la testa

alla mia spalla,

non più falco predatore

approdato tra gli ulivi e tra gli aranci,

ma uomo. D’improvviso

trapelò la tua stanchezza,

come ala rotta

lungo il tuo volare.

Fosti mio, in quei momenti.

Solo mio.

Il mondo restò fuori,

oltre la notte.

(poesia di Giusi Vanella)

 


E qua, che spunta con il suo adorabile musetto, vi presento un delizioso (e rumoroso :-P) canetto… mi sembrava doveroso, visto che ormai è a buon diritto amichetto di Sissi e Julius 😉
Lui si chiama Tom, e certamente è contento di conoscervi… purché non vi avviciniate troppo però! 😀

Tom

 

Io Rinascerò – Cervo a Primavera

Nel fine settimana non ci sarò, ma – grazie a Morellina che ha citato un’altra canzone dello stesso autore nel suo blog dinuovociprovo – volevo lasciarvi proponendovi una canzone che per me vuol dire molto, a mio avviso una delle più belle canzoni italiane che siano state scritte e cantate.

Non avete idea di quanto farei a cambio con un cervo, un gabbiano, una pernice… forse perfino una foglia o una castagna :-D.
Perché? Bé… dice tutto il buon Riccardo… quella pernice di montagna che non ha bisogno di sognare per volare… essere intenti solo a volteggiare, senza paura di cadere… senza domande, né frustrazioni… fantastico! 😉

I buddisti sostengono che sarebbe un passo indietro, ma… se è vera la storia della reincarnazione, e potessi scegliere… mi sa che gli esseri umani stavolta potrebbe attendermi a lungo, molto a lungo! 😉


 

Cervo a primavera
Riccardo Cocciante

E io rinascerò
cervo a primavera,
oppure diverrò
gabbiano da scogliera
senza più niente da scordare,
senza domande più da fare
con uno spazio da occupare.

E io rinascerò
amico che mi sai capire
e mi trasformerò
in qualcuno che non può più fallire
una pernice di montagna,
che vola eppur non sogna
in una foglia o una castagna.

E io rinascerò
amico caro amico mio
e mi ritroverò,
con penne e piume senza io
senza paura di cadere,
intento solo a volteggiare
come un eterno migratore

E io rinascerò
senza complessi e frustrazioni
amico mio ascolterò
le sinfonie delle stagioni
con un mio ruolo definito,
così felice di esser nato
tra cielo terra e l’infinito.

falco

Cavalcare le sfide – tratto da un saggio di Ralph Marston

Ho già pubblicato in passato scritti di Ralph Marston, generalmente tradotti e adattati dall’amico Rodolfo di Maggio (che adesso non sento da parecchio in verità). Stasera vi voglio proporre questo, a me piace molto, trovo che possa essere applicato ad ogni campo della vita…

Ah! Quello in foto è il mio Julius! 😀

 


 


Julius finestra
CAVALCARE LE SFIDE
(adattato da un saggio di Ralph Marston)


La vita spesso ti presenta delle sfide difficili e, nel farlo, ti pone di fronte a delle scelte. Puoi scegliere di accettare le sfide, per difficili e complesse che possano essere, o puoi scegliere di evitarle, allontanandotene.
Se ti allontani dalle sfide, cerchi di nasconderti da loro, o se le ignori, queste non fanno che crescere in difficolta’ e complessita’. Se davvero stai cercando la strada piu’ facile per uscirne, la cosa piu’ semplice da fare e’ di affrontare le sfide il piu’ presto possibile.
Sebbene il coraggio all’inizio sembri la scelta piu’ difficile e impegnativa, a lungo termine e’ la scelta piu’ facile da seguire. Avere il coraggio di guardare con onesta’ alle sfide e di affrontarle ora, quando sono ancora gestibili, ti risparmiera’ dall’esserne sopraffatto nel futuro. Fare cio’ che e’ necessario fare quando serve che sia fatto puo’ certamente essere compito difficile e sgradevole. Mancare di farlo, comunque, sara’ mille volte peggio. Quando fronteggi le sfide subito, le puoi affrontare sul tuo terreno di gioco, alle condizioni da te scelte. Se le postponi a piu’ tardi, ogni giorno di ritardo limitera’ le tue opzioni ed indebolira’ la tua posizione.
Il coraggio di prendere ora l’iniziativa non e’ in realta’ che niente piu’ del buonsenso ordinario, illuminato da una prospettiva straordinaria. Elevati sopra il momento attuale, guarda la situazione a lungo termine, e troverai il coraggio di affrontare le sfide piu’ impegnative.



Il procrastinare è una delle malattie
più comuni e più mortali
e il suo effetto nefasto sul successo
e sulla felicità è molto grande.

(Wayne W.Dyer)

 

Un giorno la paura bussò alla porta,
il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.

(King Martin Luther)

Julius tiragraffi

Le figure dei nostri sogni

Parliamo un po’ di sogni 🙂 Non sogni ad occhi aperti stavolta, ma sogni veri, onirici. Esattamente diamo un’occhiata alle figure che popolano le nostri notti…

Per farlo, utilizzerò un sogno del blogger Paolo (viadalloblio, blog viadalloblio) che ho già presentato qua: Via dall’oblio – cronaca di una rinascita


 

Capitolo XI – 1
di
viadalloblio
Blog:
viadalloblio

La gente presta poca attenzione ai sogni e alla sua importanza. Ipotizzano che il sogno non e’ altro che la conseguanza notturna di cio’ che si e’ vissuto durante la giornata o un parto di una cena pesante non smaltita. Nella prima ipotesi, in parte e’ vero, meno verosimile e’ la seconda. Nessuno o quasi pero’ sostiene che il sogno e’ un insieme di messaggi tramite viaggi astrali, nei quali il dormiente e l’aldila’ s’incontrano ed e’ cio’ che vissi io nelle prime settimane del millenovecentoottantanove, forse il piu’ importante per risalire un poco la china.
Ogni alcolista ha un fondo da toccare ed evidentemente il mio l’avevo tastato nel capodanno precedente ed ora il fato cominciava a farmi risalire, sottoforma di un sogno in una della tante mie notti agitate. Riposare senza l’ausilio della bestia era quasi impensabile, giacche’, le poche volte che mi coricavo, con la promessa di non bere piu’, facevo fatica a prendere sonno e mi rigiravo nel letto come un’anguilla al mercato. La bestia, perlomeno mi faceva cadere in pesanti sonni senza sogni, ma quella notte non fu cosi’ e mi venne in sogno Don Eugenio, il mio sacerdote d’infanzia. Mai avevo dimenticato la sua figura di antico, burbero prete, tanto benevolo quanto irascibile. Lo vidi subito, il primo giorno che andai al suo oratorio, me ne stavo in disparte e lui venne incontro a me, mi prese per mano e mi porto’ in compagnia degli altri ragazzi che giuocavano a ruba-bandiera. Ricordo che disse ad un ragazzo, di cedermi il posto ed egli lo fece volentieri, tanto era la stima che portava a quest’uomo. Don Eugenio, aveva un sorriso unico, in confessionale ti abbracciava, chiamandoti “figliuolo”, dedicando completamente la sua vita ad ognuno di noi. Innumerevoli le notti insonni, per cercare di risolvere i problemi economici dell’oratorio, sempre armato di una grinta inesauribile, di forza sovrumana, come nel realizzare i canestri a occhi chiusi, o le partite vinte a scacchi. Soltanto quando il sonno lo vinceva, davanti alla scacchiera, si riusciva a batterlo. Questo Santo, lasciava questa vita, in silenzio, all’alba di un mattino nebbioso, senza che il suo cuore provato, gli desse un avviso.
Nel pieno dei miei diciassette anni, in quel nefasto anno, perdevo il nonno Emilio e Don Eugenio, che torno’ da me quella notte. Era in una cattedrale, attorniato da altri prelati, con un manto di una bellezza indescrivibile e un copricapo papale. Appena mi vide si alzo’ e scuro in volto mi disse “Ma e’ mai possibile che non sai fermarti? Cosa scrivero’ di te’ sul libro che Dio mi domandera’? Basta, metti la testa a posto, attento che sei in forte pericolo!!! …Mi svegliai di soprassalto, ansante, in un lago di sudore, terrorizzato, nel buio totale della notte… Don Eugenio, colui che mi aveva dedicato la vita, mi era apparso in sogno dall’aldila’ per mettermi in guardia… “Il giorno che Dio mi chiamera’, apriro’ il mio libro ed Egli mi domendera’: cosa hai fatto dei ragazzi che t’ho affidato? Cosa hai fatto di ognuno di loro?”, ci diceva sempre sorridendo.
Piangendo, pensai a me, ad alcuni amici morti di droga, altra, piaga gia’ dilagante di allora, e mi struggevo per aver dimenticato quelle sue parole, domandandomi perche’ forse mi aveva abbandonato… Ma Don Eugenio non mi aveva scordato, questo sacerdote che sembrava uscito da un romanzo di Guareschi, tanto da ricordarmi Don Camillo, aveva scelto il modo piu’ diretto da buon “temporale” come era stato in vita… e aveva in un certo senso fatto centro… cominciavo di nuovo a riflettere…



Commento di Wolfghost:
Interessante questo sogno 🙂
In realta’ poco importa se il personaggio che compari’ nel sogno fosse davvero Don Eugenio oppure la parte “forte” del nostro Paolo che ne usava la figura simbolicamente, cio’ che importa e’ che… abbia funzionato 😉
Spesso il nostro subconscio usa figure simboliche per mandare i propri messaggi, figure che ovviamente non sono casuali ma sono esempio di cio’ che dobbiamo fare. Non a caso spesso viene usata la figura dei genitori.
Senza escludere la possibilita’ che sia stato davvero Don Eugenio ad apparire al nostro amico (è giusto rispettare le credenze di tutti, poiché è ciò che crediamo ad essere vero per noi), la parte del suo subconscio che voleva la sua reazione potrebbe aver usato la figura di un personaggio forte, determinato, convinto, per rafforzare il suo messaggio di forza, determinazione, convinzione.
Un modo per dirgli (e per dirsi!) “Dai, e’ ora di rialzarti!” 🙂
In fondo quel che cambia e’ solo… il merito: anziche’ distribuirlo tra Paolo e Don Eugenio, nel secondo caso andrebbe esclusivamente a Paolo 😉
… e credo sia giusto così!

aiuto

Il tempo è il dono più prezioso

Era già qualche giorno che cercavo di scrivere un nuovo post ma poi, per una ragione o per un’altra, finivo sempre per rimandare. Stasera pareva non fare eccezione: sono arrivato a casa presto dall’ufficio, niente palestra, niente spesa, ma… dovevo assolutamente terminare le pulizie della casetta (di solito le faccio nel weekend ma a volte non posso e in altre sono un po’… pigro :-D); così, quando ho guardato l’orologio a parete, mi sono detto “Uff! Anche stasera è ormai andata!”. E poi, quando sono di fretta o ho poco tempo, è come se le idee e la creatività su cosa scrivere scappassero dalla mia testa 😦

Stavo perciò per chiudere quando mi sono accorto… che il post “era lì”, praticamente pronto, solo da buttare giù nero su bianco: il tempo e la sua preziosità! 🙂

Ho sempre pensato che il dono più prezioso che possiamo fare e ricevere sia… il nostro tempo. E non solo perché un giorno, giocoforza, non ne avremo più e potremmo rimpiangere ciò che non abbiamo fatto – o, al contrario, che abbiamo fatto ma non lo meritava! 😉 – ma perché in questa società molti di noi sono sempre di corsa, e se non sono di corsa… sono così abituati ad esserlo che si prodigano per trovare il modo di esserlo, non è così? 😛
Perfino gli hobby dopo un po’ vengono spesso percepiti come un dovere al quale non ci si può sottrarre…

Ecco allora che a volte si rimane stupiti quando si incontra qualcuno che ci dona il suo tempo!
Magari ci si stiamo lamentando che dobbiamo fare qualcosa – lungi da noi l’idea che qualcuno ci aiuti, manco ci sogneremmo di chiederlo, disabitudinati come siamo – ma… qualcuno ci dice inaspettatamente, con convinzione e spontaneità, “ehi, se vuoi ti do una mano!”… 😮
Si può rischiare perfino di insospettirci e pensare che ci sia dietro qualcosa… 😐

Il regalo più prezioso per me è sicuramente il tempo. Chiunque può comprare un dono materiale, magari facendo un salto all’ultimo minuto in un negozio per strada o perfino in autogrill (sarà un caso che adesso negli autogrill si trovi di tutto? ;-)), ma… chi offre il suo tempo per noi, o è una persona speciale, che sa cosa è importante, oppure è qualcuno che davvero ci apprezza e ci vuole bene 🙂
… ovviamente scarto la terza ipotesi, quella che certamente molti a questo punto avranno maliziosamente pensato, ovvero che “non avrà nulla di meglio da fare!” 🙂 In realtà molte persone non hanno nulla di troppo importante da fare, eppure… per voi non alzeranno un dito, potete scommetterci! 😉

… e adesso, siccome ho sentito un gran rumore di stoviglie e posate (Julius!!!! Gattaccio!! Che diavolo stai combinando?? :-D) sarà meglio lasciarvi e correre a vedere che sta succedendo! 😉

Buonanotte! 🙂

orologio

Il nodo gordiano – uscire dall’abitudinarietà

Alessandro taglia il nodo gordiano                    Alessandro recide il nodo Gordiano, di Jean-Simon Berthélemy

Il nodo gordiano
di Paolo Coelho


L’esperienza è una cosa molto positiva, ma non è tutto. Spesso essa ci fa adottare soluzioni vecchie per problemi nuovi, e noi continuiamo ad andare avanti senza capire che la vita è movimento e che ci troviamo sempre di fronte a nuove sfide.
Nell’antica Grecia, un carrettiere di nome Gordio fece un nodo talmente complicato che nessuno era capace di scioglierlo. Nacque allora la famosa leggenda: chi fosse riuscito a snodarlo, sarebbe stato il più potente degli uomini.
Molte persone tentarono, finché il giovane Alessandro passò per il tempio in cui si trovava il nodo. Provò, vide che non sarebbe riuscito a disfarlo, allora prese la sua spada e lo tagliò a metà. Pochi anni dopo, Alessandro divenne il signore supremo del più vasto impero che il mondo abbia conosciuto, e fu definito il Grande.
«Così non vale», avrà sicuramente detto qualcuno vedendo Alessandro tagliare il nodo. Ma perché non vale? Era solo una soluzione nuova per un problema antico.



Commento di Wolfghost:

“Una grande intensità: evocazione di qualcosa proveniente dal nulla. È vero che gli strumenti sono quelli, la tecnica, le abitudini, ma un incognita permane: gli anni di pratica non vi possono proteggere (non vi devono proteggere). Bisogna gettarsi in uno spazio vuoto, uscire dalla memoria. Tutti vi stanno guardando, e in questo momento della vostra vita, smettete con i luoghi comuni e inventate.”
Tim Hodgkinson (compositore musica sperimentale)

La nostra mente è un complesso sistema di Neuroni e di reti cerebrali che li unisce. E’ come una intricata rete stradale, su cui viaggiano i pensieri, che collega posti dove risiedono immagini e memorie.
Quando prendiamo un’abitudine, che essa derivi da un’azione ripetitiva che adottiamo noi stessi nel passare del tempo, o da un uso e costume insito nella società nella quale viviamo, è come se la strada che portasse a quel determinato ricordo, e che ci porta a compiere una determinata azione o reazione, divenisse molto più larga e quindi facile da percorrere delle altre, con il risultato che i pensieri si indirizzano quasi sempre proprio in quella determinata direzione. In un certo senso, ci disabituiamo a percorrere strade nuove, ad avere idee, indirizzandoci sempre verso strade e soluzioni ben conosciute e collaudate… ma che non necessariamente sono le migliori.
Un esempio tipico è quello delle cosiddette “seghe mentali”, dove facciamo correre i nostri pensieri ore e ore, giorni e giorni, ma sempre sulle stesse strade, con i medesimi risultati.
Non è che non esistano altre strade e soluzioni, è semplicemente che noi non le vediamo, incanalati come sono i nostri pensieri lungo i soliti percorsi abitudinari.
Cambiare questa strategia è possibile nel tempo. Basta rompere la prima delle abitudini: affidarsi alle abitudini e agli usi e costumi. Il che non vuol dire “fare gli strani”, l’esperienza – come dice Coelho – è fondamentale per crescere, ma semplicemente pensare a ciò che si sta facendo, “fermandosi” e guardando con oggettività i propri comportamenti, come se li si vedesse dall’esterno. Poi potremmo anche decidere di continuare sulla solita strada, ma almeno sarà perché davvero la riterremo la migliore.
Non è forse vero che spesso siamo capaci di indicare le soluzioni più logiche agli altri ma non siamo capaci di fare lo stesso con noi?
Ovvio, non è semplice, ma imparare a guardare anche le strade laterali, pure se sono più piccole, rifiutandosi di seguire acriticamente la strada principale, è un qualcosa che si può insegnare alla propria mente.

Alcuni degli aforismi che preferisco ( IV )

Riprendo dopo lungo tempo (era l’inizio del 2008!) a elencare alcuni degli aforismi che preferisco 🙂

18102009668Le foto sono mie, si tratta di Merano e dintorni (questa sopra, ad esempio, è fatta da Castel Coira, sopra Sluderno).

171020096531. Il peggior peccato verso i nostri simili
non e’ l’odio ma l’indifferenza;
questa è l’essenza della disumanità.
(Marcel Proust)

2. C’è qualcuno seduto
all’ombra oggi perché
qualcun altro
ha piantato un albero
molto tempo fa.
(Warren Buffett)

171020096553. Quando gli elefanti combattono
è sempre l’erba a rimanere schiacciata.
(proverbio africano)

4. La maggior parte delle sfortune
sono il risultato del tempo
utilizzato male.
(Napoleon Hill)

5. Un bimbo impiega due anni
per imparare a parlare,
un uomo impiega una vita
per imparare a tacere.
(autore a me sconosciuto)

181020096656. Avere successo può voler dire
uscire dalle fila e marciare
al suono del proprio
tamburino personale.
(Keith DeGreen)

7. Molto spesso siamo
noi i peggiori nemici di noi stessi,
con il vizio che abbiamo
di erigere ostacoli sul cammino
che conduce al successo e alla felicita.
(Louis Binstock)

181020096678. Il vero Amore è quando
il tuo cuore e la tua mente
dicono la stessa cosa.
(Leanna L. Bartram)

9. Tutti abbiamo forza sufficiente
per sopportare i mali altrui.
(Francois de La Rochefoucauld)

10. Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi.
(Leo Longanesi)

Quale tra questi sentite più… vostro? 🙂

18102009663-compresso